il rebus della cultura
sabato 22 agosto 2026
La globalizzazione economica più la globalizzazione scientifica di IA e la frittata è fatta
sabato 15 agosto 2026
La cultura ha convertito gli umani da figli a orfani della natura
Nella civiltà contadina, non esisteva la frammentazione e specializzazione culturale. Esistevano solo mestieri contaminati. Gli umani di qualunque razza e condizione sociale erano tuttofare.
Il contadino era anche pastore pescatore boscaiolo e artigiano. Ma anche l'artigiano non era artigiano puro, si coltivava le verdure aveva la pecora le galline il maialino il cavallo e l'attrezzatura per procurarsi la legna dal bosco.
Insomma la civiltà contadina formava soggetti autonomi a 360 gradi e nessuno poteva abusarsi dell'altro sapendo bene che l'altro non era uno sprovveduto facilmente ingannabile.
Ora qualunque professionista abbia necessita di consultare un collega in un campo diverso dal suo, si trova nella scomoda condizione di un ignorante benestante con portafoglio da ripulire.
sabato 8 agosto 2026
Il mondo lo spinge avanti chi capisce è indietro chi crede di sapere
Insomma spostare i giovani in massa dalla cultura familiare agricola o artigianale, ad un'altra anche migliore, ma in conflitto col sistema socio economico o ecologico esistente, è come predisporre un popolo al rischio fallimento, default e guerra civile.
Perché anche la migliore cultura del mondo va assorbita e digerita con gradualità, ha bisogno di un lungo rodaggio prima di rendere un sistema economico competitivo e produttivo, maturando con la giusta teoria e con una lunghissima pratica il cervello dei popoli, perché il loro onesto lavoro faccia lievitare i profitti onesti.
sabato 1 agosto 2026
In Occidente per troppi galli non fa mai giorno.
Mentre gli stati occidentali sono come magazzini di pezzi di ricambio che nessun meccanico culturale o politico e mai riuscito a comporli in un vero e funzionante Stato di diritto.
Mentre gli stati occidentali sono una accozzaglia di istituzioni, o meglio potentati mangia e ruba soldi dove popolo, territorio e sovranità sono istituzioni indipendenti e litigiose per tutto e tutti, addetti ai lavori compresi.
Quando in Italia l'opposizione accusa la maggioranza di non finanziare a sufficienza scuola, sanità, trasporti, previdenza, eccetera eccetera, l'accusa di non contribuire abbastanza allo sfascio dello Stato.
Perché finanziare singole istituzioni che mai sono state e mai saranno sistema, serve solo a macellare popolo territorio e sovranità.
Il Re Mohammed VI concede la grazia reale a 1.788 persone condannate da vari tribunali del Regno in occasione della Festa del trono del 29 luglio 2026".
Insomma il più grande problema del mondo non sono né i poveri né gli ignoranti, che sono sicuramente un peso. Ma professori, dottori e presidenti che quel peso non hanno ancora imparato o voluto caricarselo, progettando e governando un modello di stato che non sia una Repubblica delle banane, una accozzaglia di istituzioni conflittuali e competitive per chi arraffa e spreca più soldi.
giovedì 30 luglio 2026
Dialogo fra due amici sui volti della medicina
Franco Luceri scrive a Carlo:
Non mi sono mai occupato di cultura orientale, ma conoscendo te caro Carlo e ammirando la tua cultura enciclopedica, sto cercando di capire cosa ha di diverso la cultura orientale.
Sono dilettante allo sbaraglio in questa materia, sapevo solo che esiste la Cina come nazione, ma credo che i popoli orientali non si sono staccati troppo dalla natura e hanno cercato di adattare la cultura alla natura.
Mentre gli occidentali mostruosamente idioti hanno fatto l'esatto contrario, hanno pensato di poter piegare e adattare la natura alla cultura posta al servizio del cannibalismo politico, economico e finanziario.
Carlo tu che da 50 anni ti occupi di medicina cinese, se ho capito male correggimi.
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Carlo di Stanislao risponde:
Le tue parole mi hanno colpito perché non cercano di dimostrare qualcosa, ma di comprendere. Questo, a mio avviso, è già il modo migliore di avvicinarsi a una cultura diversa dalla propria.
Credo che la tua intuizione colga un aspetto importante. Molte tradizioni orientali, e in particolare il pensiero cinese classico, sono nate dall'osservazione della natura. Più che immaginare l'uomo come dominatore del mondo, lo vedono come parte di un equilibrio più grande. Il cielo, la terra, le stagioni, il ciclo della vita, il ritmo del respiro: tutto è collegato e l'essere umano cerca di vivere in armonia con questi movimenti, non di imporre loro la propria volontà.
Detto questo, eviterei di contrapporre Oriente e Occidente in modo troppo netto. Anche l'Occidente ha prodotto pensatori straordinari che hanno insegnato il rispetto per la natura: da Eraclito agli stoici, da san Francesco fino a filosofi e scienziati contemporanei che ci ricordano quanto siamo parte di un ecosistema fragile. Allo stesso modo, anche l'Oriente moderno conosce industrializzazione, consumismo e sfruttamento dell'ambiente. Nessuna civiltà è rimasta immune dalle contraddizioni dell'uomo.
Forse la differenza più profonda non è geografica, ma riguarda il modo di guardare il mondo. La cultura occidentale ha spesso privilegiato l'analisi, la separazione, la conquista e la trasformazione. La cultura cinese tradizionale, invece, ha dato maggiore valore alle relazioni, ai processi, all'equilibrio dinamico tra gli opposti, a quella che chiamiamo armonia. Non significa che una sia superiore all'altra: significa che mettono in luce aspetti diversi dell'esperienza umana.
Personalmente, ciò che più mi affascina del pensiero cinese non è l'esotismo, ma la sua capacità di ricordarci che la forza non è sempre nello scontro, che il cambiamento può avvenire senza violenza e che spesso la salute nasce dall'equilibrio più che dal controllo. È una lezione che oggi può essere preziosa per tutti, indipendentemente dal luogo in cui siamo nati.
Quindi no, non direi che hai capito male. Direi piuttosto che hai colto una direzione di fondo. Ti inviterei soltanto a sfumare il giudizio, perché ogni civiltà custodisce sia grandezza sia errori. Se oggi abbiamo bisogno di qualcosa, probabilmente non è scegliere tra Oriente e Occidente, ma lasciare che le due grandi tradizioni dialoghino. L'Occidente può imparare il senso dell'armonia; l'Oriente può beneficiare del rigore critico e scientifico occidentale. Quando questi due sguardi si incontrano, non si annullano: si completano.
Ti ringrazio per aver condiviso questa riflessione e, soprattutto, per aver avuto l'umiltà di chiedere un confronto. È proprio questa disponibilità a mettersi in discussione che rende vivo il pensiero e apre la strada a una comprensione.
Franco Luceri:
Grazie Carlo, inconsciamente io ho lanciato una provocazione e tu hai risposto da quel fine maestro che sei. Pensi che possa essere utile mettere insieme la mia domanda e la tua illuminante e moderatissima risposta e pubblicare un articolo? Se vuoi fammelo sapere. Buona serata.
Carlo di Stanislao: Si mi piacerebbe.
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Franco Luceri:
Forse non sarebbe garantita nemmeno la pace fra filosofi e teologi; ma se pensiamo che possa esserlo quella millenaria fra politici, generali e guerrafondai facciamo notte.
Perciò accontentatevi della curiosità del Luceri che sogna la pace culturale fra tutti i popoli e della pazienza e cultura illuminante che ha dimostrato il prof. Carlo di Stanislao con la sua risposta.
Grazie ai direttori che vorranno pubblicare e ai lettori che avranno la curiosità di leggere.
Franco Luceri e Carlo di Stanislao
sabato 25 luglio 2026
La buona cultura avvicina l'umanità alla natura
sabato 18 luglio 2026
Se crescono scienziati e sfascio; lo sfascio è sicuramente vero
sabato 11 luglio 2026
Il dosaggio sbagliato trasforma il progresso in regresso
sabato 4 luglio 2026
Se politica, economia e finanza sono decedute; la scienza respira ancora?
sabato 27 giugno 2026
Un futuro per l'Italia va reinventato rovesciando l'esistente
Egregio generale Vannacci, non ho letto il suo libro, ma il titolo: "il mondo al contrario" rispecchia le condizioni pietose in cui versano miliardi di poveri in tutti gli stati del mondo, potenze mondiali comprese.
Ma basta riportare le polarità, come sono state impostate dal Padreterno, per tutti gli esseri viventi che usano la forza delle braccia per procurarsi di che vivere e il più è fatto.
Rendendo autonomi tutti i soggetti che conservano in vita l'umanità producendo cibo; e dipendenti quelli che non cavano un ragno dal buco e ingrassano producendo finte soluzioni e allagamenti di parole. Così si eliminerebbe alla radice quel "disordine mondiale" che sta affliggendo da un secolo l'intera umanità.
Perché senza il cibo e le tasse dei contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani, tutti i pensatori "pseudo autonomi" del mondo tornerebbero dal Creatore in un paio di mesi di digiuno finanziario e alimentare.
E l'aforisma di Thomas Hobbes non si lascia equivocare: "Primum vivere, deinde philosophari".
Perciò, caro generale, io credo che invertendo le polarità, il mondo tornerebbe a girare nel senso di marcia fisiologico originario, a misura d'uomo, come conviene a tutti. Chiamando dipendenti i produttori di parole, e autonomi i lavoratori che sono obbligati a nutrire l'intera umanità, e affamano le loro famiglie, dovendo in aggiunta pagare pure le tasse a chi si ammazza di lavoro con la lingua, per fare incetta di privilegi e potere conto proprio e conto terzi.
Le variabili cultura e politica hanno avuto un accrescimento tumorale da secoli e serve solo per togliere risorse da chi lavora per la vita dell'umanità, e ingrassare chi sfrutta e uccide umanità e pianeta, per ricchezza e potere.
I potenti del mondo non proteggono l'umanità dalla fame, dalle epidemie, dalle carestie, dagli sconvolgimenti climatici, dalle dittature e dalle guerre; si limitano solo ad ubriacarli culturalmente e politicamente di parole per poterli abusare e sfruttare da animali da lavoro.
I lavoratori manuali subiscono almeno da mezzo secolo gli effetti devastanti delle guerre batteriologiche, chimiche e climatiche, economiche e finanziarie, progettate dalla cultura e legalizzate dalla politica. E smetteranno di piangere da dipendenti sfruttati, se verranno riqualificati giuridicamente soggetti autonomi di un mondo che deve tornare a girare come è stato creato da Dio e come ci ha insegnato Gesù distribuendo pani e pesci per tutti, senza assegnazioni di telefoni, automobili, aerei e yacht riservati ai potenti.
Qualunque essere umano è libero di soddisfare col proprio lavoro e denaro tutti i bisogni secondari che riesce a sognarsi la notte; ma se pretende il superfluo, mettendo a rischio l'essenziale a miliardi di poveri, va fermato con qualunque mezzo, perché i privilegi e i lussi dissennati dei potenti stanno distruggendo il futuro dell'umanità e del pianeta anche nelle democrazie dove il potere politico dovrebbero esercitarlo i poveri in quanto schiacciante maggioranza.
Franco Luceri
sabato 20 giugno 2026
La globalizzazione è genocidio spacciato per ordine mondiale
Ma Albert Camus ci aveva messo in guardia sui pericoli della globalizzazione con parole inequivocabili:
Aver pensato che la "globalizzazione" potesse garantire pace e prosperità tra tutti i 200 popoli del mondo, è stato a dir poco azzardato e devastante.
Se la vita dei popoli dipende dalle scelte ideologiche dei Trump, Putin, Netanyahu, XI Jinping, meglio accontentarsi di come stiamo, perché potremmo stare peggio.
La complessità globale è un concetto imponderabile per qualunque cervello umano. Soprattutto in democrazia, dove pochi soggetti veramente capaci e veramente onesti non servono a niente.
venerdì 12 giugno 2026
Il sapere è ancora potere?
"La scienza è fatta di dati come una casa di pietre, ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa".
La cultura occidentale, al pari di un mobile Ikea smontato, è un ammasso di conoscenze scollegate e peggio ancora incompatibili, che nessuno è mai riuscito a comporre in SISTEMA capace di proteggere i popoli, da epidemie, carestie e guerre.
È come se la scienza medica fosse riuscita a produrre in laboratorio ogni minimo particolare del corpo umano, persino meglio di Dio, ma non avesse ancora e non avrà mai, una razza di chirurghi capaci di assemblare i singoli organi fino a comporre un essere umano vivente e pensante.
Quindi, essendo insufficiente il sapere umano, per produrre mezzi e patentare veri autisti, ogni minimo particolare della Scienza spacciato come parte essenziale del sistema Stato, è una truffa, è un costo, è un danno o peggio un crimine contro l'umanità che non vedrà mai quel costo tramutato in giustizia sociale, pace e qualità della vita.
sabato 6 giugno 2026
Pensiero e azione sono come due coniugi litigiosi
Poi ha iniziato a farsi spazio la scienza, con la promessa di garantire civiltà e progresso.
Ma dopo due secoli e mezzo dalla prima rivoluzione industriale che prometteva decollo verticale della produttività economica, oggi siamo alla quarta rivoluzione, e persino le prime potenze mondiali, sono talmente appesantite da montagne di debito pubblico impagabile, che rischiano di precipitare nel default. Decollano solo bombe, missili e droni assassini.
Perciò, qualunque problema si voglia affrontare con serietà, è inutile fingere di ritoccare il treppiede del potere: politica, mercato e Finanza, (con 5000 anni di onorato servizio) perché a guastare o sanare i sistemi sociali attuali è solo e soltanto la cultura: istruzione, informazione, scienza.












