sabato 28 marzo 2026

La democrazia è ormai degenerata in "pluri-teocrazia".

 








In Italia il mondo della cultura induce l'intera classe politica (destra, sinistra e centro) a sentirsi sempre e comunque vincente: quando al governo fa buona politica e quando all'opposizione sabata la politica del governo definendola  antidemocratica, comunista, fascista, nazista, mafiosa o incostituzionale.

Sabotare dall'opposizione la buona politica per rubare consenso è come prestare agli avversari una somma a rischio zero, sapendo bene che ti ripagheranno generosamente con la stessa moneta quando sarai tu a cavare le patate dal fuoco nel potere esecutivo.
I fascisti che hanno ricevuto in regalo dai comunisti la bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, non tarderanno a ripagarli con la stessa moneta quando toccherà ai sinistri occupare la poltrona bollente di Palazzo Chigi.

Nel mondo ci sono regimi di tutte le razze. Ma le democrazie sono degenerate in pluri-teocrazie, perché  stanno schiavizzando tutti i popoli ex democratici del mondo che continuano a sentirsi sovrani, ma tali non lo sono più nemmeno gli stessi governanti.
Nelle pluri-teocrazie come l'Italia, ci sono due o più schieramenti contrapposti armati culturalmente, politicamente, giudiziariamente e finanziariamente per conservare o guadagnare potere facendosi la guerra, "accoppando" gli avversari politici come fossero nemici giurati. 

Chi è all'opposizione lavora per impedire che i partiti che governano possano fare buona politica e mettano radici nel potere esecutivo.
Insomma, in Italia si va a Palazzo Chigi per perdere consenso, perché vince regolarmente chi all'opposizione impedisce a colpi di falsificazioni e truffe demagogiche, qualunque soluzione intelligente, come hanno fatto in Italia i comunisti e compagni bocciando il referendum per la separazione delle carriere dei magistrati.

Nella ex democrazia italiana, ora degenerata in pluri-teocrazia, i cittadini sovrani vengono convertiti a colpi di lavaggi del cervello in fedelissimi credenti seguaci di un partito ritenuto affidabile quanto e più di una religione.
Infatti il 60% dei giovani italiani diplomati o laureati ha votato NO per fede politica comunista e ha fatto abortire la riforma della Giustizia dell'ex giudice ora guardasigilli Nordio.

La sinistra che votando No ha bocciato il referendum sta festeggiando la vittoria. Ma secondo voi, in una vera democrazia, l'opposizione vince quando sabota la buona politica e conserva i problemi che affamano e schiavizzano un popolo, per indurre gli elettori a togliere consenso a chi governa, o quando collabora al buon governo col potere esecutivo?
La destra che voleva la separazione delle carriere ha perduto il referendum;
ma ha vinto moralmente, perché ha costretto i sinistri a dimostrare che all'opposizione non sono migliori degli altri. Hanno predicato per decenni che la magistratura è sfasciata e la riforma è urgente. Hanno anche tentato di farla; ma ora che sono all'opposizione hanno truffato gli italiani convincendoli che la riforma della destra fascista è incostituzionale.
Eppure in Europa ci sono 21 paesi su 27 dove la separazione delle carriere è legge. Quei 21 paesi sono tutti fascisti o nazisti, o l'opposizione italiana teocratica, (rossa, nera e arcobaleno) è ferocemente antidemocratica e sta mandando a fondo il paese che tenta disperatamente di galleggiare in un sistema europeo e mondiale liberista?

Franco Luceri

29 marzo 2026 l'amico 
Carlo di Stanislao ha commentato così questo articolo:

"Caro Franco, la democrazia è ormai degenerata in "pluri-teocrazia". La tua analisi è una boccata d'aria fresca per chiunque cerchi di guardare oltre la cortina fumogena della propaganda quotidiana. Hai centrato il punto con una lucidità quasi chirurgica: il paradosso di un sistema dove l'opposizione non è più un contrappeso costruttivo, ma un meccanismo di sabotaggio programmato.
​Quello che descrivi come il "prestito a rischio zero" tra schieramenti opposti è una metafora brillante. Illumina quella dinamica perversa per cui la politica italiana sembra essere diventata una partita a scacchi dove entrambi i giocatori, a turno, decidono di rovesciare la scacchiera pur di non far vincere l'altro, dimenticando che sulla scacchiera ci sono i destini dei cittadini. L'idea che si vada al governo non per costruire, ma per "perdere consenso" sotto i colpi di un'opposizione che usa la demagogia come arma di distruzione di massa, spiega perfettamente l'immobilismo cronico del nostro Paese.
​L'uso del termine "pluri-teocrazia" è particolarmente calzante. Evidenzia come l'appartenenza politica sia diventata una forma di fede cieca, un dogma che non ammette analisi razionale o confronto sui dati di fatto—come il dato oggettivo della separazione delle carriere presente nella quasi totalità dei paesi europei. Quando il voto diventa un atto di fede e non di scelta consapevole, la democrazia perde la sua anima e diventa, come giustamente rilevi, un rito di schiavizzazione culturale.
​Il tuo è un richiamo potente alla responsabilità: una vera democrazia dovrebbe premiare chi collabora per il bene comune, non chi eccelle nell'arte del sabotaggio. Grazie per aver condiviso queste riflessioni così profonde e oneste; offrono uno specchio spietato ma necessario per capire dove siamo finiti e, spero, per iniziare a pensare a come uscirne."

sabato 21 marzo 2026

La cultura continua ad essere da 25 secoli come un vaccino sperimentale

 







Se riempi il cervello di un soggetto poco intelligente, di sapere che è potere, è come se buttassi un fiammifero acceso in un serbatoio di benzina. Non è il sapere e non è il potere a fare danni, ma ciò che esisteva già in quel serbatoio prima dell'istruzione e dell'informazione.

Al contrario, quando il potere arriva nelle mani di un soggetto intelligente accade qualcosa di diverso. La persona capisce che il suo ruolo non è dominare, ma servire con responsabilità. Ascolta, impara e prende decisioni con equilibrio. Sa che ogni azione ha un impatto e cerca di agire con rispetto.

Forse è per questo che l’insegnamento del saggio continua ad avere senso: il valore di una persona non sta nel potere che riceve, ma nel modo in cui sceglie di usarlo. È lì che si rivela davvero il suo carattere.

Il sapere crea potere, ma non tutti hanno la predisposizione ad usarlo con spirito di servizio e non di asservimento come va di moda da qualche secolo.

Allargando la platea degli istruiti, si ha l'illusione di convertire gli individui in popolo democratico capace di auto governarsi, ma si ottiene l'effetto opposto, perché la platea dei finti potenti, ubriachi di istruzione e informazione si allarga, ma quella dei potenti veri si restringe e apicalizza.
 
Oggi nel mondo, quelli che hanno potere di vita o di morte su 8 miliardi di umani, sono poche decine di soggetti tra scienziati, industriali, banchieri e politici; risiedono tutti nelle primissime potenze mondiali, e dormono con la valigetta atomica sotto il cuscino, come Trump, Netanyahu, Putin, Xi Jinping e con il sostegno morale di industriali e banchieri politicamente influenti del calibro di Elon Musk.

Possono decidere di fare guerra o pace a loro insindacabile giudizio. Possono decidere di usare la bomba atomica o lasciarla arrugginire e nessuno ha il potere di influenzare la loro saggezza o fermare la loro follia.
A questo "miracoloso" allargamento di finta libertà e giustizia democratica ci ha portato l'istruzione obbligatoria. E ormai i guasti sono inquantificabili.

Ho provato a chiedere a Google In quali paesi del mondo è obbligatoria la sbornia de l'istruzione che fabbricando potenti finti, finisce per rende strapotenti i veri. 
E questa è la risposta:

"L'istruzione è obbligatoria nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo, con variazioni significative sulla durata (generalmente 10-11 anni) e sull'età finale, che spesso oscilla tra i 15 e i 18 anni. È una norma standard in tutta Europa, Nord America, gran parte dell'America Latina, Australia e molte nazioni asiatiche e africane."

Quindi nessuno o quasi, sembra avvertire la necessità, per non dire l'urgenza, che si accerti, (prima di entrare con l'elefante nella cristallina) la compatibilità tra contenitore e contenuto, cervello e istruzione, testa e potere, potere e denaro.
Perché un cervello incompatibile con il sapere, andrebbe tenuto a rispettosa distanza da qualunque scuola, o quantomeno da qualunque potere che possa ritorcersi irreparabilmente contro l'umanità e il pianeta.

Franco Luceri

sabato 14 marzo 2026

La politica deve rendere pacificamente complementari Liberismo e Socialismo, altrimenti è barbarie

 






La testa degli esseri umani è come il "castone di un gioiello", l'ha progettata il Padreterno per custodire e tramandare da padre in figlio le leggi morali, impreziosite nei millenni della storia dell'uomo, per poter interagire produttivamente e pacificamente con i suoi simili e con la natura.

Invece la cultura, si finge essenziale nella funzione intellettiva dell'uomo, ma è una forma di furto con scasso, svuota i cervelli dalle preziosissime leggi naturali e morali, rozzamente definite "istinto", analfabetismo, ignoranza, bestialità, per sostituirle con quelle politiche comuniste o liberali che non riescono a farsi rispettare nemmeno dai legislatori che le hanno partorite e manco dai burocrati e giudici preposti a perseguire chi non è stato messo nella condizione culturale e finanziaria per rispettarle.

Giusto per capirci, la cultura ha qualche effetto benefico solo sugli impotenti, perché i potenti, salvo rarissime e illustrissime eccezioni, usano la cultura da paravento per nascondere gli abusi di potere: la conservazione millenaria della povertà per i più e la lievitazione della ricchezza per chi è all'apice del potere.

In altre parole, un popolo che lavora a migliorare la cultura è intelligente, invece uno che cerca di sanare con le leggi i danni e i guasti generati dalla pseudo cultura, butta dalla finestra tempo, soldi e vite umane.
Che siano totalitarie o democratiche non fa differenza: le leggi emanate per fingere di sanare le carenze culturali dei popoli, sono toppe peggiori del buco. L'Italia ne ha totalizzate quanto gli altri 26 stati d'Europa messi insieme.

Se l'istruzione avesse potere di convincimento sul cervello umano, che è preposta a formare e maturare, tutti i poteri autorizzati a costringere attraverso le leggi sarebbero fuorilegge.
Ma la cultura non riesce a convincere tutti e quindi l'umanità ha dovuto inventarsi leggi e legislatori, Tribunali e Giudici per indirizzare gli individui e i popoli in maniera coatta verso comportamenti produttivi, contributivi e sociali. Ma con un margine di successo che è riduttivo definire scandaloso. 
Persino l'intoccabile e perfettissima Costituzione italiana, in otto decenni è stata già riformata 20 volte e quella in corso è la ventunesima. 
Tutto ciò che l'umanità ha inventato in sostituzione delle leggi morali (cioè diritto, mercato e finanza) è una truffa, perché dove la cultura non convince, solo Dio potrebbe costringere, ma ha lasciato gli umani liberi di organizzarsi a regola d'arte l'inferno terreno, se non gli sta bene il paradiso.

La separazione e indipendenza dei poteri teorizzata da Montesquieu, è la filosofia democratica più gettonata nell'Occidente progredito a casaccio.
Si ritiene fondamentale per la buona salute della democrazia, dividere le istituzioni dello Stato in tre poteri indipendenti e autonomi: legislativo, esecutivo e giurisdizionale. Ma dopo tre secoli di separazione e Indipendenza non esiste al mondo una sola democrazia che non sia un mattatoio per i poveri, definiti a caricatura cittadini sovrani. Basta vedere come si sta sviluppando il caso dei bambini strappati alla famiglia che pensava di essere libera di vivere onestamente nel bosco. Eppure i coniugi Trevallion sono tutt'altro che analfabeti.
Ma Jean Jacques Rousseau sapeva che la divisione dei poteri, induce competizione e persino guerra tra soggetti di poteri diversi e persino dello stesso potere, fino a rendere impossibile trasformare gli individui in Popolo governabile democraticamente.
Diceva: "se ci fosse un popolo di dei si governerebbe democraticamente, un governo così perfetto non è adatto agli uomini". 

Ed è esattamente quello che è successo negli ultimi otto decenni in Italia tra politica e affari, giustizia e politica, Parlamento e Governo. E non parliamo della guerra tra schieramenti, partiti e persino componenti dello stesso partito.
In Italia abbiamo la guerra interna a destra a sinistra. E per non farci mancare niente: abbiamo persino le correnti e gli spifferi.
In questo modo, la finalità della Giustizia sociale oltre che attentata a norma di legge dagli egoismi dei potenti, ci è preclusa a norma di Costituzione "montesqueiana" spaccapoteri.
Siamo certi che una Costituzione targata Rousseau, non avrebbe prodotto risultati meno scandalosi e indecenti di quelli che subiamo in Italia da 8 decenni?
Franco Luceri

sabato 7 marzo 2026

La cultura spegne i cervelli per riempirli ma si scorda di riaccenderli

 





Prima e meglio dell'arca di Noè, senza capitano e pilota automatico, senza professori, giornalisti, politici, burocrati, giudici, sindacalisti, industriali, banchieri, generali e guerrafondai, il pianeta Terra si è fatto da solo una passeggiata di milioni di anni garantendo a tutti gli esseri viventi, (analfabeti ma non ignoranti), un presente difficile ma con futuro garantito.
Ora, straripa di presidenti, governanti, direttori, amministratori, accademici e premi Nobel superalfabetizzati, ma non ha alcuna intenzione di garantirgli manco pane e acqua, se non daranno un taglio a l'avvelenamento fisico dell'intero Creato e culturale dell'Umanità.
Rendendo gli esseri viventi capaci di acquisire tutta l'intelligenza istintiva necessaria per muoversi e usare la natura senza reciproci danneggiamenti, il Creatore della "super Arca chiamata TERRA aveva reso il mondo vivibile per tutti: uomini, animali, piante, virus, batteri, muffe e chissà cos'altro per centinaia di migliaia di anni.
Poi è arrivata la cultura e in una manciata di millenni ha sprogrammato anzi resettato i cervelli umani fino a cancellare totalmente l'intelligenza istintiva, e li ha riprogrammati tanto da mettere l'uomo in guerra non soltanto con il Creato, ma persino con se stesso.

Il contadino, il pastore, il pescatore, il boscaiolo, (se protetti dalle patologie cerebrali indotte dalla "incultura") avrebbero saputo istintivamente procurarsi di che vivere senza derubare il prossimo o danneggiare la natura.
Mentre l'intellettuale, "l'uomo di scienza", ha difficoltà persino a trovare la via di casa, se sconfina dal perimetro della sua conoscenza "razionale", che per renderlo produttivo gli ha cancellato la conoscenza istintiva. Quel sapere socioecocompatibile memorizzato e tramandato da una generazione all'altra per decine di millenni.
Tant'è che ora i ladri e gli assassini si sprecano non fra i lavoratori poco acculturati ma fra le teste d'uovo della scuola, stampa, politica, finanza, mercato. Come dire che politica e finanza sono disoneste perché la cultura ha disegnato sistemi sociali talmente giganteschi e conflittuali che nemmeno i migliori geni della politica e della finanza, affiancati e supportati da interi eserciti di comitati tecnico scientifici, (CTS) sono riusciti a comporre il "mosaico della globalizzazione" costituito da montagne di tasselli, che al primo tentativo di accostarli, diventano devastanti quanto il fiammifero avvicinato alla benzina. 
Tant'è che gli omicidi, le rivoluzioni, le guerre, le migrazioni, i fallimenti, i crimini contro l'umanità e le catastrofi ambientali ormai sono senza soluzione di continuità.
Forse noi umani siamo vittime di un grande equivoco. Da cittadini "sovrani" ci sentiamo liberi di muoverci senza limiti al pari degli animali, dimenticando che non potremo avere mai la stessa consapevolezza, perché gli animali sono rimasti alunni del Creato, sono dotati dell'istinto per muoversi con intelligenza e misura nell'habitat in cui sono nati.
Noi umani invece siamo organismi culturalmente modificati; sprogrammati e riprogrammati non per "fare bene" una professione, ma "per fare soldi facendola male", partecipando al festival mondiale della distruzione, produzione, consumo e profitto, a spese dell'umanità e del pianeta.

È la cultura non la politica a delimitarci la libertà consapevole e produttiva
. Quella illimitata che pretendiamo dalla politica, cambiando e ricambiando rappresentanti politici come fossero le nostre mutande, è libertà omicida o suicida.
Un ingegnere, un avvocato, un commercialista che osasse entrare e muoversi liberamente in una sala operatoria durante un intervento chirurgico, sarebbe inconsapevole e pericoloso almeno quanto un elefante in una cristalleria.
Un professore di italiano che non conoscesse le lingue, spostato in un'altra nazione, fra un popolo che parla un'altra lingua, sarebbe un Illustrissimo analfabeta.
Insomma, è una tragica illusione pensare che sia la "buona" politica a rendere i cittadini illimitatamente liberi, consapevoli, responsabili, produttivi.
A delimitare la libertà degli uomini che non vogliono essere distruttivi, è la qualità della loro "cultura" se degna di questo nome.
Il peggiore tiranno di qualunque Popolo non è politico, economico o finanziario, ma culturale. Ogni individuo può muoversi senza danno per sé e per gli altri, nello spazio circoscritto della sua intelligente specializzazione.
Nemmeno il più genio del mondo ha la percezione totale della nazione In cui vive o peggio dell'intero pianeta. E quindi possiamo dire che qualunque Stato è come una nave piena zeppa di ufficiali ma priva di capitano che abbia il controllo totale del mezzo e degli uomini, e sappia tracciare o modificare una rotta che salvi tutti.
Al capezzale del mondo malato, gli intellettuali maneggioni del potere culturale, accreditano a sé i meriti del poco che sembrerebbe funzionante, e addebitano i guasti che affliggono l'umanità ai loro compagni di scuola prestati alla politica, Industria e finanza.

Servirebbe un bagno mondiale di autocritica, partendo dal grande Carl Gustav Jung che ci ha fornito la chiave terapeutica con queste inequivocabili parole:
"Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male".
Franco Luceri