sabato 16 maggio 2026

Le disgrazie sono la salsa di questa pessima pietanza che è la vita







Prima di puntare il dito contro: cultura, politica, mercato e finanza che sono i bersagli privilegiati da qualunque critico; è necessario affermare che la migliore cultura e politica del mondo è per i popoli la peggiore iattura. È una "pietanza senza salsa" avrebbe detto l'abate Galiani.
Se i popoli li metti in un mare di guai li ammazzi. Ma se ad ogni soggetto adulto e in buona salute, la politica non lascia una fisiologica porzione di problemi quotidiani da risolvere; quel soggetto non correrà a lavorare e guadagnarsi onestamente di che vivere, ma a spendere ciò che la politica gli ha lasciato o elargito generosamente.
Non so quanto amino il lavoro gli orientali; ma in occidente, nessun cittadino senza problemi va a lavorare per passione, ma perché il lavoro è l'unico mezzo per vivere onestamente.
Se riceve un guadagno costante e sicuro, qualunque adulto lascia lavorare gli altri e corre a spendere e divertirsi. 
Conoscevo un idraulico che lavorava come un cane e risparmiava come un genovese; ma poi spariva per settimane e non tornava al lavoro se non dopo aver ripulito il portafoglio.
Perciò la cultura e la politica, da qualunque angolazione le giri, sono in assoluto, anche per un genio, un tremendo rompicapo. Devono capire quali e quanti problemi lasciare irrisolti nel sistema sociale per indurre i cittadini a lavorare, produrre, spendere, contribuire e vivere onestamente con responsabilità.

L'economista Ferdinando Galiani detto l'Abate Galiani, maestro di pragmatismo diceva: "perché una nazione possa arrivare a un supremo grado di perfezione, bisogna che i governanti vi lascino molto disordine mescolato con l'ordine, molte pressioni in contrasto con molte ragioni, molte leggi con molte infrazioni, molte regole con molte eccezioni."

Quindi, sia la scienza chè la politica, si trovano nella complicata condizione di dover scegliere se liberale i poveri dai problemi e danneggiare i ricchi o liberare i ricchi e danneggiare i poveri.
Posto che le soluzioni con i soldi dei ricchi salvano i poveri, ma uccidono i ricchi.

L'istruzione va aiutata, non per produrre allargamento di sapere, ma allargamento di potere giuridico individuale e familiare.
Perché se la cultura serve a creare una elite mondiale di soggetti strapotenti e tiranni che hanno potere di vita o di morte sui popoli e su interi Stati, (come in Ucraina, Palestina e Iran) va ostacolata con ogni forma di resistenza legale possibile.

Il cervello umano non digerisce la complessità. Perciò la cultura e la politica sono efficaci per soluzioni mirate, circoscritte, locali, specifiche, ma non possono liberare dal caos e dall'ingiustizia l'intera comunità mondiale. 
Aveva ragione Galiani, il parziale fallimento della scienza e della politica, se non è naturale deve essere indotto, perché l'assenza o l'eccesso di problemi sono entrambi, per qualunque Popolo, una calamità da scongiurare.
Per fortuna l'Italia è fuori pericolo. Di "salsa delle disgrazie" culturalipolitiche, economiche e finanziarie per condirci la pietanza della vita, siamo provvisti fino a fine millennio.
Franco Luceri

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