La globalizzazione, che sembrava la migliore strada asfaltata verso la civiltà e la pace, si è rivelata la più grande truffa culturale, politica, economica e finanziaria dell'umanità.
Venduta come pacifica, produttiva e solidale composizione e cooperazione economica di tutti i popoli del mondo; è stata realizzata disarticolando e sparpagliando le famiglie, con figli e nipoti partiti in giro per il mondo a caccia di lavoro e guadagno, fino a rendere le famiglie e i popoli economicamente benestanti, ma politicamente inoffensivi o letteralmente impotenti.
Ma Albert Camus ci aveva messo in guardia sui pericoli della globalizzazione con parole inequivocabili:
"Ciò che divide i popoli non sono i confini ma le barriere fra le menti".
E quelle barriere anti globalizzazione non c'è ancora pedagogia che le sposti un millimetro più in là. Sono no global a tempo pieno e indeterminato.
Una barriera indistruttibile si può trovarla anche fra due pedagogisti mentre si dicono d'accordo su tutto e si stringono la mano.
Aver pensato che la "globalizzazione" potesse garantire pace e prosperità tra tutti i 200 popoli del mondo, è stato a dir poco azzardato e devastante.
Se la vita dei popoli dipende dalle scelte ideologiche dei Trump, Putin, Netanyahu, XI Jinping, meglio accontentarsi di come stiamo, perché potremmo stare peggio.
Aver pensato che la "globalizzazione" potesse garantire pace e prosperità tra tutti i 200 popoli del mondo, è stato a dir poco azzardato e devastante.
Se la vita dei popoli dipende dalle scelte ideologiche dei Trump, Putin, Netanyahu, XI Jinping, meglio accontentarsi di come stiamo, perché potremmo stare peggio.
La complessità globale è un concetto imponderabile per qualunque cervello umano. Soprattutto in democrazia, dove pochi soggetti veramente capaci e veramente onesti non servono a niente.
Nel 1848 Marx ed Angels, nel Manifesto del Partito Comunista, avevano previsto la globalizzazione del mercato, con l'espansione della borghesia su tutto il globo. E l'espansione c'è stata, ma bellica: tutti contro tutti.
È servita per concentrare il potere in quattro super potenze mondiali Intoccabili, ma in competizione o guerra fra loro H24.
E quindi, la globalizzazione che avrebbe dovuto essere culturale, politica, economica, finanziaria, pacifica e solidale, ora è a mano armata, feroce, criminale e genocida. È soltanto concentrazione di potere totalitario.
Dalle superpotenze continueremo a subire sfruttamento, fame, pandemie (e vaccini "miracolosi") carestie, sconvolgimenti climatici, dittature e guerre. Tutto studiato scientificamente, perché i potenti del mondo economico e finanziario conservano e consolidano il potere, soltanto divisi in blocchi contrapposti e in guerra senza esclusione di colpi.
La globalizzazione è servita a riaccendere la guerra a 360 gradi, tra est-ovest e nord-sud. È tutto qua il "dis-ordine" mondiale globalizzato. Fatevelo bastare com'è.
Il mondo della cultura ha capito, dopo secoli di istruzione annacquata, di non essere in grado di far convivere pacificamente due esseri umani. E così negli anni 80, alla fine della guerra fredda, ha pensato di camuffare gli effetti della propria invalidità pedagogica, inducendo la politica a cimentarsi nella globalizzazione dei popoli del mondo.
E ora, davanti allo spettacolo pietoso dei fallimenti politici mondiali, quelli pedagogici nazionali ci sembrano persino successi strepitosi.
E siamo disposti a riconoscere ai nostri "SOTTUTTOIO" della cultura, il diritto di dubitare della salute mentale di Trump e della intelligenza della nostra Premier Meloni, che nel burrascoso disordine mondiale, si vede costretta ad aggrapparsi alla ciambella di salvataggio americana, sempre sperando che non sia bucata.
Franco Luceri

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