la NATURA COME UNICA INSEGNANTE, la cultura e la civiltà agricola si sono sviluppate lentamente ma adattandosi con rispetto alle generose o impietose leggi del Creato, evitando strappi e conflitti insanabili.
Poi l'Umanità ha incominciato a partorire filosofi e matematici e nel corso dei secoli si sono talmente moltiplicati, da convincere i popoli che la cultura umana autoreferenziale può surrogare e persino migliorare gli insegnamenti della natura, a costi inferiori e vantaggi incalcolabili.
E ricoprendo la doppia funzione di discenti e docenti di se stessi, le teste d'uovo della cultura, se la sono suonata e cantata da soli per tre millenni. Saltando a pie pari il consenso o dissenso della natura, (fatto di raccolti ricchi o distrutti alla vigilia del raccolto) si sono convinti di essere autonomi e si sono costruiti quel potere culturale che oggi impone all'intera comunità mondiale, regnanti e presidenti compresi, il doppio indottrinamento: istruzione obbligatoria e informazione da lavaggio del cervello,
tanto utili all'umanità, che il grande Mark Twain li ha descritti con queste inequivocabili parole:
"Il sapone e l'istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro, ma a lungo andare sono più micidiali."
E ora sarebbe stato persino riduttivo qualificare in quei termini il "contributo" della cultura, che specialmente in campo agricolo, per dimensione di catastrofi, è a di poco "miracoloso".
Oggi si utilizza solo il 50% delle terre coltivabili, e il 33% del cibo prodotto finisce al macero, con le conseguenze sociali, ambientali, climatiche e finanziarie che affliggono 8 miliardi di umani.
La natura ha fatto miracoli insegnando all'uomo ad adattarsi alle leggi del Creato per produrre l'essenziale per vivere, senza arrecare danni a se stesso, agli altri esseri viventi o alla natura. Mentre la cultura ha insegnato all'uomo a produrre di più depredando umanità e pianeta, e pagando a caro prezzo le conseguenze in termini di salute, qualità della vita, rapporti sociali, bancarotta finanziaria, conflittualità fra Stati, competizione selvaggia ( vedi i dazi di Trump) o guerra genocida.
Ma tranquilli, anche le catastrofi sono scientificamente studiate e sotto controllo.
Il pensatore, a differenza del lavoratore, non si confronta con l'unica maestra affidabile esistente sulla faccia della terra: la NATURA capace di padroneggiare la complessità sistemica preclusa a qualunque essere umano.
Solo interagendo da contadino con la natura, l'intellettuale avrebbe potuto trovare conferma o smentita riguardo alla qualità del sapere autoprodotto. Perché interagendo anche per l'intera vita con i propri simili e mai con la natura da umili contadini, si sta interagendo con altri ignoranti che non possono garantire nemmeno calcolatrice alla mano la verità elementare di uno più uno uguale a due.
Quindi quella che chiamiamo per convenzione sociale cultura non è altro che una torre di Babele franata all'origine, un ammasso di semplificazioni, falsificazioni e sottovalutazioni scientificamente certificate come verità a 24 carati, senza alcun riscontro reale con la maestra affidabile dell'intero pianeta: Madre Natura, unica in grado di certificare successi e fallimenti a colpi di promozioni o bocciature: di raccolti andati a buon fine o distrutti alla vigilia del raccolto.
Nella civiltà contadina, non esisteva la frammentazione e specializzazione culturale. Esistevano solo mestieri contaminati. Gli umani di qualunque razza e condizione sociale erano tuttofare.
Il contadino era anche pastore pescatore boscaiolo e artigiano. Ma anche l'artigiano non era artigiano puro, si coltivava le verdure aveva la pecora le galline il maialino il cavallo e l'attrezzatura per procurarsi la legna dal bosco.
Insomma la civiltà contadina formava soggetti autonomi a 360 gradi e nessuno poteva abusarsi dell'altro sapendo bene che l'altro non era uno sprovveduto facilmente ingannabile.
Ora qualunque professionista abbia necessita di consultare un collega in un campo diverso dal suo, si trova nella scomoda condizione di un ignorante benestante con portafoglio da ripulire.
E si ha la percezione di quanto l'umanità del terzo millennio sia anche politicamente su una barca alla deriva, vedendo persino i super premier del calibro di Trump che maneggiano la vita dei popoli, dipendere da eserciti di CTS, (comitati tecnici scientifici) per mettere a punto una politica che non faccia scoppiare dalle risate tutti i polli del pianeta, o passare per stupidi o matti, anche solo per soffiarsi il naso.
Franco Luceri

Nessun commento:
Posta un commento