Se quelli che sanno non provvedono con onestà a garantire funzionalità agli Stati formando una burocrazia capace, lasciano a quelli che possono, fanno e hanno, la piena libertà di aggiustare i sistemi sociali con politiche economiche, finanziarie o peggio belliche totalitarie e genocide.
il rebus della cultura
sabato 31 gennaio 2026
Le catastrofi "culturalpolitiche" insidiano il primato alle naturali, perché?
domenica 25 gennaio 2026
L'istruzione riempie i cervelli, ma solo il lavoro li matura
Ma quando un laureato prestato alla politica o alla giustizia sbaglia per colpa o dolo, scredita la categoria dei politici o dei Giudici ma non sfiora nemmeno alla lontana "il corpo corazzato e blindato dei fornitori di cultura da cui proviene, e che sono l'origine di qualunque problema.
Il mondo dei parodieri è in una botte di ferro, è corazzato e continua a fare danni obbligando la gente ad istruirsi e a parlare invece di aiutarla ad agire, a produrre ricchezza onesta per sé, per la collettività e per le istituzioni democratiche che ne consumano a vagonate: Scuola e Sanità in primis.
Troppe teste pensanti e poche mani produttive. Insomma il problema dell'Occidente è quantomeno sistemico, si spaccia per civile, democratico, evoluto, progredito, produttivo e scientificamente impeccabile.
sabato 17 gennaio 2026
La natura ci fa nascere schiavi per nutrirci, la politica ci promuove "sovrani" per affamarci
Posto che la comunità mondiale è numericamente crescente; per essere ecocompatibili, noi umani dovremmo consumare sempre meno, dovendo compensare l'inevitabile maggiore consumo dovuto all'incremento demografico che costa al pianeta distruzione crescente di risorse naturali, non sempre e non tutte rinnovabili.
E tenere in buona salute l'Economia stimolando la crescita dei consumi, come fa l'intera comunità mondiale, è autolesionismo, è politica da ospedale psichiatrico, perché ciò che è utile all'umanità è dannoso al pianeta, lo impoverisce, lo inquina, lo avvelena, lo devasta e scatena reazioni ambientali opposte a quelle volute e vitali per l'uomo.
E così piano piano, in un secolo, l'intera umanità, con una pericolosa inversione a U ha imboccato un modello di vita che porta dritto allo sfascio e alla guerra, con l'illusione che se istruiti e informati, si può dare libero sfogo alla creatività migliorando ciò che Dio ha creato per l'umanità ignorante, (le caverne), ma ora va arricchito e adattato a l'umanità istruita evoluta e gonfia di presunzione da sentirsi capace e padrona del mondo e persino dell'universo e ha bisogno quanto meno di ville lussuose con piscina e aria condizionata.
Ma se la "dispensa natura" smettesse di rifornirci di ARIA anche solo per 24 ore, il giorno successivo ci sarebbero 8 miliardi di cadaveri senza un becchino per la sepoltura, un prof per insegnare, uno scienziato per inventare, un politico per legiferare o un giudice per assolvere o condannare. Sparirebbe d'incanto la razza dei "sotuttoio": ciarlatani, corrotti, truffatori e strozzini, negrieri, guerrafondai e tiranni genocidi.
Quando gli umani dicono di nascere liberi mentono spudoratamente, perché libero è soltanto il soggetto che è autosufficiente di fatto, possedendo tutte le risorse per vivere.
E su 8 miliardi di umani non c'è uno che da sveglio o dormiente, scienziato o ignorante, non sia condannato a prelevare risorse dalla dispensa natura per respirare, bere, pensare, cuocere, mangiare, vestire, lavorare, muoversi.
Insomma, istigare culturalmente il singolo a dare libero sfogo alla propria creatività consumistica per arricchire multinazionali, banchieri ed esattori è una truffa colossale a danno dell'intera comunità mondiale che nasce e muore schiava delle leggi della natura che per le violazioni non infligge galere individuali ma solo condanne a morte collettive. (Vedi Vajont)
Noi poveri umani intraprendiamo mille nuove attività culturali e materiali al secondo, ma solo quelle che rispettano l'ambiente ricevono risposte utili all'uomo.
Quelle "giuridicamente filantropiche", ma predatorie di fatto, convertono Madre Natura in matrigna assassina e istigano le prime potenze mondiali a tentare di tamponare i danni finanziari con politiche genocide, che tutti gli enti sovranazionali condannano a colpi di bla bla, perché nessuno ha la forza di fermare i cervelli bacati dei "sapienti" e le mani assassine dei potenti.
domenica 11 gennaio 2026
La politica che non tutela le famiglie condanna a morte lo Stato di diritto
E a quel punto, è inutile scandalizzarsi perché la rete di protezione del diritto internazionale è finita sfondata come una ragnatela dai crimini di Stato palesemente terroristici o letteralmente genocidi.
Per tenere concretamente in buona salute gli Stati (ed evitare le visite "filantropiche" degli esportatori di democrazia ...) i nuclei familiari e le aziende a conduzione familiare andrebbero lasciati in grazia di Dio e se necessario custoditi gelosamente sul territorio dove sono nati e operano da secoli e persino millenni.
Che non si cura certo a colpi di finanziamenti pubblici, balzelli tributari, riforme della Giustizia, dopo aver diviso i nuclei familiari e condannato alla bancarotta le imprese di famiglia che non possono più avere una comune e vincente finalità.
sabato 27 dicembre 2025
In occidente la "capoccia" umana è un ottimo separatore di orecchie
"Sostituire la carenza di cultura, di formazione, di crescita, di emancipazione ... con la minaccia delle manette ... può essere utile in alcuni casi, incancreniti e cronici, ma non risolve il problema, anzi lo accentua, a meno che non torni ad essere valorizzata la “capoccia umana”, che, forse stupirà qualcuno, ma non serve soltanto a separare le orecchie."
Prof. Enrico Michetti
sabato 20 dicembre 2025
L'Italia si è "evoluta" da Paese molto ignorante in Paese morto istruito
Non ci sono punizioni per chi sbaglia. E non ci sono premi per chi merita.
Un paese così non può funzionare.
È un paese morto".
sabato 13 dicembre 2025
L'umanità è una incolpevole vittima di Tiranno o Premier comunista o fascista?
Quindi il mondo politico è un collettore di buon governo economico finanziario, se e dove la cultura ha saputo coordinarlo e finalizzarlo alla produzione e perequazione di ricchezza onesta. Altrimenti è una accozzaglia di soggetti litigiosi, che producono sfascio, ma si autocertificano innocenti, accusando il Premier di tiranneggiare da comunista o fascista.
Ma se i cittadini non sono abbastanza preparati per produrre ricchezza per sé e solidarietà per chi non è abile al lavoro: neonati, vecchi, invalidi, malati e poveri; alla bancarotta socio politico economico ambientale non vi è alternativa.
In un vero stato di diritto, non dovrebbero esistere categorie ricchissime e categorie poverissime.
Perché se ad una famiglia con figli adulti, lo Stato non è in grado di assicurare continuità produttiva, vuol dire: o che la scuola non li ha formati correttamente, o che il mondo economico finanziario si sta dedicando con generosità al doppio cannibalismo: inflazionistico e usurario.
E a quel punto, vuol dire che la politica è praticamente sequestrata da professori che non formano cittadini democratici, da professionisti incapaci o disonesti, da burocrati che non convertono più le tasse in servizi, da giornalisti che disinformano e da banchieri che fanno credito onesto non oltre la Lira, istigando alla disonestà l'intero mondo imprenditoriale.
lunedì 8 dicembre 2025
Il mercato ha sequestrato la politica?
I maneggioni del mercato e della finanza contano singolarmente nella misura e fino a quando sono funzionali al sistema.
Contano solo in quanto tasselli necessari a tenere insieme, senza ruggine o cedimenti, il mosaico economico finanziario mondiale.
Tanto potente che si è posto al di fuori e al di sopra delle leggi nazionali e internazionali, e di tutte le magistrature del mondo.
E sono così numerosi e robusti i tentacoli, che ha licenza illimitata di uccidere: con la disinformazione, l'inflazione, la rapina tributaria, lo strozzinaggio finanziario e la guerra a 360 gradi.
Perciò dobbiamo farci bastare lo spettacolo, perché alla giustizia stanno ancora lavorando alacremente pancia a terra. Politici e giudici sono ormai ostaggio della globalizzazione mondiale economico finanziaria. E la stampa va a rimorchio del sistema economico con funzione di reggi coda e raccogli briciole. Salvo rarissime e illustrissime eccezioni.
Nel liberismo globale anche qualche vecchio leone che incomincia a perdere pelo finisce spedito al mattatoio, quando non ha più la forza di contribuire utilmente al sistema da destra, sinistra, avanti, dietro, sopra e sotto.
Il potere economico mondiale getta la sua ombra ovunque si produca ricchezza. È il fine giustifica i mezzi.
Franco Luceri
sabato 6 dicembre 2025
Dio ci ha lasciato libera scelta: vivere da umani nella natura, o da bestie nella .....
Se in questo porcaio cultural finanziario voi ci vedete qualcosa di intelligente, umano e solidale, complimenti, io no.
Franco Luceri
sabato 29 novembre 2025
Perché i ricchi finanziano il mondo della cultura che li dipinge da potenti schiavisti?
sabato 22 novembre 2025
Noi umani abbiamo due soli problemi: natura e cultura
sabato 15 novembre 2025
La specie umana culturalmente scoordinata, matura o marcisce?
Se non si può conservare in vita un essere umano separando la sua testa dal corpo; siamo certi che separare nettamente in qualunque popolo, lo studio dal lavoro, il pensiero dall'azione, i pensatori dai lavoratori, sia costruttivo e persino migliorativo per il genere umano?
Siamo sicuri che una organizzazione sociale così nettamente divisa tra chi pensa e chi fa, sia intellettualmente costruttiva?
Non sarà per caso dannoso soprattutto per il pensatore, che perdendo il contatto fisico, l'esposizione responsabile ai problemi reali del mondo, priva il proprio cervello della possibilità di maturare, e condanna singoli e popoli a subire gli effetti della propria immaturità, serviti a scuola sotto forma di istruzione, e nella vita, di giornalismo, politica, mercato e Finanza?
Il grande equivoco che continua ad aggiungere caos, nel passaggio ormai millenario e ineluttabile dall'ignoranza alla conoscenza, è credere ciecamente che negli esseri umani, il cervello sia l'organo autonomamente produttivo di intelligenza: e che basti istruzione e informazione per arricchirlo di neuroni.
Ma se i popoli continuo ad essere sequestrati dal caos, dalla violenza e dalla povertà, a dispetto dell'istruzione crescente, qualcosa di patologico ci sarà.
In qualunque essere vivente, se manca il coordinamento concreto tra cervello pensante e mano attiva, la crescita di neuroni è finta: è sogno scambiato per realtà, che alla lunga non può che trasformarsi in incubo per qualunque Popolo.
Solo se la mano sbaglia e il cervello subisce gli effetti del proprio cattivo coordinamento, sente la necessità di migliorare l'interazione. Altrimenti, in assenza di stimoli esterni negativi, dolorosi, costosi e subiti sulla propria pelle, il cervello si autoconvince di essere nel giusto e si addormenta, cade in letargo o si avventura in fantasie letali per la specie umana o per il pianeta.
Questa è l'unica vera ragione per cui ai contadini le scarpe grosse hanno sempre raffinato il cervello. Perché il contadino è fisicamente a contatto con la realtà oggettiva, pensa mentre agisce, realizza, sbaglia, corregge e migliora, incassa e paga gli errori di tasca propria e non solo con la borsa ma a volte anche con la vita.
Il muratore e il falegname imparano a piantare chiodi col martello, solo dopo essersi ammaccati un dito. E alla troncatrice, il falegname, il dito se lo stacca di netto. Mentre il colpo di zappa sui piedi rinsavisce il contadino che è una meraviglia.
Qualunque crescita teorica indotta da istruzione e informazione, da puro pensiero, che delega a terzi la fatica, i rischi e i costi dell'azione, non genera neuroni intelligenti e autonomi ma neuroni ubriachi fradici di presunzione, cervelli parassiti, truffatori e non di rado anche assassini.
I santi, i geni e gli eroi non si estinguono, ma nelle democrazie diventano ininfluenti o peggio vittime.
Se l'intellettuale si tirasse su le maniche della camicia e tentasse di realizzare a proprio rischio e spesa le idee sempre migliori che partorisce, forse il mondo qualcosa di buono ne guadagnerebbe.
Se invece ha il potere di scaricare sugli altri la fatica, i costi e i danni dei suoi errori, non guadagna un briciolo di intelligenza forse nemmeno con un miracolo personale del Padre Eterno. Ma peggio, conserva l'umanità a rischio impoverimento, epidemia, guerra, estinzione.
Franco Luceri
sabato 8 novembre 2025
Il Premier è la "chiave di volta" delle democrazie
In democrazia, il Premier ha la funzione obbligata e circoscritta di "chiave di volta", che completa le istituzioni dello Stato, come l'ultimo mattone ad incastro nelle costruzioni sferiche edili. E considerarlo unico responsabile, è decisamente poco intelligente.
Per anni, subendo il lavaggio del cervello della cultura italiana "PREMIERCIDA", ho sempre imputato al Premier la massima responsabilità per il mal governo. Poi ho capito che nel potere esecutivo, il Premier completa e rende operativo il sistema già costruito da altri, come il cameriere che serve le pietanze già preparate e impiattate dai cuochi.Deve solo adattare la propria funzione, (con un margine discrezionale a dir poco risibile) a l'intero sistema Stato.
Questa è la vera ragione per cui nessun Premier ha mai realizzato ciò che aveva promesso da candidato. Vedi il pacifista mancato "number one" Donald Trump, che nella prima settimana di governo avrebbe dovuto fermare con lo schiocco delle dita tutte le guerre del mondo a cominciare da quella di Putin in Ucraina.
Perciò è giusto definire le scelte del premier "politica ad incastro", perché al pari di una chiave di volta può "muoversi" (leggi incastrarsi) dentro i confini già definiti e resi immodificabili dall'intero sistema istituzionale dello Stato.
Quindi in una democrazia è giusto criticare chiunque per singole scelte sbagliate, ma non il Premier, la cui presenza rende legittime e operative le scelte delle organizzazioni culturali, sindacati, economiche e finanziarie. Insomma, in democrazia, criticare il premier è "geniale" come contestare una festa a fuochi sparati.
Nel complesso la politica è lavoro funambolesco; chi governa deve bilanciarsi tra consumo e risparmio; e per farlo, non deve perdere nemmeno per un attimo "il senso dell'insieme", come suggeriva Emmanuel Mounier.
Se incentiva il risparmio, la riduzione degli investimenti impoverisce l'economia e uccide le fasce più povere della popolazione, perché si riduce il lavoro, il salario, il profitto e di conseguenza il gettito tributario per lo Stato.
Se al contrario incentiva il consumo, produce ricchezza e qualità della vita, ma anche inquinamento e devastazione ambientale. Che è come delegare alla natura il compito di assassina a colpi di sconvolgimenti climatici.
Nei secoli il mondo scientifico ha sviluppato una grande quantità di tecnologia, ma siamo rimasti ancora a l'ombrello per non bagnarci singolarmente quando piove.
Una istituzione che protegga come un "ombrello collettivo" almeno la vita dei singoli e dei popoli dai lupi del mercato e della Finanza, ancora non l'hanno immaginata nemmeno i poeti o i futurologi.
Io ho provato a domandarmi come sarebbe stata la storia umana, se In alternativa alla civiltà della distruzione e ricostruzione, avessero inventato la civiltà della conservazione socioecocompatibile.
Penso che il pianeta sarebbe raddoppiato di volume ogni anno con tutto quello che l'umanità inventa, produce, acquista, usa, getta, smaltisce.
Quindi la civiltà della distruzione non può essere abolita del tutto, perché serve a distruggere il vecchio, assumere, produrre il nuovo, vendere, fare profitti e tornare a produrre nuovi beni e nuovi servizi, per garantire alla collettività, continuità di lavoro, salario, profitto, interessi alle banche e tasse allo Stato.
Intellettuali e politici sono condannati a tenersi in equilibrio da funamboli tra bene e male. Perciò, se i politici sono in buona fede, vanno aiutati a trovare il giusto equilibrio tra consumo e risparmio, sviluppo e recessione, benessere e fame, giustizia e ingiustizia, vita e morte, bene e male.
Chi imputa alla politica tutti I guasti del mondo e assolve con formula piena cultura, mercato e Finanza non ha capito una mazza. Se peggio, combatte la politica per lucrare o estorcere guadagni a danno della collettività, o per sostituirla al potere, è un emerito farabutto da rendere con urgenza legalmente inoffensivo.
Franco Luceri
sabato 1 novembre 2025
La cultura promette soluzioni ma moltiplica problemi e catastrofi
Nella millenaria civiltà contadina, per il nascente mondo della cultura non sarà stato facile procurarsi cervelli da formare e informare.
Ma da quando Victor Hugo ha convinto l'umanità che "chi apre la porta di una scuola chiude una prigione", ai prof. il lavoro si moltiplica, ai secondini straripa, e non se la passano male nemmeno guerrafondai, Generali, strozzini e becchini.
In Italia, l'istruzione obbligatoria (che in otto decenni avrebbe dovuto chiudere tutte le galere) sta facendo miracoli alla rovescia. Se non fossimo poveri di galere, ora ci servirebbero più secondini che professori.
Scuole e redazioni, reali e virtuali, spuntano ovunque come funghi, ma le galere scoppiano invece di svuotarsi.
Il bullismo dilaga anche nelle aule scolastiche e le bande di minorenni violenti o assassini non mancano.
Ma tranquilli; da qualche anno, la montagna della cultura ha partorito un topolino: "nell'officina meccanica de l'intelligenza artificiale", sono già attrezzati per riavvitare tutti i cervelli che per sbaglio l'intelligenza naturale ha "svitato" o "sbullonato".
Nessun intellettuale ha mai tentato di capire se il costo di vite umane immolate sull'altare del "fallibile sapere umano", è stato produttivo o distruttivo come in Italia, dove crescono al pari di gramigna: omicidi di tutte le razze, persino fra consanguinei, crollo demografico, criminalità a tutti i livelli e a 360 gradi, collasso del sistema economico, devastazione ambientale e debito pubblico ingovernabile. E nel mondo, con le guerre genocide, sta andando "alla grande".
Da un'opera Divina, quale era l'uomo analfabeta, straripante di santi, poeti, navigatori, eroi e geni, ne hanno ricavato una macchina di devastazione familiare, sociale, politica, economica, finanziaria e ambientale.
I produttori e venditori di "parole che piacciono ma non salvano", direbbe Baudelaire, dovrebbero vendere le loro mercanzie pedagogiche, giuridiche e finanziarie, (come fossero medicine) corredate di "bugiardone", in modo che i cosiddetti "cittadini sovrani" sappiano in anticipo quali e quanti danni subiranno da somari, e abbiano il tempo di rassegnarsi o levare il disturbo.
E aspettando che i potenti capiscano un modo meno scandaloso per governarci, credo che a fare la differenza, in ogni tempo e in ogni luogo, con o senza istruzione, denaro o potere sia sempre e solo la qualità morale dell'UOMO.
La cultura e la legge, in mano a chi ha un sacro rispetto delle LEGGI MORALI, sono la migliore arma per salvare POPOLI e STATI.
Franco Luceri
sabato 25 ottobre 2025
L'incapacità di usare i mezzi disponibili danneggia i popoli
Due sono le condizioni critiche in cui può trovarsi qualunque popolo: manca di mezzi sufficienti, o manca di uomini capaci di usarli in modo socialmente ed ecologicamente produttivo.
Per millenni, anche l’Occidente ha sofferto di carenza di mezzi; poi, scienza e tecnologia hanno risolto alla grande quel problema, e siamo caduti in quello opposto. Oggi i mezzi si sprecano ma mancano gli uomini adeguati, gli autisti capaci di fare dei mezzi disponibili un uso costruttivo. Che è come avere un’auto di lusso, col serbatoio pieno di carburante, la chiave nel quadro, i passeggeri a bordo, ma l’autista capace di portarli a destinazione a costi accettabili e senza danno, non lo hanno ancora inventato.
Dallo stecchino per la pulizia dei denti, all'immobile con cappotto termico, all'automobile elettrica, al telefono, al computer, a l’elettrodomestico complicato, a l’aereo a reazione, o alla navicella spaziale, il problema sta sempre nella disponibilità eccessiva di mezzi, e nella drammatica carenza di uomini capaci di usarli senza danni individuali, sociali o ambientali.
Una volta si era tutti carenti di mezzi per mancanza di denaro, ora, anche lo scemo del paese smanetta col telefonino di ultima generazione, ma manca di istruzione e intelligenza per usarlo utilmente per sé e per gli altri.
La scuola non riesce ad adeguare la formazione degli uomini, alla evoluzione dei mezzi. Non riesce a portare l’intelligenza dei popoli, al passo del frenetico e complesso sviluppo tecnologico, talmente accelerato e cervellotico da ridicolizzare il sapere di milioni di laureati che alle prese con la tecnologia di ultima generazione o fresca di giornata, sono più chè analfabeti.
Ci sono professionisti vicini alla pensione che non si sono mai rassegnati a divorziare dal modello di computer utilizzato per laurearsi. Conosco uno che gioca ancora con il portatile Olivetti M10, prodotto dal 1983 al 1985, e finito in due anni a pezzo da museo, perché non resse alla pazzoide e accelerata evoluzione tecnologica.
In quattro decenni (1985-2025) siamo passati dal primo computer portatile che era poco più di un giocattolo, alla intelligenza artificiale che ora è potenzialmente in grado di condizionare la vita di 8 miliardi di umani.
Provate ad immaginare come vivono ora milioni di persone con una cultura media acquisita trenta, quaranta o cinquanta anni prima, ma condannati a fare uso dei mezzi tecnologici che gli si complicano sotto il naso e li schiavizzano a norma di legge.
Io temo, e vorrei proprio sbagliarmi, che la causa scatenante dei problemi attuali dei popoli, (alla faccia del comunismo, liberismo e persino fascismo e nazismo) sia l'incompatibilità culturale tra uomini e mezzi: per l’impossibilità di adeguare il sapere e l’intelligenza dei singoli e dei popoli, ai mutamenti "sparati" dello sviluppo tecnologico che in alcuni campi è una autentica benedizione, ma in molti, anzi in troppi, rasenta la follia criminale o peggio genocida. Come i droni che sono adatti ad un uso pacifico e salvifico, ma volendo anche criminale per portare guerra, distruzione e morte.
Forse dalle caverne e fino al secolo scorso, nessuno ha mai potuto soffiare alla politica il primato della distruttività. Ora i poteri politici e finanziari, per l’improduttività sociale culturalmente indotta, sono afflitti da costi crescenti e utili calanti.
Se non si corregge, e con molta sollecitudine, il problema de l'adeguamento culturale fra mezzi sempre più intelligenti e popoli sempre più incapaci di fare degli stessi un uso socialmente ed ecologicamente compatibile, la catastrofe economica mondiale potrebbe essere acquattata dietro l’angolo, e di riflesso, quella sociale e umanitaria.
Comunismi, fascismi, nazismi e liberismi sono vecchi tiranni acciaccati che alleandosi tentano goffamente di reggere all'impatto tecnologico, ma sono condannati a morte certa da l’unico spietato e invincibile tiranno planetario: la pedagogia che non riesce ad adattare la cultura di massa alla intelligenza crescente dei mezzi tecnologici.
Tanto accelerata, che ora il mezzo "intelligenza artificiale" non cerca autisti bravi che la guidino, ma passeggeri che si lascino guidare. Che credano ciecamente nelle sue capacità di autista superlativo, di nuovo padreterno dell'umanità.
E dove sono perfette le macchine, ma impari gli autisti, tutto ciò che passa per benessere, civiltà, progresso e giustizia, è soltanto una colossale truffa planetaria.
È il lento genocidio culturale della razza umana, che prima della scienza e degli scienziati era piena zeppa di geni autodidatti che hanno riempito il mondo di capolavori impareggiabili. Ora, afflitti da analfabetismo di ritorno, brancoliamo tutti nel buio, e guardiamo i vecchi contadini col cervello fino con una punta di invidia.
Franco Luceri














