In Italia il mondo della cultura induce l'intera classe politica (destra, sinistra e centro) a sentirsi sempre e comunque vincente: quando al governo fa buona politica e quando all'opposizione sabata la politica del governo definendola antidemocratica, comunista, fascista, nazista, mafiosa o incostituzionale.
Sabotare dall'opposizione la buona politica per rubare consenso è come prestare agli avversari una somma a rischio zero, sapendo bene che ti ripagheranno generosamente con la stessa moneta quando sarai tu a cavare le patate dal fuoco nel potere esecutivo.
I fascisti che hanno ricevuto in regalo dai comunisti la bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, non tarderanno a ripagarli con la stessa moneta quando toccherà ai sinistri occupare la poltrona bollente di Palazzo Chigi.
Nel mondo ci sono regimi di tutte le razze. Ma le democrazie sono degenerate in pluri-teocrazie, perché stanno schiavizzando tutti i popoli ex democratici del mondo che continuano a sentirsi sovrani, ma tali non lo sono più nemmeno gli stessi governanti.
Nelle pluri-teocrazie come l'Italia, ci sono due o più schieramenti contrapposti armati culturalmente, politicamente, giudiziariamente e finanziariamente per conservare o guadagnare potere facendosi la guerra, "accoppando" gli avversari politici come fossero nemici giurati.
Chi è all'opposizione lavora per impedire che i partiti che governano possano fare buona politica e mettano radici nel potere esecutivo.
Insomma, in Italia si va a Palazzo Chigi per perdere consenso, perché vince regolarmente chi all'opposizione impedisce a colpi di falsificazioni e truffe demagogiche, qualunque soluzione intelligente, come hanno fatto in Italia i comunisti e compagni bocciando il referendum per la separazione delle carriere dei magistrati.
Nella ex democrazia italiana, ora degenerata in pluri-teocrazia, i cittadini sovrani vengono convertiti a colpi di lavaggi del cervello in fedelissimi credenti seguaci di un partito ritenuto affidabile quanto e più di una religione.
Infatti il 60% dei giovani italiani diplomati o laureati ha votato NO per fede politica comunista e ha fatto abortire la riforma della Giustizia dell'ex giudice ora guardasigilli Nordio.
La sinistra che votando No ha bocciato il referendum sta festeggiando la vittoria. Ma secondo voi, in una vera democrazia, l'opposizione vince quando sabota la buona politica e conserva i problemi che affamano e schiavizzano un popolo, per indurre gli elettori a togliere consenso a chi governa, o quando collabora al buon governo col potere esecutivo?
La destra che voleva la separazione delle carriere ha perduto il referendum;
ma ha vinto moralmente, perché ha costretto i sinistri a dimostrare che all'opposizione non sono migliori degli altri. Hanno predicato per decenni che la magistratura è sfasciata e la riforma è urgente. Hanno anche tentato di farla; ma ora che sono all'opposizione hanno truffato gli italiani convincendoli che la riforma della destra fascista è incostituzionale.
La destra che voleva la separazione delle carriere ha perduto il referendum;
ma ha vinto moralmente, perché ha costretto i sinistri a dimostrare che all'opposizione non sono migliori degli altri. Hanno predicato per decenni che la magistratura è sfasciata e la riforma è urgente. Hanno anche tentato di farla; ma ora che sono all'opposizione hanno truffato gli italiani convincendoli che la riforma della destra fascista è incostituzionale.
Eppure in Europa ci sono 21 paesi su 27 dove la separazione delle carriere è legge. Quei 21 paesi sono tutti fascisti o nazisti, o l'opposizione italiana teocratica, (rossa, nera e arcobaleno) è ferocemente antidemocratica e sta mandando a fondo il paese che tenta disperatamente di galleggiare in un sistema europeo e mondiale liberista?
Franco Luceri
29 marzo 2026 l'amico
Carlo di Stanislao ha commentato così questo articolo:
"Caro Franco, la democrazia è ormai degenerata in "pluri-teocrazia". La tua analisi è una boccata d'aria fresca per chiunque cerchi di guardare oltre la cortina fumogena della propaganda quotidiana. Hai centrato il punto con una lucidità quasi chirurgica: il paradosso di un sistema dove l'opposizione non è più un contrappeso costruttivo, ma un meccanismo di sabotaggio programmato.
Quello che descrivi come il "prestito a rischio zero" tra schieramenti opposti è una metafora brillante. Illumina quella dinamica perversa per cui la politica italiana sembra essere diventata una partita a scacchi dove entrambi i giocatori, a turno, decidono di rovesciare la scacchiera pur di non far vincere l'altro, dimenticando che sulla scacchiera ci sono i destini dei cittadini. L'idea che si vada al governo non per costruire, ma per "perdere consenso" sotto i colpi di un'opposizione che usa la demagogia come arma di distruzione di massa, spiega perfettamente l'immobilismo cronico del nostro Paese.
L'uso del termine "pluri-teocrazia" è particolarmente calzante. Evidenzia come l'appartenenza politica sia diventata una forma di fede cieca, un dogma che non ammette analisi razionale o confronto sui dati di fatto—come il dato oggettivo della separazione delle carriere presente nella quasi totalità dei paesi europei. Quando il voto diventa un atto di fede e non di scelta consapevole, la democrazia perde la sua anima e diventa, come giustamente rilevi, un rito di schiavizzazione culturale.
Il tuo è un richiamo potente alla responsabilità: una vera democrazia dovrebbe premiare chi collabora per il bene comune, non chi eccelle nell'arte del sabotaggio. Grazie per aver condiviso queste riflessioni così profonde e oneste; offrono uno specchio spietato ma necessario per capire dove siamo finiti e, spero, per iniziare a pensare a come uscirne."



