domenica 3 luglio 2022

La pratica rompe la scienza se orfana di coscienza


A Cavaria in provincia di Varese un ristoratore col pallino delle invenzioni, Leonardo Grieco, affiancato da tecnici e officine qualificate, ha modificato e collaudato un'auto che percorre 100 km con 2 litri di benzina.
In un momento in cui la scarsità e il costo astronomico dei prodotti energetici rischia di dissanguare e di portare al fallimento l'intera economia mondiale, un'invenzione di questo tipo equivale ad un miracolo del padreterno e oltre. 
Se un ristoratore, applicando un principio di Archimede da quinta elementare, (datemi un punto fermo e vi solleverò il mondo), batte tutti gli ingegneri meccanici del mondo, vuol dire che oggi l'umanità non è vittima di impoverimento scientifico, ma di bancarotta morale, di collasso o congelamento della coscienza individuale e/o collettiva.
Per tre quarti di secolo si è insegnato come fare soldi con la scienza, ibernando la coscienza.
Forse, la miserabile fine dell'Italia e degli italiani la dobbiamo a questo, non alla povertà culturale, alla scuola disastrata, alla stampa venduta, ai professori, ai giornalisti, ma, (salvo rare e illustrissime eccezioni) a l'intera consorteria degli uomini di scienza, politica e finanza pubblici e privati impegnati (da compagni di merende) nella lucrosa attività di falsificazione e strozzinaggio della collettività.
Insomma siamo nei guai non per la scadente qualità del sapere, ma perché spesso viene usato per fini di lucro, con "legalissimo" abuso di potere, a danno delle categorie culturalmente o economicamente deboli. E senza uno straccio di protezione né pubblica, né privata, né giuridica, né giudiziaria.
Vi dirò di più, sabato scorso ho scritto un articolo pubblicato su questo giornale, col titolo provocatorio: 
"Affama intellettuali sfama manuali e il mondo va".
Ero quasi certo che mi avrebbero seppellito di critiche, su questo o su altri giornali on-line che lo hanno pubblicato. 
Non è successo niente, e questo mi fa pensare che la coscienza collettiva stia rischiando lo scongelamento.
Un numero crescente di cittadini incomincia a dubitare che alcuni eclatanti fallimenti della scienza possano essere pilotati, predisposti scientificamente per lucrare indebiti guadagni sfruttando ignoranza e povertà.
Ma questa volta con Leonardo Grieco Dio ci ha mostrato la luce. E che luce !
Franco Luceri

sabato 25 giugno 2022

Affama intellettuali, sfama manovali e il Mondo và


Se continuassi a ripetere come un disco rotto che in Italia e nel mondo l'impoverimento culturale sta generando imbarbarimento sociale, incasserei un diluvio di standing ovation. Ma ora che scuola e professori sono diventati il bersaglio preferito dell'informazione ho cambiato idea e magari dovrò accontentarmi di fischi e pernacchie.
Ora temo che sia l'arricchimento finanziario e l'impoverimento morale non culturale a rovesciare il cervello degli "intellettuali" come una manica di camicia. 
Nei millenni e nei secoli la cultura è andata crescendo di qualità ininterrottamente, e le potenzialità del cervello umano altrettanto.
Gli uomini erano, sono e resteranno sempre di due razze: gli istruiti ricchi che vogliono conservare lo status dei loro privilegi, (che di fatto sono appropriazioni legalizzate); e gli ignoranti poveri, che quello status assassino vorrebbero fermarlo per guadagnare almeno una buona morte dopo una cattiva vita, ma chi ha potere culturale, politico o economico, glielo impedisce a colpi di leggi, decreti e regolamenti. 
E quando questi non bastano, invasioni, guerre e genocidi per tenersi stretta la propria refurtiva spacciata per inviolabile diritto.
Chi si è inventato diecine di colori di razze umane: Bianchi, Rossi, Verdi, Gialli o Arcobaleno, lo ha fatto per impedirvi di capire che in qualunque angolo del pianeta, di razze ci sono soltanto due: RICCHI RAPACI e POVERI AFFAMATI.
A prescindere dalla sua intelligenza e cultura, l'individuo che non ha soldi si lambicca il cervello notte e giorno per rimanere a galla cercando di smascherare le soluzioni finte e funzionali a l'arricchimento dei ricchi e allo sfruttamento assassino dei poveri.
Ma se quello stesso individuo, dalla sera alla mattina dovesse arricchire, in un nanosecondo incomincerebbe a considerare i drammatici problemi nazionali e planetari come perturbazioni metereologiche che non lo riguardano, da quando possiede l'ombrello del denaro per proteggersi dai nubifragi d'impoverimento.
Si riempie le tasche di soldi e carte di credito, e corre a spendere e divertirsi come se vivesse nella migliore democrazia del mondo. E magari è suddito della peggiore dittatura.
Prendete pure con beneficio di inventario questa mia affermazione perché in fatto di scienze sociali e umanistiche, più che addetto ai lavori, sono un passante per caso.
Ma temo che a formare cittadini sovrani degni di questo nome, sia più efficace la povertà finanziaria che la ricchezza culturale indotta dalla migliore istruzione e dalla migliore informazione di questo mondo.
Posto che la cultura ha migliorato l'uomo per millenni finché lo ha lasciato povero. Poi la stessa cultura che ha prodotto miliardi di geni non è riuscita a fermare l'imbarbarimento da quando gli intellettuali hanno incominciato ad arricchire al pari o più dei banchieri.
Ora è inevitabile che i popoli istruiti informati e ricchi, siano ricchi di rogne ingovernabili.
La ricchezza manda in villeggiatura i migliori neuroni del mondo; mentre la povertà, (zoppi o sciancati) li rimette in servizio e li spreme H24. 
Questa è la ragione per cui in Italia la stessa super cultura che per millenni ha indotto civiltà e benessere, ora sta generando la peggiore catastrofe socio politico economica dell'umanità.
Qualunque individuo istruito ha ragione di dirsi intelligente, solo se fa dipendere la sua sopravvivenza da soluzioni funzionali a l'interesse collettivo, non da quelle che confliggono creando impoverimento per gli altri e arricchimento per sé.
È una ipotesi, non prendetela per verità evangelica, "Pensateci!".
Ma prima di rimettervi in moto i neuroni, svuotatevi le tasche dai contanti, che al vostro buon senso fanno da immodificabile servofreno di cui non avete più il controllo.
Forse il cervello umano è fatto in modo da "impedire" a qualunque soggetto razionale di sacrificare da suicida la propria condizione economica sull'altare del bene comune: 
al medico, di estinguere la razza dei malati rimettendoli in salute; 
all'avvocato quella dei litigiosi consumatori di sentenze; 
all'ingegnere quella dei palazzinari abusivi;
al commercialista quella degli affaristi evasori;
al politico quella degli elettori da ubriacare di demagogia;
al burocrate quella degli utenti da fare cornuti e mazziati.
Insomma c'è il serio rischio che noi umani si perda il controllo del cervello quando si è raggiunto un livello di benessere economico che è giusto conservare, pur sapendo di arrischiare la vita di milioni e miliardi di sfruttati, affamati, malati, disperati.
Questa è la vera ragione per cui una volta uccideva solo la povertà, ora uccide ancora peggio la ricchezza. Il denaro annebbia il cervello a qualunque umano razionale, e a quelli armati di sapere, avere e potere, (salvo rare e illustrissime eccezioni) lo devasta ben oltre la pazzia.
La catastrofe sociale dei paesi ricchi e progrediti come l'Italia, non è imputabile al calo di qualità della cultura, ma al crollo verticale della moralità dei suoi sacerdoti.
Una volta era l'ignoranza e la povertà a sterminare poveri. Ora non li spreme e li uccide la cattiva istruzione, ma la fame insaziabile di saggi, ricchi e potenti a cui il denaro ha dato alla testa.
Franco Luceri

sabato 18 giugno 2022

Governare gli italiani non è difficile è inutile


Se al mondo della cultura non sono bastati tre quarti di secolo di istruzione "formativa" e di informazione "disinformativa", per rendere governabile almeno una generazione di italiani; un simile clamoroso fallimento non è imputabile al solo mondo della cultura che ce l'ha messa proprio tutta, ma che in Italia persino lo scemo del paese nasce talento di creatività. 
E il creativo, per quanto all'origine possa sembrare facilmente condizionabile, programmabile e ubbidiente come uno stupido robot; avendo di suo una "fantasia disumana", è protetto contro qualunque disonesta ideologia che voglia "de-formarlo" e consegnarlo sfruttabile al mercato, e asservibile alla politica.
Lo hanno attribuito a Giolitti, Mussolini e altri; ma chiunque ne sia l'autore, ha immortalato così l'ingovernabilità italiana: "governare gli italiani non è difficile, è inutile". 
Perciò rassegnamoci, gli italiani sono talmente liberi, diffidenti e magari una punta pure matti, che non solo non si lasciano irreggimentare da nessun governante che voglia asservirli; ma trovano sempre il modo di aggirare e superare qualunque sbarramento ideologico e giuridico che non garantisca libero profitto individuale.
E se è già un pericoloso atto di presunzione ritenere governabile il popolo italiano; sottovalutare in aggiunta anche l'influenza imponderabile della natura è un'autentica catastrofe: nel nord ricco sì incomincia a parlare di desertificazione di una grossa fetta di territorio italiano per mancanza di acqua.
Sulla terra non c'è niente che possa essere risolto definitivamente a colpi di leggi morali e giuridiche, perché la natura non rispetta nessuna legge umana manco per scommessa.
I grandi pensatori l'hanno definita "disordine dinamico". E il vero problema non sta nel "disordine", che in qualche modo ci induce ad ordinarlo; ma nel fatto di essere "dinamico": cioè disordine in costante incasinamento autodiagnostico e autocurativo, tanto da rendere tardive, inefficaci e non di rado devastanti, anche quelle che passano per tempestive e geniali soluzioni scientifiche.
Quindi, in Italia, ogni forma di razionalizzazione creata attraverso la cultura, le leggi e il mercato fa i conti senza "DUE OSTI", l'uomo presuntuoso che vuole la natura al suo servizio e la natura ribelle che ne dimostra la tragica fallibilità, presentandogli conti salatissimi.
Un esempio per tutti: la montagna di rifiuti della capitale e i cinghiali che fanno da impianti di smaltimento.
Quale politica e quale istruzione avrà mai il potere di insegnare ai romani a non auto-seppellirsi di rifiuti, e ai cinghiali di rifiutare l'invito a pranzo, per andare a crescere e moltiplicarsi dove il pranzo non c'è?
Insomma, per farla breve, da una comunità di creativi individualisti, egoisti e divisi su tutto, non c'è cultura e non c'è politica che possa ricavarne un POPOLO.
Altro esempio di schizofrenia politica; sapevamo di essere alleati NATO, ma abbiamo trovato normale affidare la vita degli italiani ai nemici della NATO, comprando dalla Russia materie prime, prodotti energetici e alimentari e aspettando che i due belligeranti Russia e America, a colpi di sanzioni e contro sanzioni, (e speriamo si fermino lá) riducano l'Italia: da giardino dell'abbondanza, in cimitero della fame.
Franco Luceri

sabato 11 giugno 2022

Il mercato ordina e la politica esegue


Se nel mondo ci fosse uno squattrinato che ambisse a diventare Presidente della BCE, di Bank of America, o peggio  Bank of China, non sarebbe comunque abbastanza svitato da eguagliare in presunzione la sconclusa politica mondiale che si ritiene capace di disinnescare la pericolosa mina vagante della globalizzazione.
Nel mercato mondiale, le nazioni comuniste e liberiste (politicamente divise e conflittuali) sono economicamente interdipendenti da secoli. Ed è come aver mischiato diavolo e acquasanta: fiammifero e benzina.
Dal punto di vista politico, ora gli stati dell'est sono in guerra con gli stati de l'ovest: Russia contro Ucraina e Russia contro America ed Europa.
Ma dal punto di vista economico non c'è politica e non c'è guerra in grado di fermare l'intreccio degli scambi commerciali e finanziari fra paesi politicamente nemici.
In questo istante in Ucraina piovono bombe russe assassine, (ma non è escluso che siano state prodotte da Industrie americane, europee o italiane) e arriva anche petrolio, gas, e chissà cos'altro, pagati dagli ucraini ai russi per finanziare Putin che fa guerra agli ucraini.
Anche Putin e Biden, politicamente sì caverebbero gli occhi l'un l'altro;. ma la foresta degli scambi commerciali Russia-America, è inesplorabile almeno quanto la Foresta Amazzonica.
Chi crede ingenuamente che nel mondo c'è ancora una politica capace di governare la mostruosa complessità del mercato, (magari saprà tutto sul mercato rionale delle pulci a due passi da casa sua) ma di globalizzazione non ha ancora capito una mazza.
Il mercato mondiale finanziario ed industriale, ormai è così potente da portarsi a rimorchio la politica, come l'idraulico la borsa degli attrezzi da lavoro, o la pinza a pappagallo.
Siamo al quarto mese di guerra in Ucraina e nessuna parola (occidentale) è riuscita ad indurre Putin al dialogo. Ma alla parola "GRANO" ha capito che la sua guerra stava paralizzando la circolazione del cibo, e questo avrebbe ucciso una grande quantità di umani incolpevoli ovunque nel mondo, e si è reso subito disponibile, (se l'occidente avesse abolito le sanzioni) a non creare ostacoli alla circolazione dei prodotti alimentari che sono l'unico efficace vaccino contro "la genocida pandemia della fame". Ma soprattutto una colossale fonte di profitti per Paperoni.
Quindi la politica che millanta un potere smisurato, tirannico, invincibile, su tutti i popoli del mondo, di fatto è più inerme di un paralitico sulla sedia a rotelle. È spinta a forza dà una mano invisibile: la circolazione mondiale delle materie prime, dei prodotti energetici, del cibo, dei farmaci, del denaro.
Se in qualche momento storico è stato il mercato a perdere in conseguenza della schizofrenia politica; oggi contro il mercato che tiene "BANCO E BANCA", la politica indebitata da fare schifo, gioca e perde puntualmente.
L'economia mondiale è diventata un genocida gioco d'azzardo, vincente solo per chi muove "L'ARGENT", e perdente per tutti gli otto miliardi di umani condannati a giocare, e quando gli va da Dio, rimanere in mutande.
Franco Luceri

sabato 4 giugno 2022

Il querceto della globalizzazione

Un vecchio contadino che viveva solo in campagna, pensò che sarebbe stato utile lasciare in eredità ai figli un ettaro di oliveto anziché terra nuda. Ma non vedeva più tanto bene e un vivaista "onesto" gli rifilò un ettaro di querce. 
I figli, pur non essendo competenti, curarono con amore quella piantagione finché arrivò a frutto. Ma vedendo che i frutti sembravano olive ma non rendevano olio; temendo di aver sbagliato qualcosa incominciarono a sentirsi in colpa.
Oggi la politica economica mondiale, che da anni definiamo globalizzazione, è un querceto ereditato come oliveto: promette cibo e vita per tutti, ma affama il 99% degli umani per ingrassare di "ghiande" (leggi profitti) un piccolo allevamento di m.... "mangiatori di ghiande".
Abbastanza potenti da garantire  epidemie, carestie, guerre o recessioni a tutti i 200 popoli del mondo, e potere e profitto a poche decine di tiranni, strozzini e guerrafondai.
Per assicurare continuità di profitto ai Paperoni; cultura, politica e finanza portano in giro per il mondo guerra vera, dopo decenni di pace finta.
Gli attuali presidenti, russo, ucraino e americano sembrano gli unici tre piromani della guerra assassina in corso, ma sono insignificanti granelli nel mostruoso ingranaggio della GLOBALIZZAZIONE, fatto al 99% di potenti finti, al servizio dei "Signori del profitto", a danno di 8 miliardi di umani che illusi da finta cultura, finta democrazia e finto liberismo, credono per decenni e per secoli di costruire concretamente il diritto alla vita pacifica per tutti i popoli.
Ma come diceva un vecchio saggio, "la pace è solo la continuazione della guerra con altri mezzi". O come ha definito il progresso il grande Luciano De Crescenzo con queste inequivocabili parole:

"La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana."

E chi non si rassegna ad integrarsi e vivere da sfruttatore della stupidità altrui, (al 99% culturalmente indotta) o chi osa combattere il sistema, finisce per morire emarginato, perseguitato o peggio condannato.
È tutta qua la cultura, la civiltà, il progresso umano. Una finta pace costantemente al servizio della guerra vera.
Chi cerca la soluzione a questo rompicapo, non morirà prima di arrivare alla rassegnata conclusione che De Crescenzo c'aveva visto giusto: "il motore del mondo è la stupidità".
E alla moltiplicazione degli stupidi ci pensa il miserabile mondo della cultura, che accelera il progresso scientifico e annacqua e frena la conoscenza di massa, per rendere sempre più impari (e quindi sfruttabile) la stragrande maggioranza dei cittadini. 
Ed è questa forma di asincronismo culturale che ci rende inadeguati a tenere il passo alla disumana accelerazione del progresso. 
Lasciandoci poco istruiti e male informati, ci rendono asservibili e sfruttabili come fossimo nati tutti stupidi, ingenui, creduloni, boccaloni e cagasotto.
È proprio così: "la stupidità è il motore del mondo"; e sulla pelle degli stupidi, gli "onestissimi" sacerdoti della cultura, della politica, del mercato e se necessario pure della guerra assassina ci campano da Dio.
Franco Luceri

sabato 28 maggio 2022

Se non nuoce al mercato non è democrazia

In democrazia la classe politica ha interesse ad ostacolare i piccoli lavoratori autonomi per costringerli a produrre da dipendenti, perché da autonomi, (e quindi capaci di essere autosufficienti) non hanno bisogno dei politici e nemmeno dei banchieri.
Non portano voti perché non credono che la politica democratica sia in funzione del "bene comune", non portano soldi perché non hanno un grosso reddito tassabile e nemmeno mazzette alla gigantesca inestirpabile consorteria dei corrotti.
Perciò, se un piccolo imprenditore si scandalizza del malgoverno democratico, di democrazia, (comunista o liberista che sia), non ha capito granché. 
Per i piccoli lavoratori autonomi, (che ovunque nel mondo sono e restano risibile minoranza) dover dipendere dalla politica democratica è garanzia di fallimento. 
Da quando ho memoria, gli economisti italiani hanno sempre ripetuto fino alla nausea: "l'economia va tanto meglio quanto meno i politici ci mettono le mani". Come dire, funzionali al sistema economico, sono soltanto i governi democratici che non governano: i governi acchiappafarfalle.
Solo un popolo di dipendenti ha bisogno di una classe politica a cui chiedere lavoro o reddito di cittadinanza. Un imprenditore, fosse pure venditore di caldarroste o artigiano ferracavalli, per produrre ha bisogno di clienti pagatori, non di politici borseggiatori.
Voi riuscireste ad immaginarvi un adulto in buona salute mentale e fisica che va a comprarsi le stampelle? Certamente no.
Un imprenditore è come un adulto in buona anzi in ottima salute. Se non subisce infortuni da burocrazia inefficiente o tasse rapina, non entrerà mai in banca a chiedere credito o peggio in una segreteria di partito per procurarsi le stampelle dell'aiutino politico in cambio di voti o mazzette.
Quindi, giusto per capirci, le democrazie sono il paradiso dei dipendenti, (per protezione sindacale e politica sopravvivono a prescindere dalla loro reale capacità produttiva) e l'inferno degli imprenditori onesti, che se sono (come in questo povero paese) chiamati a finanziare a colpi di rapine tributarie: improduttività, sprechi e furti pubblici e privati, o si rassegnano a l'illegalità, o falliscono o si suicidano.
Gli imprenditori devono guardarsi dai politici. Dipendendo dal consenso della maggioranza, (e quindi dai lavoratori e pensionati, che insieme sono una schiacciante e immodificabile maggioranza), quasi tutti i politici finiscono per essere loro malgrado, con effetto domino, una calamità naturale per il mercato e per tutti i piccoli imprenditori che, per onestà o povertà, non sono in grado di comprarsi a colpi di mazzette la protezione mafiosa dei politici "onesti" e soccombono sotto il peso di sprechi e appropriazioni indebite altrui
Chi volesse trovare una conferma, provi a pensare che fine ingloriosa ha fatto il "boom economico" italiano. 
Da quarta potenza industriale ci siamo ridotti a prima impotenza planetaria. La politica tassa gli imprenditori per tenere i lavoratori disoccupati: dicono che così gli imprenditori arricchiscono tutti come Paperoni.
Ieri in un supermercato, un cliente che servivo da agente di commercio quasi 20 anni fa, mi chiama: 
Franco non mi riconosci? 
Certo Giovanni, ché mi racconti di bello? 
Ci siamo liberati, l'industria l'abbiamo venduta ai cinesi. 
Gli avrei urlato volentieri, "è la democrazia bellezza", ma per non riaprirgli una ferita, risposi auguri Giovanni avete fatto bene.
Gli Imprenditori onesti italiani, che non riusciranno a svendere le loro ex attività produttive, ai nuovi colonizzatori, (salvo intervento personale del padreterno) alla lunga porteranno i libri contabili in tribunale.
E i lettori che hanno colto il senso di questa mia rassegnata opinione, avranno capito che democrazia e mercato sono compatibili come il diavolo e l'acquasanta.
Per tre quarti di secolo i potenti del mondo ci hanno illuso che con la globalizzazione stavamo costruendo scientificamente la pace: poi è arrivata la guerra dopo la pandemia a dimostrarci che la pace gli è servita per preparare scientificamente la barbarie della guerra.
Franco Luceri

domenica 22 maggio 2022

Berlinguer considerava il "sapere" unica arma vincente





E noi italiani ancora crediamo ciecamente nella formula berlingueriana del sapere come arma vincente. Sembra la formula magica della democrazia compiuta.
Per tre generazioni, a colpi di laurea e master, i giovani si sono “impadroniti” persino dell’albero del sapere con tutte le radici. Come da protocollo sindacale continuano a lottare al fianco di lavoratori e oppressi in difesa della loro dignità e della loro vita, tanto che il “vecchio ordine politico fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”, (con l’operazione Mani pulite), è venuto giù come una ricotta malfatta.
Ma ahinoi, il nuovo “ordine politico economico” edificato sulle macerie del vecchio, invece di estinguere la razza degli oppressi, sta moltiplicando in maniera esponenziale quella degli oppressori.
L’albero del sapere è diventato come il famoso “MELO” del Paradiso Terrestre, i cui frutti erano, “riservati”, proibiti ai residenti.
Anziché libertà, giustizia e vita a lavoratori e oppressi che in democrazia sono una schiacciante maggioranza, il sapere, diventato ormai tirannico, garantisce solo privilegi agli oppressori e ai relativi servi sciocchi.
Invece di proteggere le vittime, i sacerdoti del sapere aiutano gli oligarchi del potere finanziario e industriale (che ormai si portano al guinzaglio il potere politico come un barboncino) a succhiare il sangue a intere popolazioni.
Dopo l’avere e il potere, anche il sapere, di cui la maggioranza ancora si fida ciecamente, si è rivelato una feroce tirannia. Ieri senza sapere si moriva di povertà; oggi col sapere, se usato con libertà e coraggio in difesa della Giustizia sociale, al meglio si vive da poveracci.
I sapienti, salvo eccezioni, per trovare legittimità politica e risorse economiche, sono stati e sono costretti a prostituirsi dovendo sfamare l’insaziabile ingordizia dei loro padrini o padroni.
Ma diversamente da Berlinguer che considerava il “SAPERE” l’arma vincente a prescindere, Alberto Hurtado sapeva invece che muoversi nel mondo della cultura, è come entrare con un elefante in una cristalleria.
Diceva: “è più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, mentre per educare è necessario essere”.
E fu qui che l’asino del sapere italiano cascò con tutto il sovraccarico. Invece del paradiso di giustizia promesso, i “sacerdoti del sapere” hanno ridotto l’Italia ad una povera Torre di Babele, perché gli italiani sono stati istruiti male ed educati peggio.
Alla faccia del comunismo salva poveri di berlingueriana memoria, ormai nessuno trova scandaloso che a milioni di sfruttati, in Italia, e in ogni angolo del pianeta, persino nelle primissime potenze mondiali, sia calpestata la dignità.
Che vivano per scommessa con poco cibo, spesso elemosinato, senza medicine, e molti senza un tetto sulla testa; mentre i Paperoni possono permettersi le cose più folli: persino grattacieli con piscina sul balcone, o turismo spaziale a bordo della navicella di JEFF BEZOS, per la modica cifra di 28 milioni di Euro andata e ritorno.
Si diceva che la guerra è una cosa troppo seria per affidarla solo ai Generali. E temo che in mano ai sacerdoti del sapere anche la cultura è un’arma pericolosa.


Franco Luceri 

domenica 15 maggio 2022

Dove le emergenze caricano, i "toreripolitici" fuggono


Quante volte i politici e gli esperti italiani affermano, manco fossero toreri in una corrida: "siamo preparati ad affrontare questa emergenza". 
Ma mentre loro si mettono in salvo con la borsa, ai cittadini incornati non rimane altro che leccarsi le ferite, pagando il conto per le emergenze mal governate, a parassiti, corrotti, usurai ed esattori.
È una costante. Se non si ha "consapevolezza" della sempiterna ignoranza e impotenza umana, ci si ritrova impreparati e disarmati di fronte a forze più grandi di noi, (la globalizzazione finanziaria, sanitaria, bellica) che costantemente minacciano di travolgerci.
Ed è proprio così che siamo messi adesso. Dopo due anni e mezzo di catastrofe pandemica ancora in corso, con morti e danni miliardari incalcolabili, è arrivata la guerra. E i nostri "sottuttoio", ci aggiornano in tempo reale sui crimini contro l'umanità consumati in Ucraina, sul numero dei morti e sui danni che di riflesso subisce e subirà l'Italia e l'intera comunità mondiale per i matti del potere in servizio permanente effettivo che giocano alla guerra.
Insomma, tanto per capirci, "L'Occidente", considerato la più sicura e protettiva autostrada geopolitica a disposizione, è sprovvista di guard rail. Ogni volta che i SUPERpotenti sbandano, a finire fuori strada, in cassa da morto o peggio in una fossa comune, è l'umanità incolpevole e il pianeta. 
A quel punto entrano in campo baldanzosi i massimi "esperti" in contabilità mortuaria per informarci sugli sviluppi quotidiani delle catastrofi, delle recessioni, delle guerre e delle sanzioni miracolose che promettono sfracelli futuri nella Russia di Putin, ma da subito uccidono salario, profitto e potere d'acquisto in Europa. (Italia in primis)
Insomma, per non farla lunga, se questi sono i limiti invalicabili del sapere umano, credo che i potenti impotenti della politica, i rapaci della finanza e i massimi "esperti" della "scienza" che gli reggono la coda, saranno miracolosi per la comunità mondiale se torneranno a darsi colpi di zappa sui piedi, dissodando un ettaro cadauno di terreno incolto e magari non ancora spietrato.
Forse non ce ne rendiamo conto, ma l'Ucraina è il maggior esportatore di prodotti agricoli. Se la guerra matti contro matti dovesse continuare, là si morirà di bombe, in Europa finiranno miracolati gli obesi e nel terzo mondo che da sempre vive di solidarietà, si morirà di fame.
La situazione è talmente grave che il Commissario Ue per l’agricoltura ha chiesto di “produrre più cibo in Europa”. Ce la faremo? No senza petrolio e gas. Forse dovremmo iniziare a rinunciare a qualcosa, (magari ai "sotuttoio" che ci costano un occhio manco fossero Einstein) perché già da ora nella UE abbiamo un supplemento di 5 milioni di bocche ucraine da sfamare e l'esercito ucraino da rifornire di armi e di aiuti umanitari.
Franco Luceri

sabato 7 maggio 2022

Ma noi umani siamo davvero intelligenti?


Non potrei giurarci; ma temo che noi umani viviamo costantemente nell'illusione di saper pensare, risolvere problemi, giudicare il prossimo e qualcuno arriva anche, da UNTO DEL SIGNORE, a credersi capace di salvare umanità e pianeta, a colpi di guerre economico-finanziarie e con possibile escalation atomica.
Forse il cervello umano, che riteniamo pensante, fabbrica di analisi oggettive e di soluzioni miracolose, altro non è che un pallone sbattuto di qua e di là nello sterminato campo "culturale" dell'errore, senza riuscire mai, non a centrare la porta della verità, ma nemmeno a capire dove Dio a suo tempo decise di montarla.
Sono ormai quattro secoli, da Galilei, che noi umani ci ingozziamo di "scienza"; e come grandioso risultato rischiamo l'estinzione per gli sconvolgimenti climatici prodotti dallo sviluppo scientifico e tecnologico a c****, o in alternativa per qualche feroce guerra finanziaria che potrebbe sempre degenerare in atomica.
Allora smettiamola di pensare che in questo momento a sbagliare sia solo Putin e gli altri siano tutti sorgenti di verità evangelica capaci di giudicarlo, condannarlo o giustiziarlo.
I tre "potenti" impotenti della politica, che da 72 giorni si giocano alla guerra il presente e il futuro dell'umanità: cioè Putin,  Zelensky e Biden, hanno tutti e tre, sia pure in misura differente: ragione e torto marcio. 
Chi cerca di rifarsi una verginità, mettendo in luce la già evidente bestialità di Putin, ha bisogno di una sbirciatina nella scatola cranica.
Invece dovremmo tentare di capire cosa o chi ha spinto Putin a passare dalla razionalità alla follia. Biden a spegnere il fuoco con la benzina. Zelensky a rispondere in maniera suicida per il suo popolo, alle cannonate con le "bottigliate" simil molotov. Europa e America a rifornirlo di armi. E la Cina in vigile attesa di poter raccogliere i frutti risanando la distruttività altrui.
Chi è fermamente convinto di saper individuare e persino correggere gli errori degli altri è un poveraccio che alla torre di Babele aggiunge solo caos al caos.
Vanno cercati gli errori collettivi di Europa America e Cina a cui Putin sta rispondendo con feroci comportamenti criminali da condannare senza se e senza ma.
Chi continua a corna basse a farvi credere che nei sistemi totalitari c'è un solo criminale responsabile e gli altri sono tutti da santificare, come hanno fatto in precedenza con Mussolini e poi con Hitler e ora con Putin, se è in buonafede è matto da legare.
Se in questo preciso istante potessimo operare il miracolo di far sparire Putin dalla faccia della terra, il futuro dell'umanità resterebbe sempre e comunque a rischio guerra atomica, perché è il cerchio magico degli oligarchi a commissionare ai burattini politici, a che livello illudere, impaurire, paralizzare, sfruttare o sterminare i popoli.
Lo decide insindacabilmente sempre e solo la macchina mostruosa della globalizzazione, il potere economico e finanziario mondiale rapace, quando iniziare la distruzione bellica e quando accoppare il tiranno e riavviare la ricostruzione "pacifica", (sempre  ad uso e consumo dei lupi e a danno degli agnelli).
Chi volesse tentare di capire in che cosa un pacifista è diverso da un guerrafondaio, chieda a Papa Francesco se il Vaticano è corresponsabile nella guerra Russia Ucraina e si sentirà rispondere che forse in qualche misura lo è, persino se è blasfemo anche solo pensarlo.
Perché, chi aspira ad essere pacifista come Papa Francesco, prima di puntare il dito su gli errori altri, cerca di capire quali siano stati i propri, per indurre il prossimo all'umanità.
Altrimenti i popoli arrivano alla pace sempre e solo dopo la bestialità della guerra e l'incubo dell'olocausto.
Franco Luceri

sabato 30 aprile 2022

Al mercato mondiale mancano le porte tagliafuoco.


Viviamo in un modello di civiltà che non è più a misura d'uomo. È come se l'intera comunità mondiale abitasse in un unico albergo senza "porte tagliafuoco". Alla prima scintilla, fosse pure nello sgabuzzino delle scope, si incendia anche l'angolo più sperduto del pianeta.
In Ucraina si spara, ma il rinculo economico-finanziario di quella guerra che sta sterminando un popolo, coinvolge tutti gli otto miliardi di umani, alcuni arricchendoli altri uccidendoli per guerra, terrorismo, colpo di stato, disordini, carestia, epidemia o fame.
Perché la globalizzazione ha reso tragicamente interdipendenti tutti gli stati del mondo. È sufficiente che il danno lo crei uno, e peggio dell'incendio si propaga centuplicato su tutta la comunità mondiale. 
Se un architetto progettasse alberghi senza muri interni e senza porte troverebbe lavoro solo come lavapiatti in qualche osteria malfamata. O in alternativa potrebbe pianificare politicamente il liberismo, dove le porte tagliafuoco (leggi i muri di Berlino) vengono abbattute apposta perché ogni scintilla locale si trasformi in un rogo economico-finanziario mondiale e magari in una guerra atomica.
I russi accendono un fiammifero in Ucraina e molti dei 200 stati del mondo, escalation dopo escalation,  devono prepararsi al rogo assassino della economia e della Finanza, al crollo della produzione e del commercio, dell'importazione e dell'esportazione, che mandano in fumo decenni di giustizia sociale, di diritti umani, di benessere e dignità per milioni o miliardi di persone.
Da svariati decenni, a colpi di scambi commerciali incestuosi si è prodotto un intreccio perverso di rapporti politico economici fra tutti i 200 stati del mondo, a prescindere se democratici o totalitari, anche fra popoli che si odiano e si preparano ad atti terroristici se non alla guerra.
Quindi pensare la globalizzazione senza "porte tagliafuoco" per circoscrivere i conflitti e i relativi danni ovunque nascano ed evitare che si propaghino e degenerino in guerra mondiale o collasso economico è una "geniale" bestialità politica a cui si dovrà mettere riparo con molta sollecitudine prima che sia tardi per tutti.
Franco Luceri

giovedì 21 aprile 2022

È il tritacarne della globalizzazione a generare conflitti.


Uno Stato può dirsi Democratico se ripudia la guerra come l'Italia, e se intrattiene rapporti culturali e commerciali solo con vere democrazie.
Ma se finanzia dittature e tiranni importando ed esportando da "stati canaglia", allora è "canaglia" anche lo stato democratico che fa credere ai cittadini di potersi auto governare e di godere di benessere, pace e libertà finché lo vogliono, ma di fatto li espone inermi al cannibalismo politico, economico e finanziario e alla minaccia atomica di qualche tiranno sanguinario del pianeta.
Che bontà sua, può trasformare in una manciata di secondi un paradiso come l'Ucraina in un Inferno dantesco dove i crimini contro l'umanità si sprecano sotto gli occhi dell'intera comunità mondiale.
Ben 200 stati che balbettano davanti allo scempio di un popolo e alle drammatiche ripercussioni economico-finanziarie globali, ma col terrore di scatenare la terza guerra mondiale se si osasse fermare quella mano assassina.
Quelli che stiamo raccogliendo ora sono i frutti marci della globalizzazione e del groviglio di scambi commerciali e finanziari puliti e sporchi che hanno reso interdipendenti e indissolubili democrazie e dittature.
Proprio come sta messa l'Italia con l'Ucraina e la Russia da cui dipende per una grande quantità di prodotti energetici e materie prime e verso cui esporta prodotti finiti.
Ora si trova a dover inviare armi a l'Ucraina per difendersi dalla Russia. Ma per il petrolio e il gas che importa, finanzia con un miliardo al giorno la Russia che sta sterminando l'Ucraina.
E dipanare una matassa così aggrovigliata è un'impresa tanto difficile che persino l'ONU ha impiegato 55 giorni prima di offrirsi da mediatore tra Putin e Zelensky.
Franco Luceri

sabato 16 aprile 2022

Armare o non armare l'Ucraina, questo era il problema.


Anche il soldato più sprovveduto conosce il significato della parola "escalation". Sa che l'aggressore o l'invasore si muove solo per vincere, anche quando non fa sfoggio della sua massima forza. 
C'è solo da stabilire se sì è in grado di affrontarlo con una forza sicuramente vincente o conviene alzare bandiera bianca. Posto che la "resistenza crescente" dell'invaso, induce l'invasore ad impiegare uomini e mezzi sempre più potenti e con un livello di "bestialità" crescente fino a sconfiggerlo.
Perciò armare il debole o l'aggredito (ma senza sostituirsi a lui quando si sa bene che non potrà reggere il confronto) non è un problema semplice come bere un bicchiere d'acqua.
Se armi l'invaso per combattere e vincere gli salvi la vita, altrimenti lo spedisci al massacro. Perché l'invasore darà fondo al suo arsenale bellico finché non vedrà l'avversario arreso o morto.
Europa e America armano da più di 50 giorni l'Ucraina, ma solo per allontanare la fine della guerra e allungare l'elenco delle devastazioni, delle vittime, degli sfollati e dei crimini contro l'umanità.
Perciò, armando gli ucraini, ma non abbastanza per scacciare l'invasore, l'occidente sta stimolando Putin ad una escalation devastante per gli ucraini e doppiamente pericolosa (economicamente e militarmente) per l'intera comunità mondiale.
In Ucraina la carneficina è giuridicamente imputabile a Putin. 
Ma la responsabilità morale è dell'Europa e dell'America che sfruttano l'eroico coraggio del popolo ucraino, poco, tardi o male armato, sapendo che non conviene a nessuno vincere la guerra militare contro Putin e la sua minacciata escalation atomica; ma contando di vincere sicuramente la guerra economica contro la Russia e la sua debole moneta a colpi di sanzioni.
Speriamo noi poveri europei di non dover pagare al feroce Putin, con la borsa e con la vita, i conti senza l'oste del geniale Biden.
Franco Luceri

venerdì 8 aprile 2022

La politica che non produce in pace, uccide e ruba in guerra.


È essenziale e vitale che nel mondo ci sia una certa quantità di problemi da dosare e custodire politicamente. 
Perché l'eccesso di pianificazione e garantismo rende i popoli stupidi e quindi irresponsabili; così come l'assenza totale di garanzie, aggiunta alla concorrenza selvaggia del liberismo globalizzato e alla quasi sistematica violazione dei diritti umani dei piccoli lavoratori autonomi, (vedi Italia), finisce per rendere i più onesti falliti o suicidi e i più disonesti rapaci e persino criminali.
Questa è la sola ragione per cui i sistemi comunisti, depurati a colpi di pianificazioni per spostare responsabilità dal singolo allo Stato, si sono spappolati come ricotte malfatte.
E la stessa fine stanno facendo i sistemi liberali, che al contrario  spostano problemi spaccacervello dallo stato inadempiente, parassita, rapace, corrotto e ladro al lavoratore autonomo, fino a rendere la vita impossibile persino a chi si rassegna a delinquere scaricando i danni da farraginosità legislative e inadempienze burocratiche, sullo Stato. (vedi Italia).
Ecco perché, salvo rarissime eccezioni, la politica tende a trasformare persino i geni in idioti o criminali. Chi ha coniato l'aforisma (piove governo ladro) ha centrato perfettamente il problema.
Si ritiene almeno da un secolo che i comunisti e i liberali siano liberi di perseguire finalità diverse e persino opposte. Niente di più falso. 
Chiunque governi deve lasciare ai lavoratori dipendenti la giusta quantità di problemi perché l'eccessivo garantismo non li renda irresponsabili; e anche ai lavoratori autonomi il giusto dosaggio, perché la libera concorrenza e l'assenza di garanzie anche per i più elementari diritti umani non li condanni all'evasione, al fallimento, alla corruzione, o peggio al crimine o al suicidio.
Ecco perché si dovrebbe avere paura e rispetto della politica, e aiutarla a non fallire nell'immane rompicapo di liberare i popoli dai problemi che sono risolvibili solo collettivamente, come salute e sicurezza. Lasciando alla discrezionalità dei singoli quelli che istruzione e informazione ha reso (prima e meglio) risolvibili individualmente.
Che sia di destra o sinistra avanti o dietro sopra o sotto, può dirsi BUONA POLITICA, anche nel più remoto angolo del pianeta, solo la giusta miscela di garantismo e liberismo.
Qualunque altra politica faccia della pace un uso anomalo, eccedendo in protezione o sfruttamento sociale, finisce per dover chiedere alla guerra e ai suoi imponderabili e incontrollabili effetti mostruosi, di risanare col sangue degli innocenti gli squilibri di giustizia sociale prodotti in pace.
Franco Luceri

martedì 5 aprile 2022

Gli stati si appoggiano alla guerra come fosse un bastone.


In qualunque Stato di diritto, se due soggetti fisici o giuridici confliggono, c'è l'istituzione della Giustizia che ha potere e dovere di dirimere le controversie, per impedire che un sistema sociale sì degradi a giungla selvaggia, col più forte libero di accoppare il più debole.
Se è così che funzionano gli Stati degni di questo nome, sapete dirmi perché i 200 stati del mondo non hanno ancora inventato una magistratura mondiale militarmente attrezzata per fermare la mano assassina di uno Stato che invade un altro, lo devasta e uccide a piacimento?
Io non lo so, ma infliggere sanzioni a chi si macchia di crimini contro l'umanità mi sembra un orrore di equità. Perciò permettetemi un'ipotesi. 
Non sarà che è troppo ghiotta la possibilità di contribuire alla guerra dei due stati in conflitto con forniture di soldati, armi e denaro, per poi partecipare al bottino della ricostruzione dello Stato soccombente ridotto in macerie, vedi Ucraina?
Tutta l'economia mondiale si regge sul principio che se non demolisci non ricostruisci, se non distruggi o non consumi non produci. 
E se ci fosse una super magistratura col potere di fermare subito e realmente le devastazioni e gli omicidi di due stati in guerra, fermerebbe una quantità gigantesca e incalcolabile di produzione e scambi di beni e servizi, di profitti finanziari e di interessi, anche quelli sporchi e luridi che non mancano mai.
E a naso, temo che i grossi lupi del mondo che speculano sulla borsa, sulla vita e persino sulle casse da morto, non sarebbero per niente d'accordo. E sulle forniture di armi convenzionali e persino atomiche stendiamo pure un velo pietoso.
Questa potrebbe essere la ragione per cui i 200 stati del mondo resi interdipendenti da un groviglio ormai inestricabile di scambi commerciali in tempo di pace, non hanno alcuna convenienza a disfarsi della barbarie della guerra, dandosi una super magistratura almeno competente a scongiurare il rischio per niente remoto di guerra atomica che terrorizza l'intera comunità mondiale.
Io ho fatto la mia rozza e strampalata ipotesi, mettendo carne al fuoco. Ora sta a voi, (se vi và), di girarla, smontarla, contestarla, correggerla, migliorarla.
Buon lavoro a chi ama la pace e odia la guerra.
Franco Luceri

sabato 2 aprile 2022

Contro gli invasori non basta il coraggio serve l'intelligenza.


L'umanità non riesce a liberarsi dalla barbarie della guerra, pur avendo raggiunto inimmaginabili livelli di sapere, avere e potere. E continua ad usare la pace per prepararsi e scatenare la guerra.
Crea, da millenni, tali e tante giustificazioni filosofiche, teologiche, finanziarie e politiche, da far apparire patologica la pace e fisiologica la guerra.
Bertolt Brecht diceva: "sventurata la terra che ha bisogno d'eroi". Oggi direbbe, sventurata l'umanità, che in 380 anni di scienza galileiana non ha ancora capito che solo la saggezza può contrastare la forza animalesca dei guerrafondai. 
La storia biblica del coraggioso Davide che sconfisse il mostruoso Golia fidandosi della protezione Divina è nata ed è morta 3000 anni fa.
Oggi le pietre in mano ai "davide" ucraini che confidano nella protezione "dell'occidente spara blabla", finiscono per giustificare la crescente e mostruosa brutalità del "golia" Putin armato di testate nucleari.
In Ucraina, Putin ha bisogno di un nemico "armato", fosse pure con pietre giocattolo in polistirolo, per giustificare la guerra. E mettere armi vere in mano agli ucraini, è come garantire a Putin una fornitura quotidiana di nemici freschi, per passare dall'arrogante esposizione della sua forza militare parcheggiata per diecine di chilometri, all'uso criminale contro i civili inermi.
La forza ottusa, brutale, preponderante degli invasori con armi sempre più sofisticate, non può essere contrastata dal coraggio dei perdenti armati di bottiglie di salsa riciclate Molotov, ma dalla saggezza vincente della diplomazia: se, dove e quando esiste. 
Il coraggio non è forza, è un pessimo surrogato, è "forzadelladisperazione" che induce gli invasi a tentare di scacciare gli invasori. Ma per vincere la guerra non basta vincere qualche battaglia.
Dove la diplomazia non riesce ad ammansire i guerrafondai, l'eroismo di  pochi fornisce agli invasori assassini l'alibi per continure ad aggiungere altra devastazione e altre vittime innocenti.
Franco Luceri

venerdì 25 marzo 2022

Putin solo contro tutti. La diplomazia ce la farà?


La cultura avrà pure umanizzato gli umani, ma ha bestializzato gli Stati, se quasi 200 governanti del mondo studiano da 4 settimane i catastrofici effetti dell'invasione dell'Ucraina, armano gli ucraini, aiutano e accolgono gli sfollati, ma non fermano i crimini contro l'umanità e non torcono un pelo a l'invasore: cosa ci sfugge?
Mentre Putin spara cannonate e missili, mette in fuga quasi 4 milioni di ucraini, non si sa quanti uccide e distrugge la più ricca nazione del mondo, Biden risponde a colpi di sanzioni che devastano economicamente l'Europa, ma soprattutto l'Italia che é la più indebitata e la più dipendente dalle importazioni russe e ucraine.
Durante il nazismo la comunità mondiale impiegò 12 anni per accorgersi che nel mondo 6 milioni di ebrei mancavano all'appello, perché senza informazione nessuno sapeva.
Ora tutti sanno tutto minuto per minuto: morti, sfollati e macerie, ma nessuno ferma le mani assassine. I pochi che fanno qualcosa mandando armi, fanno più danno che utile. Armano il popolo invaso in modo che l'invasore trovando resistenza si senta legittimato a combattere i civili armati e accrescere la devastazione.
Al suo primo ingresso alla Casa Bianca, Biden minacciò Putin: "sei un assassino te la farò pagare" ( almeno questo abbiamo appreso noi dalla stampa ).
Ma avrà sbagliato indirizzo, perché il conto da "pagare" non lo ha notificato al nemico Putin, ma al popolo ucraino che ne avrà per 100 anni. E non parliamo degli Stati UE che dipendendo da Ucraina e Russia avranno anche loro grosse ferite da leccarsi.
Se è questa la massima capacità di rendere inoffensivi gli svitati della politica, se è questa la massima protezione per i popoli onesti e indifesi di cui sono capaci le prime potenze industriali e mondiali, se è questa la migliore civiltà e il massimo "progresso" scientifico, tecnologico, politico e finanziario che ora si possa immaginare: fatemi la cortesia di fermare il mondo, io scendo qua.
Franco Luceri

sabato 19 marzo 2022

Le toppe politiche sui buchi finanziari fanno piangere.


Ciò che è palesemente illogico anche per il più sprovveduto degli umani; nelle "moderne" democrazie è più che logico, è "legalissimo".
Se lo scemo più scemo del paese non sarebbe abbastanza scemo da mettere in mano a Tizio un elenco di cose da comprare, e a Caio, che sta all'altro capo del mondo, il portafoglio per finanziare la spesa; i finti popoli sovrani delle finte democrazie moderne fanno esattamente così. 
Danno ai governanti il potere politico di risolvere i problemi e rendere produttivo e tassabile il sistema economico, pur sapendo che la moneta dei popoli sovrani di nome ma (vedi Italia) somari di fatto, è gestita all'altro capo del mondo da qualche decina di banchieri, con insindacabile discrezionalità di finanziare i sistemi economici, o condannare i popoli alla fame, alla guerra e gli Stati al default.
Quindi è davvero illogico sperare che la politica italiana che va in giro col cappello in mano a cercare soldi da un banchiere all'altro, dopo due anni di problemi sanitari irrisolti, la minaccia della guerra, l'esodo biblico degli ucraini sfollati, il sistema economico a rischio collasso e lo Stato a rischio default, piova manna dal cielo.
Quand'anche la politica riuscisse a reperire tutte le risorse necessarie, ci vorrebbero 100 anni perché l'economia italiana ridotta a lumicino ritorni a produrre PIL sufficiente a nutrire e curare il popolo, sostenere la spesa pubblica per il buon funzionamento dello Stato e pagare gli interessi sul debito a lievitazione tumultuosa.
Come se non bastasse il costo della pandemia, guerra e sfollati, disoccupati e falliti, la Camera dei Deputati dello Stato Italiano che ha ripudiato la guerra 74 anni fa, ha approvato a larghissima maggioranza un Ordine del giorno che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa,  votato  da Pd, Lega, Fi, Iv, M5S e FdI. 
Si passa dai circa 25 miliardi di Euro l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi di Euro l’anno (104 milioni al giorno). 
Ingenti risorse per una guerra fuori dai confini del nostro Paese, sottratte al popolo italiano.
Insomma senza farla lunga: un popolo che continua a lasciare in mano ai Banchieri il proprio denaro, ma consegna ai governanti l'elenco delle emergenze da affrontare, diritti da garantire, produttività da sostenere, sicuramente non ha una classe intellettuale che brilla per lungimiranza e capacità progettuale.
E di conseguenza, una classe politica che non condanni ogni singolo cittadino onesto a lasciare ai propri figli una montagna di problemi da risolvere con le tasche bucate.
Franco Luceri

sabato 12 marzo 2022

La terza guerra mondiale è dietro l'angolo?


Il 4 giugno 2015 Giulietto Chiesa aveva profetizzato: "siamo vicini alla terza guerra mondiale". Io mi auguro che si sia sbagliato. Ma Voglio sperare che in 7 anni l'Occidente abbia predisposto un piano diplomatico per trattare con i guerrafondai o per impedire che la terza guerra mondiale sia l'ultima per l'umanità.
Da quel poco che si riesce a capire, Europa e America hanno lasciato a Putin piena libertà di organizzarsi, e lo hanno anche finanziato importando dalla Russia grano petrolio gas e chissà cos'altro.
Intanto in Ucraina i massacri di adulti e di bambini incolpevoli continuano, e fino ad ora non si capisce se e quale contromisura America ed Europa hanno predisposto per fermarli.
Appena insediato alla presidenza degli Stati Uniti, Biden si è affrettato a sfidare Putin chiamandolo "Killer" e aggiungendo "te la farò pagare". 
E aveva un sacco di buone ragioni per farlo, perché Putin è una sua vecchia conoscenza. Biden, dal 2009 al 2017 è stato vicepresidente degli Stati Uniti nonché consigliere del presidente Obama per due legislature.
Posto che l'atomica non si ferma con la lingua, quali misure ha predisposto per poter sfidare ora "l'amico Putin" senza mettere a rischio l'intera comunità mondiale, Europa in primis?
Sfidare un killer o un matto con un arsenale atomico di tutto rispetto, e spedire donne vecchi e bambini ad affrontarlo con le bottiglie di salsa riciclate Molotov, è davvero roba da statista responsabile della prima potenza mondiale?
Ma forse aveva ragione quel tale a dire: "quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri a morire." In Italia, oltre alla nostra, e a quella che ci arriva gratis da sud, è iniziata a valanga l'importazione di povertà e profughi da est.
Persino chi avrà la fortuna di uscire ammaccato ma vivo da questa guerra "matti contro matti" rischia di morire di fame per il tracollo dell'economia mondiale e italiana in primis, per la carenza di risorse energetiche e alimentari e per l'esplosione dei prezzi.
Alla guerra con le bombe intelligenti per centrare gli ospedali invece delle caserme, si è aggiunta la guerra con le sanzioni a "rinculo garantito" che mirano ad uccidere il nemico Putin, ma facendo collassare le economie di mezzomondo uccideranno milioni di amici in Europa America e ovunque.
Un tale diceva che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai Generali. Ma anche l'economia è una materia troppo complessa e delicata, per illudersi che i "geni" della politica, con la guerra delle sanzioni, sappiano scongiurare la guerra atomica ed evitare il collasso dell'economia globale per salvare l'umanità.
Franco Luceri

sabato 5 marzo 2022

Sig.Pascal ora può fidarsi: la scienza fa miracoli.


Quattro secoli fa, Blaise Pascal diceva: "Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci."
Ora non è così: è peggio. In 400 anni, "pensando da cani", noi umani abbiamo girato "allegramente" il mondo sottosopra. L'intera vita culturale, sociale ed economica dei quasi 200 popoli del mondo è organizzata per perseguire grandiose finalità a cannonate, tanto da rimetterci la borsa in pace e la vita in guerra, a beneficio di qualche decina di Paperoni guerrafondai, che alla lunga, (se il padreterno non vorrà occuparsene), aspirando a diventare padroni de l'Universo estingueranno  l'Umanità.
Manco col cannocchiale di Galileo si riesce a vedere la funzione benefica della cultura che abitua gli uomini a fare dopo aver pensato razionalmente. 
Dopo due anni di pandemia e carestia planetaria, è arrivata la guerra con minaccia atomica. Tutta la produttività e la giustizia del liberismo mondiale a casaccio, si è sciolta come neve al sole. Ora, carestia e carovita potrebbero ricacciarci nelle caverne.
Se davvero la cultura fosse frutto del pensiero razionale, la vita degli umani sarebbe indipendente dalla schizofrenia dei potenti ottusi e guerrafondai, e le lacrime e il sangue versati da 8 miliardi di umani per tentare di rimanere a galla non contribuirebbero all'accumulazione trilionaria di pochi "onestissimi" Paperoni.
Va detto però, ad onor del vero, che essendo minoranza, i ricchi non hanno potere politico legale in democrazia. Quindi le democrazie, che ovunque arricchiscono i ricchi "politicamente impotenti", e impoveriscono i poveri "politicamente potenti", altro non sono che dittature affidate al governo di ex poveri, geni in fatto di macelleria sociale.
Salvo illustrissime eccezioni, gli utili idioti si offrono gratis a macellare poveri per conto dei ricchi; e i corrotti, allergici alla povertà, ma sensibilissimi alle mazzette, completano il lavoro di macelleria a regola d'arte.
Insomma, per potersi dire "stati di diritto", le democrazie "pensate alla Blaise Pascal" avrebbero dovuto essere a misura d'uomo per i poveri, senza essere un inferno per i ricchi. 
Speriamo che nei prossimi 400 anni si riesca a guarire morte, miseria e ignoranza, magari a beneficio dei più.
Franco Luceri

lunedì 21 febbraio 2022

L'uomo giusto fa giusto anche il mezzo sbagliato.


Chi governa una democrazia ha ragione di essere orgoglioso delle proprie scelte, se i vantaggi indotti dalla cultura, finanza e derivati sono fruibili a qualunque livello sociale come diritto inviolabile, non come favore da comprare a colpi di bustarelle, barattare contro voti o elemosinare col cappello in mano. 
Ma in Italia è così che mal-funziona. Si scrive "diritto" ma si legge privilegio per i potenti o elemosina per gli sfruttati, esclusi, schiavizzati. 
Tant'è che a Napoli, patria dei diritti negati e delle soluzioni meno peggio, da decenni si lascia al bar un caffè pagato per qualche povero che non può addolcirsi la vita. 
Ora però, dopo due anni di catastrofe economica e sanitaria, siamo al salto di qualità a ritroso: dal lusso al salvataggio. 
A livello nazionale si può lasciare in farmacia una medicina pagata per chi non ha ancora accesso alla sanità gratuita e non ha i soldi per curarsi.
Voi credete davvero che nelle perfettissime democrazie liberali la scienza, la finanza e la politica stiano facendo passi avanti sulla via del bene comune e della giustizia sociale, oppure si sta correndo tutti a rotta di collo su una strada buia e a fari spenti?
Mi sbaglierò, ma ho il sospetto che i potenti della cultura, della politica e della finanza, (italiani in primis) farebbero meglio a girare mascherati per la vergogna, perché in fatto di diritti umani (violati e violentati calpestando la Costituzione) il regresso sia diventato immanente e gigantesco, specialmente con il caroenergia e il carovita.
Chi è saldamente incollato alle poltrone del potere è maledettamente impari e sta sterminando in coppia umanità e natura. E non c'è forza legale che possa ostacolarlo o fermarlo.
Ma se i palati raffinati cercassero qualcosa di meglio della mia "ottimistica" opinione, potrebbero farsi la bocca con Zygmunt Bauman, che l'attuale evoluzione liberale a ritroso l'ha descritta con parole inequivocabili.

“Tutti combattono contro tutti, nella loro quotidianità. Fin da piccoli ai bambini viene insegnato l'antagonismo. È una vergogna, la vergogna del consumismo. Siamo ormai istigati ad essere competitivi, perché essere migliori di qualcun altro e di conseguenza renderlo peggiore di noi, ci garantirà prestigio, quindi potere e sicurezza."

Questi sono i frutti culturalmente e finanziariamente avvelenati della politica "pseudo democratica" a marcia indietro. Ad uso e consumo di pochi sfruttatori rapaci e a danno e beffa di una marea di poveri assistiti dalla sanità gratuita, ma sempre ricchi di esclusi che annegherebbero nella miseria e nella malattia, senza la lodevole iniziativa delle farmacie italiane e il generoso contributo di chi ama concretamente il prossimo suo come se stesso: ieri pagando un caffè, oggi una medicina salvavita.
Franco Luceri

sabato 12 febbraio 2022

L'umanità rischia più danni dalla pandemia o dalla carestia?


Davvero la razza umana rischia l'estinzione ogni 50 o 100 anni se entra in collisione con un virus assassino; e tutte le risorse mondiali devono essere convogliate e finalizzate per combattere l'intruso e salvare il genere umano? 
No. Questa è la più grande corbelleria culturale e politica di tutti i tempi, e rischia di devastare millenni di civiltà e progresso.
Da l'uomo scimmia ad oggi, viviamo tutti col virus della fame incorporato. Una pandemia, che senza il vaccino miracoloso del cibo e dell'acqua uccide quotidianamente migliaia di esseri umani se non possono "inocularSì" per via orale un piatto di minestra e un bicchiere d'acqua almeno una volta al giorno. Una settimana senza acqua e si riparte a l'altro mondo. Un mese senza cibo e ci si avvia per l'aldilà.
Quindi ostacolare o fermare a colpi di lockdown, greenpass e minchiate sanitarie assortite l'operosità e la produttività degli umani che lavorano producono spendono e consumano per tenere funzionante e salvifico il sistema economico mondiale che ci protegge dalla pandemia della fame e ci salva la vita, è una imbecillità senza precedenti storici.
Fermare la circolazione mondiale di uomini, merci e capitali è più devastante che fermare la rotazione terrestre. La quantità di persone che uccide la pandemia della fame se mandi in tilt il sistema economico è migliaia di volte superiore a quelle che potrebbero morire di pandemia virale, posto che oltre il 30% della popolazione mondiale è naturalmente immune al covid-19 e a tutte le sue possibili e fantasiose mutazioni.
Tant'è che dopo due anni di lockdown e genialate sanitarie assortite, in Italia il costo dell'energia è schizzato alle stelle, e il carovita rischia di decollare allo stesso livello e sarà incalcolabile il numero dei poveri malati e morti e miliardi di debito pubblico di cui avremo bisogno per mettere riparo.
L'economia di qualunque Popolo è la selezione millenaria delle migliori tecniche inventate dall'uomo per procurarsi il vaccino alimentare contro il virus della fame, ricavando dalla natura il massimo sostentamento al minimo costo.
Insomma il lavoro, la produttività economica e il consumo sono l'unico vaccino senza controindicazioni o effetti collaterali in grado di garantire il diritto alla vita all'intera comunità mondiale.
Ostacolare o fermare l'economia a colpi di lockdown è come rifiutare cibo e acqua ad un povero che sta morendo di fame e promettere di salvargli la vita vaccinandolo contro un virus di cui potrebbe già essere naturalmente immune.
Per chi è allenato ad osservare il dito quando gli indichi la luna, preferisco puntualizzare che io sono vaccinato e assolutamente non sono novax. 
Il vaccino è una benedizione se riesce ad impedire al virus di fare danni. 
Ma se, per uccidere il virus, si scatena nel sistema economico mondiale un terremoto di fallimenti e speculazioni assassine (vedi costo dell'energia è il carovita in decollo verticale) si rischia di fare più danni e vittime innocenti del comunismo e nazismo assommati.
Sul banco degli imputati non va messo il vaccino, perché il vaccino salva l'uomo: ma solo se non gli toglie il pane di bocca devastando l'economia.
Franco Luceri



sabato 5 febbraio 2022

In Italia fa più danni la morale o la legge?


L'Italia non ha problemi di carenza di mezzi scientifici o finanziari ha solo un colossale e drammatico problema di "qualità" di uomini. 
Se in uno Stato che si definisce di diritto, un giudice della commissione tributaria può motivare giustamente ma condannare ingiustamente, e nessuno muove un'obiezione, allora vuol dire che la giustizia è finita nel wc e hanno pure tirato lo sciacquone:
Questa è l'eloquente sentenza che 30 anni fa  ha devastato irreversibilmente una famiglia, condannando per evasione fiscale un piccolo imprenditore che aveva commesso il più abietto dei crimini non avendo imparato a rubare la collettività per ingrassare di tributi gli insaziabili "galantuomini" della burocrazia, politica e Finanza.

Questa è l'eloquente motivazione della sentenza:

      "Dal punto di vista morale nulla da eccepire, ma la legge è un'altra cosa."

(Ch'è come dire al soggetto chiamato in causa, sei un uomo di specchiata ed ineccepibile moralità e io giudice dovrei assolverti perché sei il derubato non il ladro) ma la legge ti considera evasore, ladro di Stato, ed io, essendo soggetto alla legge quanto te, sono costretto a derubarti condannandoti.
Allora una domanda sorge spontanea, se persino i giudici sono tenuti ad emettere sentenze con la pistola del legislatore puntata alla tempia, dovendo ubbidire alla legge che è "altra cosa rispetto alla morale"; siete davvero sicuri che immorale è soltanto la legge, se tutto dalla legge consegue? Scienza, politica, burocrazia, economia, finanza e cultura nel suo insieme, non sono forse "altra cosa" rispetto alla morale?
Se niente di ciò che produce la cultura italiana può dirsi morale, allora nei sistemi sociali moderni c'è poco di veramente democratico, "di bene comune" al servizio dei cittadini onesti. È tutto rigorosamente "legale". Proprio come lo erano le leggi razziali che consentirono ai tedeschi lo sterminio di sei milioni di ebrei prima che la comunità mondiale s'accorgesse del barbaro genocidio nazista.
Noi italiani siamo un popolo di perfezionisti nell'apparecchiare giuridicamente la tavola; ma poi mancano i cuochi per la giustizia "commestibile". I giudici sono con le mani legate, sentenziano sotto dettatura dei legislatori che hanno prodotto in Italia più leggi tributarie di quante ne abbia l'intera Unione Europea.
Contestando la moralità della legge, i giudici mettono sotto accusa l'immoralità del legislatore, ma applicano le leggi rapina fino a devastare la vita e il patrimonio di intere famiglie di piccoli imprenditori onesti.
Per uno Stato rispettoso della fragilità delle famiglie ci son voluti millenni. Ora l'Italia, in balia di poteri sovranazionali Intoccabili e onesti fino alla Lira, si muove da elefante in cristalleria. E per gli ONESTI  VERI privati e pubblici e relative famiglie, è una catastrofe.
La legge va rispettata, ma non se costringere il piccolo imprenditore onesto a calpestare le sue leggi morali derubando lavoratori e clienti per rispettate quelle tributarie rapina. La legge italiana che avrebbe dovuto costringere all'onestà i farabutti, costringe alla "legalità" criminale i galantuomini.
Nessuna legge, nessun legislatore e nessun giudice dovrebbe avere il potere di sindacare l'ineccepibile moralità dei cittadini. Ma se peggio arriva a considerarli disonesti evasori, ladri di Stato, allora è il legislatore con le sue leggi che istiga al crimine i cittadini ed estorce complicità ai giudici per condannarli.
Se un sistema sociale in queste pietose condizioni può essere definito "Stato di diritto", c'è poco da scandalizzarsi se crimini e criminali (vedi Italia) sono già una dilagante maggioranza, mentre i giudici che hanno il coraggio di assolvere moralmente gli onesti, anche se poi non possono esimersi dal condannarli, sono autentiche mosche bianche. Eroi che lottano invano per l'indipendenza ormai utopica della Magistratura italiana.
Franco Luceri

domenica 30 gennaio 2022

Caro Oswald, accendi un cerino, qua è "Notte Fonda".


Professori, professionisti e politici sono le teste "pensanti" che ASSI-curano funzionalità al sistema, risucchiando per sé e per il mondo finanziario gli ASSIpigliatutto (i soldi) e lasciando circolare, come "cura miracolosa" contro ignoranza e povertà: cambiali protestate, assegni a vuoto, cartelle morose, pignoramenti, vendite mobiliari e immobiliari, fallimenti e suicidi di imprenditori onesti e di lavoratori disoccupati o licenziati, e ora, come ciliegina sulla torta, redditi di cittadinanza a chi ha bisogno, e a non pochi sfaticati e farabutti.
E a questo livello di sfacelo morale e materiale non siamo arrivati perché il popolo italiano non ha voglia di lavorare, non ha talento, non ha creatività, non ha intelligenza, ma perché è scientificamente programmato come un robot per impoverire ammazzandosi di lavoro, proprio come descritto da Charles Bukowski con parole "forti e mirate" da pugno nello stomaco:

"Come è possibile che ad un uomo piaccia essere svegliato alle 6:30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare, pisciare, lavarsi i denti, pettinarsi, poi combattere contro il traffico per finire in un posto dove essenzialmente fai un sacco di soldi per qualcun altro e ti viene chiesto di essere grato per l'opportunità di farlo?"

Si caro Charles, questi sono i miracoli dell'Istruzione obbligatoria e della disinformazione scientificamente mirata all'asservimento, sfruttamento e macellazione finanziaria, fiscale e fisica dei popoli.
Io sono mezzo analfabeta ed è quasi certo che mi sbaglio; ma temo che un secolo fa, Oswald Spengler, titolando il suo capolavoro "
Tramonto dell'Occidente" ci abbia indorato la pillola: qua, ormai è "notte fonda". (vedi votazione Presidente della Repubblica italiana in alto mare.)
Tanto fonda, che un matto si è spinto a suggerire agli europei, come possibile soluzione, di "descolarizzare". Ma se un secolo fa questa medicina avrebbe potuto fruttificare, ora è tardi.
Le 5 razze di PROF. con gli attributi: contadini, pastori, pescatori, boscaioli e casalinghe, portatori sani di VERA CULTURA, ormai sono quasi totalmente estinte perché convertite in "prof CM" (culturalmente modificati). Programmati per prendere ordini suicidi dalla politica e impiccarsi per eseguirli a vantaggio del sistema burocratico, economico e finanziario.
Chi crede di aver capito tutto della attuale ideologia comunista e liberale non ha capito una mazza. Perché quelle due ideologie, per indurre i popoli ad accettare la politica come religione, e a credere ciecamente nei miracoli della scienza, uccidono nei singoli la naturale aspirazione a farsi domande, a dubitare e a cercare di capire.
E per incoraggiare i fedeli a genuflettersi alla scienza e derivati, i pericolosi "giordanobruno" glieli servono ben cotti: sospesi, non retribuiti, licenziati, multati o agli arresti domiciliari, quando tutto gli va da Dio, perché portatori sani di dubbi antisistema.
Franco Luceri

lunedì 24 gennaio 2022

L'elezione del Presidente della Repubblica per i "nostri potenti" è la prova del nove.


Destri e sinistri la smettano di beccarsi come condomini di un pollaio. Siamo alla prova del nove.
Ha ragione la sinistra che accusa la destra di non aver saputo ingravidare il mercato di produttività e la giustizia di perequazione. Ma ne ha almeno altrettanta la destra che accusa la sinistra di non aver saputo insegnare agli italiani i doveri, la produttività e la responsabilità, pur avendo gestito in regime di monopolio istruzione e informazione, per radicare nel cervello dei lavoratori peggio di gramigna l'ossessiva rivendicazione di diritti impossibili e nei lavoratori autonomi l'idiota rassegnazione a salvarsi dal fallimento evadendo o corrompendo politica e burocrazia, tanto da legittimare il potere corrotto e rapace ad essere forte con i deboli e debole con i forti.
E hanno torto marcio entrambi, comunisti e liberali, perché non hanno nemmeno tentato di arginare gli errori che per tre quarti di secolo hanno imputato  e continuano ad imputare ai loro avversari politici.
E rimpallandosì le responsabilità hanno prodotto in questa povera Italia e a danno degli italiani un livello di devastazione morale e materiale mai riscontrato nemmeno durante la prima e la seconda guerra mondiale assommate.
E quando i nodi arriveranno al pettine non vedo proprio chi possa cavarci d'impaccio, se politica, burocrazia, giustizia, mercato e finanza continueranno a rimpallarsi le responsabilità.
Mentre ora che Berlusconi ha fatto un passo indietro, da vero uomo di stato responsabile, potrebbero invertire la rotta e finalmente eleggere una donna a Presidente della Repubblica.
Posto che in quella super istituzione gli uomini hanno "garantito poco", pur gestendola in regime di monopolio.
Franco Luceri

domenica 23 gennaio 2022

Trasformata in religione anche la migliore politica genera eretici.


Ogni volta che i potenti inventano una nuova forma di sfruttamento e schiavizzazione dei popoli, inducono ogni singolo cittadino autonomamente "pensante", ad inventarsi una nuova forma di disobbedienza civile anche se ai più sprovveduti cambiare passo o idea sembrerà roba da matti.
Come quel soldato che dovendo attraversare un campo minato con asino al seguito, preferì caricarselo sulle spalle per evitare tragiche conseguenze per sé e per gli altri.
Ma a questa estrema forma di genialità, facilmente scambiabile per stupidità o pazzia, non arriverebbe nemmeno un genio, se non si trovasse a rischiare la propria vita in un habitat reso assassino dai potenti che lo hanno pensato, legalizzato, finanziato, prodotto e commercializzato. Migliaia di "galantuomini" che a livello planetario non si fanno scrupoli a speculare sulla borsa e sulla vita di interi popoli.
Come quelli che oggi attribuiscono la responsabilità della pandemia dilagante ai novax e non a l'armamentario dei potenti che lavorano almeno da un secolo alla guerra batteriologica e chimica pur sapendo di generare impoverimento crescente e arrischiare persino l'estinzione dell'umanità.
Perciò attenti a criminalizzare stupidi e matti, la vera calamità sociale per tutto il genere umano, è quella minoranza di criminali perfettamente inboscati nel mondo della cultura, politica, mercato e finanza, "con licenza di uccidere".
Mezzo secolo fa chiesi ad un quotatissimo professore universitario se avesse ipotizzato quando e perché potrebbe estinguersi la razza umana e mi rispose a bruciapelo: "quando gli uomini diventeranno matti". 
Allora avevo 30 anni e rimasi pietrificato. Ora ne ho 80 e sono certo che il prof ha sparato una corbelleria. L'umanità non è ammattita e non può ammattire se non per reazione ad un cambiamento naturale o indotto, che mette a rischio la sua vita.
I potenti avviano alla grande le loro industrie di emergenze per sfruttare e schiavizzare i popoli. Ma questi, puntualmente reagiscono da matti per sottrarsi alla pazzia del potere.
Insomma, la pazzia di qualunque popolo, è consequenziale: è la misura della criminalità di chi lo malgoverna.
Quando vedete una marea di liberi professionisti e persino il Nobel LUC MONTAGNIER attraversare il campo minato e assassino della cultura, politica e finanza con l'asino sulle spalle, non chiamate la neuro. Aspettate le elezioni e liberatevi dei matti che avete messo al potere, perché sono pericolosi come gli asini liberi in un campo minato.
La pandemia è vera, il vaccino aiuta a combattere il virus. Ma trasformare la migliore politica sanitaria del mondo, in religione, serve solo a concimare il terreno novax e a moltiplicare in maniera esponenziale gli eretici.
Franco Luceri

domenica 16 gennaio 2022

Senza cultura, la politica resta come un mobile Ikea smontato.


La storia lo ha certificato fuori da ogni dubbio. Chi, credendo fermamente nella abolizione della proprietà privata e nella cooperazione, sì aggrappò alla ciambella di salvataggio comunista, finì annegato.
Ma ora, chi vede capacità salvifiche nel liberismo mondiale competitivo, e giura che l'economia nazionale a cui lavora, produce e contribuisce ha funzione sociale, è quantomeno fuso. Persino più di quel tale che avendo urgente bisogno di una trasfusione di sangue andò a chiederla ad una famiglia di vampiri.
Insomma, se un popolo teoricamente super acculturato si dimostra incapace di competere onestamente in un sistema liberale; altrettanto incapace resta in uno comunista, dove la carenza di buona cultura e vera moralità, può vanificare o sabotare qualsiasi forma di cooperazione, fino ad impedire che la ricchezza privata si converta in pubblica utilità.
Senza istruzione e informazione capaci di maturare negli Individui e nei popoli una sana coscienza collettiva, che li induca a cercare il giusto equilibrio fra competizione e cooperazione, qualunque politica finisce per avere la stessa capacità legante e costruttiva de l'impasto cementizio senza cemento.
Ora voi mi chiederete di giustificare questa pesante accusa. E io ci provo.
Per caso, sapreste indicarmi uno Stato Democratico tra i 5 più grandi produttori di ricchezza del mondo che abbia usato l'immenso potere finanziario "pre-covid" per ridurre il numero dei poveri e aumentare quello dei ricchi?
Non angustiatevi, non esiste. In ogni angolo del pianeta, America compresa, esportatrice di democrazia a cannonate, (e Cina a "untorate?"), la politica è asservita alla Finanza. 
Allarga la platea dei poveri e concentra la ricchezza per restringere quella dei Ricchi. 
Voi, in questo genere di politica, ci trovate qualcosa di veramente comunista o veramente liberale? Se si, Complimenti! io no.
Ma quel che è peggio, in Italia non sono i comunisti che hanno arruolato i liberali da salvatori di poveri; ma i liberali rapaci della finanza e del mercato travestiti da comunisti come fossimo in un perenne carnevale, che hanno appaltato ai comunisti, decomunistizzati, la "tratta degli schiavi" nazionali e d'importazione.
I finti Liberali rapinano la borsa e la vita a laboratori e mini imprenditori inermi come ebrei da sterminare con quattro mosse vincenti.
Erogano servizi pubblici da terzo mondo, giustizia a babbo morto, e arraffano tassì e tasse rapina.
Pronunciare ancora la parola democrazia in Italia è una bestemmia. In nessun angolo del pianeta è mai esistita una democrazia senza la sinistra che si oppone alla destra o la destra alla sinistra. Parola di Norberto Bobbio.
I nostri governi "ambidestri" (ieri occulti, ora palesi) sono la prova provata che in Italia, chi ha voglia di opposizione, può solo opporsi a se stesso o cercasi in giro per il mondo qualcosa che non puzzi di cannibalismo "democratico".
Franco Luceri

venerdì 31 dicembre 2021

Nel mercato globale, il banco vince, il giocatore perde.


I poveri, (per millenni "ricchi di ignoranza") hanno sempre pensato di essere sfruttabili dai ricchi solo perché poveri di cultura. 
E alla fine i ricchi e i potenti hanno deciso di arricchirli di parole. Non solo gli hanno dato l'istruzione, ma gliel'hanno resa obbligatoria per essere certi che da laureati e masterizzati avrebbero smesso i panni di sfruttati e vestito quelli di sfruttatori. Ma per schiavizzare, affamare e uccidere i "barboni" in nome proprio e per conto dei banchieri. 
E non si stanno certo dimostrando inadempienti, visto che nel 2021, 1500 immigrati ci hanno lasciato la vita nel Mediterraneo. Per non parlare dei 500 milioni di poveri che a livello planetario rischiano la vita girovagando per mare e per terra da una nazione all'altra, alla ricerca improbabile del loro diritto alla vita.
Mentre i ricchi continuano ad arricchire fingendosi preoccupati per la salute e la vita dell'intera comunità mondiale, i poveri continuano a languire e a morire, perché i loro figli, ora laureati e masterizzati della classe media, o continuano a lamentarsi come fossero povere vittime, o arricchiscono derubando ignoranti e poveri, salvo poi lasciarsi derubare dai ricchi e potenti manco fossero rimasti contadini a zappare con i loro padri.
Confermando così che l'istruzione e l'informazione offrono ai popoli la grande illusione di credersi capaci di rischiare, competere, giocarsela fino in fondo e vincere contro chi, senza lavorare, il denaro già lo possedeva da prima: i Banchieri tiranni che da secoli governano il mondo alla faccia degli ignoranti veri e degli istruiti finti, dei politici squattrinati che si credono potenti, ma sono là tutti in fila indiana da utili idioti per garantire che al tavolo verde della competizione economico-finanziaria i banchieri vincano e i giocatori perdano.
Perciò rassegnatevi, il campione di letalità di tutti i virus è il denaro. Usa gli ignoranti da "untori" consumatori, per trasferirsi dalle tasche sfondate dei poveri a quelle robuste della classe media,  che essendo acculturata non è più sfruttabile, ma solo rapinabile, dai politici a colpi di tasse e dai banchieri a colpi di tassi.
E fu così che con o senza cultura, il liberismo continua indisturbato a fare i banchieri sempre più ricchi, la CLASSE MEDIA ONESTA arrampicata sugli specchi per non risprofondare nella povertà, e i poveri sempre più poveri.
In queste pietose condizioni è davvero improbabile che dopo tre quarti di secolo di promesse mancate, i poveri italiani che ancora conservano l'uso della ragione, credano ciecamente nella cultura e ai non pochi "preti spretati" della scienza.
E il Nobel per la fisica Giorgio Parisi fa una bella ipotesi sul perché tutti i popoli del mondo stiano affrontando la guerra al Virus spaccati di netto su due fronti nemici: i provax contro i novax:
“E’ possibile che la sfiducia nella scienza sia dovuta anche a una certa arroganza di chi la presenta come sapienza assoluta, rispetto agli altri saperi opinabili.
A volte l’arroganza consiste nel non cercare di far arrivare al pubblico le prove di cui gli scienziati dispongono, ma di chiedere un assenso incondizionato basato sulla fiducia. E se la scienza diventa una pseudomagia, può capitare che molta gente scelga la magia vera”.   Parole sante!
Franco Luceri 

martedì 21 dicembre 2021

I consumi guariscono l'economia ma ammalano la natura.


Gli occidentali che hanno raggiunto una soddisfacente  qualità di vita, non sarebbero certo entusiasti se il mondo scientifico e tecnologico, invece di conservare e migliorare lo status quo, fosse costretto a ridimensionare la qualità della vita a cui ha lavorato per 4 secoli da Galilei ad oggi, per "tentare" di risanare il pianeta dopo averlo devastato e ridotto a discarica di rifiuti e di veleni.
Anche solo per respirare, nutrirsi, muoversi, proteggersi, l'uomo consuma risorse naturali, e se ne consuma troppe per insensata stupidità o criminale ingordizia "si suicida": fa ammalare il pianeta, che a colpi di calamità sempre più devastanti, ricambia la cortesia, distruggendo il presente, e mettendo in forse persino il futuro dell'umanità.
Già ora condannata a subire impotente le devastanti conseguenze autoindotte:  lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento degli oceani, l'inondazione dei territori, gli uragani che polverizzano le case e cancellano dalla carta geografica interi paesi, persino costruzioni millenarie sbriciolate da venti a più di 300 km orari, bombe d'acqua che spappolano le montagne e seppelliscono le città o la siccità che trasforma i terreni fertili in deserto improduttivo e inospitale. Per non parlare della scia di vittime innocenti che la natura lascia dietro di sé per difendersi dall'uomo e medicarsi le ferite.
Insomma, posto che la natura non si lascerà mai sopraffare impunemente, senza reagire con giustificatissima ferocia, dovremmo iniziare a diffidare della scienza e derivati, se ci promettono sviluppo economico e benessere facile e crescente, ma strappandoli alla natura con criminali devastazioni, deforestazioni e avvelenamenti, che condannano l'intera umanità impotente a pagare il prezzo con la vita a colpi di calamità, carestie e malattie.
Subendo il plagio della "in-cultura" occidentale, io credo di essere vissuto almeno per mezzo secolo da idiota, pensando davvero di essere intelligente perché provvisto di cultura e creatività; di essere libero, in quanto cittadino sovrano di uno Stato "democratico"; e di poter guadagnare onestamente in ragione della mia capacità, posto che la proprietà non è un crimine. Invece è tutto rigorosamente falso.
Come individui ci illudono di essere liberi, ma come Popoli restiamo al pari di neonati dipendenti e immobilizzati da un cordone ombelicale che mai nessuna VERA scienza riuscirà a recidere, non potendo sopravvivere nemmeno per pochi secondi senza l'aria, l'acqua, la terra, i frutti, il sole e l'intelligenza VERA che ci fornisce Madre Natura.
Perciò scendiamo con i piedi per terra prima che sia tardi. Il genere umano è come partorito fresco fresco, ha il cordone ombelicale irreversibilmente legato alla Natura da cui attinge tutto il nutrimento psicofisico necessario.
La scienza, spesso in buona fede, tenta di liberare l'umanità il più possibile da quella dipendenza, ma il bilancio costi-benefici è sempre da bancarotta fraudolenta.
Perché non mancano gli scienziati pazzi che fingono di liberare gli umani dalla natura solo per asservirli alla incultura, alla malapolitica, alla finanza: agli sfruttatori dell'umanità e devastatori del pianeta.
E guai a pensare che l'umanità si salva rientrando nelle caverne e distruggendo scienza e tecnologia. Si salva se si rassegna a rispettare l'ecosistema che fino adesso ha stuprato.
Franco Luceri

domenica 12 dicembre 2021

Dove la cultura latita: la politica è solo "bla bla bla".


   Mi sbaglierò, ma la politica mi sembra ridotta ad una micidiale arma di distrazione di massa per impedire ai popoli di appropriarsi della sostanza delle cose, prendendo coscienza che sono soltanto due i problemi veri dell'umanità. 
   La cultura che forma i popoli intelligenti o stupidi condanna la politica, che in democrazia dipende dal popolo, ad esserlo altrettanto. 
   E la finanza, che concedendo o negando credito, a suo insindacabile arbitrio, ha il potere di liberare o schiavizzare singoli, popoli e Stati, alla faccia di chi parla di primato della politica, mentre col cappello in mano è impegnato ad elemosinare voti o finanziamenti.
   I cervelli programmati dalla cultura non sono riprogrammabili dalla politica. In America, la politica dice da decenni di voler contenere la proliferazione di armi detenute da ogni singolo americano ma non è mai riuscito nessuno. L'insieme delle Armi detenute dagli americani è la metà di tutte le armi esistenti al mondo.
   E ora, sotto pandemia, la politica mondiale vorrebbe gli 8 miliardi di umani tutti rispettosi della politica, non potendo istituire l'obbligo vaccinale, ma deve fare i conti con i provax e i novax.       Con chi cerca di fermare la pandemia e con chi negandola, caparbiamente, si ostina a diffonderla.
   Solo ciò che riesce bene alla cultura è degno di dirsi politica, tutto il resto sono parole al vento. O come dice la piccola grande Greta, "bla bla bla".
   Con questo, non voglio scagionare la politica e incriminare pari pari la cultura; ma se la politica vuole smettere di collezionare fallimenti, deve curare per decenni istruzione e informazione.
   Solo la buona cultura può influenzare la qualità di vita dei singoli e quindi dei popoli democratici. Un popolo istruito e informato correttamente si autogoverna eleggendo una classe politica capace, responsabile e onesta che garantisce burocrazia e finanza rispettose dell'uomo e dell'ambiente.
   Viceversa, la cultura predispone i popoli a subire inermi, dai propri rappresentanti "inconsapevolmente" eletti, il malgoverno della burocrazia inadempiente e la Finanza strozzina.
   E se non vi bastano le mie povere argomentazioni, lasciatevi guidare dal grande Carl Gustav Jung:
"Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male. Se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi poiché essa consiste nella somma degli individui."
   E Zygmunt Bauman conferma: "se pensi ai prossimi 10 anni pianta un albero, se pensi ai prossimi 100 istruisci le persone."
   Un popolo male istruito è male informato, per la politica e per la finanza è sfruttabile e schiavizzabile.
   Chi, dopo aver lasciato marcire la cultura, vedi Italia, vi rincretinisce parlandovi di buona politica, burocrazia e Finanza: o è utile idiota, oppure è complice venduto per favorire l'istituzione o il consolidamento di un potere democratico finto e tirannico vero, con relativo sfruttamento, schiavizzazione o macellazione di popoli. E Piero Gobetti c'aveva visto giusto: "Il fascismo non è una malattia passeggera, ma l'autobiografia di una Nazione". Ora temo che avrebbe detto dell'intero pianeta rosso e nero.
Franco Luceri

sabato 4 dicembre 2021

Il covid-19 è il trasformista dei virus?


Premesso che io di medicina so meno di niente, in 2 anni di dibattiti televisivi su pandemia e terapie, credo di aver capito che il nuovo vaccino (mRNA) contro il covid-19, è una specie di postino di fiducia delle industrie farmaceutiche, incaricato a recapitare, via inoculazione, l'identikit del virus da combattere e la licenza di ucciderlo.
Corre a consegnare al sistema immunitario, che del corpo umano è il poliziotto armato che lo difende, la foto segnaletica del "malvivente" virale da rendere inoffensivo se trovato in circolazione sul "territorio umano" di sua competenza.
Ma il "malvivente", sapendo di essere ricercato da tutte le "polizie" del mondo; manco fosse Arturo Bracchetti, corre a travestirsi, inizia a mutare, cambia forma e forse pure sostanza; e il sistema immunitario, come un poliziotto rispettoso degli ordini, impegnato a combattere soprattutto il virus della foto segnaletica, gira a vuoto, perché "la bestia" con quei specifici connotati, mutando si è resa irriconoscibile e quasi imprendibile.
Finché l'industria farmaceutica, preso atto della mutazione, cambia e inocula la nuova foto segnaletica con i nuovi connotati del virus da sterminare.
Alcuni virologi hanno fatto capire ai non addetti ai lavori come me, (sempre che io abbia capito davvero !) che vaccinando mentre è in corso una pandemia si salvano molte vite umane, ma si rischia di fare del virus un infernale "trasformista", con capacità mutanti tali, che si arriva a debellare la pandemia quando il virus, avendo liberamente deciso di suicidarsi, smette di mutare o si indebolisce e diventa capace di infettare ma incapace di uccidere.
E ci sono buone speranze che per quel farabutto sia arrivata l'ora: la 32esima mutazione denominata Omicron in arrivo dal Sud Africa sembrerebbe molto più infettiva ma molto molto meno letale.
In ogni caso, visto che il vaccino non è blindato come il caveau di una banca, e non impedisce al virus di circolare in entrata e in uscita nel corpo umano, è buona norma continuare a fare delle misure preventive: mascherina, lavaggio mani, distanziamento ecc. un uso quasi maniacale per evitare di diventare unti o untori.
Questo è quanto ho capito io fin qui. Ma essendo quasi smisurato il livello della mia ignoranza in materia, Vi suggerirei sommessamente di fidarvi solo delle vostre conoscenze scientifiche.
Franco Luceri