lunedì 14 gennaio 2019

Salario e TFR dipendenti dalla qualità della prestazione


Se un popolo chiede ad un tecnico di risanargli lo Stato, come abbiamo fatto noi italiani col prof. Monti (ma anche Fornero e mille altri luminari della scienza in 7 decenni) è giusto retribuirlo in base ai risultati da lui normalmente ottenuti producendo ricchezza per sé, ma andrebbe aggiunto o detratto un TFR, un compenso o risarcimento posticipato e proporzionale a ciò che la sua prestazione positiva o negativa produrrà concretamente, con la crescita o contrazione dei posti di lavoro, del potere d'acquisto dei salari e del PIL 

Perchè se è un genio nel fare profitti per sé o per pochi e fallimenti per tutti, va pagato da passacarte non da statista capace di farsi carico delle sorti di un popolo.
In Italia abbiamo il pessimo vizio di riempire le istituzioni di presunti ''cervelloni'', di remunerli in base a ciò che hanno fatto per se stessi, senza il minimo obbligo di dimostrare che sanno garantire alla collettività qualcosa di alternativo allo sfascio, al debito pubblico in lievitazione e al rischio di guerra civile.
Fingiamo di investire sulla meritocrazia liberale, strapagando da presidenti degli Stati Uniti, persino i lavacessi del Parlamento, ma non andiamo oltre l'irresponsabile egualitarismo comunista sfasciatutto e ammazza capre e cavoli.

sabato 12 gennaio 2019

Burocrati e professionisti: coltivatori diretti di poveri


Al mondo c'è un solo problema che non è dovuto alla presunzione di qualche scienziato matto, alla rapacità di qualche strozzino o al delirio di onnipotenza di qualche statista. Miliardi di soggetti falsamente qualificati si sono impegnati nella sua soluzione dalle caverne ad oggi ma il risultato è a dir poco tragico.
Tutti e 7 miliardi di umani giochiamo a trovare i colpevoli per questo o quel problema, ma per la povertà a questo mondo ci sono solo falsi imputati nel mondo della finanza e della politica. 
Dio ci ha creati così diversi che non può esistere una filosofia o politica capace di governare tutti con giustizia sociale.
Ha provveduto a creare lo stupido e l'intelligente, ma anche il ricco e il povero facendo nascere gli individui in un habitat ricco o in uno poverissimo.
I ricchi con la solidarietà e gli statisti con le leggi ci provano inutilmente da millenni a sanare il problema povertà, che i più sono indotti ad imputarlo acriticamente alla Finanza strozzina e al governo ladro.
Mi spiace contraddirli e contraddirmi, posto che anche io ho pensato così per decenni. Invece anchieri e politici non c'entrano una mazza con la povertà.
La possibilità che un povero subisca un danno entrando direttamente in rapporto con un banchiere o con uno statista è a dir poco remota. Quindi la povertà è imputabile direttamente agli arrampicatori sociali della classe media, che nel tentativo di fuggire dalla povertà e abbracciare la ricchezza, sono disponibili persino a far prostituire le loro madri, le loro sorelle o le loro mogli.
Ovviamente la scelta della classe media di arricchire impoverendo gli ultimi è a dir poco demenziale perché non la protegge dalla rapacità della Finanza e dalla stupidità dei governanti.
Non succede tutti i giorni dell'anno che la classe media venga penalizzata dai potenti della Finanza o del fisco, ma quando i sistemi sociali entrano in crisi per la crescita patologica di poveri, non è da questi che il banchiere o il politico tenta di attingere risorse. Semmai il povero gli costa qualcosa per tenerlo in vita e non gli rende proprio niente.
Quindi chi è all'apice del potere rivolge le sue interessate attenzioni alla grossa, grassa e cieca classe media che abusa stupidamente degli ultimi per sottrarsi a l'abbraccio della povertà e accumulare ricchezza.
Sfruttando titoli di studio spesso comprati e leggi favorevoli estorte alla politica, la classe media è sempre lanciata ad accumulare potere e denaro a spese degli ultimi, salvo poi vederseli scippare da Banchieri ed esattori ogni volta che il sistema sociale entra pericolosamente in recessione o rischia letteralmente il default.
Quindi governi ladri e strozzini assortiti con la povertà non c'entrano una mazza. Di quella devono vergognarsi in esclusiva burocrati, professionisti, giornalisti e Giudici.
Perciò ora che Banchieri e politici in difficoltà rivolgono a loro la massima attenzione tributaria, tagliando pensioni o retribuzioni, ci risparmino i pianti di coccodrillo perché in ogni angolo del pianeta i poveri sono dovuti alla miopia o alla cecità della classe media.
E chi è colpa del suo mal ora pianga se stesso.

mercoledì 9 gennaio 2019

Dalla monarchia alla democrazia


Per evitare che un giorno arrivi il postino a notificargli la pena di morte, i regnanti moderni hanno cambiato residenza e si fanno chiamare sudditi. 
Hanno riempito la reggia del potere, di giullari del re; e loro, i regnanti veri della cultura del sindacato della burocrazia delle professioni della Stampa de l'imprenditoria e della Finanza si sono resi irreperibili mischiandosi alla massa dei veri sudditi cornuti e mazziati.
Si sono sparpagliati in mezzo al Popolo somaro, in modo che il postino che si recasse alla Reggia per notificare la condanna alla ghigliottina agli attuali Luigi XVI, (ai veri sovrani) troverebbe solo burattini del re, regnanti finti, come dire, paraculi palesi dei veri regnanti occulti.
Tutto ciò ha reso la rivoluzione, a risanamento della democrazia, una tragica sceneggiata. 
Mentre i poveri sudditi indifesi e indifendibili continuano a rimetterci la testa nelle mille ghigliottine istituzionali, i regnanti veri, accumulatori indefessi di potere e denaro, fuori dalle stanze dei bottoni se la ridono come l'idiota che crede di fare un lavoro a regola d'arte segando il ramo su cui siede.

venerdì 4 gennaio 2019

La DITTOCRAZIA è la mala Democrazia


I grandi filosofi del passato da Platone a Rousseau, hanno tentato di inventare la democrazia, ma ne è venuta fuori la DITTOCRAZIA, un ermafrodita giuridico a mezza strada tra democrazia e dittatura.
Si saranno detti; nella storia dell'umanità i popoli non hanno mai gradito di essere governati. Allora lasciamoli governare da soli, così l'opposizione o la rivoluzione potranno farla solo a se stessi, (come dire finta) non avendo tiranni o regnanti da accoppare.
I soggetti che avranno l'incarico di smanettare nella stanza dei bottoni sì troveranno a gestire un potere talmente frazionato e annacquato da non essere in grado di cavare un ragno dal buco.
Ma peggio, la soluzione dei problemi diventerà impossibile perché qualunque opposizione al malgoverno o rivoluzione non potrà certo cambiare i governanti che sono i cittadini sovrani, ma i loro incaricati a governare, come dire, i governati, i giullari del re.
In altre parole le vere dittature non sono quelle dove c'è un regnante o un tiranno che si lascia ghigliottinare, ma le democrazie dove al governo ci finiscono i governati, cioè gli esecutori di ordini dei governanti sociali, sindacali, corporativi, finanziari, burocratici, giudiziali e chi più ne ha più ne metta.
Quindi il popolo Democratico può solo governarsi bene, perché se si oppone al suo mal governo ne paga il conto a piè di lista.
In Francia i gilet gialli stanno facendo la rivoluzione contro il finto re Macron, che è il loro governato. Perciò la montagna di danni che stanno facendo non è a carico del povero governato macron, ma del Popolo francese che si è auto governato male, e sta aggiungendo danno a danno opponendosi al proprio malgoverno, come se avesse per il proprio salvataggio un Re Luigi XVI e consorte da ghigliottinare.

mercoledì 26 dicembre 2018

San Francesco pensaci tu !


"Concedimi la serenità  di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza."
San Francesco d'Assisi

In questa frase di San Francesco d'Assisi i potenti del mondo hanno tutta l'eredità culturale necessaria a salvare il genere umano per millenni, ma continuano a sprecarla, fingendo di non capire quali cose possono e devono cambiare e quali devono, anzi dobbiamo accettare tutti con rassegnazione.
Così la politica mondiale, invece del San Francesco d'Assisi, continua a studiarsi il Tomasi di Lampedusa e a sprecare da criminale o da suicida la borsa e la vita dell'intera umanità, fingendo di cambiare tutto in meglio, ma conservando scrupolosamente il peggio: truffa, rapina, corruzione, devastazione ambientale, abuso di potere, insicurezza, violenza pubblica e privata, ingiustizia sociale e guerra fra poveri.
Non voglio farla lunga, ma la fine del comunismo (dopo un secolo di bellissime illusioni) ha prodotto per tutti i popoli del mondo (poveri ma anche ricchi) lo stesso impatto ambientale generato dalla caduta del meteorite che estinse i dinosauri, ma peggio, senza apportare mutamenti fisici visibili.
Cancellando un secolo di certezze demenziali, ma ritenute scientificamente inoppugnabili, ha gettato nel caos culturale e socio politico economico l'intera umanità.
Credo si debba partire da qui per individuare cosa si può cambiare subito e cosa si debba accettare: o perché è immutabile, o perché ora, noi poveri orfani stralunati del comunismo non abbiamo né il cervello né il portafoglio per cambiarlo.

domenica 23 dicembre 2018

È il lavoro che rende l'uomo educato e intelligente

L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Massimo d'Azeglio  

Non voglio raccontare sciocchezze perché non sono un addetto ai lavori in campo culturale. Ma a sentire Massimo D'Azeglio si capisce chiaramente perché in Italia la famiglia e la scuola hanno scandalosamente fallito nel trasmettere la buona educazione ai giovani in questi sette decenni di democratica istruzione obbligatoria, con i figli che malmenano i genitori e con gli alunni che malmenano i professori.
La buona educazione non si insegna e non  sì impara oziando in famiglia o sbadigliando sui banchi di scuola, si impara zappando la terra, lavorando e mangiando il pane guadagnato col duro lavoro. 
Il resto è fantascienza spacciata per scienza, dalla stupida  e disonesta classe dirigente italiana, perfettamente educata ad asservire gli italiani che avrebbe dovuto servire.
E maestra di parassitismo, corruzione e appropriazione indebita a danno del popolo italiano, "perfettamente educato" dalla famiglia e dalla scuola all'anarchia, all'egoismo, al parassitismo, a l'irresponsabilità e forse pure all'estinzione.

Banchieri e imprenditori firmate l'armistizio


Il comunismo è fallito ma il liberismo non può fallire mai. Le idee imprenditoriali vincenti generano lavoro, profitto e tributi e arricchiscono popolo e Stato. Mentre le idee idiote e fallimentari piacciono molto ai banchieri perché accrescono la domanda di mutui, finanziamenti, interessi e profitti astronomici per strozzini e compagni di merende.
In altre parole i sistemi socio-economici falliti sono quelli che non producono ricchezza come lo è stato il collettivismo. Mentre i sistemi che producono sia pure ricchezza criminale ove è ostacolata o impedita la produzione di ricchezza legale a colpi di tassi e tasse rapina non falliscono mai. 
Il liberismo produce sempre e comunque, anche se il sistema tende a spostare ricchezza da chi la produce, cioè imprenditori e lavoratori, a chi la finanzia, cioè banchieri investitori e strozzini di tutte le razze.
Come dire che il liberismo avvantaggia più chi impiega la ricchezza, e non chi partorisce idee vincenti e le rende produttive avviando un'impresa, assumendo lavoratori, facendo profitti e pagando tasse.
I più pensano che non ci sia alternativa al liberismo fallito, invece il modo di renderlo produttivo per l'intera umanità c'è. Basta eliminare il conflitto di interesse che c'è fra il banchiere e l'imprenditore. 
Oggi il banchiere arricchisce se l'imprenditore fallisce e se viceversa l'imprenditore fa profitti e non ha bisogno di finanziamenti bancari fallisce la banca.
Allora la politica deve collocare nella stessa barca, Banchieri imprenditori e lavoratori: o vincono tutti o falliscono tutti.
Considerare legittimo il conflitto di interesse che da secoli tiene in guerra il mondo dell'imprenditoria, delle banche e del fisco a danno di milioni di lavoratori che finiscono disoccupati è la peggiore iattura per l'intera umanità.

Ora le galline dell'imprenditoria vivono in un campo di sterminio pseudo liberale


Una volta le galline ovaiole venivano sgozzate e preparate in brodo solo in casi super eccezionali per nutrire una puerpera che avesse arricchito l'umanità partorendo un bambino, ma non fosse in perfetta salute per nutrirlo.
Ora la classe dirigente irresponsabile e i rapaci della finanza e del fisco si nutrono quotidianamente solo di galline ovaiole della piccola imprenditoria, (che al pari di ebrei in mano ai nazisti) finiscono sgozzate e asservite in tutte le salse ai potenti nazionali e mondiali. 
Alla gigantesca e vorace "puerpera"  culturale, sindacale, politica e finanziaria, che (a "vantaggio" dell'umanità), come una montagna continua a partorire un unico rachitico topolino: produttività alle stalle e debito alle stelle.

domenica 16 dicembre 2018

E se pagassimo la politica a lavoro finito?

Se chiedi a un contadino di zapparti la terra, solo quando ti dimostri soddisfatto del lavoro eseguito, allunga la mano per incassare il meritato compenso. Se invece incarichi un professionista pubblico o privato, di estirparti un problema quanto una capocchia di spillo, lui ti spiegherà per mesi in che modo scientifico ti libererà dal problema, ma da subito dovrai versare il prezzo del servizio alla segretaria, o accreditarlo sul suo conto bancario. Sicché il problema, anche se inizialmente è insignificante, ha tutto il tempo di ucciderti, perché i moderni “servizi cervellotici pre pagati” (salvo rarissime eccezioni) “non vanno oltre il blabla”.
Questa è la ragione per cui l’Occidente (e con l’Italia capofila) sta affogando nel progresso delle chiacchiere e della mafia: perché il manovale non può sottrarsi alla responsabilità che si è assunto fingendo di eseguire un lavoro per incassare compensi immeritati o anticipati; mentre l’intellettuale, chi ha bisogno di pensare molto prima di agire, sembra uscito fresco fresco da una scuola di recitazione per prendere per i fondelli l’Umanità fingendosi capace di cavarla d’impaccio, ma facendosi quasi ossessivamente i ca..i propri, e incassando compensi per la sola promessa di “servizi scientificamente impeccabili che nessuno vedrà mai”.
Quindi, la soluzione è tanto semplice da sembrare una riscoperta dell’acqua tiepida a ferragosto. Per sciogliere i problemi come neve al sole, basta pagare la classe dirigente pubblica e privata, come i manovali: “a lavoro finito cioè a problema risolto”.
In questo modo, le teste d’uovo italiane, che ammucchiando problemi quanto catene montuose, lucrano miliardi per ridurre l’Italia ad un cesso di stazione di campagna, oltre a non incassare più una lira (dagli alunni per consegnarli un titolo di studio di disoccupato a vita che vale quanto carta igienica di seconda mano; dai sindacalizzati per garantirgli licenziamenti e manganellate invece dei salari; dai malati per rispedirli al Creatore; dagli utenti per abbuffarli di disservizi letali della migliore qualità; e dagli imprenditori per rapinarli di tasse e istigarli al suicidio) si vedrebbero spogliati pure delle mutande per risarcirli.
Così tutti i manovali responsabili d’Italia, dai contadini, agli artigiani, ai netturbini, potrebbero pretendere compensi doppi e tripli, per le loro prestazioni tangibili; decisamente diverse da quelle preventivate, incassate e poi spudoratamente negate dai ciarlatani con la laurea, pubblici e privati, fino a distruggere in sette decenni popolo e Stato.
Salvo illustrissime eccezioni, il mondo della “in-cultura italiana” si è organizzato per lucrare vantaggi e privilegi dalla conservazione dei problemi, e non dalla risoluzione. E persino la politica onesta è ormai impotente o vittima di migliaia di enti la cui unica e devastante funzione è lucrare stipendi e compensi vari, sfruttando e truffando utenti e clienti per lasciarli marcire.
Ma se tutti i professionisti pubblici e privati fossero pagati, al pari dei manovali, in proporzione ai problemi che hanno realmente risolto e solo “a lavoro finito a regola d’arte”; l’Italia in un decennio tornerebbe ad arricchirsi di onesti intellettuali e professionisti (ormai ridotti ad esigua minoranza a rischio estinzione come o peggio dei panda) e si impoverirebbe di affaristi interconnessi a mandria alla politica corrotta e alla Finanza stronzina per mangiarsi l’Italia e gli italiani, a norma di legge.
Perchè è proprio il rispetto formale delle leggi mai sgarrato da corrotti e mafiosi, che impedisce ai magistrati per decenni di sentire puzza di crimine nella finta “legalità romana e nazionale affaristico-politico-mafiosa”, se non grazie alle confessioni degli stessi marpioni, quando rimangono impigliati come pesciolini nelle reti a strascico delle intercettazioni.
Ma quello che fa ancora più schifo del crimine affaristico-politico, è sapere con certezza che abbiamo uno Stato criminale che si mangia quello legale; e pure il fisco continua imperturbabile a perseguitare i contribuenti onesti, invece di lasciare in mutande corrotti e mafiosi. Strangola quelli che avrebbe l’obbligo legale e morale di risarcire, fino ad istigarli al suicidio e poi passa a depredare facile facile le loro famiglie squattrinate, che prive di avvocati e commercialisti, sono tanto inermi, che il fisco non fa fatica a ripulirli “a norma di legge”.
Immanuel kant diceva che “il possesso della forza corrompe il libero giudizio della ragione“. E la mafia romana ci conferma che “soldi, sapere e potere“ sono una “forza” capace di rendere “bacato” qualunque cervello. Ma se il popolo italiano incominciasse a pagare l’intera classe dirigente “a lavoro finito “; saggi e potenti da strapazzo non avrebbero da incassare una quattro soldi bucata, anzi dovrebbero pagare, posto che i loro “servizi produttivi di valore aggiunto per la collettività“, come il famoso “paese normale” di dalemiana memoria, lo sviluppo economico, le conquiste sindacali, il PIL crescente a l’infinito, la libertà, la giustizia sociale, i diritti inviolabili del cittadino, la democrazia, ecc. ecc. ecc. sono fermi al millennio passato e oltre. Mentre default e guerra civile sono sempre acquattati dietro l'angolo.

lunedì 10 dicembre 2018

Menù soluzioni

Per chi non amasse annaspare inutilmente nei problemi politici, ma cercasse soluzioni sia pure menopeggio per tentare di salvare la borsa e la vita di tutti.

1) Privatizzando  la sovranità monetaria si lascia alle banche l'arbitrio di giocare anzi speculare  sulla vita dei popoli usando la micidiale arma del credito concesso o negato. Finanziando a tasso zero i ricchi corruttori, bancarottieri, esportatori di capitali e strozzando i poveri con spread genocida.

2)     La democrazia funziona se chi detta legge da padrone dello Stato non si definisce dipendente pubblico e si esenta da ogni responsabilità per i danni arrecati a popolo e Stato, e caricati tributariamente sugli imprenditori poveri fossero pure venditori di bruscolini e caldarroste.

3)  I burocrati non garantiscono nessun servizio. Anzi forse è più giusto dire che garantiscono servizi dannosi e perfino assassini a regola d'arte. E l'esattore che incassa il costo della loro micidiale inadempienza, che servizio rende?

4)  La politica vincente mette a l'ingrasso la società e a dieta lo Stato: perché un popolo autonomamente produttivo non ha bisogno di servizi pubblici, e di conseguenza non ha bisogno di dipendenti pubblici da pagare profumatamente pagando tributi rapina.

5)   Se l'opposizione fa campagna elettorale a vita gonfiando i problemi per togliere il potere a chi governa; poi si ritroverà a governare l'impennata dello spread,  avendo  allarmato gli investitori mondiali e istigato alla speculazione gli strozzini.

lunedì 3 dicembre 2018

Perché il mondo ha cappottato passando dal contadino genio al prof idiota

Zygmunt Bauman ha infilato il dito nella piaga con quattro parole: "Addio umanità schiavizzata da un'elite di parassiti".
Peccato che nel frattempo l'elite di schiavisti ha figliato ed è diventata esercito, anzi eserciti. Perciò il problema attuale è come sfrattare gli schiavizzatori dal potere. 
Da qualche secolo la ricchezza ha invertito il senso di marcia e circola contromano. Chi produce valore aggiunto ONESTO impoverisce perché tassato anzi rapinato da chi produce danno aggiunto a qualunque livello sociale dal netturbino al presidente.
E se la massa può guadagnare solo producendo danno, sapete dirmi voi quanto impiega a rassegnarsi a danneggiare il prossimo per incassare denaro, posto che ormai persino la vita delle formiche dipende da esso?
Pensate a quale livello di follia hanno portato l'uomo che la scuola sforna cretini, nel giornalismo fanno carriera i pennivendoli, nella magistratura i protagonisti, in politica gli arruffapopoli, irresponsabili,  corrotti,  ladroni e parassiti, nelle banche gli strozzini rapaci, nel mercato gli sfruttatori, truffatori, avvelenatori, evasori, corruttori, e sulla burocrazia stendiamoci pure un velo pietoso.
Siamo così avanti con l'imbecillità e la follia collettiva che se i lavoratori vogliono lavorare devono crearsi prima il problema. I pompieri devono rassegnarsi ad appiccare il fuoco per guadagnare sullo spegnimento. Così in senso reale o figurato, stiamo studiando, o siamo diventati tutti un po' piromani, danneggiamo il prossimo o il pianeta a miliardi anche per incassare un centesimo bucato.
Perciò urge invertire il senso di marcia del denaro, strappando il potere a chi oggi, dopo aver prodotto danno aggiunto, è legittimato a colpi di strozzinaggio finanziario o rapine tributarie, a ridurre persino al suicidio chi ancora si illude di poter vivere onestamente producendo valore aggiunto.

Dio ci ha diversificato il cervello come gli organi genitali?


Attenzione, questa è una ipotesi buttata là con la zappa, non c'è niente di scientifico. Ma visto che il cervello dell'uomo e quello della donna sono profondamente diversi, mi sono chiesto: ma questa diversità è congenita? 
Oppure è indotta dal fatto che l'uomo si è nutrito di scienze per molti più secoli della donna e che la scienza unitaria scissa in filosofica e matematica ha finito per modificare il cervello dell'uomo, diversamente in meglio o in peggio di quanto la pratica abbia modificato quello della donna?
A questo rompicapo io ho solo domande, non ho risposte. Ma se non è Dio ad aver fatto il cervello diverso tra uomo e donna come ha fatto gli organi genitali, sarebbe interessante capire se l'invenzione e lo studio delle Scienze a cui l'uomo si è dedicato per più secoli rispetto alla donna, ha prodotto nel cervello maschile un mutamento positivo o negativo.
Insomma per farla breve, la diversità così profonda che induce i due generi ad amarsi o uccidersi, l'ha voluta Dio sin dalla creazione?
Oppure questa profonda mutazione genetica e la conseguente incomunicabilità che ci affligge è imputabile all'istruzione che ha reso l'uomo più intelligente della donna o più s****** ?
Il grande Mark Twain affermava fra il serio e il faceto, che: "il sapone e l'istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro ma a lungo andare sono più micidiali."
Io ancora non c'ho capito una mazza, ma se qualcuno sa come stiamo messi, batta un colpo.

In Italia non c'è alternativa allo statalismo

Nell'ultimo secolo i comunisti hanno commesso un bel po' di crimini al pari dei fascisti, ma non si sono mai distinti per stupidità o ignoranza.
Bruciando sull'anticipo i fascisti, hanno capito che a rendere vincente la politica non è il controllo del mercato e della finanza, ma del sapere: non è gonfiando i portafogli ma sgonfiando i cervelli con più indottrinamento che istruzione, che si conserva o accresce il consenso, anzi la fede cieca per generazioni, come se il comunismo fosse una religione.
Posto che le democrazie sono il governo del Popolo, al popolo il comunismo va insegnato a scuola, per riscuotere consenso plebiscitario per generazioni.
Così sono riusciti, e dopo un secolo ancora tentano di convincere anche i marziani che l'unica politica buona in Italia è quella comunista e l'unica cattiva è quella liberale che loro marchiano dispregiativamente fascista.
Per loro, la politica PD è stata una manna caduta dal cielo fino a 6 mesi fa. Poi, con il governo Conte salvimaio sono arrivati i barbari, i fascisti che stanno sfasciando l'Italia. Fanno crollare i ponti, generano allagamenti, frane, terremoti, morti e devastazioni.
I sinistri avevano fatto dell'Italia una bomboniera e ora i destri la disfano. 
E la disfano davvero non avendo capito per stupidità, che solo la politica che parte dalla scuola, anzi dall'asilo nido, può raccogliere fedeli e consenso acritico, quanto e più di una religione. 
Tutto il resto è mercato destinato al fallimento se i cervelli dei cittadini non sono stati implementati di liberalismo ma di marxismo.
Quando le banche iniziano a reagire alla improduttività e parassitismo del Popolo, e curano le loro sofferenze aumentando i tassi e costringendo la politica ad aumentare le tasse, il sistema economico entra in una lunga fase recessiva, portatrice inesorabile di indebitamento pubblico  e guerra fra poveri.
Oggi non c'è comunista al mondo che non si definisca liberale: fallito il collettivismo tutti cercano la salvezza nel libero mercato.
Ma ad un popolo indottrinato e plagiato da cultura comunista, si potrà mai chiedere politica liberale, competitività e produttività autonoma, meno burocrazia, meno statalismo, meno tasse, meno sprechi, furti e corruzione? Credo proprio di no, a giudicare dalla quantità patologica di laureati italiani che scappano all'estero per trovare salario, non avendo manco la più pallida idea di come fare profitto onesto in italia.

giovedì 29 novembre 2018

Il pericoloso miraggio della terza via


La dicotomia lavoratori-padroni ha sempre generato divisione, anzi divaricazione di cultura e di interessi fra le due diversissime classi sociali. 
E qualunque politica ha tentato di unificare e pacificare poveri e ricchi, ha finito per aggravare la divisione e la contrapposizione, tanto da rendere feroce e sanguinosa la guerra tra poveri.
Io, da dilettante, ho cercato come un matto almeno dal 2011 "la terza via", una idea politica unitaria che potesse indurre lavoratori e imprenditori a cooperare in pace, anziché competere e farsi la guerra sindacale, politica, economica e giudiziaria giorno e notte. Fino a distruggere il giusto salario per i lavoratori e il profitto onesto per le imprese. Da decenni ormai costrette a sfruttare i laboratori, evadere le imposte, corrompere, avvelenare uomo e ambiente, chiudere, fallire o delocalizzare.
Ma non c'è niente da fare. Le idee e gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori, dei Poveri e dei ricchi, dei barboni e dei Banchieri, erano, sono e resteranno inconciliabilmente in guerra da qui a l'estinzione dell'umanità, perché non tutti gli uomini vogliono o possono essere dipendenti e non tutti vogliono o possono essere autonomi. 
Chi rifiuta o contesta o ritiene superata la divisione filosofico-politica in destra sinistra, fascisti comunisti, ricchi e poveri, dipendenti e autonomi, sta rincorrendo il miraggio della terza via, del bene comune finto che fa il ricchi più ricchi facendo i poveri più poveri.
E attenzione, l'interesse unitario non è impossibile solo fra lavoratori e padroni, cioè fra poveri e ricchi, ma anche fra ricchi e ricchi, fra risparmiatori e banchieri o peggio fra imprenditori e banchieri.

Si possono inventare miliardi di nomi diversi per rappresentare o tutelare gli interessi di lavoratori e padroni, di poveri e ricchi, purché l'incendio della contrapposizione conflittuale fra chi offre molto lavoro ma poco salario e chi cerca l'esatto contrario, non si spenga con la benzina, continuando a fare i ricchi più ricchi e i poveri più poveri.

domenica 25 novembre 2018

È vero che gli uomini non cambiano?


L'Italia sembra popolata di donne e di bestie assassine a forma di "uomo". A rendere patologicamente cattivi i maschi (mai stati peggio di così prima) è l'eccessivo insegnamento maschile o l'eccessivo insegnamento femminile, posto che oltre ad educare i figli maschi in casa, ne curano la formazione a scuola, dove la presenza di donne insegnanti quantomeno in Italia è sfacciatamente maggioritaria?
Io a questo interrogativo potrei fornire solo congetture non risposte intelligenti. Ma chi possiede gli strumenti culturali dovrebbe iniziare a lavorare su questo rompicapo, visto che in Italia la quantità dei femminicidi e violenze consumate a danno delle donne è ormai abominevole.
Mia Martini diceva che gli uomini non cambiano: sono figli delle donne ma non sono come noi.
Invece gli uomini sono cambiati e continuano a cambiare in peggio, perché?
Perchè stanno assorbendo una dose eccessiva di cultura maschilista o femminista mai sperimentata prima di adesso? A voi filosofi, pedagogisti,  psicologi, psichiatri l'ardua sentenza.

venerdì 9 novembre 2018

Alla politica italiana serve un antipiretico


La classe politica democratica, dipendendo dal consenso sociale, non può nemmeno sognarsi di imporre regole che garantiscano funzionalità al sistema, ma scontentano gli elettori.
Perciò l'unica via praticabile, è quella di indurre i popoli a non pretendere dalla politica  troppi diritti e pochi doveri, perché quella e la strada a scorrimento veloce che porta al default.
A naso, credo che nel genere umano tutta la civiltà e tutta la barbarie abbiano origine da quattro cause indissolubilmente interconnesse: natura, cultura, politica e mercato, da cui discendono a cascata miliardi di effetti.
Ed è un grandissimo truffatore chiunque vi offra soluzioni per problemi particolari che alla lunga diventano causa di altri problemi, come la scuola che produce occupazione e ricchezza ma per i soli addetti, la sanità in costante emergenza, la previdenza a rischio bancarotta, la sicurezza e la giustizia che hanno perduto il controllo del territorio e della popolazione, le infrastrutture pericolanti, il mercato poco ricettivo di occupazione perché poco competitivo per gli alti costi di lavoro, finanza e fisco.
E qua salto volutamente il problema cultura di cui non ho competenza, e passo alla politica e al mercato su cui mi sento meno impreparato.
Dopo la fine del comunismo, tutti "i mangia padroni sindacali e politici"  hanno optato  per il sistema liberale. Ma di fatto tutta la politica continua a curare le malattie del mercato a colpi di statalismo, continua a sopperire alla scarsa ricettività occupazionale del mercato,  non incentivando le imprese ad assumere, ma riempiendo lo Stato di dipendenti pubblici e tassando tutti i lavoratori e gli imprenditori per pagarli.
A questa prima scelta suicida, si dovrebbe rispondere togliendo alla politica il potere di riempire lo Stato di personale poco qualificato, demotivato, parassita e persino ladro, per attingere da lì il massimo consenso, e poi occupare e abusare del potere.
Ma se togli alla politica il potere di assumere per lucrare consenso, non avrà crescente il potere di tassare. Con due effetti benefici a cascata: i piccoli imprenditori non saranno rapinati di tasse e istigati al suicidio e le multinazionali e le banche non saranno indotte ad assumere  quando la politica sgancia aiuti o licenziare  per estorcerle finanziamenti, esenzioni di imposte, o appalti truccati, o lucrare favori a colpi di tangenti milionarie.
Poi va cancellata l'odiosa finzione giuridica di qualificare i "burocrati" dipendenti pubblici, (per giustificare  la loro  irresponsabilità) posto che di fatto sono i padroni dello Stato e persino della borsa e della vita dei lavoratori, degli Imprenditori e forse pure dei Banchieri.
Ma, ancora peggio, non essendo a carico di chi li assume, ma dei contribuenti, la politica non si cura mai di controllare la legalità e produttività dei dipendenti pubblici che finiscono per trasformare lo Stato, a colpi di abusi di potere corruzioni ed estorsioni, in "COSA LORO", alla faccia dell'interesse collettivo della legalità e della Giustizia sociale.
Come dire che i politici democratici fanno i datori di lavoro col c*** dei contribuenti.
Togli ai politici il potere clientelare di assumere e di tassare, come dire di derubare Pantalone, e in un colpo solo avrai  liberato gli imprenditori e l'intero Popolo dalla necessità di derubare lo Stato per sottrarsi alla rapina tributaria.
E in quattro e quattr'otto, riportando a monte la responsabilità, da chi subisce le regole, a chi le inventa e le applica  a spese e a danno della collettività, e ritrasformi lo Stato dei dritti, corrotti e mafiosi, in Stato di diritto degno di questo nome.

domenica 4 novembre 2018

Le malattie d'Italia


Il pessimo vizio della stampa italiana di parlarci sempre di problemi irrisolvibili, ci ha indotti a pensare che l'Italia è insanabile da Leuca a Cantù. Niente di più falso.
Ci sono piccoli e piccolissimi aggiustamenti da eseguire sul fronte dei poteri pubblici, dei diritti privati e dei privilegi e irresponsabilità della classe dirigente.
E anche la "democrazia italiana" che nell'ultimo mezzo secolo ha funzionato egregiamente per banchieri e multinazionali, discretamente per gli utili idioti della classe media che hanno finto di non vedere i problemi perché non gli toccava personalmente, e a schifo per i lavoratori poveri e per i piccoli imprenditori onesti finiti persino suicidi, sotto lo schiacciasassi di usurai ed esattori e una magistratura che non ha mai visto sentito o parlato, ritornerebbe DEMOCRAZIA DEGNA DI QUESTO NOME.

giovedì 1 novembre 2018

È il gioco dell'oca bellezza ma la chiamano democrazia


Quando ti dicono:
"è la democrazia bellezza!"
è come ti dicessero:
"è il gioco dell'oca bellezza!"
Perché di fatto con la politica democratica puoi avanzare o retrocedere come nel gioco dell'oca: con una piccola variante, è sempre uguale da millenni, non finisce mai.
Se il governo fa più gli interessi dei lavoratori, ai padroni si assottiglia il profitto fino al fallimento. 
Viceversa se fa più gli interessi dei padroni, i lavoratori retrocedono ad una minore qualità della vita, del potere d'acquisto e fino alla perdita del lavoro.
Questo vuole ricordarvi chi vi dice: "è la democrazia bellezza": sei sulle montagne russe, oggi sali e domani scendi. Se credi che la tua vita migliori all'infinito di democrazia non hai capito una mazza.
Per garantirsi potere e arricchimento infinito, la classe dirigente finge di salvare i lavoratori con i soldi che rapina ai padroni, oppure salva i padroni con i soldi rapinati ai lavoratori.
Una politica che garantisca produttività e Giustizia al sistema sociale e al sistema Stato per salvare insieme lavoratori e padroni non l'hanno ancora inventata.
Ma le teste d'uovo della cultura a quanto sembra stanno lavorando alacremente in questo senso, fidatevi, è solo questione di millenni.

sabato 27 ottobre 2018

Rottamare le ideologie conviene?


Se noi umani non siamo mai stati adeguati a governare culturalmente e fisicamente il mondo, o un singolo sistema sociale, un comune, un condominio, una famiglia e persino noi stessi; pensare che prima o poi da qualche parte ci piova la politica assolutamente perfetta a correzione della cattiva è demenziale.
Ecco perché gli ideologi sono tutti truffatori. Convincono le masse che la verità sta tutta a destra o tutta a sinistra: nel liberismo o nel comunismo. Salvo poi incriminare i destri degli errori sinistri e i sinistri degli errori destri.
Ma finalmente l'Italia è uscita dalle prigioni ideologiche di massima sicurezza e dopo la politica "renzusconi" è passata senza grossi strepiti alla politica "salvimaio".
Speriamo che questo sia l'inizio della fine delle mistificazioni ideologiche in cui istruzione, informazione, politica, giustizia, sindacalismo e mercato hanno imprigionato per 7 decenni il popolo italiano. E peggio ancora l'intera Europa.
Nel mondo esistono solo tracce di verità e vanno cercate come diamanti o pepite d'oro in tutte le direzioni possibili e immaginabili. 
Chi si ritiene unto del Signore o portatore sano di tutta la verità del mondo, o anche solo quella che gli basta come singolo, corra a comprarsi una camicia di forza e se sono iniziati i saldi, si accaparri mezza dozzina che fa un affarone.

lunedì 22 ottobre 2018

In politica i rossi e i neri sono compagni di merende

Per quanto si tenti di diversificare la politica, tutti i politici del mondo rientrano in due grandi famiglie:
1)  i "ROSSI" che si dichiarano apertamente al servizio dei poveri ma ne moltiplicano la specie, perché da utili idioti finiscono per favorire puntualmente dalle caverne ad oggi l'arricchimento dei ricchi.
2)   e i "NERI" che studiano le migliori tecniche di macellazione  sociale, per impoverire e ridurre i popoli a "barboni", ingrassare i banchieri e incassare lucrosi compensi alla faccia delle famiglie povere da cui spesso provengono.
Insomma è abbastanza improbabile che i ricchi accettino di impiegare i loro denari per salvare i poveri, se così mettono a rischio la propria crescita finanziaria, o peggio l'incolumità.
Se proprio sono costretti a spendere, preferiscono finanziare la scuola che conserva i popoli ignoranti e la stampa che provvede a colpi di mistificazioni e disinformazioni a renderli abbastanza stupidi, da finire con crescente rassegnazione in bocca ai banchieri lupi e agli esattori cannibali.
Perciò rinunciate a cercare altro. In ogni angolo del pianeta i saggi, i ricchi e i potenti non hanno grandi scelte occupazionali: o da utili idioti consegnano poveri al mattatoio della burocrazia, Giustizia, finanza e fisco; o da grandi professionisti della macellazione finanziaria li accoppano.

giovedì 18 ottobre 2018

Si apprende solo facendo e fallendo


Mi auguro proprio che questa sia una fake news.
Sembra che gli intellettuali occidentali morti da millenni stiano meditando all'insaputa di San Pietro un suicidio di massa. Per gli effetti nefasti della loro cultura sulle attuali generazioni, filosofi e matematici non reggono più dalla vergogna.
Che gli analfabeti o i poco alfabetizzati si aggrappino alla politica come ancora di salvezza alla ricerca di un lavoro o in alternativa di un reddito, possono anche capirlo.
Ma che i laureati e persino i prof disoccupati si aspettino dal vicepremier Gigino un dignitoso lavoro dipendente possibilmente pubblico o in mancanza un reddito di cittadinanza di €780 gli sta mandando in ebollizione il cervello, e se non corrono da uno strizza che gli induca a rassegnarsi finiranno tutti per togliersi la vita, scusate volevo dire la morte.
Perché loro non erano soltanto i padri della cultura occidentale ma sapevano farne buon uso pratico. Sapevano che la cultura che non ti induce a produrre autonomamente da imprenditore non è cultura.
Perché se pensi senza fare non fallisci se non fallisci non apprendi e se non apprendi non cambi, dicevano i saggi di una volta.
Questa è la ragione per cui la politica italiana di destra e di sinistra davanti e di dietro di sopra e di sotto e a 960 gradi è tutta ugualmente inconcludente.
È fatta da pensatori puri che non hanno mai fatto un tubo. E non avendo fallito non hanno appreso e non avendo appreso non possono cambiare nemmeno una virgola dello schifosissimo status quo.
Praticamente gli individui capaci di fare politica sono quelli che stanno per portare i libri contabili in tribunale non quelli che stanno andando all'università a ritirare il titolo di prof o di dott. che garantisce la loro infallibilità teorica e irresponsabile, quella che sta mandando in ebollizione il cervello ai vecchi Platone e Pitagora che sapevano bene quale immenso valore ha la vera cultura che ti induce a realizzare da lavoratore autonomo responsabile ciò che hai pensato.
Ti induce a domandarti cosa puoi dare tu allo Stato e alla collettività da imprenditore o da libero professionista, non cosa prendere, e il più delle volte con abuso di potere.

venerdì 12 ottobre 2018

In democrazia la libertà uccide la sovranità

Se Dio ha fatto l'uomo schiavo della sua testa facendolo ignorante e non di rado anche stupido; e della sua pancia, dovendo produrre per mangiare e mangiare per vivere, qualunque cultura  e  qualunque politica gli faccia credere che è libero di non istruirsi ed è libero anche di non lavorare e farsi mantenere dalla famiglia e dalla collettività, è cultura  e politica criminale, perché induce gli individui e i popoli al parassitismo e alla lunga popolo e Stato alla bancarotta.
Il singolo può sentirsi libero di rifiutare l'istruzione e il lavoro, ma poi rimanendo povero e bisognoso attenta alla libertà degli altri perché pretende di essere mantenuto curato istruito difeso informato e governato a regola d'arte. In altre parole la libertà incondizionata che garantiscono le democrazie è politica terroristica.
È ovvio che  il singolo individuo che non ha adeguate risorse psicosomatiche non può e non deve essere obbligato a lavorare produrre e contribuire.
Ma tutti i soggetti che rifiutano il lavoro autonomo pur avendo acquisito a spese della collettività la cultura per farlo, e si fanno mantenere dalla famiglia o dallo Stato sono dei terroristi che attentano l'equilibrio economico dei sistemi sociali e del sistema Stato.
Ma per le leggi italiane e forse mondiali sono legalmente liberi di scegliere di vivere da autonomi o da parassiti.
Quindi la libertà incondizionata fa delle democrazie un ventre molle perché le condanna allo sfascio economico.
Questa è la ragione per cui lo stato italiano si è tirato dietro per 7 decenni almeno 3 milioni di disoccupati fissi che ora sono diventati 5 milioni. Per non parlare dei milioni di laureati che sono fuggiti all'estero a caccia di lavoro dipendente.
Libertà e solidarietà sono due diritti costituzionali fondamentali del sistema Italia ma sono maledettamente in conflitto. La libertà dei lavoratori dipendenti uccide quella degli autonomi.
I soggetti che per anni rifiutano di inventarsi un lavoro autonomo pur avendo acquisito una o più lauree e aspettano che gli piova lavoro dipendente possibilmente pubblico, attentano alla libertà di chi un lavoro autonomo se l'è creato indebitandosi come un Cristo in croce e per legge è obbligato a pagare tasse e mantenerli.
Se le democrazie erano così all'epoca di Platone non saprei. Ma a giudicare da quella italiana, dove la longevità media delle piccole imprese infestate di parassiti pubblici non va oltre 2 anni, temo che i principi filosofici e giuridici su cui si fondano le moderne democrazie possano essere leggermente avariati tanto da renderle ingovernabili persino affidate a milioni di teste d'uovo della Scienza e della Tecnica imboscati da parassiti nelle istituzioni dello Stato.

martedì 2 ottobre 2018

A Norimberga processate la cultura europea

Dopo il primo genocidio per odio, l'Europa ha consumato il secondo per eccesso di amore indottrinando e ingrassando i popoli.
Non lo ha mai sospettato nessuno, lo stiamo capendo piano piano tutti col senno di poi, ma in politica gli eccessi di bene e male sono entrambi assassini. E ora c'è il rischio che si debba riaprire il Tribunale di Norimberga alla ricerca di una via intermedia meno demenziale.
Invogliando gli europei a comprare cose lì si è indotti a non comprare figli, ad abortirli, e ora a mettere riparo al crollo demografico importandoli (al pari di fauna animale) tutti cresciuti dall'Africa, e mantenendoli al posto dei propri, tanto da realizzare una perfetta sostituzione di popolo, un genocidio in apparenza altamente morale, affettuoso e premuroso, ma di fatto altamente immorale e forse pure criminale.
Questa volta non è semplice stabilire chi è il carnefice e chi la vittima, ma il mondo della cultura deve finire al completo sul banco degli imputati per aver massacrato il cervello dei popoli e delle classi dirigenti fino ad indurli al suicidio demografico, al genocidio auto inflitto. Più che i responsabili, questa volta a Norimberga si dovranno cercare gli irresponsabili.
In condizioni normali ci vuole poco per capire che un popolo che non figlia si auto condanna a l'estinzione; ma un sistematico lavaggio del cervello indotto da cultura e benessere ha impedito agli italiani e ad altri popoli europei lanciati sulla via dei diritti senza doveri e dell'arricchimento facile e immeritato, di percepire le tragiche conseguenze della mancata natalità.
Chi possa fermare oggi questa giostra di matti, forse è Dio l'unico a saperlo.

Disfati dell'acqua sporca ma salva il bambino


È la cosa più semplice del mondo affermare che fra un partito e un cesso di stazione di campagna senza sciacquone non c'è differenza.

Alcuni politici italiani hanno totalizzato fino a mezzo secolo di carriera girandosi inutilmente tutti i partiti dell'Arco costituzionale, senza riuscire mai a trovare uno che sia pulito come un lenzuolo candeggiato ammorbidito asciugato e stirato a puntino. 
Gli stracci tirati fuori dalla cuccia del cane, non reggono il confronto con "l'altissima igiene morale" dei partiti politici italiani. E mi scuso con i cani per l'infelice accostamento.
Quindi criticare i partiti è un po' come riscoprire l'acqua calda a ferragosto.
Le pulci vanno fatte singolarmente agli uomini di partito non ai partiti. Dentro o fuori da qualunque partito la responsabilità resta sempre individuale, l'idiota va trattato da idiota, il genio da genio, il farabutto da farabutto.
Buttare l'acqua sporca anzi putrida dei partiti e delle ideologie senza salvare il "bambino" (il singolo politico che merita rispetto) che merita di essere salvato è demenziale qualunquismo per chi cerca applausi facili dagli imbecilli come lui.
Che in un governo ci possano essere soggetti inqualificabili è la cosa più normale del mondo, (anormale è chi si scandalizza) ma non ci si libera della mela marcia buttando all'aria la cesta, l'intero governo.
Questa tecnica in Italia è stata super collaudata, posto che in 7 decenni da Palazzo Chigi sono passati premier politici e premier tecnici e super tecnici ministri sottosegretari e portaborse in quantità industriale e nessun partito ne è uscito pulito.
Conte Di Maio Salvini e Casalino magari saranno tutti provvisti di scheletri negli armadi ma sono scheletri rigorosamente personali.
Chi pensa di infilarli tutti a forza nell'armadio di Conte (e sempre che Conte un armadio personale ce l'abbia) o è un idiota o è un farabutto.

domenica 30 settembre 2018

In Italia la buona cultura produce buona politica?

Nella scuola italiana arrivano alunni da ogni parte del pianeta e i nostri prof non hanno difficoltà a formare qualunque tipo di cervello. 
Ma una volta formati culturalmente gli individui e i popoli, nessuna politica al mondo è in grado di governarli onestamente, produttivamente e con giustizia sociale.
Per i politici italiani non è un rompicapo solo governare immigrati, ma qualunque tipo di popolo con qualunque cultura, qualunque religione, qualunque condizione sociale e di qualunque territorio.
Se governano produttivamente il nord affamano il sud, governano bene i lavoratori e uccidono i padroni, e se governano bene i padroni uccidono i lavoratori.
Se mettono a punto la politica ideale per un popolo cattolico discriminano gli individui di altre religioni fino ad istigarli al terrorismo.
Insomma per farla breve i politici italiani hanno difficoltà a governare persino il comune di Rocca Cannuccia, anzi la loro stessa famiglia.
Chi pensa che la politica possa condizionare pesantemente la cultura, provi a guardare le nostre università sono piene di alunni di tutte le razze e i nostri prof sono come chiavi passepartout entrano in tutti i cervelli, mentre i politici hanno difficoltà ad entrare nelle tasche dei contribuenti e persino dei loro stessi familiari per prelevare un centesimo bucato, senza doversi inventare una rapina tributaria.
Se i prof restano prof fino alla morte, ma se promossi Premier falliscono e cadono come birilli, o si sputtanano peggio di analfabeti, vedi Prodi Monti e Fornero, sicuramente vuol dire che la politica non è in grado di condizionare la cultura, altrimenti non le chiederebbe di formare solo popoli ingovernabili. 
Ma possiamo affermare con altrettanta sicurezza che la cultura non è in grado di condizionare, anzi sabotare la politica? Posto che di malacultura non è mai morto un solo prof, mentre da Palazzo Chigi per malapolitica non esce vivo nessuno, manco il prof più prof del mondo infilato a forza nella stanza dei bottoni.
E se in Italia la serie dei malgoverni continua, Palazzo Chigi sarà giusto rinominarlo "cimitero dei cervelloni della malacultura, immolati sull'altare della loro malapolitica, da cui ingenuamente si ritenevano immuni".

martedì 25 settembre 2018

Col Governo Conte gli italiani hanno rottamato le ideologie.

In politica il caos ha origine dalla convinzione sbagliata che si guadagni consenso informando i cittadini degli errori degli avversari, invece di affrettarsi a correggere i propri.
Ma siccome questa tecnica riesce meglio alla maggioranza che ha dalla sua parte il maggior numero di organi di informazione, chi trae il massimo vantaggio dalla valanga di critiche che gli vengono mosse dalla politica e dalla società civile aizzata dalla stampa, è la minoranza, perché capisce ciò che gli elettori a torto o a ragione ritengono sbagliato e riguadagna consenso correggendo se stesso.
Ma poi lo perde se commette lo stesso errore di mettere in luce gli errori degli avversari perché istiga gli elettori a linciarli, a correggerli e poi se cambiano rotta ri-votarli.
Insomma, manipolando disonestamente l'informazione a colpi di falsificazione della realtà, si finisce per spingere gli elettori come ubriachi in uscita dall'osteria a spostare il loro consenso  da destra a sinistra e da sinistra a destra senza mai distinguere i veri errori della politica da quelli creati ad arte per togliere consenso agli avversari.
Tutto ciò garantisce al sistema socio economico sfascio senza fine, perché i vecchi problemi figliano e incancreniscono e le soluzioni latitano.
Questa è l'unica e sola ragione per cui gli italiani dopo 7 decenni di governi destri e mancini istigati a farsi la guerra dalla informazione e dalla magistratura non proprio terza, ha deciso di darsi un governo giallo verde, ambidestro, mezzo comunista e mezzo fascista e delle falsificazioni mediatiche non gliene frega una mazza.
Quindi per il mondo della cultura e della giustizia è diventato suicida spegnere gli incendi con la benzina delle falsificazioni create ad arte per danneggiare gli avversari perché ora  gli italiani credono solo ai fatti. Ai contratti firmati fuori dal governo e rispettati e onorati al governo.
Il resto è Aria Fritta.

mercoledì 19 settembre 2018

La burocrazia italiana è fuori controllo?l

L'Italia ha un solo problema, che nessun Premier potrà mai risolvere: il costo dello Stato che grava sul mercato è talmente astronomico che ha spezzato le gambe agli imprenditori onesti come asini sfiancati dal basto sovraccarico. E chi non si è rassegnato a chiudere o fallire vuol dire che ha preso gusto a corrompere o delinquere.
Per far ripartire il mercato, si dovrebbe alleggerire lo Stato, ma nessun Premier ha un simile potere sulla burocrazia. Quindi vanno messi sotto accusa gli apparati pubblici ladri e sperperatori, non l'illuso Premier o i ministri posti là per il tiro al bersaglio.
I governanti potremmo cambiarli con la frequenza delle mutande, ma se le istituzioni, anzi gli addetti non accettano di  mettersi a dieta e di pesare il giusto, l'asino sfiancato del sistema socio-economico riparte, ma solo sulla via del cimitero,  del default e della guerra civile.

Ora leggetevi ciò che ha scritto il mio amico Sisto Ceci su Facebook il 12 settembre 2016 due anni fa a proposito dello Stato italiano che costa un occhio e rende solo catastrofi. E poi cercate di capire se c'è almeno uno dei problemi elencati che sia stato risolto in questi due anni.

In Sicilia il museo di Mazara del vallo una sola stanza e 18 custodi e 7 inservienti alle pulizie e alla casa museo di Pirandello ci sono 66 dirigenti e la ASL 1 di Napoli ha pagato le fatture dei fornitori 2 volte per 12 anni. 
Non e' certo colpa delle multinazionali globalizzate se nel 99,9% delle ASL italiane si ruba e se migliaia di appalti in Italia sono truccati con stecche e mazzette e le 3 regioni a statuto speciale hanno speso per il personale 750 milioni di € , Crocetta ,Vendola ,Formigoni , Polverini , non li hanno mandati le multinazionali globalizzate ma sono espressione della nomenklatura italiana e se un povero vecchio aspetta 18 mesi per un esame e' perche' l'Italia e' solo l''ultimo pezzo di URSS in Europa percio' agonizza e non si riprende.

domenica 9 settembre 2018

Chi ha visto lavoratori autonomi corra dall'oculista

Gli umani non sono separabili in due classi sociali indipendenti: chi produce soldi e chi lavoro. Perchè chi ha talento per produrre ricchezza, non produce una mazza se non comprando una prestazione lavorativa o rendendo un servizio; e chi può offrire il proprio lavoro muore per strada se non trova chi lo assume per trasformare il suo lavoro in profitto.
Come dire che lavoratore e padrone sono "interdipendenti". Gli indipendenti o gli autonomi esistono solo nella fantasia malata di chi ha il potere di progettare a tavolino la vita dei popoli e da millenni tiene gli umani in una guerra fratricida palese o occulta separando ciò che, in qualunque sistema socio-economico, è inseparabile: lavoratori e padroni.
Pensare che il più civile, costruttivo e giusto rapporto fra datori di lavoro e lavoratori, si ottenga istigandoli culturalmente, sindacalmente e politicamente a farsi la guerra, è la più demenziale e devastante forma di autolesionismo mai inventata da l'uomo.
Che si vogliano marcare le differenze fra lavoratori e padroni separandoli in due diverse classi sociali, passi. 
Ma considerare "indipendenti o autonomi", anche solo gli imprenditori e i professionisti, è stupido come pensare che in una automobile, senza alterarne le prestazioni, la carrozzeria possa fare a meno del motore o il motore della carrozzeria.
O peggio, che un locomotore possa conservare la stessa capacità di carico, rinunciando ai vagoni. O i vagoni possono portare a destinazione uomini e merci rinunciando ad agganciarsi al locomotore.
Un popolo come quello italiano istigato sindacalmente e giuridicamente alla guerra classista, progredisce a passo di gambero: piano in avanzamento e veloce in arretramento se non prende coscienza della interdipendenza delle classi sociali.

martedì 4 settembre 2018

Lavoratori e padroni

Se un tizio intelligente si mettesse a produrre carrelli appendice, si augurerebbe che le industrie di auto producano almeno la stessa quantità di automobili, perché senza le auto predisposte col gancio di rimorchio, i suoi carrelli non avrebbero nessun valore e rimarrebbero invenduti.
Se invece il produttore di carrelli fosse stupido o matto si augurerebbe da suicida che le imprese di auto falliscano in modo da fallire pure lui perché senza auto i suoi carrelli avrebbero il valore di gabbie per allevamento di polli. O di inservibili e invendibili scatole in ferro.
E al pari del produttore di carrelli, un popolo che forma lavoratori dipendenti a vagonate e pochissimi imprenditori, se si augura che le imprese falliscano è matto da legare. 
E se in aggiunta alla politica e al sindacato tutto l'apparato pubblico comunista istiga i lavoratori ad odiare i padroni e sabotare la produzione in modo da fargli licenziare i lavoratori e fallire, quel popolo suicida è condannato prima alla fame e alla disoccupazione, e poi senza scampo alla guerra civile o alla dittatura.
Bene anzi male Noi italiani siamo messi proprio così. Il mondo idiota della cultura forma solo lavoratori dipendenti e sindacati a vagonate e tutti si augurano allegramente che quei fessi degli imprenditori italiani falliscano o delocalizzano così insieme a loro fallisce popolo  e Stato.

sabato 1 settembre 2018

Urge nuova ideologia per pace sociale.


Millenni di cultura umanistica e scientifica e nessun intellettuale è ancora riuscito a pensare uno straccio di idea politica che tenga in buona salute popolo e Stato. 
Anzi di stracci ne hanno inventati a vagonate, ma sono risultati più laceri della carta igienica di pessima qualità.
Il comunismo ci ha azzeccato in pieno la premessa: lo Stato va tenuto in buona salute, curando la buona salute delle famiglie che dello Stato sono i mattoni; ma ha fallito vistosamente la conclusione non avendo mai capito con quali denari lo Stato comunista si tiene in buona salute per poi garantire qualità di vita ai singoli e alle famiglie.
E il liberismo ha commesso lo stesso errore partendo da un'ottima premessa e sconfinando in una conclusione demenziale se non proprio da ospedale psichiatrico. Ha capito bene che i sistemi sociali si reggono sulla produttività di ricchezza, ma per convincere gli individui a produrre, ha indotto tali e tanti falsi bisogni materiali e psicologici nei singoli e nelle famiglie, che ormai non c'è quantità di ricchezza che basti nemmeno se lavorano entrambi i coniugi e in aggiunta i figli appena usciti dalla sala parto.
Questo fatto ha disarticolato le famiglie a tal punto da innescare in ogni nucleo familiare la guerra fra poveri. Tanto che i divorzi e le separazioni sono quanto di più civile sia rimasto nei nuclei familiari, dove la violenza tra coniugi o fra genitori e figli è pane quotidiano. E su stupri e femminicidi meglio stendere un velo pietoso.
Come dal fallimento sociale ed economico delle famiglie potesse derivare un solido Stato di diritto capace di sopperire al tracollo di competitività e produttività delle imprese non è dato sapere.
E non si capirà mai finché le due ideologie incriminate Comunismo e Liberismo continueranno a combattersi.
Solo eliminando gli errori di entrambe e rendendosi reciprocamente complementari potranno tentare di salvare il salvabile.
Le famiglie sono i mattoni sociali del sistema Stato e vanno protette. Ma altrettanta protezione va assicurata alle imprese che sono i mattoni finanziari in grado di assicurare qualità di vita alle famiglie e concreta autosufficienza allo Stato di diritto.
I popoli e gli stati d'Europa hanno toccato il fondo. O il mondo della cultura saprà inventarsi una ciambella di salvataggio o il galleggiamento dei popoli e degli Stati sarà un'impresa garantirlo.
Franco Luceri 

mercoledì 29 agosto 2018

Il Mal-Trattato di Dublino contro italia


Il problema sapete qual è? La scienza è ferma allo strizzacervelli per singolo individuo, ma ora che ci servirebbe per popolo anzi per continente, non abbiamo un solo psichiatra col potere di rendere inoffensivi tutti i buromatti UE.
Che compatti ci ordinano di chiudere la frontiera agli immigrati ma solo a cominciare dalle Alpi, perché non sconfinino a nord. E di spalancarla a sud, a Lampedusa, in Sicilia, in Puglia ovunque. Anzi per facilitare l'invasione di africani che nessuno vuole in Europa, dobbiamo pattugliare il mare, raccoglierli a partire dalle coste libiche, scaricarli nei porti italiani, curarli, nutrirli, alloggiarli e proteggerli e poi pagare l'Europa per averci appaltato questo bel servizio di polizia di frontiera a protezione dei 27 stati UE ma a danno nostro.
E kazzo, se manco questa per voi è intelligentissima politica da manicomio, cos'altro devono fare i poveri burosauri europei per convincervi che sono irrimediabilmente fusi?
Non so se a Dublino si sono riuniti in un ristorante o in una osteria  per scrivere il "trattato dei matti" che è come dicesse al poliziotto di frontiera Italia, tu hai l'obbligo di proteggere dai poveri casa nostra, perciò apri le frontiere, ospitali e mantienilì tutti a tue spese in casa tua.

lunedì 20 agosto 2018

La Costituzione è carrozzeria o motore dello Stato di diritto?


Sappiamo già da un quarto di secolo che l'Italia per essere governabile ha bisogno di una seria riforma costituzionale. Lo capì a suo tempo la destra, ma gli italiani rifiutarono il servizio dell'officina meccanica Berlusconi e portarono l'Italia per una lucidatina dal carrozziere Monti e poi dal carrozziere Letta.
Ma alla lunga anche i sinistri capirono col presidente Napolitano che senza riforma costituzionale L'Italia non avrebbe fatto un passo e l'affidarono alla coppia di apprendisti meccanici Boschi Renzi per una riforma sotto la supervisione presidenziale.
Niente da fare anche questa volta gli italiani bocciarono il servizio meccanico Boschirenzi e si tennero l'Italia in panne.
Eliminato Renzi l'Italia fu affidata a l'istituto di bellezza Gentiloni che però l'ha lasciata costituzionalmente immutata.
Poi sono arrivate le elezioni e gli italiani hanno scelto stellati comunisti a sud e fascisti a nord, che insieme hanno dato vita al governo Conte Di Maio Salvini, ma di riforma costituzionale manco un cenno.
Ora ditemi voi c'è da scandalizzarsi se questo governo fallisce e lascia l'Italia come o peggio di prima, o se la porta a vincere il Gran Premio di Le Mans?
L'Italia è predisposta dalla Costituzione per il governo del non governo. Perché il governo si ammazzi di fatica rivoltando l'Italia come un calzino ma con soluzioni rigorosamente conservative, gattopardiane.
E se non si pone mano a cambiare la Costituzione del 48 ferocemente comunista, un governo col potere di governare il mercato in maniera competitiva e produttiva potremo solo sognarcelo.

lunedì 6 agosto 2018

È la qualità di burocrazia e giustizia a qualificare la politica

Poter imporre tributi fino a ridurre gli onesti al suicidio fa sentire strapotente la politica. Ma questa è un'illusione ottica di breve durata, al massimo una generazione. 
Di fatto  la politica rende impotente se stessa anche solo ad immaginare di poter abusare del Popolo produttore. Perché in questo caso gli onesti che producono rallentano o fermano la produttività giusto per bastare a se stessi e smettono di contribuire agli sprechi furti e truffe della politica.
Dove la politica si sente libera di rubare, i cittadini onesti si sentono altrettanto liberi di non produrre e non contribuire.
L'economia non parte dove ci sono i geni dell'imprenditoria e i lavoratori pronti a farsi sfruttare a pane e acqua, ma dove la politica smette di essere sfruttamento Criminale e ridiventa servizio pubblico.
Volete una ulteriore conferma? La Fiat è rimasta in Italia quando il lavoro costava un occhio (e non erano lavoratori qualificati visto che assumeva contadini barbieri artigiani e commercianti) ed è scappata via dall' Italia quando si è riempita di immigrati sfruttabili a pane ed acqua, perché ha capito che lo Stato italiano poteva solo tassare mai servire.
Se bastassero le buone leggi a qualificare la politica saremmo la prima potenza mondiale. Invece è l'onestà e l'efficienza di burocrati e giudici a fare la differenza. Dove manca quella, per trasformare  le tasse  in servizi  pubblici, il padreterno impegnato personalmente in politica non basterebbe ad evitare sprechi truffe e ruberie.

domenica 5 agosto 2018

I politici italiani giocano a tressette col morto


Sarebbe normale una famiglia che si tenesse il nonno centenario morto e imbalsamato in casa con cui condividere la ricchezza prodotta dal capofamiglia, salvo attribuirgli la responsabilità di tutto ciò che nella famiglia non funziona? Sarebbe minimo da TSO.
Bene, anzi male, il popolo italiano si trova in condizioni peggiori. Accettiamo di tenerci in giro il cadavere centenario del comunismo politico morto e sepolto in ogni angolo del pianeta, lo finanziamo con una quantità astronomica di miliardi per avere un comodo capro espiatorio per tutte le corbellerie, pazzie, devastazioni, appropriazioni e corruzioni truffe e rapine promosse e attuate dal liberismo, unico produttore della ricchezza nazionale e quindi unico finanziatore del comunismo parassita da cui finge di difendersi finanziandolo.
Se una famiglia così è soltanto da t.s.o., un popolo e uno stato ridotto in queste barbare condizioni, col liberismo che finanzia il comunismo imbecille per crearsi una finta opposizione e per attribuirgli le colpe della sua rapacità suicida non ha eguali nel mondo.
Nell'Unione Sovietica la classe politica comunista prima che la libertà di spendere ricchezza aveva il compito di pianificare l'economia e di produrla. E dimostrò di saperlo fare tanto bene da portare la Russia a seconda potenza mondiale. Perché tutta la ricchezza prodotta finiva trasformata in servizi.
In Italia i comunisti che sono stati per sette decenni una schiacciante maggioranza, hanno ripiegato nella comoda funzione di pianificatori dello sfascio e della bancarotta, impositori di tributi e consumatori di ricchezza prodotta dai piccoli imprenditori suicidi e dalle mazzette sganciate dai grandi per accaparrarsi finanziamenti appalti ed esenzioni di imposta.
E siamo andati avanti così  per 7 decenni. Gli imprenditori a produrre, fallire, suicidarsi, corrompere o delocalizzare, e la classe dirigente comunista ad arricchire come maiali tassando, rubando, sperperando, distruggendo.
Ora c'è solo da pregare e sperare che almeno il padreterno ce la faccia a sottrarre al tritacarne comunista idiota e liberista rapace e suicida i tre premièr attuali: Conte Di Maio Salvini prima che sia tardi per loro o tardi per noi.

sabato 4 agosto 2018

In democrazia la politica è vittima di sé stessa.

Poter imporre tributi fino a ridurre gli onesti al suicidio fa sentire strapotente la politica. Ma questa è un'illusione ottica di breve durata, al massimo una generazione. 
Di fatto  la politica rende impotente se stessa anche solo ad immaginare di poter abusare del Popolo produttore. Perché in questo caso gli onesti che producono rallentano o fermano la produttività giusto per bastare a se stessi e smettono di contribuire agli sprechi furti e truffe della politica.
Dove la politica si sente libera di rubare, i cittadini onesti si sentono altrettanto liberi di non produrre e non contribuire.
L'economia non parte dove ci sono i geni dell'imprenditoria e i lavoratori pronti a farsi sfruttare a pane e acqua, ma dove la politica smette di essere sfruttamento Criminale e ridiventa servizio pubblico.
Volete una ulteriore conferma? La Fiat è rimasta in Italia quando il lavoro costava un occhio (e non erano lavoratori qualificati visto che assumeva contadini barbieri artigiani e commercianti) ed è scappata via dall' Italia quando si è riempita di immigrati sfruttabili a pane ed acqua, perché ha capito che lo Stato italiano poteva solo tassare mai servire.

giovedì 2 agosto 2018

Qua i premier pedalano ma l'Italia non si muove


Non mi ritengo abbastanza informato sui problemi italiani e sul potere dei governanti di risolverli. Perciò, per semplice onestà, mi astengo dal giudicare ministri sottosegretari e Premier. Ma ogni tanto mi assale qualche dubbio.
A naso temo che un ministero possa essere il crocevia di tutti i problemi del Popolo e dello Stato, e che là, per sovrappiù, converga un tale groviglio di interessi puliti e da ripulire di tutte le razze: culturali, sindacali, economici, finanziari e politici nazionali e internazionali (freschi o secolari) che un ministro o un Premier, avendo solo debiti da contabilizzare e mai crediti da incassare e usare in soccorso dei poveri, debba essere più che padreterno per ritornare a casa in buona salute mentale, mentre viene doppiamente linciato dai poveri che chiedono aiuto e dai ricchi che non vogliono accollarsi nessuna spesa aggiuntiva.
Persino i parlamentari italiani in pensione non accettano che i loro scandalosi privilegi siano sottoposti a dieta dimagrante a beneficio dei poveri.
Perciò, considerare incapace il governo attuale quando di fatto è impotente, è incurabile miopia.
Alla sua prima uscita da Palazzo Chigi Berlusconi disse bella macchina ma si sono scordati di montare un volante.
Come dire gli italiani si dotano di un governante ma senza potere di governare.
Dopo di lui lo capì anche Renzi e tentò di spostare potere su Palazzo Chigi con la riforma costituzionale ma sappiamo che fine ha fatto la riforma e Renzi.
Ormai in Italia non dobbiamo chiederci se abbiamo un Premier capace di governare, ma se ha il potere di farlo.

mercoledì 1 agosto 2018

Un vero sistema sociale si guasta, ma si lascia aggiustare.


Visto che noi umani non abbiamo ancora capito, con tutta la scienza di questo mondo, come governare in maniera intelligente manco il comune di Rocca Cannuccia, vuol dire che dobbiamo darci un taglio alla mania di rendere sempre più complessa la cultura e dobbiamo semplificare drasticamente. Altro che intelligenza artificiale e robotica.
Poi dobbiamo rassegnarci all'idea che soltanto il denaro fa la differenza tra chi vive e chi muore. Quindi chi non produce denaro, chi lo spreca, chi lo ruba, chi non garantisce giustizia sociale, non è solo stupido, truffatore o ladro, ma feroce assassino. Fa mancare agli altri la materia prima della vita, posto che a questo mondo non c'è più niente di gratis: nemmeno l'aria.
Per i poveri che scappano dall'Africa quale è l'unico mezzo per sperare in una vita diversa? I quatrini messi in mano agli scafisti. Chi non ha quelli anche ammalato o ridotto pelle osso è condannato a morte in Africa.
Chi ha potere deve mettersi al servizio della collettività, perché se non garantisce sapere e avere ad ogni singolo individuo nella giusta misura e qualità, finisce per uccidere i popoli anziché salvarli.
E' come se ricreasse artificialmente la giungla, la barbarie, che rende malati gli Stati di diritto e poi li cura con civiltà finta che elimina gli effetti e conserva la causa dei problemi in modo che i popoli abbiano eternamente bisogno di soluzioni politiche burocratiche giudiziarie per vivere.
E i saggi ricchi e potenti da strapazzo possano abusarsi a piacimento speculando soldi potere e impunità all'infinito.
A tutti questi Cacasenno da strapazzo va detto chiaro e tondo che non esiste un sistema degno di dirsi tale.
Chi critica comunismo fascismo e nazismo ha un sacco di buone ragioni per farlo, Ma chi spaccia Il socialismo e il liberismo per sistemi funzionanti è un truffatore. Perché un sistema è soggetto a guastarsi ma non oppone resistenza a qualunque aggiustamento intelligente. 
Il socialismo è pensato per salvare la classe media a danno delle Elite e il liberismo ha la finalità opposta, salva le Elite e uccide i popoli di sfruttamento bestiale.
Perciò l'umanità s'è mangiata 10000 anni di storia ma non ha ancora inventato un sistema socio politico economico e culturale degno di essere definito tale, perché, pure se è soggetto ad ammalarsi non si oppone alle terapie.
Oggi chi ritiene di avere per il socialismo o per il liberismo una medicina efficace a livello mondiale faccia un passo avanti.
Oppure eviti di spappolarsi il cervello, ingigantendo i difetti del sistema avverso per far apparire migliore il proprio.
Qui lo dico e qui lo nego: socialismo e liberismo forse e ripeto forse potrebbero salvare l'umanità rendendosi complementari. Ma continuando a farsi la guerra e a spacciarsi come alternativi, sono perfetti solo per truffare l'umanità e produrre insanabili devastazioni e genocidi.

sabato 28 luglio 2018

Chi fa paga pure per chi pensa da cane


Ma l'umanità è piena di problemi per colpa dei lavoratori sfaticati, degli Imprenditori ladri, dei politici corrotti o degli intellettuali truffatori?
Io direi che una buona fetta di problemi la producono gli intellettuali perché incassano per rendere un servizio ma se il loro servizio non produce effetti positivi ma devastazioni hanno incassato i loro guadagni e non devono rendere conto a nessuno.
Un muratore che costruisce una casa deve garantirne la funzionalità per un certo numero di anni. Se la casa non regge per tutto il tempo della garanzia, lui risarcisce o va in galera come assassino.
Un professore incassa un certo guadagno garantendo che i soggetti che ha istruito sapranno lavorare produrre ricchezza onesta pagare le tasse poi incassare la pensione e godersela fino alla morte.
Un sindacalista guadagna per garantire lavoro e salario ai lavoratori nonché pensione per la vecchiaia, ma se pur avendo condizionato pesantemente  la politica e il mercato questo non avviene, loro hanno già incassato, non rendono conto a nessuno e non risarciscono nessuno.
Un chirurgo deve garantire che l'operazione salva la vita. Ma se dalla sala operatoria il paziente esce morto si sa bene che il chirurgo ha fallito. E può essere processato e condannato.
In altre parole chi pensa guadagna in quanto garantisce di aver istruito chi fa a fare bene. Ma se il soggetto istruito fa male è responsabile delle sue azioni mentre il soggetto istruttore non è responsabile nemmeno se è palesemente distruttore.
Gli ideologi del comunismo hanno speculato per 100 anni guadagni miliardari con una idea truffa. Mentre quelli che hanno lavorato e fallito per concretizzare  la loro idea da ospedale psichiatrico hanno pagato per il loro fallimento.
Quindi il fallimento delle società è dovuto in parte e forse nella massima parte alla marea di pensatori acefali che incassano compensi senza garantire che il loro pensiero renderà onestamente produttivi gli operatori.
Senza bisogno di togliersi la vita dopo come i mille piccoli imprenditori italiani onesti che si sono arresi ai tassi usurai e alle tasse strozzine del liberismo finto e comunismo vero.