sabato 27 giugno 2026

Un futuro per l'Italia va reinventato rovesciando l'esistente






Egregio generale Vannacci, non ho letto il suo libro, ma il titolo: "il mondo al contrario" rispecchia le condizioni pietose in cui versano miliardi di poveri in tutti gli stati del mondo, potenze mondiali comprese.

La cultura e la politica al servizio dei potenti rapaci, sta facendo girare il mondo "al contrario", come un motore elettrico a polarità invertite,  perché solo così si possono  sfruttare miliardi di poveri lavoratori e ingrassare decine di famelici accumulatori di potere e ricchezza.

Ma basta riportare le polarità, come sono state impostate dal Padreterno, per tutti gli esseri viventi che usano la forza delle braccia per procurarsi di che vivere e il più è fatto. 

Rendendo autonomi tutti i soggetti che conservano in vita l'umanità producendo cibo; e dipendenti quelli che non cavano un ragno dal buco e ingrassano producendo finte soluzioni e allagamenti di parole. Così si eliminerebbe alla radice quel "disordine mondiale" che sta affliggendo da un secolo l'intera umanità.

Perché senza il cibo e le tasse dei contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani, tutti i pensatori "pseudo autonomi" del mondo tornerebbero dal Creatore in un paio di mesi di digiuno finanziario e alimentare.

E l'aforisma di Thomas Hobbes non si lascia equivocare:  "Primum vivere, deinde philosophari".

Perciò, caro generale, io credo che invertendo le polarità, il mondo tornerebbe a girare nel senso di marcia fisiologico originario, a misura d'uomo, come conviene a tutti. Chiamando dipendenti i produttori di parole, e autonomi i lavoratori che sono obbligati a nutrire l'intera umanità, e affamano le loro famiglie, dovendo in aggiunta pagare pure le tasse a chi si ammazza di lavoro con la lingua, per fare incetta di privilegi e potere conto proprio e conto terzi.

Le variabili cultura e politica hanno avuto un accrescimento tumorale da secoli e serve solo per togliere risorse da chi lavora per la vita dell'umanità, e ingrassare chi sfrutta e uccide umanità e pianeta, per ricchezza e potere.

I potenti del mondo non proteggono l'umanità dalla fame, dalle epidemie, dalle carestie, dagli sconvolgimenti climatici, dalle dittature e dalle guerre; si limitano solo ad ubriacarli culturalmente e politicamente di parole per poterli abusare e sfruttare da animali da lavoro.

I lavoratori manuali subiscono almeno da mezzo secolo gli effetti devastanti delle guerre batteriologiche, chimiche e climatiche, economiche e finanziarie, progettate dalla cultura e legalizzate dalla politica. E smetteranno di piangere da dipendenti sfruttati, se verranno riqualificati giuridicamente soggetti autonomi di un mondo che deve tornare a girare come è stato creato da Dio e come ci ha insegnato Gesù distribuendo pani e pesci per tutti, senza assegnazioni di telefoni, automobili, aerei e yacht riservati ai potenti.

Qualunque essere umano è libero di soddisfare col proprio lavoro e denaro tutti i bisogni secondari che riesce a sognarsi la notte; ma se pretende il superfluo, mettendo a rischio l'essenziale a miliardi di poveri, va fermato con qualunque mezzo, perché i privilegi e i lussi dissennati dei potenti stanno distruggendo il futuro dell'umanità e del pianeta anche nelle democrazie dove il potere politico dovrebbero esercitarlo i poveri in quanto schiacciante maggioranza.

Non essendo politico e nemmeno politologo io non ho ricette di buona politica per nessuno.
Ma credo di sapere cosa non deve fare un politico veramente Democratico che vuole ricostruire un "FUTURO" per l'Italia.

Arraffare il superfluo facendo mancare l'essenziale a milioni di poveri: casa, famiglia, istruzione, lavoro, reddito, cibo e salute, e magari facendoli pure vergognare se si lamentano o se protestano.

Non basta tenere in buona salute il sistema Stato, per sentirsi onesti. Perché se utilizzi il potere in perfetta legalità, ma in uno Stato che asserve e sfrutta il popolo dei Lavoratori per ingrassare i ciarlatani, stai servendo una ingorda oligarchia mascherata da democratico Stato di diritto.

Che peraltro non risparmia problemi nemmeno agli oligarchi che si sbranano fra loro. 
Quando incominciano a perdere smalto, i figli li accompagnano amorevolmente dal giudice per farli dichiararli interdetti.
Oppure, quando muore un Paperone si lanciano in picchiata su un asse ereditario per accaparrarselo da lupi, a colpi di carte bollate. E non è improbabile che ci scappi pure l'omicidio.
É così che "disfunziona" il mondo al contrario: schiavizza tutti, schiavisti compresi.

Franco Luceri

sabato 20 giugno 2026

La globalizzazione è genocidio spacciato per ordine mondiale









La globalizzazione, che sembrava la migliore strada asfaltata verso la civiltà e la pace, si è rivelata la più grande truffa culturale, politica, economica e finanziaria dell'umanità.
Venduta come pacifica, produttiva e solidale composizione e cooperazione economica di tutti i popoli del mondo; è stata realizzata disarticolando e sparpagliando le famiglie, con figli e nipoti partiti in giro per il mondo a caccia di lavoro e guadagno, fino a rendere le famiglie e i popoli economicamente benestanti, ma politicamente inoffensivi o letteralmente impotenti.

Ma Albert Camus ci aveva messo in guardia sui pericoli della globalizzazione con parole inequivocabili:

 "Ciò che divide i popoli non sono i confini ma le barriere fra le menti". 

E quelle barriere anti globalizzazione non c'è ancora pedagogia che le sposti un millimetro più in là. Sono no global a tempo pieno e indeterminato.
Una barriera indistruttibile si può trovarla anche fra due pedagogisti mentre si dicono d'accordo su tutto e si stringono la mano.
Aver pensato che la "globalizzazione" potesse garantire pace e prosperità tra tutti i 200 popoli del mondo, è stato a dir poco azzardato e devastante.
Se la vita dei popoli dipende dalle scelte ideologiche dei Trump, Putin, Netanyahu, XI Jinping, meglio accontentarsi di come stiamo, perché potremmo stare peggio.

La complessità globale è un concetto imponderabile per qualunque cervello umano. Soprattutto in democrazia, dove pochi soggetti veramente capaci e veramente onesti non servono a niente.

Nel 1848 Marx ed Angels, nel Manifesto del Partito Comunista, avevano previsto la globalizzazione del mercato, con l'espansione della borghesia su tutto il globo. E l'espansione c'è stata, ma bellica: tutti contro tutti. 
È servita per concentrare il potere in quattro super potenze mondiali Intoccabili, ma in competizione o guerra fra loro H24.
E quindi, la globalizzazione che avrebbe dovuto essere culturale, politica, economica, finanziaria, pacifica e solidale, ora è a mano armata, feroce, criminale e genocida. È soltanto concentrazione di potere totalitario.

Dalle superpotenze continueremo a subire sfruttamento, fame, pandemie (e vaccini "miracolosi") carestie, sconvolgimenti climatici, dittature e guerre. Tutto studiato scientificamente, perché i potenti del mondo economico e finanziario conservano e consolidano il potere, soltanto divisi in blocchi contrapposti e in guerra senza esclusione di colpi.
La globalizzazione è servita a riaccendere la guerra a 360 gradi, tra est-ovest e nord-sud. È tutto qua il "dis-ordine" mondiale globalizzato. Fatevelo bastare com'è.
Il mondo della cultura ha capito, dopo secoli di istruzione annacquata, di non essere in grado di far convivere pacificamente due esseri umani. E così negli anni 80, alla fine della guerra fredda, ha pensato di camuffare gli effetti della propria invalidità pedagogica, inducendo la politica a cimentarsi nella globalizzazione dei popoli del mondo. 
E ora, davanti allo spettacolo pietoso dei fallimenti politici mondiali, quelli pedagogici nazionali ci sembrano persino successi strepitosi. 
E siamo disposti a riconoscere ai nostri "SOTTUTTOIO" della cultura, il diritto di dubitare della salute mentale di Trump e della intelligenza della nostra Premier Meloni, che nel burrascoso disordine mondiale, si vede costretta ad aggrapparsi alla ciambella di salvataggio americana, sempre sperando che non sia bucata.

Franco Luceri

venerdì 12 giugno 2026

Il sapere è ancora potere?







Il grande Henri Poincaré diceva:
"La scienza è fatta di dati come una casa di pietre, ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa".

La cultura occidentale, al pari di un mobile Ikea smontato, è un ammasso di conoscenze scollegate e peggio ancora incompatibili, che nessuno è mai riuscito a comporre in SISTEMA capace di proteggere i popoli, da epidemie, carestie e guerre.

La "cultura matrigna" tenta di assumere il controllo di Madre Natura, e riesce a fare persino meglio, ma solo in produttività di catastrofi.
Cultura, politica, mercato e finanza si fingono da secoli persino  Sistema Globalizzato, ma non potranno mai garantire all'intera umanità qualcosa che sia veramente salvifico per tutti, perché profitti e garanzie sono riservati a poche decine di super Paperoni mondiali. Mentre costi e danni alimentano quotidianamente la competizione e la guerra tra tutti i 200 popoli del mondo.
È come se la scienza medica fosse riuscita a produrre in laboratorio ogni minimo particolare del corpo umano, persino meglio di Dio, ma non avesse ancora e non avrà mai, una razza di chirurghi capaci di assemblare i singoli organi fino a comporre un essere umano vivente e pensante. 
Come dire che la scienza è imbattibile nella produzione di mezzi; ma gli autisti per guidarli con intelligenza e in funzione del bene comune non li ha ancora inventati.
Quindi, essendo insufficiente il sapere umano, per produrre mezzi e patentare veri autisti, ogni minimo particolare della Scienza spacciato come parte essenziale del sistema Stato, è una truffa, è un costo, è un danno o peggio un crimine contro l'umanità che non vedrà mai quel costo tramutato in giustizia sociale, pace e qualità della vita.

Ora, grazie alla scienza, qualunque popolo si ritrova sul groppone un'accozzaglia conflittuale di istituzioni mangia soldi, pagate da 8 miliardi di umani, ma che fanno una fatica cane a conservare in vita persino i sacerdoti della cultura. 

Tutti gli altri, come fossimo ancora uomini di Neanderthal alfabetizzati, restiamo affidati a Madre Natura, libera di accopparci, se e dove il mondo della cultura ha già distrutto le condizioni naturali per vivere, a colpi di epidemie, carestie, recessioni, devastazioni ambientali e guerre, tutto progettato "scientificamente" per arricchire Paperoni.

I miracoli di matrigna cultura sono tutti qua. Durante l'ultima pandemia, in aggiunta alle camionate di malati passati a miglior vita, la quantità di medici e infermieri che ci ha rimesso la pelle è a dir poco spaventosa. E tanto basta per capire che la cultura è un pessimo surrogato della natura. È un "sistema-non-sistema", ma che ci costa quanto un super Stato.

La truffa culturale ormai vecchia di secoli andrebbe smascherata senza se e senza ma, perché gli addetti non si sono limitati solo a derubare i sistemi sociali di finanziamenti miliardari per scuola stampa e scienza; hanno alterato il rapporto numerico, "ignoranti-istruiti", impoverendolo di veri lavoratori e imprenditori e arricchendolo di presunti o finti pensatori, e scatenando un uragano mondiale di flussi migratori alla ricerca di salari, e fuga di cervelli laureati a caccia di stipendi, che da oltre trent'anni fa più danni di una pandemia assassina.

Perché nessuno stato al mondo è in grado di integrare la marea di immigrati che gli arrivano e riprendersi tutti i cervelli che gli scappano.
Qualunque sistema economico ha bisogno di tempo per adattarsi ad una forma di produttività diversa senza scoppiare. Altrimenti si trasforma come l'Italia in una giostra di matti e una montagna di debito pubblico crescente e impagabile. 

Perché i poveri del mondo cercano l'integrazione economica, ma rifiutano in blocco quella culturale, anzi pretendono che sia il popolo ospitante ad integrarsi alla loro sacra cultura.

Insomma, prima ci convinciamo e meglio è. Se ad un sistema socio economico alteri velocemente la composizione delle classi sociali, perché l'istruzione obbligatoria tende ad impoverirlo di lavoratori e arricchirlo di pensatori, candidi qualunque popolo alla guerra civile.

Nel 1950 gli istruiti erano il 10% e gli ignoranti il 90%. Ora il rapporto è invertito: gli istruiti sono il 90% e gli ignoranti il 10%.

I bisogni alimentari dell'umanità continuano a crescere perché la crescita della popolazione mondiale è inarrestabile.
Ma l'istruzione obbligatoria non ha solo rallentato la crescita di addetti, l'ha fatta collassare.

I figli dei contadini pastori e pescatori ora tutti diplomati o laureati, coltivano, pascolano e pescano ma in poltrona aspettando lo stipendio. 
O in giro per il mondo a caccia di cattedre e scrivanie.
Nessuna guerra atomica avrebbe avuto la forza di fare danni peggiori.

Chi pensa che la politica ha tutto ciò che serve per governare la Giostra dei matti, tappando a cambiali i buchi e le voragini da malacultura e famedica finanza, è un povero illuso.

Franco Luceri

sabato 6 giugno 2026

Pensiero e azione sono come due coniugi litigiosi

 



Il mondo della cultura lavora da un secolo alla formazione dei cervelli, promettendo di garantire qualità di vita ai popoli, e stabilità al "treppiede" dei potenti: politica, mercato, finanza.
Una volta politici, industriali e banchieri provvedevano da sé, a sanare i guasti, per conservare un minimo di produttività e pace ai popoli.
Poi ha iniziato a farsi spazio la scienza, con la promessa di garantire civiltà e progresso.
Ma dopo due secoli e mezzo dalla prima rivoluzione industriale che prometteva decollo verticale della produttività economica, oggi siamo alla quarta rivoluzione, e persino le prime potenze mondiali, sono talmente appesantite da montagne di debito pubblico impagabile, che rischiano di precipitare nel default. Decollano solo bombe, missili e droni assassini.
Perciò, qualunque problema si voglia affrontare con serietà, è inutile fingere di ritoccare il treppiede del potere: politica, mercato e Finanza, (con 5000 anni di onorato servizio) perché a guastare o sanare i sistemi sociali attuali è solo e soltanto la cultura: istruzione, informazione, scienza.
Questa quarta gamba culturale vorrebbe integrarsi al treppiede per convertirlo in tavolo da pranzo, ma rischia di fare più danni che utili, perché pensiero e azione non si muovono alla stessa velocità.
Le intuizioni sono un lampo le azioni concrete un bradipo sciancato.
Riempire i cervelli di idee è un conto, realizzarle mettendo insieme investimenti, imprese, technologia, produzione e commercio, senza scatenare epidemie, carestie, devastazioni ambientali, fallimenti e guerre è solo lavoro da Padreterno.

Prima dell'inflazione attuale di dott. e prof, l'umanità era più portata a "fare per capire", chè a "studiare per sapere". 
Perché studiando si diventa abilissimi oratori, mentre lavorando sbagliando e correggendo si finisce per capire come "FARE SISTEMA", perfezionando le cose con un rapporto costi benefici sustenibile e compatibile.
Ecco perché passando dai lavoratori che capiscono, ai pensatori che sanno, siamo passati da una umanità ricca, (in Italia molti contadini hanno mantenuto agli studi e laureato da due a cinque figli professori) ad una culturalmente ricca, ma collettivamente alla bancarotta per scarsa produttività.
Tant'è che non esiste più una sola potenza mondiale che non abbia, in aggiunta ad una ricca devastazione ambientale, un debito pubblico impagabile. A cominciare dagli Stati Uniti d'America, Cina, Russia e Giappone. Immaginate come se la passano gli altri 200 staterelli in mano ai Banchieri "filantropi".

Se dopo aver inseguito per un secolo il miraggio della civiltà e del progresso, la cultura continua insieme alla politica ad essere un costo senza ricavo per il mercato e la finanza, perché non ha reso i popoli più intelligenti e il sistema socio economico più ricettivo e produttivo, è inevitabile che i costi e i danni finiscano per essere risanati scatenando guerre locali e depredando popoli più deboli.

Insomma la scienza, questa quarta gamba culturale, sta tentando da un secolo di integrarsi al treppiede politica, mercato, finanza, per farne un tavolo da pranzo per l'intera umanità. Ma resta tutto come un mobile Ikea senza le istruzioni per assemblarlo.
Insegue un miraggio chi crede si possa passare facilmente dal pensiero all'azione, dalla scienza alla tecnologia, dalla ricetta alla pietanza, senza incendiare la casa e uccidere i commensali.
Cultura e politica continuano a sparare promesse fantascientifiche, ma il mare, tra il dire e il fare, a tutt'oggi, non l'ha prosciugato nessuno.
Franco Luceri

lunedì 1 giugno 2026

I bisogni secondari sono i pilastri traballanti del sistema sociale









 
Nei sistemi democratici, in aggiunta ai bisogni primari necessari a tenere in vita i popoli; i bisogni secondari dei cittadini liberi, sono i pilastri progettati scientificamente per fare da base d'appoggio alla foresta dei diritti e doveri individuali e collettivi che poi la politica provvede a legalizzare e finanziare, ma senza riuscire a tutelarli con vera giustizia sociale.
Indebolisci o demolisci i pilastri dei bisogni secondari e relativi consumi e viene giù l'intera architettura istituzionale, economica e finanziaria, studiata per sfruttare lavoro e consumi crescenti dei popoli e conservare in buona salute i bilanci delle multinazionali economico finanziarie, ed eternamente con febbre da cavallo il debito pubblico di qualunque Stato. Prime potenze mondiali comprese.
Secondo voi, di questa pericolante torre di Babele, che necessita di continui aggiustamenti criminali a colpi di epidemie, recessioni, inflazioni, spread, salvataggi di banche, finanziamenti, tasse e guerre locali, chi sono i veri responsabili: gli scienziati che hanno progettato il manicomio e formato il cervello dei popoli per renderli ossessionati di diritti e consumi, ma esposti alla rapina triburia e inoffensivi; oppure i Trump, Netanyahu e Putin condannati a passare per criminali matti, se costretti a tenere in piedi a colpi di guerre devastazioni e genocidi, il manicomio del PIL mondiale, tenuto in vita solo dall'industria bellica, e debiti pubblici nazionali da malato terminale?
I bisogni, e i consumi per soddisfarli, sono i pilastri su cui poggia la presunta civiltà umana. Riduci i bisogni secondari o fai crollare i consumi, e uccidi milioni di poveri per conservare all'ingrasso o salvare poche centinaia di industriali e banchieri. 
Ecco perché i politici delle prime potenze mondiali sono condannati a passare da una guerra all'altra, da un genocidio all'altro, da uno sterminio all'altro, da una epidemia all'altra, da una recessione all'altra, da un'inflazione all'altra, da uno spread all'altro, per impedire il collasso del sistema economico alimentato dalla produzione e consumo di beni e servizi secondari in aggiunta ai primari che ormai non bastano più nemmeno per l'antipasto.
Giusto per capirci, la libertà di scelta che hanno i governanti delle massime potenze mondiali che devono tenere in vita il sistema economico globalizzato per tenere in vita l'umanità, è lo stesso margine di manovra che ha l'autista di un tir su una strada di montagna: sflacellarsi contro la montagna sterzando di qua o finire nel recipizio sterzando di là.
Trump, Netanyahu e Putin non sono criminali matti, sono i governanti illusi di un sistema manicomiale povero di scelte legali e razionali. Matto e criminale è chi ha lasciato che il mondo della cultura prosegua a dir poco da quattro secoli e acceleri sulla via della distruzione dell'umanità e del pianeta, inventando una quantità di bisogni secondari in aggiunta ai primari, senza sapere che i bisogni, al pari dei pilastri, una volta piantati culturalmente, l'umanità ci costruisce sopra l'intero sistema sociale, giuridico, economico e finanziario. E quella mostruosa architettura può eliminarla senza danni solo Dio miracolando umanità e pianeta.
Se progetti culturalmente un sistema e formi i popoli con quella cultura, quei popoli pretenderanno che la politica legalizzi le loro pretese: salario, profitto, casa, famiglia, automobile, università, lauree, feste, compleanni, fidanzamenti, matrimoni, seconda casa al mare o in montagna, viaggi all'estero, eccetera eccetera. 
E così il cane del debito pubblico crescente e dei servizi calanti o inesistenti inizia a girare in tondo mordendosi la coda. E tutto il peggio del mondo diventa inevitabile nella competizione economica globalizzata e feroce quanto e peggio di una guerra. 
O nella feroce competizione militare, dove i crimini contro l'umanità vengono consumati, con l'intera comunità mondiale che si sbraccia per condannarli a parole, ma senza muovere concretamente un dito per impedirli. 
Perché senza le guerre per tappare i buchi, risanare i danni e bloccare le perdite, il crollo dell'economia mondiale, ucciderebbe più umani di una guerra atomica.
FRANCO LUCERI