Grazie alla cultura, tutti i potenti del mondo che maneggiano sapere, potere e avere, vivono di parole proprie e ingrassano di ricchezza prodotta dal lavoro massacrante, pericoloso e malpagato altrui.
Hanno predisposto un vasto e infallibile menù di saperi che sposta ricchezza dal povero alla classe media e poi torna a impoverire la classe media, spostando vagonate di miliardi verso i Paperoni del mercato e della Finanza.
La cultura tratta poveri e onesti da illustrissimi commensali, da servire in guanti bianchi. Riempie l'Atto Costitutivo di qualunque Stato democratico di diritti inalienabili per cittadini "SOVRANI", salvo poi trasformarli in somari, esponendoli a qualunque rischio e sfruttamento, senza alcuna protezione, ma con la garanzia che i Paperoni trilionari ne trarranno il massimo profitto, senza rischiare di tasca propria manco una quattro soldi bucata.
A differenza della moneta che ha un valore garantito, il valore della cultura va dimostrato a colpi di PIL (prodotto interno lordo). E di reddito e proprietà personali.
Tutto il sapere umano è come l'esca, non serve per sfamare e ingrassare i manovali della Cultura e della Politica, ma i giganteschi e furbi pescatori a strascico del mercato e della Finanza che sono costantemente impegnati a liberarli dalla grana svuotandoli il portafoglio.
Io ho tentato di capire cosa c'è nella cultura che nei millenni si è dimostrato vitale per i poveri e per gli onesti senza essere mortale per i ricchi. Niente, nemmeno una lettera dell'alfabeto o un numero della tavola pitagorica è servito o serve a spostare un briciolo di potere dai ricchi ai poveri.
Tutto ciò che hanno partorito a tutt'oggi filosofi e matematici è servito e serve a fare i ricchi più ricchi, facendo i poveri più poveri.
Ma dalla rivoluzione francese ad oggi è successa quasi la fine del mondo, per la mostruosa lievitazione che ha avuto lo strapotere dei potenti e il collasso in caduta libera del "diritto alla vita" degli impotenti.
I popoli sono stati sempre governati da tiranni o da regnanti, ma il potere dei politici di una volta era insignificante rispetto al potere dei premier attuali delle prime potenze mondiali atomicamente armati.
Luigi XVI fu decapitato il 21 gennaio 1793, perché aveva osato aumentare le tasse ai padroni e il 16 ottobre 1793, la sua consorte Maria Antonietta fece la stessa fine.
In 233 anni le monarchie tributariamente tiranniche come quella francese si sono evolute in civilissime democrazie governate da Premier e Presidenti legittimati a tassare e sperperare a danno dei popoli borsa e vita.
E come se non bastasse sono liberissimi di andare in giro per il mondo a commettere genocidi e crimini contro l'umanità a proprio insindacabile giudizio.
C'è pure qualche arbitro che tenta di minacciare con cartellino giallo, ma non va oltre il bla bla. Nessuno disturba il lavoro dei potenti premier democratici se e quando decidono che un popolo va messo in ginocchio o cancellato dalla faccia della terra.
Una volta nessuno sapeva delle condizioni di un popolo votato allo sterminio, come gli ucraini, i palestinesi e gli iraniani. Mentre ora, 8 miliardi di umani sono informati in tempo reale di quale popolo stanno massacrando i potenti della politica della finanza e del mercato, e nessuno muove una obiezione che vada oltre il bla bla e che salvi anche solo una vita. Nessuna minaccia nemmeno con scacciacani giocattolo.
Cosa ha fatto lievitare il potere, l'immunità e l'impunità dei governanti attuali delle primissime potenze mondiali, se non il presunto progresso culturale, scientifico, tecnologico e finanziario?
Chi considera ecoicida il progresso sbaglia di grosso, perché dalle caverne ad oggi la cultura ha dimostrato grande rispetto per la natura, avendo mutuato nei sistemi sociali lo stesso "ordine" del Creato, che a prescindere dal livello culturale dei singoli e dei popoli, garantisce, come nella giungla, che le prede siano al servizio dei predatori. Gli impotenti al servizio dei potenti.
Così fu è e sarà!
Franco Luceri
il rebus della cultura
sabato 25 aprile 2026
domenica 19 aprile 2026
Il sasso insegna a chi vuole capire
"La persona distratta vi è inciampata.
Quella violenta, l'ha usato come proiettile.
L'imprenditore l'ha usato per costruire.
Davide uccise Golia
E Michelangelo ne fece la più bella scultura.
La differenza non l'ha fatta il sasso, ma l'uomo".
Se noi umani accettassimo l'insegnamento del "pedagogista muto chiamato sasso", capiremmo che è sempre la diversa qualità degli uomini che li progettano, producono, usano e valutano, a qualificare i mezzi.
La stessa automobile guidata da due autisti diversi produce effetti diversi: salva, danneggia altri mezzi, o uccide passeggeri o passanti, perché è sempre e solo la qualità del soggetto a qualificare l'oggetto che ha in uso.
Lo stesso bisturi in mano a due chirurghi diversi, usato con maggiore o minore perizia produce effetti diversi: salva, ferisce o uccide.
Ecco perché in Italia non è bastata la Costituzione più bella del mondo, per fare altrettanto belli i "sassi istituzionali": scuola, stampa, politica, burocrazia, giustizia, mercato, finanza e governo, perché affidati a soggetti di diversa qualità intellettiva e morale, non sempre e non tutti idonei a qualificare in positivo le istituzioni col proprio servizio intelligente, onesto e responsabile.
Così eccellenze e deficienze si alternano sempre e dovunque nella macchina dello Stato e nella collettività; e di riflesso nelle imprese e nelle famiglie: sempre e solo per merito o colpa degli uomini mai dei mezzi.
Esaltare o denigrare a tempo pieno le istituzioni, non è solamente miope, è demenziale. Perché se il mezzo istituzione è affidato ad un "autista diversamente abile", ciò che dovrebbe essere normale soluzione, è garantito che si tramuti in devastante problema.
È il burocrate, il professionista o il politico imbranato che andrebbe tenuto a rispettosa distanza dalla "Casa Comune Stato", o rimosso all'istante, se esiste la prova inoppugnabile che un servitore dello Stato o della collettività sta producendo solo danni e vittime.
Perché, chi usa da cane il sapere, l'avere e il potere, che sono la "forza legale dello Stato", non distrugge solo cittadini, imprese e famiglie oneste che dovrebbe renderle produttive prima di tassarle; e non mina solo la credibilità e la fiducia nelle istituzioni, ma danneggia in massa tutti i dipendenti pubblici e tutti i professionisti meritevoli di stima e rispetto, che quotidianamente servono con fatica, responsabilità ed onestà utenti, clienti e contribuenti.
Lo Stato liberale vive rendendo produttivi i cittadini e si autofinanzia tassandoli. Ma se alcuni addetti ai lavori assolvono queste due funzioni da cani, danneggiando il popolo produttore e contribuente onesto e lo Stato impositore, vanno resi inoffensivi.
Chi pensa che in Italia sia urgente riformare lo Stato, chieda lumi al "sasso pedagogista muto"; gli suggerirà di cominciare dalla riforma dei cervelli.
Di quella pericolosa minoranza di burocrati, professionisti, industriali, banchieri e politici che ormai sono giuridicamente e giudiziariamente ingovernabili, come se fossero nati con licenza di sfruttare, asservire e tiranneggiare impunemente.
Fingere di migliorare il mondo aggiustando cose ma guastando cervelli, per trarre il massimo profitto dal consumo delle cose e dal lento ma inesorabile imbarbamento dei popoli, (un raro ma pericoloso segnale ci viene dai casi di adolescenti che affrontano i professori a mano armata) oltre che criminale è socialmente suicida.
Franco Luceri
sabato 11 aprile 2026
Chi ha visto passare l'onestà intellettuale batta un colpo
Ed è per questa ragione che l'umanità credente e devota nella truffaldina "religione del nonsapere" scientifico e tecnologico, si è ritrovata sul groppone milioni di famelici incasinatori di Popoli, con uno spiccato talento per le arrampicate sociali, l'appropriazione indebita, la distruzione della produttività altrui, la devastazione ambientale, la rapina tributaria, la litigiosità politica e la sanguinosa guerra civile o mondiale.
E quando questi matti ignoranti decidono di incendiare il mondo con una guerra genocida come quella in corso, che potrebbe riportare in dietro l'umanità di un paio di millenni, non si sa più chi possa fermarli.
sabato 4 aprile 2026
In democrazia ci sono solo colpe collettive
Banca Mondiale,
La Bank of America,
Chiunque in Italia vada a governare a Palazzo Chigi, accetta l'incarico solo perché non conosce le condizioni oggettive del Popolo e dello Stato, e spesso si sopravvaluta. Altrimenti fuggirebbe all'estero, per non fare da bersaglio mobile a tutti i farabutti e stupidi che galleggiano nell'acqua putrida e stagnante dei poteri pubblici e privati.
Qualunque popolo intelligente del mondo i problemi li risolve attingendo tributi dal PIL, perché le soluzioni realizzate con i prestiti bancari sono finte soluzioni. Sono toppe peggiori del buco. Fingono di eliminare qualunque problema socio, economico, ambientale, convertendolo in problema finanziario: in debito pubblico mangia soldi assassino.
sabato 28 marzo 2026
La democrazia è ormai degenerata in "pluri-teocrazia".
Sabotare dall'opposizione la buona politica per rubare consenso è come prestare agli avversari una somma a rischio zero, sapendo bene che ti ripagheranno generosamente con la stessa moneta quando sarai tu a cavare le patate dal fuoco nel potere esecutivo.
I fascisti che hanno ricevuto in regalo dai comunisti la bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, non tarderanno a ripagarli con la stessa moneta quando toccherà ai sinistri occupare la poltrona bollente di Palazzo Chigi.
La destra che voleva la separazione delle carriere ha perduto il referendum;
ma ha vinto moralmente, perché ha costretto i sinistri a dimostrare che all'opposizione non sono migliori degli altri. Hanno predicato per decenni che la magistratura è sfasciata e la riforma è urgente. Hanno anche tentato di farla; ma ora che sono all'opposizione hanno truffato gli italiani convincendoli che la riforma della destra fascista è incostituzionale.
sabato 21 marzo 2026
La cultura continua ad essere da 25 secoli come un vaccino sperimentale
Al contrario, quando il potere arriva nelle mani di un soggetto intelligente accade qualcosa di diverso. La persona capisce che il suo ruolo non è dominare, ma servire con responsabilità. Ascolta, impara e prende decisioni con equilibrio. Sa che ogni azione ha un impatto e cerca di agire con rispetto.
Forse è per questo che l’insegnamento del saggio continua ad avere senso: il valore di una persona non sta nel potere che riceve, ma nel modo in cui sceglie di usarlo. È lì che si rivela davvero il suo carattere.
sabato 14 marzo 2026
La politica deve rendere pacificamente complementari Liberismo e Socialismo, altrimenti è barbarie
La testa degli esseri umani è come il "castone di un gioiello", l'ha progettata il Padreterno per custodire e tramandare da padre in figlio le leggi morali, impreziosite nei millenni della storia dell'uomo, per poter interagire produttivamente e pacificamente con i suoi simili e con la natura.
In questo modo, la finalità della Giustizia sociale oltre che attentata a norma di legge dagli egoismi dei potenti, ci è preclusa a norma di Costituzione "montesqueiana" spaccapoteri.
Siamo certi che una Costituzione targata Rousseau, non avrebbe prodotto risultati meno scandalosi e indecenti di quelli che subiamo in Italia da 8 decenni?
sabato 7 marzo 2026
La cultura spegne i cervelli per riempirli ma si scorda di riaccenderli
Ora, straripa di presidenti, governanti, direttori, amministratori, accademici e premi Nobel superalfabetizzati, ma non ha alcuna intenzione di garantirgli manco pane e acqua, se non daranno un taglio a l'avvelenamento fisico dell'intero Creato e culturale dell'Umanità.
Rendendo gli esseri viventi capaci di acquisire tutta l'intelligenza istintiva necessaria per muoversi e usare la natura senza reciproci danneggiamenti, il Creatore della "super Arca chiamata TERRA aveva reso il mondo vivibile per tutti: uomini, animali, piante, virus, batteri, muffe e chissà cos'altro per centinaia di migliaia di anni.
Poi è arrivata la cultura e in una manciata di millenni ha sprogrammato anzi resettato i cervelli umani fino a cancellare totalmente l'intelligenza istintiva, e li ha riprogrammati tanto da mettere l'uomo in guerra non soltanto con il Creato, ma persino con se stesso.
Il contadino, il pastore, il pescatore, il boscaiolo, (se protetti dalle patologie cerebrali indotte dalla "incultura") avrebbero saputo istintivamente procurarsi di che vivere senza derubare il prossimo o danneggiare la natura.
Mentre l'intellettuale, "l'uomo di scienza", ha difficoltà persino a trovare la via di casa, se sconfina dal perimetro della sua conoscenza "razionale", che per renderlo produttivo gli ha cancellato la conoscenza istintiva. Quel sapere socioecocompatibile memorizzato e tramandato da una generazione all'altra per decine di millenni.
Tant'è che ora i ladri e gli assassini si sprecano non fra i lavoratori poco acculturati ma fra le teste d'uovo della scuola, stampa, politica, finanza, mercato. Come dire che politica e finanza sono disoneste perché la cultura ha disegnato sistemi sociali talmente giganteschi e conflittuali che nemmeno i migliori geni della politica e della finanza, affiancati e supportati da interi eserciti di comitati tecnico scientifici, (CTS) sono riusciti a comporre il "mosaico della globalizzazione" costituito da montagne di tasselli, che al primo tentativo di accostarli, diventano devastanti quanto il fiammifero avvicinato alla benzina.
Forse noi umani siamo vittime di un grande equivoco. Da cittadini "sovrani" ci sentiamo liberi di muoverci senza limiti al pari degli animali, dimenticando che non potremo avere mai la stessa consapevolezza, perché gli animali sono rimasti alunni del Creato, sono dotati dell'istinto per muoversi con intelligenza e misura nell'habitat in cui sono nati.
Noi umani invece siamo organismi culturalmente modificati; sprogrammati e riprogrammati non per "fare bene" una professione, ma "per fare soldi facendola male", partecipando al festival mondiale della distruzione, produzione, consumo e profitto, a spese dell'umanità e del pianeta.
È la cultura non la politica a delimitarci la libertà consapevole e produttiva. Quella illimitata che pretendiamo dalla politica, cambiando e ricambiando rappresentanti politici come fossero le nostre mutande, è libertà omicida o suicida.
Un ingegnere, un avvocato, un commercialista che osasse entrare e muoversi liberamente in una sala operatoria durante un intervento chirurgico, sarebbe inconsapevole e pericoloso almeno quanto un elefante in una cristalleria.
Un professore di italiano che non conoscesse le lingue, spostato in un'altra nazione, fra un popolo che parla un'altra lingua, sarebbe un Illustrissimo analfabeta.
Insomma, è una tragica illusione pensare che sia la "buona" politica a rendere i cittadini illimitatamente liberi, consapevoli, responsabili, produttivi.
A delimitare la libertà degli uomini che non vogliono essere distruttivi, è la qualità della loro "cultura" se degna di questo nome.
Il peggiore tiranno di qualunque Popolo non è politico, economico o finanziario, ma culturale. Ogni individuo può muoversi senza danno per sé e per gli altri, nello spazio circoscritto della sua intelligente specializzazione.
Nemmeno il più genio del mondo ha la percezione totale della nazione In cui vive o peggio dell'intero pianeta. E quindi possiamo dire che qualunque Stato è come una nave piena zeppa di ufficiali ma priva di capitano che abbia il controllo totale del mezzo e degli uomini, e sappia tracciare o modificare una rotta che salvi tutti.
Al capezzale del mondo malato, gli intellettuali maneggioni del potere culturale, accreditano a sé i meriti del poco che sembrerebbe funzionante, e addebitano i guasti che affliggono l'umanità ai loro compagni di scuola prestati alla politica, Industria e finanza.
"Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male".
Franco Luceri
sabato 28 febbraio 2026
I "banchieri" del sapere formano uomini asserviti ai mezzi
Il compianto professor Zichichi non si fidava dei suoi colleghi atei, che cercano di dimostrare che la natura non è stata creata da Dio.
Invece "i sottuttoio" della scienza, burocrazia e politica, fingono di avere responsabilità sistemica, e pretendono compensi pubblici e privati crescenti dall'intera popolazione di contribuenti, barboni compresi. E questa è una tirannia legalizzata da millenni.
sabato 21 febbraio 2026
La democrazia è immunodepressa: rompe chi pensa e paga chi fa
Jean Jacques Rousseau considerava la democrazia perfetta per un popolo di dei, ma inadatta agli uomini non abbastanza istruiti per autogovernarsi.
sabato 7 febbraio 2026
Lezione e lavoro hanno pari dignità e si completano reciprocamente
sabato 31 gennaio 2026
Le catastrofi "culturalpolitiche" insidiano il primato alle naturali, perché?
Se quelli che sanno non provvedono con onestà a garantire funzionalità agli Stati formando una burocrazia capace, lasciano a quelli che possono, fanno e hanno, la piena libertà di aggiustare i sistemi sociali con politiche economiche, finanziarie o peggio belliche totalitarie e genocide.
domenica 25 gennaio 2026
L'istruzione riempie i cervelli, ma solo il lavoro li matura
Ma quando un laureato prestato alla politica o alla giustizia sbaglia per colpa o dolo, scredita la categoria dei politici o dei Giudici ma non sfiora nemmeno alla lontana "il corpo corazzato e blindato dei fornitori di cultura da cui proviene, e che sono l'origine di qualunque problema.
Il mondo dei parodieri è in una botte di ferro, è corazzato e continua a fare danni obbligando la gente ad istruirsi e a parlare invece di aiutarla ad agire, a produrre ricchezza onesta per sé, per la collettività e per le istituzioni democratiche che ne consumano a vagonate: Scuola e Sanità in primis.
Troppe teste pensanti e poche mani produttive. Insomma il problema dell'Occidente è quantomeno sistemico, si spaccia per civile, democratico, evoluto, progredito, produttivo e scientificamente impeccabile.












