sabato 26 luglio 2025

Sotterrate l'ascia di guerra siamo tutti vittime inconsapevoli






Il "progresso" si regge su una foresta di "stampelle giuridiche" che lo tengono in piedi per scommessa tra guerre vere e paci finte; e su due gambe umane malferme: quella dei lavoratori manuali che vivono solo producendo ricchezza; e quella dei "lavoratori" intellettuali che si arricchiscono promettendo di contribuire al lavoro altrui eliminando i problemi con le soluzioni, ma guardandosi bene dal farlo davvero, perché alla lunga l'assenza dei problemi avrebbe sull'economia mondiale un impatto da guerra atomica.


In altre parole, la civiltà moderna si regge sul lavoro vero, pericoloso, massacrante e mal retribuito dei manovali e su quello finto degli intellettuali che lasciano degenerare ogni problema in un gigantesco tumore, dalla cui grandezza deriva il lavoro duro per gli ignoranti e un diluvio crescente di guadagni, per saggi, ricchi e potenti.

I passaggi, dalla civiltà contadina a quella industriale e post industriale, "ammazza problemi" (ora anche con l'aiutino dell'intelligenza artificiale) erano, sono e resteranno finti: un uragano di parole e cambiamenti positivi al contagocce.
I manovali sono impegnati a produrre beni e servizi per soddisfare bisogni primari o secondari, ma gli intellettuali, se mai osassero fare altrettanto, eliminando radicalmente i problemi, crollerebbe il Mondo e si tirerebbe addosso pure l'Universo. La vita degli ignoranti non cambierebbe di una virgola, ma si seccherebbe la sorgente di potere e denaro per le classi dirigenti, che attualmente rende un diluvio di miliardi.

Senza i problemi che da sempre devastano il mondo e l'umanità, sparirebbe l'ignoranza e la litigiosità, la disoccupazione o lo sfruttamento, la rapina tiburtaria, il falso in bilancio o la bancarotta, finirebbero i femminicidi, le separazioni violente, i figli abbandonati, il carovita, le guerre, le invasioni, i genocidi, lo stillicidio quotidiano dei cessate il fuoco finti, le guerre batteriologiche e le pandemie studiate a tavolino, i crolli e le speculazioni in borsa, i potenti che si accapigliano: giudici contro politici e politici contro giudici, i governanti che sono costretti a fare l'esatto opposto di ciò che hanno promesso in campagna elettorale, e l'opposizione che si dimena da matti contestando al governo, ciò che faceva prima di perdere le elezioni, governando, e infatti le ha perse. 

All'appello mancava solo la guerra economica di Trump a colpi di dazi spaccatutto. Ora siamo a pieno carico.
In Italia I comunisti hanno finto di combattere i fascisti per otto decenni, e ora che gli hanno consegnato il governo su un piatto d'argento, si scandalizzano perché la "fascista" Meloni non fa politica comunista come saprebbero fare loro.

Insomma, temo che la civiltà contadina non abbia alternative che non siano suicide per l'Umanità. Il resto è bla bla.
Il mondo si regge sull'ignoranza dei manovali condannati alla fame e al duro lavoro; e su un cocktail di stupidità, ignoranza e furbizia degli intellettuali che promettono di eliminare i problemi, ma poi in corso d'opera si rendono conto che l'assenza dei problemi  porterebbe l'apocalisse economica: perdita di posti di lavoro, di salari, di profitti per le imprese; perdita di tasse per lo stato, stipendi per la burocrazia, debito pubblico e interessi impagabili (come dire default); nonché calo di privilegi e guadagni per intellettuali, professionisti, politici, industriali e banchieri.

Vorrei sbagliarmi, ma temo che nel mondo il lavoro intellettuale sia finto, non tanto per insufficiente sapere scientifico, o sporco interesse dei potenti, ma per l'impossibilità di sostituire i problemi con le soluzioni, senza generare il collasso mondiale del sistema socio economico così come è attualmente concepito.

Il salvataggio dell'umanità è garantito soltanto da l'incancrenimento dei problemi, perché solo quella dolorosa presenza, induce i lavoratori manuali a spaccarsi la schiena per tenere in vita 8 miliardi di umani, soddisfacendo almeno i loro bisogni primari, anziché limitarsi a produrre le briciole sufficienti alle loro necessità individuali e familiari.

E non è tutto. A parte l'impoverimento generale; senza il rompicapo costante dei problemi, il mondo scientifico non avrebbero gli stimoli ambientali per sviluppare intelligenza eliminando errori: senza problemi alle soluzioni non è mai arrivato nessuno.

67 anni fa, nel "Gattopardo", Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrisse il paradosso dei cambiamenti conservativi e perciò finti del mondo della cultura al servizio dei potenti rapaci, con queste inequivocabili e attualissime parole:
"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi".

E in pochi decenni di cambiamenti artificiari e fasulli, la globalizzazione è degenerata a tal punto, che nemmeno il "pacificatoreTrump, riesce ad impedire che le massime potenze mondiali si facciano la guerra, sterminando per fame, malattie e genocidi milioni di innocenti. 
Ora la sua guerra dei dazi farà tacere i cannoni? O stuzzicando l'appetito dei "lupi" aggiungerà cannibalismo a cannibalismo?
Franco Luceri

sabato 19 luglio 2025

Nel cervello umano, la complessità è come un biscotto in bocca allo sdentato






Sarebbe bello se un problema fosse percepito da tutti gli esseri umani allo stesso modo, perché in un attimo si arriverebbe alla soluzione condivisa all'unanimità, ma non è mai successo nella storia dell'uomo. 

E non basta occupare un posto di potere per avere una percezione scientificamente perfetta e unica per tutti i potenti, destri e sinistri, conservatori e progressisti, liberali e comunisti. Una volta la politica era fatta di mediazione, ora è fatta di guerra mediatica, militare ed economica vedi i dati di Trump.
Un malato che entra in uno studio medico, percepisce la sua malattia come problema e come costo, mentre, quella stessa malattia, per il medico è problema da risolvere, ma soprattutto ricavo. E lo è altrettanto per il farmacista e per l'industria farmaceutica.
Avere i piedi doloranti per le scarpe sfondate è un problema per chi le calza, ma il commerciante che lo vede entrare nel negozio, non percepisce lo stesso dolore, anzi lo saluta sorridente e contento della visita portatrice di profitto.
Se uno ha subito un incidente con la sua auto nuova è desolato, ma quando arriva dal carrozziere per un preventivo di spesa quello gli sorride felice perché per lui quello non è un problema ma una soluzione, un contributo per le tasse che deve pagare domani.
In sala operatoria il malato è terrorizzato, mentre il chirurgo è concentrato sul lavoro che deve svolgere nel miglior modo possibile.
A questo mondo, chi paga e chi è legalmente responsabile, percepisce la realtà in maniera opposta a chi incassa ed è esente da responsabilità, c'è solo da rassegnarsi.
Una casa pericolante affligge più il proprietario e meno il progettista o l'impresa, che se incaricata del restauro corre al bar per brindare all'affare fatto.
Un avvocato che cerca di mediare fra due litiganti per evitare una causa non è così arrabbiato come loro. È rilassato e concentrato, perché sta per incassare una parcella.
Un imprenditore che va dal fiscalista per sapere quante tasse deve pagare, non è certo nello stato d'animo del professionista che in quella occasione deve solo allungare la mano.
Pensare di ricevere aiuto per la soluzione di un problema personale vissuto con grande disagio, da soggetti che quel problema non lo hanno, o peggio, per loro significa profitto, è una tragica illusione.
È fortemente semplificativo e miope scandalizzarsi perché gli umani non pensano tutti uguali, posto che non esistono due su 8 miliardi che pensino allo stesso modo.
Tradizione, cultura, interesse, egoismo, cattiveria o al contrario affetto, umanità, altruismo, per lo stesso problema, influenzano in modo diverso o diametralmente opposto il cervello di ogni singolo essere umano.
Perciò, governare la complessità è lavoro da Padreterno, che agli intellettuali, ai politici e ai potenti tronfi di tutte le razze, riesce sempre e solo da cani.

Nell'Occidente, baciato dal "progresso idiota e devastante", c'è un flusso a doppio senso di marcia di umani a caccia di un decente diritto alla vita, diventato desiderabile come un terno al Lotto: braccia che arrivano e cervelli che scappano; segno evidente che, rubando per 8 decenni contadini alla terra per farne professori, gli artefici del progresso a marcia indietro, hanno indotto squilibrio nei sistemi socio-economici invece di conservare l'equilibrio pluri millenario fatto di molti lavoratori, molti artigiani e pochi intellettuali. 
Ora siamo messi alla rovescia e corriamo a raccogliere immigrati in mare o li accogliamo quando arrivano, ma ancora "non riusciamo a fermare l'emorragia delle braccia rubate alla terra e dei Cervelli in fuga" che in Italia non trovano una sistemazione decente, perché nemmeno degli immigrati (con salari di fame) sappiamo fare buon uso per i mille lavori manuali carenti di manodopera.
Questa è la qualità dei poteri e dei potenti e rispecchia fedelmente la qualità varia e conflittuale dei popoli.
Cercare qualcosa di più o di meglio è "geniale" come cercare la luna nel pozzo.
Franco Luceri

sabato 12 luglio 2025

Il mondo è devastato dalle contrapposizioni spacciate per cooperazioni salvifiche







Tutti i popoli del mondo sono impegnati da millenni su due fronti: combattono il crimine con la repressione e tentano di curare l'ignoranza con l'istruzione, per renderla governabile.
Ma non si hanno notizie di guarigioni, sia pure per sbaglio, se non sul fronte del crimine, almeno su quello dell'istruzione, che promette di spazzare via l'ignoranza, ma sporca invece di pulire.
Crimine e ignoranza sono inestirpabili; perché sbagliando si ritiene che il problema maggiore e più urgente da curare sia il crimine, e minore l'ignoranza. Invece è l'esatto contrario.
Il crimine è il sintomo dell'ignoranza cronica, infettiva, incurabile. 
E non è colpa degli umani se il sapere progredisce alla velocità di un bradipo con le quattro gambe amputate. Di Albert Einstein provvisti di senso critico per combattere l'ignoranza, ne nascono tanto pochi che la cultura retrocede invece di avanzare.
Pensate a quanta umanità e compatibilità hanno indotto in Italia, nel rapporto uomo donna, otto decenni di istruzione obbligatoria e di libera informazione.

Ieri su internet mi sono imbattuto in questa frase che la dice lunga sulla disponibilità delle ultime generazioni super alfabetizzate, ad accettare un normale rapporto di coppia "uomo donna", sposarsi e diventare genitori.

“Mi faccio dei regali, mi porto in vacanza, mi porto in una spa, mi fidanzo con me stessa.
Poi ogni tanto mi tradisco con qualcuno, ma mi perdono e non mi faccio causa.”

Se nei rapporti umani tra laureati ci scandalizza la stupidità, nei rapporti uomo donna quella stupidità raddoppia, posto che il cervello maschile e femminile ragionano entrambi in maniera divergente.

Forse dovremmo indietreggiare fino al momento della Creazione, per tentare di capire se è Dio che ci ha fatti così complicati, oppure stiamo leggendo il mondo per come ci piacerebbe che fosse e non per come è. 
E consideriamo questo nostro errore grossolano come infallibile scienza.

Quasi da procacciatore d'affari, dotando tutti gli esseri viventi di tre bisogni primari: fame, sete e sonno, Dio ha garantito gratis a tutti i contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani del mondo, clientela e guadagni, senza doversi dissanguare in pubblicità.
Chi si rifiuta di essere loro cliente come consumatori di cibo, vuol dire che ha scelto di passare a miglior vita.

Mentre la politica, legalizzando mille professioni, è come se avesse detto ai medici, avvocati, ingegneri, commercialisti, fiscalisti, giornalisti e chi più ne ha più ne metta, arrangiatevi: procuratevi la clientela se volete mettere a profitto i vostri neuroni.
Infatti, a differenza dei professionisti pubblici (più propriamente definiti burocrati) i professionisti privati la clientela devono inventarla e custodirla gelosamente, risolvendo i problemi, ma senza estirpare la pianta, perché per il professionista (diversamente dal burocrate tutelato e garantito) la perdita della clientela significa perdita di lavoro e di guadagno: significa fame mille volte peggiore a quella di un manovale licenziato. Uno studio professionale ha costi di avviamento ed esercizio allucinanti, senza contare costi e sacrifici fino a venticinque anni per prendere la laurea e magari aggiungere pure qualche specializzazione.
Se lo Stato ti indirizza verso un'attività lavorativa, ti sequestra mediamente fino a 25 anni, ti ripulisce per insegnartela a pagamento, poi avrebbe l'obbligo di garantirti clienti e guadagno, come Dio li ha sempre garantiti e continua a garantirli ai lavoratori che usano insieme muscoli e cervello, che non perdono un solo cliente fra gli umani che ci tengono a restare in vita mangiando, bevendo e dormendo in un alloggio.
Quindi il mondo andrebbe meglio non solo se lo stato insegnasse bene le professioni di medico, ingegnere, avvocato e consulente, ma se istruisse anche i clienti dei professionisti privati a fare bene i clienti. Così come obbliga i clienti dei professionisti pubblici, (i cosiddetti burocrati) a fare bene gli utenti, se ci tengono ad usufruire dei servizi pubblici dopo averli pagati profumatamente a colpi di tributi.

E questo non è mica l'unico papocchio giuridico della politica democratica di nome e tirannica di fatto, che privilegiando i professionisti pubblici rispetto ai privati, ha finito per rendere irresponsabili i primi e troppo costosi e qualche volta anche disonesti i secondi per istinto di conservazione, per legittima difesa.

Un sistema Democratico che libera i cittadini ma li discrimina fino ad obbligarli a violare la legge se vogliono rimanere in vita economicamente, sarà pure un sistema legale, ma è da ospedale psichiatrico, perché contrappone gli interessi di classi sociali che dovrebbero avere finalità coincidenti, per poter cooperare con intelligenza e umanità, nella soddisfazione dei bisogni primari e secondari dell'intera collettività.

Invece in Italia il soddisfacimento dei bisogni è un incubo per tutti. Al burocrate servirebbero cittadini in ottima salute, produttivi e contributivi, ma li massacra di disservizi. 
Al professionista invece servono cittadini malati, disoccupati, sfruttati, abusati, improduttivi o pieni di debiti, bisognosi di servizi professionali sia pure al limite del Codice Penale, ma che ti salvino almeno il salvabile.

Poi ci sono i Banchieri che devono investire i soldi dei risparmiatori e hanno necessità di imprese in pre fallimento e quindi bisognose di credito sia pure a tasso usurario.
Mentre, contrapposte agli imprenditori, le istituzioni hanno interesse che i padroni contribuenti producano montagne di PIL e paghino montagne di tasse. Perché gli stati con crescita economica allo "0 virgola" sono a rischio default.

Il sindacato altrettanto. Non ha interesse che i lavoratori siano tutti occupati e ben pagati, perché nessuno si iscriverebbe ad un sindacato.

Questo groviglio di professioni con interessi contrapposti e reciprocamente conflittuali, tra classi sociali istruite e ignoranti, private e pubbliche, ricche e povere, potenti e impotenti è la causa di tutte le rogne che affliggono da secoli l'umanità e in particolar modo le ultime generazioni super istruite.

Per necessità o per ingordigia, ognuno cura al meglio l'orticello degli interessi personali o corporativi; e mentre tutto sembra scientificamente e legalmente incontestabile, i sistemi sociali marciscono a tal punto, che sta diventando un'impresa salvare almeno la decenza nel rapporto uomo donna, che sempre più spesso finisce barbaramente. Così come barbaramente è finito il rapporto scienza natura.
E tanto basta per testimoniare che il miglior frutto della cultura, il progresso, in tutte le sue sfaccettature ingorde, feroci, disumanizzanti ed ecoassassine, è regresso a norma di legge.
Franco Luceri

sabato 5 luglio 2025

Dalle leggi ad personam, agli Inganni ad personam






È falso definire "progresso" l'attuale creatività dei popoli, posto che il grosso della ricchezza è prodotta dagli ignoranti e fagocitata dagli istruiti: professionisti, politici, manager e banchieri.

Un banchiere che stampa moneta, un politico che legifera, un intellettuale che pensa, un professionista che progetta, promettono tutti giustizia sociale, ma generano regolarmente povertà per gli altri e ricchezza per sé.
Un lavoro intellettuale, diventa davvero progresso reale, solo grazie ai muscoli e al cervello di chi realizza quel lavoro concretamente, con appalti ultimati e collaudati, salari, profitti e tasse, che tradotte in servizi pubblici soddisfano con giustizia sociale i bisogni primari e secondari dei singoli cittadini e dell'intero Popolo.

Ma se questi bisogni primari: fame, sete, salute, sicurezza, sapere, soldi, casa, famiglia e solidarietà, restano largamente insoddisfatti per una fascia crescente di poveri (e in Italia si piange persino per l'impoverimento della classe media) due sono le ipotesi possibili: o è sbagliata la cultura o è disonesto chi l'ha partorita: intellettuali, professionisti, burocrati e manager che usano il sapere per incancrenire i problemi e lucrare guadagni indebiti e crescenti per tutta la vita. Salvo poi scandalizzarsi perché i figli della cultura: politici e banchieri, a cui loro hanno formato il cervello, non sono abbastanza docili e sfruttabili come li vorrebbero.
Se uno scienziato trovasse il modo di spegnere nel genere umano anche uno soltanto di questi bisogni primari o secondari, il mondo della cultura finirebbe in bancarotta: perché non si possono togliere i malati ai medici, i litigiosi agli avvocati, le case pericolanti agli ingegneri, i contribuenti ai commercialisti. Sarebbe come licenziare e lasciare senza salario un lavoratore manuale.

Ecco perché i popoli Democratici (Italia in primis) "avanzano a passo di gambero", a ritroso, da una catastrofe a un'altra peggiore. Perché l'istruzione rende i singoli soggetti sempre più autonomi ma il mondo delle professioni ha bisogno di conservarli dipendenti per non crollare come un castello di sabbia costruito sulla sabbia.

Guardate che fine ingloriosa ha fatto nelle "civilissime" democrazie occidentali l'ultimo mezzo secolo di ricca e pacifica globalizzazione economica.

Forse l'istruzione andava usata da terapia mirata solo per maturare i cervelli predisposti ad apprendere e a produrre in funzione del "BENE COMUNE".
E non per rendere pandemica la stupidità e rapacità l'individuale, (già dilaganti al naturale) insaccando di sapere umanistico o scientifico le zucche vuoteperché nelle istituzioni e nelle professioni possano legalizzarsi persino il diritto di rubare e uccidere

Per millenni, i professori non hanno mai avuto difficoltà a distinguere l'ignorante dallo stupido; perché l'ignorante intelligente sapendo di non sapere, ha fame di apprendimento; e anche in punto di morte cerca il dialogo col professore per tentare di capire.
Mentre lo stupido è già docente al momento del parto e finge di dialogare, solo per demolire l'opinione altrui e imporre le proprie corbellerie da verità evangelica.
Io ho provato ad immaginare che montagna di ricchezza avrebbe potuto guadagnare Gesù se avesse voluto trarre guadagni individuali dalla sua "Scienza Divina". 
E credo che nascendo figlio di falegname e non di professionista o scienziato, abbia voluto insegnarci che traendo guadagni individuali dal lavoro intellettivo, si finisce per rendere dipendenti dal sapere altrui tutti gli umani; avendo elevato l'ignoranza dei singoli e dei popoli a fonte unica di sfruttamento per le teste d'uovo della cultura.

Oltre al giudice che è tenuto ad operare con imparzialità, anche il politico non può fare uso personale del suo sapere. Può solo "emanare leggi erga omnes", perché se osa infilarci una "legge ad personam" a vantaggio di un singolo soggetto e a danno di tutti, finisce sbranato vivo.
Invece il professionista disonesto può abusare dell'ignorante persino derubandolo o uccidendolo, e l'ignorante non saprà mai di essere stato truffato.
Quindi i guasti dell'umanità crediamo che siano tutti imputabili ai banchieri strozzini e ai politici corrotti o guerrafondai; invece i guasti di chi usa il sapere "Pro Domo sua", sono trilioni di volte più numerosi e devastanti, perché possono anche arrecarti un danno a pagamento, e nessun ignorante è in grado di contestarlo. Oppure, aggirano le limitazioni legislative per arricchire a danno della collettività: "fatta la legge trovato l'inganno"

In aggiunta agli "strozzini" vecchi quanto l'uomo  e giustamente contestati; ora l'abbondanza di impoverimento la dobbiamo "AGLI STROZZINI DEL SAPERE", che stanno rischiando di estinguere l'umanità, perché possono prendere fingendo di dare, possono ammalati fingendo di salvarti.
Insomma, "le leggi ad personam", non sono il peggio che possa capitare all'umanità, perché sono assoggettate a mille sbarramenti legali, mille contrappesi democratici. Ora incalcolabili e ingovernabili ci sono gli "Inganni ad personam", con i quali si aggira la legge a danno della collettività e a vantaggio di un singolo soggetto, di una comunità, di una corporazione, di una consorteria, o di chi è disposto a pagare profumatamente un servizio professionale al limite della legalità, che persino la magistratura fatica a contestarlo.
Insomma, le democrazie, al pari di dittature, stanno morendo di "inganni ad personam", pur avendo sbarrato la strada alle leggi ad personam.

E ora, avendo reso tutto dipendente dalla cultura filosofica, scientifica e tecnologica, è inutile scandalizzarsi. Qualunque politica è figlia di quella cultura, e di conseguenza i sistemi democratici sono diventati inossidabili dittature culturali che non si lasciano correggere o fermare nemmeno da quella minoranza di intellettuali, professionisti, burocrati, politici e giudici capaci e coraggiosi che si spendono in silenzio per tentare di ripulire e umanizzare i sistemi democratici, ma al meglio si rovinano la vita.

Franco Luceri