sabato 27 dicembre 2025

In occidente la "capoccia" umana è un ottimo separatore di orecchie






"Sostituire la carenza di cultura, di formazione, di crescita, di emancipazione ... con la minaccia delle manette ... può essere utile in alcuni casi, incancreniti e cronici, ma non risolve il problema, anzi lo accentua, a meno che non torni ad essere valorizzata la “capoccia umana”, che, forse stupirà qualcuno, ma non serve soltanto a separare le orecchie."

Prof. Enrico Michetti


Non credo che gli addetti ai lavori possano stupirsi più di tanto dell'opinione del prof Michetti. 
La "testa" degli occidentali è formata apposta da vuoto separatore di orecchie, per evitare che in democrazia i popoli liberi prendano il brutto vizio di pensare; fino a mettere in discussione i privilegi e gli abusi delle classi dirigenti: cominciando dal mondo falsificatore della cultura, e passando a quello corrotto della politica, avvelenatore del mercato, e vorace della Finanza.

Io ho cercato di capire perché il mondo della cultura a partire dalla filosofia potrebbe avere interesse a svuotare dell'intelligenza istintiva i cervelli, anziché riempirli di vera conoscenza. Essendo all'origine del pensiero umanistico e scientifico, la filosofia ha la responsabilità del funzionamento o  fallimento dei sistemi sociali, e di conseguenza tende a costruirsi un alibi di ferro preventivo per i danni che rischia di generare ai popoli.
Nata dopo la religione, nel sesto secolo avanti Cristo, la filosofia ha messo in discussione persino l'esistenza dei pianeti e del sole, ma ha accettato come verità  incontestabile, che per il furto di una mela i coniugi Adamo siano stati scacciati dal paradiso e condannati con i loro eredi e successori per milioni di generazioni e fino all'estinzione dell'umanità, a vivere di stenti: duro lavoro e sofferenze di ogni tipo.
Questa falsa verità e l'alibi di ferro dei cervelloni della cultura umanistica e scientifica che possono accreditarsi i meriti delle cose che funzionano e scaricare sul Padreterno la colpa delle disfunzioni, perché l'intelligenza umana non può cancellare la condanna Divina alla fatica e al dolore.

Ma 25 secoli sono un tempo sufficiente perché l'umanità prenda coscienza e si liberi da questa menzogna filosofica, mutuata dolosamente dalla religione con funzione di alibi incontestabile.

Non ci sono altri colpevoli al mondo più della cultura, che da qualche secolo forma e utilizza i cervelli da "separatori d'orecchie". Meriti e colpe nascono e si sviluppano in conseguenza della qualità del sapere umano.
Ed è una colossale bugia che per il furto di una mela peraltro indotto dal serpente di cui era personalmente responsabile il Padreterno, i coniugi Adamo siano stati condannati insieme a centinaia di miliardi di umani e fino all'estinzione dell'umanità, a forme di sofferenza e privazioni inimmaginabili.
Questo è un "alibi di ferro", per tutti gli acefali del mondo della cultura, della politica, del mercato e della Finanza, che andrebbe smascherato prima che sia tardi.

Per fortuna non tutto il mondo scientifico accetta per vera la panzana della condanna Divina alla fatica, al dolore e alla povertà di cui non sembra esserci rimedio razionale.

Invece la pedagogia nipponica dovrebbe fare da caposcuola su tutto il pianeta. In un mondo dove si producono e consumano trilioni a vagonate, per formare "umanoidi bestiali, Ingordi, assassini", in Giappone formano uomini impiegando gli scolari nella pulizia delle scuole, cosa che noi occidentali consideriamo criminale schiavismo, allenamento alla accettazione della schiavitù, invece è scienza vera: è insieme filosofia, sociologia, psicologia e pedagogia geniale, perché gli esseri umani nascono schiavi di quattro bisogni ineludibili aria, acqua, cibo e sonno, ma nascono anche con una naturale tendenza al gioco e non al lavoro, all'appropriazione indebita anziché al guadagno onesto.
E se non vengono abituati a produrre il minimo vitale per vivere, lavorando oltre che pensando, mettono se stessi e gli stati in un mare di guai, posto che a livello planetario non esiste politica capace di perequare le risorse in modo da provvedere alla giustizia sociale in maniera accettabile, senza che milioni di persone abbiano a soffrire o morire per i beni e servizi eternamente insufficienti in ogni angolo del pianeta.

Insomma le falsificazioni della cultura occidentale, partono dalla pedagogia, che salvo rare e illustrissime eccezioni, lascia gli individui e quindi i popoli, stupidi e irresponsabili, allenandoli a produrre pensiero e a vivere con le mani in tasca a spese di chi butta il sangue lavorando duramente per sopravvivere.

Provate a riflettere; I filosofi progettano ideologie, formano classi dirigenti e produttive sempre più incapaci e disoneste, ma sono esenti da colpe, non pagano nemmeno una multa per divieto di sosta se sterminano interi sistemi sociali come il comunismo e come il liberismo che funziona soltanto tenendo l'intera comunità mondiale in guerra continuata e con minaccia atomica crescente.

In questo capolavoro cultural politico, ci sono responsabili di tutti i tipi, ma i progettisti della cultura non pagano nemmeno una lira. Finiscono processate e condannate le forze dell'ordine, i politici, i giudici, gli industriali e i banchieri, ma nessuno muove un'obiezione ai "sotuttoio della cultura", perché lasciano ignoranti persino quelle definite pomposamente  classi dirigenti, con conseguenze apocalittiche per l'intera comunità mondiale.
Franco Luceri

sabato 20 dicembre 2025

L'Italia si è "evoluta" da Paese molto ignorante in Paese morto istruito






Giovanni Giolitti era convinto che gli italiani si potessero governare solo da istruiti, altrimenti governarli non era difficile era "inutile". E si sarà rivoltato nella tomba leggendo con che parole Piero Angela ha certificato l'evoluzione  culturale e morale italiana:

"Il problema dell'Italia è un problema morale. Ogni giorno leggiamo di casi di corruzione. Non sono solo politici, palazzinari, delinquenti, sono anche avvocati, giudici, uomini della Guardia di Finanza, dipendenti pubblici che truffano lo Stato per cui lavorano.
Non ci sono punizioni per chi sbaglia. E non ci sono premi per chi merita.
Un paese così non può funzionare.
È un paese morto".


Otto decenni di istruzione obbligatoria e di politica pseudo democratica sono bastati per convertire l'Italia da paese molto contadino in paese morto professore. 
E prima che sia tardi, qualche spunto di riflessione, almeno dalle parole di Piero Angela dovremmo cercare di coglierlo, per capire quando il "cibo istruzione" passa da vitale a mortale per i neuroni.

Ma guai a pensare che sia la cultura a rendere ladri e approfittatori gli istruiti. La stessa cultura che ha reso geni i nonni e bisnonni ora sta rendendo stupidi i figli e i nipoti. E solo rendendo stupido un popolo si può istigarlo a rubare o delinquere. 
Un soggetto intelligente lo lasci in una banca con le chiavi della cassaforte e non gli viene nemmeno la curiosità di aprirla.
Quindi c'è solo da capire perché la stessa cultura che in una generazione forma geni, nella successiva sforna idioti: quale modello di habitat scoraggia e quale istiga alla disonestà, professionisti, politici e banchieri?

Nel cervello umano i neuroni si sviluppano meglio se alimentati da soluzioni scientifiche incontestabili grazie a l'istruzione, come credono i più; o se impegnati a proprio rischio e spesa a risolvere concretamente e onestamente problemi di vita o di morte, come fa qualunque lavoratore?

Chi ha il cervello insaccato come una scatoletta di tonno di soluzioni garantite, finisce per convincersi di essere al top della conoscenza; e fidandosi ciecamente del sapere teorico immagazzinato, incomincia a perdere senso critico, curiosità e creatività e quindi si impoverisce di quella intelligenza istintiva che la natura dona a tutti gli esseri viventi.

Se accetti che due più due fa quattro, sempre e ovunque, perdi la curiosità di controllare se le ultime mutazioni sociali, ambientali ed economiche hanno alterato la realtà oggettiva tanto da rendere urgente e vitale un aggiustamento di rotta alle tue miracolose soluzioni.
Quando i dubbi si trasformano in certezze; i neuroni, sapendosi arrivati al massimo traguardo della conoscenza, si assopiscono come dopo una sbornia.
Insomma, i problemi affrontati personalmente e concretamente a proprio rischio e spesa, senza avere in tasca soluzioni miracolose, sono il cibo quotidiano che nutre e conserva sveglio e "FINO" il cervello ai contadini ignoranti e a tutte le persone di buon senso; viceversa le soluzioni sempre pronte e calate dall'alto a costo zero addormentano anche i prof. geni. 

E una volta spento il campanello d'allarme del senso critico, della curiosità e creatività, gli istruiti ricominciano a creare problemi invece di risolverli. E grazie alla scia di errori e guasti che si lasciano dietro, alla lunga, se non loro, i loro figli e nipoti, finiscono per tornare con i piedi per terra, quanto basta per capire che non saranno mai i popoli ignoranti ad adattarsi all'uomo di scienza, ma deve essere l'intellettuale ad adattare il proprio sapere teorico alle continue mutazioni sociali economiche e ambientali.

Nell'ultimo secolo l'umanità è passata in massa dall'ignorare molto al sapere tutto; dal dubbio alla certezza che la cultura è un definitivo salto avanti nell'intelligenza, ma lo sta facendo indietro, perché intelligenti veri si diventa maneggiando problemi, commettendo errori e correggendo sempre a proprio rischio e spesa, fino a garantire vere soluzioni oneste.
Mentre l'istruzione e l'informazione ti protegge da qualunque errore insaccandoti il cervello di soluzioni teoriche, incontestabili. 
E questo basta a spedirti in letargo i neuroni che si conservano svegli e in buona salute solo grazie alla presenza di problemi e alla curiosità di capire se si è in grado di risolverli  con soluzioni oneste ed efficaci.
Ma "se non ci sono punizioni per chi sbaglia né premi per chi merita", basta questo ad uccidere popolo e Stato.

In Italia sul ring della competizione economica finiscono tutte le categorie sociali dalla più istruita alla più ignorante e questo basta ad istigare al crimine qualunque cittadino in difficoltà nel disperato tentativo di salvarsi.
Professionisti, politici e banchieri dovrebbero essere esclusi dalla competizione e costretti a rimanere terzi come i giudici, perché provvisti di tre "armi atomiche": scienza, leggi e denaro, sufficienti a sterminare interi popoli o devastare il pianeta.

Perciò rassegniamoci, c'è una sola soluzione alla catastrofe del liberismo e non si chiama comunismo. 
Basta escludere dalla competizione i soggetti armati: i professionisti armati di scienza, i politici di leggi e i banchieri di denaro.
Chi deve competere nel mondo sono gli imprenditori e con l'obbligo di tenere occupati tutti i soggetti adulti in grado di produrre ricchezza per sé e per chi non è autosufficiente.
E a disegnare giuridicamente un sistema sociale funzionante di questo tipo dovrebbero pensarci professionisti politici e banchieri a loro rischio e spesa. Perché lasciali liberi di speculare sui bisogni e sulle disgrazie dei popoli è come isticali ad arricchire sfruttando e asservendo popoli, stati e pianeta.

Franco Luceri

sabato 13 dicembre 2025

L'umanità è una incolpevole vittima di Tiranno o Premier comunista o fascista?






In democrazia la politica riesce a convertire le promesse elettorali in "buon governo", solo se, dove e quando la scuola ha fatto dei singoli cittadini, un "popolo produttivo, contributivo, solidale e solvibile", tanto da indurre i "filantropi" del mondo finanziario a concedere credito onesto.
Quindi il mondo politico è un collettore di buon governo economico finanziario, se e dove la cultura ha saputo coordinarlo e finalizzarlo alla produzione e perequazione di ricchezza onesta. Altrimenti è una accozzaglia di soggetti litigiosi, che producono sfascio, ma si autocertificano innocenti, accusando il Premier di tiranneggiare da comunista o fascista.

La conditio sine qua non, perché dalla politica si possa distillare "buon governo", è generata dal mondo della cultura, se ha saputo formare e informare cittadini capaci di essere autonomamente produttivi e onestamente contributivi.
Ma se i cittadini non sono abbastanza preparati per produrre ricchezza per sé e solidarietà per chi non è abile al lavoro: neonati, vecchi, invalidi, malati e poveri; alla bancarotta socio politico economico ambientale non vi è alternativa.
In un vero stato di diritto, non dovrebbero esistere categorie ricchissime e categorie poverissime.
Perché se ad una famiglia con figli adulti, lo Stato non è in grado di assicurare continuità produttiva, vuol dire: o che la scuola non li ha formati correttamente, o che il mondo economico finanziario si sta dedicando con generosità al doppio cannibalismo: inflazionistico e usurario.
E a quel punto, vuol dire che la politica è praticamente sequestrata da professori che non formano cittadini democratici, da professionisti incapaci o disonesti, da burocrati che non convertono più le tasse in servizi, da giornalisti che disinformano e da banchieri che fanno credito onesto non oltre la Lira, istigando alla disonestà l'intero mondo imprenditoriale.
La causa è imputabile alla cultura che non forma "cittadini patentati", capaci di "guidare" produttivamente i mezzi materiali o immateriali disponibili; e al mondo economico e finanziario che si dimostrano altrettanto incapaci di adattare i mezzi alla intelligenza e solvibilità dei popoli, in modo da riempire i portafogli di banconote invece di gonfiarli di cambiali.

Perché se in un popolo i rapporti interpersonali non sono costruttivi e solidali, al buon governo il premier non arriva nemmeno con un miracolo personale del Padre Eterno.
Insomma, per non farla lunga; non è difficile capire su quale fronte si muore e su quale si campa. Se vedete in guerra gli ultimi, gli ignoranti, i poveri e i malati, vuol dire che i "sotuttoio" hanno firmato l'armistizio per spartirsi la torta. E delle rogne dell'umanità povera ignorante e malata non sanno che farsene.
L'intero sistema sociale "avanza in retromarcia" a colpi di mistificazioni, falsificazioni, semplificazioni e sottovalutazioni demenziali, come addebitare in blocco i casi di malgoverno al Premier, e accreditare all'opposizione sempre onesta, coraggiosa, patriottica i rari casi di buon governo, come se avesse salvato l'intera umanità approfittando di una distrazione del premier tiranno comunista o fascista.
Almeno da quattro decenni, questa è in assoluto la migliore logica culturale e politica italiana: se non li avessero chiusi, negli ex manicomi sicuramente avremmo potuto trovare di meglio.
Franco Luceri

lunedì 8 dicembre 2025

Il mercato ha sequestrato la politica?





Nel sistema globale capitalista in cui viviamo, l'individuo è un granello di polvere. È un numero senza significato. L'indifferenza e l'iniquità hanno sepolto sotto le macerie il valore dell'uomo.
I maneggioni del mercato e della finanza contano singolarmente nella misura e fino a quando sono funzionali al sistema.
Contano solo in quanto tasselli necessari a tenere insieme, senza ruggine o cedimenti, il mosaico economico finanziario mondiale.
Tanto potente che si è posto al di fuori e al di sopra delle leggi nazionali e internazionali, e di tutte le magistrature del mondo.
E sono così numerosi e robusti i tentacoli, che ha licenza illimitata di uccidere: con la disinformazione, l'inflazione, la rapina tributaria, lo strozzinaggio finanziario e la guerra a 360 gradi.
Perciò dobbiamo farci bastare lo spettacolo, perché alla giustizia stanno ancora lavorando alacremente pancia a terra. Politici e giudici sono ormai ostaggio della globalizzazione mondiale economico finanziaria. E la stampa va a rimorchio del sistema economico con funzione di reggi coda e raccogli briciole. Salvo rarissime e illustrissime eccezioni.
Nel liberismo globale anche qualche vecchio leone che incomincia a perdere pelo finisce spedito al mattatoio, quando non ha più la forza di contribuire utilmente al sistema da destra, sinistra, avanti, dietro, sopra e sotto.
Il potere economico mondiale getta la sua ombra ovunque si produca ricchezza. È il fine giustifica i mezzi.
Franco Luceri


sabato 6 dicembre 2025

Dio ci ha lasciato libera scelta: vivere da umani nella natura, o da bestie nella .....






Creandoci dipendenti dal cibo, Dio ha condannato gli umani a lavorare, formare famiglie e vivere da Popoli solidali; con gli adulti obbligati a produrre ricchezza per sé e per chi non potendo lavorare morirebbe di fame.

Chi ha definito "liberi" gli esseri umani, sottoposti alla Divina incombenza del comprare cibo per vivere, anche da neonati, paralitici o moribondi, era sicuramente scappato dal manicomio.

L'umanità intera è stata assoggettata a quattro bisogni primari ineludibili: aria, acqua, cibo e sonno, apposta per costringere chi può ad aiutare chi non può: bambini, vecchi, malati e poveri.

Ma il mondo presuntuoso della cultura liberale e dello Stato di diritto, ha pensato di saper "liberare l'uomo", (creato dipendente dalla natura), assoggettandolo all'istruzione, all'informazione, alla politica, all'economia e alla Finanza mondiale cannibale.
Come dire, ha liberato l'umanità da un problema risolto divinamente da Dio e dalla natura, per decine di millenni; con una soluzione che da secoli lo incancrenisce rendendo egoista l'umanità, e uccidendo invece di salvare. 
Ha sostituito il dovere originario e stramillenario del lavorare per mangiare e vivere, col diritto di scegliere se vivere della propria produttività o di quella altrui da parassita o criminale.
Dipendendo dalla natura, l'uomo lavorava e raccoglieva i frutti per sé e per i parenti e conoscenti bisognosi che poteva aiutare. 
Invece ora, dipendendo dal mercato, non è più libero di lavorare e non è più certo di guadagnare il denaro necessario per vivere onestamente.
Il diritto al lavoro e al guadagno per una vita dignitosa, non lo decide più il singolo individuo, ma i potenti rapaci che governano il sistema economico finanziario globalizzato: intellettuali, politici, industriali e banchieri specializzati in cannibalismo, che accumulando potere si sono posti al di sopra di qualunque legge e magistratura.

Un piccolo esempio della gigantesca barbarie spacciata per civiltà, progresso e legalità, ma prodotta grazie allo strozzinaggio economico e finanziario, chiamato elegantemente "inflazione".
Prima che nascessi io nel 1941, negli anni 30 mio zio aveva comprato una casa con 7.000 lire, e da contadino manteneva la famiglia con quattro figli. Oggi quella stessa somma tradotta in euro non basta per un chilogrammo di pane. Un secolo fa, nessun futurologo avrebbe saputo immaginare una simile e crescente involuzione barbarico finanziaria.
Oggi, la vera causa del proliferare di furti, omicidi e femminicidi, corruzioni, devastazioni, avvelenamenti e guerre locali e mondiali si chiama con un solo nome "inflazione" o carovita: economia di guerra.

Peccato che un secolo di istruzione e informazione mondiale non è bastato, anzi è servito a peggiorare il mondo.
A tutt'oggi, la solidarietà, la sicurezza o la giustizia sono ancora latitanti per chiunque: dal barbone al Presidente della prima potenza mondiale, (vedi quanti attentati ha subito o schivato Trump, e quanti politici, giudici e giornalisti sono stati e sono ammazzati ogni anno nel mondo) ma è a rischio anche chiunque si ponga in opposizione al sistema, per difendere il proprio diritto all'onestà e persino alla vita.

Se in questo porcaio cultural finanziario voi ci vedete qualcosa di intelligente, umano e solidale, complimenti, io no.
Franco Luceri