mercoledì 10 luglio 2019

Vogliamo importare in Italia la rivoluzione francese?


Gli intellettuali italiani "senza intel", "lettuali", sdraiati sul letto, in stand by, non fanno un passo avanti nemmeno a cannonate, ma stanno incominciando a parlare di rivoluzione armata in piazza per mandare via la classe politica italiana corrotta e incapace.
Come se non ci avessero già provato i francesi a fare la rivoluzione quando decapitarono Luigi XVI e consorte, e che, dal 5 maggio 1789 è universalmente ritenuta modello unico di smaltimento di potenti avariati e autogoverno intelligente.
E guardate come è messa l'Europa e l'Italia in primis. Continuiamo a cambiare  politici come fossero mutande, ma la politica non cambia manco a cannonate.
Le rivoluzioni via ghigliottina smontano le teste non riempiono certo i cervelli vuoti o bacati dell'intera classe dirigente, salvo illustrissime eccezioni.
Servono pensatori capaci di vedere il sistema socio, politico, economico, culturale da comporre, come un mosaico già composto, prima che sia stato posato il primo tassello.
Altrimenti, appiccicando tasselli prima di aver immaginato il mosaico, ne viene fuori quel capolavoro di democrazia chiamato Italia con le istituzioni ammucchiate, gettate lá alla rinfusa e sottosopra, coi "salvatori" assunti e pagati profumatamente per salvare, ma impegnati fino allo spasimo a derubare, impoverire e uccidere popolo e Stato.
Quella gente ci costa un occhio e con ipoteca anche nell'altro, perché ha il compito di curare e di tenere in buona salute il sistema; invece noi gli consentiamo di gingillarsi con problemini d'asilo nido, con singoli problemi di singole persone di singoli paesi di singole istituzioni. 
Ci arrovelliamo il cervello per una parola un aggettivo una virgola del Gigino, del Matteo, Del Peppino e per ultimo della Carola, quando abbiamo l'Italia sull'orlo del burrone e dietro non ha nessuno che possa afferrarla per capelli reinventando l'intero sistema dentro o fuori dall'Europa.
Ma soprattutto fuori da questo finto stato di diritto con i nostri governanti rimandati a ottobre pur avendo scritto per mesi l'ennesima manovra finanziaria sotto dettatura UE e BCE.
E quando basta !!!

lunedì 1 luglio 2019

Vi sentite più nipotini di Giotto o di Voltaire?


Chissà quanti commenteranno scandalizzati questa mia opinione; ma temo che, culturalmente parlando, salvo rare eccezioni, noi italiani siamo tutti nipotini dell'architetto Ambrogiotto di Bondone più noto col nome di Giotto, imbattibile per la "O" senza compasso. 

E ne stiamo onorando la memoria perché salvo rare eccezioni, siamo riusciti, utilizzando da compasso l'intero scibile umano, a rendere circolare qualunque ideologia. E ci giriamo in tondo come il cane che si morde la coda.
Puntiamo il "chiodo", (leggi mettiamo a fuoco) qualunque problema, fosse pure grande quando una capocchia di spillo, e ci giriamo intorno per decenni, ma anche per secoli, finendo per sapere tutto di uno specifico micro problema spaccato in miliardi di pezzi ma senza mai capire un c**** di come risolverlo.
Ci mettiamo l'impegno "intellettuale" (si fa per dire) di milioni di addetti ai lavori, fino a creare una forza centripeta che obbliga milioni di cervelli ad accettare un unico tipo di cultura così dominante che nessuno ha la forza di metterla in dubbio, per non passare per scemo o matto.
Invece la vera cultura non può essere rappresentata da "l'O" di Giotto, ma da due linee rette tendenti a convergere lentamente fino ad incontrarsi in quella che tutti cercano ma nessuno trova: la terza via: la soluzione del problema.
Perciò quelli che pensano diversamente da te non puoi contestarli in pieno.
Anche loro devono contribuire a far incontrare  le due filosofie tendenti a divergere, procedendo per piccoli avvicinamenti alla soluzione altrui.
A suo tempo Voltaire lo capì così bene che si predispose persino a morire per difendere l'opinione degli altri che non condivideva. Se non pieghi gradatamente la tua opinione a quella degli altri per indurli a fare altrettanto nei tuoi confronti vivi da cane girando in tondo e mordendoti la coda.
Questo sta facendo l'Intera Europa col problema immigrazione lasciato all'Italia come una patata bollente.
Puntiamo il compasso sul problema salvataggio immigrati in mare e alla Giotto maniera ci giriamo in tondo da 30 anni facendolo passare come un atto umanitario. Così nessuno Prova a domandarsi che fine fanno i salvati, spostati dall'acqua alla terraferma se poi non c'è traccia di integrazione, di lavoro giustamente remunerato nemmeno per laureati, ma "l'immenso rogo della disoccupazione" come giustamente lo definiva Don Milani che da decenni devasta individui famiglie figli regioni e Stato.
È davvero un encomiabile atto umanitario salvare la gente dall'acqua e gettarla nel "rogo" della disoccupazione e della guerra fra poveri, che non induce certo Fratellanza e solidarietà ma violenza criminale Fascismo e razzismo?
La cultura alla O di Giotto che non prevede futuro, che ci induce a galleggiare egoisticamente  nel mare magnum dei problemi che nessuno ha voglia di risolvere, e tentando di non annegare, sta devastando l'occidente.
Cercate di mischiarci un po' di Voltaire, di rispetto per le opinioni altrui, prima che sia tardi per tutti.

lunedì 24 giugno 2019

Per la politica comunista i Machiavelli non servono e per la liberale non bastano.



A differenza dello Stato comunista datore di lavoro ed economicamente autonomo, quello liberale è come un invalido sulla sedia a rotelle, si muove a spinta, dipendendo quasi totalmente dalla produttività degli Imprenditori privati e dal buon cuore dei contribuenti.
Come dire, nel migliore dei casi lo Stato liberale si muove appoggiato al bastone della imposizione tributaria, e sempre che imprenditori e lavoratori abbiano prodotto abbastanza per mantenerlo.
Perché se per carenza di imprenditori abbondano i disoccupati, i sottoccupati e scarseggia la ricchezza tassabile, lo Stato liberale va in cancrena non potendo fare a meno di spendere a debito per mantenere i dipendenti pubblici e poi per tamponare le voragini finanziarie che si aprono anche a causa dello spread e che coinvolgono lavoratori e imprenditori.
In Italia gli unici esenti dai problemi economici sono i grossi imprenditori e i grossi banchieri che in tasca hanno 150 Passaporti cadauno e sono liberi di muoversi in giro per il mondo a caccia di paradisi fiscali,  di aiuti e profitti astronomici magari esentasse. 
Ma quella gente non si lascia travolgere dall'incapacità programmatica dei politici liberali. Paga 10 di tasse, solo dove incassa 100 di aiuti ed esenzioni di Stato. Ma se rischia di fallire, delocalizza e fa fallire lo Stato.
Quindi lo Stato liberale o si salva con la buona politica, ma soprattutto con la buona burocrazia, vale a dire con la trasformazione di tasse in servizi degni di questo nome, o è condannato al default prima e peggio di quello comunista.
Perché se i grossi miliardari scappano da uno Stato in difficoltà e i piccoli istigati al suicidio da tasse rapina ci rimangono quasi sequestrati, allora vuol dire che lo Stato liberale "ben governato" ha più possibilità di quello comunista di essere produttivo e vincente nel mercato globale. Ma se la politica è liberale finta ma comunista vera, e ha solo  ricette economico-finanziarie da ospedale psichiatrico, l'esposizione al rischio default è garantita.

La sovranità monetaria privata è medicina o malattia?


"Perchè i Trattati U€ scritti dai banchieri privati impongono l' austerità e l'indebitamento e non il progresso nel benessere ?"
Francesco Miglino


Grazie Dottor Miglino per la bella domanda.
Il denaro erogato dalle banche sotto forma di credito, viene percepito come una specie di cura ricostituente finanziaria per soggetti malati di insolvibilità ma ancora curabili.
Di fatto, le politiche ispirate all'austerità e all'indebitamento, sono spacciate come medicina, ma sono la più letale delle malattie. Creano consumatori per banchieri, ed evasori-elusori per il fisco.
Servono a prosciugare la liquidità ad un intero Popolo, partendo dai piccoli e medi imprenditori che sono il 90% delle imprese, e a renderle insieme ai loro lavoratori drammaticamente bisognose di credito. Fino a cadere nelle grinfie degli strozzini.
In un mondo che puntasse al progresso scientifico e tecnologico, alla piena occupazione, al benessere diffuso e quindi alla giustizia sociale, le banche camperebbero da Natale a Santo Stefano non sapendo a chi collocare i loro prodotti finanziari infetti, ma "portatori sani" di profitti per Banchieri, esattori, faccendieri, speculatori, burocrati e tecnocrati di tutte le razze nonchè politici onesti fino alla Lira e non oltre.
Quindi il vero progresso, il vero benessere, la vera giustizia sociale erano sono e rimarranno come il miraggio di una bibita ghiacciata nel deserto del Sahara perché assicurano profitto alle imprese, ai loro lavoratori e fame nera alle banche, che senza consumatori di credito o senza la flebo dei salvataggi politici fallirebbero a grappoli.
Magari ci saranno state pure delle valide ragioni (che a me sfuggono) ad indurre la politica italiana a cedere la nostra sovranità monetaria alla BCE, (anche se ci sono professionisti che affermano che secondo la nostra Costituzione la sovranità monetaria non è cedibile. Era ed è nostra), ma se questo abilità (sovrani o no)  UE e BCE ad imporre ai nostri governanti scelte politiche che affamano imprenditori e lavoratori  per costringerli a comprare credito, credo si possa affermare, senza paura di essere smentiti, che una forma intelligente e onesta di politica economica, in Italia e forse in Europa, a tutt'oggi non è stata ancora inventata, altrimenti i nostri migliori gioielli economici non sarebbero stati svenduti agli stranieri soprattutto cinesi.

lunedì 17 giugno 2019

Non si migra più per cibo, ma per fame di futuro.


Aspettando il tribunale di Norimberga che punisca la tratta mondiale degli schiavi e il genocidio pluridecennale che ne è conseguito, bisogna dirlo agli assassini di immigrati, che abbattere muri e aprire porti serve ad attirare immigrati, mettergli in mano un sapone e un telefono (segni distintivi della "super civiltà occidentale truffa") e lasciare che sognino quel dignitoso salario che ormai da un quarto di secolo  è un incubo  per oltre il 50% degli italiani e non siamo i più disperati del mondo.
Che è come aprire la finestra della cucina, diffondere odori, attirare affamati, ma nel contempo blindare porte e finestre per tenerli fuori, dove quel cibo possano mangiarlo a spacca pancia ma solo con la fantasia, se sono malati di incurabile onestà,  e non hanno latente una qualche predisposizione a delinquere.
Prima o poi la giustizia terrena arriverà anche per i negrieri moderni, come a Norimberga per i nazisti assassini.
I muri, impedendo ai poveri di emigrare, non li espongono allo sfruttamento dei negrieri e dei caporali. Per non parlare dei vampiri a norma mai estinti nemmeno nelle "democraticissime" istituzioni. Peraltro  i muri non impedirebbero ai ricchi, che volessero fare i filantropi, (e non i negrieri o strozzini camuffati) di farli sul territorio e a vantaggio dei popoli poveri e non a danno e spesa di altri poveri. Italiani in primis.
Anche perché, chi approda nei porti italiani, salvo pochissimi vecchi bambini e donne incinte, non ha assolutamente bisogno di aiuto, anzi è in grado di produrre per una intera famiglia e contribuire pagando le tasse.
I veri bisognosi di aiuto sono quelli che restano in Africa abbandonati da chi parte per l'Europa rincorrendo il miraggio del lavoro e del salario dignitoso  che mai vedrà. Posto che i nostri laureati si accontentano di €400 nei call center. O la valigia per emigrare.
E sono già fortunati così, visto che in Italia abbiamo 5 milioni di poveri, il 40% di giovani disoccupati e in Europa nessuno vuole accogliere migranti.
Perciò questa immigrazione fuori controllo, che puzza di genocida tratta degli schiavi, dovrebbe essere perseguita dalle magistrature europee e mondiali dei diritti dell'uomo. Ma mi sa che da quelle parti la puzza di schiavismo non è ancora arrivata.
Ciò che si spende qua arricchendo negrieri veri e filantropi falsi per mantenere inoperoso un immigrato in buona e in ottima salute, basterebbe per curare e sfamare 10 poveri vedi  e malati veri in Africa. 
Lo spreco di denaro pubblico è un crimine perché è fatto a danno di milioni di disoccupati, o di lavoratori sfruttati e malpagati, italiani e europei, a cui da decenni si nega un decente futuro, ma sì abbonda in tasse per finanziare sprechi e ruberie di Stato.

lunedì 10 giugno 2019

Il progresso ecoassassino quanto ci costa?


L'umanità ignorante e povera è sopravvissuta diecine di migliaia di anni. Ora quella super istruita, super progredita, super civile e stramiliardaria c'è il serio rischio che si estingua per una ragione semplice semplice.
Il pianeta terra non ha frequentato giurisprudenza, ma non si lascia derubare dagli umani, ormai lanciati a consumare più risorse di quante ne produrrebbero lavorando la terra e rendendola produttiva.
Per compensi faraonici progettano a tavolino lo sfruttamento del lavoro altrui, la rapina o la devastazione delle risorse naturali, invece di buttare il sangue in proprio zappando la terra, allevando animali, curando boschi, pescando.
Agguantano profitti più per distruggere aria acqua e terra che per fertilizzarla e produrre cibo per tutti.
Il furto di risorse che non provengono dal duro lavoro materiale è stato possibile in 100 anni di "progresso" scientifico e tecnologico assassino. La filosofia più remunerativa in questi anni è stata distruggere di più per arricchire di più.
Ora il pianeta sta presentando il conto e non minaccia di uccidere sfaticati avvelenatori e devastatori, ma di notificare all'umanità uno sfratto definitivo.
Rassegnatevi. Persino banchieri e assicuratori ladri si lasciano derubare. Il pianeta terra no. Chi vuole vivere da ladro di risorse naturali, chi vuole fare profitti astronomici generando inquinamenti e devastazioni ambientali, anziché vivere di stenti e di duro lavoro, dovrà vedersela con sconvolgimenti apocalittici di cui abbiamo già i primi assaggi.
I sapientoni che credono di saper asservire la natura a l'uomo distillando ricchezza crescente, impoverendo, avvelenando e uccidendo il creato con veleni di tutte le razze, interrati e bruciati, montagne di spazzatura quanto grattacieli e isole di plastica in mezzo all'oceano, hanno fatto i conti senza l'oste.
Io non so se il nonno del mio amico dott. Luciano Pallini avesse una profonda e doppia cultura ecologica ed economica, ma con 4 parole ha insegnato al nipote che non è igienico vivere da ecoladro ed ecoassassino. E io lo ringrazio di avercele ricordate in un commento Facebook, per noi illuminante e che gli fa onore.

Luciano ha scritto: 
"io ho imparato l'economia dal nonno contadino (mezzadro, neanche proprietario). stringere la cinghia e lavorare, lavorare. Nessuno regala nulla."

Infatti la politica ci consente di arricchire derubandocci a vicenda e derubando il creato perché più ricchezza produciamo, più ricca è l'imposizione tributaria a vantaggio della classe dirigente parassita, corrotta e ladrona. Ma alla natura il progresso cleptomane gli va di traverso e si vendica di conseguenza.
Ormai è lapalissiano; la zappa ha salvato l'umanità, invece la scienza asservita al mercato criminale ne sta mettendo in forse il futuro.
La terra non porge l'altra guancia: l'uomo idiota le ha dichiarato guerra a colpi di devastazioni e avvelenamenti chimici e persino radioattivi, speriamo ci consenta almeno in extremis di firmare l'armistizio.

sabato 1 giugno 2019

Gli estremismi politici destri e sinistri non portano pace


Mutuando da Oscar Wilde, mi verrebbe da suggerire sommessamente a comunisti e liberali, che "la vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri". 
Vi siete palleggiati tutti i poteri italiani possibili e immaginabili per 74 anni e non vi sono bastati per scongiurare il rischio (da voi stessi paventato) di involuzione totalitaria,  passando per il giustizialista e antifascista Luigi Di Maio e per l'anticomunista Matteo Salvini ma in "odore" fresco fresco di fascismo, da che ha operato lo strappo dal vecchio potere politico "ambidestro" e ha stipulato un contratto di ferro con Luigi Di Maio.
Finché Salvini si è reso organico per 20 anni alla conservazione del sistema ping pong fra comunisti e liberali, ha odorato di democrazia lontano un miglio, poi a sentire la nostra migliore intellighenzia gli è venuto addosso un tanfo di fascismo e persino di nazifascismo.
Forse è il caso di consigliarvi un navigatore satellitare apolitico, perché ogni volta che siete fermamente convinti che si debba sterzare a sinistra, finite per far deragliare i consensi e il potere a destra, e se sterzate troppo a destra, consegnate infiocchettato  il potere alla sinistra. Invece del sogno, per voi, ma soprattutto per la massa dei poveri, dei deboli e degli indifesi realizzate l'incubo.
Peggio di autisti alcolizzati non vi riesce proprio di tenere la strada, seguendo una linea intermedia fra le esagerazioni suicide, omicide e genocide di sinistra e di destra, a giudicare da come avete ridotto l'Italia e gli italiani.
Quindi mi auguro che gli attuali autisti italiani impegnati nell'incasinato contesto UE, abbiano imparato dalla tragica storia del secolo scorso come usare il volante del potere per non riportarci a sbattere.

martedì 21 maggio 2019

Dall'atomica, alla guerra a colpi di dazi, annunci e Tweet.


Dire che la guerra non serve è come dire che l'umanità è idiota, posto che dalla clava ad oggi, nessun popolo ha mai potuto rinunciare definitivamente ai mezzi di difesa, perché nessun popolo ha mai smesso di inventare mezzi di offesa e di soppressione persino di intere popolazioni.
Invece si può dire ed è giusto dirlo, che la guerra rumorosa, fatta di cannonate e bombardamenti ormai serve meno della guerra silenziosa che da oltre un secolo si combatte su 3 campi di battaglia molto cruenti: le aule scolastiche, le redazioni giornalistiche e i centri di ricerca al servizio dell'economia e dell'alta Finanza globale.
Oscillando fra ideologie demenziali  sviluppi e recessioni, la comunità attuale ha sbarrato il passo per 74 anni alla terza guerra mondiale. Oggi abbiamo le guerre culturali e finanziarie che non conoscono armistizi. E le grosse potenze mondiali le combattono a colpi di Import Export, dazi, sviluppi e recessioni, spread e default.
Abbiamo le guerre chimiche e batteriologiche a base di prodotti nocivi per l'uomo e per l'ambiente, come lo è stato l'amianto che ha interessato l'intero pianeta garantendo ai popoli e agli Stati profitti astronomici per le imprese e tasse per gli Stati. E ora ne garantirà altrettanti per il risanamento vero o finto, dei danni socio ambientali presenti e futuri. E sulle materie plastiche e il petrolio stendiamo pure un velo pietoso. Come anche sul polo siderurgico di Taranto i cui danni non sono quantificabili.
Le guerre di una volta, garantendo la demolizione e distruzione di cose favorivano la ricostruzione. Oggi le guerre economiche e i prodotti nocivi garantiscono malattie, devastazione ambientale e sconvolgimenti climatici per spianare la strada alle cure mediche, alle decontaminazioni e ai disinquinamenti troppo spesso finti o inefficaci, ma sempre perfetti per fare i ricchi più ricchi facendo i poveri più poveri, affamati, malati o defunti.
Dopo diecine di millenni l'umanità ormai ha ragione di affermare che la guerra rumorosa non serve più. Degli eserciti dei generali e degli armamenti gli Stati non sanno più che farcene se non per circoscritte guerre locali, che facciano da apripista per le successive guerre economiche e finanziarie, che nessuna politica riuscirà mai a governare.
Abbiamo scuole, redazioni e centri di ricerca che hanno surrogato perfettamente le caserme per formare soldati da mandare allo sterminio.
Ma un tale aveva capito perfettamente in tempi non sospetti che la pace è la continuazione della guerra con altri mezzi. Tanto che ora non si sa più a chi assegnare la palma d'oro della distruzione al servizio della ricostruzione: se ancora ai generali, oppure ai professori, professionisti e tecnici.
L'umanità ha rinunciato alla clava solo dopo aver inventato la fionda. Oggi le grandi potenze hanno a disposizione la bomba atomica e quella all'idrogeno che per disuso marciscono negli arsenali aspettando inutilmente la terza guerra mondiale. Meno male!
Perciò ora è igienico domandarsi; ma i generali di ultima generazione sono diventati tutti pacifisti ad oltranza, o i politici sono già in possesso di mezzi alternativi all'atomica e persino più efficaci per colonizzare, sfruttare, sottomettere o uccidere interi popoli senza rumore e persino mascherati da salvatori (finti) di Popoli e Stati a rischio default o guerra civile?
Insomma c'è il serio rischio che la democrazia (dalla cultura alla finanza) si sia "evoluta" in "GUERROCRAZIA", per dirla col titolo di un libro di Renzo Paternoster. Ed è fuori controllo.

lunedì 6 maggio 2019

Le moderne coltivazioni italiane di geni


Governare individui senza riuscire a trasformarli in popolo pacifico, produttivo e solidale, è il rompicapo politico per eccellenza.
Ci hanno provato per secoli i filosofi con la persuasione e i tiranni con la costrizione, ma un popolo veramente democratico, e quindi rispettoso delle regole che si è dato, è ancora tutto da inventare.
Sparo qua una ipotesi, e voi prendetela con beneficio d'inventario. Credo che un popolo che risulti governabile non sia altro che un insieme di individui provvisti della giusta quantità e qualità di mezzi, nonché della giusta cultura perché di essi ne facciano un uso individualmente costruttivo, e socialmente solidale e compatibile.
Ma se il mondo della cultura fallisce vistosamente la formazione e la politica il dosaggio dei mezzi di cui dotare i singoli individui, anziché un popolo civile e solidale ne vengano fuori consorterie rapaci, mafiose, terroristiche, affaristiche con presenza inquietante di branchi di bulli criminali non ancora maggiorenni come quello di Manduria che ha torturato e assassinato un pensionato perché a loro dire era matto. Mentre loro, le loro famiglie, i loro professori e i politici che non li hanno ancora mandati a zappare la terra, sono tutti Leonardi da Vinci, tutti Pico della Mirandola, tutti Albert Einstein da strapazzo, patologica conseguenza di educazione e formazione permissiva e irresponsabile.
Sbagliando il dosaggio dei mezzi e della cultura si possono portare nelle mandrie di individui, mai convertiti in popolo civile, forme di devastazione apocalittiche insanabili.
Io non sono un addetto ai lavori in campo pedagogico, ma a naso temo che gli italiani siano diventati ingovernabili più per colpa della cultura che li ha lasciati immaturi e irresponsabili, che della politica.

lunedì 29 aprile 2019

I politici italiani giocano a tresette col morto.


Sarebbe normale una famiglia che si tenesse in casa il nonno centenario morto e imbalsamato con cui condividere la ricchezza prodotta dal capofamiglia, salvo attribuire al defunto la colpa di tutto ciò che nella famiglia non funziona? Credo sarebbe da TSO.
Bene, anzi male, politicamente noi italiani siamo messi in condizioni peggiori. Accettiamo di tenerci insediato saldamente  al potere pubblico il cadavere centenario del comunismo morto e sepolto in ogni angolo del pianeta, lo finanziamo con una quantità astronomica di miliardi per avere un comodo capro espiatorio per tutte le corbellerie, pazzie, devastazioni, appropriazioni promosse dal comunismo e attuate dal liberismo, unico produttore della ricchezza nazionale e quindi unico finanziatore del comunismo parassita da cui finge di difendersi.
Se una famiglia così è soltanto da tso, un popolo e uno Stato ridotto in queste barbare condizioni, col liberismo che finanzia il comunismo per crearsi una finta opposizione e palleggiarsi col morto le colpe della sua imbecillità non ha eguali al mondo.
Nell'Unione Sovietica la classe politica comunista prima che la libertà di spendere ricchezza prodotta da altri aveva il compito di pianificare e rendere produttiva l'economia collettivista. E dimostrò di saperlo fare tanto bene da portare la Russia a seconda potenza mondiale.
In Italia i comunisti che sono da sette decenni una schiacciante maggioranza, insediata al potere pubblico, hanno ripiegato nella comoda funzione di pianificatori dello sfascio e della bancarotta, impositori di tributi ai barboni,  e di scandalose esenzioni ai banchieri, nonché consumatori di ricchezza prodotta dagli idioti contribuenti liberisti onesti.
E siamo così da 7 decenni: gli imprenditori onesti  tentano  di produrre ricchezza, ma è tale il diluvio di disservizi e la rapina tributaria che finiscono per chiudere, fallire, suicidarsi, corrompere o delocalizzare, e la classe dirigente comunista ad arricchire da maiali tassando, sperperando, distruggendo e rubando all'ingrosso.

Ora c'è solo da pregare e sperare in un intervento divino perché sicuramente Salvini non uscirà vivo dal tritacarne comunista.

giovedì 25 aprile 2019

E i "minchiavelli" italiani dissero andiamo a governare


Se la politica è la scienza di tutte le terapie necessarie per tenere popolo e Stato in buona salute curandone le malattie, come si fa a consentire l'accesso nelle stanze dei bottoni a soggetti che conoscono perfettamente tutte le malattie culturali e socio-economiche da trattare politicamente, ma non hanno la più pallida idea di quale sia la cura, di quanto costa, e da chi attingere i denari per portare a buon fine l'operazione risanamento popolo e Stato?
È evidente quindi, che candidarsi per fare politica in Italia è una truffa settantennale, posto che dai candidati ci si aspetta che conoscano tutte le patologie sociali, ma non come debellarle. Essendo un popolo di ladri cerchiamo Onesti punto e basta.
Non importa a nessuno se hanno o no la giusta conoscenza per rendere gli imprenditori buoni datori di lavoro, onesti produttori di reddito e buoni contribuenti.
Quindi consentire a chiunque di fare politica, per il solo fatto che conosce i problemi da risolvere ma non le soluzioni per debellarli, è come licenziare i primari  e affidare i reparti ospedalieri ai malati che conoscono le malattie decisamente meglio dei medici ma non hanno la più pallida idea di come curarle.
Questa è l'unica ragione per cui la politica italiana, che dovrebbe essere l'ospedale dei nostri problemi,  ha più vocazione a crearli che a risolverli, perché gli addetti sanno perfettamente come allargare la voragine del debito pubblico spendendo onestamente da matti, o rubando da cleptomani, ma mai come tassare equamente i contribuenti dopo averli resi produttivi.

martedì 9 aprile 2019

Apologia del "governo ladro": ma di banchieri non di barboni


L'inquilino di Palazzo Chigi non ha colpe nemmeno se è il liquidatore fallimentare d'Italia. I veri falliti sono i burocrati, i sindacalisti, i professionisti, i grossi imprenditori, e i banchieri. Chi, nei passati 7 decenni, ha già portato alla bancarotta popolo e Stato, ma oggi dal governo Contesalvimaio pretende profitti crescenti e tasse calanti: più soldi dello Stato ai cittadini e meno dai cittadini allo Stato.
Se poi questa filosofia politica da ospedale psichiatrico impicca l'intero governo all'albero dello strozzinaggio nazionale, continentale e mondiale alla disperata ricerca di vampiri che vogliano finanziarci comprando debito pubblico italiano con spread astronomico, non gliene frega un c**** a nessuno.
Chi sia stato il primo demente a classificare "ladro" il governo pure per le piogge inopportune mi sfugge, ma so perfettamente che i governi democratici sono lo specchio della intelligenza, onestà e moralità dell'intera classe dirigente privata: hanno autorevolezza e rispettabilità riflessa, indipendente dal soggetto preposto alla funzione di ministro o di Premier. In quella stanza dei bottoni si entra cardinali e si esce preti spretati.
Ha ragione di criticare, indebolire e condizionare pesantemente il governo, solo chi si è già predisposto ad affondare le sue luride mani nelle casse dello Stato, o a spillare altro sangue fresco ai poveri contribuenti allungando a milioni la lista dei poveri e a migliaia quella dei piccoli imprenditori disperati falliti suicidi.
Un tale che non era affatto digiuno di politica diceva: "Il problema essenziale non mi pare sia chi governa, bensì che cosa il Governo è autorizzato a fare". 

lunedì 8 aprile 2019

Il salario come variabile indipendente che fine ingloriosa


Se i ricchi avessero sospettato di dover pagare i danni e i furti generati dai poveri, dai disoccupati o dai lavoratori sfaticati gli avrebbero negato democrazia e libertà. Anzi, per mettersi al sicuro, li avrebbero rinchiusi nei campi di lavori forzati con la palla al piede; o nei campi di sterminio per eliminare il problema alla radice.
Perciò la democrazia e la libertà non l'abbiamo per generosa concessione dei banchieri, ma perché questi Paperoni detentori dell'avere e burattinai del sapere e del potere, sono da sempre scientificamente certi che i danni prodotti dai singoli individui  e dai popoli poveri non saranno mai scaricati sui ricchi. Anzi più danni producono i poveri più arricchiscono i ricchi. La ricchezza passa velocemente dalle mani dei poveri, ma corre ad ammucchiarsi nelle casseforti dei Ricchi.
Quindi è una autentica calamità naturale chi fa credere ai poveri o ai lavoratori che possono combattere i ricchi, possono danneggiare i grossi imprenditori o i banchieri o la collettività senza mai pagare il conto.
Ogni pensiero stupido ed ogni azione disonesta di qualunque povero o di qualunque lavoratore produce effetti boomerang. Torna puntualmente a danneggiare e con gli interessi la classe sociale dei poveri (e alla lunga paga pure la classe media) anche se non colpisce direttamente chi ne è responsabile.
Gli idioti che hanno fatto credere ai lavoratori che il salario è una "variabile indipendente dal profitto" generato dalla loro prestazione lavorativa, li ha istigati al menefreghismo, alla improduttività ma anche alla distruttività (vedi le devastazioni che producono i lavoratori durante gli scioperi e le rivendicazioni sindacali selvagge) pensando che il costo lo pagano o il danno lo subiscono solo i padroni sfruttatori, evasori, avvelenatori, corruttori e truffatori; invece gli unici grandi danneggiati furono, sono e saranno da qui all' estinzione dell'umanità sempre e solo i lavoratori, tant'è che del lavoro ormai si sono perdute pure le impronte digitali.
E gli imprenditori "sindacalmente onesti e fiscalmente ineccepibili" ora li importiamo dalla Cina. Ma che arrivano e arriveranno per salvare i poveri italiani solo gli ingenui suicidi possono pensarlo.
Non siete ancora convinti che il sistema economico non è a vasi comunicanti e che i danni prodotti dei poveri li pagano i poveri?
Allora sappiate che i primi sostenitori per la politica dei porti aperti sono i miliardari e i banchieri, nonché finanziatori di ONG, e non perché vogliono sfruttare gli immigrati o mantenerli a loro spese, ma perché vogliono far esplodere la domanda di lavoro per ridurre i salari a pane e acqua.
A livello planetario, 8 Paperoni hanno la ricchezza di metà della popolazione mondiale. E a questo devastante livello di accumulazione ci ha portato il sindacalismo e il comunismo ferocemente anticapitalista, ma a spese degli ultimi.
Insomma, giusto per capirci, dalle caverne in poi l'umanità le ha tentate tutte per contenere l'appetito assassino dei Ricchi, ma è riuscita solo ad esaltarne la rapacità e a concentrare la ricchezza.
Non è servita la cultura, non serve la politica, non serve il mercato. Chi, senza inventare niente di nuovo alimenta nei poveri l'illusione di potersi liberare dalla schiavitù dei padroni, odiando, combattendo e danneggiando i ricchi, se non è in malafede è un idiota, un pericolo pubblico.


lunedì 1 aprile 2019

Platone, al governo, voleva solo filosofi.


Platone era convinto che solo i filosofi fossero in grado di assicurare ai popoli un intelligente governo democratico. 

Ma se oggi, tutti e sette miliardi di umani hanno primo in graduatoria il problema economico, è possibile che la chiave del buon governo l'abbiano solo i filosofi, anche dove matematici ed economisti non cavano più un ragno dal buco?
Quale illuso potrebbe scommettere sulla capacità dei filosofi di mettere riparo alla voragine del mondo finanziario creata da fior di economisti e dove le loro toppe ormai sono peggiori del buco? Credo nessuno!
Ma forse c'è un fondamento di verità nel ritenere che i problemi dell'umanità hanno più bisogno di filosofia che di scienza, essendo effetti non causa, come dire, sintomi di malattie sociali e culturali: rimuovendo le cause dovrebbero sparire gli effetti.
In Italia il mondo della cultura forma e informa solo aspiranti lavoratori dipendenti, che per mancanza di lavoro emigrano all'estero anche con una sfilza di lauree.
La Cina invece forma imprenditori che emigrano per colonizzare i mercati altrui e fare profitti sfruttando risorse umane e materiali degli altri. 
Tutti i cinesi che vivono in Italia da oltre 30 anni (e ora ne arriveranno a vagonate) si abbuffano di profitti. Noi ci abbuffiamo di fame, perdite, fallimenti, chiusure, delocalizzazioni e suicidi.
Se lo stesso territorio rende fame a un popolo e benessere ad un altro, allora i problemi non sono legati alle condizioni materiali del sistema economico, ma immateriali del complessivo sistema culturale: filosofico, scientifico, giuridico.
Sono dovuti alla scarsa preparazione dei singoli soggetti, e quindi alla scarsa consapevolezza di dover affrontare la mostruosa complessità dell'economia globalizzata.
La nostra cultura non è in grado di formare imprenditori quindi è una fabbrica di disoccupati e di imprenditori poco qualificati che per scongiurare il rischio fallimento truffano rubano evadono eludono corrompono.
Mentre la cultura cinese forma ottimi imprenditori capaci di reggere alla globalizzazione del mercato e persino alla rapacità della Finanza. Quelli che per gli italiani sono problemi insuperabili per i cinesi sono problemi inesistenti o quasi.
Quindi Platone ci ha azzeccato in pieno. Dove manca la giusta filosofia per formare individui autonomi, responsabili e consapevoli non c'è matematica che basti per tappare i buchi generati da un popolo fortemente motivato per il "lavoro" ( si fa per dire ) dipendente, sindacalizzato, impiegatizio, pubblico, garantito e rigorosamente irresponsabile: slegato da competitività e produttività, quanto basta per condannare popolo e Stato al default.
Insomma, Platone aveva ragione. Solo i filosofi sanno governare. Gli economisti hanno seminato ricchezza perché schiavizza più della povertà. E per ora non si deve uscita.

lunedì 25 marzo 2019

Due i "benefattori" dell'umanità: zozzoni e strozzini.


Ero ancora in fasce quando giornali e televisioni ci facevano credere che in democrazia la politica preferisce governare un popolo stupido perché se intelligente è poco governabile. Perciò dalla scuola e dalla stampa pretende un popolo con scarsa capacità critica, pronto a credere pure che gli asini volano e ad adattarsi ad ogni forma di sfruttamento e sopraffazione della classe dirigente culturale, politica e finanziaria.

E la scuola e la stampa italiana non potevano assolvere meglio di così la loro funzione, posto che formano e informano analfabeti funzionali con laurea e master di primissima qualità.
Questa falsificazione della realtà me la sono portata a rimorchio per 7 decenni fermamente convinto che fare stupido il popolo potesse tornare utile al mondo della cultura che lo sfrutta, ma soprattutto al mondo della politica che può governarlo da cani sapendo che è incapace di ribellarsi.
Finalmente alla rispettabile età di quasi 78 primavere ho capito che gli intellettuali e i politici che si ritenevano i burattinai del Popolo italiano, da decenni si sono auto declassati a burattini dei Banchieri.
Un popolo che non può contare su una buona istruzione e una buona informazione non può mai essere libero e produttivo in un sistema globalizzato e quindi produce perdite anziché profitti.
E alla lunga finisce per elemosinare il proprio reddito allo Stato anziché mantenerlo pagando le tasse.
Ma davvero ci possono essere in circolazione burattinai culturali e politici tanto potenti e scaltri da trarre vantaggio dallo sfruttamento di un popolo ignorante e squattrinato che chiede soldi invece di darli?
Questo è il punto dolente. Per decenni abbiamo ritenuto che il popolo italiano fosse vittima dei burattinai della scuola stampa burocrazia sindacato politica.
Abbiamo sbagliato tutto. In un popolo povero e fallito non ci sono burattinai ma solo burattini. 
Il potere della politica e di tutti i poteri dello Stato non è accresciuto dal popolo incapace di produrre e quindi povero ma dal popolo ricco altrimenti si finisce tutti da utili idioti dei Banchieri nazionali continentali e mondiali onesti fino alla Lira.
Così siamo messi in Italia. I nostri falsi potenti in realtà sono i burattini della BCE e di tutte le superbanche mondiali proprietarie del nostro debito pubblico.
Più noi chiediamo soldi e servizi allo Stato più consegniamo la politica nelle mani della Finanza, a questo punto libera di abusare del Popolo italiano a colpi di spread o a "colpi di Stato" rimuovendo governanti democraticamente eletti per sostituirli con quelli che non oppongono resistenza agli abusi della Finanza che è al di fuori e al di sopra di qualunque legge, costituzionale compresa.
In Italia non siamo vittime di una dittatura comunista in guerra con una fascista, ma siamo tutti sudditi di una tirannia finanziaria mondiale ormai inossidabile.
Altro che effetto serra e inquinamento ambientale. Le vittime di fatto sono due: il pianeta avvelenato dagli zozzoni e l'umanità strangolata dagli strozzini.

In democrazia è la politica a fare il popolo rispettabile o viceversa?


È la qualità dei governanti che fa rispettabile il popolo? O è la qualità culturale e morale del popolo, che oltre a dare legittimazione, accresce o decresce l'autorevolezza e la rispettabilità dei governanti?

A questa domanda ci sono arrivato considerando che avevamo governanti rispettabili e rispettati quando gli italiani erano per tre quarti analfabeti; mentre ora che siamo per tre quarti professori godiamo di un rispetto internazionale sotto zero e gli autorevoli governanti attuali vengono quotidianamente spernacchiati e derisi come burattini, quasi governassero una razza di sottosviluppati cavernicoli.
Insomma per farla semplice semplice sono i governanti che garantiscono rispettabilità ai governati? O è la pessima qualità dei governati, se parassiti introduttivi falliti e ladri, come lo sono oggi gli italiani, a rendere i loro governanti poco autorevoli e poco rispettabili all'estero?
La rispettabilità mondiale degli italiani sembra inversamente proporzionale alla crescita della Cultura e del Progresso: a chi dobbiamo chiedere il risarcimento danni alla cultura o alla politica?

giovedì 21 marzo 2019

La responsabilità collegiale, chi l'ha vista?


Il retaggio giuridico che trasforma da millenni le democrazie in dittature è dovuto al fatto che la "responsabilità individuale" riguarda giustamente ogni singolo cittadino; ma la "responsabilità collegiale" che dovrebbe interessare tutti gli addetti di ogni singola istituzione, sfiora appena l'attività di governo. La burocrazia e la giustizia ne sono rigorosamente esenti.
E alla lunga il tanto sbandierato bene comune finisce in balia dell'ingordigia, della irresponsabilità e stupidità generale, perché mille onesti possono operare a contatto di gomito con un idiota, matto o farabutto, nella stessa istituzione, e rendersi suoi complici di fatto, non avendo alcuna responsabilità collegiale a fermarlo, ad impedirgli di danneggiare la collettività.

Mentre i genitori di minorenni scapestrati vengono ritenuti giuridicamente responsabili delle azioni dei figli e ne pagano concretamente i danni.

Questa è l'unica vera ragione per cui qualunque embrione di democrazia che nasca dalle cabine elettorali, è più facile che si trasformi in tirannia anche dopo un secolo, che in democrazia compiuta sia pure in un millennio.
Salvo pregevoli eccezioni, l'assenza di responsabilità collegiale fa delle democrazie degli istituti giuridici agonizzanti dalla nascita alla morte; e puntualmente condannati a degenerare in dittature: nel governo dei meno a danno dei più.
Posto che i diritti umani e la dignità dei poveri, deboli e indifesi, sono garantiti e tutelati di diritto ma finiscono puntualmente è regolarmente massacrati di fatto.

La civiltà è figlia legittima dei filantropi non degli strozzini


"Tutto il meraviglioso patrimonio artistico che il mondo ci invidia, non sarebbe lì se non avessimo avuto le disuguaglianze di tanti anni fa, con le famiglie più facoltose a dedicare tempo e denaro al Bello e alla Cultura."
Luca Maria Blasi

Caro signor Luca, quello che ha scritto lei non è vero, è a dir poco sacrosanto per chi è impegnato in analisi politiche volte alla cura delle malattie socioeconomiche e non all'eliminazione dei sintomi.
Posto che tutto il buono è dovuto alla disuguaglianza e alle famiglie facoltose che hanno dedicato per millenni tempo e denaro al bello e alla cultura, cosa ha indotto i ricchi, dopo millenni di onorato servizio, a spogliarsi della veste di filantropi e a vestirsi a tempo indeterminato da strozzini?
Quale corpo estraneo si è insinuato nella macchina della civiltà, ha migliorato il processo virtuoso della disuguaglianza, ma ahinoi, ha convertito i filantropi produttori di civiltà millenaria, in strozzini produttori di barbarie, tanto da mettere in forse il futuro del genere umano?
Senza una risposta intelligente e convincente a questo rompicapo, tutto ciò che oggi chiamiamo cultura, politica, giustizia, mercato, è semplicemente spazzatura.

lunedì 11 marzo 2019

Perché la disuguaglianza non figlia più civiltà?


"Tutto il meraviglioso patrimonio artistico che il mondo ci invidia, non sarebbe lì se non avessimo avuto le disuguaglianze di tanti anni fa, con le famiglie più facoltose a dedicare tempo e denaro al Bello e alla Cultura."

Luca Maria Blasi

Caro signor Luca, quello che ha scritto lei non è vero, è a dir poco sacrosanto per chi è impegnato in analisi politiche volte alla cura delle malattie socioeconomiche e non all'eliminazione dei sintomi.
Posto che tutto il buono è dovuto alla disuguaglianza e alle famiglie facoltose che hanno dedicato per millenni tempo e denaro al bello e alla cultura, cosa ha indotto i ricchi, dopo millenni di onorato servizio, a spogliarsi della veste di filantropi e a vestirsi a tempo indeterminato da strozzini?
Quale corpo estraneo si è insinuato nella macchina della civiltà, ha migliorato il processo virtuoso della disuguaglianza, ma ahinoi, ha convertito i filantropi produttori di civiltà millenaria, in strozzini produttori di barbarie, tanto da mettere in forse il futuro del genere umano?
Senza una risposta intelligente e convincente a questo rompicapo, tutto ciò che oggi chiamiamo cultura, politica, giustizia, mercato, è semplicemente spazzatura.

mercoledì 6 marzo 2019

La televisione ha il colesterolo alto?



La cultura è come il colesterolo, c'è quella buona e quella cattiva: l'istruzione è prevalentemente buona, è la sorgente di tutto ciò che di buono c'è nel mondo anche se il cattivo non si fa desiderare. Mentre l'informazione, dovendo garantire  il pluralismo, in un mondo dove gli intelligenti sono diventati razza a rischio estinzione come i panda, finisce suo malgrado per sconfinare nel casinismo.

Dovendo dare voce (come è giusto che sia) a tutte le classi sociali disagiate senza discriminazione, tutto il giornalismo televisivo, che poi è quello seguito dalla grande massa dei cittadini, finisce per diventare l'anagrafe delle catastrofi.
Un'accozzaglia di denunce di problemi, spesso gonfiati o falsificati per ignoranza, per sporca speculazione socio politico economico mediatica o per vendetta, e senza un solo esperto che sappia o voglia ipotizzare una soluzione ecologicamente ed economicamente compatibile.
Così facendo, l'informazione diventa un volano di pessimismo, disperazione, qualunquismo, menefreghismo, egoismo e dei peggiori istinti bestiali che covano in un sistema sociale dove le poche o rarissime idee intelligenti è inevitabile che finiscano sepolte vive sotto una montagna di parole e di analisi senza capo e senza coda, spesso finalizzate allo scandalismo o alla personale speculazione politica, mediatica o mafiosa del problema.
La qualità della classe dirigente italiana non è delle migliori. Ma se chi governa non può contare su una rappresentazione della realtà che aspiri almeno nei limiti del possibile ad essere vera; ignorando ciò che è chiamato a risanare, finirà per curare il sano e uccidere il malato.


venerdì 1 marzo 2019

Le nostre teste d'uovo non fanno uova?


Un secolo fa, per essere un problema sociale per scarsa intelligenza, uno doveva nascere proprio stupido di suo, perché anche a rassegnarsi ad un ruolo umile di contadino, pastore, manovale, scaricatore di porto, al massimo, "problema", si era solo per sé. Anzi, chi aveva la volontà di istruirsi, maturava le giuste capacità per essere in ogni contesto, "soluzione" per tutti.
Ma ora che grazie a l’istruzione l’Italia trasuda dottori e professori da tutti i pori, persino d’esportazione, con la valigia pronta prima della tesi di laurea: di “soluzioni” non v’è traccia. Per essere parte della soluzione in Italia, uno deve rimanere rigorosamente ignorante; perché rischia di diventare peggio di una pestilenza o carestia, se si mette a studiare come un matto e fa incetta di lauree e master per lavorare nel mondo della cultura, finanza o (peggio) politica, a sfasciare l’Italia e a macellare italiani onesti.
E pure, con un rozzo allevatore di polli a Palazzo Chigi, (fosse anche puzzolente e mal vestito) risolveremmo tutte le catastrofi “scientifiche” italiane. Da “buon imprenditore”, quello non sprecherebbe certo “il mangime” (leggi il PIL) come i nostri “prenditori intellettuali”, soprattutto quelli prestati dalla cultura alla politica a caro prezzo.
Metterebbe a dieta le galline sterili e a l’ingrasso quelle che “fanno le famose UOVA, (leggi Prodotto Interno Lordo).
Ma ahi noi, nel pollaio del potere pubblico Italiano, il problema produzione non si pone, perché là, le “uova fresche” arrivano gratis h24, posto che gli allevatori italiani (leggi gli imprenditori onesti) sono una razza speciale di “illusi”, che operano con due ben distinti portafogli: quello dei profitti che se lo lasciano scippare prima dalla cul-tura e poi dalla politica; e quello delle perdite, che se lo tengono stretto stretto perché gli scoppi in mano.
A queste condizioni opera la piccola imprenditoria italiana onesta; e sono così perfette per favorire la competitività e produttività del mercato italiano, che quanto a perdite, la Grecia ci fa un baffo.
Persino un venditore di bruscolini o di caldarroste deve ricordarsi ogni mattina che la politica lo ha classificato impresa individuale (per prenderlo per culo); perché lo ha preposto a pagare da padrone con i soldi suoi, ma ad incassare per conto dei ladri di Stato.
Di fatto, padrone unico un’accidente, ha cinque milioni e passa di soci occulti nella pubblica amministrazione, (fra politici e burocrati) tutti legittimati ad usare e rubare i suoi soldi senza limite di spesa, visto che alla fine dell’anno lo chiamano ad onorare a piè di lista
“i debiti italiani”, appiccati come incendi dagli onestissimi piromani pubblici, “e sono caxxi amari”.
E chi ancora avesse dubbi sul “civile” rapporto che intercorre fra la burocrazia (mano lesta di tutta la politica “ladra”) e l’imprenditoria italiana “onesta” e ripeto “onesta”, (dell’altra non mi occupo io); provi ad immaginare l’imprenditore italiano come un allevatore che si ammazza a selezionare le galline più produttive, ma a fine anno arriva l’esattore dei “soci pubblici auto imposti”, si carica uova e galline, e a l’allevatore lascia gli escrementi da smaltire a pagamento.
Insomma, gli intellettuali italiani hanno impiegato cinque millenni pieni, per declassare la grande Cultura Occidentale e sé stessi, da soluzione a problema, anzi a catastrofe, e con un risultato a dir poco “allucinante”.
E chi non fosse ancora convinto, che per stupidità l’intellighenzia Italiana non teme confronti a livello planetario, faccia un salto nel rissoso Parlamento, quando, (a mano armata di leggi, decreti e regolamenti) le teste d’uovo della in-cultura prestate alla politica, assaltano la diligenza Stato per svuotarla di soldi, riempirla di cambiali e impiccare gli illusi imprenditori italiani.

Il vero rompicapo non è produrre ma perequare


Dalle origini dell'uomo la cultura umana di cui la politica dovrebbe essere la più alta sintesi, ha una sola funzione a tutt'oggi miseramente disattesa.
Indurre le nubi finanziarie (leggi banche) formate per naturale evaporazione del denaro dal povero al ricco, a ri-piovere sul povero un minimo vitale quantomeno di beni e servizi salvavita.
Come dire che tutta la scienza umana impegnata a sostenere la produttività di ricchezza, che è un fenomeno naturale di evaporazione del denaro (come fosse acqua) dal povero che lavora al ricco che accumula, è intelligente come accendere il fuoco sull'acqua per favorirne l'evaporazione a Ferragosto.
Quando il vero rompicapo è farla ri-piovere nel "deserto" dell'ingiustizia umana, possibilmente non avvelenata da strozzinaggio, parassitismo, clientelismo, corruzione, appropriazione indebita di tutte le razze.
Come dire che gli intellettuali e i politici che si sentono in dovere di sostenere la produttività invece di promuovere la perequazione sono insignificanti e parassiti come le mosche che poggiate sulla testa del bue si vantano di eseguire un eccellente lavoro di aratura

lunedì 18 febbraio 2019

Fra burattini e burattinai promossi o bocciati


Non c'è gusto ad essere intelligenti a questo mondo. Un'affermazione intelligente non trova mai orecchie attente nel mondo dell'informazione. Mentre le corbellerie vengono scimmiottate, amplificate e rilanciate da migliaia di soggetti acefali anche se non trovano il minimo riscontro nella realtà, come aver definito il premier Conte "burattino".
In questo momento il potere politico italiano non lo ha in uso nessuno. È come una rolls-royce smontata, o un armadio IKEA. Senza il meccanico, senza lo specialista di montaggi Giuseppe Conte, nel "governo dei due litiganti" esiste il governo ma non esiste il potere di condizionare.
Quel potere lo ha solo chi riesce ad assemblare i due semi poteri, a mettere d'accordo i due vicepremier che singolarmente, come burattinai, contano quanto il due di briscola in una partita a scopa se Conte non riesce a farli firmare l'armistizio: il compromesso, la mediazione.
Il burattinaio deve avere più cervello, denaro, cultura e potere del burattino per condizionarlo. Ma nel governo SalviMaio, nessuno dei due vice, eccelle autonomamente a tal punto da imporre la sua volontà da burattinaio ad un super qualificato docente di materie giuridiche.
E aver visto il burattino dove manca il burattinaio è come aver visto gli asini volare. Visibili solo ad ubriachi, ignoranti o dementi. 
Al posto del premier Conte io avrei reagito alla provocazione cafona e stupida ridendo in faccia a chi lo ha definito burattino, perché sicuramente quel "soggetto" si ammirava nello specchio di casa sua e si è confuso. E non è il solo ad essersi confuso. Qua c'è anche la Picierno che gli fa da megafono.
Franco Luceri 

Condivido l'intervento di poco fa di Guy Verhofstadt a Strasburgo. 
Mi stavo chiedendo la stessa cosa: "per quanto tempo ancora Presidente Conte lei sarà il burattino mosso da Salvini e da Di Maio?"      Pina Picierno

martedì 12 febbraio 2019

La pandemia del Terzo Millennio si chiama binformazione


La malattia che potrebbe estinguere la razza umana si chiama "binformazione".
Ormai da un secolo, ogni problema viene analizzato (ma forse è meglio dire falsificato) da entrambe le facce in modo da negarne l'esistenza o enfatizzarne la pericolosità a seconda della convenienza.
Questa doppia dis-informazione alimentata da due eserciti di sostenitori e detrattori, spesso inconsapevoli e l'un contro l'altro linguisticamente armati, finisce per paralizzare miliardi di umani che non sapendo dov'è il VERO veramente VERO, lo cercano invano dalla nascita alla morte, senza trovare mai il coraggio e la consapevolezza per transitare dalla discussione a l'azione ecologicamente compatibile e socialmente produttiva.
In altre parole l'Umanità è passata dalla civiltà del fare Piramidi quanto montagne alla civiltà del dire montagna di fesserie. È straripante di intellettuali e di tecnici singolarmente tutti capaci di convincere le masse della bontà delle loro argomentazioni, poi prontamente smentite da argomentazioni opposte altrettanto convincenti che costringono l'umanità nel limbo del dubbio, derubata del coraggio di affrontare il mare, ora diventato oceano, che separa il dire dal fare.
Servirebbe una strada intermedia fra le estreme ideologie sinistre e destre, dai pochi illuminati definita "terza via": speriamo che traccino una sia pure sterrata.

lunedì 11 febbraio 2019

Le recessioni sono una calamità naturale o giovano a qualcuno?


Se il Ministro della Sanità fosse un pasticcere, la prima malattia che si affretterebbe a curare e magari pure a debellare sarebbe il diabete, avendo la sua categoria necessità di vendere prodotti dolciari. Ma anche se fosse un banchiere agirebbe da pasticcere: curerebbe l'arricchimento o l'autosufficienza economica altrui come una malattia.
Dovendo smerciare i suoi "dolciumi" finanziari, farebbe in modo di accrescere i bisogni, i bisognosi e persino i golosi di credito.
Quindi un popolo produttivo è per le banche un pessimo consumatore (proprio come un diabetico che i dolci al massimo li annusa).
Ecco perché, ad ogni periodo di sviluppo le banche private ci regalano con grande generosità un periodo di recessione per rifarsi dalle perdite dovute alla difficoltà di convertire i risparmi in finanziamenti a breve o mutui a lungo termine.
Insomma per uccidere economicamente e poi fisicamente un popolo basta privatizzare il sistema finanziario. Avendo le banche un interesse opposto a quello delle imprese e relativi dipendenti, ogni volta che il sistema economico produce profitti per le imprese e salari per i lavoratori, produce perdite per le banche e le induce a creare le condizioni di difficoltà per rendere gli imprenditori e di conseguenza anche i lavoratori bisognosi di credito.
A questo problema i popoli hanno una sola soluzione: riprendersi la sovranità monetaria, stampare moneta ed erogare credito onesto alle famiglie e alle imprese che non abbia la funzione di strozzare, impoverire il popolo e portare lo stato super indebitato al default.
Ci saranno anche delle buone ragioni che a me sfuggono per avere banche private e imprese private. 

Ma se la politica italiana ha sviluppato uno speciale talento per annegare le imprese (peggio se piccole e medie ) e salvare le banche, capire le buone ragioni della nostra politica finanziaria è da strizzacervelli.

martedì 5 febbraio 2019

Lasciate ogni speranza voi che sbarcate


A proposito di immigrati africani si è mai chiesto nessuno se vogliono sbarcare su un porto italiano o preferirebbero essere accolti da Francia Germania Inghilterra?
Non è il Colosseo o la cultura o la ricchezza ad attrarre gli immigrati in italia. Preferirebbero che il nostro paese, (che è semplicemente la sgangherata porta di ingresso della UE) fosse organizzato come un corridoio umanitario a scorrimento veloce per raggiungere  il Nord Europa ricco o meno povero di diritti umani. 
Farli sbarcare in Italia è una forma di sequestro di persone anzi di Popoli, posto che loro non sanno che in questo nostro scombinato paese li toccherà delinquere e morire, perché qua (vedi i nostri centri di impiego caricatura) l'integrazione non è stata ancora inventata nemmeno per gli italiani e l'accesso in Europa è sbarrato.
Noi geograficamente siamo una penisola ma politicamente un'isola di morti che camminano per sbaglio.
Quindi il vero sequestratore è colui che impone a Salvini di sbarcare gli immigrati prima di averli informati che qua sbarcano, qua devono arrangiarsi e qua moriranno se non trovano il modo di scappare dall'Italia, promossa dai potenti d'Europa e del mondo a discarica, anzi a campo di concentramento di disperati, o di portatori sani del virus dell'onestà da ridurre al suicidio.

lunedì 4 febbraio 2019

Dopo Salvini nessuno vorrà più giocare al Ministro dell'Interno


Non tutti i popoli hanno diritto di difendere i propri confini da una possibile invasione. Se l'invasione arriva dalla terraferma chiunque è libero di sparare una cannonata in faccia all'invasore e stenderlo senza se e senza ma. E al peggio si guadagna pure una medaglia d'oro al valore.
Se invece arriva dal mare, devi buttarti a mare vestito per aiutare l'invasore a sbarcare sulla terraferma, devi augurarti che non abbia cattive intenzioni, che non sia vecchio, malato, donna incinta, o neonato, devi approntare all'istante le migliori cure mediche, asciugarlo, rifocillarlo, vestirlo, nutrirlo, istruirlo,  alloggiarlo e finanziarlo per tutta la vita.
E fare attenzione che l'invasore non si senta sequestrato dal popolo che gli ha facilitato l'invasione, altrimenti l'invaso passa da carceriere a carcerato, e lira più lira meno, si fa una quindicina di anni di galera. Peggio se si chiama Salvini ed è ignorante come una capra se pensa di poter anteporre la sicurezza del popolo che è tenuto a proteggere a quella dell'invasore.
Perché in tutti gli Stati bagnati dal mare il Ministro dell'Interno che osa difendere i propri confini geografici omettendo di facilitare le invasioni diventa automaticamente "ministro da internare" in galera o in manicomio, che almeno sarebbe al riparo dalla follia collettiva.
L'Italia ha 8000 Km di coste, e a differenza degli Stati  che non hanno affaccio sul mare, non ha diritto a difendere i propri confini e la propria sicurezza, secondo i cervelloni del diritto internazionale.
Quindi il Ministro dell'Interno è praticamente un pupazzo per il divertimento per le seghe mentali dei Giuristi mondiali.
Devo essere sincero, non essendo un addetto ai lavori, non so a quando risale questo diritto internazionale ancora più sacro e inviolabile del Vangelo. 
So per certo che una volta il diritto era assolutamente logico. Ora trovare la logica nel diritto del mare, nei trattati e nei contro trattati, nel cervellotico diritto internazionale rigorosamente suicida per i popoli rivieraschi è da strizzacervelli.

mercoledì 23 gennaio 2019

È suicida pretendere dallo Stato senza dare


Qualunque Popolo abbia scelto di auto governarsi, ha davanti a sé un bivio: vivere lavorando, cioè producendo ricchezza e mantenendo lo Stato con una parte del reddito prodotto; o suicidarsi facendosi mantenere improduttivo dallo "Stato monco".
Che si ritrova una quantità crescente di utenti a cui erogare servizi con una mano, senza che l'altra mano abbia incassato da altrettanti contribuenti una quantità di imposte, tasse e contributi necessaria per non finire in default.
Nelle democrazie funzionanti i cittadini intelligenti e onesti finanziano lo Stato in veste di contribuenti, e in veste di utenti incassano servizi pubblici.
Ma se un popolo vuole progettarsi la guerra civile o la dittatura, basta che da utente pretenda dallo Stato più ricchezza di quanta ne consegna da contribuente.
E la frittata è fatta.

lunedì 21 gennaio 2019

I martiri delle democrazie: Premier e Ministri


Addebitare il fallimento economico dello Stato al governo ladro o alla Finanza strozzina, è persino più idiota, se l'auto ha perduto tre ruote per strada, imputare il danno alla pioggia, che ha sciolto i semiassi in ferro.
I politici e i banchieri non producono occupazione salari e profitti ma solo tassi e tasse. Sono chiamati al pari dei Manager a gestire l'esistente già pensato e realizzato nei decenni precedenti da altri, bene o male.
Altri soggetti esterni alla politica hanno formato e qualificato la forza lavoro che poi rende produttivo o fallimentare popolo e Stato, con qualunque governo.
Immaginate un artigiano che si è aggiudicato un appalto ma deve eseguire i lavori con manodopera formata da altri di cui non conosce né la capacità né l'onestà ed è obbligato ad assumerla in blocco a costi salariali scarsamente competitivi o proibitivi. Ed è condannato a fallimento certo.
Quindi la politica si trova quasi in veste di manager a governare un popolo che altri hanno formato è reso produttivo o fallimentare. Ed è improbabile che solo legiferando, e regolarmente sotto ricatto sindacale e finanziario, possa colmare la lacuna culturale che ha reso un popolo parassita o ladro e cronicamente incapace di produrre in maniera autonoma senza bisogno di attingere denari dal circuito finanziario strozzino per natura, o dalla politica corrotta sotto forma di finanziamenti a fondo perduto o tagli di imposta.
La filiera dell'occupazione e del PIL non è pienamente governata dalla politica. Più che condizionare il mercato la politica ne esce condizionata e persino malconcia.
Quindi, imputare esclusivamente a Salvini, Di Maio e Conte (o qualunque altro inquilino di Palazzo Chigi che non sia personalmente il padreterno) il fallimento occupazionale e produttivo italiano è decisamente autolesionista per popolo e Stato.
Correggere solo la politica è come voler consolidare un immobile lesionato con una passata di pittura. In Italia ci sono errori culturali pluridecennali e persino secolari da correggere. Irresponsabilità ed egoismi burocratici, sindacali e professionali, e basta correggere quelli per costringere politica e Finanza ad abbandonare la via viziosa per la virtuosa. Altrimenti ci prendiamo per i fondelli da soli aspettando il default o peggio la guerra civile.

lunedì 14 gennaio 2019

Salario e TFR dipendenti dalla qualità della prestazione


Se un popolo chiede ad un tecnico di risanargli lo Stato, come abbiamo fatto noi italiani col prof. Monti (ma anche Fornero e mille altri luminari della scienza in 7 decenni) è giusto retribuirlo in base ai risultati da lui normalmente ottenuti producendo ricchezza per sé, ma andrebbe aggiunto o detratto un TFR, un compenso o risarcimento posticipato e proporzionale a ciò che la sua prestazione positiva o negativa produrrà concretamente, con la crescita o contrazione dei posti di lavoro, del potere d'acquisto dei salari e del PIL 

Perchè se è un genio nel fare profitti per sé o per pochi e fallimenti per tutti, va pagato da passacarte non da statista capace di farsi carico delle sorti di un popolo.
In Italia abbiamo il pessimo vizio di riempire le istituzioni di presunti ''cervelloni'', di remunerli in base a ciò che hanno fatto per se stessi, senza il minimo obbligo di dimostrare che sanno garantire alla collettività qualcosa di alternativo allo sfascio, al debito pubblico in lievitazione e al rischio di guerra civile.
Fingiamo di investire sulla meritocrazia liberale, strapagando da presidenti degli Stati Uniti, persino i lavacessi del Parlamento, ma non andiamo oltre l'irresponsabile egualitarismo comunista sfasciatutto e ammazza capre e cavoli.

sabato 12 gennaio 2019

Burocrati e professionisti: coltivatori diretti di poveri


Al mondo c'è un solo problema che non è dovuto alla presunzione di qualche scienziato matto, alla rapacità di qualche strozzino o al delirio di onnipotenza di qualche statista. Miliardi di soggetti falsamente qualificati si sono impegnati nella sua soluzione dalle caverne ad oggi ma il risultato è a dir poco tragico.
Tutti e 7 miliardi di umani giochiamo a trovare i colpevoli per questo o quel problema, ma per la povertà a questo mondo ci sono solo falsi imputati nel mondo della finanza e della politica. 
Dio ci ha creati così diversi che non può esistere una filosofia o politica capace di governare tutti con giustizia sociale.
Ha provveduto a creare lo stupido e l'intelligente, ma anche il ricco e il povero facendo nascere gli individui in un habitat ricco o in uno poverissimo.
I ricchi con la solidarietà e gli statisti con le leggi ci provano inutilmente da millenni a sanare il problema povertà, che i più sono indotti ad imputarlo acriticamente alla Finanza strozzina e al governo ladro.
Mi spiace contraddirli e contraddirmi, posto che anche io ho pensato così per decenni. Invece anchieri e politici non c'entrano una mazza con la povertà.
La possibilità che un povero subisca un danno entrando direttamente in rapporto con un banchiere o con uno statista è a dir poco remota. Quindi la povertà è imputabile direttamente agli arrampicatori sociali della classe media, che nel tentativo di fuggire dalla povertà e abbracciare la ricchezza, sono disponibili persino a far prostituire le loro madri, le loro sorelle o le loro mogli.
Ovviamente la scelta della classe media di arricchire impoverendo gli ultimi è a dir poco demenziale perché non la protegge dalla rapacità della Finanza e dalla stupidità dei governanti.
Non succede tutti i giorni dell'anno che la classe media venga penalizzata dai potenti della Finanza o del fisco, ma quando i sistemi sociali entrano in crisi per la crescita patologica di poveri, non è da questi che il banchiere o il politico tenta di attingere risorse. Semmai il povero gli costa qualcosa per tenerlo in vita e non gli rende proprio niente.
Quindi chi è all'apice del potere rivolge le sue interessate attenzioni alla grossa, grassa e cieca classe media che abusa stupidamente degli ultimi per sottrarsi a l'abbraccio della povertà e accumulare ricchezza.
Sfruttando titoli di studio spesso comprati e leggi favorevoli estorte alla politica, la classe media è sempre lanciata ad accumulare potere e denaro a spese degli ultimi, salvo poi vederseli scippare da Banchieri ed esattori ogni volta che il sistema sociale entra pericolosamente in recessione o rischia letteralmente il default.
Quindi governi ladri e strozzini assortiti con la povertà non c'entrano una mazza. Di quella devono vergognarsi in esclusiva burocrati, professionisti, giornalisti e Giudici.
Perciò ora che Banchieri e politici in difficoltà rivolgono a loro la massima attenzione tributaria, tagliando pensioni o retribuzioni, ci risparmino i pianti di coccodrillo perché in ogni angolo del pianeta i poveri sono dovuti alla miopia o alla cecità della classe media.
E chi è colpa del suo mal ora pianga se stesso.

mercoledì 9 gennaio 2019

Dalla monarchia alla democrazia


Per evitare che un giorno arrivi il postino a notificargli la pena di morte, i regnanti moderni hanno cambiato residenza e si fanno chiamare sudditi. 
Hanno riempito la reggia del potere, di giullari del re; e loro, i regnanti veri della cultura del sindacato della burocrazia delle professioni della Stampa de l'imprenditoria e della Finanza si sono resi irreperibili mischiandosi alla massa dei veri sudditi cornuti e mazziati.
Si sono sparpagliati in mezzo al Popolo somaro, in modo che il postino che si recasse alla Reggia per notificare la condanna alla ghigliottina agli attuali Luigi XVI, (ai veri sovrani) troverebbe solo burattini del re, regnanti finti, come dire, paraculi palesi dei veri regnanti occulti.
Tutto ciò ha reso la rivoluzione, a risanamento della democrazia, una tragica sceneggiata. 
Mentre i poveri sudditi indifesi e indifendibili continuano a rimetterci la testa nelle mille ghigliottine istituzionali, i regnanti veri, accumulatori indefessi di potere e denaro, fuori dalle stanze dei bottoni se la ridono come l'idiota che crede di fare un lavoro a regola d'arte segando il ramo su cui siede.

venerdì 4 gennaio 2019

La DITTOCRAZIA è la mala Democrazia


I grandi filosofi del passato da Platone a Rousseau, hanno tentato di inventare la democrazia, ma ne è venuta fuori la DITTOCRAZIA, un ermafrodita giuridico a mezza strada tra democrazia e dittatura.
Si saranno detti; nella storia dell'umanità i popoli non hanno mai gradito di essere governati. Allora lasciamoli governare da soli, così l'opposizione o la rivoluzione potranno farla solo a se stessi, (come dire finta) non avendo tiranni o regnanti da accoppare.
I soggetti che avranno l'incarico di smanettare nella stanza dei bottoni sì troveranno a gestire un potere talmente frazionato e annacquato da non essere in grado di cavare un ragno dal buco.
Ma peggio, la soluzione dei problemi diventerà impossibile perché qualunque opposizione al malgoverno o rivoluzione non potrà certo cambiare i governanti che sono i cittadini sovrani, ma i loro incaricati a governare, come dire, i governati, i giullari del re.
In altre parole le vere dittature non sono quelle dove c'è un regnante o un tiranno che si lascia ghigliottinare, ma le democrazie dove al governo ci finiscono i governati, cioè gli esecutori di ordini dei governanti sociali, sindacali, corporativi, finanziari, burocratici, giudiziali e chi più ne ha più ne metta.
Quindi il popolo Democratico può solo governarsi bene, perché se si oppone al suo mal governo ne paga il conto a piè di lista.
In Francia i gilet gialli stanno facendo la rivoluzione contro il finto re Macron, che è il loro governato. Perciò la montagna di danni che stanno facendo non è a carico del povero governato macron, ma del Popolo francese che si è auto governato male, e sta aggiungendo danno a danno opponendosi al proprio malgoverno, come se avesse per il proprio salvataggio un Re Luigi XVI e consorte da ghigliottinare.