Il compianto professor Zichichi non si fidava dei suoi colleghi atei, che cercano di dimostrare che la natura non è stata creata da Dio.
Diceva: "tentano di derivare le leggi fondamentali dal Caos, ma non sono riusciti a combinare nulla, perché scienza e Fede sono entrambe doni di Dio, non conquiste dell'intelligenza umana".
Come dire che l'uomo di scienza ateo si sente architetto del Creato, ma non sa ancora come funziona e mai potrà saperlo negando l'origine Divina del pianeta su cui vive.
Da "banchieri" del sapere, gli scienziati si fingono capaci di progettare e curare tutto il mondo alla perfezione:
1) i cento sistemi sociali del mondo chiamati Stati.
2) la formazione giuridica e morale di 8 miliardi di umani.
3) nonché la costruzione e manutenzione dei mezzi.
Ma che il loro servizio abbia poco di scientifico lo si deduce dal fatto che la crescita della cultura non accresce la qualità di vita dei popoli, ma la barbarie, il degrado intellettivo e morale dei potenti, e la fame e rassegnazione e morte degli impotenti. E persino la classe media impoverisce e fatica a non retrocedere.
I giovani che ereditano una casa dai loro genitori, devono svenderla perché non producono abbastanza per pagare utenze e manutenzioni.
Il banchiere propriamente detto, custode e distributore del denaro risparmiato dai popoli, non si arroga responsabilità sistemica e incassa compensi solo dai soggetti che finanzia, se la sua partecipazione li ha aiutati a produrre una reale crescita di profitti per mutuanti e mutuatari.
Invece "i sottuttoio" della scienza, burocrazia e politica, fingono di avere responsabilità sistemica, e pretendono compensi pubblici e privati crescenti dall'intera popolazione di contribuenti, barboni compresi. E questa è una tirannia legalizzata da millenni.
Invece "i sottuttoio" della scienza, burocrazia e politica, fingono di avere responsabilità sistemica, e pretendono compensi pubblici e privati crescenti dall'intera popolazione di contribuenti, barboni compresi. E questa è una tirannia legalizzata da millenni.
Il mondo scientifico ci arricchisce la vita di mezzi sempre più belli, perfetti, funzionanti: case, vestiti, telefoni, computer, auto, yacht e aerei che ci costano un occhio. Ma invece di adeguare culturalmente gli uomini ai mezzi, fa l'esatto contrario, forma autisti utilizzatori imbranati e addormentati che non sanno nemmeno dove cercare i comandi per accenderli e spegnerli senza danno per sé, per la collettività e per l'ambiente.
Una scienza che ti migliora le cose e ti peggiora gli uomini è più devastante del potere tirannico dei banchieri.
Un caro amico che ci ha lasciati da qualche anno, spiegava con queste parole la truffa dei banchieri del sapere:
"Se sapessimo cambiare l'uomo, il mondo starebbe bene anche così".
Persino le caverne e la zappa sarebbero state più utili al genere umano delle conquiste scientifiche e democratiche, per le quali i banchieri del sapere pretendono investimenti crescenti, mentre i miliardi di poveri e i milioni di massacrati in guerra, fame e malattia restano sempre in costante lievitazione.
Perciò i guasti della democrazia italiana non sono imputabili ai mezzi sbagliati o insufficienti (la produttività, le tasse, gli investimenti pubblici, la finanza, le leggi, la Costituzione, il debito pubblico o lo spread) ma agli uomini di governo: ai banchieri della cultura, della politica, del mercato e della Finanza, "perfetti" per qualunque sistema sociale, ma rigorosamente totalitario, dovendo asservire gli uomini ai mezzi, per uno sfruttamento minimo delle cose e massimo degli uomini.
Il mondo della cultura ci recita quotidianamente questa poesia:
La scuola non funziona perché il governo ha ridotto i finanziamenti.
La sanità non funziona perché il governo ha ridotto i finanziamenti.
L'Italia è indebitata perché il governo non tassa abbastanza gli imprenditori.
Ma se gli imprenditori continuano a fallire, vuol dire che il contributo produttivo della scienza e derivati è da bancarotta.
È la presunzione, (figlia legittima dell'ateismo) ad aver rimpicciolito la misura dei neuroni nel cervello umano, che ora funziona a gettone.
Il sapere non serve per produrre ricchezza propria e contribuire ad alleviare la povertà altrui, ma per rubare o contabilizzare la ricchezza prodotta dagli ignoranti asserviti e sfruttati a pane e acqua.
Franco Luceri

Carlo di Stanislao ha commentato così questo mio articolo: L’articolo di Franco Luceri su Trucioli Savonesi non è solo una lettura, ma uno schiaffo necessario al torpore della nostra epoca. È un elogio doloroso alla verità che preferiamo ignorare: la nostra sfolgorante evoluzione tecnica nasconde una miseria spirituale senza precedenti.
RispondiEliminaLuceri denuncia con lucidità brutale il paradosso dei “banchieri del sapere”. In un mondo dove la scienza è divenuta una nuova forma di dogmatismo ateo, abbiamo perfezionato i mezzi ma atrofizzato l’uomo. Possediamo strumenti divini gestiti da “utilizzatori imbranati”, schiavi di una tecnologia che non sanno né accendere né spegnere con coscienza. Il dolore che traspare dal testo nasce dalla consapevolezza che la cultura, oggi, non è più un mezzo di emancipazione, ma uno strumento di asservimento totalitario per contabilizzare la ricchezza prodotta dagli ignoranti.
È una lettura che brucia perché ci mette davanti allo specchio: mentre discutiamo di spread e leggi, i “banchieri della cultura” ci hanno tolto l’essenziale, riducendo i nostri neuroni a un funzionamento “a gettone”. Luceri ci ricorda che se non sappiamo cambiare l’uomo, ogni progresso è solo una magnifica decorazione sulla nostra rovina
7 Marzo 2026 alle 09:40
EliminaCaro Carlo, Tu non leggi i miei scritti leggi la mia anima. Riesci a cogliere sfumature che nemmeno io sapevo di aver inserito nel testo. In quarant’anni di giornalismo amatoriale nessuno aveva mai elogiato i miei articoli con la lucidità e profondità del tuo pensiero. Grazie di cuore e un abbraccio
Franco Luceri