mercoledì 27 maggio 2026

Un notaio corra a stipulare Palazzo Chigi alla Regina Giorgia Meloni

 





In otto decenni di storia democratica, l'Italia si è sciroppata 30 Premier maschi, che per 67 volte si sono alternati a Palazzo Chigi.

Poi nella 68a legislatura è arrivata la prima Premier donna, Giorgia Meloni. 

Non sta facendo miracoli, ma nemmeno catastrofi come i suoi predecessori, che le hanno consegnato lo Stato alla bancarotta, il Popolo allo sbando, e quando la pace in Ucraina era già saltata.

Il bilancio di questo governo, in tempo di guerra economica e inbarbarimento sociale non è positivo; ma se guardiamo a come hanno governato 30 maschi in tempo di pace, e per 67 volte, c'è da correre con notaio al seguito a stipulare Palazzo Chigi a Giorgia Meloni, perché da Regnante continui ad esercitare a vita il potere di Premier.

Millenni di esercizio e di abuso del potere culturale, professionale, burocratico, politico, economico, finanziario e bellico hanno scimunito e ammattito gli uomini che per tutta la vita e a qualunque livello sociale (anche da sbarbatelli nei confronti dei professori) ora si atteggiano a invincibili pistoleri.

Servono le donne e la pedagogia femminile per traghettare l'intera comunità mondiale terrorizzata, impoverita, affamata e massacrata, dalla barbarie della guerra, fame, sfruttamento e schiavizzazione, alla civiltà di una pace che non sia indegna di questo nome.

Dopo una sfilza di governi che hanno ridotto l'Italia in mutande e pure bucate, trasformando un popolo di emigranti con la valigia di cartone, in uno di laureati e masterizzati in fuga dall'Italia per non morire di fame, o da professionisti, dover rubare o truffare, per reggere alla competizione selvaggia, al carovita o alla rapina tributaria.

Chi pensa che la premier Meloni avrebbe dovuto già miracolare l'Italia, sanando il debito pubblico impagabile, l'inflazione spaventosa e la carestia di materie prime e prodotti energetici galoppante, non crede solo che gli asini possono volare, ma persino piovere.

Lamberto Ferdinandi

sabato 23 maggio 2026

L'istruzione può fare più danni dell'ignoranza?









Prima che sia tardi domandiamoci: ma nell'ultimo secolo, il mondo della cultura ha guastato il progresso umano arricchendo i popoli di potenti criminali: dittatori, negrieri e strozzini?
O formando professionisti, ha generato crescita di potere culturale, ma insufficiente potere economico per finanziarlo, dovendo attingere le risorse dalla produttività di lavoratori e imprenditori e dai relativi tributi incassati dallo Stato?
E la risposta credo che non sia spaccacervelli. Se in un sistema sociale accresci il numero delle professioni, generi un equivalente calo di mestieri, di salari, di ricchezza per la collettività e tributi per lo Stato.
Quindi, grazie a l'istruzione obbligatoria, il mondo della cultura produce da un secolo più pensatori e meno lavoratori dipendenti e autonomi: tant'è che l'Italia, da oltre 30 anni, esporta professionisti e importa manovali.
Secondo voi, chi sta guastando il mondo: i tiranni, ì negrieri e gli strozzini che hanno salvato per millenni umanità e pianeta, oppure professori, professionisti e scienziati che negli attuali sistemi sociali sono l'unica variabile crescente e con intelligenza artificiale al seguito.

Per decenni, subendo il lavaggio del cervello della cultura dominante, ho imputato lo sfascio ai corrotti della politica, ai negrieri del mercato e agli strozzini della finanza.
Ora mi viene il dubbio che la causa scatenante di tutti i guasti moderni sia la cultura, che impoverisce la razza dei lavoratori dipendenti e autonomi produttivi di ricchezza onesta, e moltiplica le razze dei pensatori "dipendenti", e il debito pubblico crescente per finanziarli.
Qualunque idea partorisca un intellettuale o uno scienziato, può essere attuata solo spendendo il denaro privato o pubblico che hanno prodotto lavoratori e imprenditori o prestato dai banchieri. 
Più idee nuove sforna il mondo della cultura più il mondo economico subisce impoverimento, perché la ricchezza prodotta viene dirottata su progetti nuovi, ma senza alcuna garanzia che siano socialmente remunerativi ed ecocompatibili.
Tant'è che non esiste un solo stato al mondo che non sia appesantito da un debito pubblico impagabile, accumulato per decenni senza alcuna possibilità di smaltirlo.
E peggio, con la necessità, anzi l'urgenza (come l'Italia che aveva ripudiato la guerra) di tornare ad armarsi per non finire da preda di predatori più potenti. 
 
Gli uomini come gli animali diventano feroci quando il sistema sociale in cui sono condannati a vivere si impoverisce economicamente.
E ammattiscono del tutto, quando sono resi autonomi culturalmente, ma non economicamente, perché il sistema non essendo abbastanza ricettivo, li emargina, li esclude e li condanna alla cosiddetta fuga dei cervelli.
Chi siano i veri responsabili dell'impoverimento economico e dell'imbarbamento sociale io non sono in grado di stabilirlo. 
Ma temo che un sistema sociale possa guastarsi come un motore a miscela se non viene alimentato con il giusto dosaggio di lubrificante e carburante, (scienza e forza lavoro) per non ingolfarsi o grippare.
Perciò domandiamoci, finché siamo in tempo, l'aumento incontrollato delle professioni e il tracollo dei mestieri è sicuramente positivo per l'umanità e il pianeta? Oppure ingolfando cervelli e grippando portafogli, si condannano i popoli alla fame, alla violenza o peggio alla guerra?
Franco Luceri

martedì 19 maggio 2026

Le guerre ideologiche generano progresso scientifico e bancarotta sociale







Se ogni uomo di cultura si muove "liberamente" tra Scienza e Fede, "diavolo e acqua santa", il sistema sociale, anche con la migliore politica e giustizia del mondo, degenera in giostra dei matti. 

Invece di seguire il lento progresso pedagogico e adattare i mezzi agli uomini, la scienza viaggia sparata  "al contrario", alla "vannacci": adatta gli uomini ai mezzi, posizionandoli allegramente tra incudine e martello, sapere crescente ma avere calante.
E se gli uomini sono sprovvisti delle risorse intellettive e finanziarie per fare buon uso dei mezzi, non c'è problema, parte il piano B. 
La scienza ha già reso il mezzo ("IA") più Intelligente dell'uomo, per escludere la classe media, poco istruita e responsabile, dai processi produttivi, e riconsegnarla alle sue origini: povertà, asservimento e sfruttamento.

San Giovanni Battista Scalabrini diceva: "l'uomo si agita, ma Dio lo conduce". 
Come dire, al volante della storia ci sta solo il Padreterno; averlo sostituito con autisti patentati a casaccio: umanisti e scienziati, non sta aiutando l'umanità ad avanzare, perché non garantisce, se non per rarissime eccezioni, progresso e  giustizia: qualità dei mezzi e moralità degli autisti che hanno in pugno il volante del potere e la vita dei popoli.

Allora domandiamoci: alla guida della storia si è distratto il Padreterno e noi umani siamo finiti fuori strada; oppure sono stati i pedagogisti, scienziati e politici patentati a rate, a farci questo grandioso "miracolo"?
La risposta è sotto gli occhi di tutti: aver licenziato Dio e piazzato al posto di guida milioni di autisti (che sanno socraticamente di non sapere, ma pitagoricamente ci ripuliscono il portafoglio chè una meraviglia) è servito a perfezionare i mezzi, ma ha guastato uomini e popoli culturalmente e moralmente.

Carlo Rovelli, fisico, saggista e divulgatore scientifico, ci suggerisce di cercare la verità, ma sapendo bene che se una risposta definitiva nessuno l'ha ancora trovata, o non esiste, o il cervello umano non ha le potenzialità per coglierla. E chiarisce così la sua personale idea di scienza e Fede:

"A me non piacciono coloro che credono in dio e sanno dove sta la verità, perché penso che in realtà siano ignoranti quanto me.
A me non piacciono quelli che conoscono le risposte, piacciono quelli che ancora le risposte le cercano e dicono ''non lo so".


Io credo che a proprio rischio e spesa qualunque umano possa fare capriole h24; ma ai contribuenti strangolati dalle tasse per finanziare i sacerdoti della scienza con una montagna di miliardi, non si possa rispondere per tutta la vita "non lo so", perciò urgono finanziamenti.

Se noi umani, come ogni altro essere vivente, (animale e vegetale) nasciamo Istintivamente istruiti dalla prof. Natura, ma con qualunque livello di istruzione e informazione restiamo filosoficamente o teologicamente ignoranti, inaffidabili e persino pericolosi, mi sapete spiegare perché è giusto riconoscere agli ignoranti con laurea e master il privilegio di vivere per l'intera vita a carico dei manovali vendendoli menzogna spacciata per incontestabile sapere scientifico? 
Quando i Carlo Rovelli ci confermano candidamente che la verità o non esiste o non è accessibile al cervello umano?

Ognuno è libero di credere o di non credere, ma se afferma che la cultura non è una via che porta alla VERITÀ, anzi da 25 secoli siamo ancora intrappolati nel tunnel buio dell'ignoranza e dello sfascio, culturalmente indotti, i sacerdoti della scienza dovrebbero togliersi la giacca e procurarsi autonomamente di che vivere. O vivere come i Chierici del libero contributo dei fedeli.

Per vivere a spese dei contribuenti, qualunque soggetto preposto e qualificato ad esercitare un potere pubblico, dovrebbe garantire risultati positivi alla collettività: mezzi funzionanti e autisti capaci e onesti, per proteggerla dallo sfascio economico e dalla degenerazione morale crescente.
E non basta che si qualifichi ateo per acquisire il diritto di essere mantenuto dai contribuenti; e magari sta lavorando per inventare armi di distruzione di massa o ecocide per l'industria bellica, medica, alimentare o peggio culturale, come la giostra dei matti, con i suoi mille saperi che girano in tondo come il cane che si morde la coda, generando barbarie anziché progresso e umanità.

Se lo scienziato non garantisce "pane e pace", ai bisogni essenziali dell'umanità, e risponde candidamente "non lo so", poi il POLITICO chiamato a salvare i popoli a colpi di soluzioni, zigzagando tra fame urgente dei poveri e appetito famelico dei ricchi, che risposte intelligenti potrà mai garantire?

Questi sono i miracoli della "in-cultura": il manovale ignorante è costretto a fingersi capace per sperare che lo assumano con un salario decente. 
Mentre lo scienziato, può giocare a carte coperte: si finge affamato di sapere, perché questo è il titolo di merito per ottenere finanziamenti miliardari; e pazienza se poi in compicità con mercato e finanza, garantisce fame, malattia, disoccupazione o sfruttamento, sconvolgimenti climatici e genocidi a ripetizione.
Non vorrei sbagliarmi; ma il "progresso" attuale sembra copiato pari pari da "il mondo al contrario" di Vannacci, ma con potenzialità di accelerazione e scatafascio a 360 gradi, di tutto rispetto. 
Questa iattura sembrerebbe imputabile ai "potenti visibili della politica": Trump, Netanyahu, Putin e XI Jinping & C, ma i veri responsabili sono i pupari invisibili della Scienza, Mercato e Finanza, che li hanno indottrinati, finanziati e agitati fino a farli sembrare evasi da Alcatraz o letteralmente "sbiellati".
E ora, che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri

sabato 16 maggio 2026

Le disgrazie sono la salsa di questa pessima pietanza che è la vita







Prima di puntare il dito contro: cultura, politica, mercato e finanza che sono i bersagli privilegiati da qualunque critico; è necessario affermare che la migliore cultura e politica del mondo è per i popoli la peggiore iattura. È una "pietanza senza salsa" avrebbe detto l'abate Galiani.
Se i popoli li metti in un mare di guai li ammazzi. Ma se ad ogni soggetto adulto e in buona salute, la politica non lascia una fisiologica porzione di problemi quotidiani da risolvere; quel soggetto non correrà a lavorare e guadagnarsi onestamente di che vivere, ma a spendere ciò che la politica gli ha lasciato o elargito generosamente.
Non so quanto amino il lavoro gli orientali; ma in occidente, nessun cittadino senza problemi va a lavorare per passione, ma perché il lavoro è l'unico mezzo per vivere onestamente.
Se riceve un guadagno costante e sicuro, qualunque adulto lascia lavorare gli altri e corre a spendere e divertirsi. 
Conoscevo un idraulico che lavorava come un cane e risparmiava come un genovese; ma poi spariva per settimane e non tornava al lavoro se non dopo aver ripulito il portafoglio.
Perciò la cultura e la politica, da qualunque angolazione le giri, sono in assoluto, anche per un genio, un tremendo rompicapo. Devono capire quali e quanti problemi lasciare irrisolti nel sistema sociale per indurre i cittadini a lavorare, produrre, spendere, contribuire e vivere onestamente con responsabilità.

L'economista Ferdinando Galiani detto l'Abate Galiani, maestro di pragmatismo diceva: "perché una nazione possa arrivare a un supremo grado di perfezione, bisogna che i governanti vi lascino molto disordine mescolato con l'ordine, molte pressioni in contrasto con molte ragioni, molte leggi con molte infrazioni, molte regole con molte eccezioni."

Quindi, sia la scienza chè la politica, si trovano nella complicata condizione di dover scegliere se liberale i poveri dai problemi e danneggiare i ricchi o liberare i ricchi e danneggiare i poveri.
Posto che le soluzioni con i soldi dei ricchi salvano i poveri, ma uccidono i ricchi.

L'istruzione va aiutata, non per produrre allargamento di sapere, ma allargamento di potere giuridico individuale e familiare.
Perché se la cultura serve a creare una elite mondiale di soggetti strapotenti e tiranni che hanno potere di vita o di morte sui popoli e su interi Stati, (come in Ucraina, Palestina e Iran) va ostacolata con ogni forma di resistenza legale possibile.

Il cervello umano non digerisce la complessità. Perciò la cultura e la politica sono efficaci per soluzioni mirate, circoscritte, locali, specifiche, ma non possono liberare dal caos e dall'ingiustizia l'intera comunità mondiale. 
Aveva ragione Galiani, il parziale fallimento della scienza e della politica, se non è naturale deve essere indotto, perché l'assenza o l'eccesso di problemi sono entrambi, per qualunque Popolo, una calamità da scongiurare.
Per fortuna l'Italia è fuori pericolo. Di "salsa delle disgrazie" culturalipolitiche, economiche e finanziarie per condirci la pietanza della vita, siamo provvisti fino a fine millennio.
Franco Luceri

sabato 9 maggio 2026

Il potere è gioco d'azzardo truccato






Il potere è come un gioco d'azzardo truccato con tre razze di giocatori: intellettuali, politici, banchieri. Ma si sa da millenni che gli unici giocatori che alla fine incasseranno il bottino e correranno a casa a riempire casseforti saranno i banchieri. 

Gli intellettuali e i politici sono pagati per darsele di santa ragione, come pugili suonati, dovendo garantire senza se e senza ma, lacrime e sangue ai popoli e profitti crescenti ai banchieri.

Siccome quella dei Banchieri è una razza fortemente filantropica alla rovescia, tutti i miglioramenti apportati ad un sistema sociale e alla pace e prosperità di un popolo, non possono che essere realizzati nell'interesse usurario legalizzato dei "filantropi". 

I Banchieri hanno nel fisco e nell'inflazione le loro mani sinistre che continuano ad affamare la classe povera e a conservare illusa ma a rischio retrocessione la media. Nei periodi di sviluppo fanno ingrassare la classe media a spese dei poveri, e nei periodi di recessione e di guerra la ripuliscono o la fanno letteralmente fuggire in paesi meno devastati. Vedi Italia "la fuga dei cervelli" da oltre 30 anni.

Che si tratti di una dittatura di una monarchia o di una democrazia, dal punto di vista finanziario non cambia una virgola.

Se qualcosa di vantaggioso sembra concessa al popolo, è per gentile concessione dei Banchieri che finanziano gli Stati, tutti sovraccarichi di debito pubblico, per inguaiarli e condizionarli meglio.
Quindi la cultura, il progresso, la giustizia sociale, la libertà, i diritti e le conquiste sindacali, sono fumo negli occhi. 
Servono soltanto a indurre il popolo a lavorare, produrre e spendere per arricchire i potenti dell'Economia e della Finanza. Unica classe sociale che non vive come il resto dell'umanità sulle montagne russe dello sviluppo probabile, della recessione certa e della guerra che mietono vite umane, ma conservando igienicamente l'illusione che il sapere produce "potere legale", invece produce solo, a qualunque livello, salvo rare e illustrissime eccezioni, (che non bastano certo a tenere in buona salute una democrazia) l'istinto animale del "si salvi chi può".
Franco Luceri

sabato 2 maggio 2026

In cattedra, l'enologo batte il pedagogo?





Forse il professore dovrebbe travasare sapere nella testa degli alunni, con la stessa perizia di un enologo che cura la qualità del mosto, ma poi seleziona anche il tipo di contenitore in cui alloggiarlo, per evitare che invece di vino o spumante di qualità, il contenitore sbagliato restituisca aceto marcio.

Perché se il sapere finisce imbottigliato in cervelli non idonei a valorizzarlo, la possibilità che sviluppi vero progresso: intelligenza, civiltà, utilità sociale è a dir poco remota.

E non è improbabile che il sapere travasato nel cervello sbagliato, finisca per danneggiarlo, accentuandone stupidità o pazzia. Proprio come il mosto imbottigliato in un contenitore sporco o debole, finisce per far saltare il tappo o scoppiare il contenitore.

Quando si dice di un istruito è scemo o è matto, bisogna capire se aveva un cervello capace di "digerire" cultura, oppure se è stato danneggiato insaccandolo di saperi demenziali come tutte le ideologie politiche che possono indurre in un individuo immaturo delirio di onnipotenza o aggressività, fino a spingerlo a premeditare un omicidio.

Come l'americano Cole Thomas Allen, ingegnere meccanico col cervello sbiellato, che ha pensato di poter ammazzare Trump; ma come un topo ha mangiato il formaggio ed è rimasto nella tagliola.

In Italia, lo sfascio del sistema sociale, prima chè alla politica di oggi, è imputabile a quella di 167 anni fa, (legge Casati 1859, che rese obbligatorio un biennio di istruzione. E alle riforme successive che hanno elevato l'obbligo fino all'età di 16 anni. 
Questo ha impedito e continua ad impedire ai  professori,  (ai mancati enologi del sapere), di selezionare i contenitori  cerebrali idonei a convertire il "mosto in vino", la cultura in vera civiltà e vera ricchezza per il popolo e per lo Stato.

Ecco perché oggi, (grazie all'istruzione, obbligatoria  quasi ovunque a livello planetario) convivono due cose incompatibili: il progresso scientifico arrivato a livelli di perfezione inimmaginabili, e la stupidità o criminalità crescente di troppi addetti ai lavori che ingrassano danneggiando la collettività e i loro colleghi onesti, capaci e responsabili.

La qualità della cultura va curata; ma serve anche una scelta maniacale, "enologica", dei "contenitori cerebrali" entro cui travasarla, se vogliamo che sviluppi vera intelligenza socio ed ecocompatibile. 
Oggi nel mondo il sapere garantisce due catastrofi: debito pubblico impagabile e guerre a 360 gradi con tutti i mezzi possibili e immaginabili, nell'illusione di appianare i debiti.

La cultura è l'arma più potente che esiste al mondo, renderla accessibile a chiunque è diventata una istigazione a delinquere, come lasciare armi incustodite e con il colpo in canna in una scuola a disposizione degli alunni.

Con l'istruzione obbligatoria, (travasando saperi a casaccio) si sono fatti per 167 anni, danni incalcolabili; forse è il caso di correggere enologicamente la pedagogia, prima che di questo imbarbarimento sociale precoce e galoppante, (in Italia, in poco più di un anno, per divergenza di opinioni, 133 professori sono stati aggrediti dagli alunni o dai loro familiari) anche la politica perda totalmente il controllo.

Restituite al pedagogo lo stesso potere e la stessa responsabilità che ha l'enologo sull'intera filiera: dalla produzione della "cultura" alla qualità dei "cervelli".
Chi produce sapere, deve poter scegliere dove imbottigliarlo, se vogliamo che garantisca intelligenza individuale e progresso sociale governabile in pace e prosperità.
Perché per un secolo e mezzo, con l'istruzione obbligatoria imposta politicamente, la scuola ha garantito: progresso scientifico e imbarbarimento sociale galoppante, che come un boomerang torna a colpire la politica, costringendola a tappare i danni finanziari e ambientali a colpi di terrorismo e guerra, per evitare che Stato e Popolo finiscano al default e alla guerra civile.

Non vorrei sbagliarmi, ma temo che serva una sola parola d'ordine: torniamo indietro per andare avanti.

Oggi, anche il premier più potente del mondo, ha lo stesso potere di un autista di TIR a pieno carico, con le gomme lisce, e su strada ghiacciata. 
Trump, Netanyahu e Putin sono gli attuali autisti politici più "potenti-impotenti" che offra il mercato. 
Se provano a salvarsi sterzando a destra, sbandano a sinistra; e se sterzano a sinistra sbandano a destra.
Questa è la massima autonomia di chi oggi "s-governa il mondo" ormai ridotto culturalmente ed economicamente a manicomio criminale, dove tutti per paura di perdere ci improvvisiamo carnefici, ma puntualmente finiamo tutti, (prede e predatori) da povere vittime.
Franco Luceri