lunedì 5 settembre 2022

Votando o comprando finanzi la politica amica o nemica


Dove la politica è pesantemente condizionata dal mercato, come quella italiana, non serve aspettare cinque anni per procurarsi attraverso il voto i propri tiranni di fiducia: comprare soprattutto prodotti d'importazione equivale a votare.
Ogni volta che apri il portafoglio e compri un bene o un servizio, è come entrassi in una cabina elettorale, stai facendo politica. Se compri prodotti nazionali  (possibilmente a km 0) sostieni la classe politica del tuo paese, altrimenti stai sostenendo, finanziando e rendendo il tuo paese dipendente da un sistema politico straniero che oggi si comporta da amico, domani, vedi Putin, comprando da lui: gas, materie prime, prodotti alimentari, e chissà cos'altro, stai pagando per subire la sua guerra.
Oppure se chiedi un mutuo ad una banca straniera che fa concorrenza sleale alle banche del tuo paese, paghi per farle fallire.
Comprando straniero negli ultimi 30 anni, in Italia siamo messi così. Siamo alleati dell'America, ma compriamo dalla Russia nemica dell'America.
Dipendiamo da Russia e Cina persino per l'aria che respiriamo. Ma ora si stanno impegnando a toglierci anche il vizio di consumare ossigeno. 
O ci tolgono energia e cibo per ucciderci, oppure ci tengono così tanto alla nostra salute che ci svuotano il portafoglio facendoci pagare tutto a prezzi d'oreficeria.
E in tutto questo la politica italiana è impotente: è sulla sedia a rotelle. 
E non è paralizzata perché siamo in campagna elettorale, e non può affrontare le emergenze, ma perché nei rapporti internazionali economici e finanziari ha poco potere. Quanto un 2 di briscola in una partita a scopa.
Perciò mantenere o rinnovare una classe politica e un governo in queste pietose condizioni, è come aggiungere, (direbbero gli antichi), alla TIGNA, la CAPU MALATA.
Franco Luceri

sabato 3 settembre 2022

Il Bene Comune vive di produttività ma muore di sperequazione


Non ci sono certezze in proposito; ma trasformare un insieme di individui, culturalmente diversi e giuridicamente sovrani, in uno Stato solidale e salvifico; a giudicare dai fatti, forse è lavoro "inadatto agli uomini" direbbe Rousseau.
Perché i cittadini restano proprietari delle loro cose, ma in aggiunta diventano conproprietari dello Stato democratico, col pieno diritto di usufruire dei vantaggi generati da questa istituzione collettiva, ma senza l'obbligo di risarcire le vittime da eventuali danni di malgoverno.
E mancando la responsabilità pubblica, i cittadini crescono l'albero dello Stato con l'illusione di raccogliere solo frutti; ma poi, devastandolo e derubandolo impunemente, a quell'albero finiscono per "impiccarsi" economicamente e oltre (vedi italiani).
Se in Italia ci fosse un modello di Stato socialista e solidale, non ci sarebbe una corsa dissennata a ricoprire incarichi dirigenziali o di governo, col privilegio di raccogliere indebitamente frutti copiosi, perché poi si avrebbe l'obbligo di risarcire gli esclusi e i danneggiati.
Ma negli attuali e anomali modelli occidentali "comuliberisti", (dove non comanda nessuno perché comandano tutti) l'intera classe dirigente corre ad abbuffarsi di privilegi, tanto da uccidere di disagi i governati, e ipotecare il futuro persino ai propri figli e nipoti.
Insomma, volere un popolo fortemente competitivo e produttivo, per farne uno Stato socialista e concretamente solidale, è geniale come volere la moglie ubriaca e la botte piena.
Perché lo Stato socialista muore di improduttività e parassitismo. E quello liberale, di avidità, disonestà e devastazione ambientale inarrestabile.

E tutto quello che noi italiani stiamo subendo e imparando in conseguenza della guerra, del caro gas, del carovita e dello sfascio pubblico a 360 gradi; (24 secoli fa) era già perfettamente chiaro a Platone, che ha tentato inutilmente di metterci in guardia contro le patologie politiche mortali con queste inequivocabili parole:

"Se dei miseri avidi di trarre profitto personale si avventano sul bene pubblico, con tutte le intenzioni di doverne strappare il proprio tornaconto, non sarà possibile avere una Città ben governata, in quanto, essendo il potere oggetto di discordia, una guerra fratricida e intestina prima o poi manderà in rovina i contendenti, e con loro tutto il resto dello Stato."

In 24 secoli, i popoli hanno tentato tutte le forme possibili di cultura sociale, politica ed economica, ma nessuno ha saputo coltivare l'albero del "BENE COMUNE" produttivo, perequativo e libero da parassiti.
Vale a dire protetto da patologie ideologiche devastanti tipo comunismo, liberissimo, statalismo, giustizialismo, burocratismo e oligarchia finanziaria che ora sembrerebbe prevalente quanto a potere tirannico; ma incapace di darsi e governare un "Ordine Mondiale" che non faccia girare a ritroso le lancette della storia.
Franco Luceri

domenica 28 agosto 2022

La debolezza culturale dei popoli rende finti i "poteri forti"


Mettendo sotto i riflettori le notizie scandalistiche e lasciando in ombra le altre, i mezzi di informazione finiscono per convincerci che siamo malgovernati da politici al guinzaglio di banchieri e multinazionali. I cosiddetti "POTERI FORTI" intoccabili dell' "ORDINE MONDIALE", in costante incasinamento a cannonate: giusto per portare l'intera comunità mondiale alla canna del gas.
E nessuno si è mai chiesto: ma questi POTERI FORTI intoccabili, che a volte si comportano da sfruttatori, tiranni e qualcuno persino da criminale, sono davvero così intrinsecamente forti da essere al di sopra di qualunque legge e magistratura nazionale e internazionale, oppure è la debolezza intellettiva della stragrande maggioranza dei governanti e dei governati a renderli tali?
I banchieri se ne stanno buoni buoni nei loro uffici, non chiedono niente a nessuno, non fanno spot pubblicitari, non fanno rapine a mano armata, e sono persino impegnati in giganteschi progetti filantropici. 
Sarebbero più poveri e innocui di barboni se i risparmiatori di tutte le razze, di qualunque livello socio-economico (cittadini, imprese, professionisti e professoroni, e persino istituzioni e Stati) non corressero a riempirgli la cassaforte (leggi la "SANTABARBARA"), dell'arma più potente della bomba atomica: il "DENARO" avanzato. 
Se poi alcuni risparmiatori finiscono "assassinati" grazie a quel denaro che hanno depositato, (ridotti alla bancarotta per tassi usurari e tasse rapina) non sono vittime di omicidio ma di suicidio.
Il banchiere potrebbe persino chiamarli in giudizio per istigazione a delinquere, avendo ricevuto in consegna da loro l'arma più potente del mondo senza averla mai richiesta, e quel che è peggio, col potere insindacabile di usarla a propria discrezione.
E se è l'imprenditore a depositare per decenni i suoi profitti in banca in cambio di un interesse di fame e poi il banchiere lo fa dichiarare fallito, quando non riesce ad onorare i suoi debiti, vuol dire che il banchiere è disonesto, ma solo perché l'imprenditore ha raggiunto il culmine della stupidità.
Quando un imprenditore intelligente ha bisogno di soldi si cerca un socio che contribuisca con un certo ammontare di denaro. In questo modo, il socio, partecipa agli utili dell'azienda ma contribuisce anche alle perdite.
Se invece è un banchiere a fare credito ad un'impresa, è associato solo ai profitti, non alle perdite. Quando arrivano le perdite e il suo credito vacilla, fa dichiarare fallito l'imprenditore e svende i suoi beni anche a un millesimo del loro valore giusto per rientrare in possesso del suo credito.
Quindi la "forza bruta" dei poteri finanziari mondiali poggia sulla debolezza intellettiva (leggi stupidità) della massa dei risparmiatori che attingono il salario dall'impresa, ma non comprano dall'impresa in cui hanno prodotto beni o servizi, per restituirlo; né lo restituiscono come finanziamento al loro datore di lavoro (che gli garantisce dignità famiglia e vita), se lo sanno momentaneamente in difficoltà.
Corrono a consegnarlo al banchiere, che a volte si comporta da Killer delle piccole e medie imprese. 
Quando l'impresa è ferita a morte da burocrazia, sindacati e fisco e non è più in grado di onorare i suoi debiti, per scarse vendite o alti tassi e tasse, la fanno fallire, e rimandano a casa i lavoratori senza salario: o come si dice brutalmente, "con una mano avanti e una dietro".
E questo mostruoso livello di stupidità collettiva, in materia di Finanza, accomuna tutti gli umani: barboni e baroni, accademici e industriali, politici e giudici, direttori, amministratori e presidenti.
Servirebbe un vaccino contro la devastante pandemia della stupidità finanziaria, che ormai rasenta la "pazzia collettiva"; ma temo che l'umanità faccia prima ad estinguersi, che a smetterla di sragionare in materia di risparmio e di credito.
Guadagnare denari lavorando in una piccola azienda, ma comprare da una grossa multinazionale, o correre a consegnare risparmi ad una banca mondiale, pur sapendo che l'impresa che ti sta dando salario e vita è in difficoltà, è purissima pazzia. È autolesionismo individuale e collettivo della "migliore" qualità.
Perché il sistema bancario di cui ti fidi ciecamente, quando meno te lo aspetti, presterà il tuo denaro a tassi rapina a l'impresa che ti sta dando occupazione e salario, e facendo fallire il tuo datore di lavoro ti rimanderà a casa disoccupato.
Tu odierai il tuo datore di lavoro che col salario ti ha aiutato a farti una famiglia e una dignitosa posizione sociale, e amerai il banchiere che, usando da strozzino i tuoi risparmi, e condizionando la politica ad imporre alle piccole imprese tasse rapina; oltre al tuo presente sfascia il futuro ai tuoi figli e nipoti.
Legali o criminali che siano, i "POTERI FORTI" governano un "ORDINE MONDIALE" che sta cadendo a brandelli come la pelle di un ustionato e su un pianeta ormai seriamente intenzionato, a colpi di ingovernabili calamità naturali, desertificazioni, epidemie e carestie, a sfrattare l'intera umanità.
Forse è il caso che i popoli si riprendano la sovranità monetaria: il controllo del potere finanziario, senza il quale rischiano di perdere anche l'illusione di quello politico.
Franco Luceri

domenica 21 agosto 2022

Attenti agli incendi finanziari, i pompieri li spengono a cannonate


Non è garantita la bontà delle mie deduzioni e rischio pure di passare per blasfemo, ma non ho scelta.
Delle due l'una: o il Padreterno si è avventurato a creare un pianeta senza sapere come renderlo funzionante; oppure, (come penso io) ha dovuto suo malgrado riempirlo di problemi e di catastrofi per evitare che gli umani, creati a sua immagine e somiglianza, ma pur sempre "umani": in assenza di problemi da risolvere, diventassero stupidi e oltre.
Ma aihnoi, il progetto divino "umani sempre più intelligenti", indotti dalla natura a cancellare i problemi con le soluzioni", si è rivelato fallimentare alla grande.
Manca solo che il Padreterno debba appaiare personalmente "soluzioni e problemi" come i calzini all'uscita dalla lavatrice, per evitare che noi umani stupidi o matti da legare, si affronti persino il problema zanzare a cannonate.
I sistemi socio politico economici messi in piedi dai singoli Stati, emulano la Creazione Divina aggiungendo problemi a problemi. E pure Dio non ci ha assicurato una fornitura di problemi per fare profitti moltiplicandoli, ma per moltiplicarci i neuroni tentando di risolverli.
Nel Creato, l'acqua evapora "democraticamente" su ogni centimetro quadro del pianeta, ma la pioggia non bagna ovunque. Dove non piove, vivi o morti, dobbiamo portare l'acqua per conservare vivibile il territorio. Viceversa, seccano uomini animali e cose. Và a fuoco tutto, e poi senza acqua, addio soluzioni ecocompatibili.
Il fuoco spinto dal vento avanza inesorabile e può mangiarsi un intero stato o un intero continente senza fare indigestione. Dove manca l'acqua è desertificazione, catastrofe annunciata: morte garantita prima per gli animali, poi per le piante, poi per gli uomini.
E il problema denaro, che è alla base di qualunque sistema Stato, andrebbe governato con la stessa logica del problema acqua. Perché dove manca il denaro è default: è rogo finanziario assassino.
Al pari dell'acqua, comprando e pagando, il denaro evapora dalle tasche dei consumatori su tutto il pianeta. 
Ma poi non rientra mai nelle stesse tasche da cui è uscito.
La ricchezza evaporata si converte in "nuvole" di profitti che corrono a svuotarsi e a seppellire di contanti banche e multinazionali.
Da lì dovrebbero ri-partire gli "acquedotti della perequazione", per bagnare le zone dove il denaro è uscito a colpi di tassi, tasse, disservizi pubblici e inflazione, ma non è rientrato. 
Perché nelle zone afflitte da "siccità", (da carenza di salari, servizi, profitti da lavoro autonomo e giustizia sociale di tutte le razze) poi è inevitabile che si sviluppino "incendi sociali": disoccupazione, fallimenti, corruzione, burocrazia, mafia, criminalità, terrorismo, guerra civile, Ecc. Ecc. Ecc .
Basta seguire le previsioni meteo e si capisce che tutti i problemi dell'umanità sono consequenziali al naturale problema acqua, a cui, governando da strozzini a livello planetario, si aggiunge il problema denaro, che invece dovrebbe essere la soluzione geniale e tempestiva.
Negli ultimi giorni il maltempo ha flagellato il Sud soprattutto Sicilia, Sardegna e Calabria tra alluvioni e bombe d'acqua.
L'acqua serviva a nord dove il Po era a secco, serviva alla Francia che bruciava da giorni e poi s'è aggiunta anche la Spagna; ma il Padreterno l'ha spedita nel sud Italia dove non serviva. E quando l'ha riportata a nord, a colpi di nubifragi e trombe d'aria ha prodotto devastazioni per miliardi.
Col denaro, in mano a governanti incapaci o corrotti, servi di industriali e banchieri succede altrettanto.
Almeno da un secolo, il sud Italia ha bisogno di risorse finanziarie, perché il denaro evapora ovunque come costo, ma come ricavo piove solo al nord.
È come se Dio ci dicesse, dove io non porto l'acqua, portatela se ci tenete a vivere. E col denaro fate altrettanto. Correte a portarlo dove è evaporato e non è piovuto; altrimenti il sistema socio politico economico locale, nazionale o mondiale va a fuoco. E poi i "canadair" istituzionali: Draghi, Biden, Putin o Xi Jinping, la BCE e tutte le banche mondiali in fila indiana, non basteranno a spegnere il rogo ingovernabile della Prima Guerra Economico Finanziaria Mondiale in atto, e peggio ancora, il diluvio di default che malauguratamente potrebbero seguire.
Charles de Gaulle diceva che:
"La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici."
Infatti Putin, sul fronte ucraino, lo ha preso in parola e la politica l'ha delegata ai Generali.
E nel mercato globale le sanzioni e contro sanzioni ammazza poveri e salva ricchi le stanno sparando a raffica gli "scolaretti" politici, sotto dettatura dei "prof": banchieri e industriali; giusto per scatenare la peggiore apocalisse inflattiva degli ultimi tre quarti di secolo. Una forma raffinatissima e legalissima di assalto alla diligenza.
E ora, che Dio ce la mandi buona !
Franco Luceri

sabato 13 agosto 2022

La guerra in Ucraina è diventata prima guerra economica mondiale


Se il mondo dell'informazione vi mette sotto il naso una notizia eclatante voi fingete di abboccare; ma sapendo bene che quella che vi stanno servendo è una mezza verità. Vi lasciano volutamente al buio per sfruttare in tutti i sensi possibili l'ignoranza e la credulità popolare.
Se due rapinatori entrano in banca dalla porta principale e terrorizzano la clientela, non lasciatevi prendere dal panico; sicuramente stanno recitando un copione: il grosso danno si sta consumando altrove.
Le "pulizie di primavera" le stanno facendo personalmente dietro il palcoscenico i proprietari o i cassieri della banca. Hanno già messo in valigia tutti i contanti (il sangue dei risparmiatori) e corrono a depositarli al sicuro in qualche paradiso fiscale o a goderseli alle Maldive. E come da copione, ai manovali del crimine avranno lasciato la loro mazzetta di contanti alla cassa.
Non posso fornirvi garanzie scientifiche, qua lo dico e qua lo nego.
Ma quando Putin minaccia un conflitto atomico sta bleffando come i rapinatori di cui sopra. La bomba atomica è un reperto archeologico inutilizzabile. Se lo avessero capito in tempo avrebbero fermato la produzione di quelle porcherie, perché "troppo democratiche", poco intelligenti e poco rispettose dei ricchi oligarchi mondiali piglia tutto.
Anche se ne facessero un uso mirato per uccidere solo poveri, alla lunga, gli effetti dell'atomica, se non sulla vita dei ricchi guerrafondai, (intanati come topi nei bunker atomici) si abbatterebbero sulla loro amatissima borsa.
Perciò il Putin che parla di guerra atomica, sta bleffando. Le sue sparate servono a farci considerare come male minore o persino come benedizione Divina, la PRIMA GUERRA ECONOMICO FINANZIARIA MONDIALE, studiata scientificamente da multinazionali e banche per ripulire a colpi di embarghi e contro embarghi tutti i risparmi della comunità mondiale, facendo prima mancare e poi schizzare alle stelle anche il prezzo dell'aria.
Così chi vorrà rimanere vivo sulla terra, accetterà obtorto collo, di farsi scippare della borsa per tenersi stretta la vita. E i poveri del mondo che non avranno risorse finanziarie per reggere a questo moderno assalto alla dirigenza comprando a prezzi stratosferici, moriranno per fame, sete, malattia o guerra civile. 
Franco Luceri

sabato 6 agosto 2022

Se sbagli consumi o risparmi scateni un effetto domino ingovernabile


Se i popoli trovassero, nel tempo e luogo in cui vivono, l'ottimale punto di equilibrio tra consumo e risparmio delle risorse prodotte o disponibili, non avrebbero altro da fare, che grattarsi l'ombelico.
Viceversa, tendendo a strafare, si finisce sepolti vivi da catastrofi sociali, economiche ed ecologiche inesauribili e ingovernabili.
Da un secolo, noi occidentali produciamo, rubiamo, consumiamo, distruggiamo e inquiniamo da matti, istigati da cultura, politica e mercato inqualificabili. 
E ora stanno arrivando al pettine con effetto domino, tutti i nodi economico-ecologico-finanziari che hanno devastato i popoli e il territorio di consumi folli e risparmi suicidi e persino assassini.
A queste calamità ingovernabili, i potenti del mondo fingono di mettere riparo a cannonate in Ucraina e sanzioni in Occidente, per creare la giusta condizione di pericolo anzi di terrore (più nota come "economia di guerra") che giustifichi qualunque speculazione criminale sulla borsa e la vita dell'intera comunità mondiale, con aumenti di prezzo (da rapina a mano armata) su prodotti energetici, alimentari e medicinali, fino a negare il diritto alla vita ai popoli poveri del mondo che non avendo i soldi per comprarli, rischiano di non uscire vivi da questa fratricida guerra economica, forse peggiore dell'atomica.
Un "BARBARO DIS-ORDINE MONDIALE", da cui nessun Popolo (fosse pure la prima potenza industriale) riesce a sottrarsi singolarmente.
I morti per carestia, epidemia, tirannia, guerra e desertificazione, ora concentrati nella parte povera del mondo dove lo sterminio è in corso da decenni, potrebbero estendersi anche in quella ricca europea e americana che si crede ingenuamente fuori pericolo, per aver puntato a l'arricchimento dei ricchi, con sfruttamento criminale dei poveri.
E a tanto siamo arrivati noi europei (italiani in primis) che ci illudiamo di essere sovrani e di auto governarci, ma lasciamo che i nostri governanti finiscano portati al guinzaglio come cagnolini dai grandi padroni piglia tutto della finanza e del mercato mondiale che hanno una sola finalità: asservire e sfruttare a piacimento l'intera comunità di 8 miliardi di umani.
La soluzione è un autentico rompicapo ma non impossibile: basta bagnare le munizioni ai guerrafondai, smettendo di concentrare il denaro (vera atomica del terzo millennio) in mano ai "paperoni" della finanza e del mercato, che fingono di proteggerci la vita per svuotarci scientificamente la borsa.
Franco Luceri

sabato 30 luglio 2022

Cambiare le leggi, è giusto come cambiare mutande senza lavarsi


Non esiste gregge di "pecore bianche" che non sia tappezzato da esemplari di "pecora nera" riverniciati. 
E il più grave errore che possa commettere un popolo, è chiedere alla politica di produrre leggi sempre più mirate alla definizione del crimine, invece di lasciare che sia la magistratura ad individuare e spedire dietro le sbarre i farabutti che nessuna legge potrà mai eliminare del tutto e per sempre.
Ma procedendo per questa via, (anzi mulattiera), la nostra illuminata classe intellettuale prestata alla politica, ha collezionato in tre quarti di secolo una produzione di leggi e di codici superiore a tutti i 27 stati d'Europa. Ottenendo come grandioso risultato la moltiplicazione patologica dei farabutti privati e degli irresponsabili pubblici. Paralisi delle istituzioni e della Giustizia in primis.
Sotto la pressione ossessiva di intellettuali e giornalisti; a colpi di leggi cervellotiche, la politica ha finito per sottoporre a mutazione culturale (leggi scimunire) l'intero Popolo italiano, fingendo di ripulirlo da irresponsabili e approfittatori.
Quando è arcinoto dalle origini del uomo, che tutte le categorie, dalla più umile alla più eccellente, dalla più onesta alla più criminale sono tutte contaminate di soggetti "bianchi" con coscienza più nera della mezzanotte che andrebbero assicurati alle patrie galere. Ma per questo, prima e più delle leggi, servono burocrati e magistrati.
Invece l'inefficienza cronica del potere giudiziario e la pressione qualunquista del mondo della cultura, induce ancora la politica a restringere sempre più le libertà della maggioranza degli onesti con la pretesa irrazionale di liberarli (a colpi di leggi sconcluse e farraginose) da quella minoranza di soggetti indegni che creano danni irreparabili per la collettività. Lavoro che compete alla magistratura se provvista di uomini, mezzi, autonomia e libertà sufficienti.
Insomma, l'urgenza di migliorare le leggi è un falso problema politico e un drammatico problema giudiziario. 
Il vero rompicapo è far funzionare le istituzioni. Perché la carenza o peggio l'assenza di burocrazia degna di questo nome e di giustizia libera e autonoma, può farci sembrare difettosa anche la Costituzione italiana e persino i Dieci Comandamenti.
Se si organizzasse decentemente il sistema burocratico e giudiziario non dovremmo più piangerci addosso per il reddito di cittadinanza finito in mano ad un sacco di "Pecore Nere", cosa che ci indurrebbe ad abolirlo pur sapendo che quella misura politica sta alleviando la povertà a quasi tre milioni di soggetti bisognosi a cui è stato giustamente assegnato. 
Servirebbero i "netturbini burocratici e giudiziari" per tenere pulita l'Italia dagli italiani approfittatori di professione.
La storia insegna che nemmeno la categoria dei preti (vedi preti pedofili) e forse nemmeno dei Papi è risultata esente da coscienze "affumicate". Allora che facciamo? Aboliamo i preti i Papi e il Vaticano?
Perciò, spingere ossessivamente la politica a cambiare le leggi con la stessa frequenza delle mutande, invece di mettere la burocrazia in condizione di amministrare e la giustizia di sentenziare, è tragica e suicida devastazione politica, economica e ambientale.
Franco Luceri

sabato 23 luglio 2022

Il Po asciutto è la metafora del PIL evaporato


Noi umani pensiamo ancora da cavernicoli che solo la guerra possa salvare il salvabile. Non abbiamo ancora capito che il sistema economico ed ecologico è talmente complesso, interdipendente e delicato, che le stesse devastazioni della guerra e persino "migliori", si possono ottenere senza rumore.
Basta frenare, disarticolare o bloccare a colpi di scelte politiche dissennate o criminali, anche soltanto uno dei sottosistemi umani o ambientali e il diluvio di catastrofi ingovernabili è assicurato per decenni o secoli.
Nel complesso sistema agricolo, il contadino dissoda, concima, semina, annaffia, raccoglie, consuma, risparmia. Ma se a questo sistema, per cause naturali o imputabili all'uomo, (come spedire i contadini al fronte per uccidere o morire anziché zappare, o distruggere le sementi, o far mancare l'acqua) viene a guastarsi anche un solo passaggio; il sistema è distrutto e la popolazione umana e/o animale finisce affamata e condannata a migrare o a morire. 
Per carenza di pioggia, a nord si è abbassato il livello del Po, e quest'anno miliardi di prodotti agricoli potrebbero andare perduti. Ma guai a considerare questo un caso limite. È la tragica metafora del disumano sistema economico ed ecologico mondiale.
I sistemi complessi sono come una ruota di bicicletta. Se mentre gira ci infili un bastone addio sistema.
La filosofia contadina del dissoda, concima, semina, annaffia, raccogli, consuma e risparmia è la sola filosofia capace di tenere in vita umanità e pianeta da milioni di anni.
La cultura, la politica, il mercato e la finanza non hanno niente di intelligente e umano da aggiungere. Se fanno saltare anche un solo raggio alla ruota del buon funzionamento della natura e del sistema socio economico, inceppano o devastano tutto.
A quel punto non basta il Padre Eterno per evitare danni all'umanità e al pianeta se è stato pericolosamente sbilanciato, inceppato o disarticolato anche solo un passaggio, ai quattro sottosistemi economici fondamentali: investimento, produzione, consumo, risparmio.
La politica e la Finanza che si arrovellano il cervello per salvare a cannonate ciò che la "pace bestiale" ha rovinato o distrutto, di sistemi complessi non hanno la più pallida idea.
Se un territorio, perde per evaporazione 100 litri di acqua, ma poi non incassa altrettanta pioggia, è condannato alla desertificazione e alla lunga, allo spopolamento.
In economia il problema è identico. Se un imprenditore investe 100 per produrre beni o servizi; quando li vende, deve incassare almeno 100 per finire in pareggio. Ma per essere indotto a tenere in vita l'impresa, deve poter guadagnare un margine accettabile di profitto, altrimenti, se lo condanni a collezionare pareggi o perdite licenzia e chiude.
In economia nessuno si preoccupa di far piovere il denaro che a causa di tassi e tasse inique, ha fatto evaporare dalle tasche degli Imprenditori.
Banchieri ed esattori sono semplici pompe di "vapore" finanziario, fanno evaporare il denaro liquido dalle tasche di clienti, utenti, pazienti, commercianti, risparmiatori e contribuenti, ma non lo convertono mai in pioggia di profitti per le imprese, salari e pensioni per famiglie dissanguate, per restituire almeno una parte del maltolto.
Il Po finito a secco e i ghiacciai della Marmolada in costante scioglimento suggeriscono anzi urlano alla classe culturale, politica e finanziaria (insomma ai potenti impotenti del mondo) che usano da soluzione il fracasso della guerra e delle sanzioni, un modo silenzioso e vincente per mettere riparo ai guasti socio economici ed ecologici.
Dove il denaro degli Imprenditori evapora e non piove mai, per rapacità finanziaria e tributaria, salari e pensioni da fare, scarsi consumi, burocrazia inefficiente, servizi da terzo mondo, corruzione politica e Giustizia desaparecidos, è desertificazione economica ed ecologica a 360 gradi.
E da lì al default e alla guerra civile è solo questione di tempo.
Franco Luceri

sabato 16 luglio 2022

Chi scatena le guerre il mercato o la politica?


Dopo il 1990, la globalizzazione selvaggia ha dato l'ultimo colpo di grazia alle economie autarchiche. 
I popoli ricchi europei e americani, inseguendo i prezzi competitivi dei paesi orientali, i guai se li sono cercati da soli. E ora con la guerra in Ucraina, i nostri amati e generosi fornitori russi, il conto ce lo stanno presentando con gli interessi.
Gran parte del denaro prodotto nelle ricche democrazie occidentali, essendo la massa dei consumatori alla ricerca del basso prezzo, e i Paperoni del grosso affare, è finito in mano ai tiranni del resto del mondo, che, affamando i loro popoli, non hanno mai avuto difficoltà con l'esca del prezzo competitivo ad acchiappare stupidi consumatori occidentali e "contabili" impegnati a fare "conti fasulli" senza "l'oste" Putin.
Comprando orientale, gli occidentali hanno preso due piccioni defunti con una fava sola: hanno ridotto al fallimento le imprese nazionali per eccesso di prodotti invenduti, e arricchito di profitti le imprese straniere.
Mentre le trivelle arrugginiscono in mare, noi italiani importiamo gas dalla Russia per un miliardo di euro al giorno e finanziamo Putin che stermina e uccide in Ucraina.
In questo modo ci siamo offerti allegramente prigionieri a tutti "gli amici" tiranni del pianeta, aspettando che ci dichiarino guerra economica raddoppiando i prezzi o azzerando le forniture strategiche: di prodotti energetici, materie prime e persino generi salvavita, grano e olio; con la stessa feroce volontà di sterminio che ci mettono nella guerra assassina contro gli ucraini. 
Posto che Russia e Ucraina sono i più ricchi granai del mondo, distruggendo o negando le forniture di grano possono uccidere milioni di persone povere in oggi angolo del pianeta, senza torcergli un capello. 
Finché la comunità mondiale sarà "politicamente" in guerra, non potrà mai essere equamente produttiva e perequativa in pace.
Chi, alla fine del comunismo ha considerato un buon affare rendere l'occidente dipendente dall'oriente, per una marea di prodotti salvavita, ha svenduto per carne da macello, i popoli democratici ai tiranni.
A l'origine dei peggiori guai, c'è sempre e solo la politica delle grandi potenze che firmando armistizi finti, continuano a passare senza scrupoli dalla guerra fredda, alla pace sterminatrice.
Coi politici che minacciano sfracelli di tutte le razze H24, i  generali che devastano e uccidono in guerra, e le multinazionali che travestendo la guerra da pace, e persino da intervento umanitario, sfruttano, affamano e conservano poveri i poveri, per continuare a finanziare e arricchire all'infinito i ricchi.
E uscire vivi da questa caricatura di "ordine mondiale globalizzato a casaccio", è decisamente più rischioso ché spostarsi armi e bagagli a vivere nella giungla fra bestie fameliche.
Non potrei giurarci, ma ho il sospetto che l'intera comunità mondiale non sarebbe caduta nel tritacarne della globalizzazione se avesse consolidato il muro di Berlino invece di abbatterlo.
Franco Luceri

mercoledì 13 luglio 2022

Chi non vuole le tasse inversamente proporzionali al rischio?


Il compianto professor Giovanni Sartori, nel 2007 fece la radiografia al sistema Italia con queste inequivocabili parole:
"Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto."
Giovanni Sartori (1924-2017), Annozero, 20 settembre 2007
Sono passati 15 anni, e sicuramente oggi il professor Sartori vedrebbe la barca Italia ancora più inclinata, più ricca di falle e a rischio affondamento.
La razza italica con un sano istinto animale per il rischio d'impresa o al meglio con la vocazione per il lavoro autonomo, è praticamente estinta.
I più si accalcano per la ricerca di lavoro e profitto nelle zone a rischio minimo, profitto massimo e magari esentasse, sbilanciando pericolosamente il sistema.
Così la barca Italia continua a perdere competitiva, è sempre più povera di PIL tassabile, inbarca debito pubblico a miliardi e con l'ultimo colpo di grazia inferto dalla guerra in Ucraina, dalle sanzioni e contro sanzioni rischia seriamente il default.
Ecco perché, pur con tutti i limiti della mia povera cultura, mi sono permesso di definire "rivoluzione copernicana", la tassazione inversamente proporzionale al rischio. Un'idea geniale dell'amico tributarista Luciano Dissegna, (ora gentilmente ospitato dal Direttore Nicola Cariglia su questo giornale).
Se un popolo ha sviluppato una forte intolleranza al rischio, la medicina per alleviare questa intolleranza è quella di Luciano Dissegna, che osservando per decenni gli effetti nefasti di quella malattia diagnosticata da Sartori, ha pensato un modello matematico di tassazione più alta per chi rischia meno e più bassa per chi rischia di più.
Ma da questo orecchio, in Italia non ci sente la cultura, non ci sente la politica e non ci sente la finanza. Chi è stato così ingenuo da scegliere il rischio di impresa finisce spremuto e gettato come un limone. Perché?
Fatevi questa domanda e datevi una risposta.
Franco Luceri

sabato 9 luglio 2022

I tiranni sono fornitori ufficiali di stampelle per democrazie all'italiana


Europa e America hanno sprecato tre quarti di secolo per esportare in giro per il mondo democrazie a cannonate, con l'incrollabile certezza che solo la democrazia è per qualunque Popolo, a prescindere dalla qualità culturale e morale dei governanti, una solida e affidabile Casa Comune.
Poi, con la guerra in Ucraina, a colpi di sanzioni "baidiane" e contro sanzioni "putiniane", tutte le democrazie europee hanno iniziato a squagliarsi peggio dei ghiacciai della Marmolada.
Soprattutto in Italia si è reso evidente che non siamo autosufficienti nemmeno per pane e acqua.
E col caldo attuale, e l'acqua e la luce a prezzi da gioielleria, è diventata mortale persino l'aria che respiriamo. 
Così i nostri migliori statisti "democratici", messi con le spalle al muro, sono partiti in pellegrinaggio col cappello in mano da un tiranno sanguinario a l'altro, (da un Gheddafi a un Saddam) per elemosinare prodotti energetici, alimentari, materie prime o almeno una bomboletta di gas da campeggio a "prezzi umani" per un salvifico piatto di minestra quotidiano.
Insomma, sembra che nella guerra fra est-ovest o dittature-democrazie, qualunque armistizio è finto. È vera la guerra perché i morti e le devastazioni umane, ambientali ed economiche si sprecano, ma è finta la pace. O come saggiamente diceva quel tale la pace è la continuazione della guerra con altri mezzi.
E la ragione per cui i governanti occidentali preferiscono la democrazia e la esportano ovunque a cannonate, ora è sfacciatamente evidente.
A differenza delle dittature che fanno largo uso di ghigliottine per punire i crimini dei governanti e persino gli errori; nelle democrazie all'italiana, gli effetti nefasti di tre quarti di secolo di malgoverno sono semplicemente c**** del Popolo cornuto e mazziato. 
Se i danni prodotti dall'incapacità o peggio, dal cannibalismo dei potenti, (culturali, politici, finanziari, tributari o ambientali) dovessero portare alla totale distruzione dell'Italia e degli italiani; i "cannibali" sarebbero pre-assolti con questa "camussiana" sentenza: "quando saremo tutti colpevoli sarà la democrazia".
Franco Luceri

domenica 3 luglio 2022

La pratica rompe la scienza se orfana di coscienza


A Cavaria in provincia di Varese un ristoratore col pallino delle invenzioni, Leonardo Grieco, affiancato da tecnici e officine qualificate, ha modificato e collaudato un'auto che percorre 100 km con 2 litri di benzina.
In un momento in cui la scarsità e il costo astronomico dei prodotti energetici rischia di dissanguare e di portare al fallimento l'intera economia mondiale, un'invenzione di questo tipo equivale ad un miracolo del padreterno e oltre. 
Se un ristoratore, applicando un principio di Archimede da quinta elementare, (datemi un punto fermo e vi solleverò il mondo), batte tutti gli ingegneri meccanici del mondo, vuol dire che oggi l'umanità non è vittima di impoverimento scientifico, ma di bancarotta morale, di collasso o congelamento della coscienza individuale e/o collettiva.
Per tre quarti di secolo si è insegnato come fare soldi con la scienza, ibernando la coscienza.
Forse, la miserabile fine dell'Italia e degli italiani la dobbiamo a questo, non alla povertà culturale, alla scuola disastrata, alla stampa venduta, ai professori, ai giornalisti, ma, (salvo rare e illustrissime eccezioni) a l'intera consorteria degli uomini di scienza, politica e finanza pubblici e privati impegnati (da compagni di merende) nella lucrosa attività di falsificazione e strozzinaggio della collettività.
Insomma siamo nei guai non per la scadente qualità del sapere, ma perché spesso viene usato per fini di lucro, con "legalissimo" abuso di potere, a danno delle categorie culturalmente o economicamente deboli. E senza uno straccio di protezione né pubblica, né privata, né giuridica, né giudiziaria.
Vi dirò di più, sabato scorso ho scritto un articolo pubblicato su questo giornale, col titolo provocatorio: 
"Affama intellettuali sfama manuali e il mondo va".
Ero quasi certo che mi avrebbero seppellito di critiche, su questo o su altri giornali on-line che lo hanno pubblicato. 
Non è successo niente, e questo mi fa pensare che la coscienza collettiva stia rischiando lo scongelamento.
Un numero crescente di cittadini incomincia a dubitare che alcuni eclatanti fallimenti della scienza possano essere pilotati, predisposti scientificamente per lucrare indebiti guadagni sfruttando ignoranza e povertà.
Ma questa volta con Leonardo Grieco Dio ci ha mostrato la luce. E che luce !
Franco Luceri

sabato 25 giugno 2022

Affama intellettuali, sfama manovali e il Mondo và


Se continuassi a ripetere come un disco rotto che in Italia e nel mondo l'impoverimento culturale sta generando imbarbarimento sociale, incasserei un diluvio di standing ovation. Ma ora che scuola e professori sono diventati il bersaglio preferito dell'informazione ho cambiato idea e magari dovrò accontentarmi di fischi e pernacchie.
Ora temo che sia l'arricchimento finanziario e l'impoverimento morale non culturale a rovesciare il cervello degli "intellettuali" come una manica di camicia. 
Nei millenni e nei secoli la cultura è andata crescendo di qualità ininterrottamente, e le potenzialità del cervello umano altrettanto.
Gli uomini erano, sono e resteranno sempre di due razze: gli istruiti ricchi che vogliono conservare lo status dei loro privilegi, (che di fatto sono appropriazioni legalizzate); e gli ignoranti poveri, che quello status assassino vorrebbero fermarlo per guadagnare almeno una buona morte dopo una cattiva vita, ma chi ha potere culturale, politico o economico, glielo impedisce a colpi di leggi, decreti e regolamenti. 
E quando questi non bastano, invasioni, guerre e genocidi per tenersi stretta la propria refurtiva spacciata per inviolabile diritto.
Chi si è inventato diecine di colori di razze umane: Bianchi, Rossi, Verdi, Gialli o Arcobaleno, lo ha fatto per impedirvi di capire che in qualunque angolo del pianeta, di razze ci sono soltanto due: RICCHI RAPACI e POVERI AFFAMATI.
A prescindere dalla sua intelligenza e cultura, l'individuo che non ha soldi si lambicca il cervello notte e giorno per rimanere a galla cercando di smascherare le soluzioni finte e funzionali a l'arricchimento dei ricchi e allo sfruttamento assassino dei poveri.
Ma se quello stesso individuo, dalla sera alla mattina dovesse arricchire, in un nanosecondo incomincerebbe a considerare i drammatici problemi nazionali e planetari come perturbazioni metereologiche che non lo riguardano, da quando possiede l'ombrello del denaro per proteggersi dai nubifragi d'impoverimento.
Si riempie le tasche di soldi e carte di credito, e corre a spendere e divertirsi come se vivesse nella migliore democrazia del mondo. E magari è suddito della peggiore dittatura.
Prendete pure con beneficio di inventario questa mia affermazione perché in fatto di scienze sociali e umanistiche, più che addetto ai lavori, sono un passante per caso.
Ma temo che a formare cittadini sovrani degni di questo nome, sia più efficace la povertà finanziaria che la ricchezza culturale indotta dalla migliore istruzione e dalla migliore informazione di questo mondo.
Posto che la cultura ha migliorato l'uomo per millenni finché lo ha lasciato povero. Poi la stessa cultura che ha prodotto miliardi di geni non è riuscita a fermare l'imbarbarimento da quando gli intellettuali hanno incominciato ad arricchire al pari o più dei banchieri.
Ora è inevitabile che i popoli istruiti informati e ricchi, siano ricchi di rogne ingovernabili.
La ricchezza manda in villeggiatura i migliori neuroni del mondo; mentre la povertà, (zoppi o sciancati) li rimette in servizio e li spreme H24. 
Questa è la ragione per cui in Italia la stessa super cultura che per millenni ha indotto civiltà e benessere, ora sta generando la peggiore catastrofe socio politico economica dell'umanità.
Qualunque individuo istruito ha ragione di dirsi intelligente, solo se fa dipendere la sua sopravvivenza da soluzioni funzionali a l'interesse collettivo, non da quelle che confliggono creando impoverimento per gli altri e arricchimento per sé.
È una ipotesi, non prendetela per verità evangelica, "Pensateci!".
Ma prima di rimettervi in moto i neuroni, svuotatevi le tasche dai contanti, che al vostro buon senso fanno da immodificabile servofreno di cui non avete più il controllo.
Forse il cervello umano è fatto in modo da "impedire" a qualunque soggetto razionale di sacrificare da suicida la propria condizione economica sull'altare del bene comune: 
al medico, di estinguere la razza dei malati rimettendoli in salute; 
all'avvocato quella dei litigiosi consumatori di sentenze; 
all'ingegnere quella dei palazzinari abusivi;
al commercialista quella degli affaristi evasori;
al politico quella degli elettori da ubriacare di demagogia;
al burocrate quella degli utenti da fare cornuti e mazziati.
Insomma c'è il serio rischio che noi umani si perda il controllo del cervello quando si è raggiunto un livello di benessere economico che è giusto conservare, pur sapendo di arrischiare la vita di milioni e miliardi di sfruttati, affamati, malati, disperati.
Questa è la vera ragione per cui una volta uccideva solo la povertà, ora uccide ancora peggio la ricchezza. Il denaro annebbia il cervello a qualunque umano razionale, e a quelli armati di sapere, avere e potere, (salvo rare e illustrissime eccezioni) lo devasta ben oltre la pazzia.
La catastrofe sociale dei paesi ricchi e progrediti come l'Italia, non è imputabile al calo di qualità della cultura, ma al crollo verticale della moralità dei suoi sacerdoti.
Una volta era l'ignoranza e la povertà a sterminare poveri. Ora non li spreme e li uccide la cattiva istruzione, ma la fame insaziabile di saggi, ricchi e potenti a cui il denaro ha dato alla testa.
Franco Luceri

sabato 18 giugno 2022

Governare gli italiani non è difficile è inutile


Se al mondo della cultura non sono bastati tre quarti di secolo di istruzione "formativa" e di informazione "disinformativa", per rendere governabile almeno una generazione di italiani; un simile clamoroso fallimento non è imputabile al solo mondo della cultura che ce l'ha messa proprio tutta, ma che in Italia persino lo scemo del paese nasce talento di creatività. 
E il creativo, per quanto all'origine possa sembrare facilmente condizionabile, programmabile e ubbidiente come uno stupido robot; avendo di suo una "fantasia disumana", è protetto contro qualunque disonesta ideologia che voglia "de-formarlo" e consegnarlo sfruttabile al mercato, e asservibile alla politica.
Lo hanno attribuito a Giolitti, Mussolini e altri; ma chiunque ne sia l'autore, ha immortalato così l'ingovernabilità italiana: "governare gli italiani non è difficile, è inutile". 
Perciò rassegnamoci, gli italiani sono talmente liberi, diffidenti e magari una punta pure matti, che non solo non si lasciano irreggimentare da nessun governante che voglia asservirli; ma trovano sempre il modo di aggirare e superare qualunque sbarramento ideologico e giuridico che non garantisca libero profitto individuale.
E se è già un pericoloso atto di presunzione ritenere governabile il popolo italiano; sottovalutare in aggiunta anche l'influenza imponderabile della natura è un'autentica catastrofe: nel nord ricco sì incomincia a parlare di desertificazione di una grossa fetta di territorio italiano per mancanza di acqua.
Sulla terra non c'è niente che possa essere risolto definitivamente a colpi di leggi morali e giuridiche, perché la natura non rispetta nessuna legge umana manco per scommessa.
I grandi pensatori l'hanno definita "disordine dinamico". E il vero problema non sta nel "disordine", che in qualche modo ci induce ad ordinarlo; ma nel fatto di essere "dinamico": cioè disordine in costante incasinamento autodiagnostico e autocurativo, tanto da rendere tardive, inefficaci e non di rado devastanti, anche quelle che passano per tempestive e geniali soluzioni scientifiche.
Quindi, in Italia, ogni forma di razionalizzazione creata attraverso la cultura, le leggi e il mercato fa i conti senza "DUE OSTI", l'uomo presuntuoso che vuole la natura al suo servizio e la natura ribelle che ne dimostra la tragica fallibilità, presentandogli conti salatissimi.
Un esempio per tutti: la montagna di rifiuti della capitale e i cinghiali che fanno da impianti di smaltimento.
Quale politica e quale istruzione avrà mai il potere di insegnare ai romani a non auto-seppellirsi di rifiuti, e ai cinghiali di rifiutare l'invito a pranzo, per andare a crescere e moltiplicarsi dove il pranzo non c'è?
Insomma, per farla breve, da una comunità di creativi individualisti, egoisti e divisi su tutto, non c'è cultura e non c'è politica che possa ricavarne un POPOLO.
Altro esempio di schizofrenia politica; sapevamo di essere alleati NATO, ma abbiamo trovato normale affidare la vita degli italiani ai nemici della NATO, comprando dalla Russia materie prime, prodotti energetici e alimentari e aspettando che i due belligeranti Russia e America, a colpi di sanzioni e contro sanzioni, (e speriamo si fermino lá) riducano l'Italia: da giardino dell'abbondanza, in cimitero della fame.
Franco Luceri

sabato 11 giugno 2022

Il mercato ordina e la politica esegue


Se nel mondo ci fosse uno squattrinato che ambisse a diventare Presidente della BCE, di Bank of America, o peggio  Bank of China, non sarebbe comunque abbastanza svitato da eguagliare in presunzione la sconclusa politica mondiale che si ritiene capace di disinnescare la pericolosa mina vagante della globalizzazione.
Nel mercato mondiale, le nazioni comuniste e liberiste (politicamente divise e conflittuali) sono economicamente interdipendenti da secoli. Ed è come aver mischiato diavolo e acquasanta: fiammifero e benzina.
Dal punto di vista politico, ora gli stati dell'est sono in guerra con gli stati de l'ovest: Russia contro Ucraina e Russia contro America ed Europa.
Ma dal punto di vista economico non c'è politica e non c'è guerra in grado di fermare l'intreccio degli scambi commerciali e finanziari fra paesi politicamente nemici.
In questo istante in Ucraina piovono bombe russe assassine, (ma non è escluso che siano state prodotte da Industrie americane, europee o italiane) e arriva anche petrolio, gas, e chissà cos'altro, pagati dagli ucraini ai russi per finanziare Putin che fa guerra agli ucraini.
Anche Putin e Biden, politicamente sì caverebbero gli occhi l'un l'altro;. ma la foresta degli scambi commerciali Russia-America, è inesplorabile almeno quanto la Foresta Amazzonica.
Chi crede ingenuamente che nel mondo c'è ancora una politica capace di governare la mostruosa complessità del mercato, (magari saprà tutto sul mercato rionale delle pulci a due passi da casa sua) ma di globalizzazione non ha ancora capito una mazza.
Il mercato mondiale finanziario ed industriale, ormai è così potente da portarsi a rimorchio la politica, come l'idraulico la borsa degli attrezzi da lavoro, o la pinza a pappagallo.
Siamo al quarto mese di guerra in Ucraina e nessuna parola (occidentale) è riuscita ad indurre Putin al dialogo. Ma alla parola "GRANO" ha capito che la sua guerra stava paralizzando la circolazione del cibo, e questo avrebbe ucciso una grande quantità di umani incolpevoli ovunque nel mondo, e si è reso subito disponibile, (se l'occidente avesse abolito le sanzioni) a non creare ostacoli alla circolazione dei prodotti alimentari che sono l'unico efficace vaccino contro "la genocida pandemia della fame". Ma soprattutto una colossale fonte di profitti per Paperoni.
Quindi la politica che millanta un potere smisurato, tirannico, invincibile, su tutti i popoli del mondo, di fatto è più inerme di un paralitico sulla sedia a rotelle. È spinta a forza dà una mano invisibile: la circolazione mondiale delle materie prime, dei prodotti energetici, del cibo, dei farmaci, del denaro.
Se in qualche momento storico è stato il mercato a perdere in conseguenza della schizofrenia politica; oggi contro il mercato che tiene "BANCO E BANCA", la politica indebitata da fare schifo, gioca e perde puntualmente.
L'economia mondiale è diventata un genocida gioco d'azzardo, vincente solo per chi muove "L'ARGENT", e perdente per tutti gli otto miliardi di umani condannati a giocare, e quando gli va da Dio, rimanere in mutande.
Franco Luceri

sabato 4 giugno 2022

Il querceto della globalizzazione

Un vecchio contadino che viveva solo in campagna, pensò che sarebbe stato utile lasciare in eredità ai figli un ettaro di oliveto anziché terra nuda. Ma non vedeva più tanto bene e un vivaista "onesto" gli rifilò un ettaro di querce. 
I figli, pur non essendo competenti, curarono con amore quella piantagione finché arrivò a frutto. Ma vedendo che i frutti sembravano olive ma non rendevano olio; temendo di aver sbagliato qualcosa incominciarono a sentirsi in colpa.
Oggi la politica economica mondiale, che da anni definiamo globalizzazione, è un querceto ereditato come oliveto: promette cibo e vita per tutti, ma affama il 99% degli umani per ingrassare di "ghiande" (leggi profitti) un piccolo allevamento di m.... "mangiatori di ghiande".
Abbastanza potenti da garantire  epidemie, carestie, guerre o recessioni a tutti i 200 popoli del mondo, e potere e profitto a poche decine di tiranni, strozzini e guerrafondai.
Per assicurare continuità di profitto ai Paperoni; cultura, politica e finanza portano in giro per il mondo guerra vera, dopo decenni di pace finta.
Gli attuali presidenti, russo, ucraino e americano sembrano gli unici tre piromani della guerra assassina in corso, ma sono insignificanti granelli nel mostruoso ingranaggio della GLOBALIZZAZIONE, fatto al 99% di potenti finti, al servizio dei "Signori del profitto", a danno di 8 miliardi di umani che illusi da finta cultura, finta democrazia e finto liberismo, credono per decenni e per secoli di costruire concretamente il diritto alla vita pacifica per tutti i popoli.
Ma come diceva un vecchio saggio, "la pace è solo la continuazione della guerra con altri mezzi". O come ha definito il progresso il grande Luciano De Crescenzo con queste inequivocabili parole:

"La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana."

E chi non si rassegna ad integrarsi e vivere da sfruttatore della stupidità altrui, (al 99% culturalmente indotta) o chi osa combattere il sistema, finisce per morire emarginato, perseguitato o peggio condannato.
È tutta qua la cultura, la civiltà, il progresso umano. Una finta pace costantemente al servizio della guerra vera.
Chi cerca la soluzione a questo rompicapo, non morirà prima di arrivare alla rassegnata conclusione che De Crescenzo c'aveva visto giusto: "il motore del mondo è la stupidità".
E alla moltiplicazione degli stupidi ci pensa il miserabile mondo della cultura, che accelera il progresso scientifico e annacqua e frena la conoscenza di massa, per rendere sempre più impari (e quindi sfruttabile) la stragrande maggioranza dei cittadini. 
Ed è questa forma di asincronismo culturale che ci rende inadeguati a tenere il passo alla disumana accelerazione del progresso. 
Lasciandoci poco istruiti e male informati, ci rendono asservibili e sfruttabili come fossimo nati tutti stupidi, ingenui, creduloni, boccaloni e cagasotto.
È proprio così: "la stupidità è il motore del mondo"; e sulla pelle degli stupidi, gli "onestissimi" sacerdoti della cultura, della politica, del mercato e se necessario pure della guerra assassina ci campano da Dio.
Franco Luceri

sabato 28 maggio 2022

Se non nuoce al mercato non è democrazia

In democrazia la classe politica ha interesse ad ostacolare i piccoli lavoratori autonomi per costringerli a produrre da dipendenti, perché da autonomi, (e quindi capaci di essere autosufficienti) non hanno bisogno dei politici e nemmeno dei banchieri.
Non portano voti perché non credono che la politica democratica sia in funzione del "bene comune", non portano soldi perché non hanno un grosso reddito tassabile e nemmeno mazzette alla gigantesca inestirpabile consorteria dei corrotti.
Perciò, se un piccolo imprenditore si scandalizza del malgoverno democratico, di democrazia, (comunista o liberista che sia), non ha capito granché. 
Per i piccoli lavoratori autonomi, (che ovunque nel mondo sono e restano risibile minoranza) dover dipendere dalla politica democratica è garanzia di fallimento. 
Da quando ho memoria, gli economisti italiani hanno sempre ripetuto fino alla nausea: "l'economia va tanto meglio quanto meno i politici ci mettono le mani". Come dire, funzionali al sistema economico, sono soltanto i governi democratici che non governano: i governi acchiappafarfalle.
Solo un popolo di dipendenti ha bisogno di una classe politica a cui chiedere lavoro o reddito di cittadinanza. Un imprenditore, fosse pure venditore di caldarroste o artigiano ferracavalli, per produrre ha bisogno di clienti pagatori, non di politici borseggiatori.
Voi riuscireste ad immaginarvi un adulto in buona salute mentale e fisica che va a comprarsi le stampelle? Certamente no.
Un imprenditore è come un adulto in buona anzi in ottima salute. Se non subisce infortuni da burocrazia inefficiente o tasse rapina, non entrerà mai in banca a chiedere credito o peggio in una segreteria di partito per procurarsi le stampelle dell'aiutino politico in cambio di voti o mazzette.
Quindi, giusto per capirci, le democrazie sono il paradiso dei dipendenti, (per protezione sindacale e politica sopravvivono a prescindere dalla loro reale capacità produttiva) e l'inferno degli imprenditori onesti, che se sono (come in questo povero paese) chiamati a finanziare a colpi di rapine tributarie: improduttività, sprechi e furti pubblici e privati, o si rassegnano a l'illegalità, o falliscono o si suicidano.
Gli imprenditori devono guardarsi dai politici. Dipendendo dal consenso della maggioranza, (e quindi dai lavoratori e pensionati, che insieme sono una schiacciante e immodificabile maggioranza), quasi tutti i politici finiscono per essere loro malgrado, con effetto domino, una calamità naturale per il mercato e per tutti i piccoli imprenditori che, per onestà o povertà, non sono in grado di comprarsi a colpi di mazzette la protezione mafiosa dei politici "onesti" e soccombono sotto il peso di sprechi e appropriazioni indebite altrui
Chi volesse trovare una conferma, provi a pensare che fine ingloriosa ha fatto il "boom economico" italiano. 
Da quarta potenza industriale ci siamo ridotti a prima impotenza planetaria. La politica tassa gli imprenditori per tenere i lavoratori disoccupati: dicono che così gli imprenditori arricchiscono tutti come Paperoni.
Ieri in un supermercato, un cliente che servivo da agente di commercio quasi 20 anni fa, mi chiama: 
Franco non mi riconosci? 
Certo Giovanni, ché mi racconti di bello? 
Ci siamo liberati, l'industria l'abbiamo venduta ai cinesi. 
Gli avrei urlato volentieri, "è la democrazia bellezza", ma per non riaprirgli una ferita, risposi auguri Giovanni avete fatto bene.
Gli Imprenditori onesti italiani, che non riusciranno a svendere le loro ex attività produttive, ai nuovi colonizzatori, (salvo intervento personale del padreterno) alla lunga porteranno i libri contabili in tribunale.
E i lettori che hanno colto il senso di questa mia rassegnata opinione, avranno capito che democrazia e mercato sono compatibili come il diavolo e l'acquasanta.
Per tre quarti di secolo i potenti del mondo ci hanno illuso che con la globalizzazione stavamo costruendo scientificamente la pace: poi è arrivata la guerra dopo la pandemia a dimostrarci che la pace gli è servita per preparare scientificamente la barbarie della guerra.
Franco Luceri

domenica 22 maggio 2022

Berlinguer considerava il "sapere" unica arma vincente





E noi italiani ancora crediamo ciecamente nella formula berlingueriana del sapere come arma vincente. Sembra la formula magica della democrazia compiuta.
Per tre generazioni, a colpi di laurea e master, i giovani si sono “impadroniti” persino dell’albero del sapere con tutte le radici. Come da protocollo sindacale continuano a lottare al fianco di lavoratori e oppressi in difesa della loro dignità e della loro vita, tanto che il “vecchio ordine politico fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”, (con l’operazione Mani pulite), è venuto giù come una ricotta malfatta.
Ma ahinoi, il nuovo “ordine politico economico” edificato sulle macerie del vecchio, invece di estinguere la razza degli oppressi, sta moltiplicando in maniera esponenziale quella degli oppressori.
L’albero del sapere è diventato come il famoso “MELO” del Paradiso Terrestre, i cui frutti erano, “riservati”, proibiti ai residenti.
Anziché libertà, giustizia e vita a lavoratori e oppressi che in democrazia sono una schiacciante maggioranza, il sapere, diventato ormai tirannico, garantisce solo privilegi agli oppressori e ai relativi servi sciocchi.
Invece di proteggere le vittime, i sacerdoti del sapere aiutano gli oligarchi del potere finanziario e industriale (che ormai si portano al guinzaglio il potere politico come un barboncino) a succhiare il sangue a intere popolazioni.
Dopo l’avere e il potere, anche il sapere, di cui la maggioranza ancora si fida ciecamente, si è rivelato una feroce tirannia. Ieri senza sapere si moriva di povertà; oggi col sapere, se usato con libertà e coraggio in difesa della Giustizia sociale, al meglio si vive da poveracci.
I sapienti, salvo eccezioni, per trovare legittimità politica e risorse economiche, sono stati e sono costretti a prostituirsi dovendo sfamare l’insaziabile ingordizia dei loro padrini o padroni.
Ma diversamente da Berlinguer che considerava il “SAPERE” l’arma vincente a prescindere, Alberto Hurtado sapeva invece che muoversi nel mondo della cultura, è come entrare con un elefante in una cristalleria.
Diceva: “è più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, mentre per educare è necessario essere”.
E fu qui che l’asino del sapere italiano cascò con tutto il sovraccarico. Invece del paradiso di giustizia promesso, i “sacerdoti del sapere” hanno ridotto l’Italia ad una povera Torre di Babele, perché gli italiani sono stati istruiti male ed educati peggio.
Alla faccia del comunismo salva poveri di berlingueriana memoria, ormai nessuno trova scandaloso che a milioni di sfruttati, in Italia, e in ogni angolo del pianeta, persino nelle primissime potenze mondiali, sia calpestata la dignità.
Che vivano per scommessa con poco cibo, spesso elemosinato, senza medicine, e molti senza un tetto sulla testa; mentre i Paperoni possono permettersi le cose più folli: persino grattacieli con piscina sul balcone, o turismo spaziale a bordo della navicella di JEFF BEZOS, per la modica cifra di 28 milioni di Euro andata e ritorno.
Si diceva che la guerra è una cosa troppo seria per affidarla solo ai Generali. E temo che in mano ai sacerdoti del sapere anche la cultura è un’arma pericolosa.


Franco Luceri 

domenica 15 maggio 2022

Dove le emergenze caricano, i "toreripolitici" fuggono


Quante volte i politici e gli esperti italiani affermano, manco fossero toreri in una corrida: "siamo preparati ad affrontare questa emergenza". 
Ma mentre loro si mettono in salvo con la borsa, ai cittadini incornati non rimane altro che leccarsi le ferite, pagando il conto per le emergenze mal governate, a parassiti, corrotti, usurai ed esattori.
È una costante. Se non si ha "consapevolezza" della sempiterna ignoranza e impotenza umana, ci si ritrova impreparati e disarmati di fronte a forze più grandi di noi, (la globalizzazione finanziaria, sanitaria, bellica) che costantemente minacciano di travolgerci.
Ed è proprio così che siamo messi adesso. Dopo due anni e mezzo di catastrofe pandemica ancora in corso, con morti e danni miliardari incalcolabili, è arrivata la guerra. E i nostri "sottuttoio", ci aggiornano in tempo reale sui crimini contro l'umanità consumati in Ucraina, sul numero dei morti e sui danni che di riflesso subisce e subirà l'Italia e l'intera comunità mondiale per i matti del potere in servizio permanente effettivo che giocano alla guerra.
Insomma, tanto per capirci, "L'Occidente", considerato la più sicura e protettiva autostrada geopolitica a disposizione, è sprovvista di guard rail. Ogni volta che i SUPERpotenti sbandano, a finire fuori strada, in cassa da morto o peggio in una fossa comune, è l'umanità incolpevole e il pianeta. 
A quel punto entrano in campo baldanzosi i massimi "esperti" in contabilità mortuaria per informarci sugli sviluppi quotidiani delle catastrofi, delle recessioni, delle guerre e delle sanzioni miracolose che promettono sfracelli futuri nella Russia di Putin, ma da subito uccidono salario, profitto e potere d'acquisto in Europa. (Italia in primis)
Insomma, per non farla lunga, se questi sono i limiti invalicabili del sapere umano, credo che i potenti impotenti della politica, i rapaci della finanza e i massimi "esperti" della "scienza" che gli reggono la coda, saranno miracolosi per la comunità mondiale se torneranno a darsi colpi di zappa sui piedi, dissodando un ettaro cadauno di terreno incolto e magari non ancora spietrato.
Forse non ce ne rendiamo conto, ma l'Ucraina è il maggior esportatore di prodotti agricoli. Se la guerra matti contro matti dovesse continuare, là si morirà di bombe, in Europa finiranno miracolati gli obesi e nel terzo mondo che da sempre vive di solidarietà, si morirà di fame.
La situazione è talmente grave che il Commissario Ue per l’agricoltura ha chiesto di “produrre più cibo in Europa”. Ce la faremo? No senza petrolio e gas. Forse dovremmo iniziare a rinunciare a qualcosa, (magari ai "sotuttoio" che ci costano un occhio manco fossero Einstein) perché già da ora nella UE abbiamo un supplemento di 5 milioni di bocche ucraine da sfamare e l'esercito ucraino da rifornire di armi e di aiuti umanitari.
Franco Luceri

sabato 7 maggio 2022

Ma noi umani siamo davvero intelligenti?


Non potrei giurarci; ma temo che noi umani viviamo costantemente nell'illusione di saper pensare, risolvere problemi, giudicare il prossimo e qualcuno arriva anche, da UNTO DEL SIGNORE, a credersi capace di salvare umanità e pianeta, a colpi di guerre economico-finanziarie e con possibile escalation atomica.
Forse il cervello umano, che riteniamo pensante, fabbrica di analisi oggettive e di soluzioni miracolose, altro non è che un pallone sbattuto di qua e di là nello sterminato campo "culturale" dell'errore, senza riuscire mai, non a centrare la porta della verità, ma nemmeno a capire dove Dio a suo tempo decise di montarla.
Sono ormai quattro secoli, da Galilei, che noi umani ci ingozziamo di "scienza"; e come grandioso risultato rischiamo l'estinzione per gli sconvolgimenti climatici prodotti dallo sviluppo scientifico e tecnologico a c****, o in alternativa per qualche feroce guerra finanziaria che potrebbe sempre degenerare in atomica.
Allora smettiamola di pensare che in questo momento a sbagliare sia solo Putin e gli altri siano tutti sorgenti di verità evangelica capaci di giudicarlo, condannarlo o giustiziarlo.
I tre "potenti" impotenti della politica, che da 72 giorni si giocano alla guerra il presente e il futuro dell'umanità: cioè Putin,  Zelensky e Biden, hanno tutti e tre, sia pure in misura differente: ragione e torto marcio. 
Chi cerca di rifarsi una verginità, mettendo in luce la già evidente bestialità di Putin, ha bisogno di una sbirciatina nella scatola cranica.
Invece dovremmo tentare di capire cosa o chi ha spinto Putin a passare dalla razionalità alla follia. Biden a spegnere il fuoco con la benzina. Zelensky a rispondere in maniera suicida per il suo popolo, alle cannonate con le "bottigliate" simil molotov. Europa e America a rifornirlo di armi. E la Cina in vigile attesa di poter raccogliere i frutti risanando la distruttività altrui.
Chi è fermamente convinto di saper individuare e persino correggere gli errori degli altri è un poveraccio che alla torre di Babele aggiunge solo caos al caos.
Vanno cercati gli errori collettivi di Europa America e Cina a cui Putin sta rispondendo con feroci comportamenti criminali da condannare senza se e senza ma.
Chi continua a corna basse a farvi credere che nei sistemi totalitari c'è un solo criminale responsabile e gli altri sono tutti da santificare, come hanno fatto in precedenza con Mussolini e poi con Hitler e ora con Putin, se è in buonafede è matto da legare.
Se in questo preciso istante potessimo operare il miracolo di far sparire Putin dalla faccia della terra, il futuro dell'umanità resterebbe sempre e comunque a rischio guerra atomica, perché è il cerchio magico degli oligarchi a commissionare ai burattini politici, a che livello illudere, impaurire, paralizzare, sfruttare o sterminare i popoli.
Lo decide insindacabilmente sempre e solo la macchina mostruosa della globalizzazione, il potere economico e finanziario mondiale rapace, quando iniziare la distruzione bellica e quando accoppare il tiranno e riavviare la ricostruzione "pacifica", (sempre  ad uso e consumo dei lupi e a danno degli agnelli).
Chi volesse tentare di capire in che cosa un pacifista è diverso da un guerrafondaio, chieda a Papa Francesco se il Vaticano è corresponsabile nella guerra Russia Ucraina e si sentirà rispondere che forse in qualche misura lo è, persino se è blasfemo anche solo pensarlo.
Perché, chi aspira ad essere pacifista come Papa Francesco, prima di puntare il dito su gli errori altri, cerca di capire quali siano stati i propri, per indurre il prossimo all'umanità.
Altrimenti i popoli arrivano alla pace sempre e solo dopo la bestialità della guerra e l'incubo dell'olocausto.
Franco Luceri

sabato 30 aprile 2022

Al mercato mondiale mancano le porte tagliafuoco.


Viviamo in un modello di civiltà che non è più a misura d'uomo. È come se l'intera comunità mondiale abitasse in un unico albergo senza "porte tagliafuoco". Alla prima scintilla, fosse pure nello sgabuzzino delle scope, si incendia anche l'angolo più sperduto del pianeta.
In Ucraina si spara, ma il rinculo economico-finanziario di quella guerra che sta sterminando un popolo, coinvolge tutti gli otto miliardi di umani, alcuni arricchendoli altri uccidendoli per guerra, terrorismo, colpo di stato, disordini, carestia, epidemia o fame.
Perché la globalizzazione ha reso tragicamente interdipendenti tutti gli stati del mondo. È sufficiente che il danno lo crei uno, e peggio dell'incendio si propaga centuplicato su tutta la comunità mondiale. 
Se un architetto progettasse alberghi senza muri interni e senza porte troverebbe lavoro solo come lavapiatti in qualche osteria malfamata. O in alternativa potrebbe pianificare politicamente il liberismo, dove le porte tagliafuoco (leggi i muri di Berlino) vengono abbattute apposta perché ogni scintilla locale si trasformi in un rogo economico-finanziario mondiale e magari in una guerra atomica.
I russi accendono un fiammifero in Ucraina e molti dei 200 stati del mondo, escalation dopo escalation,  devono prepararsi al rogo assassino della economia e della Finanza, al crollo della produzione e del commercio, dell'importazione e dell'esportazione, che mandano in fumo decenni di giustizia sociale, di diritti umani, di benessere e dignità per milioni o miliardi di persone.
Da svariati decenni, a colpi di scambi commerciali incestuosi si è prodotto un intreccio perverso di rapporti politico economici fra tutti i 200 stati del mondo, a prescindere se democratici o totalitari, anche fra popoli che si odiano e si preparano ad atti terroristici se non alla guerra.
Quindi pensare la globalizzazione senza "porte tagliafuoco" per circoscrivere i conflitti e i relativi danni ovunque nascano ed evitare che si propaghino e degenerino in guerra mondiale o collasso economico è una "geniale" bestialità politica a cui si dovrà mettere riparo con molta sollecitudine prima che sia tardi per tutti.
Franco Luceri

giovedì 21 aprile 2022

È il tritacarne della globalizzazione a generare conflitti.


Uno Stato può dirsi Democratico se ripudia la guerra come l'Italia, e se intrattiene rapporti culturali e commerciali solo con vere democrazie.
Ma se finanzia dittature e tiranni importando ed esportando da "stati canaglia", allora è "canaglia" anche lo stato democratico che fa credere ai cittadini di potersi auto governare e di godere di benessere, pace e libertà finché lo vogliono, ma di fatto li espone inermi al cannibalismo politico, economico e finanziario e alla minaccia atomica di qualche tiranno sanguinario del pianeta.
Che bontà sua, può trasformare in una manciata di secondi un paradiso come l'Ucraina in un Inferno dantesco dove i crimini contro l'umanità si sprecano sotto gli occhi dell'intera comunità mondiale.
Ben 200 stati che balbettano davanti allo scempio di un popolo e alle drammatiche ripercussioni economico-finanziarie globali, ma col terrore di scatenare la terza guerra mondiale se si osasse fermare quella mano assassina.
Quelli che stiamo raccogliendo ora sono i frutti marci della globalizzazione e del groviglio di scambi commerciali e finanziari puliti e sporchi che hanno reso interdipendenti e indissolubili democrazie e dittature.
Proprio come sta messa l'Italia con l'Ucraina e la Russia da cui dipende per una grande quantità di prodotti energetici e materie prime e verso cui esporta prodotti finiti.
Ora si trova a dover inviare armi a l'Ucraina per difendersi dalla Russia. Ma per il petrolio e il gas che importa, finanzia con un miliardo al giorno la Russia che sta sterminando l'Ucraina.
E dipanare una matassa così aggrovigliata è un'impresa tanto difficile che persino l'ONU ha impiegato 55 giorni prima di offrirsi da mediatore tra Putin e Zelensky.
Franco Luceri

sabato 16 aprile 2022

Armare o non armare l'Ucraina, questo era il problema.


Anche il soldato più sprovveduto conosce il significato della parola "escalation". Sa che l'aggressore o l'invasore si muove solo per vincere, anche quando non fa sfoggio della sua massima forza. 
C'è solo da stabilire se sì è in grado di affrontarlo con una forza sicuramente vincente o conviene alzare bandiera bianca. Posto che la "resistenza crescente" dell'invaso, induce l'invasore ad impiegare uomini e mezzi sempre più potenti e con un livello di "bestialità" crescente fino a sconfiggerlo.
Perciò armare il debole o l'aggredito (ma senza sostituirsi a lui quando si sa bene che non potrà reggere il confronto) non è un problema semplice come bere un bicchiere d'acqua.
Se armi l'invaso per combattere e vincere gli salvi la vita, altrimenti lo spedisci al massacro. Perché l'invasore darà fondo al suo arsenale bellico finché non vedrà l'avversario arreso o morto.
Europa e America armano da più di 50 giorni l'Ucraina, ma solo per allontanare la fine della guerra e allungare l'elenco delle devastazioni, delle vittime, degli sfollati e dei crimini contro l'umanità.
Perciò, armando gli ucraini, ma non abbastanza per scacciare l'invasore, l'occidente sta stimolando Putin ad una escalation devastante per gli ucraini e doppiamente pericolosa (economicamente e militarmente) per l'intera comunità mondiale.
In Ucraina la carneficina è giuridicamente imputabile a Putin. 
Ma la responsabilità morale è dell'Europa e dell'America che sfruttano l'eroico coraggio del popolo ucraino, poco, tardi o male armato, sapendo che non conviene a nessuno vincere la guerra militare contro Putin e la sua minacciata escalation atomica; ma contando di vincere sicuramente la guerra economica contro la Russia e la sua debole moneta a colpi di sanzioni.
Speriamo noi poveri europei di non dover pagare al feroce Putin, con la borsa e con la vita, i conti senza l'oste del geniale Biden.
Franco Luceri

venerdì 8 aprile 2022

La politica che non produce in pace, uccide e ruba in guerra.


È essenziale e vitale che nel mondo ci sia una certa quantità di problemi da dosare e custodire politicamente. 
Perché l'eccesso di pianificazione e garantismo rende i popoli stupidi e quindi irresponsabili; così come l'assenza totale di garanzie, aggiunta alla concorrenza selvaggia del liberismo globalizzato e alla quasi sistematica violazione dei diritti umani dei piccoli lavoratori autonomi, (vedi Italia), finisce per rendere i più onesti falliti o suicidi e i più disonesti rapaci e persino criminali.
Questa è la sola ragione per cui i sistemi comunisti, depurati a colpi di pianificazioni per spostare responsabilità dal singolo allo Stato, si sono spappolati come ricotte malfatte.
E la stessa fine stanno facendo i sistemi liberali, che al contrario  spostano problemi spaccacervello dallo stato inadempiente, parassita, rapace, corrotto e ladro al lavoratore autonomo, fino a rendere la vita impossibile persino a chi si rassegna a delinquere scaricando i danni da farraginosità legislative e inadempienze burocratiche, sullo Stato. (vedi Italia).
Ecco perché, salvo rarissime eccezioni, la politica tende a trasformare persino i geni in idioti o criminali. Chi ha coniato l'aforisma (piove governo ladro) ha centrato perfettamente il problema.
Si ritiene almeno da un secolo che i comunisti e i liberali siano liberi di perseguire finalità diverse e persino opposte. Niente di più falso. 
Chiunque governi deve lasciare ai lavoratori dipendenti la giusta quantità di problemi perché l'eccessivo garantismo non li renda irresponsabili; e anche ai lavoratori autonomi il giusto dosaggio, perché la libera concorrenza e l'assenza di garanzie anche per i più elementari diritti umani non li condanni all'evasione, al fallimento, alla corruzione, o peggio al crimine o al suicidio.
Ecco perché si dovrebbe avere paura e rispetto della politica, e aiutarla a non fallire nell'immane rompicapo di liberare i popoli dai problemi che sono risolvibili solo collettivamente, come salute e sicurezza. Lasciando alla discrezionalità dei singoli quelli che istruzione e informazione ha reso (prima e meglio) risolvibili individualmente.
Che sia di destra o sinistra avanti o dietro sopra o sotto, può dirsi BUONA POLITICA, anche nel più remoto angolo del pianeta, solo la giusta miscela di garantismo e liberismo.
Qualunque altra politica faccia della pace un uso anomalo, eccedendo in protezione o sfruttamento sociale, finisce per dover chiedere alla guerra e ai suoi imponderabili e incontrollabili effetti mostruosi, di risanare col sangue degli innocenti gli squilibri di giustizia sociale prodotti in pace.
Franco Luceri

martedì 5 aprile 2022

Gli stati si appoggiano alla guerra come fosse un bastone.


In qualunque Stato di diritto, se due soggetti fisici o giuridici confliggono, c'è l'istituzione della Giustizia che ha potere e dovere di dirimere le controversie, per impedire che un sistema sociale sì degradi a giungla selvaggia, col più forte libero di accoppare il più debole.
Se è così che funzionano gli Stati degni di questo nome, sapete dirmi perché i 200 stati del mondo non hanno ancora inventato una magistratura mondiale militarmente attrezzata per fermare la mano assassina di uno Stato che invade un altro, lo devasta e uccide a piacimento?
Io non lo so, ma infliggere sanzioni a chi si macchia di crimini contro l'umanità mi sembra un orrore di equità. Perciò permettetemi un'ipotesi. 
Non sarà che è troppo ghiotta la possibilità di contribuire alla guerra dei due stati in conflitto con forniture di soldati, armi e denaro, per poi partecipare al bottino della ricostruzione dello Stato soccombente ridotto in macerie, vedi Ucraina?
Tutta l'economia mondiale si regge sul principio che se non demolisci non ricostruisci, se non distruggi o non consumi non produci. 
E se ci fosse una super magistratura col potere di fermare subito e realmente le devastazioni e gli omicidi di due stati in guerra, fermerebbe una quantità gigantesca e incalcolabile di produzione e scambi di beni e servizi, di profitti finanziari e di interessi, anche quelli sporchi e luridi che non mancano mai.
E a naso, temo che i grossi lupi del mondo che speculano sulla borsa, sulla vita e persino sulle casse da morto, non sarebbero per niente d'accordo. E sulle forniture di armi convenzionali e persino atomiche stendiamo pure un velo pietoso.
Questa potrebbe essere la ragione per cui i 200 stati del mondo resi interdipendenti da un groviglio ormai inestricabile di scambi commerciali in tempo di pace, non hanno alcuna convenienza a disfarsi della barbarie della guerra, dandosi una super magistratura almeno competente a scongiurare il rischio per niente remoto di guerra atomica che terrorizza l'intera comunità mondiale.
Io ho fatto la mia rozza e strampalata ipotesi, mettendo carne al fuoco. Ora sta a voi, (se vi và), di girarla, smontarla, contestarla, correggerla, migliorarla.
Buon lavoro a chi ama la pace e odia la guerra.
Franco Luceri

sabato 2 aprile 2022

Contro gli invasori non basta il coraggio serve l'intelligenza.


L'umanità non riesce a liberarsi dalla barbarie della guerra, pur avendo raggiunto inimmaginabili livelli di sapere, avere e potere. E continua ad usare la pace per prepararsi e scatenare la guerra.
Crea, da millenni, tali e tante giustificazioni filosofiche, teologiche, finanziarie e politiche, da far apparire patologica la pace e fisiologica la guerra.
Bertolt Brecht diceva: "sventurata la terra che ha bisogno d'eroi". Oggi direbbe, sventurata l'umanità, che in 380 anni di scienza galileiana non ha ancora capito che solo la saggezza può contrastare la forza animalesca dei guerrafondai. 
La storia biblica del coraggioso Davide che sconfisse il mostruoso Golia fidandosi della protezione Divina è nata ed è morta 3000 anni fa.
Oggi le pietre in mano ai "davide" ucraini che confidano nella protezione "dell'occidente spara blabla", finiscono per giustificare la crescente e mostruosa brutalità del "golia" Putin armato di testate nucleari.
In Ucraina, Putin ha bisogno di un nemico "armato", fosse pure con pietre giocattolo in polistirolo, per giustificare la guerra. E mettere armi vere in mano agli ucraini, è come garantire a Putin una fornitura quotidiana di nemici freschi, per passare dall'arrogante esposizione della sua forza militare parcheggiata per diecine di chilometri, all'uso criminale contro i civili inermi.
La forza ottusa, brutale, preponderante degli invasori con armi sempre più sofisticate, non può essere contrastata dal coraggio dei perdenti armati di bottiglie di salsa riciclate Molotov, ma dalla saggezza vincente della diplomazia: se, dove e quando esiste. 
Il coraggio non è forza, è un pessimo surrogato, è "forzadelladisperazione" che induce gli invasi a tentare di scacciare gli invasori. Ma per vincere la guerra non basta vincere qualche battaglia.
Dove la diplomazia non riesce ad ammansire i guerrafondai, l'eroismo di  pochi fornisce agli invasori assassini l'alibi per continure ad aggiungere altra devastazione e altre vittime innocenti.
Franco Luceri

venerdì 25 marzo 2022

Putin solo contro tutti. La diplomazia ce la farà?


La cultura avrà pure umanizzato gli umani, ma ha bestializzato gli Stati, se quasi 200 governanti del mondo studiano da 4 settimane i catastrofici effetti dell'invasione dell'Ucraina, armano gli ucraini, aiutano e accolgono gli sfollati, ma non fermano i crimini contro l'umanità e non torcono un pelo a l'invasore: cosa ci sfugge?
Mentre Putin spara cannonate e missili, mette in fuga quasi 4 milioni di ucraini, non si sa quanti uccide e distrugge la più ricca nazione del mondo, Biden risponde a colpi di sanzioni che devastano economicamente l'Europa, ma soprattutto l'Italia che é la più indebitata e la più dipendente dalle importazioni russe e ucraine.
Durante il nazismo la comunità mondiale impiegò 12 anni per accorgersi che nel mondo 6 milioni di ebrei mancavano all'appello, perché senza informazione nessuno sapeva.
Ora tutti sanno tutto minuto per minuto: morti, sfollati e macerie, ma nessuno ferma le mani assassine. I pochi che fanno qualcosa mandando armi, fanno più danno che utile. Armano il popolo invaso in modo che l'invasore trovando resistenza si senta legittimato a combattere i civili armati e accrescere la devastazione.
Al suo primo ingresso alla Casa Bianca, Biden minacciò Putin: "sei un assassino te la farò pagare" ( almeno questo abbiamo appreso noi dalla stampa ).
Ma avrà sbagliato indirizzo, perché il conto da "pagare" non lo ha notificato al nemico Putin, ma al popolo ucraino che ne avrà per 100 anni. E non parliamo degli Stati UE che dipendendo da Ucraina e Russia avranno anche loro grosse ferite da leccarsi.
Se è questa la massima capacità di rendere inoffensivi gli svitati della politica, se è questa la massima protezione per i popoli onesti e indifesi di cui sono capaci le prime potenze industriali e mondiali, se è questa la migliore civiltà e il massimo "progresso" scientifico, tecnologico, politico e finanziario che ora si possa immaginare: fatemi la cortesia di fermare il mondo, io scendo qua.
Franco Luceri

sabato 19 marzo 2022

Le toppe politiche sui buchi finanziari fanno piangere.


Ciò che è palesemente illogico anche per il più sprovveduto degli umani; nelle "moderne" democrazie è più che logico, è "legalissimo".
Se lo scemo più scemo del paese non sarebbe abbastanza scemo da mettere in mano a Tizio un elenco di cose da comprare, e a Caio, che sta all'altro capo del mondo, il portafoglio per finanziare la spesa; i finti popoli sovrani delle finte democrazie moderne fanno esattamente così. 
Danno ai governanti il potere politico di risolvere i problemi e rendere produttivo e tassabile il sistema economico, pur sapendo che la moneta dei popoli sovrani di nome ma (vedi Italia) somari di fatto, è gestita all'altro capo del mondo da qualche decina di banchieri, con insindacabile discrezionalità di finanziare i sistemi economici, o condannare i popoli alla fame, alla guerra e gli Stati al default.
Quindi è davvero illogico sperare che la politica italiana che va in giro col cappello in mano a cercare soldi da un banchiere all'altro, dopo due anni di problemi sanitari irrisolti, la minaccia della guerra, l'esodo biblico degli ucraini sfollati, il sistema economico a rischio collasso e lo Stato a rischio default, piova manna dal cielo.
Quand'anche la politica riuscisse a reperire tutte le risorse necessarie, ci vorrebbero 100 anni perché l'economia italiana ridotta a lumicino ritorni a produrre PIL sufficiente a nutrire e curare il popolo, sostenere la spesa pubblica per il buon funzionamento dello Stato e pagare gli interessi sul debito a lievitazione tumultuosa.
Come se non bastasse il costo della pandemia, guerra e sfollati, disoccupati e falliti, la Camera dei Deputati dello Stato Italiano che ha ripudiato la guerra 74 anni fa, ha approvato a larghissima maggioranza un Ordine del giorno che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa,  votato  da Pd, Lega, Fi, Iv, M5S e FdI. 
Si passa dai circa 25 miliardi di Euro l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi di Euro l’anno (104 milioni al giorno). 
Ingenti risorse per una guerra fuori dai confini del nostro Paese, sottratte al popolo italiano.
Insomma senza farla lunga: un popolo che continua a lasciare in mano ai Banchieri il proprio denaro, ma consegna ai governanti l'elenco delle emergenze da affrontare, diritti da garantire, produttività da sostenere, sicuramente non ha una classe intellettuale che brilla per lungimiranza e capacità progettuale.
E di conseguenza, una classe politica che non condanni ogni singolo cittadino onesto a lasciare ai propri figli una montagna di problemi da risolvere con le tasche bucate.
Franco Luceri

sabato 12 marzo 2022

La terza guerra mondiale è dietro l'angolo?


Il 4 giugno 2015 Giulietto Chiesa aveva profetizzato: "siamo vicini alla terza guerra mondiale". Io mi auguro che si sia sbagliato. Ma Voglio sperare che in 7 anni l'Occidente abbia predisposto un piano diplomatico per trattare con i guerrafondai o per impedire che la terza guerra mondiale sia l'ultima per l'umanità.
Da quel poco che si riesce a capire, Europa e America hanno lasciato a Putin piena libertà di organizzarsi, e lo hanno anche finanziato importando dalla Russia grano petrolio gas e chissà cos'altro.
Intanto in Ucraina i massacri di adulti e di bambini incolpevoli continuano, e fino ad ora non si capisce se e quale contromisura America ed Europa hanno predisposto per fermarli.
Appena insediato alla presidenza degli Stati Uniti, Biden si è affrettato a sfidare Putin chiamandolo "Killer" e aggiungendo "te la farò pagare". 
E aveva un sacco di buone ragioni per farlo, perché Putin è una sua vecchia conoscenza. Biden, dal 2009 al 2017 è stato vicepresidente degli Stati Uniti nonché consigliere del presidente Obama per due legislature.
Posto che l'atomica non si ferma con la lingua, quali misure ha predisposto per poter sfidare ora "l'amico Putin" senza mettere a rischio l'intera comunità mondiale, Europa in primis?
Sfidare un killer o un matto con un arsenale atomico di tutto rispetto, e spedire donne vecchi e bambini ad affrontarlo con le bottiglie di salsa riciclate Molotov, è davvero roba da statista responsabile della prima potenza mondiale?
Ma forse aveva ragione quel tale a dire: "quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri a morire." In Italia, oltre alla nostra, e a quella che ci arriva gratis da sud, è iniziata a valanga l'importazione di povertà e profughi da est.
Persino chi avrà la fortuna di uscire ammaccato ma vivo da questa guerra "matti contro matti" rischia di morire di fame per il tracollo dell'economia mondiale e italiana in primis, per la carenza di risorse energetiche e alimentari e per l'esplosione dei prezzi.
Alla guerra con le bombe intelligenti per centrare gli ospedali invece delle caserme, si è aggiunta la guerra con le sanzioni a "rinculo garantito" che mirano ad uccidere il nemico Putin, ma facendo collassare le economie di mezzomondo uccideranno milioni di amici in Europa America e ovunque.
Un tale diceva che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai Generali. Ma anche l'economia è una materia troppo complessa e delicata, per illudersi che i "geni" della politica, con la guerra delle sanzioni, sappiano scongiurare la guerra atomica ed evitare il collasso dell'economia globale per salvare l'umanità.
Franco Luceri

sabato 5 marzo 2022

Sig.Pascal ora può fidarsi: la scienza fa miracoli.


Quattro secoli fa, Blaise Pascal diceva: "Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci."
Ora non è così: è peggio. In 400 anni, "pensando da cani", noi umani abbiamo girato "allegramente" il mondo sottosopra. L'intera vita culturale, sociale ed economica dei quasi 200 popoli del mondo è organizzata per perseguire grandiose finalità a cannonate, tanto da rimetterci la borsa in pace e la vita in guerra, a beneficio di qualche decina di Paperoni guerrafondai, che alla lunga, (se il padreterno non vorrà occuparsene), aspirando a diventare padroni de l'Universo estingueranno  l'Umanità.
Manco col cannocchiale di Galileo si riesce a vedere la funzione benefica della cultura che abitua gli uomini a fare dopo aver pensato razionalmente. 
Dopo due anni di pandemia e carestia planetaria, è arrivata la guerra con minaccia atomica. Tutta la produttività e la giustizia del liberismo mondiale a casaccio, si è sciolta come neve al sole. Ora, carestia e carovita potrebbero ricacciarci nelle caverne.
Se davvero la cultura fosse frutto del pensiero razionale, la vita degli umani sarebbe indipendente dalla schizofrenia dei potenti ottusi e guerrafondai, e le lacrime e il sangue versati da 8 miliardi di umani per tentare di rimanere a galla non contribuirebbero all'accumulazione trilionaria di pochi "onestissimi" Paperoni.
Va detto però, ad onor del vero, che essendo minoranza, i ricchi non hanno potere politico legale in democrazia. Quindi le democrazie, che ovunque arricchiscono i ricchi "politicamente impotenti", e impoveriscono i poveri "politicamente potenti", altro non sono che dittature affidate al governo di ex poveri, geni in fatto di macelleria sociale.
Salvo illustrissime eccezioni, gli utili idioti si offrono gratis a macellare poveri per conto dei ricchi; e i corrotti, allergici alla povertà, ma sensibilissimi alle mazzette, completano il lavoro di macelleria a regola d'arte.
Insomma, per potersi dire "stati di diritto", le democrazie "pensate alla Blaise Pascal" avrebbero dovuto essere a misura d'uomo per i poveri, senza essere un inferno per i ricchi. 
Speriamo che nei prossimi 400 anni si riesca a guarire morte, miseria e ignoranza, magari a beneficio dei più.
Franco Luceri