sabato 31 gennaio 2026

Le catastrofi "culturalpolitiche" insidiano il primato alle naturali, perché?







Se quelli che sanno non provvedono con onestà a garantire funzionalità agli Stati formando una burocrazia capace, lasciano a quelli che possono, fanno e hanno, la piena libertà di aggiustare i sistemi sociali con politiche economiche, finanziarie o peggio belliche totalitarie e genocide.


Da quando i filosofi hanno inventato la politica e i matematici la scienza; allo sfruttamento dei popoli si dedicano con grande entusiasmo, pensatori, burocrati, politici, industriali e banchieri.

Negli ultimi 25 secoli, a partire da Talete, e passando da Platone e Pitagora fino a Rousseau; gli "addetti ai lavori" avranno tentato chissà quante volte di estinguere l'umanità. Ma nel secolo scorso, con il comunismo, fascismo e nazismo hanno raggiunto un livello di bestialità collettiva a dir poco notevole.

Dalle origini dell'uomo, la povertà, più della cultura e del benessere, ha sempre aiutato l'umanità a sviluppare vera intelligenza. Ma nell'ultimo secolo, scegliendo di fidarsi più della cultura ché della natura, i popoli ricchi sono ripiombati in una forma di tragica stupidità sconosciuta persino alle scimmie da cui noi umani deriviamo.
Grazie alla cultura, l'umanità è passata dal necessario al benessere, fino a dividere ogni popolo del presunto "Occidente progredito", in tre ben distinte classi sociali: pochi lupi di buon appetito, una classe media di addetti al mattatoio, e una marea di animali da macello.

E questo ambizioso programma, socio politico economico, è disegnato e realizzato scientificamente, cancellando dal cervello umano ogni traccia di intelligenza istintiva, in modo da indurre i popoli ad accettare con rassegnazione lo sfruttamento e l'asservimento legalizzato. Salvo a passare poi alla eliminazione fisica di chi osasse compromettere l'appetito famelico delle Elite.

In altre parole, la natura, creando disagio, ha sempre formato popoli intelligenti, dediti allo sfruttamento misurato e rispettoso delle risorse ambientali: contadini, pastori, pescatori, boscaioli e artigiani, sì sono sempre rassegnati a vivere con moderazione dei frutti della natura che rispettavano da madre.

Ma alla lunga, l'umanità istruita, si è impegnata ad alleviare il disagio della povertà con la comodità del benessere, fino a sconfinare ingordamente nel lusso sfrenato ed ecoassassino.
Ed è stato un suicidio, perché il benessere rincretinisce i popoli, che finiscono per passare dalla dittatura naturale, alla dittatura cultural finanziaria, come è stato nell'ultimo secolo con il comunismo e il nazifascismo, che fingendo di mettere riparo a l'impovenimento delle masse, piano piano i sistemi politici si sono suicidati sconfinando nel totalitarismo criminale e genocida.

Ora gli effetti del suicidio cultural politico, li troviamo nei giovani bulli che vanno a scuola col coltello, nel dilagare inarrestabile dei femminicidi, nella famelica ingordigia di imprenditori e banchieri e nella dilagante corruzione dei poteri pubblici che in Italia continuano a fare danni inarrestabili.

E non è solo la scarsa produttività economica italiana a fare brutti scherzi; posto che la civilissima e ricchissima Svizzera ha reso possibile la strage di Crans-Montana, dove l'irresponsabilità pubblica ha finito per legittimare di fatto la criminale rapacità privata.

Io non sono culturalmente qualificato a stabilire: tra ignoranza e istruzione, povertà e benessere; quale sapere, avere e potere, possa ricreare nei popoli liberi, un accettabile livello di intelligenza e moralità, perché le migliori intenzioni dei governanti che promettono miracoli, smettano di lastricare le peggiori vie dell'inferno, a colpi di catastrofi, epidemie, carestie e guerre inarrestabili.
Franco Luceri

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