sabato 18 luglio 2026

Se crescono scienziati e sfascio; lo sfascio è sicuramente vero






Socrate inventò la filosofia, ma suggerì all'alunno Platone di non sopravvalutarla, perché il massimo guadagno che lui aveva tratto studiando, era "sapere di non sapere".
E quindi, la sua sorgente primaria di apprendimento ha funzione  "detergente",  lava dal cervello umano la tragica presunzione che l'istruito sappia più dell'ignorante, perché la cultura è "ordine" e la natura "disordine".

Che sia filosofico o matematico, il sapere umano non ha niente di superiore e di assoluto che la natura non abbia il sapere e potere di disordinare, stravolgere e ridicolizzare. (Con queste temperature, case e automobili sono diventate forni arrosticervelli).
Solo mettendo in cantiere un progetto e osservando l'impatto socio-economico-ecologico generato dalla trasformazione del progetto in opera, si può misurare il valore reale del progettista e dell'esecutore.

Come dire, che la "vera" scienza, è quella armata fino ai denti di attrezzi da lavoro, per realizzare concretamente ciò che si è progettato teoricamente.
Quando il chirurgo smette di parlare, corre in sala operatoria armato dei "ferri del mestiere" a misurarsi con la malattia del paziente, se per salvargli la vita, al sapere scientifico deve seguire l'azione operatoria.
Il pilota di aerei non mette in mano ai passeggeri il libretto delle istruzioni e autorizza il decollo rimanendo a terra, ma mette alla prova pratica il suo sapere pilotando l'aereo e portando equipaggio e passeggeri incolumi a destinazione.

La vera scienza sta fuori dalle aule scolastiche che sono l'asilo nido del sapere umano, dove la maturazione dei cervelli è solo "convenzionale", certificata dal pezzo di carta ma con zero garanzie.
La vera maturazione e il vero progresso avviene al sole delle due università del fareImpresa e Natura. Dove, a proprio rischio e spesa, si sbaglia, si corregge, si perfeziona e si prosegue fino al collaudo dell'opera, alla raccolta dei frutti, o al fallimento.
Da quelle due prof attingiamo la capacità di renderci socio-eco compatibili: come contadini, pastori, pescatori, boscaioli, artigiani e professionisti abituati a sporcarsi le mani per capire facendo,  pensando e migliorando qualunque esecuzione.

La scienza non è quella che gli scienziati decidono di definire tale, nell'habitat asettico di un centro di ricariche, ma quella enormemente più complessa, per trasformare un progetto in opera, superando catene montuose di ostacoli sociali, culturali, giuridici, economici e finanziari nazionali e mondiali, paci e guerre, politiche e terrorismi, epidemie e carestie, sviluppi e recessioni, altruismo e strozzinaggio.

Allora cari istruiti, riempiamoci la vasca da bagno di economica    saggezza contadina e facciamoci un bagno di umiltà, perché il sapere è nella testa di chi fa, sbaglia, corregge e paga con la propria pelle, non sulla lingua del presuntuoso che si sente "padreterno" sindacando gli errori altrui, senza alcuna responsabilità.

Socrate si guardò bene dal lasciare ai posteri nero su bianco le sue argomentazioni. E pure sono più sensate e meno spocchiose della cultura che gli alunni dei suoi alunni tramandano all'umanità da 24 secoli. Democrazie a 24 carati che promettono, felicità, progresso, benessere e pace; ma senza badare a spese continuano a servire a vagonate, infelicità, carestie, guerre e genocidi in lievitazione tumultuosa.

Io non ho studi alti. Ho fatto tutti i mestieri del mondo, sbagliando, correggendo, pagando e imparando dai miei errori.
E ora, ad un passo dalle 85 primavere, ho capito che con la pancia piena e la testa vuota si campa; ma da Pico della Mirandola, col melone pieno di scienza e la pancia vuota si schiatta.

In Italia, negli anni 50 e 60, quando l'esondazione a 360 gradi del mondo "scientifico" non era ancora inarrestabile e ingovernabile come ora; contadini e artigiani avevano risorse per laureare tutti i figli che volevano studiare. Ora i loro nipoti laureati che non vogliono scappare dall'Italia, hanno difficoltà a trovare anche una misera occupazione di operatore ecologico.

Io non so se a ridurci in queste pietose condizioni sia stata la mala politica comunista o liberista, come ci raccontano gli addetti ai lavori. Ma temo che senza l'aiuto determinante della cattiva cultura, nemmeno il più spietato tiranno avrebbe potuto paralizzare e ridurre in mutande popolo e Stato italiano solo per malapolitica complice o vittima di malafinanza.

Franco Luceri

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