Il mondo della cultura lavora da un secolo alla formazione dei cervelli, promettendo di garantire qualità di vita ai popoli, e stabilità al "treppiede" dei potenti: politica, mercato, finanza.
Una volta politici, industriali e banchieri provvedevano da sé, a sanare i guasti, per conservare un minimo di produttività e pace ai popoli.
Poi ha iniziato a farsi spazio la scienza, con la promessa di garantire civiltà e progresso.
Ma dopo due secoli e mezzo dalla prima rivoluzione industriale che prometteva decollo verticale della produttività economica, oggi siamo alla quarta rivoluzione, e persino le prime potenze mondiali, sono talmente appesantite da montagne di debito pubblico impagabile, che rischiano di precipitare nel default. Decollano solo bombe, missili e droni assassini.
Perciò, qualunque problema si voglia affrontare con serietà, è inutile fingere di ritoccare il treppiede del potere: politica, mercato e Finanza, (con 5000 anni di onorato servizio) perché a guastare o sanare i sistemi sociali attuali è solo e soltanto la cultura: istruzione, informazione, scienza.
Poi ha iniziato a farsi spazio la scienza, con la promessa di garantire civiltà e progresso.
Ma dopo due secoli e mezzo dalla prima rivoluzione industriale che prometteva decollo verticale della produttività economica, oggi siamo alla quarta rivoluzione, e persino le prime potenze mondiali, sono talmente appesantite da montagne di debito pubblico impagabile, che rischiano di precipitare nel default. Decollano solo bombe, missili e droni assassini.
Perciò, qualunque problema si voglia affrontare con serietà, è inutile fingere di ritoccare il treppiede del potere: politica, mercato e Finanza, (con 5000 anni di onorato servizio) perché a guastare o sanare i sistemi sociali attuali è solo e soltanto la cultura: istruzione, informazione, scienza.
Questa quarta gamba culturale vorrebbe integrarsi al treppiede per convertirlo in tavolo da pranzo, ma rischia di fare più danni che utili, perché pensiero e azione non si muovono alla stessa velocità.
Le intuizioni sono un lampo le azioni concrete un bradipo sciancato.
Riempire i cervelli di idee è un conto, realizzarle mettendo insieme investimenti, imprese, technologia, produzione e commercio, senza scatenare epidemie, carestie, devastazioni ambientali, fallimenti e guerre è solo lavoro da Padreterno.
Prima dell'inflazione attuale di dott. e prof, l'umanità era più portata a "fare per capire", chè a "studiare per sapere".
Perché studiando si diventa abilissimi oratori, mentre lavorando sbagliando e correggendo si finisce per capire come "FARE SISTEMA", perfezionando le cose con un rapporto costi benefici sustenibile e compatibile.
Ecco perché passando dai lavoratori che capiscono, ai pensatori che sanno, siamo passati da una umanità ricca, (in Italia molti contadini hanno mantenuto agli studi e laureato da due a cinque figli professori) ad una culturalmente ricca, ma collettivamente alla bancarotta per scarsa produttività.
Tant'è che non esiste più una sola potenza mondiale che non abbia, in aggiunta ad una ricca devastazione ambientale, un debito pubblico impagabile. A cominciare dagli Stati Uniti d'America, Cina, Russia e Giappone. Immaginate come se la passano gli altri 200 staterelli in mano ai Banchieri "filantropi".
Se dopo aver inseguito per un secolo il miraggio della civiltà e del progresso, la cultura continua insieme alla politica ad essere un costo senza ricavo per il mercato e la finanza, perché non ha reso i popoli più intelligenti e il sistema socio economico più ricettivo e produttivo, è inevitabile che i costi e i danni finiscano per essere risanati scatenando guerre locali e depredando popoli più deboli.
Insomma la scienza, questa quarta gamba culturale, sta tentando da un secolo di integrarsi al treppiede politica, mercato, finanza, per farne un tavolo da pranzo per l'intera umanità. Ma resta tutto come un mobile Ikea senza le istruzioni per assemblarlo.
Insegue un miraggio chi crede si possa passare facilmente dal pensiero all'azione, dalla scienza alla tecnologia, dalla ricetta alla pietanza, senza incendiare la casa e uccidere i commensali.
Cultura e politica continuano a sparare promesse fantascientifiche, ma il mare, tra il dire e il fare, a tutt'oggi, non l'ha prosciugato nessuno.
Franco Luceri

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