lunedì 6 maggio 2019

Le moderne coltivazioni italiane di geni


Governare individui senza riuscire a trasformarli in popolo pacifico, produttivo e solidale, è il rompicapo politico per eccellenza.
Ci hanno provato per secoli i filosofi con la persuasione e i tiranni con la costrizione, ma un popolo veramente democratico, e quindi rispettoso delle regole che si è dato, è ancora tutto da inventare.
Sparo qua una ipotesi, e voi prendetela con beneficio d'inventario. Credo che un popolo che risulti governabile non sia altro che un insieme di individui provvisti della giusta quantità e qualità di mezzi, nonché della giusta cultura perché di essi ne facciano un uso individualmente costruttivo, e socialmente solidale e compatibile.
Ma se il mondo della cultura fallisce vistosamente la formazione e la politica il dosaggio dei mezzi di cui dotare i singoli individui, anziché un popolo civile e solidale ne vengano fuori consorterie rapaci, mafiose, terroristiche, affaristiche con presenza inquietante di branchi di bulli criminali non ancora maggiorenni come quello di Manduria che ha torturato e assassinato un pensionato perché a loro dire era matto. Mentre loro, le loro famiglie, i loro professori e i politici che non li hanno ancora mandati a zappare la terra, sono tutti Leonardi da Vinci, tutti Pico della Mirandola, tutti Albert Einstein da strapazzo, patologica conseguenza di educazione e formazione permissiva e irresponsabile.
Sbagliando il dosaggio dei mezzi e della cultura si possono portare nelle mandrie di individui, mai convertiti in popolo civile, forme di devastazione apocalittiche insanabili.
Io non sono un addetto ai lavori in campo pedagogico, ma a naso temo che gli italiani siano diventati ingovernabili più per colpa della cultura che li ha lasciati immaturi e irresponsabili, che della politica.

lunedì 29 aprile 2019

I politici italiani giocano a tresette col morto.


Sarebbe normale una famiglia che si tenesse in casa il nonno centenario morto e imbalsamato con cui condividere la ricchezza prodotta dal capofamiglia, salvo attribuire al defunto la colpa di tutto ciò che nella famiglia non funziona? Credo sarebbe da TSO.
Bene, anzi male, politicamente noi italiani siamo messi in condizioni peggiori. Accettiamo di tenerci insediato saldamente  al potere pubblico il cadavere centenario del comunismo morto e sepolto in ogni angolo del pianeta, lo finanziamo con una quantità astronomica di miliardi per avere un comodo capro espiatorio per tutte le corbellerie, pazzie, devastazioni, appropriazioni promosse dal comunismo e attuate dal liberismo, unico produttore della ricchezza nazionale e quindi unico finanziatore del comunismo parassita da cui finge di difendersi.
Se una famiglia così è soltanto da tso, un popolo e uno Stato ridotto in queste barbare condizioni, col liberismo che finanzia il comunismo per crearsi una finta opposizione e palleggiarsi col morto le colpe della sua imbecillità non ha eguali al mondo.
Nell'Unione Sovietica la classe politica comunista prima che la libertà di spendere ricchezza prodotta da altri aveva il compito di pianificare e rendere produttiva l'economia collettivista. E dimostrò di saperlo fare tanto bene da portare la Russia a seconda potenza mondiale.
In Italia i comunisti che sono da sette decenni una schiacciante maggioranza, insediata al potere pubblico, hanno ripiegato nella comoda funzione di pianificatori dello sfascio e della bancarotta, impositori di tributi ai barboni,  e di scandalose esenzioni ai banchieri, nonché consumatori di ricchezza prodotta dagli idioti contribuenti liberisti onesti.
E siamo così da 7 decenni: gli imprenditori onesti  tentano  di produrre ricchezza, ma è tale il diluvio di disservizi e la rapina tributaria che finiscono per chiudere, fallire, suicidarsi, corrompere o delocalizzare, e la classe dirigente comunista ad arricchire da maiali tassando, sperperando, distruggendo e rubando all'ingrosso.

Ora c'è solo da pregare e sperare in un intervento divino perché sicuramente Salvini non uscirà vivo dal tritacarne comunista.

giovedì 25 aprile 2019

E i "minchiavelli" italiani dissero andiamo a governare


Se la politica è la scienza di tutte le terapie necessarie per tenere popolo e Stato in buona salute curandone le malattie, come si fa a consentire l'accesso nelle stanze dei bottoni a soggetti che conoscono perfettamente tutte le malattie culturali e socio-economiche da trattare politicamente, ma non hanno la più pallida idea di quale sia la cura, di quanto costa, e da chi attingere i denari per portare a buon fine l'operazione risanamento popolo e Stato?
È evidente quindi, che candidarsi per fare politica in Italia è una truffa settantennale, posto che dai candidati ci si aspetta che conoscano tutte le patologie sociali, ma non come debellarle. Essendo un popolo di ladri cerchiamo Onesti punto e basta.
Non importa a nessuno se hanno o no la giusta conoscenza per rendere gli imprenditori buoni datori di lavoro, onesti produttori di reddito e buoni contribuenti.
Quindi consentire a chiunque di fare politica, per il solo fatto che conosce i problemi da risolvere ma non le soluzioni per debellarli, è come licenziare i primari  e affidare i reparti ospedalieri ai malati che conoscono le malattie decisamente meglio dei medici ma non hanno la più pallida idea di come curarle.
Questa è l'unica ragione per cui la politica italiana, che dovrebbe essere l'ospedale dei nostri problemi,  ha più vocazione a crearli che a risolverli, perché gli addetti sanno perfettamente come allargare la voragine del debito pubblico spendendo onestamente da matti, o rubando da cleptomani, ma mai come tassare equamente i contribuenti dopo averli resi produttivi.

martedì 9 aprile 2019

Apologia del "governo ladro": ma di banchieri non di barboni


L'inquilino di Palazzo Chigi non ha colpe nemmeno se è il liquidatore fallimentare d'Italia. I veri falliti sono i burocrati, i sindacalisti, i professionisti, i grossi imprenditori, e i banchieri. Chi, nei passati 7 decenni, ha già portato alla bancarotta popolo e Stato, ma oggi dal governo Contesalvimaio pretende profitti crescenti e tasse calanti: più soldi dello Stato ai cittadini e meno dai cittadini allo Stato.
Se poi questa filosofia politica da ospedale psichiatrico impicca l'intero governo all'albero dello strozzinaggio nazionale, continentale e mondiale alla disperata ricerca di vampiri che vogliano finanziarci comprando debito pubblico italiano con spread astronomico, non gliene frega un c**** a nessuno.
Chi sia stato il primo demente a classificare "ladro" il governo pure per le piogge inopportune mi sfugge, ma so perfettamente che i governi democratici sono lo specchio della intelligenza, onestà e moralità dell'intera classe dirigente privata: hanno autorevolezza e rispettabilità riflessa, indipendente dal soggetto preposto alla funzione di ministro o di Premier. In quella stanza dei bottoni si entra cardinali e si esce preti spretati.
Ha ragione di criticare, indebolire e condizionare pesantemente il governo, solo chi si è già predisposto ad affondare le sue luride mani nelle casse dello Stato, o a spillare altro sangue fresco ai poveri contribuenti allungando a milioni la lista dei poveri e a migliaia quella dei piccoli imprenditori disperati falliti suicidi.
Un tale che non era affatto digiuno di politica diceva: "Il problema essenziale non mi pare sia chi governa, bensì che cosa il Governo è autorizzato a fare". 

lunedì 8 aprile 2019

Il salario come variabile indipendente che fine ingloriosa


Se i ricchi avessero sospettato di dover pagare i danni e i furti generati dai poveri, dai disoccupati o dai lavoratori sfaticati gli avrebbero negato democrazia e libertà. Anzi, per mettersi al sicuro, li avrebbero rinchiusi nei campi di lavori forzati con la palla al piede; o nei campi di sterminio per eliminare il problema alla radice.
Perciò la democrazia e la libertà non l'abbiamo per generosa concessione dei banchieri, ma perché questi Paperoni detentori dell'avere e burattinai del sapere e del potere, sono da sempre scientificamente certi che i danni prodotti dai singoli individui  e dai popoli poveri non saranno mai scaricati sui ricchi. Anzi più danni producono i poveri più arricchiscono i ricchi. La ricchezza passa velocemente dalle mani dei poveri, ma corre ad ammucchiarsi nelle casseforti dei Ricchi.
Quindi è una autentica calamità naturale chi fa credere ai poveri o ai lavoratori che possono combattere i ricchi, possono danneggiare i grossi imprenditori o i banchieri o la collettività senza mai pagare il conto.
Ogni pensiero stupido ed ogni azione disonesta di qualunque povero o di qualunque lavoratore produce effetti boomerang. Torna puntualmente a danneggiare e con gli interessi la classe sociale dei poveri (e alla lunga paga pure la classe media) anche se non colpisce direttamente chi ne è responsabile.
Gli idioti che hanno fatto credere ai lavoratori che il salario è una "variabile indipendente dal profitto" generato dalla loro prestazione lavorativa, li ha istigati al menefreghismo, alla improduttività ma anche alla distruttività (vedi le devastazioni che producono i lavoratori durante gli scioperi e le rivendicazioni sindacali selvagge) pensando che il costo lo pagano o il danno lo subiscono solo i padroni sfruttatori, evasori, avvelenatori, corruttori e truffatori; invece gli unici grandi danneggiati furono, sono e saranno da qui all' estinzione dell'umanità sempre e solo i lavoratori, tant'è che del lavoro ormai si sono perdute pure le impronte digitali.
E gli imprenditori "sindacalmente onesti e fiscalmente ineccepibili" ora li importiamo dalla Cina. Ma che arrivano e arriveranno per salvare i poveri italiani solo gli ingenui suicidi possono pensarlo.
Non siete ancora convinti che il sistema economico non è a vasi comunicanti e che i danni prodotti dei poveri li pagano i poveri?
Allora sappiate che i primi sostenitori per la politica dei porti aperti sono i miliardari e i banchieri, nonché finanziatori di ONG, e non perché vogliono sfruttare gli immigrati o mantenerli a loro spese, ma perché vogliono far esplodere la domanda di lavoro per ridurre i salari a pane e acqua.
A livello planetario, 8 Paperoni hanno la ricchezza di metà della popolazione mondiale. E a questo devastante livello di accumulazione ci ha portato il sindacalismo e il comunismo ferocemente anticapitalista, ma a spese degli ultimi.
Insomma, giusto per capirci, dalle caverne in poi l'umanità le ha tentate tutte per contenere l'appetito assassino dei Ricchi, ma è riuscita solo ad esaltarne la rapacità e a concentrare la ricchezza.
Non è servita la cultura, non serve la politica, non serve il mercato. Chi, senza inventare niente di nuovo alimenta nei poveri l'illusione di potersi liberare dalla schiavitù dei padroni, odiando, combattendo e danneggiando i ricchi, se non è in malafede è un idiota, un pericolo pubblico.


lunedì 1 aprile 2019

Platone, al governo, voleva solo filosofi.


Platone era convinto che solo i filosofi fossero in grado di assicurare ai popoli un intelligente governo democratico. 

Ma se oggi, tutti e sette miliardi di umani hanno primo in graduatoria il problema economico, è possibile che la chiave del buon governo l'abbiano solo i filosofi, anche dove matematici ed economisti non cavano più un ragno dal buco?
Quale illuso potrebbe scommettere sulla capacità dei filosofi di mettere riparo alla voragine del mondo finanziario creata da fior di economisti e dove le loro toppe ormai sono peggiori del buco? Credo nessuno!
Ma forse c'è un fondamento di verità nel ritenere che i problemi dell'umanità hanno più bisogno di filosofia che di scienza, essendo effetti non causa, come dire, sintomi di malattie sociali e culturali: rimuovendo le cause dovrebbero sparire gli effetti.
In Italia il mondo della cultura forma e informa solo aspiranti lavoratori dipendenti, che per mancanza di lavoro emigrano all'estero anche con una sfilza di lauree.
La Cina invece forma imprenditori che emigrano per colonizzare i mercati altrui e fare profitti sfruttando risorse umane e materiali degli altri. 
Tutti i cinesi che vivono in Italia da oltre 30 anni (e ora ne arriveranno a vagonate) si abbuffano di profitti. Noi ci abbuffiamo di fame, perdite, fallimenti, chiusure, delocalizzazioni e suicidi.
Se lo stesso territorio rende fame a un popolo e benessere ad un altro, allora i problemi non sono legati alle condizioni materiali del sistema economico, ma immateriali del complessivo sistema culturale: filosofico, scientifico, giuridico.
Sono dovuti alla scarsa preparazione dei singoli soggetti, e quindi alla scarsa consapevolezza di dover affrontare la mostruosa complessità dell'economia globalizzata.
La nostra cultura non è in grado di formare imprenditori quindi è una fabbrica di disoccupati e di imprenditori poco qualificati che per scongiurare il rischio fallimento truffano rubano evadono eludono corrompono.
Mentre la cultura cinese forma ottimi imprenditori capaci di reggere alla globalizzazione del mercato e persino alla rapacità della Finanza. Quelli che per gli italiani sono problemi insuperabili per i cinesi sono problemi inesistenti o quasi.
Quindi Platone ci ha azzeccato in pieno. Dove manca la giusta filosofia per formare individui autonomi, responsabili e consapevoli non c'è matematica che basti per tappare i buchi generati da un popolo fortemente motivato per il "lavoro" ( si fa per dire ) dipendente, sindacalizzato, impiegatizio, pubblico, garantito e rigorosamente irresponsabile: slegato da competitività e produttività, quanto basta per condannare popolo e Stato al default.
Insomma, Platone aveva ragione. Solo i filosofi sanno governare. Gli economisti hanno seminato ricchezza perché schiavizza più della povertà. E per ora non si deve uscita.

lunedì 25 marzo 2019

Due i "benefattori" dell'umanità: zozzoni e strozzini.


Ero ancora in fasce quando giornali e televisioni ci facevano credere che in democrazia la politica preferisce governare un popolo stupido perché se intelligente è poco governabile. Perciò dalla scuola e dalla stampa pretende un popolo con scarsa capacità critica, pronto a credere pure che gli asini volano e ad adattarsi ad ogni forma di sfruttamento e sopraffazione della classe dirigente culturale, politica e finanziaria.

E la scuola e la stampa italiana non potevano assolvere meglio di così la loro funzione, posto che formano e informano analfabeti funzionali con laurea e master di primissima qualità.
Questa falsificazione della realtà me la sono portata a rimorchio per 7 decenni fermamente convinto che fare stupido il popolo potesse tornare utile al mondo della cultura che lo sfrutta, ma soprattutto al mondo della politica che può governarlo da cani sapendo che è incapace di ribellarsi.
Finalmente alla rispettabile età di quasi 78 primavere ho capito che gli intellettuali e i politici che si ritenevano i burattinai del Popolo italiano, da decenni si sono auto declassati a burattini dei Banchieri.
Un popolo che non può contare su una buona istruzione e una buona informazione non può mai essere libero e produttivo in un sistema globalizzato e quindi produce perdite anziché profitti.
E alla lunga finisce per elemosinare il proprio reddito allo Stato anziché mantenerlo pagando le tasse.
Ma davvero ci possono essere in circolazione burattinai culturali e politici tanto potenti e scaltri da trarre vantaggio dallo sfruttamento di un popolo ignorante e squattrinato che chiede soldi invece di darli?
Questo è il punto dolente. Per decenni abbiamo ritenuto che il popolo italiano fosse vittima dei burattinai della scuola stampa burocrazia sindacato politica.
Abbiamo sbagliato tutto. In un popolo povero e fallito non ci sono burattinai ma solo burattini. 
Il potere della politica e di tutti i poteri dello Stato non è accresciuto dal popolo incapace di produrre e quindi povero ma dal popolo ricco altrimenti si finisce tutti da utili idioti dei Banchieri nazionali continentali e mondiali onesti fino alla Lira.
Così siamo messi in Italia. I nostri falsi potenti in realtà sono i burattini della BCE e di tutte le superbanche mondiali proprietarie del nostro debito pubblico.
Più noi chiediamo soldi e servizi allo Stato più consegniamo la politica nelle mani della Finanza, a questo punto libera di abusare del Popolo italiano a colpi di spread o a "colpi di Stato" rimuovendo governanti democraticamente eletti per sostituirli con quelli che non oppongono resistenza agli abusi della Finanza che è al di fuori e al di sopra di qualunque legge, costituzionale compresa.
In Italia non siamo vittime di una dittatura comunista in guerra con una fascista, ma siamo tutti sudditi di una tirannia finanziaria mondiale ormai inossidabile.
Altro che effetto serra e inquinamento ambientale. Le vittime di fatto sono due: il pianeta avvelenato dagli zozzoni e l'umanità strangolata dagli strozzini.

In democrazia è la politica a fare il popolo rispettabile o viceversa?


È la qualità dei governanti che fa rispettabile il popolo? O è la qualità culturale e morale del popolo, che oltre a dare legittimazione, accresce o decresce l'autorevolezza e la rispettabilità dei governanti?

A questa domanda ci sono arrivato considerando che avevamo governanti rispettabili e rispettati quando gli italiani erano per tre quarti analfabeti; mentre ora che siamo per tre quarti professori godiamo di un rispetto internazionale sotto zero e gli autorevoli governanti attuali vengono quotidianamente spernacchiati e derisi come burattini, quasi governassero una razza di sottosviluppati cavernicoli.
Insomma per farla semplice semplice sono i governanti che garantiscono rispettabilità ai governati? O è la pessima qualità dei governati, se parassiti introduttivi falliti e ladri, come lo sono oggi gli italiani, a rendere i loro governanti poco autorevoli e poco rispettabili all'estero?
La rispettabilità mondiale degli italiani sembra inversamente proporzionale alla crescita della Cultura e del Progresso: a chi dobbiamo chiedere il risarcimento danni alla cultura o alla politica?

giovedì 21 marzo 2019

La responsabilità collegiale, chi l'ha vista?


Il retaggio giuridico che trasforma da millenni le democrazie in dittature è dovuto al fatto che la "responsabilità individuale" riguarda giustamente ogni singolo cittadino; ma la "responsabilità collegiale" che dovrebbe interessare tutti gli addetti di ogni singola istituzione, sfiora appena l'attività di governo. La burocrazia e la giustizia ne sono rigorosamente esenti.
E alla lunga il tanto sbandierato bene comune finisce in balia dell'ingordigia, della irresponsabilità e stupidità generale, perché mille onesti possono operare a contatto di gomito con un idiota, matto o farabutto, nella stessa istituzione, e rendersi suoi complici di fatto, non avendo alcuna responsabilità collegiale a fermarlo, ad impedirgli di danneggiare la collettività.

Mentre i genitori di minorenni scapestrati vengono ritenuti giuridicamente responsabili delle azioni dei figli e ne pagano concretamente i danni.

Questa è l'unica vera ragione per cui qualunque embrione di democrazia che nasca dalle cabine elettorali, è più facile che si trasformi in tirannia anche dopo un secolo, che in democrazia compiuta sia pure in un millennio.
Salvo pregevoli eccezioni, l'assenza di responsabilità collegiale fa delle democrazie degli istituti giuridici agonizzanti dalla nascita alla morte; e puntualmente condannati a degenerare in dittature: nel governo dei meno a danno dei più.
Posto che i diritti umani e la dignità dei poveri, deboli e indifesi, sono garantiti e tutelati di diritto ma finiscono puntualmente è regolarmente massacrati di fatto.

La civiltà è figlia legittima dei filantropi non degli strozzini


"Tutto il meraviglioso patrimonio artistico che il mondo ci invidia, non sarebbe lì se non avessimo avuto le disuguaglianze di tanti anni fa, con le famiglie più facoltose a dedicare tempo e denaro al Bello e alla Cultura."
Luca Maria Blasi

Caro signor Luca, quello che ha scritto lei non è vero, è a dir poco sacrosanto per chi è impegnato in analisi politiche volte alla cura delle malattie socioeconomiche e non all'eliminazione dei sintomi.
Posto che tutto il buono è dovuto alla disuguaglianza e alle famiglie facoltose che hanno dedicato per millenni tempo e denaro al bello e alla cultura, cosa ha indotto i ricchi, dopo millenni di onorato servizio, a spogliarsi della veste di filantropi e a vestirsi a tempo indeterminato da strozzini?
Quale corpo estraneo si è insinuato nella macchina della civiltà, ha migliorato il processo virtuoso della disuguaglianza, ma ahinoi, ha convertito i filantropi produttori di civiltà millenaria, in strozzini produttori di barbarie, tanto da mettere in forse il futuro del genere umano?
Senza una risposta intelligente e convincente a questo rompicapo, tutto ciò che oggi chiamiamo cultura, politica, giustizia, mercato, è semplicemente spazzatura.

lunedì 11 marzo 2019

Perché la disuguaglianza non figlia più civiltà?


"Tutto il meraviglioso patrimonio artistico che il mondo ci invidia, non sarebbe lì se non avessimo avuto le disuguaglianze di tanti anni fa, con le famiglie più facoltose a dedicare tempo e denaro al Bello e alla Cultura."

Luca Maria Blasi

Caro signor Luca, quello che ha scritto lei non è vero, è a dir poco sacrosanto per chi è impegnato in analisi politiche volte alla cura delle malattie socioeconomiche e non all'eliminazione dei sintomi.
Posto che tutto il buono è dovuto alla disuguaglianza e alle famiglie facoltose che hanno dedicato per millenni tempo e denaro al bello e alla cultura, cosa ha indotto i ricchi, dopo millenni di onorato servizio, a spogliarsi della veste di filantropi e a vestirsi a tempo indeterminato da strozzini?
Quale corpo estraneo si è insinuato nella macchina della civiltà, ha migliorato il processo virtuoso della disuguaglianza, ma ahinoi, ha convertito i filantropi produttori di civiltà millenaria, in strozzini produttori di barbarie, tanto da mettere in forse il futuro del genere umano?
Senza una risposta intelligente e convincente a questo rompicapo, tutto ciò che oggi chiamiamo cultura, politica, giustizia, mercato, è semplicemente spazzatura.

mercoledì 6 marzo 2019

La televisione ha il colesterolo alto?



La cultura è come il colesterolo, c'è quella buona e quella cattiva: l'istruzione è prevalentemente buona, è la sorgente di tutto ciò che di buono c'è nel mondo anche se il cattivo non si fa desiderare. Mentre l'informazione, dovendo garantire  il pluralismo, in un mondo dove gli intelligenti sono diventati razza a rischio estinzione come i panda, finisce suo malgrado per sconfinare nel casinismo.

Dovendo dare voce (come è giusto che sia) a tutte le classi sociali disagiate senza discriminazione, tutto il giornalismo televisivo, che poi è quello seguito dalla grande massa dei cittadini, finisce per diventare l'anagrafe delle catastrofi.
Un'accozzaglia di denunce di problemi, spesso gonfiati o falsificati per ignoranza, per sporca speculazione socio politico economico mediatica o per vendetta, e senza un solo esperto che sappia o voglia ipotizzare una soluzione ecologicamente ed economicamente compatibile.
Così facendo, l'informazione diventa un volano di pessimismo, disperazione, qualunquismo, menefreghismo, egoismo e dei peggiori istinti bestiali che covano in un sistema sociale dove le poche o rarissime idee intelligenti è inevitabile che finiscano sepolte vive sotto una montagna di parole e di analisi senza capo e senza coda, spesso finalizzate allo scandalismo o alla personale speculazione politica, mediatica o mafiosa del problema.
La qualità della classe dirigente italiana non è delle migliori. Ma se chi governa non può contare su una rappresentazione della realtà che aspiri almeno nei limiti del possibile ad essere vera; ignorando ciò che è chiamato a risanare, finirà per curare il sano e uccidere il malato.


venerdì 1 marzo 2019

Le nostre teste d'uovo non fanno uova?


Un secolo fa, per essere un problema sociale per scarsa intelligenza, uno doveva nascere proprio stupido di suo, perché anche a rassegnarsi ad un ruolo umile di contadino, pastore, manovale, scaricatore di porto, al massimo, "problema", si era solo per sé. Anzi, chi aveva la volontà di istruirsi, maturava le giuste capacità per essere in ogni contesto, "soluzione" per tutti.
Ma ora che grazie a l’istruzione l’Italia trasuda dottori e professori da tutti i pori, persino d’esportazione, con la valigia pronta prima della tesi di laurea: di “soluzioni” non v’è traccia. Per essere parte della soluzione in Italia, uno deve rimanere rigorosamente ignorante; perché rischia di diventare peggio di una pestilenza o carestia, se si mette a studiare come un matto e fa incetta di lauree e master per lavorare nel mondo della cultura, finanza o (peggio) politica, a sfasciare l’Italia e a macellare italiani onesti.
E pure, con un rozzo allevatore di polli a Palazzo Chigi, (fosse anche puzzolente e mal vestito) risolveremmo tutte le catastrofi “scientifiche” italiane. Da “buon imprenditore”, quello non sprecherebbe certo “il mangime” (leggi il PIL) come i nostri “prenditori intellettuali”, soprattutto quelli prestati dalla cultura alla politica a caro prezzo.
Metterebbe a dieta le galline sterili e a l’ingrasso quelle che “fanno le famose UOVA, (leggi Prodotto Interno Lordo).
Ma ahi noi, nel pollaio del potere pubblico Italiano, il problema produzione non si pone, perché là, le “uova fresche” arrivano gratis h24, posto che gli allevatori italiani (leggi gli imprenditori onesti) sono una razza speciale di “illusi”, che operano con due ben distinti portafogli: quello dei profitti che se lo lasciano scippare prima dalla cul-tura e poi dalla politica; e quello delle perdite, che se lo tengono stretto stretto perché gli scoppi in mano.
A queste condizioni opera la piccola imprenditoria italiana onesta; e sono così perfette per favorire la competitività e produttività del mercato italiano, che quanto a perdite, la Grecia ci fa un baffo.
Persino un venditore di bruscolini o di caldarroste deve ricordarsi ogni mattina che la politica lo ha classificato impresa individuale (per prenderlo per culo); perché lo ha preposto a pagare da padrone con i soldi suoi, ma ad incassare per conto dei ladri di Stato.
Di fatto, padrone unico un’accidente, ha cinque milioni e passa di soci occulti nella pubblica amministrazione, (fra politici e burocrati) tutti legittimati ad usare e rubare i suoi soldi senza limite di spesa, visto che alla fine dell’anno lo chiamano ad onorare a piè di lista
“i debiti italiani”, appiccati come incendi dagli onestissimi piromani pubblici, “e sono caxxi amari”.
E chi ancora avesse dubbi sul “civile” rapporto che intercorre fra la burocrazia (mano lesta di tutta la politica “ladra”) e l’imprenditoria italiana “onesta” e ripeto “onesta”, (dell’altra non mi occupo io); provi ad immaginare l’imprenditore italiano come un allevatore che si ammazza a selezionare le galline più produttive, ma a fine anno arriva l’esattore dei “soci pubblici auto imposti”, si carica uova e galline, e a l’allevatore lascia gli escrementi da smaltire a pagamento.
Insomma, gli intellettuali italiani hanno impiegato cinque millenni pieni, per declassare la grande Cultura Occidentale e sé stessi, da soluzione a problema, anzi a catastrofe, e con un risultato a dir poco “allucinante”.
E chi non fosse ancora convinto, che per stupidità l’intellighenzia Italiana non teme confronti a livello planetario, faccia un salto nel rissoso Parlamento, quando, (a mano armata di leggi, decreti e regolamenti) le teste d’uovo della in-cultura prestate alla politica, assaltano la diligenza Stato per svuotarla di soldi, riempirla di cambiali e impiccare gli illusi imprenditori italiani.

Il vero rompicapo non è produrre ma perequare


Dalle origini dell'uomo la cultura umana di cui la politica dovrebbe essere la più alta sintesi, ha una sola funzione a tutt'oggi miseramente disattesa.
Indurre le nubi finanziarie (leggi banche) formate per naturale evaporazione del denaro dal povero al ricco, a ri-piovere sul povero un minimo vitale quantomeno di beni e servizi salvavita.
Come dire che tutta la scienza umana impegnata a sostenere la produttività di ricchezza, che è un fenomeno naturale di evaporazione del denaro (come fosse acqua) dal povero che lavora al ricco che accumula, è intelligente come accendere il fuoco sull'acqua per favorirne l'evaporazione a Ferragosto.
Quando il vero rompicapo è farla ri-piovere nel "deserto" dell'ingiustizia umana, possibilmente non avvelenata da strozzinaggio, parassitismo, clientelismo, corruzione, appropriazione indebita di tutte le razze.
Come dire che gli intellettuali e i politici che si sentono in dovere di sostenere la produttività invece di promuovere la perequazione sono insignificanti e parassiti come le mosche che poggiate sulla testa del bue si vantano di eseguire un eccellente lavoro di aratura

lunedì 18 febbraio 2019

Fra burattini e burattinai promossi o bocciati


Non c'è gusto ad essere intelligenti a questo mondo. Un'affermazione intelligente non trova mai orecchie attente nel mondo dell'informazione. Mentre le corbellerie vengono scimmiottate, amplificate e rilanciate da migliaia di soggetti acefali anche se non trovano il minimo riscontro nella realtà, come aver definito il premier Conte "burattino".
In questo momento il potere politico italiano non lo ha in uso nessuno. È come una rolls-royce smontata, o un armadio IKEA. Senza il meccanico, senza lo specialista di montaggi Giuseppe Conte, nel "governo dei due litiganti" esiste il governo ma non esiste il potere di condizionare.
Quel potere lo ha solo chi riesce ad assemblare i due semi poteri, a mettere d'accordo i due vicepremier che singolarmente, come burattinai, contano quanto il due di briscola in una partita a scopa se Conte non riesce a farli firmare l'armistizio: il compromesso, la mediazione.
Il burattinaio deve avere più cervello, denaro, cultura e potere del burattino per condizionarlo. Ma nel governo SalviMaio, nessuno dei due vice, eccelle autonomamente a tal punto da imporre la sua volontà da burattinaio ad un super qualificato docente di materie giuridiche.
E aver visto il burattino dove manca il burattinaio è come aver visto gli asini volare. Visibili solo ad ubriachi, ignoranti o dementi. 
Al posto del premier Conte io avrei reagito alla provocazione cafona e stupida ridendo in faccia a chi lo ha definito burattino, perché sicuramente quel "soggetto" si ammirava nello specchio di casa sua e si è confuso. E non è il solo ad essersi confuso. Qua c'è anche la Picierno che gli fa da megafono.
Franco Luceri 

Condivido l'intervento di poco fa di Guy Verhofstadt a Strasburgo. 
Mi stavo chiedendo la stessa cosa: "per quanto tempo ancora Presidente Conte lei sarà il burattino mosso da Salvini e da Di Maio?"      Pina Picierno

martedì 12 febbraio 2019

La pandemia del Terzo Millennio si chiama binformazione


La malattia che potrebbe estinguere la razza umana si chiama "binformazione".
Ormai da un secolo, ogni problema viene analizzato (ma forse è meglio dire falsificato) da entrambe le facce in modo da negarne l'esistenza o enfatizzarne la pericolosità a seconda della convenienza.
Questa doppia dis-informazione alimentata da due eserciti di sostenitori e detrattori, spesso inconsapevoli e l'un contro l'altro linguisticamente armati, finisce per paralizzare miliardi di umani che non sapendo dov'è il VERO veramente VERO, lo cercano invano dalla nascita alla morte, senza trovare mai il coraggio e la consapevolezza per transitare dalla discussione a l'azione ecologicamente compatibile e socialmente produttiva.
In altre parole l'Umanità è passata dalla civiltà del fare Piramidi quanto montagne alla civiltà del dire montagna di fesserie. È straripante di intellettuali e di tecnici singolarmente tutti capaci di convincere le masse della bontà delle loro argomentazioni, poi prontamente smentite da argomentazioni opposte altrettanto convincenti che costringono l'umanità nel limbo del dubbio, derubata del coraggio di affrontare il mare, ora diventato oceano, che separa il dire dal fare.
Servirebbe una strada intermedia fra le estreme ideologie sinistre e destre, dai pochi illuminati definita "terza via": speriamo che traccino una sia pure sterrata.

lunedì 11 febbraio 2019

Le recessioni sono una calamità naturale o giovano a qualcuno?


Se il Ministro della Sanità fosse un pasticcere, la prima malattia che si affretterebbe a curare e magari pure a debellare sarebbe il diabete, avendo la sua categoria necessità di vendere prodotti dolciari. Ma anche se fosse un banchiere agirebbe da pasticcere: curerebbe l'arricchimento o l'autosufficienza economica altrui come una malattia.
Dovendo smerciare i suoi "dolciumi" finanziari, farebbe in modo di accrescere i bisogni, i bisognosi e persino i golosi di credito.
Quindi un popolo produttivo è per le banche un pessimo consumatore (proprio come un diabetico che i dolci al massimo li annusa).
Ecco perché, ad ogni periodo di sviluppo le banche private ci regalano con grande generosità un periodo di recessione per rifarsi dalle perdite dovute alla difficoltà di convertire i risparmi in finanziamenti a breve o mutui a lungo termine.
Insomma per uccidere economicamente e poi fisicamente un popolo basta privatizzare il sistema finanziario. Avendo le banche un interesse opposto a quello delle imprese e relativi dipendenti, ogni volta che il sistema economico produce profitti per le imprese e salari per i lavoratori, produce perdite per le banche e le induce a creare le condizioni di difficoltà per rendere gli imprenditori e di conseguenza anche i lavoratori bisognosi di credito.
A questo problema i popoli hanno una sola soluzione: riprendersi la sovranità monetaria, stampare moneta ed erogare credito onesto alle famiglie e alle imprese che non abbia la funzione di strozzare, impoverire il popolo e portare lo stato super indebitato al default.
Ci saranno anche delle buone ragioni che a me sfuggono per avere banche private e imprese private. 

Ma se la politica italiana ha sviluppato uno speciale talento per annegare le imprese (peggio se piccole e medie ) e salvare le banche, capire le buone ragioni della nostra politica finanziaria è da strizzacervelli.

martedì 5 febbraio 2019

Lasciate ogni speranza voi che sbarcate


A proposito di immigrati africani si è mai chiesto nessuno se vogliono sbarcare su un porto italiano o preferirebbero essere accolti da Francia Germania Inghilterra?
Non è il Colosseo o la cultura o la ricchezza ad attrarre gli immigrati in italia. Preferirebbero che il nostro paese, (che è semplicemente la sgangherata porta di ingresso della UE) fosse organizzato come un corridoio umanitario a scorrimento veloce per raggiungere  il Nord Europa ricco o meno povero di diritti umani. 
Farli sbarcare in Italia è una forma di sequestro di persone anzi di Popoli, posto che loro non sanno che in questo nostro scombinato paese li toccherà delinquere e morire, perché qua (vedi i nostri centri di impiego caricatura) l'integrazione non è stata ancora inventata nemmeno per gli italiani e l'accesso in Europa è sbarrato.
Noi geograficamente siamo una penisola ma politicamente un'isola di morti che camminano per sbaglio.
Quindi il vero sequestratore è colui che impone a Salvini di sbarcare gli immigrati prima di averli informati che qua sbarcano, qua devono arrangiarsi e qua moriranno se non trovano il modo di scappare dall'Italia, promossa dai potenti d'Europa e del mondo a discarica, anzi a campo di concentramento di disperati, o di portatori sani del virus dell'onestà da ridurre al suicidio.

lunedì 4 febbraio 2019

Dopo Salvini nessuno vorrà più giocare al Ministro dell'Interno


Non tutti i popoli hanno diritto di difendere i propri confini da una possibile invasione. Se l'invasione arriva dalla terraferma chiunque è libero di sparare una cannonata in faccia all'invasore e stenderlo senza se e senza ma. E al peggio si guadagna pure una medaglia d'oro al valore.
Se invece arriva dal mare, devi buttarti a mare vestito per aiutare l'invasore a sbarcare sulla terraferma, devi augurarti che non abbia cattive intenzioni, che non sia vecchio, malato, donna incinta, o neonato, devi approntare all'istante le migliori cure mediche, asciugarlo, rifocillarlo, vestirlo, nutrirlo, istruirlo,  alloggiarlo e finanziarlo per tutta la vita.
E fare attenzione che l'invasore non si senta sequestrato dal popolo che gli ha facilitato l'invasione, altrimenti l'invaso passa da carceriere a carcerato, e lira più lira meno, si fa una quindicina di anni di galera. Peggio se si chiama Salvini ed è ignorante come una capra se pensa di poter anteporre la sicurezza del popolo che è tenuto a proteggere a quella dell'invasore.
Perché in tutti gli Stati bagnati dal mare il Ministro dell'Interno che osa difendere i propri confini geografici omettendo di facilitare le invasioni diventa automaticamente "ministro da internare" in galera o in manicomio, che almeno sarebbe al riparo dalla follia collettiva.
L'Italia ha 8000 Km di coste, e a differenza degli Stati  che non hanno affaccio sul mare, non ha diritto a difendere i propri confini e la propria sicurezza, secondo i cervelloni del diritto internazionale.
Quindi il Ministro dell'Interno è praticamente un pupazzo per il divertimento per le seghe mentali dei Giuristi mondiali.
Devo essere sincero, non essendo un addetto ai lavori, non so a quando risale questo diritto internazionale ancora più sacro e inviolabile del Vangelo. 
So per certo che una volta il diritto era assolutamente logico. Ora trovare la logica nel diritto del mare, nei trattati e nei contro trattati, nel cervellotico diritto internazionale rigorosamente suicida per i popoli rivieraschi è da strizzacervelli.

mercoledì 23 gennaio 2019

È suicida pretendere dallo Stato senza dare


Qualunque Popolo abbia scelto di auto governarsi, ha davanti a sé un bivio: vivere lavorando, cioè producendo ricchezza e mantenendo lo Stato con una parte del reddito prodotto; o suicidarsi facendosi mantenere improduttivo dallo "Stato monco".
Che si ritrova una quantità crescente di utenti a cui erogare servizi con una mano, senza che l'altra mano abbia incassato da altrettanti contribuenti una quantità di imposte, tasse e contributi necessaria per non finire in default.
Nelle democrazie funzionanti i cittadini intelligenti e onesti finanziano lo Stato in veste di contribuenti, e in veste di utenti incassano servizi pubblici.
Ma se un popolo vuole progettarsi la guerra civile o la dittatura, basta che da utente pretenda dallo Stato più ricchezza di quanta ne consegna da contribuente.
E la frittata è fatta.

lunedì 21 gennaio 2019

I martiri delle democrazie: Premier e Ministri


Addebitare il fallimento economico dello Stato al governo ladro o alla Finanza strozzina, è persino più idiota, se l'auto ha perduto tre ruote per strada, imputare il danno alla pioggia, che ha sciolto i semiassi in ferro.
I politici e i banchieri non producono occupazione salari e profitti ma solo tassi e tasse. Sono chiamati al pari dei Manager a gestire l'esistente già pensato e realizzato nei decenni precedenti da altri, bene o male.
Altri soggetti esterni alla politica hanno formato e qualificato la forza lavoro che poi rende produttivo o fallimentare popolo e Stato, con qualunque governo.
Immaginate un artigiano che si è aggiudicato un appalto ma deve eseguire i lavori con manodopera formata da altri di cui non conosce né la capacità né l'onestà ed è obbligato ad assumerla in blocco a costi salariali scarsamente competitivi o proibitivi. Ed è condannato a fallimento certo.
Quindi la politica si trova quasi in veste di manager a governare un popolo che altri hanno formato è reso produttivo o fallimentare. Ed è improbabile che solo legiferando, e regolarmente sotto ricatto sindacale e finanziario, possa colmare la lacuna culturale che ha reso un popolo parassita o ladro e cronicamente incapace di produrre in maniera autonoma senza bisogno di attingere denari dal circuito finanziario strozzino per natura, o dalla politica corrotta sotto forma di finanziamenti a fondo perduto o tagli di imposta.
La filiera dell'occupazione e del PIL non è pienamente governata dalla politica. Più che condizionare il mercato la politica ne esce condizionata e persino malconcia.
Quindi, imputare esclusivamente a Salvini, Di Maio e Conte (o qualunque altro inquilino di Palazzo Chigi che non sia personalmente il padreterno) il fallimento occupazionale e produttivo italiano è decisamente autolesionista per popolo e Stato.
Correggere solo la politica è come voler consolidare un immobile lesionato con una passata di pittura. In Italia ci sono errori culturali pluridecennali e persino secolari da correggere. Irresponsabilità ed egoismi burocratici, sindacali e professionali, e basta correggere quelli per costringere politica e Finanza ad abbandonare la via viziosa per la virtuosa. Altrimenti ci prendiamo per i fondelli da soli aspettando il default o peggio la guerra civile.

lunedì 14 gennaio 2019

Salario e TFR dipendenti dalla qualità della prestazione


Se un popolo chiede ad un tecnico di risanargli lo Stato, come abbiamo fatto noi italiani col prof. Monti (ma anche Fornero e mille altri luminari della scienza in 7 decenni) è giusto retribuirlo in base ai risultati da lui normalmente ottenuti producendo ricchezza per sé, ma andrebbe aggiunto o detratto un TFR, un compenso o risarcimento posticipato e proporzionale a ciò che la sua prestazione positiva o negativa produrrà concretamente, con la crescita o contrazione dei posti di lavoro, del potere d'acquisto dei salari e del PIL 

Perchè se è un genio nel fare profitti per sé o per pochi e fallimenti per tutti, va pagato da passacarte non da statista capace di farsi carico delle sorti di un popolo.
In Italia abbiamo il pessimo vizio di riempire le istituzioni di presunti ''cervelloni'', di remunerli in base a ciò che hanno fatto per se stessi, senza il minimo obbligo di dimostrare che sanno garantire alla collettività qualcosa di alternativo allo sfascio, al debito pubblico in lievitazione e al rischio di guerra civile.
Fingiamo di investire sulla meritocrazia liberale, strapagando da presidenti degli Stati Uniti, persino i lavacessi del Parlamento, ma non andiamo oltre l'irresponsabile egualitarismo comunista sfasciatutto e ammazza capre e cavoli.

sabato 12 gennaio 2019

Burocrati e professionisti: coltivatori diretti di poveri


Al mondo c'è un solo problema che non è dovuto alla presunzione di qualche scienziato matto, alla rapacità di qualche strozzino o al delirio di onnipotenza di qualche statista. Miliardi di soggetti falsamente qualificati si sono impegnati nella sua soluzione dalle caverne ad oggi ma il risultato è a dir poco tragico.
Tutti e 7 miliardi di umani giochiamo a trovare i colpevoli per questo o quel problema, ma per la povertà a questo mondo ci sono solo falsi imputati nel mondo della finanza e della politica. 
Dio ci ha creati così diversi che non può esistere una filosofia o politica capace di governare tutti con giustizia sociale.
Ha provveduto a creare lo stupido e l'intelligente, ma anche il ricco e il povero facendo nascere gli individui in un habitat ricco o in uno poverissimo.
I ricchi con la solidarietà e gli statisti con le leggi ci provano inutilmente da millenni a sanare il problema povertà, che i più sono indotti ad imputarlo acriticamente alla Finanza strozzina e al governo ladro.
Mi spiace contraddirli e contraddirmi, posto che anche io ho pensato così per decenni. Invece anchieri e politici non c'entrano una mazza con la povertà.
La possibilità che un povero subisca un danno entrando direttamente in rapporto con un banchiere o con uno statista è a dir poco remota. Quindi la povertà è imputabile direttamente agli arrampicatori sociali della classe media, che nel tentativo di fuggire dalla povertà e abbracciare la ricchezza, sono disponibili persino a far prostituire le loro madri, le loro sorelle o le loro mogli.
Ovviamente la scelta della classe media di arricchire impoverendo gli ultimi è a dir poco demenziale perché non la protegge dalla rapacità della Finanza e dalla stupidità dei governanti.
Non succede tutti i giorni dell'anno che la classe media venga penalizzata dai potenti della Finanza o del fisco, ma quando i sistemi sociali entrano in crisi per la crescita patologica di poveri, non è da questi che il banchiere o il politico tenta di attingere risorse. Semmai il povero gli costa qualcosa per tenerlo in vita e non gli rende proprio niente.
Quindi chi è all'apice del potere rivolge le sue interessate attenzioni alla grossa, grassa e cieca classe media che abusa stupidamente degli ultimi per sottrarsi a l'abbraccio della povertà e accumulare ricchezza.
Sfruttando titoli di studio spesso comprati e leggi favorevoli estorte alla politica, la classe media è sempre lanciata ad accumulare potere e denaro a spese degli ultimi, salvo poi vederseli scippare da Banchieri ed esattori ogni volta che il sistema sociale entra pericolosamente in recessione o rischia letteralmente il default.
Quindi governi ladri e strozzini assortiti con la povertà non c'entrano una mazza. Di quella devono vergognarsi in esclusiva burocrati, professionisti, giornalisti e Giudici.
Perciò ora che Banchieri e politici in difficoltà rivolgono a loro la massima attenzione tributaria, tagliando pensioni o retribuzioni, ci risparmino i pianti di coccodrillo perché in ogni angolo del pianeta i poveri sono dovuti alla miopia o alla cecità della classe media.
E chi è colpa del suo mal ora pianga se stesso.

mercoledì 9 gennaio 2019

Dalla monarchia alla democrazia


Per evitare che un giorno arrivi il postino a notificargli la pena di morte, i regnanti moderni hanno cambiato residenza e si fanno chiamare sudditi. 
Hanno riempito la reggia del potere, di giullari del re; e loro, i regnanti veri della cultura del sindacato della burocrazia delle professioni della Stampa de l'imprenditoria e della Finanza si sono resi irreperibili mischiandosi alla massa dei veri sudditi cornuti e mazziati.
Si sono sparpagliati in mezzo al Popolo somaro, in modo che il postino che si recasse alla Reggia per notificare la condanna alla ghigliottina agli attuali Luigi XVI, (ai veri sovrani) troverebbe solo burattini del re, regnanti finti, come dire, paraculi palesi dei veri regnanti occulti.
Tutto ciò ha reso la rivoluzione, a risanamento della democrazia, una tragica sceneggiata. 
Mentre i poveri sudditi indifesi e indifendibili continuano a rimetterci la testa nelle mille ghigliottine istituzionali, i regnanti veri, accumulatori indefessi di potere e denaro, fuori dalle stanze dei bottoni se la ridono come l'idiota che crede di fare un lavoro a regola d'arte segando il ramo su cui siede.

venerdì 4 gennaio 2019

La DITTOCRAZIA è la mala Democrazia


I grandi filosofi del passato da Platone a Rousseau, hanno tentato di inventare la democrazia, ma ne è venuta fuori la DITTOCRAZIA, un ermafrodita giuridico a mezza strada tra democrazia e dittatura.
Si saranno detti; nella storia dell'umanità i popoli non hanno mai gradito di essere governati. Allora lasciamoli governare da soli, così l'opposizione o la rivoluzione potranno farla solo a se stessi, (come dire finta) non avendo tiranni o regnanti da accoppare.
I soggetti che avranno l'incarico di smanettare nella stanza dei bottoni sì troveranno a gestire un potere talmente frazionato e annacquato da non essere in grado di cavare un ragno dal buco.
Ma peggio, la soluzione dei problemi diventerà impossibile perché qualunque opposizione al malgoverno o rivoluzione non potrà certo cambiare i governanti che sono i cittadini sovrani, ma i loro incaricati a governare, come dire, i governati, i giullari del re.
In altre parole le vere dittature non sono quelle dove c'è un regnante o un tiranno che si lascia ghigliottinare, ma le democrazie dove al governo ci finiscono i governati, cioè gli esecutori di ordini dei governanti sociali, sindacali, corporativi, finanziari, burocratici, giudiziali e chi più ne ha più ne metta.
Quindi il popolo Democratico può solo governarsi bene, perché se si oppone al suo mal governo ne paga il conto a piè di lista.
In Francia i gilet gialli stanno facendo la rivoluzione contro il finto re Macron, che è il loro governato. Perciò la montagna di danni che stanno facendo non è a carico del povero governato macron, ma del Popolo francese che si è auto governato male, e sta aggiungendo danno a danno opponendosi al proprio malgoverno, come se avesse per il proprio salvataggio un Re Luigi XVI e consorte da ghigliottinare.

mercoledì 26 dicembre 2018

San Francesco pensaci tu !


"Concedimi la serenità  di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza."
San Francesco d'Assisi

In questa frase di San Francesco d'Assisi i potenti del mondo hanno tutta l'eredità culturale necessaria a salvare il genere umano per millenni, ma continuano a sprecarla, fingendo di non capire quali cose possono e devono cambiare e quali devono, anzi dobbiamo accettare tutti con rassegnazione.
Così la politica mondiale, invece del San Francesco d'Assisi, continua a studiarsi il Tomasi di Lampedusa e a sprecare da criminale o da suicida la borsa e la vita dell'intera umanità, fingendo di cambiare tutto in meglio, ma conservando scrupolosamente il peggio: truffa, rapina, corruzione, devastazione ambientale, abuso di potere, insicurezza, violenza pubblica e privata, ingiustizia sociale e guerra fra poveri.
Non voglio farla lunga, ma la fine del comunismo (dopo un secolo di bellissime illusioni) ha prodotto per tutti i popoli del mondo (poveri ma anche ricchi) lo stesso impatto ambientale generato dalla caduta del meteorite che estinse i dinosauri, ma peggio, senza apportare mutamenti fisici visibili.
Cancellando un secolo di certezze demenziali, ma ritenute scientificamente inoppugnabili, ha gettato nel caos culturale e socio politico economico l'intera umanità.
Credo si debba partire da qui per individuare cosa si può cambiare subito e cosa si debba accettare: o perché è immutabile, o perché ora, noi poveri orfani stralunati del comunismo non abbiamo né il cervello né il portafoglio per cambiarlo.

domenica 23 dicembre 2018

È il lavoro che rende l'uomo educato e intelligente

L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Massimo d'Azeglio  

Non voglio raccontare sciocchezze perché non sono un addetto ai lavori in campo culturale. Ma a sentire Massimo D'Azeglio si capisce chiaramente perché in Italia la famiglia e la scuola hanno scandalosamente fallito nel trasmettere la buona educazione ai giovani in questi sette decenni di democratica istruzione obbligatoria, con i figli che malmenano i genitori e con gli alunni che malmenano i professori.
La buona educazione non si insegna e non  sì impara oziando in famiglia o sbadigliando sui banchi di scuola, si impara zappando la terra, lavorando e mangiando il pane guadagnato col duro lavoro. 
Il resto è fantascienza spacciata per scienza, dalla stupida  e disonesta classe dirigente italiana, perfettamente educata ad asservire gli italiani che avrebbe dovuto servire.
E maestra di parassitismo, corruzione e appropriazione indebita a danno del popolo italiano, "perfettamente educato" dalla famiglia e dalla scuola all'anarchia, all'egoismo, al parassitismo, a l'irresponsabilità e forse pure all'estinzione.

Banchieri e imprenditori firmate l'armistizio


Il comunismo è fallito ma il liberismo non può fallire mai. Le idee imprenditoriali vincenti generano lavoro, profitto e tributi e arricchiscono popolo e Stato. Mentre le idee idiote e fallimentari piacciono molto ai banchieri perché accrescono la domanda di mutui, finanziamenti, interessi e profitti astronomici per strozzini e compagni di merende.
In altre parole i sistemi socio-economici falliti sono quelli che non producono ricchezza come lo è stato il collettivismo. Mentre i sistemi che producono sia pure ricchezza criminale ove è ostacolata o impedita la produzione di ricchezza legale a colpi di tassi e tasse rapina non falliscono mai. 
Il liberismo produce sempre e comunque, anche se il sistema tende a spostare ricchezza da chi la produce, cioè imprenditori e lavoratori, a chi la finanzia, cioè banchieri investitori e strozzini di tutte le razze.
Come dire che il liberismo avvantaggia più chi impiega la ricchezza, e non chi partorisce idee vincenti e le rende produttive avviando un'impresa, assumendo lavoratori, facendo profitti e pagando tasse.
I più pensano che non ci sia alternativa al liberismo fallito, invece il modo di renderlo produttivo per l'intera umanità c'è. Basta eliminare il conflitto di interesse che c'è fra il banchiere e l'imprenditore. 
Oggi il banchiere arricchisce se l'imprenditore fallisce e se viceversa l'imprenditore fa profitti e non ha bisogno di finanziamenti bancari fallisce la banca.
Allora la politica deve collocare nella stessa barca, Banchieri imprenditori e lavoratori: o vincono tutti o falliscono tutti.
Considerare legittimo il conflitto di interesse che da secoli tiene in guerra il mondo dell'imprenditoria, delle banche e del fisco a danno di milioni di lavoratori che finiscono disoccupati è la peggiore iattura per l'intera umanità.

Ora le galline dell'imprenditoria vivono in un campo di sterminio pseudo liberale


Una volta le galline ovaiole venivano sgozzate e preparate in brodo solo in casi super eccezionali per nutrire una puerpera che avesse arricchito l'umanità partorendo un bambino, ma non fosse in perfetta salute per nutrirlo.
Ora la classe dirigente irresponsabile e i rapaci della finanza e del fisco si nutrono quotidianamente solo di galline ovaiole della piccola imprenditoria, (che al pari di ebrei in mano ai nazisti) finiscono sgozzate e asservite in tutte le salse ai potenti nazionali e mondiali. 
Alla gigantesca e vorace "puerpera"  culturale, sindacale, politica e finanziaria, che (a "vantaggio" dell'umanità), come una montagna continua a partorire un unico rachitico topolino: produttività alle stalle e debito alle stelle.

domenica 16 dicembre 2018

E se pagassimo la politica a lavoro finito?

Se chiedi a un contadino di zapparti la terra, solo quando ti dimostri soddisfatto del lavoro eseguito, allunga la mano per incassare il meritato compenso. Se invece incarichi un professionista pubblico o privato, di estirparti un problema quanto una capocchia di spillo, lui ti spiegherà per mesi in che modo scientifico ti libererà dal problema, ma da subito dovrai versare il prezzo del servizio alla segretaria, o accreditarlo sul suo conto bancario. Sicché il problema, anche se inizialmente è insignificante, ha tutto il tempo di ucciderti, perché i moderni “servizi cervellotici pre pagati” (salvo rarissime eccezioni) “non vanno oltre il blabla”.
Questa è la ragione per cui l’Occidente (e con l’Italia capofila) sta affogando nel progresso delle chiacchiere e della mafia: perché il manovale non può sottrarsi alla responsabilità che si è assunto fingendo di eseguire un lavoro per incassare compensi immeritati o anticipati; mentre l’intellettuale, chi ha bisogno di pensare molto prima di agire, sembra uscito fresco fresco da una scuola di recitazione per prendere per i fondelli l’Umanità fingendosi capace di cavarla d’impaccio, ma facendosi quasi ossessivamente i ca..i propri, e incassando compensi per la sola promessa di “servizi scientificamente impeccabili che nessuno vedrà mai”.
Quindi, la soluzione è tanto semplice da sembrare una riscoperta dell’acqua tiepida a ferragosto. Per sciogliere i problemi come neve al sole, basta pagare la classe dirigente pubblica e privata, come i manovali: “a lavoro finito cioè a problema risolto”.
In questo modo, le teste d’uovo italiane, che ammucchiando problemi quanto catene montuose, lucrano miliardi per ridurre l’Italia ad un cesso di stazione di campagna, oltre a non incassare più una lira (dagli alunni per consegnarli un titolo di studio di disoccupato a vita che vale quanto carta igienica di seconda mano; dai sindacalizzati per garantirgli licenziamenti e manganellate invece dei salari; dai malati per rispedirli al Creatore; dagli utenti per abbuffarli di disservizi letali della migliore qualità; e dagli imprenditori per rapinarli di tasse e istigarli al suicidio) si vedrebbero spogliati pure delle mutande per risarcirli.
Così tutti i manovali responsabili d’Italia, dai contadini, agli artigiani, ai netturbini, potrebbero pretendere compensi doppi e tripli, per le loro prestazioni tangibili; decisamente diverse da quelle preventivate, incassate e poi spudoratamente negate dai ciarlatani con la laurea, pubblici e privati, fino a distruggere in sette decenni popolo e Stato.
Salvo illustrissime eccezioni, il mondo della “in-cultura italiana” si è organizzato per lucrare vantaggi e privilegi dalla conservazione dei problemi, e non dalla risoluzione. E persino la politica onesta è ormai impotente o vittima di migliaia di enti la cui unica e devastante funzione è lucrare stipendi e compensi vari, sfruttando e truffando utenti e clienti per lasciarli marcire.
Ma se tutti i professionisti pubblici e privati fossero pagati, al pari dei manovali, in proporzione ai problemi che hanno realmente risolto e solo “a lavoro finito a regola d’arte”; l’Italia in un decennio tornerebbe ad arricchirsi di onesti intellettuali e professionisti (ormai ridotti ad esigua minoranza a rischio estinzione come o peggio dei panda) e si impoverirebbe di affaristi interconnessi a mandria alla politica corrotta e alla Finanza stronzina per mangiarsi l’Italia e gli italiani, a norma di legge.
Perchè è proprio il rispetto formale delle leggi mai sgarrato da corrotti e mafiosi, che impedisce ai magistrati per decenni di sentire puzza di crimine nella finta “legalità romana e nazionale affaristico-politico-mafiosa”, se non grazie alle confessioni degli stessi marpioni, quando rimangono impigliati come pesciolini nelle reti a strascico delle intercettazioni.
Ma quello che fa ancora più schifo del crimine affaristico-politico, è sapere con certezza che abbiamo uno Stato criminale che si mangia quello legale; e pure il fisco continua imperturbabile a perseguitare i contribuenti onesti, invece di lasciare in mutande corrotti e mafiosi. Strangola quelli che avrebbe l’obbligo legale e morale di risarcire, fino ad istigarli al suicidio e poi passa a depredare facile facile le loro famiglie squattrinate, che prive di avvocati e commercialisti, sono tanto inermi, che il fisco non fa fatica a ripulirli “a norma di legge”.
Immanuel kant diceva che “il possesso della forza corrompe il libero giudizio della ragione“. E la mafia romana ci conferma che “soldi, sapere e potere“ sono una “forza” capace di rendere “bacato” qualunque cervello. Ma se il popolo italiano incominciasse a pagare l’intera classe dirigente “a lavoro finito “; saggi e potenti da strapazzo non avrebbero da incassare una quattro soldi bucata, anzi dovrebbero pagare, posto che i loro “servizi produttivi di valore aggiunto per la collettività“, come il famoso “paese normale” di dalemiana memoria, lo sviluppo economico, le conquiste sindacali, il PIL crescente a l’infinito, la libertà, la giustizia sociale, i diritti inviolabili del cittadino, la democrazia, ecc. ecc. ecc. sono fermi al millennio passato e oltre. Mentre default e guerra civile sono sempre acquattati dietro l'angolo.

lunedì 10 dicembre 2018

Menù soluzioni

Per chi non amasse annaspare inutilmente nei problemi politici, ma cercasse soluzioni sia pure menopeggio per tentare di salvare la borsa e la vita di tutti.

1) Privatizzando  la sovranità monetaria si lascia alle banche l'arbitrio di giocare anzi speculare  sulla vita dei popoli usando la micidiale arma del credito concesso o negato. Finanziando a tasso zero i ricchi corruttori, bancarottieri, esportatori di capitali e strozzando i poveri con spread genocida.

2)     La democrazia funziona se chi detta legge da padrone dello Stato non si definisce dipendente pubblico e si esenta da ogni responsabilità per i danni arrecati a popolo e Stato, e caricati tributariamente sugli imprenditori poveri fossero pure venditori di bruscolini e caldarroste.

3)  I burocrati non garantiscono nessun servizio. Anzi forse è più giusto dire che garantiscono servizi dannosi e perfino assassini a regola d'arte. E l'esattore che incassa il costo della loro micidiale inadempienza, che servizio rende?

4)  La politica vincente mette a l'ingrasso la società e a dieta lo Stato: perché un popolo autonomamente produttivo non ha bisogno di servizi pubblici, e di conseguenza non ha bisogno di dipendenti pubblici da pagare profumatamente pagando tributi rapina.

5)   Se l'opposizione fa campagna elettorale a vita gonfiando i problemi per togliere il potere a chi governa; poi si ritroverà a governare l'impennata dello spread,  avendo  allarmato gli investitori mondiali e istigato alla speculazione gli strozzini.

lunedì 3 dicembre 2018

Perché il mondo ha cappottato passando dal contadino genio al prof idiota

Zygmunt Bauman ha infilato il dito nella piaga con quattro parole: "Addio umanità schiavizzata da un'elite di parassiti".
Peccato che nel frattempo l'elite di schiavisti ha figliato ed è diventata esercito, anzi eserciti. Perciò il problema attuale è come sfrattare gli schiavizzatori dal potere. 
Da qualche secolo la ricchezza ha invertito il senso di marcia e circola contromano. Chi produce valore aggiunto ONESTO impoverisce perché tassato anzi rapinato da chi produce danno aggiunto a qualunque livello sociale dal netturbino al presidente.
E se la massa può guadagnare solo producendo danno, sapete dirmi voi quanto impiega a rassegnarsi a danneggiare il prossimo per incassare denaro, posto che ormai persino la vita delle formiche dipende da esso?
Pensate a quale livello di follia hanno portato l'uomo che la scuola sforna cretini, nel giornalismo fanno carriera i pennivendoli, nella magistratura i protagonisti, in politica gli arruffapopoli, irresponsabili,  corrotti,  ladroni e parassiti, nelle banche gli strozzini rapaci, nel mercato gli sfruttatori, truffatori, avvelenatori, evasori, corruttori, e sulla burocrazia stendiamoci pure un velo pietoso.
Siamo così avanti con l'imbecillità e la follia collettiva che se i lavoratori vogliono lavorare devono crearsi prima il problema. I pompieri devono rassegnarsi ad appiccare il fuoco per guadagnare sullo spegnimento. Così in senso reale o figurato, stiamo studiando, o siamo diventati tutti un po' piromani, danneggiamo il prossimo o il pianeta a miliardi anche per incassare un centesimo bucato.
Perciò urge invertire il senso di marcia del denaro, strappando il potere a chi oggi, dopo aver prodotto danno aggiunto, è legittimato a colpi di strozzinaggio finanziario o rapine tributarie, a ridurre persino al suicidio chi ancora si illude di poter vivere onestamente producendo valore aggiunto.

Dio ci ha diversificato il cervello come gli organi genitali?


Attenzione, questa è una ipotesi buttata là con la zappa, non c'è niente di scientifico. Ma visto che il cervello dell'uomo e quello della donna sono profondamente diversi, mi sono chiesto: ma questa diversità è congenita? 
Oppure è indotta dal fatto che l'uomo si è nutrito di scienze per molti più secoli della donna e che la scienza unitaria scissa in filosofica e matematica ha finito per modificare il cervello dell'uomo, diversamente in meglio o in peggio di quanto la pratica abbia modificato quello della donna?
A questo rompicapo io ho solo domande, non ho risposte. Ma se non è Dio ad aver fatto il cervello diverso tra uomo e donna come ha fatto gli organi genitali, sarebbe interessante capire se l'invenzione e lo studio delle Scienze a cui l'uomo si è dedicato per più secoli rispetto alla donna, ha prodotto nel cervello maschile un mutamento positivo o negativo.
Insomma per farla breve, la diversità così profonda che induce i due generi ad amarsi o uccidersi, l'ha voluta Dio sin dalla creazione?
Oppure questa profonda mutazione genetica e la conseguente incomunicabilità che ci affligge è imputabile all'istruzione che ha reso l'uomo più intelligente della donna o più s****** ?
Il grande Mark Twain affermava fra il serio e il faceto, che: "il sapone e l'istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro ma a lungo andare sono più micidiali."
Io ancora non c'ho capito una mazza, ma se qualcuno sa come stiamo messi, batta un colpo.

In Italia non c'è alternativa allo statalismo

Nell'ultimo secolo i comunisti hanno commesso un bel po' di crimini al pari dei fascisti, ma non si sono mai distinti per stupidità o ignoranza.
Bruciando sull'anticipo i fascisti, hanno capito che a rendere vincente la politica non è il controllo del mercato e della finanza, ma del sapere: non è gonfiando i portafogli ma sgonfiando i cervelli con più indottrinamento che istruzione, che si conserva o accresce il consenso, anzi la fede cieca per generazioni, come se il comunismo fosse una religione.
Posto che le democrazie sono il governo del Popolo, al popolo il comunismo va insegnato a scuola, per riscuotere consenso plebiscitario per generazioni.
Così sono riusciti, e dopo un secolo ancora tentano di convincere anche i marziani che l'unica politica buona in Italia è quella comunista e l'unica cattiva è quella liberale che loro marchiano dispregiativamente fascista.
Per loro, la politica PD è stata una manna caduta dal cielo fino a 6 mesi fa. Poi, con il governo Conte salvimaio sono arrivati i barbari, i fascisti che stanno sfasciando l'Italia. Fanno crollare i ponti, generano allagamenti, frane, terremoti, morti e devastazioni.
I sinistri avevano fatto dell'Italia una bomboniera e ora i destri la disfano. 
E la disfano davvero non avendo capito per stupidità, che solo la politica che parte dalla scuola, anzi dall'asilo nido, può raccogliere fedeli e consenso acritico, quanto e più di una religione. 
Tutto il resto è mercato destinato al fallimento se i cervelli dei cittadini non sono stati implementati di liberalismo ma di marxismo.
Quando le banche iniziano a reagire alla improduttività e parassitismo del Popolo, e curano le loro sofferenze aumentando i tassi e costringendo la politica ad aumentare le tasse, il sistema economico entra in una lunga fase recessiva, portatrice inesorabile di indebitamento pubblico  e guerra fra poveri.
Oggi non c'è comunista al mondo che non si definisca liberale: fallito il collettivismo tutti cercano la salvezza nel libero mercato.
Ma ad un popolo indottrinato e plagiato da cultura comunista, si potrà mai chiedere politica liberale, competitività e produttività autonoma, meno burocrazia, meno statalismo, meno tasse, meno sprechi, furti e corruzione? Credo proprio di no, a giudicare dalla quantità patologica di laureati italiani che scappano all'estero per trovare salario, non avendo manco la più pallida idea di come fare profitto onesto in italia.

giovedì 29 novembre 2018

Il pericoloso miraggio della terza via


La dicotomia lavoratori-padroni ha sempre generato divisione, anzi divaricazione di cultura e di interessi fra le due diversissime classi sociali. 
E qualunque politica ha tentato di unificare e pacificare poveri e ricchi, ha finito per aggravare la divisione e la contrapposizione, tanto da rendere feroce e sanguinosa la guerra tra poveri.
Io, da dilettante, ho cercato come un matto almeno dal 2011 "la terza via", una idea politica unitaria che potesse indurre lavoratori e imprenditori a cooperare in pace, anziché competere e farsi la guerra sindacale, politica, economica e giudiziaria giorno e notte. Fino a distruggere il giusto salario per i lavoratori e il profitto onesto per le imprese. Da decenni ormai costrette a sfruttare i laboratori, evadere le imposte, corrompere, avvelenare uomo e ambiente, chiudere, fallire o delocalizzare.
Ma non c'è niente da fare. Le idee e gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori, dei Poveri e dei ricchi, dei barboni e dei Banchieri, erano, sono e resteranno inconciliabilmente in guerra da qui a l'estinzione dell'umanità, perché non tutti gli uomini vogliono o possono essere dipendenti e non tutti vogliono o possono essere autonomi. 
Chi rifiuta o contesta o ritiene superata la divisione filosofico-politica in destra sinistra, fascisti comunisti, ricchi e poveri, dipendenti e autonomi, sta rincorrendo il miraggio della terza via, del bene comune finto che fa il ricchi più ricchi facendo i poveri più poveri.
E attenzione, l'interesse unitario non è impossibile solo fra lavoratori e padroni, cioè fra poveri e ricchi, ma anche fra ricchi e ricchi, fra risparmiatori e banchieri o peggio fra imprenditori e banchieri.

Si possono inventare miliardi di nomi diversi per rappresentare o tutelare gli interessi di lavoratori e padroni, di poveri e ricchi, purché l'incendio della contrapposizione conflittuale fra chi offre molto lavoro ma poco salario e chi cerca l'esatto contrario, non si spenga con la benzina, continuando a fare i ricchi più ricchi e i poveri più poveri.

domenica 25 novembre 2018

È vero che gli uomini non cambiano?


L'Italia sembra popolata di donne e di bestie assassine a forma di "uomo". A rendere patologicamente cattivi i maschi (mai stati peggio di così prima) è l'eccessivo insegnamento maschile o l'eccessivo insegnamento femminile, posto che oltre ad educare i figli maschi in casa, ne curano la formazione a scuola, dove la presenza di donne insegnanti quantomeno in Italia è sfacciatamente maggioritaria?
Io a questo interrogativo potrei fornire solo congetture non risposte intelligenti. Ma chi possiede gli strumenti culturali dovrebbe iniziare a lavorare su questo rompicapo, visto che in Italia la quantità dei femminicidi e violenze consumate a danno delle donne è ormai abominevole.
Mia Martini diceva che gli uomini non cambiano: sono figli delle donne ma non sono come noi.
Invece gli uomini sono cambiati e continuano a cambiare in peggio, perché?
Perchè stanno assorbendo una dose eccessiva di cultura maschilista o femminista mai sperimentata prima di adesso? A voi filosofi, pedagogisti,  psicologi, psichiatri l'ardua sentenza.

venerdì 9 novembre 2018

Alla politica italiana serve un antipiretico


La classe politica democratica, dipendendo dal consenso sociale, non può nemmeno sognarsi di imporre regole che garantiscano funzionalità al sistema, ma scontentano gli elettori.
Perciò l'unica via praticabile, è quella di indurre i popoli a non pretendere dalla politica  troppi diritti e pochi doveri, perché quella e la strada a scorrimento veloce che porta al default.
A naso, credo che nel genere umano tutta la civiltà e tutta la barbarie abbiano origine da quattro cause indissolubilmente interconnesse: natura, cultura, politica e mercato, da cui discendono a cascata miliardi di effetti.
Ed è un grandissimo truffatore chiunque vi offra soluzioni per problemi particolari che alla lunga diventano causa di altri problemi, come la scuola che produce occupazione e ricchezza ma per i soli addetti, la sanità in costante emergenza, la previdenza a rischio bancarotta, la sicurezza e la giustizia che hanno perduto il controllo del territorio e della popolazione, le infrastrutture pericolanti, il mercato poco ricettivo di occupazione perché poco competitivo per gli alti costi di lavoro, finanza e fisco.
E qua salto volutamente il problema cultura di cui non ho competenza, e passo alla politica e al mercato su cui mi sento meno impreparato.
Dopo la fine del comunismo, tutti "i mangia padroni sindacali e politici"  hanno optato  per il sistema liberale. Ma di fatto tutta la politica continua a curare le malattie del mercato a colpi di statalismo, continua a sopperire alla scarsa ricettività occupazionale del mercato,  non incentivando le imprese ad assumere, ma riempiendo lo Stato di dipendenti pubblici e tassando tutti i lavoratori e gli imprenditori per pagarli.
A questa prima scelta suicida, si dovrebbe rispondere togliendo alla politica il potere di riempire lo Stato di personale poco qualificato, demotivato, parassita e persino ladro, per attingere da lì il massimo consenso, e poi occupare e abusare del potere.
Ma se togli alla politica il potere di assumere per lucrare consenso, non avrà crescente il potere di tassare. Con due effetti benefici a cascata: i piccoli imprenditori non saranno rapinati di tasse e istigati al suicidio e le multinazionali e le banche non saranno indotte ad assumere  quando la politica sgancia aiuti o licenziare  per estorcerle finanziamenti, esenzioni di imposte, o appalti truccati, o lucrare favori a colpi di tangenti milionarie.
Poi va cancellata l'odiosa finzione giuridica di qualificare i "burocrati" dipendenti pubblici, (per giustificare  la loro  irresponsabilità) posto che di fatto sono i padroni dello Stato e persino della borsa e della vita dei lavoratori, degli Imprenditori e forse pure dei Banchieri.
Ma, ancora peggio, non essendo a carico di chi li assume, ma dei contribuenti, la politica non si cura mai di controllare la legalità e produttività dei dipendenti pubblici che finiscono per trasformare lo Stato, a colpi di abusi di potere corruzioni ed estorsioni, in "COSA LORO", alla faccia dell'interesse collettivo della legalità e della Giustizia sociale.
Come dire che i politici democratici fanno i datori di lavoro col c*** dei contribuenti.
Togli ai politici il potere clientelare di assumere e di tassare, come dire di derubare Pantalone, e in un colpo solo avrai  liberato gli imprenditori e l'intero Popolo dalla necessità di derubare lo Stato per sottrarsi alla rapina tributaria.
E in quattro e quattr'otto, riportando a monte la responsabilità, da chi subisce le regole, a chi le inventa e le applica  a spese e a danno della collettività, e ritrasformi lo Stato dei dritti, corrotti e mafiosi, in Stato di diritto degno di questo nome.