E’ vero che a questo
mondo non c’è limite al peggio; ma se ci fosse un tizio talmente fulminato da
ammazzare un farmacista perché non ha ancora inventato il farmaco per la sua
malattia incurabile, si dovrebbe riaprire un manicomio, sbatterlo dentro e buttare
la chiave.
Ma se il matto accoppa
farmacisti, a corto di farmaci inesistenti, grazie a dio ci manca; in
compenso, abbiamo l’intero popolo italiano così plagiato dalla cultura, da
incriminare (scimmiottando scuola e stampa) i farmacisti della politica, perché
gli scienziati della politica, invece delle soluzioni, li riforniscono di
medicine placebo, di pannicelli caldi per incancrenire i problemi fino alla
distruzione totale dei sistemi sociali.
Tanto è, che quando
spostiamo di peso i Machiavelli dalla politologia alla politica, dalle
università a Palazzo Chigi, dal dire al fare, ci rendiamo conto che inventare
parole, è un gioco innocuo per bambini scemi, ma tramutarle in soluzioni
ammazza problemi, e non popoli, è un altro paio di maniche.
Considerare l’Università
la sede dei padreterni, e Palazzo Chigi l’asilo dei bimbiminchia aggiunge danno
a danno; perché poi i padreterni, spostati di peso da l’insegnamento, al
“governamento“, del malato ne organizzano il funerale al posto della
guarigione, (dopo Prodi, vedi Monti e Fornero).
La politica va
inventata e attuata, non con atti terroristici, o pilotando la macchina del
fango, o condannando i politici per crimini inesistenti, salvo poi assolverli
dopo averli rovinati o distrutti.
Palazzo Chigi è solo
la farmacia italiana numero uno. Ed è uno sprovveduto chi si
scandalizza di non trovare là tutte le medicine salva Italia, che gli
accademici non hanno ancora inventato, prodotto e distribuito. Come formare
cittadini intelligenti e onesti, come contenere o debellare l’immigrazione
clandestina, o il tracollo del sistema economico per scarsa competitività, o
per globalizzazione selvaggia, o per strozzinaggio mondiale, o per devastazione
ambientale irreversibile, come quella generata da l’uso dei prodotti chimici, amianto,
plastica ecc. ecc.
Io non sono un
giornalista, e ho sempre introdotto le mie opinioni in punta di piedi e direi
pure scalzo per non disturbare. Ma sono alle soglie dei 76, e ancora non riesco
a vedere l’Italia come una Casa Comune, uno Stato di diritto, una Repubblica
democratica, e con una classe dirigente che abbia in mano la chiave per un
futuro meno scandaloso e drammatico per popolo e Stato.
Così ho deciso: o
cambio o smetto. Ho informato il dott. Nicola Cariglia, direttore di Pensalibero.it (il favoloso giornale che ospita le mie opinioni), del mio interesse a mettere in relazione chiunque voglia completare le analisi esistenti, inventando soluzioni sostenibili e ho avuto
l’OK.
Chi pensa come me, che
il giornalista debba sentirsi come un informatore medico, un rappresentante che
mette in relazione i produttori coi venditori di medicine, i politologi coi
politici che le acquistano per conto di burocrati e giudici col potere di
curare e guarire; si candidi a diffondere questo concetto, e contribuisca a
fermare la giostra dei matti, dove tutti siamo impegnati, (io da tre decenni) a
bacchettare i politici, perché sprovvisti delle soluzioni attuabili ed
efficaci, che la scienza politica non ha ancora inventato.
Questo non significa
che domani si debbano mettere tutti i giornalisti e i giudici in cassa
integrazione, o che debbano smetterla di criticare o perseguire i politici
stupidi, corrotti o ladri; ma che le colpe per le soluzioni mancanti, vadano
divise fra scienziati e manovali, fra politologi e politici; perché usare
sempre e solo il Premier e il governo da capro espiatorio, è come tirare la coda
a l’asino per farlo avanzare.
Analizzando i fatti,
positivi o negativi, ci eleviamo a giudici di chi ne è stato l’artefice. Mentre
proponendo soluzioni, ci esponiamo al giudizio altrui, ed è una posizione poco
gradita dal mondo della cultura che ama lucrare carriere, guadagni e privilegi,
su l’incapacità o disonestà della classe dirigente, e lascia che i sistemi sociali
vadano in malora, dalle sale parto ai posti tomba.
Io cerco soggetti che non hanno paura a giudicare e nemmeno ad esporsi al giudizio altrui, proponendo la soluzione di qualche problema. La Redazione di Pensalibero sta predisponendo un indirizzo email specifico per tentare di dar vita a questo progetto. Ma chi ha voglia, coraggio e capacità di contribuire con le sue idee, può anche lasciare qua il suo recapito (nello spazio commenti) e sarà contattato. L’Italia non ha mai smesso di produrre cittadini generosi e capaci, qualcosa ne verrà fuori. Buon lavoro.
Io cerco soggetti che non hanno paura a giudicare e nemmeno ad esporsi al giudizio altrui, proponendo la soluzione di qualche problema. La Redazione di Pensalibero sta predisponendo un indirizzo email specifico per tentare di dar vita a questo progetto. Ma chi ha voglia, coraggio e capacità di contribuire con le sue idee, può anche lasciare qua il suo recapito (nello spazio commenti) e sarà contattato. L’Italia non ha mai smesso di produrre cittadini generosi e capaci, qualcosa ne verrà fuori. Buon lavoro.
Franco Luceri
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