sabato 28 ottobre 2023

È la pazzia o la stupidità a sabotare la pace?


Erasmo da Rotterdam temeva che ad indurre gli umani alla guerra fosse la pazzia.
Ma, da Erasmo ad oggi, l'umanità si è sciroppata un altro mezzo millennio di cultura, che ci ha regalato le conquiste spaziali, i satelliti per telecomunicazioni e l'intelligenza artificiale; ma ancora nessuna testa d'uovo riesce a pensare qualcosa di razionale alternativo alla guerra. Tutti i potenti del mondo sono fermamente convinti che la pace si conquista solo a mano armata. Invece le atrocità attuali della guerra ci stanno dimostrando che la guerra produce più terroristi di quanti sopprime.
Più che la pazzia, temo che a fregarci sia la "stupidità". La povertà di fantasia e creatività ci rende più bellicosi degli animali feroci. Specialmente i potenti pensano tutti da razionali ma non pochi agiscono da criminali.
Non siamo ancora abbastanza allenati a pensare da matti per attuare soluzioni concretamente razionali. Perché si esce dalla finta, miope ed egoistica razionalità, solo dopo aver pensato diversamente: "da matti". 
Che è lavoro precluso al 90% e passa dei potenti, che davanti al problema spaccacervello del "bene comune" si squagliano come neve al sole.
Nel corso dei millenni l'umanità ha inventato la religione alternativa alla politica, la filosofia alternativa alla religione, la scienza alternativa a tutto, e ora stiamo smanettando con l'intelligenza artificiale alternativa alla naturale, e magari sostitutiva anche dell'uomo in carne ed ossa; ma nessuno ha ancora inventato una brutta copia di "convivenza civile pacifica", che sia di diritto e di fatto alternativa alla guerra.
Vi faccio un esempio. Se si ha notizia di un crimine in corso, le forze dell'ordine corrono per scongiurare il peggio. Ma se un popolo invade un altro e uccide migliaia di persone con una ferocia senza precedenti, tutti i 200 popoli del mondo e relativi governanti, non alzano il fondo schiena dalle poltrone per correre a fermare la guerra e aiutare il popolo invaso, disarmando l'invasore.
Senza fretta, mentre i morti crescono in maniera esponenziale, si interrogano per capire in che modo possono contribuire a tenere acceso il "miracoloso" rogo della guerra inviando armi e munizioni al popolo perdente, per istigare il vincente (che certo non ha nessuna intenzione di perdere) ad alzare il livello della sua aggressività criminale e devastativa.
Perché nella demenziale civiltà dei consumi, la distruzione è un eccellente moltiplicatore di lavoro, produzione, commercio, profitti, tributi, tangenti e privilegi per le classi dirigenti, a parte i "poveri" affari trilionari per il mondo finanziario e le industrie belliche, che possono svuotare gli arsenali pieni e riprodurre altre armi sempre più produttive di distruzione e morte.
Quindi il problema è capire in che modo si può pensare così intensamente da matti, da spezzare questa interminabile spirale di miopia e di stupidità che sta portando i potenti "razionali" del mondo a distruggere l'umanità e il pianeta.
Chi avesse elaborato qualche ipotesi "pazza", su come spegnere pacificamente il rogo della guerra ucraina e israeliana, credo che ora si trovi nel momento giusto per esporla.
Mahatma Gandhi diceva: 
"Il giorno in cui il potere dell'amore supererà l'amore per il potere,
il mondo potrà scoprire la pace".
Se la guerra ha bisogno di soldati armati, forse alla pace basterebbero soldati pensanti: "armati di cuore e cervello". Per fare, sul fronte di guerra da scudo umano in difesa delle popolazioni inermi, di chi non ha i mezzi per scappare né la forza per combattere. Per contrastare la fissazione mondiale della guerra, che dalle caverne ad oggi ancora non trova ostacoli sul suo cammino, nemmeno ora che si rischia l'apocalisse atomica.
Perciò, chi è stanco di fare la guerra, metta in moto il cervello e pensi da matto in che modo la pace possa vincere la guerra. In che modo la "pazzia" possa vincere la "razionalità" genocida dei potenti guerrafondai.
Per ora la guerra dei "razionali", affollatissima di Generali, capi di Stato, Scienziati, eserciti e armamenti, promette benessere, civiltà e pace, ma restituisce, anche in quelle spacciate per primissime potenze mondiali: ferocia criminale e "pace eterna".
Franco Luceri

sabato 21 ottobre 2023

Tra palestinesi ed israeliani la guerra è solo di religione?


Nel corso dei secoli, il popolo ebraico è stato costretto ad adottare due religioni diverse che lo hanno reso diviso e bellicoso. Gli ebrei palestinesi hanno adottato l'Islam, gli ebrei israeliani l'ebraismo. E qualunque guerra nasca fra questi due popoli, se è vera guerra di religione come ce la descrivono; la politica che finisce incriminata per le bestialità della guerra, essendo impotente è incolpevole. O al massimo complice..
In teoria, a prescindere dalla religione; per qualunque Popolo la pace è la regola e la guerra è l'eccezione. Ma di fatto è già miracoloso se alla pace si riesce a dedicare un giorno, e nei 364 successivi, si studia come rendere vincente la guerra. 
Come se non fosse evidente anche allo scemo del villaggio, che la guerra, (fosse pure la più semplice e legale delle competizioni) si lascia dietro solo una scia di morti, macerie, poveri, falliti e sconfitti.
Erasmo da Rotterdam, più ché stupidi, temeva che gli umani potessero essere completamente svitati e diceva:
“Sono solito domandarmi, spesso meravigliato, cosa mai spinga, non dico i cristiani, ma gli uomini tutti, a tale punto di follia da adoperarsi, con tanto zelo, con tante spese, con tanti sforzi, alla reciproca rovina generale della guerra. Che altro infatti facciamo nella vita se non la guerra o prepararci alla guerra? Neppure tutte le bestie combattono tanto. E neppure queste combattono fra loro, ma solo se sono di specie diverse. Combattono con mezzi naturali. Non come noi con macchine escogitate da un'arte diabolica.”
La cultura umana ha fatto miracoli negli ultimi 25 secoli. Ma con ciò che ha fatto di cattivo: la guerra, basta una manciata di secondi per distruggere secoli e millenni di miracoli culturali e materiali, ma anche per cancellare l'umanità dalla faccia della terra.
E se è doveroso accreditare alla cultura tutto il buono che ha prodotto e produce per l'umanità; la barbarie della guerra a chi vogliamo imputarla? Al Padreterno?
Perciò della cultura sarebbe igienico incominciare a soppesare pro e contro, perché se i vantaggi può fermarli qualunque legislatore con un solo articolo di legge; la guerra e i danni della guerra può fermarli o risanarli solo il Padreterno.
Se gli alberi hanno accettato di avvicinarsi e di intrecciarsi per trarre vantaggio dalla cooperazione reciproca; come mai gli umani presunti "intelligenti" tendono a dividersi e a scannarsi da bestie?
La natura si è divertita a creare gli uomini più stupidi delle piante; o il "miracolo" lo hanno fatto prima le religioni divisive e poi le filosofie esclusive (non inclusive) ? 
Che almeno da tre millenni tentano o fingono di mettere riparo ai danni teologici e alle guerre di religione: ma a giudicare da come hanno ridotto tutti i 200 popoli del mondo, temo che l'intera cultura umana stia spegnendo il fuoco con la benzina.
Franco Lucerik

lunedì 16 ottobre 2023

Quando si avrà il potere di "dichiarare guerra alla guerra"?


Nei sistemi sociali anche appena appena evoluti, ogni istituzione dovrebbe essere ostacolata o fermata da un'altra col potere concreto di impedirle di sconfinare nella barbarie.
Dall'uomo scimmia ad oggi, non ci sono stati passi avanti. Andiamo in giro con le navicelle spaziali a contare le stelle e a misurare la febbre al sole; ma non abbiamo la contabilità di quanti umani finiscono trucidati, massacratici, bruciati, decapitati e insepolti, e di quante abitazioni e grattacieli con il loro carico umano finiscono ridotti in macerie grazie all'immutabile e "democraticissima" barbarie della guerra.
Quando i pacifisti la smetteranno di contrapporsi con la lingua e con la penna agli olocausti della guerra e del terrorismo; e in quanto maggioranza si riprenderanno il potere di rendere politicamente governabile la guerra?
Proprio come l'avrebbe voluta il Presidente del Consiglio francese Georges Clemenceau, che affermò a bruciapelo: "la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai generali".
Ma lagnarsi dell'apocalisse della guerra, avendo solo il pieno potere Democratico, di:
Franco Luceri
Ma di contrapposto alla guerra, e al suo carico sconfinato e sempre più ingovernabile di distruzione e morte, c'è soltanto la filosofia e la teologia della pace; col diritto inviolabile di almeno 6 miliardi di umani presunti pacifisti di aspettare (grattandosi l'ombelico) che i lampi e i tuoni della guerra finiscano, e sperando di non rientrare nel ricchissimo elenco delle vittime.
"DICHIARARE GUERRA ALLA PACE",
ma assolutamente mai 
"GUERRA ALLA GUERRA",
è come continuare dall'uomo scimmia all'uomo robot, ad abbaiare alla luna.
Franco Luceri

sabato 14 ottobre 2023

Urge responsabilità corporativa delle classi dirigenti


Tutti gli umani dovrebbero essere assoggettati alla imponderabilità della natura (madre o matrigna), anche se nel corso dei secoli, grazie alla cultura e alle leggi, si sono ritagliati il privilegio di sottrarsi. E fingendo di razionalizzare e legalizzare ogni cosa, ora hanno ridotto l'umanità e il pianeta in condizioni pietose.

Mentre il contadino, (diversamente dal professionista privato e pubblico)  è soggetto ai comportamenti benefici o malefici della natura, che alla vigilia del raccolto dopo un anno di spese e di lavoro può decidere di distruggere tutto con l'alluvione, l'uragano, la grandine, la neve, il terremoto e quant'altro.
Mentre il  "PRO-FESSO-RE", (nonchè le classi sociali ricche e potenti che dalla sua formazione ne derivano) si direbbe organizzato linguisticamente e giuridicamente per "fare fesso il RE" (cioè il popolo sovrano di nome ma cornuto e mazziato di fatto).
E questi "RE", alfabetizzati giusto per poterli fregare a 360 gradi, vanno liberati dai furbi e farabutti delle classi intellettuali e dirigenti, che facendo incetta di onori, si sono liberati dagli oneri: dall'obbligo di usare la borsa e la vita dei popoli per salvare non per uccidere.
Diversamente dai contadini, pastori, pescatori, boscaioli, artigiani e lavoratori di tutte le razze, le classi intellettuali e dirigenti non subiscono l'imponderabile azione o reazione della natura-matrigna. Loro sulla testa non hanno il cielo, ma la volta di casa termicamente condizionata.
Il cielo, cioè la responsabilità, bisogna ricreargliela giuridicamente. Perché sono gli errori e gli abusi degli uomini di scienza e potere a indurre reazioni umane e naturali avverse, che finiscono per gravare soltanto su chi ha prodotto la ricchezza che loro hanno sperperato o rubato, mettendo a rischio il diritto alla vita di contadini, pastori, pescatori, boscaioli, artigiani e poveri lavoratori di tutte le razze.
Perciò è urgente sottoporre il mondo della cultura e relative classi dirigenti, alla responsabilità corporativa.
È giusto che subiscano la imponderabilità dei comportamenti naturali e sociali, perché anche nell'uomo cattivo e nell'uomo violento è la natura che opera da matrigna, se la cultura non ha saputo o voluto civilizzare i popoli o li ha  disumanizzati.
La classe dirigente, che promettendo utilità e sicurezza sociale, si arroga il potere di lucrare vantaggi, poi dovrebbe risarcire i danni che genera e che lei stessa definisce "apocalittici": come l'immigrazione incontrollata, la povertà, l'insicurezza, l'ingiustizia, la violenta sopraffazione dei deboli, la guerra in Ucraina e ora il terrorismo in Israele.
Gli sconvolgimenti climatici come l'alluvione che ha devastato l'Emilia Romagna; in aggiunta alla catastrofe economico finanziaria globale, che grazie a strozzinaggio, guerra e terrorismo, sta mettendo in forse la sopravvivenza di almeno 5 miliardi di poveri.
Franco Luceri

sabato 7 ottobre 2023

Scienza e tecnica non sono libere se non sono autonome


Grazie alla globalizzazione e al multicolturarismo indotto; ormai mercato e politica producono solo fallimenti, migrazioni ingovernabili, violenze, omicidi e guerre.
Forse un secolo fa questo epilogo tragico non era prevedibile; ma ora col senno di poi, sarebbe giusto almeno dubitare che nel mercato mondiale non possano competere alla pari, Stati con "sovranità monetaria", che stampano denaro quando hanno debiti da onorare; e Stati con "sudditanza monetaria", che stampano e firmano cambiali per comprare credito a debito, anzi a strozzo, aspettando che la montagna crescente di debito pubblico e lo spread assassino facciano cadere i governi e riducano le democrazie in dittature.
Secondo voi, è proprio così che devono essere organizzati i duecento stati del mondo, per scongiurare qualsiasi rischio di carestia, epidemia, fallimento, default, guerra civile, locale o mondiale, semplice o atomica? Se si, temo che stiamo messi proprio male!
Il mondo scientifico ha notevoli capacità di affrontare in maniera vincente le sfide che pone la crisi economica, climatica e bellica.
Ma aihnoi, scienza e tecnica non essendo finanziariamente autonome, non possono essere sottratte al dominio del profitto e dello sfruttamento, che almeno da un secolo le rende devastanti per l'umanità. Mezzi di asservimento e sfruttamento degli uomini come fossero bestie da soma e poi da macello. 
Gli stati sovrani usando scienza e tecnica "da piede di porco" colonizzano e sfruttano da lupi gli stati sudditi, arricchendo l'umanità, il pianeta e forse l'universo, di danni irreparabili. 
È verissimo che le eccezioni non mancano, ma confermano la regola, proprio come una rondine che non fa primavera.
Se invece il mondo scientifico disponesse di proprie risorse finanziarie, per potersi sottrarre, affrancare, dissequestrare dal cannibalismo economico e finanziario che lo indirizza a danno dell'umanità e del pianeta; per noi poveri umani, da un secolo impotenti cavie di laboratorio e limoni da spremere, forse e ripeto forse e riconfermo forse, inizierebbe l'anno zero della CIVILTÀ UMANA E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE.
Franco Luceri

martedì 3 ottobre 2023

Solo il denaro fa la differenza, il resto è bla bla


Posto che le famiglie sono le cellule vitali dello Stato; qualunque vero Stato di diritto, per tenersi finanziariamente in buona salute ha il potere di tassare le famiglie capienti per acquisire l'autonomia necessaria a garantire alle incapienti dignità e sicurezza.
Ma se lo Stato si rende inadempiente in questa sua funzione vitale, non solo abbandona le famiglie incapienti nell'impoverimento crescente, ma impoverisce le capienti avendole già tassate, tartassate ed esposte alla sopraffazione di chi, lasciato o messo in difficoltà dallo Stato, non avrà altra via che galantirsi da fuorilegge il proprio diritto alla vita. Spesso derubando un altro ancora più povero di lui.
Quindi uno Stato di diritto che si lascia derubare, dai lupi della finanza nazionale e mondiale, che non si conserva abbastanza capiente da assicurare autonomia alle sue cellule vitali, (famiglie e singoli cittadini): non è Stato di diritto e nemmeno "repubblica delle banane".
È la giungla selvaggia, spacciata per stato di diritto, (vedi Italia), che offre gli agnelli in pasto ai lupi, e poi si finge scandalizzata, mortificata o piangente se mancano all'appello.
Oppure  impegna sul fronte dell'informazione, l'intera santa sarbara di "armi di distrazione di massa", fino a spostare di peso l'attenzione dell'opinione pubblica, da un problema finanziario drammatico, ad uno insignificante.
Franco Luceri

sabato 30 settembre 2023

In coppia "cultura e denaro" sono letali come l'atomica


In Italia si parla di cultura fino alla nausea, come fosse la prima finalità democratica da perseguire senza badare a spese. 
Ma la cultura è solo un mezzo double face che può essere impiegato per un uso democratico inclusivo utile alla collettività; o antidemocratico, utile solo a le élites rapaci.
Il progresso culturale illimitato (al pari di quello finanziario accentratore di ricchezza in mano a pochissimi paperoni mondiali) non genera sufficiente sviluppo occupazionale e quindi esclude una grande quantità di soggetti qualificati a cui non resta che vagare per il mondo rincorrendo il miraggio del lavoro dignitoso e produttivo, o come in Italia rassegnarsi allo sfruttamento o peggio alla schiavizzazione.
A cui segue inesorabile la crescita dell'analfabetismo di ritorno dei laureati disoccupati o sottoccupati per decenni,  prova evidente che la cultura che non garantisce giustizia e sicurezza è un mezzo esclusivo non inclusivo, e quindi letale nelle democrazie e vitale nelle dittature.
In coppia, "sapere e denaro" sono l'ultimo modello di arma in mano ai potenti veri.
Lo sviluppo accelerato e ingovernabile della cultura (come della Finanza) sta accrescendo il numero dei cervelli condannati allo sfruttamento o all'emigrazione.
Oggi si parla di intelligenza artificiale ed è sterminata la platea di intellettuali che non sanno cosa sia; quali benefici reali potrà portare alla collettività o quali costi e danni irreparabili e assassini potrà aggiungere a quelli già esistenti.
Quindi, dove servirebbe inclusione e partecipazione democratica, i popoli che puntano all'accrescimento illimitato e incontrollato della cultura, predispongono i sistemi sociali più alla povertà, allo sfruttamento, alla barbarie che alla civiltà. 
Vedi Italia, primatista mondiale di cultura ed esportatrice di cervelli manco fossero cavolfiori; ma con un debito pubblico astronomico e un popolo impoverito, disoccupato, sottoccupato, rassegnato e a rischio estinzione per insanabile denatalità.
Nei paesi occidentali, la crescita accelerata della cultura in coppia col potere tirannico della finanza, hanno prodotto devastazioni senza precedenti storici.
E il problema si trascina in governato da decenni. Tant'è che nel 1970 Ivan Illich, intellettuale austriaco libero e coraggioso, suggerì di "Descolarizzare la società" per salvare l'Europa.
Cioè un colpo di freno allo sviluppo culturale accelerato e incontrollato, che da svariati decenni garantisce solo recessione occupazionale e salariale, suicidio dei piccoli imprenditori, ed emigrazione di cervelli; utile a banchieri e multinazionali per conservarsi il primato della cultura e della finanza sulla politica, nonché la conversione dei popoli europei, da sovrani ricchi a sudditi con le pezze in ....
Franco Luceri

Ivan Illich
(Descolarizzare la società)
"La scuola obbligatoria, la scolarità prolungata, la corsa ai diplomi, l'università di massa: differenti aspetti di quel medesimo falso progresso che consiste nella preparazione di studenti orientati al consumo di programmi scolastici e di merci culturali studiate per imporre il conformismo sociale, l'obbedienza alle istituzioni. Anche la strutturazione del profilo degli insegnanti, per promuovere una didattica basata sul modello della trasmissione delle conoscenze, ha lasciato l'uomo della società dell'informazione e dei consumi privo di mezzi e ancora più esposto al rischio di una mistificazione strumentale delle sue qualità migliori."

sabato 23 settembre 2023

Senza responsabilità corporativa delle classi dirigenti, la democrazia è finta


Da sempre, la regressione totalitaria delle democrazie è la conseguenza del mal governo. Dell'incapacità di impedire, governando bene lo Stato, che un tiranno destro o mancino si riappropri del potere.
Ma peggio, se riesce a mandare a casa chi governava male; il politico trombato sbaglia a chiamarlo tiranno perché ancora non ha iniziato a governare; e chiama idiota se stesso, perché è il suo mal governo che ha riportato al potere il tiranno.
Salvo rare eccezioni, i governanti democratici vogliono solo a parole la fine dei totalitarismi. Di fatto, cultura e politica sono perfette per partorire tiranni, ingrassarli, curarli e conservarli in ottima salute per giustificare i fallimenti della classe dirigente finta democratica, irresponsabile e ladrona.
Da 24 secoli il tiranno arriva puntuale dopo ogni cattiva democrazia, se le istituzioni di uno stato democratico sono governate da una classe dirigente idiota o disonesta.
E posto che sono le classi dirigenti irresponsabili a rovinare le democrazie, delle due l'una: o nelle forme di autogoverno difetta la qualità della cultura; oppure intellettuali e politici tendono a diventare rispettabilissimi compagni di merende.
Perché il mal governo arricchisce la classe dirigente e impoverisce i contribuenti onesti che più lavorano e più ingrassano di tasse e disservizi.
Se lo Stato è sfasciato e ha necessità di risanamento, la classe dirigente è legittimata a truffare i contribuenti tartassandoli e gli utenti abbuffandoli di servizi da terzo mondo.
Ma se oltre alla responsabilità individuale, la classe dirigente fosse assoggettata a responsabilità corporativa; per non rischiare di dover risanare le l'istituzione e risarcire le vittime di tasca propria, correrebbe ai ripari passando dal governo finto al governo vero. Dalla Repubblica delle banane allo Stato di diritto.
Perciò, basterebbe caricare la classe dirigente di "responsabilità corporativa", per i danni colposi o dolosi che produce; e ogni singolo professionista privato e pubblico, si precipiterebbe a curare due finalità che non sono in conflitto: il proprio interesse personale e il bene comune.
Un medico sarebbe responsabile della buona salute dei suoi pazienti, ma insieme ai colleghi di tutta l'Italia, del buon funzionamento del sottosistema sanitario. Così, tutte le istituzioni, diventerebbero in automatico interconnesse e complementari, e contribuirebbero a rendere il sistema Stato produttivo e perequativo, quindi governabile.
Giusto per capirci; per la superiorità culturale e professionale della classe dirigente italiana, lo Stato è come una Ferrari da competizione smontata. 
Si ha l'impressione che cada a pezzi, ma è semplicemente disassemblato, perché è così che rende il massimo guadagno, carriera e ruberie agli "onestissimi" addetti ai lavori. E pazienza se gli italiani ONESTI finiscono schiavizzati e rovinati a vita.
Non illudetevi, è una impresa a dir poco disperata. Ma con la responsabilità corporativa di burocrati, professionisti e politici, il puzzle delle singole istituzioni, oggi incasinate ad arte, disconnesse e conflittuali, si ricomporrebbe in Stato di diritto capace di favorire la produttività economica, imporre tributi e riconvertirli in servizi pubblici nel rispetto dei diritti dell'uomo, del cittadino e del popolo sovrano.
Quel "fesso" di Pantalone, spremuto e gettato come un limone per tre quarti di secolo; condannato a lavorare e a morire doppiamente ricco: di rapine tributarie e disservizi assassini, forse potrebbe tornare a rialzare la testa da sovrano.
Franco Luceri

lunedì 18 settembre 2023

Oggi 17 settembre 2023 a Lampedusa c'è stato il miracolo?


Anche del più insignificante avvenimento, in Italia si dice: "ha scosso le coscienze". Magari sarò nato scarognato io; ma vi giuro che in tre quarti di secolo non mi è mai capitato di vedere (per le disgrazie altrui) una sola "coscienza" lesionata, incrinata, rigata, danneggiata e nemmeno spettinata.
Se le opere dell'uomo: case, grattacieli, Industrie, automobili, camion, navi e aerei avessero la stessa granitica resistenza della "coscienza umana" agli scuotimenti e danneggiamenti, sociali, politici, economici o ambientali, in dodici mesi il PIL mondiale, per assenza di danni, triplicherebbe.
Ma nessuna opera dell'uomo regge agli scuotimenti che non ci toccano personalmente, come la coscienza collettiva. Il granito, la pietra lavica, l'acciaio al tungsteno le fanno un baffo. 
Un tale ipotizzò che la coscienza umana potesse essere più elastica, dell'elastico delle mutande.
E deve essere proprio così; posto che il Mar Mediterraneo in mezzo secolo si è ridotto a cimitero di africani. Ma ai circa 500 milioni di europei la scossa quasi quotidiana di morti in mare, non ha ancora incrinato la "coscienza collettiva", anche se avrà disturbato il sonno o l'appetito a qualche coscienza individuale sensibile agli scuotimenti.
Ma dopo mezzo secolo, il dubbio che questo genere di inerzia possa essere a dir poco bestiale, alla "coscienza politica Europea" fino a ieri non era ancora venuto.
Speriamo che oggi, 17 settembre 2023, a Lampedusa, il premier Meloni e la presidente Von der Leyen accompagnate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal commissario europeo agli Affari interni Ylva Johansson, facciano il primo miracolo made in UE.
Franco Luceri

sabato 16 settembre 2023

Della situazione apocalittica è responsabile chi coltiva carciofi o cervelli?


Se tutti i problemi del mondo fossero concentrati a Lampedusa sarebbe esagerato parlare di "situazione apocalittica"; invece è tremendamente riduttivo, posto che in ogni angolo del pianeta l'umanità è afflitta da problemi insostenibili e intollerabili.
Gli sconvolgimenti sociali, politici, economici, climatici o peggio bellici, diretti o indiretti, non mancano a nessun Popolo. 
Ci sono esseri umani sepolti sotto le macerie in Marocco o nella melma in Libia, che aspettano un "Salvatore".
Scegliere un problemino su miliardi di problemi quanto pianeti che affliggono tutti i 200 popoli del mondo e puntare i riflettori su quello, è un modo per speculare sull'informazione parziale distorta e falsa. Ed è così che lo sfascio si conserva produttivo per gli addetti ai lavori da oltre mezzo secolo.
Ora però dovremmo domandarci (e con estrema sollecitudine) perché le condizioni dell'Umanità sono precipitate a questo livello e peggiorano a dispetto della crescita della cultura, della democrazia, della giustizia sociale, dello sviluppo economico, scientifico, tecnologico, della libertà di movimento, di parola e di intrapresa.
Che fine hanno fatto le due medicine miracolose: scienza e globalizzazione; e le milionate di apprendisti stregoni che promettevano pace e benessere crescente per tutti?
Dov'è la scelta sbagliata che sta spingendo verso il baratro in blocco tutti gli 8 miliardi di umani? È sbagliata la cultura, la politica, la finanza, il mercato o cosa?
A queste domande urge risposta comprensibile se si desidera davvero passare dalla informazione parziale e falsa ch'è diventata una toppa peggiore del buco; alla informazione vera e utile a capire la causa di tanto sfascio crescente e mettere riparo. Perché la stagione gattopardiana del "cambia tutto perché tutto resti com'è", ahinoi, è drammaticamente superata.
Nel mondo, milioni di intellettuali arricchiscono perché dicono di conoscere scientificamente un problema. Ma sanno fare solo profitti crescenti conservandolo. 
In Italia l'immigrazione è iniziata nel 1970. In 53 anni il problema è diventato "apocalittico", ma è una gallina dalle uova d'oro per parassiti, truffatori e sfruttatori nazionali e internazionali che si guardano bene dal risolverlo.
La sola conoscenza di un problema non genera utilità, ma danno sociale, se per decenni si lucrano profitti senza sanare i guasti. 
Il contadino non guadagna perché ci sa raccontare i problemi dell'Agricoltura, ma solo se coltiva, produce, raccoglie e consegna prodotti alimentari, chiede e ottiene il meritato guadagno.
Gli intellettuali invece guadagnano perché ci garantiscono di conoscere il problema, e hanno ragione da vendere, posto che quel problema se lo palleggiano e conservano per l'intera vita, continuando a lucrare profitti sulle disgrazie crescenti dei popoli. 
E temo sia persino riduttivo definire "cannibalesco" questo barbaro livello di truffa del mondo della cultura, mutuato e moltiplicato in politica, col potere di fagocitarsi guadagni astronomici, conservando a norma di legge lo status quo tirannico di oltre 2/3 dell'umanità, sempre più sfruttata, povera, debole, indifesa.
Franco Luceri

domenica 10 settembre 2023

La politica peggiora solo dove peggiora la cultura


George Bernanos diceva:  
"Stiamo assistendo non alla fine naturale di una grande civiltà umana, ma alla nascita di una civiltà disumana che non avrebbe mai potuto nascere senza una vasta, immensa, universale sterilizzazione dei valori più alti della vita".
Domanda da un miliardo di dollari; secondo voi, quando la politica ha meno difficoltà a governare: quando ha più ricchezza da spendere, o se governa popoli resi più umani e intelligenti dalla cultura? 
Sbaglierò, ma io credo che in qualunque governo sia la qualità del cervello e non il volume del portafoglio a fare la differenza.
Peccato che la politica mondiale creda che sia il denaro a umanizzare l'uomo e a favorire il buon governo. Invece col denaro si riesce a migliorare solo le cose: e non sempre, e non per sempre.
L'Italia era la quarta potenza industriale del mondo ora siamo la prima impotenza. Svenduta e colonizzata a 360 gradi.
Con più soldi compri un "cappello" migliore. Ma senza Buona Cultura, sotto quel lussuoso cappello, nel migliore dei casi il "cervello" va in letargo o letteralmente in putrefazione.
Per decenni ho pensato che il problema numero uno dell'intera umanità fossero gli strozzini fiscali e finanziari che condizionano e corrompono la politica, per derubare e impoverire i popoli a norma di legge.
Ma ora temo di aver sbagliato alla grande. È la qualità del modello culturale formativo e informativo a fare miracoli, rendendo i popoli umani o disumani, intelligenti o stupidi: capaci di tenere a bada i lupi, o abboccare all'amo come pesci e soccombere. 
Condannando così la politica, inesorabilmente influenzata più dalla qualità culturale di un popolo, che dalla quantità di denaro spendibile, a vincere o fallire miseramente. (Vedi Italia)
Anche lo scemo del villaggio con le tasche piene impara a sperperare. Ma per non vivere come asini nel frastuono, gli umani che hanno scelto di autogovernarsi, hanno bisogno di "sapere" e  di "capire". 
E la formula culturale e quindi politica vincente per proteggere le vittime dai carnefici, ahinoi, proprio come diceva Bernanos, "sterilizzando i valori più alti della vita" l'abbiamo gettata alle ortiche.
Nell'ultimo secolo la politica mondiale ha puntato sullo sviluppo economico con la certezza che una maggiore disponibilità di denaro, liberando l'uomo dal pericolo e dal bisogno lo avrebbe migliorato, lo avrebbe sensibilmente umanizzato. Invece ne ha fatto un consumatore ossessivo compulsivo stupido o rapace.
Ha fallito la terapia, perché solo l'accoppiata vincente: disagio economico e buona cultura mettono in moto e maturano i cervelli e migliorano gli uomini governati e governanti.
Con qualche eccezione che non smentisce la regola: il denaro immeritato, gonfia i portafogli, ma sgonfia i cervelli.
Se la cultura avesse ancora la funzione di rendere intelligente l'uomo; la finanza mondiale che condiziona e terrorizza l'intera umanita almeno da un secolo, sarebbe politicamente determinante, giusto quanto il due di briscola in una partita a scopa.
Franco Luceri

giovedì 7 settembre 2023

Diversamente da cultura e politica la natura è incorruttibile


Contadini, pastori, pescatori e boscaioli, non hanno mai pagato tasse a "Madre Natura", né interessi usurari agli strozzini. Bastava il lavoro per assicurarsi istruzione e diritto alla vita.
Ora però, è come se il Padreterno avesse venduto il mondo ad un altro padrone. Da un secolo le tasse le paghiamo tutti salate a "Cultura Matrigna", per garantirci il diritto alla morte dopo una vita di stenti, precarietà, sfruttamento, lavoro pericoloso, strozzinaggio finanziario, istigazione al suicidio o al crimine, malattie curate per finta o cronicizzate per lucrare profitti a lungo termine.
Madre Natura era generosa con chi aveva voglia di lavorare. Distribuiva gratis carne, latte, uova, pesce, frutta, verdura, legna e mille altri beni e servizi vitali, a cominciare dalle "caverne", decisamente più sicure di una panchina per morire all'addiaccio.
L'attuale cultura matrigna formativa ed informativa, è come un lussuoso vestito confezionato a misura per speculatori, affaristi,  ladri, truffatori, corrotti, strozzini e schiavisti. 
Nell'habitat ormai innaturale dei sistemi sociali, "culturalmente modificati" dalle classi dirigenti a proprio uso e consumo; i poveri e i poco istruiti, sono totalmente dipendenti dagli istruiti, scusate il lapsus, dai "distruttivi", che li usano da bancomat per ripulirli anche dai centesimini delle elemosine.
In un sistema complicato ad arte per sfruttare in massa gli onesti che non hanno, non sanno, non possono; le classi dirigenti producono guasti incalcolabili e poi chiamano il povero Pantalone a finanziare le "riformicche", i finti aggiustamenti gattopardiani che cambiano tutto perché tutto resti com'è. Produttivo per i "benefattori": professori, professionisti, burocrati, giornalisti, politici, giudici, banchieri e multinazionali.
Quindi è urgente responsabilizzare le classi dirigenti, perché ogni guasto che producono sia sanato di tasca loro e non macellando poveri e indifesi che ormai sono due terzi abbondanti dell'Umanità.
Chi pensa che la responsabilità collettiva di saggi, ricchi e potenti sia una politica utopica, forse non si è accorto che a livello planetario le classi dirigenti si sono già fumate il futuro: non hanno scelta alternativa. 
Il PIL mondiale è talmente ridicolo in confronto alle montagne di debito dei singoli Stati, che salvo eccezioni, tutti i 200 Stati del mondo sono in default non dichiarato: sostanziale. E condannato a crescere per le catastrofi ambientali che ormai ci portano in dote una scia incalcolabile e impagabile di danni e di morti.
Per troppo tempo i potenti sono passati a l'incasso distruggendo popoli e pianeta. Ma presto, dovranno affrettarsi a pagare di tasca propria il risanamento, se ci tengono a dare un colpo di freno alla catastrofe umanitaria, finanziaria e planetaria in corso.
Diversamente da cultura e politica, la NATURA È INCORRUTTIBILE, non si presta a sterminare vittime e risparmiare carnefici.
Franco Luceri

giovedì 31 agosto 2023

Pure Gesù fallì a pensare conto terzi


Nel terzo millennio Cristiano, chiunque osa vivere senza pensare, o pensando poco o male è considerato una sottospecie di  cavernicolo.

E pure l'umanità, prima che inventassero i verbi sapere e pensare, aveva percorso, senza rischi di estinzione, un cammino di 3000 millenni; affidata al super pensiero di Madre Natura che sapeva, pensava e provvedeva in assoluta autonomia a garantire a tutti gli esseri viventi, perfettamente istruiti a rispettare il Creato, una vita povera ma certa.
Poi 3 millenni fa, i filosofi hanno iniziato a spiegarci che il melone che ci portiamo in giro sulle spalle ci serve per pensare; e lentamente i sistemi sociali, grazie al pensiero filosofico e matematico si sono evoluti fino al secolo scorso quando hanno incominciato ad ammalarsi di malacultura, ma soprattutto di  "iperscolarismo": di eccessiva diffusione di saperi e di sapienti.
E la crescita patologica di "teste d'uovo" ha finito per impoverire il mondo di operatori capaci e volenterosi, e ha reso i sistemi sociali tanto costosi e complessi, che ora tutti gli umani, anche se hanno una cultura al massimo livello scientifico, rimangono scolari a vita, dipendenti dai super pensatori specializzati conto terzi, per le cose che non sanno.
Oltre agli imprenditori piccoli e grandi, dipendenti a vita, da ingegneri e avvocati; anche i politici, i giudici, i burocrati, i giornalisti, i professionisti  sono tributaristadipendenti: non mettono nemmeno il naso fuori di casa per non violare qualche legge tributaria che non conoscono e finire azzannati dal fisco. 
Ma il pensiero conto terzi pensato da tizio e venduto a caio, per quanto possa essere in teoria valido e utile, ha una valanga di controindicazioni, almeno per due ragioni fondamentali:
1)  Perché chi prova a tradurre in azione il sapere attinto da altri; non avendo la stessa cultura e intelligenza dell'autore originario, finisce per annacquarlo, e invece dell'utilità promessa, genera danno individuale, ma soprattutto sociale e ambientale.
2) E non basta; nel tempo trascorso tra l'apprendimento e la concreta messa in opera di un sapere "scientifico", ci può essere un tale arricchimento o mutazione di variabili, da rendere l'azione persino distruttiva.
E ce dell'altro; giuridicamente, il professionista privato pensatore conto terzi è considerato autonomo, e come persona non è escluso che lo sia al 100%.
Ma il suo pensiero resta improduttivo e quindi economicamente dipendente: perché ha bisogno del soggetto agente che lo converta in azione produttiva e contributiva.
E non è garantito che il soggetto agente abbia la stessa prestanza fisica e intellettiva del soggetto pensante, per tradurre un pensiero valido in azione altrettanto utile.
Quindi lo stesso pensiero che risulterebbe persino miracoloso se tradotto in azione personalmente dall'autore, potrebbe diventare fallimentare o catastrofico, affidato ad altri soggetti non altrettanto qualificati o tradotto in azione in un tempo e/o luogo sbagliato o con mezzi sbagliati o insufficienti.
Nemmeno la bomba atomica era stata pensata per estinguere l'umanità, ma in mano a soggetti sbagliati ora può quello ed altro.
Pensate a quante patenti fasulle vengono distribuite, e a quanti morti costano a livello planetario. 
O quanti porto d'armi sono rilasciati a soggetti sbiellati o quasi che poi commettono omicidi (vedi America, dove le armi si possono acquistare pure dal panettiere e le stragi nelle scuole non cessano mai).
Per non parlare delle lauree e dei master non proprio meritati che poi servono solo agli arrampicatori sociali per sfruttare o derubare popoli e Stati. Alla faccia della cultura, politica e mercato che tutti promettono e giurano di usare con funzione sociale! Campa cavallo!
E siccome i popoli sono una comunità di soggetti non tutti perfettamente validi; qualunque eccellente pensiero filosofico, matematico, politico, tradotto in azione da discenti poco qualificati, o dediti al cannibalismo, rischia di essere più dannoso dell'azione istintiva o stupida di qualunque cavernicolo.
Pensate all'opera pedagogica di Gesù salva poveri: (quanto a perfezione, mai ci potrà essere niente di migliore); e pure, dopo 2000 anni, i poveri del mondo sono due terzi dell'umanità.
Insomma, per il pensiero conto terzi di professori, professionisti e burocrati andrebbe istituita la patente di guida e la polizza di assicurazione, per evitare che la potentissima arma della conoscenza sia messa in mano a soggetti poco affidabili che la usano per accaparrarsi profitto e potere individuale, seminando danni insanabili per l'umanità e il pianeta.
Perciò, chi volesse imparare a pensare, affidi pure il suo cervello ad un professore o un professionista bravo di cui l'Italia è abbastanza ricca. 
Ma non si illuda di essere autonomo e autosufficiente, perché per imparare ad agire e produrre ricchezza onesta per sé, la famiglia e la collettività, dovrà affidare le sue mani agli artigiani, ai geni del fare, prima che di questi "SUPERPROF"  si estingua la razza, perché fanno ombra a chi i popoli preferisce conservarseli dipendenti, sfruttabili e asservibili e magari chiamarli adulti, liberi e autonomi a caricatura.
Negli anni Settanta un paio di filosofi degni di questo nome, incominciarono ad insinuare timidamente che l'Europa poteva essere salvata solo dalla "descolarizzazione":  ma hanno fatto un buco nell'acqua. È passato inutilmente mezzo secolo. 
Ora domandiamoci prima che sia tardi: non sarà che dopo il comunismo anche il liberismo si è ammalato di "iperscolarismo": di abbondanza di pensatori, carestia di operatori e conseguente scarsa produttività, nonché strozzinaggio fiscale e finanziario?
Credo sia legittimo dubitare della cultura e della politica che continuano a promettere civiltà, progresso, giustizia e pace sociale crescente, ma generano ovunque fame, rischio di fallimento persino per le banche, rischio di default per gli Stati, e guerra ideologica, sanitaria, economica e militare a tempo indeterminato.
Chiunque in Italia abusa del proprio potere culturale, politico, finanziario, per l'arricchimento personale, "arreca danno alla sicurezza, libertà, e dignità umana": articolo 41 della Costituzione. 
E alla faccia della legalità e della Giustizia, riduce lo stato più bello del mondo, a mattatoio per poveri, deboli e indifesi. Tutti si scandalizzano della povertà e del disagio sociale italiano ma nessuno si vergogna.
Franco Luceri

sabato 26 agosto 2023

L'intellettuale VERO pensa, agisce, sbaglia, impara, corregge


Per millenni, usando le mani per procurarsi da vivere, l'uomo si è rassegnato a dipendere dalle leggi del Creato. E grazie a l'intelligenza del fare, ha riempito il mondo di capolavori immortali che ancora reggono all'acqua, vento, sole, uragano e terremoto. E ora sono tanto invidiati e ammirati da attrarre inesauribile turismo culturale portatore di ricchezza. 

Pensate alle Piramidi o ai capolavori che abbiamo ereditato noi italiani in 12 secoli di civiltà romana.
Poi, piano piano, i filosofi sono riusciti a convincere l'umanità che la civiltà del fare è faticosa e povera; non rende comoda e ricca la vita come la civiltà del pensare, che ti consente di arricchire sfruttando il lavoro manuale altrui rischioso e mal pagato.
Basta "dissodarsi" i neuroni anziché la terra, per illudersi che l'uomo istruito può mettere il Creato a proprio servizio. 
E in 25 secoli l'operazione è perfettamente riuscita. Ora il mondo straripa di pensatori e parolieri che arricchiscono usando le mani dell'abuso di potere, per svuotare le tasche dei lavoratori sfruttati e squattrinati. 
Tant'è che del lavoro manuale dignitosamente retribuito, ora in Italia si sono perdute pure le impronte digitali e il Creato si è rassegnato a retrocedere dalla condizione di padrone servito, a quella di servo dei suoi servi. 
E per convincerci della sua entusiasta disponibilità, persino le montagne ci vengono incontro franandoci addosso; acqua, grandine e vento allagano e sfondano case, auto, coltivazioni e Industrie. E la siccità di danni ne fa almeno altrettanti.
La civiltà del fare è stata la giusta soluzione per milioni di generazioni, mentre ora la civiltà del pensare e dire soltanto le cose che ci aiutano a truffare o derubare di ricchezza e potere la collettività, da un secolo sta mandando in rovina i vecchi capolavori, sta imbarbarendo l'intera umanità, sta devastando la natura di sfruttamento e avvelenamento e fatica non solo a garantire pane e acqua ai poveri che sono ormai due terzi della comunità mondiale. Ma fatica persino ad evitare Il tracollo delle banche.
Salvo eccezioni, cos'è che rende utile la mano e dannoso il cervello persino dei massimi esperti del mondo della cultura?
Un intellettuale che realizzava personalmente le sue idee per controllare la validità e correggere a sue spese gli errori, diceva:
"I burocrati, gli ideologi e i politici sono coloro che credono d'aver capito tutto della realtà senza mai essere entrati in contatto con la realtà".
Potrei sbagliarmi, ma credo che questo signore abbia capito perché il pensiero degli accademici rischia di essere più dannoso dell'azione degli ignoranti e persino degli stupidi.
Perché l'ignorante che agisce, guadagna consapevolezza dai suoi errori correggendoli, sia pure con altri meno gravi. 
Invece l'intellettuale "puro", non avendo la percezione dell'utilità o del danno che produrrà l'attuazione del suo pensiero per mano altrui, continua a sbagliare a vita.
E quando risulta evidente che la montagna ha partorito un topolino (come il comunismo schiattato in tre quarti di secolo) è troppo tardi per cambiare rotta. 
E il liberismo straripante di pensatori e parolieri socialmente improduttivi se non fallimentari, è condannato alla stessa fine. 
L'intelligenza del fare forse iniziata nelle caverne, ormai è adulta e vaccinata. 
Mentre l'intelligenza del pensare, con i suoi 25 o 30 secoli di pura filosofia, è assolutamente negativa, se chi ha il potere di progettare un sistema sociale non corre ai ripari pensando, facendo e correggendo anche a proprio danno. 
Perché usare il potere per pensare a danno della collettività, è un lavoro che riesce perfettamente anche allo scemo del villaggio.
Franco Luceri

sabato 19 agosto 2023

Prima di sedervi a tavola consultate il padrone di casa


Se non vi difetta la fantasia, provate ad immaginare il mondo come un'unica sala da pranzo con tre tavoli, ma distanziati anni luce uno dall'altro: 
Il tavolo dei poveri, ricchissimo di aspiranti commensali ma povero persino di pane e acqua. 
Il tavolo della classe media occupato dai disonesti arrampicatori sociali, e dagli onesti che vivono costantemente a rischio retrocessione nella povertà se non si affrettano ad imbrogliare, truffare, corrompere, rubare, emulando i disonesti.
E poi c'è il tavolo dei ricchissimi, dei potenti, dei cannibali, con un numero di sedie in costante riduzione. Dove per conservarsi un posto a sedere, per mangiare e non finire mangiati, si deve quantomeno dichiarare e vincere una guerra.
Da alcuni secoli l'umanità per riempire i tavoli di pietanze, rapina di risorse il pianeta. Ma ora il SIGNORTERRA, (che poi è il padrone di casa) non sembra più intenzionato a rifornire gli inquilini devastatori: i poveri in crescita numerica, i ricchi in rapacità animale e la classe media ubriaca di illusioni perché non ha capito che un sistema sociale che va male per i poveri, salva i ricchi sfruttando la classe media, se non si affretta a delinquere.
E se il pianeta non regge più allo sfruttamento e rende meno di prima, secondo voi, a quale tavolo dovrebbe spostarsi il maggior numero dei mangiatori, per assicurarsi almeno pane e acqua? Ovviamente al tavolo dei poveri che non ha mai avuto un impatto ambientale disastroso, a differenza della classe media e quella dei potenti, che dove passano loro non cresce più l'erba.
Quindi, posto che i potenti non è riuscito a schiodarli da lì nemmeno il Padreterno, il tavolo che andrebbe impoverito di commensali è il tavolo di chi vive nel limbo della classe media. Quelli fuggiti dall'inferno dei poveri, ma che non hanno accesso al paradiso dei ricchi. Quelli che progettano sistemi sociali perfetti, (modello Italia), ma puntualmente partono a razzo a vantaggio di pochi e finiscono a caxxo a danno di molti.
Quindi dalla sera alla mattina, gran parte delle scuole del mondo dovrebbero essere ridimensionate, dovrebbero ritornare alla meritocrazia, perché da un secolo creano finti istruiti, soggetti che rimangono ignoranti ma si sentono archi di scienza perché sono imbattibili a spaccare il capello in quattro, ma attentano al futuro della specie umana devastando popoli, Stati e pianeta.
L'umanità non deve interessarsi ai potenti, sono la razza di lupi che non può essere estinta: esiste da sempre. Allora bisogna capire se è tempo di arricchire l'umanità di altre teste d'uovo della classe media o se va impoverita drasticamente visto che il pianeta si sta ribellando allo sfruttamento umano e pensare di mantenere nel benessere sfrenato e nello spreco suicida mezzo miliardo di finti istruiti, di apprendisti stregoni e lasciare che i poveri muoiono come mosche è un crimine contro l'umanità al cui confronto quello nazista, comunista e fascista impallidiscono persino assommati.
Franco Luceri

domenica 13 agosto 2023

I piromani sono altri, i politici sono poveri pompieri


I politici sono come i pompieri; puoi criticarli per aver aggredito l'incendio dei problemi socio economici con mezzi e uomini insufficienti, ma non puoi chiamarli piromani. 
La politica è azione correttiva, è reazione ai problemi creati dagli intellettuali, professionisti, burocrati, scienziati; insomma da l'intero mondo accademico che progetta e modella i sistemi sociali e forma gli individui e i popoli più a misura dell'appetito famelico dei lupi del potere, che dei bisogni primari dei popoli.
Se ai politici non resta che spegnere quotidianamente incendi con mezzi finanziari sempre più scarsi, allora il mondo incendiario della cultura farebbe bene a cucirsi la bocca col filo del calzolaio, per non essere tentata a chiamare piromani i politici.
Perché anche lo scemo del villaggio ha pieno titolo per criticare la politica e il suo modo fasullo e finto di curare un sistema sociale malato sempre a spese degli ultimi e a vantaggio dei primi.
Ma non lo ha assolutamente il mondo della cultura, che quel sistema lo ha progettato e costruito perché viva e muoia malato, perché sia una disgrazia a vita per la collettività, e una benedizione, (una Miniera D'Oro) per i Big della cultura, della finanza e del mercato.
Gli intellettuali smettano di criticare la politica e si facciano un esame di coscienza degno di questo nome.
A noi umani del ventunesimo secolo ci sta crollando il mondo addosso perché siamo passati dalla civiltà costruita per decine di millenni con materiali e maestranze di primordine; alla civiltà  disegnata con penna e matita, ma impossibile da realizzare materialmente e utilmente per mancanza di risorse finanziarie, di materiali, di maestranze o di condizioni ambientali che non siano proibitive.
Purtroppo oggi la maggior parte del potere lo hanno quelli che pensano, quelli con penna e matita,  e poco o niente quelli che fanno. Quindi tutto è condannato a finire e sta finendo puntualmente nel peggiore dei modi.
A pensare, a costruire con le parole, con la matita, con l'inchiostro o peggio con il computer o la telecamera sono capaci molti, anzi troppi. Pensa tu, lo sto facendo adesso pure io!
Ma senza scomodare i vecchi geni del fare: contadini, pastori, pescatori, boscaioli che hanno salvato l'umanità per decine di millenni; i "pensatori" del terzo millennio provino ad entrare nel laboratorio di un artigiano (meglio se falegname o fabbro) e capiranno, senza strapazzarsi i neuroni, (dalle reali difficoltà che incontrano gli artigiani e tutti i piccoli lavoratori autonomi a produrre ricchezza onesta soprattutto in Italia) che dal dire al fare l'oceano inesplorato e inesplorabile non si è mai mosso da lì.
Franco Luceri

domenica 6 agosto 2023

I potenti si stanno giocando l'umanità a tressette con morto


E non è tanto tragico che gli umani finiscano giocati a "tressette con morto" dai big della cultura, politica e mercato mondiale; ma che a colpi di falsificazioni li abbiano plagiati a tal punto, da convincerli che nella scomoda funzione di morto, per garantire sviluppo e benessere all'umanità, cì sia solo il pianeta.


L'istruzione e l'informazione non aiutano la maggioranza dei cittadini poco istruiti o poco attrezzati a capire l'habitat disseminato di pericoli in cui sono condannati a vivere.
La cultura dovrebbe servire da depuratore di ignoranza, per rendere il sapere come un bicchiere d'acqua, potabile per tutti.
Altrimenti serve ad arricchire di soldi e potere, gli addetti ai lavori e ad impoverire la collettività, che sopporta costi astronomici, per poi annegare di: sfruttamento, impoverimento, fallimento, ingiustizia sociale, catastrofi a ripetizione di tutte le razze, e rischio sempre incombente di criminalità e guerra.
Oltre alle azioni e alle cose sbagliate, sul banco degli imputati andrebbe messo il pensiero volutamente falsificato (camuffato da progresso) da cui derivano a cascata le scelte politico economiche perfette come la toppa peggiore del buco.
Con le parole si stanno costruendo montagne e lucrando miliardi senza spostare un solo granello di polvere nella millenaria sedimentazione dell'ingiustizia sociale e sistematica devastazione ambientale.
E tutto a spese dei cittadini onesti che rischiano la vita sul lavoro o la borsa e la vita nella competizione economica selvaggia: nel tritacarne della globalizzazione.

Se mangi una mela, sei in grado di stabilire se il rapporto qualità prezzo è ottimale. Ma non puoi capire quanta ricerca scientifica c'è all'origine della produzione di quel prodotto, e quanto questa ricerca sia onesta, socialmente utile ed ecologicamente rispettosa.
Insomma, qualunque filiera produttiva si metta in discussione per ciò che produce, (se si lascia dietro una scia di danni sociali e ambientali); resta comunque ignota e incontestabile, la pseudo ricerca scientifica che ha generato quel tipo di produzione dannosa o letteralmente devastante.
Ed è là che si annidano errori e/o omissioni colpose o dolose che poi creano danni sociali, ambientali e finanziari insanabili e non di rado mortali per gli esseri viventi.
Ciò che è stato progettato "scientificamente" fino ad oggi, dalle Industrie, alle case, alle automobili non è certo socioecocompatibile.
Tant'è che in ogni angolo del pianeta il progresso umano è diventato di colpo fuori tempo e fuori luogo. Vedi devastazioni del nubifragio in Emilia Romagna. E i danni che stanno facendo gli uragani, il caldo, il freddo, la pioggia e la grandine che scoperchiano case, bucano intonaci e sfondano i vetri delle auto e delle abitazioni.
Chi ha pensato il progresso umano fino ad ora ha pensato da cane. 
Le teste d'uovo della cultura, della politica e del mercato, i conti li hanno sempre fatti senza l'Oste Pianeta.
Che ora, a stretto giro di sconvolgimenti climatici, ci informa che continuerà a giocare a tressette, ma lasciando all'umanità, ormai piacevolmente adattata, l'esclusiva funzione di morto.
Franco Luceri

giovedì 3 agosto 2023

Che relazione c'è tra cultura e libertà ?


Quando la libertà era frenata e misurata, (persino in maniera criminale) in  Italia e ovunque nel mondo, ad est come ad ovest, a nord come a sud la "BUONA CULTURA" ha sempre straripato per secoli. 

Ora che la libertà è sacra, smisurata, incondizionata, accelerata e incontestabile per tutti, (persino quella di un bambino di prendere a schiaffi il suo professore o i suoi genitori?) della vecchia buona cultura non si rilevano più nemmeno impronte digitali.
Solo montagne di vittime in ogni campo, e di problemi senza soluzione. Da tre quarti di secolo guardiamo in fondo al tunnel sperando che qualcuno accenda un fiammifero. Niente, è buio pesto.
Io non ho titoli pedagogici o psicologici per garantirvi la scientificità delle mie affermazioni; ma mi viene il dubbio che la "LIBERTÀ MISURATA" sia essa stessa moltiplicatore e volano di "BUONA CULTURA", come è sempre stato. E che non ci siano alternative.
Se qualcuno ha un'idea in proposito, uguale o opposta alla mia, la lanci su questo giornale che è apertissimo a tutte le opinioni, se espresse con moderazione e rispetto per le opinioni altrui.
Il Direttore deciderà se è opportuno ospitarla e attivare un dibattito.
Buona meditazione a tutti e grazie a chi vorrà intervenire.
Franco Luceri

sabato 29 luglio 2023

Prede e predatori del terzo millennio


Chiamare dipendente e quindi irresponsabile, la classe sociale maggioritaria dei lavoratori, che in democrazia ha il monopolio di tutti i poteri, è una mostruosità giuridica.

Alla scelta tragicomica di considerare Indipendente e autonoma la minoranza risibile degli imprenditori, Marx preferì accoppare i padroni e promuovere lo Stato, unico datore di lavoro, autonomo e responsabile: ma fallì il bersaglio. 
Ora, chi pensa di salvarsi col progetto "paradossale" del liberismo, che qualifica dipendenti (quindi irresponsabili) i lavoratori, che da schiacciante e immodificabile maggioranza, vanno in Parlamento a farsi le leggi, a Palazzo Chigi per governare e nella magistratura per giudicare, si prepari al peggio.
La minoranza degli imprenditori, al 90% poco istruiti e con le pezze in c***, è considerata giuridicamente autonoma, omniresponsabile e bancomat dei popoli, per attingere tasse e tassi al'impazzata. Campa cavallo !
Il rapporto numerico lavoratori imprenditori e di 10 a 1 quando tutto va da Dio. In Italia gli imprenditori sono come i panda a rischio estinzione. Per un pienone di decessi (chiusure, fallimenti, delocalizzazioni e tralasciamo i suicidi) mancava la pandemia e la guerra ora ce l'abbiamo! Chiunque governa una democrazia, in qualunque tempo e luogo, da destra o da sinistra, è legittimato dal consenso dei lavoratori, monopolisti del potere legale. La minoranza risibile degli imprenditori, in Italia non ha i numeri per governare da sola nemmeno il comune di Rocca Cannuccia.
Perciò chiamare dipendenti i lavoratori che hanno il controllo capillare di tutti i poteri pubblici, e autonomi gli imprenditori onesti che qualche penna libera ha definito "eroi del terzo millennio condannati al suicidio", che mangiano solo se riescono a sfruttare, corrompere o rubare, è un crimine che sta mettendo in forse il futuro dell'umanità e del pianeta.
Far passare in qualunque democrazia, a 24 secoli da Platone e uno da Marx, i lavoratori per vittime e gli imprenditori per carnefici è roba da cerebrolesi.
Dosare il potere politico è un maledettissimo rompicapo. 
Se ai ricchi dai troppo potere li aiuti ad arricchire a danno dei poveri.
E se dai troppo ai poveri li aiuti a impoverire, danneggiando i ricchi.
Franco Luceri

sabato 22 luglio 2023

Il pesce incomincia sempre a puzzare dalla testa


Tranquilli, nessuno scandalo. Oltre a l'immancabile sfruttamento fisico e finanziario, con qualunque regime l'umanità è sempre stata afflitta da due forme di totalitarismo: quello giuridico posto in essere dai politici; e quello culturale addebitato alla politica, ma posto in essere da l'inestricabile, intoccabile e sacro mondo della cultura.
Giusto per capirci, il politico è come il netturbino, si muove nella pulizia o sporcizia prodotta per svariati decenni dai suoi predecessori.
Quindi il governo "sporcaccione" fresco di nomina, non è quello che lascia tracce visibili della sua sporcizia, ma quello che finisce sepolto vivo nella spazzatura della stupidità, cattiveria o voracità che le classi sociali potenti, agiate e privilegiate hanno accumulato almeno per mezzo secolo, formando "cervelli" e condizionando popoli.
Oggi il grosso della sporcizia lo produce il mondo della cultura, facendoci credere che i responsabili delle soluzioni mancate o soluzioni papocchio sono i ministri e i Premier incapaci, invece è il mondo della cultura ricchissimo di cerebrolesi che sporcano invece di pulire, che creano i problemi che sono preposti a risolvere, per lucrarci su montagne di miliardi, spacciando per soluzioni innovative le loro corbellerie conservative: "gattopardiane" avrebbe detto il grande Tomasi di Lampedusa.
I sistemi sociali moderni non sono più governabili da un solo individuo per poter dire quando non funzionano, che il Premier è responsabile. Ci sono almeno mille "cervelloni" teoricamente super qualificati che mandano avanti il governo di una nazione, ed è un emerito idiota chi scarica la responsabilità sul Premier invece di prendersi il fastidio di cercare, nella chilometrica catena di comando, gli anelli arrugginiti: il singolo professore, professionista, tecnico, burocrate, giudice, che per lucrare carriera e patrimonio, genera disastri umani, ambientali ed economici, che da mezzo secolo sospingono l'Italia verso l'Africa. 
Dopo aver tassato e autorizzato gli italiani a colpi di Bucalossi a costruire decine di milioni di case senza cappotto, ora le vogliono col "cappotto termico". E altrettanto nel sistema trasporti; dopo aver lasciato costruire decine di milioni di automobili e camion che costano quanto una villa al mare o uno chalet di montagna, si sono accorti che sono inquinanti uccidono popoli e natura. Ma ora questo disastro finanziario chi lo paga? Togliamo alla fascista Meloni un quinto dello stipendio e saniamo tutto? 
In Italia i comunisti sono stati sempre orgogliosi di essere loro i depositari della migliore cultura e della migliore Scienza. Hanno sempre detto che a destra ci sono solo imprenditori ladri: affaristi, corruttori, evasori, avvelenatori, sfruttatori, falsificatori di bilanci, bancarottieri e mafiosi. 
E hanno centrato in pieno il problema. A destra ci sono "Poveri Illusi" che ancora pensano di poter sanare i guasti apocalittici della "incultura" dei sacerdoti sinistri, producendo ricchezza e dove non basta refurtiva, e pagando tasse all'impazzata.
Peccato che la ricchezza in tre quarti di secolo in Italia non è mai bastata. E non è mai bastata in tutto l'occidente super progredito a casaccio, dove il rapporto Debito PIL è terrificante è rosso fisso.
È da questo disvalore della cultura mondiale e relativi sacerdoti mancini, con tracce insignificanti di politicamente scorretto, che scaturisce la politica, Finanza e mercato da schifo che tutti subiamo. E ora che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri

lunedì 17 luglio 2023

Chi fa, è rovinato se fa bene


Sapete quale argomento vi assottiglia drasticamente il parco degli amici reali e pure di quelli virtuali sui media? Indurre chi ne sa più di voi a discutere con la massima onestà intellettuale, di colpe della scuola e della stampa. Se invece girate la frittata, cercando i meriti della cultura e le colpe della politica, della finanza e persino della giustizia, ogni ventiquattro ore vi troverete investiti da un nubifragio di amici nuovi, desiderosi di seguirvi come foste il Messia numero2.
Ma a costo di rimanere con un unico amico, me stesso; non smetterò mai di domandarmi e domandare, a chi ne dovrebbe sapere più di me, e non vuole vivere da trescimmietta, perché la ricchezza prodotta dagli analfabeti o quasi con lavoro manuale, a partire dal 1948 ad oggi è bastata a formare e a foraggiare in Italia una classe dirigente elefantiaca di milioni di professori e professionisti con vocazione a l’accumulo di potere, denaro e irresponsabilità; mentre la stessa marea di laureati, masterizzati, burocrati e manager, continua a cancellare del lavoro manuale anche le impronte digitali, tanto che faticano ad assicurare persino ai loro stessi figli un posto di netturbino o lavacessi, e se particolarmente bravi li condannano a l’emigrazione?
I cafoni hanno prodotto fiumi di ricchezza per “dott. e prof.” che ora li ripagano producendo montagne di debito pubblico, e la distruzione quasi totale del lavoro sicuro e dignitosamente retribuito.
Dove è l’inghippo? Non sarà che l’uomo del dire fatica a maturare e a migliorarsi, perché le sue responsabilità le ha scaricate pari pari su l’uomo del fare?
I maestri del blablà, possono accreditare, e con la stessa semplicità screditare chiunque gli pare. E non è facile stabilire se il fango gettato con le parole, è giustamente accusatorio o diffamatorio.
Mentre i fatti, a differenza delle parole, sono immediatamente visibili. E gli eventuali effetti negativi che scaturiscono dalle azioni lo sono ancor più dei positivi; e inchiodano alle proprie responsabilità civili, penali, tributarie e finanziarie tutti gli illusi che agiscono.
Illusi, perché l’Umanità continua a negare a sé stessa, che “il Mondo, (diceva Einaudi) non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee; e quelle che muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità”.
Allora dovremmo smetterla di tenere incollati sul banco degli imputati coloro che agiscono e sbagliano in quanto teste di rapa; per alternarli, almeno a titolo di discussione alle teste d’uovo che sfornano e diffondono idee da ospedale psichiatrico.
E come qualsiasi prodotto umano, possono essere salvifiche o assassine, e persino genocide come lo sono state nazismo, fascismo e comunismo, e come lo è il liberismo globalizzato (ritenuto perfetto a prescindere, anche se ormai è da decenni ingovernato e ingovernabile) studiato daprof e dott per sfruttare e sterminare tutti i piccoli e piccolissimi illusi del lavoro autonomo, e ingrassare fino a l’indecenza intellettuali, multinazionali e banchieri.
Il mondo straripa di prof, Manager stramiliardari, che ingrassano ben oltre l’indecenza ingravidando i cervelli dei governanti con idee a volte geniali e a volte demenziali. Ed è una truffa colossale a danno dell’intero genere umano, che in aggiunta alle loro sacrosante idee geniali, debbano continuare a lucrare profitti astronomici, anche per quelle “infantili e distruttive”, che nel migliore dei casi condannano i popoli a tirare la cinghia, e persino le cuoia, precipitando in un drammatico default o peggio guerra civile.
Allora, quando è che potremo vedere a l’opera almeno un prototipo di tribunale fallimentare, che per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, metta sotto accusa gli uomini del fare, ma prosegua, (sia pure gattonando come i neonati per non cadere) sulla sconosciuta via del buonsenso, incriminando anche quelli del dire.
Gli ideologi, che lucrano compensi faraonici per le loro idee geniali, ma soprattutto sfornando o sposando idee o ideologie assassine o genocide, come quelle che in meno di un secolo potrebbero portare alla sostituzione e poi anche a l’estinzione, quel nobilissimo popolo italico di ex santi, ex eroi, ex navigatori ed ex geni, ormai declassati ad impotenti e fallimentari, se solo osano proporsi da autonomi e onesti sacerdoti del fare.
Franco Luceri

venerdì 14 luglio 2023

Nel mondo l'ordine dipende dalla "cultura", il caos dalla "malacultura"


Se le scienze formative lasciano immaturi i cervelli dei cittadini meno "provvisti", anche da adulti e da vecchi restano in una condizione patologica di dipendenza infantile. Basta privarli del "seno materno", (cioè dagli aiuti pubblici che come una flebo li tengono in vita) per obbligarli ad offrirsi in pasto ai vampiri del potere cercando una improbabile via di salvezza.
E non sono soltanto pedagogia e comunicazione le scienze che rischiano di fare danni. Il mondo è tutto un Festival di "scienze" reciprocamente incompatibili e perciò dannose a l'umanità e al pianeta.
Servirebbe un direttore d'orchestra capace di armonizzare i singoli saperi, perché smettano di fare danni, ma all'orchestrazione scientifica i cervelloni non sono ancora arrivati e forse nemmeno partiti.
Manca un super scienziato onesto e responsabile che sappia, possa e voglia armonizzare le mille scienze ormai improduttive o peggio assassine per ricavarne una socioecocompatibile.
Ma, a tutt'oggi, nessuno ha ancora osato mettere in discussione la funzione della scienza e i relativi SUPERPROFITTI per saggi, ricchi e potenti rapaci (con tracce di galantuomini Giusti ma condannati o rassegnati a vivere nel posto e tempo sbagliato).
Intanto non ci resta che ingoiare il rospo: "il sapere esistente", che come una costosa medicina promette di salvare, ma a volte, ammala, affama, uccide a rischio e spesa della collettività. E nessuno osa mettere in dubbio la sacralità della scienza.
Insomma il mondo va a marcia indietro come un gambero, perché è ricco di prenditori e povero di imprenditori. Quando si capovolgerà il rapporto e ci saranno molti imprenditori responsabili e pochi prenditori parassiti, l'inferno terreno forse diventerà meno ustionante. 
Ora voi mi direte, e in un mondo così che fine hanno fatto i lavoratori che sono una schiacciante e immodificabile maggioranza, e come tale determinante in politica? E io vi rispondo che i laboratori erano sono e resteranno fino all'estinzione dell'umanità Ago della Bilancia, anche nella peggiore democrazia.
Se spendono tutto quello che guadagnano, restituiscono agli imprenditori quello che hanno ricevuto a titolo di salario o stipendio e si riprendono tutti i beni e i servizi che hanno prodotto e per i quali sono stati retribuiti. Come dire, comprando, sgombrano i magazzini che hanno riempito, per tornare a lavorare produrre vendere.
Se invece spendono poco e risparmiano molto o peggio, comprano prodotti d'importazione a prezzi competitivi, mandano in tilt il sistema economico nazionale da cui attingono lavoro, guadagno, dignità e si candidano a finire disoccupati sempre più squattrinati.
Ma fanno anche di peggio; i loro risparmi corrono a consegnarli agli strozzini che poi sfruttano e uccidono direttamente gli imprenditori a colpi di prestiti a tassi usurari. E non è tutto, obbligano la politica a far fallire le piccole imprese a colpi di tasse rapina, e riportano i lavoratori risparmiatori autolesionisti alla penosa condizione di risparmiatori ricchi, ma disoccupati poveri; quindi bisognosi di riprendersi i risparmi che hanno depositato in banca o chiedere un mutuo e pagare interessi passivi 10 volte superiori agli attivi incassati.
In questo modo banchieri e industriali arricchiscono se stessi di profitti e la politica di clientela povera, bisognosa del "seno materno pubblico", e pronta a barattare voto contro sussidio, aiutino, favore, raccomandazione o per i soliti servizi pubblici promessi e mai erogati, perché i denari tributariamente sottratti ai lavoratori e alle piccole e medie imprese, non finiscono mai convertiti in servizi salva poveri e classe media.
Ma in montagne di interessi passivi da pagare con urgenza al "filantropico" mondo finanziario; e/o in salvataggi dell'altrettanto "filantropico" mondo industriale, con intere cordate di "prenditori" che si fingono a rischio fallimento per ottenere dallo Stato, (corrompendo o minacciando la politica) una ricca esenzione tributaria o un finanziamento a fondo perduto per non licenziare e scappare dall'Italia.
Tutto questo popò di crimini contro l'umanità lo chiamano liberismo e lo spacciano come miracolosa soluzione all'impoverimento mondiale del comunismo.
Quando in Italia governava la DC strizzando l'occhio al PCI, un operaio aveva risorse per laureare fino a cinque figli. Ora quei figli laureati, per i loro figli che non vogliono scappare dall'Italia, hanno difficoltà a trovare una provvisoria occupazione di operatore ecologico. 
Io non so se a ridurci in queste pietose condizioni sia stata la mala politica comunista o liberista. Ma temo che senza l'aiuto determinante della malacultura, nemmeno il più feroce tiranno avrebbe potuto ridurre in mutande il popolo e lo Stato italiano solo per malapolitica e malafinanza.
Franco Luceri

martedì 11 luglio 2023

- La guerra è il fallimento anzi la bancarotta della cultura


Tutta la civiltà e il progresso scientifico e tecnologico moderno, si fondano sulla ingenua presunzione che prima o poi la forza intellettiva riuscirà a sconfiggere la forza muscolare e criminale.

Ma per quante montagne di cultura filosofica, teologica, giuridica, scientifica e milionate di accademici si spediscano sul fronte della umanizzazione dei popoli e della Giustizia sociale a protezione dei poveri, deboli e indifesi; l'ultima parola è sempre della guerra, al servizio del mondo economico finanziario, che può spazzare via interi Stati di diritto e relativi popoli democratici con un livello di ferocia che rasenta il cannibalismo.
(Mentre in Ucraina i russi sterminano un popolo da un anno e mezzo, tutti i sacerdoti della cultura e della scienza mondiale (che saranno a dir poco centinaia di milioni) stanno a guardare, o al meglio armano la mano ai belligeranti, perché la forza della ragione è ancora disarmata e perdente contro la forza muscolare della criminalità, della mafia e della guerra.
Speravamo tutti che la cultura liberale e democratica fosse al servizio dei più che sono poveri. Invece è servita e serve agli addetti ai lavori: ai potenti della cultura, politica, finanza e mercato dell'intero pianeta. 
Pronti a scatenare la terza guerra mondiale atomica per conservare e accrescere il loro demenziale superpotere, ormai diventato sfacciatamente socioecoassassino.
"Molti si domandano perché in Italia con tanto ben di Dio di intellettuali di professori e professionisti, tecnici ed esperti al massimo livello scientifico, stiamo colando a picco come un sasso.
Perché il mondo della cultura è spaccato in tre genialissime categorie: 
1)   "quelli pagati per non capire", come diceva Upton Sinclair .
2)   quelli pagati per disinformare, ubriacare, scimunire, impedire ai cittadini normali di capire persino dov'è la via di casa loro.
3) e quelli nati solo per sapere, ma rigorosamente incapaci di capire.
È inutile nascondersi dietro un dito. In ogni angolo del pianeta, disordine, ingiustizia, criminalità e guerra, sono il fallimento, anzi la bancarotta della cultura.
Lamberto Ferdinandi

giovedì 6 luglio 2023

Noi umani siamo schiavi di tiranni immortali ma combattiamo i morti


Un tale diceva: "L'umanità ha un problema. Ogni singolo individuo dovrebbe sentirsi proprietà del Creato, ma è tanto stupido da sentirsi proprietario".   
E mi sa che ha fatto centro!
A suo tempo Dio creò tutti gli esseri viventi (dal dinosauro al virus) schiavi di due tiranni immortali: acqua e cibo; altro che proprietari o peggio sovrani !
In corso d'opera avrà previsto che gli umani, sentendosi padroni del mondo, alla lunga si sarebbero inventati i tiranni mortali e morti da combattere, invece di vivere di duro lavoro nel rispetto dei "tiranni ambientali veri e invincibili", che da millenni sterminano piante, animali e popoli per fame e sete.
Gli antichi romani, per garantirsi presente e futuro, si ammazzavano di lavoro costruendo acquedotti di tutte le forme e dimensioni; invece noi italiani del terzo millennio, acculturati a casaccio, non abbiamo né terrore né rispetto dei tiranni ambientali (vedi devastante alluvione in Emilia Romagna) temiamo solo che il premier Meloni a Palazzo Chigi, a nostra insaputa, possa schiavizzarci facendo risuscitare il "feroce tiranno" Mussolini.
Sentendoci sovrani liberi e capaci di autogoverno; al duro lavoro preferiamo una gamma infinita di crimini produttivi e di passatempi per goderci la refurtiva. E i guasti sociali e ambientali di una simile "cultura cleptomane", ormai sono devastanti e assassini al pari di un diluvio universale.
Se in uno Stato, i soggetti che producono onestamente, non riescono a sfamare tutti quelli che hanno bisogno di mangiare e bere per rimanere in vita; secondo voi è prioritario che la politica accresca il numero dei mangiatori ladri o dei produttori onesti? Ovviamente, anche lo scemo del villaggio, risponderebbe: "servono d'urgenza produttori".
Chi fa il contrario (e l'Italia è capofila in questo tipo di "politica suicida, mangia padroni onesti") si predispone alla bancarotta e di Dio non voglia alla guerra civile: (in Francia "le prove" sono già iniziate).
Noi italiani, che del peggio non ci facciamo mai mancare niente, oltre che dei mangiatori lupi della finanza e del mercato, siamo ricchissimi anche di baby pensionati, invalidi finti e sussidiati in Mercedes, che da veri truffatori mangiano tutti "a gratis" dal piatto ormai sfondato di "Pantalone". 
Poi, nostro malgrado, dobbiamo aggiungere tutti gli immigrati che desiderano venire in Italia e potremmo benissimo impiegarli per produrre. Ma al meglio gli assicuriamo un pasto alla Caritas o li lasciamo liberi di sopravvivere di illeciti e crimini, a loro insindacabile giudizio e a nostro dissanguamento.
Messa così, la politica sembrerebbe un inestricabile rompicapo per Einstein e persino per Machiavelli, ma in fondo è più semplice ché bere un bicchiere d'acqua.
Per quanti miliardi di variabili culturali e socio politico economiche possa sviluppare un Popolo di 60 milioni di persone libere di fare tutti i danni che desiderano e che da decenni si arricchisce di immigrati da qualunque direzione del pianeta; rientriamo tutti comodamente in due sole categorie: 
1)   chi produce ricchezza onesta e pagando tasse sfama la collettività che non può produrre.
2)   e chi, pur essendo abile al lavoro, se non ha voglia di lavorare, mangia dal piatto altrui.
Quindi un popolo entra in difficoltà, (e da lì non esce vivo) se ha abbondanza di mangiatori improduttivi e carenza di produttori contributivi.
Perciò una politica che si inventa nuovi pensionati, sussidiati, finti invalidi, banche e multinazionali ladre da salvare, prima ché nuovi lavoratori dipendenti e autonomi onesti, per produrre la ricchezza necessaria a mantenere il popolo in vita, è politica incendiaria e genocida.
Questo è ciò che abbiamo avuto in Italia a sinistra e a destra prima del premier Meloni, che giustamente ha limitato la concessione del reddito d.c. ai soggetti realmente inabili o bisognosi.
E ora, che Dio ci illumini a diventare umili sudditi del Creato: gran lavoratori, anziché sovrani presuntuosi, sfaticati, ingordi e suicidi.
Franco Luceri

E a quelli, "in un lampo di genio", la politica ha aggiunto i percettori di reddito di cittadinanza, di cui molti abili al lavoro, ma che aspettano seduti, che mamma Italia (senza fretta) vada a cercargli un lavoro: perché cibo e acqua già gli piovono in bocca senza una goccia di sudore, a norma di legge: (legge per fortuna riveduta e corretta dalla "tiranna fascista Meloni") e che Dio ce la conservi per altri 100 anni!

Per non sovraccaricare di costi la collettività produttiva onesta, rischiando una lievitazione pandemica di disoccupati e falliti, in una Italia già ricchissima di larghe fasce sociali fuori controllo, di crimini efferati di tutte le razze, nonchè piagata da un debito pubblico cinquantennale spaventoso.