Nel terzo millennio Cristiano, chiunque osa vivere senza pensare, o pensando poco o male è considerato una sottospecie di cavernicolo.
giovedì 31 agosto 2023
Pure Gesù fallì a pensare conto terzi
sabato 26 agosto 2023
L'intellettuale VERO pensa, agisce, sbaglia, impara, corregge
Per millenni, usando le mani per procurarsi da vivere, l'uomo si è rassegnato a dipendere dalle leggi del Creato. E grazie a l'intelligenza del fare, ha riempito il mondo di capolavori immortali che ancora reggono all'acqua, vento, sole, uragano e terremoto. E ora sono tanto invidiati e ammirati da attrarre inesauribile turismo culturale portatore di ricchezza.
sabato 19 agosto 2023
Prima di sedervi a tavola consultate il padrone di casa
Il tavolo dei poveri, ricchissimo di aspiranti commensali ma povero persino di pane e acqua.
Il tavolo della classe media occupato dai disonesti arrampicatori sociali, e dagli onesti che vivono costantemente a rischio retrocessione nella povertà se non si affrettano ad imbrogliare, truffare, corrompere, rubare, emulando i disonesti.
E poi c'è il tavolo dei ricchissimi, dei potenti, dei cannibali, con un numero di sedie in costante riduzione. Dove per conservarsi un posto a sedere, per mangiare e non finire mangiati, si deve quantomeno dichiarare e vincere una guerra.
Da alcuni secoli l'umanità per riempire i tavoli di pietanze, rapina di risorse il pianeta. Ma ora il SIGNORTERRA, (che poi è il padrone di casa) non sembra più intenzionato a rifornire gli inquilini devastatori: i poveri in crescita numerica, i ricchi in rapacità animale e la classe media ubriaca di illusioni perché non ha capito che un sistema sociale che va male per i poveri, salva i ricchi sfruttando la classe media, se non si affretta a delinquere.
E se il pianeta non regge più allo sfruttamento e rende meno di prima, secondo voi, a quale tavolo dovrebbe spostarsi il maggior numero dei mangiatori, per assicurarsi almeno pane e acqua? Ovviamente al tavolo dei poveri che non ha mai avuto un impatto ambientale disastroso, a differenza della classe media e quella dei potenti, che dove passano loro non cresce più l'erba.
Quindi, posto che i potenti non è riuscito a schiodarli da lì nemmeno il Padreterno, il tavolo che andrebbe impoverito di commensali è il tavolo di chi vive nel limbo della classe media. Quelli fuggiti dall'inferno dei poveri, ma che non hanno accesso al paradiso dei ricchi. Quelli che progettano sistemi sociali perfetti, (modello Italia), ma puntualmente partono a razzo a vantaggio di pochi e finiscono a caxxo a danno di molti.
Quindi dalla sera alla mattina, gran parte delle scuole del mondo dovrebbero essere ridimensionate, dovrebbero ritornare alla meritocrazia, perché da un secolo creano finti istruiti, soggetti che rimangono ignoranti ma si sentono archi di scienza perché sono imbattibili a spaccare il capello in quattro, ma attentano al futuro della specie umana devastando popoli, Stati e pianeta.
L'umanità non deve interessarsi ai potenti, sono la razza di lupi che non può essere estinta: esiste da sempre. Allora bisogna capire se è tempo di arricchire l'umanità di altre teste d'uovo della classe media o se va impoverita drasticamente visto che il pianeta si sta ribellando allo sfruttamento umano e pensare di mantenere nel benessere sfrenato e nello spreco suicida mezzo miliardo di finti istruiti, di apprendisti stregoni e lasciare che i poveri muoiono come mosche è un crimine contro l'umanità al cui confronto quello nazista, comunista e fascista impallidiscono persino assommati.
Franco Luceri
domenica 13 agosto 2023
I piromani sono altri, i politici sono poveri pompieri
La politica è azione correttiva, è reazione ai problemi creati dagli intellettuali, professionisti, burocrati, scienziati; insomma da l'intero mondo accademico che progetta e modella i sistemi sociali e forma gli individui e i popoli più a misura dell'appetito famelico dei lupi del potere, che dei bisogni primari dei popoli.
Se ai politici non resta che spegnere quotidianamente incendi con mezzi finanziari sempre più scarsi, allora il mondo incendiario della cultura farebbe bene a cucirsi la bocca col filo del calzolaio, per non essere tentata a chiamare piromani i politici.
Perché anche lo scemo del villaggio ha pieno titolo per criticare la politica e il suo modo fasullo e finto di curare un sistema sociale malato sempre a spese degli ultimi e a vantaggio dei primi.
Ma non lo ha assolutamente il mondo della cultura, che quel sistema lo ha progettato e costruito perché viva e muoia malato, perché sia una disgrazia a vita per la collettività, e una benedizione, (una Miniera D'Oro) per i Big della cultura, della finanza e del mercato.
Gli intellettuali smettano di criticare la politica e si facciano un esame di coscienza degno di questo nome.
A noi umani del ventunesimo secolo ci sta crollando il mondo addosso perché siamo passati dalla civiltà costruita per decine di millenni con materiali e maestranze di primordine; alla civiltà disegnata con penna e matita, ma impossibile da realizzare materialmente e utilmente per mancanza di risorse finanziarie, di materiali, di maestranze o di condizioni ambientali che non siano proibitive.
Purtroppo oggi la maggior parte del potere lo hanno quelli che pensano, quelli con penna e matita, e poco o niente quelli che fanno. Quindi tutto è condannato a finire e sta finendo puntualmente nel peggiore dei modi.
A pensare, a costruire con le parole, con la matita, con l'inchiostro o peggio con il computer o la telecamera sono capaci molti, anzi troppi. Pensa tu, lo sto facendo adesso pure io!
Ma senza scomodare i vecchi geni del fare: contadini, pastori, pescatori, boscaioli che hanno salvato l'umanità per decine di millenni; i "pensatori" del terzo millennio provino ad entrare nel laboratorio di un artigiano (meglio se falegname o fabbro) e capiranno, senza strapazzarsi i neuroni, (dalle reali difficoltà che incontrano gli artigiani e tutti i piccoli lavoratori autonomi a produrre ricchezza onesta soprattutto in Italia) che dal dire al fare l'oceano inesplorato e inesplorabile non si è mai mosso da lì.
Franco Luceri
domenica 6 agosto 2023
I potenti si stanno giocando l'umanità a tressette con morto
E non è tanto tragico che gli umani finiscano giocati a "tressette con morto" dai big della cultura, politica e mercato mondiale; ma che a colpi di falsificazioni li abbiano plagiati a tal punto, da convincerli che nella scomoda funzione di morto, per garantire sviluppo e benessere all'umanità, cì sia solo il pianeta.
giovedì 3 agosto 2023
Che relazione c'è tra cultura e libertà ?
Quando la libertà era frenata e misurata, (persino in maniera criminale) in Italia e ovunque nel mondo, ad est come ad ovest, a nord come a sud la "BUONA CULTURA" ha sempre straripato per secoli.
Io non ho titoli pedagogici o psicologici per garantirvi la scientificità delle mie affermazioni; ma mi viene il dubbio che la "LIBERTÀ MISURATA" sia essa stessa moltiplicatore e volano di "BUONA CULTURA", come è sempre stato. E che non ci siano alternative.
Se qualcuno ha un'idea in proposito, uguale o opposta alla mia, la lanci su questo giornale che è apertissimo a tutte le opinioni, se espresse con moderazione e rispetto per le opinioni altrui.
Il Direttore deciderà se è opportuno ospitarla e attivare un dibattito.
Buona meditazione a tutti e grazie a chi vorrà intervenire.
Franco Luceri
sabato 29 luglio 2023
Prede e predatori del terzo millennio
Chiamare dipendente e quindi irresponsabile, la classe sociale maggioritaria dei lavoratori, che in democrazia ha il monopolio di tutti i poteri, è una mostruosità giuridica.
La minoranza degli imprenditori, al 90% poco istruiti e con le pezze in c***, è considerata giuridicamente autonoma, omniresponsabile e bancomat dei popoli, per attingere tasse e tassi al'impazzata. Campa cavallo !
sabato 22 luglio 2023
Il pesce incomincia sempre a puzzare dalla testa
Giusto per capirci, il politico è come il netturbino, si muove nella pulizia o sporcizia prodotta per svariati decenni dai suoi predecessori.
Quindi il governo "sporcaccione" fresco di nomina, non è quello che lascia tracce visibili della sua sporcizia, ma quello che finisce sepolto vivo nella spazzatura della stupidità, cattiveria o voracità che le classi sociali potenti, agiate e privilegiate hanno accumulato almeno per mezzo secolo, formando "cervelli" e condizionando popoli.
Oggi il grosso della sporcizia lo produce il mondo della cultura, facendoci credere che i responsabili delle soluzioni mancate o soluzioni papocchio sono i ministri e i Premier incapaci, invece è il mondo della cultura ricchissimo di cerebrolesi che sporcano invece di pulire, che creano i problemi che sono preposti a risolvere, per lucrarci su montagne di miliardi, spacciando per soluzioni innovative le loro corbellerie conservative: "gattopardiane" avrebbe detto il grande Tomasi di Lampedusa.
I sistemi sociali moderni non sono più governabili da un solo individuo per poter dire quando non funzionano, che il Premier è responsabile. Ci sono almeno mille "cervelloni" teoricamente super qualificati che mandano avanti il governo di una nazione, ed è un emerito idiota chi scarica la responsabilità sul Premier invece di prendersi il fastidio di cercare, nella chilometrica catena di comando, gli anelli arrugginiti: il singolo professore, professionista, tecnico, burocrate, giudice, che per lucrare carriera e patrimonio, genera disastri umani, ambientali ed economici, che da mezzo secolo sospingono l'Italia verso l'Africa.
Dopo aver tassato e autorizzato gli italiani a colpi di Bucalossi a costruire decine di milioni di case senza cappotto, ora le vogliono col "cappotto termico". E altrettanto nel sistema trasporti; dopo aver lasciato costruire decine di milioni di automobili e camion che costano quanto una villa al mare o uno chalet di montagna, si sono accorti che sono inquinanti uccidono popoli e natura. Ma ora questo disastro finanziario chi lo paga? Togliamo alla fascista Meloni un quinto dello stipendio e saniamo tutto?
In Italia i comunisti sono stati sempre orgogliosi di essere loro i depositari della migliore cultura e della migliore Scienza. Hanno sempre detto che a destra ci sono solo imprenditori ladri: affaristi, corruttori, evasori, avvelenatori, sfruttatori, falsificatori di bilanci, bancarottieri e mafiosi.
E hanno centrato in pieno il problema. A destra ci sono "Poveri Illusi" che ancora pensano di poter sanare i guasti apocalittici della "incultura" dei sacerdoti sinistri, producendo ricchezza e dove non basta refurtiva, e pagando tasse all'impazzata.
Peccato che la ricchezza in tre quarti di secolo in Italia non è mai bastata. E non è mai bastata in tutto l'occidente super progredito a casaccio, dove il rapporto Debito PIL è terrificante è rosso fisso.
È da questo disvalore della cultura mondiale e relativi sacerdoti mancini, con tracce insignificanti di politicamente scorretto, che scaturisce la politica, Finanza e mercato da schifo che tutti subiamo. E ora che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri
lunedì 17 luglio 2023
Chi fa, è rovinato se fa bene
Ma a costo di rimanere con un unico amico, me stesso; non smetterò mai di domandarmi e domandare, a chi ne dovrebbe sapere più di me, e non vuole vivere da trescimmietta, perché la ricchezza prodotta dagli analfabeti o quasi con lavoro manuale, a partire dal 1948 ad oggi è bastata a formare e a foraggiare in Italia una classe dirigente elefantiaca di milioni di professori e professionisti con vocazione a l’accumulo di potere, denaro e irresponsabilità; mentre la stessa marea di laureati, masterizzati, burocrati e manager, continua a cancellare del lavoro manuale anche le impronte digitali, tanto che faticano ad assicurare persino ai loro stessi figli un posto di netturbino o lavacessi, e se particolarmente bravi li condannano a l’emigrazione?
I cafoni hanno prodotto fiumi di ricchezza per “dott. e prof.” che ora li ripagano producendo montagne di debito pubblico, e la distruzione quasi totale del lavoro sicuro e dignitosamente retribuito.
Dove è l’inghippo? Non sarà che l’uomo del dire fatica a maturare e a migliorarsi, perché le sue responsabilità le ha scaricate pari pari su l’uomo del fare?
I maestri del blablà, possono accreditare, e con la stessa semplicità screditare chiunque gli pare. E non è facile stabilire se il fango gettato con le parole, è giustamente accusatorio o diffamatorio.
Mentre i fatti, a differenza delle parole, sono immediatamente visibili. E gli eventuali effetti negativi che scaturiscono dalle azioni lo sono ancor più dei positivi; e inchiodano alle proprie responsabilità civili, penali, tributarie e finanziarie tutti gli illusi che agiscono.
Illusi, perché l’Umanità continua a negare a sé stessa, che “il Mondo, (diceva Einaudi) non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee; e quelle che muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità”.
Allora dovremmo smetterla di tenere incollati sul banco degli imputati coloro che agiscono e sbagliano in quanto teste di rapa; per alternarli, almeno a titolo di discussione alle teste d’uovo che sfornano e diffondono idee da ospedale psichiatrico.
E come qualsiasi prodotto umano, possono essere salvifiche o assassine, e persino genocide come lo sono state nazismo, fascismo e comunismo, e come lo è il liberismo globalizzato (ritenuto perfetto a prescindere, anche se ormai è da decenni ingovernato e ingovernabile) studiato daprof e dott per sfruttare e sterminare tutti i piccoli e piccolissimi illusi del lavoro autonomo, e ingrassare fino a l’indecenza intellettuali, multinazionali e banchieri.
Il mondo straripa di prof, Manager stramiliardari, che ingrassano ben oltre l’indecenza ingravidando i cervelli dei governanti con idee a volte geniali e a volte demenziali. Ed è una truffa colossale a danno dell’intero genere umano, che in aggiunta alle loro sacrosante idee geniali, debbano continuare a lucrare profitti astronomici, anche per quelle “infantili e distruttive”, che nel migliore dei casi condannano i popoli a tirare la cinghia, e persino le cuoia, precipitando in un drammatico default o peggio guerra civile.
Allora, quando è che potremo vedere a l’opera almeno un prototipo di tribunale fallimentare, che per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, metta sotto accusa gli uomini del fare, ma prosegua, (sia pure gattonando come i neonati per non cadere) sulla sconosciuta via del buonsenso, incriminando anche quelli del dire.
Gli ideologi, che lucrano compensi faraonici per le loro idee geniali, ma soprattutto sfornando o sposando idee o ideologie assassine o genocide, come quelle che in meno di un secolo potrebbero portare alla sostituzione e poi anche a l’estinzione, quel nobilissimo popolo italico di ex santi, ex eroi, ex navigatori ed ex geni, ormai declassati ad impotenti e fallimentari, se solo osano proporsi da autonomi e onesti sacerdoti del fare.
Franco Luceri
venerdì 14 luglio 2023
Nel mondo l'ordine dipende dalla "cultura", il caos dalla "malacultura"
E non sono soltanto pedagogia e comunicazione le scienze che rischiano di fare danni. Il mondo è tutto un Festival di "scienze" reciprocamente incompatibili e perciò dannose a l'umanità e al pianeta.
Servirebbe un direttore d'orchestra capace di armonizzare i singoli saperi, perché smettano di fare danni, ma all'orchestrazione scientifica i cervelloni non sono ancora arrivati e forse nemmeno partiti.
Manca un super scienziato onesto e responsabile che sappia, possa e voglia armonizzare le mille scienze ormai improduttive o peggio assassine per ricavarne una socioecocompatibile.
Ma, a tutt'oggi, nessuno ha ancora osato mettere in discussione la funzione della scienza e i relativi SUPERPROFITTI per saggi, ricchi e potenti rapaci (con tracce di galantuomini Giusti ma condannati o rassegnati a vivere nel posto e tempo sbagliato).
Intanto non ci resta che ingoiare il rospo: "il sapere esistente", che come una costosa medicina promette di salvare, ma a volte, ammala, affama, uccide a rischio e spesa della collettività. E nessuno osa mettere in dubbio la sacralità della scienza.
Insomma il mondo va a marcia indietro come un gambero, perché è ricco di prenditori e povero di imprenditori. Quando si capovolgerà il rapporto e ci saranno molti imprenditori responsabili e pochi prenditori parassiti, l'inferno terreno forse diventerà meno ustionante.
Ora voi mi direte, e in un mondo così che fine hanno fatto i lavoratori che sono una schiacciante e immodificabile maggioranza, e come tale determinante in politica? E io vi rispondo che i laboratori erano sono e resteranno fino all'estinzione dell'umanità Ago della Bilancia, anche nella peggiore democrazia.
Se spendono tutto quello che guadagnano, restituiscono agli imprenditori quello che hanno ricevuto a titolo di salario o stipendio e si riprendono tutti i beni e i servizi che hanno prodotto e per i quali sono stati retribuiti. Come dire, comprando, sgombrano i magazzini che hanno riempito, per tornare a lavorare produrre vendere.
Se invece spendono poco e risparmiano molto o peggio, comprano prodotti d'importazione a prezzi competitivi, mandano in tilt il sistema economico nazionale da cui attingono lavoro, guadagno, dignità e si candidano a finire disoccupati sempre più squattrinati.
Ma fanno anche di peggio; i loro risparmi corrono a consegnarli agli strozzini che poi sfruttano e uccidono direttamente gli imprenditori a colpi di prestiti a tassi usurari. E non è tutto, obbligano la politica a far fallire le piccole imprese a colpi di tasse rapina, e riportano i lavoratori risparmiatori autolesionisti alla penosa condizione di risparmiatori ricchi, ma disoccupati poveri; quindi bisognosi di riprendersi i risparmi che hanno depositato in banca o chiedere un mutuo e pagare interessi passivi 10 volte superiori agli attivi incassati.
In questo modo banchieri e industriali arricchiscono se stessi di profitti e la politica di clientela povera, bisognosa del "seno materno pubblico", e pronta a barattare voto contro sussidio, aiutino, favore, raccomandazione o per i soliti servizi pubblici promessi e mai erogati, perché i denari tributariamente sottratti ai lavoratori e alle piccole e medie imprese, non finiscono mai convertiti in servizi salva poveri e classe media.
Ma in montagne di interessi passivi da pagare con urgenza al "filantropico" mondo finanziario; e/o in salvataggi dell'altrettanto "filantropico" mondo industriale, con intere cordate di "prenditori" che si fingono a rischio fallimento per ottenere dallo Stato, (corrompendo o minacciando la politica) una ricca esenzione tributaria o un finanziamento a fondo perduto per non licenziare e scappare dall'Italia.
Tutto questo popò di crimini contro l'umanità lo chiamano liberismo e lo spacciano come miracolosa soluzione all'impoverimento mondiale del comunismo.
Quando in Italia governava la DC strizzando l'occhio al PCI, un operaio aveva risorse per laureare fino a cinque figli. Ora quei figli laureati, per i loro figli che non vogliono scappare dall'Italia, hanno difficoltà a trovare una provvisoria occupazione di operatore ecologico.
Io non so se a ridurci in queste pietose condizioni sia stata la mala politica comunista o liberista. Ma temo che senza l'aiuto determinante della malacultura, nemmeno il più feroce tiranno avrebbe potuto ridurre in mutande il popolo e lo Stato italiano solo per malapolitica e malafinanza.
Franco Luceri
martedì 11 luglio 2023
- La guerra è il fallimento anzi la bancarotta della cultura
Tutta la civiltà e il progresso scientifico e tecnologico moderno, si fondano sulla ingenua presunzione che prima o poi la forza intellettiva riuscirà a sconfiggere la forza muscolare e criminale.
Ma per quante montagne di cultura filosofica, teologica, giuridica, scientifica e milionate di accademici si spediscano sul fronte della umanizzazione dei popoli e della Giustizia sociale a protezione dei poveri, deboli e indifesi; l'ultima parola è sempre della guerra, al servizio del mondo economico finanziario, che può spazzare via interi Stati di diritto e relativi popoli democratici con un livello di ferocia che rasenta il cannibalismo.
(Mentre in Ucraina i russi sterminano un popolo da un anno e mezzo, tutti i sacerdoti della cultura e della scienza mondiale (che saranno a dir poco centinaia di milioni) stanno a guardare, o al meglio armano la mano ai belligeranti, perché la forza della ragione è ancora disarmata e perdente contro la forza muscolare della criminalità, della mafia e della guerra.
Speravamo tutti che la cultura liberale e democratica fosse al servizio dei più che sono poveri. Invece è servita e serve agli addetti ai lavori: ai potenti della cultura, politica, finanza e mercato dell'intero pianeta.
Pronti a scatenare la terza guerra mondiale atomica per conservare e accrescere il loro demenziale superpotere, ormai diventato sfacciatamente socioecoassassino.
"Molti si domandano perché in Italia con tanto ben di Dio di intellettuali di professori e professionisti, tecnici ed esperti al massimo livello scientifico, stiamo colando a picco come un sasso.
Perché il mondo della cultura è spaccato in tre genialissime categorie:
1) "quelli pagati per non capire", come diceva Upton Sinclair .
2) quelli pagati per disinformare, ubriacare, scimunire, impedire ai cittadini normali di capire persino dov'è la via di casa loro.
3) e quelli nati solo per sapere, ma rigorosamente incapaci di capire.
È inutile nascondersi dietro un dito. In ogni angolo del pianeta, disordine, ingiustizia, criminalità e guerra, sono il fallimento, anzi la bancarotta della cultura.
Lamberto Ferdinandi
giovedì 6 luglio 2023
Noi umani siamo schiavi di tiranni immortali ma combattiamo i morti
Un tale diceva: "L'umanità ha un problema. Ogni singolo individuo dovrebbe sentirsi proprietà del Creato, ma è tanto stupido da sentirsi proprietario".
A suo tempo Dio creò tutti gli esseri viventi (dal dinosauro al virus) schiavi di due tiranni immortali: acqua e cibo; altro che proprietari o peggio sovrani !
In corso d'opera avrà previsto che gli umani, sentendosi padroni del mondo, alla lunga si sarebbero inventati i tiranni mortali e morti da combattere, invece di vivere di duro lavoro nel rispetto dei "tiranni ambientali veri e invincibili", che da millenni sterminano piante, animali e popoli per fame e sete.
Gli antichi romani, per garantirsi presente e futuro, si ammazzavano di lavoro costruendo acquedotti di tutte le forme e dimensioni; invece noi italiani del terzo millennio, acculturati a casaccio, non abbiamo né terrore né rispetto dei tiranni ambientali (vedi devastante alluvione in Emilia Romagna) temiamo solo che il premier Meloni a Palazzo Chigi, a nostra insaputa, possa schiavizzarci facendo risuscitare il "feroce tiranno" Mussolini.
Sentendoci sovrani liberi e capaci di autogoverno; al duro lavoro preferiamo una gamma infinita di crimini produttivi e di passatempi per goderci la refurtiva. E i guasti sociali e ambientali di una simile "cultura cleptomane", ormai sono devastanti e assassini al pari di un diluvio universale.
Se in uno Stato, i soggetti che producono onestamente, non riescono a sfamare tutti quelli che hanno bisogno di mangiare e bere per rimanere in vita; secondo voi è prioritario che la politica accresca il numero dei mangiatori ladri o dei produttori onesti? Ovviamente, anche lo scemo del villaggio, risponderebbe: "servono d'urgenza produttori".
Chi fa il contrario (e l'Italia è capofila in questo tipo di "politica suicida, mangia padroni onesti") si predispone alla bancarotta e di Dio non voglia alla guerra civile: (in Francia "le prove" sono già iniziate).
Noi italiani, che del peggio non ci facciamo mai mancare niente, oltre che dei mangiatori lupi della finanza e del mercato, siamo ricchissimi anche di baby pensionati, invalidi finti e sussidiati in Mercedes, che da veri truffatori mangiano tutti "a gratis" dal piatto ormai sfondato di "Pantalone".
Poi, nostro malgrado, dobbiamo aggiungere tutti gli immigrati che desiderano venire in Italia e potremmo benissimo impiegarli per produrre. Ma al meglio gli assicuriamo un pasto alla Caritas o li lasciamo liberi di sopravvivere di illeciti e crimini, a loro insindacabile giudizio e a nostro dissanguamento.
Messa così, la politica sembrerebbe un inestricabile rompicapo per Einstein e persino per Machiavelli, ma in fondo è più semplice ché bere un bicchiere d'acqua.
Per quanti miliardi di variabili culturali e socio politico economiche possa sviluppare un Popolo di 60 milioni di persone libere di fare tutti i danni che desiderano e che da decenni si arricchisce di immigrati da qualunque direzione del pianeta; rientriamo tutti comodamente in due sole categorie:
1) chi produce ricchezza onesta e pagando tasse sfama la collettività che non può produrre.
2) e chi, pur essendo abile al lavoro, se non ha voglia di lavorare, mangia dal piatto altrui.
Quindi un popolo entra in difficoltà, (e da lì non esce vivo) se ha abbondanza di mangiatori improduttivi e carenza di produttori contributivi.
Perciò una politica che si inventa nuovi pensionati, sussidiati, finti invalidi, banche e multinazionali ladre da salvare, prima ché nuovi lavoratori dipendenti e autonomi onesti, per produrre la ricchezza necessaria a mantenere il popolo in vita, è politica incendiaria e genocida.
Questo è ciò che abbiamo avuto in Italia a sinistra e a destra prima del premier Meloni, che giustamente ha limitato la concessione del reddito d.c. ai soggetti realmente inabili o bisognosi.
E ora, che Dio ci illumini a diventare umili sudditi del Creato: gran lavoratori, anziché sovrani presuntuosi, sfaticati, ingordi e suicidi.
Franco Luceri
domenica 2 luglio 2023
- Il cervello è il "frutto" dell'albero semovente chiamato uomo
"la scuola è fallita". (Unica voce fuori dal coro)
Tutto il buono o il cattivo del mondo parte dalla testa: dal sapere. Tant'è che gli antichi dicevano "il pesce marcisce dalla testa".
Il CERVELLO è il "frutto" dell'albero semovente chiamato uomo. Se quel frutto non matura, l'uomo resta come un animale inconsapevole, inaffidabile e pericoloso per sé e per la collettività.
Per decine di millenni e fino a un secolo fa, il cervello umano è maturato senza additivi culturali, spontaneamente, esposto al sole del duro lavoro: maturava coltivando la terra, pascolando gli animali, lavorando da pescatore o tenendo il bosco rigoglioso, potato e protetto dagli incendi. O maturava passando da un artigiano all'altro per imparare tutti i mestieri possibili prima di seguire il proprio talento sceglierne uno. C'era pure l'istruzione, ma la "sesta elementare" equivaleva alla laurea di oggi.
Poi pensarono che la maturazione dei cervelli, fondamentale per la civiltà e il progresso umano, sarebbe venuta meglio al "sole artificiale" dell'Istruzione e dell'informazione.
Ma in meno di un secolo "il frutto" è irrimediabilmente marcito. Non matura più manco esposto al sole di Ferragosto o alla fiamma ossidrica o ad un bombardamento atomico.
I cervelli maturano solo al sole naturale del "duro lavoro" o al massimo alternando lavoro e studio.
Il solo studio non serve una mazza se non per fare danni astronomici a quel frutto grandioso, "DIVINO", chiamato cervello e dalla cui maturazione scaturisce l'UOMO con la U maiuscola.
Dai contadini e dagli artigiani di una volta venivano fuori alunni geni senza un rigo di filosofia, teologia, psicologia, pedagogia, antropologia, astronomia, fisica, politologia, matematica quantistica e chi più ne ha più ne metta.
E per maturare, non c'erano Bulli che si allenavano sparando sui loro maestri per guadagnarsi un nove in condotta, o malmenando i compagni più deboli, uccidendo un compagno colpevole di aver sporcato una scarpa, e l'elenco potrebbe continuare per mesi e per anni perché ogni giorno la stampa ci delizia con queste bravate di animali immaturi, mai diventati uomini, marciti invece di maturare. Ma peggio arrivati anche a l'apice del potere per proteggere, legalizzare e conservare lo status quo.
Che dite, forse è il caso di dichiarare fuorilegge contadini, pastori, boscaioli, pescatori, artigiani e commercianti che formavano ignoranti maturi e quindi maledettamente onesti e improduttivi, da cui i vampiri del potere trovavano poco sangue da succhiare.
Posto che oggi i potenti che governano il mondo vogliono la società piena di istruiti Immaturi, capaci di rubare una barca di soldi e di consenso sociale facendo soltanto danni ai popoli e all'ambiente, persino uccidendo in un incidente stradale un bambino di 5 anni filmando e pubblicando il miracolo di un simile marciume intellettivo pedagogicamente indotto, giuridicamente legalizzato, plebiscitariamente benedetto ed economicamente vantaggioso.
La scuola e la scienza non sono da buttare, ma l'acquisizione del sapere deve essere alternata al lavoro, messa in discussione, assimilata, digerita, (ad iniziare dai 6 anni) come si è sempre fatto in Italia che d'inverno si andava a scuola e d'estate da un artigiano di fiducia dei genitori a lavorare gratis non a guadagnare divertendosi come va di moda adesso: a cominciare dalle istituzioni italiane.
Centinaia di generazioni di geni autodidatti hanno riempito l'Italia di capolavori che il mondo ci invidia. A quelli stiamo aggiungendo da tre quarti di secolo montagne di capolavori dell'istruzione e dell'informazione italiana, (quanto a schifo) inimitabili e introvabili nel resto del mondo.
Lamberto Ferdinandi
giovedì 29 giugno 2023
La classe media è il sistema immunitario salva Popolo
In Italia, il sapere è pensato e distribuito per l'arricchimento intellettivo degli italiani e in funzione della giustizia sociale, o serve a ben altro?
A giudicare dalle attuali condizioni del fu Belpaese, temo che il sapere scientifico e la fede politica non siano messe sufficientemente in discussione, per evitare che assumano la stramillenaria e stramaledetta funzione di predisporre allo sfruttamento, deboli, poveri e indifesi, per garantire l'arricchimento legale e crescente a ricchi e potenti.
I poveri, (costretti a rubare anche l'aria che gli serve per rimanere in vita) guardano con invidia i ricchi "onesti a prescindere", che non solo non fanno un giorno di galera, ma addirittura non vengono raggiunti da un avviso di garanzia, né chiamati a pagare una multa per divieto di sosta, anche se presi in flagranza a rubare poveri con la pala meccanica.
Ma possiamo consolarci, sul pianeta non siamo soli in queste "eccellenti" condizioni.
Non solo l'Europa, ma tutti i potenti del pianeta (come fossero le tre scimmiette) stanno lasciando da tre decenni che il Mediterraneo si riduca a cimitero, e nessuno muove un dito.
Dei 200 stati del mondo, (di cui almeno quattro potenze mondiali armate fino ai denti e pronte a scatenare un conflitto atomico) nessuno tenta di fermare lo stillicidio genocida di immigrati nel Mediterraneo e ancora peggio, da un anno e mezzo la carneficina in Ucraina.
Quelli chiamati pomposamente Stati di diritto, con la loro bella Costituzione, i loro bravi codici, le loro brave leggi, sono progettati "ad Paperoni".
Perché, a chi ruba miliardi sia garantita non l'impunità, di più, l'immunità.
Il Ministro della Giustizia Nordio, ha detto: in Italia "anche un imprenditore onesto non può pagare tutte le tasse".
"La nostra legislazione tributaria è piena di ossimori, se un imprenditore onesto decidesse di assoldare un esercito di commercialisti per pagare fino all'ultimo centesimo di imposte non ci riuscirebbe perché comunque qualche violazione verrebbe trovata, le norme si contraddicono". Non fa una grinza.
Per numero di leggi e di giuristi l'Italia non è stata mai seconda a nessuno. Ora provate a riflettere come è ridotto popolo e Stato, culturalmente, giuridicamente, socialmente ed economicamente, dopo tre quarti di secolo di "politiche allegramente inique". Degli Imprenditori suicidi in Italia si è perduto in conto.
Sull'altare della giustizia sociale truccata, ora non finiscono immolati solo i poveri.
Anche la classe media, prima con la pandemia e ora con la guerra e l'inflazione galoppante, è chiamata a contribuire a l'accumulo famelico dei ricchi e potenti.
Tutto questo sta portando le due ultime generazioni benestanti ad arrampicarsi sugli specchi per non retrocedere nella povertà.
La "fedina morale" della classe media intellettuale e produttiva non è più immacolata come una volta. Chi stava tentando di salire qualche gradino della scala sociale, ora è chiamato tributariamente a fare da ammortizzatore, tra la fame dei poveri da cui non c'è più niente da spremere e l'appetito famelico e crescente dei ricchi.
Pensate davvero che l'Italia possa dirsi ancora Stato di diritto, con questa abominevole giustizia occupazionale, retributiva e tributaria, che condanna un intero popolo a tenersi in equilibrio sulle montagne russe della globalizzazione, tra rare impennate di benessere e decennali picchiate di impoverimento?
Non essendo addetto ai lavori, io non distribuisco verità. Ma temo che per i governanti, maneggiare incautamente i fili dell'alta tensione sia meno pericoloso ché derubare, tartassare e impoverire la classe media, col rischio di convertirla, da sistema immunitario salva Popolo, in patologia assassina.
Franco Luceri
sabato 24 giugno 2023
Col progresso non si rischia il futuro ma l'istante
Forse non faremmo male a domandarci: ma la cultura con cui ci implementano il cervello, è curativa è patologica o è letteralmente assassina? Vedi sul fronte sociale bullismo, baby gang e femminicidi; e sul fronte climatico sconvolgimenti assassini. E sul fronte politico economico, meglio stendere un velo pietoso.
Posto che, per milioni di anni, pur vivendo umilmente alla giornata, nessuno ha mai dubitato che il futuro dell'umanità dovesse essere costruito e protetto o potesse essere a rischio, (come dire dietro l'angolo); perché ora, con eserciti di tecnici e specialisti siamo condannati a vivere alla giornata e a temere che il nostro futuro non sia per niente garantito se non ripensiamo e ricostruiamo il rapporto devastante e bellicoso che abbiamo con la natura, fra popoli e persino fra consanguinei?
E chi è riuscito a mettere in moto il cervello, provi a togliere la marcia dello sporco interesse soggettivo e si faccia queste due domande che si direbbero abbastanza pertinenti e forse essenziali:
1) nella popolazione mondiale, è la crescita eccessiva di ignoranti o di istruiti ad arrecare danni e indurre di conseguenza le reazioni negative del pianeta?
2) oppure, sono troppi, sono pochi o di scarsa qualità, i mezzi culturali tecnologici e finanziari di cui ci siamo dotati, tanto da indurre negli umani più bestialità che umanità?
Oltre a non sopportarci reciprocamente, oltre a sfruttarci, a tentare di rovinarci economicamente, o di sopprimerci, è chiaro che il pianeta non gradisce più la nostra presenza, perché?
Tutti considerano e difendono la scuola e il diritto allo studio come il più importante ascensore sociale, non come la più sacra delle finalità a cui vanno indirizzati senza se e senza ma, uomini e cose.
Nessuno osa domandarsi, ma poi l'ascensore sociale (che ci costa un occhio e ci ammacca pure l'altro), ci porta a destinazione o ci scarica per strada? Un ingegnere aereo spaziale arriverà con l'ascensore direttamente alla NASA con un contratto a tempo indeterminato su cui apporre la firma, o al meglio dovrà cercarsi lavoro in qualche municipalizzata della nettezza urbana? E un laureato in medicina scenderà dall'ascensore direttamente in sala operatoria armato di bisturi, oppure dovrà arrangiarsi da magazziniere precario e sottopagato in qualche supermercato del suo paese?
Perché se le cose stanno così, temo che "l'ascensore cultura" abbia bisogno di un serio programma di manutenzione e riparazione prima che estingua del tutto l'umanità, per un eccesso di cultura, ma ahinoi, economicamente alla bancarotta.
Franco Luceri
domenica 18 giugno 2023
In Italia la politica ha ammalato la cultura o viceversa?
Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere".
Se falsificando la cultura fai credere che a questo mondo esistiamo solo per gentile concessione della scuola che ci istruisce, della politica che ci nutre e cura, della giustizia che ci tutela e delle banche che ci finanziano; smettiamo di credere che invece è il Padreterno a crearci capaci di sviluppare intelligenza interagendo con la Natura per trarre da essa tutte le risorse necessarie a vivere una vita sana e dignitosa. Proprio come tutti i popoli del mondo negli ultimi 10 mila anni arrivando sani e salvi fino a un secolo fa.
Questo è il motivo per cui la politica ha allontanato i popoli occidentali dalla religione. Se avessero continuato a credere in Dio e nel potere istruttivo, nutritivo, curativo e salvifico della Natura, avrebbero capito che cultura politica e finanza sono tre pessimi surrogati, vitali per gli addetti ai lavori e mortali per gli altri.
Ciò che all'Umanità serve davvero lo dobbiamo a Dio, che ci ha reso capaci di vivere dignitosamente la povertà, senza l'armata brancaleone della politica, che fingendo di sconfiggerla, nell'ultimo mezzo secolo ci ha lasciato in mutande.
Ciò che elargiscono i potenti ci costa un occhio e non di rado anche la vita se decidono di farsi la guerra.
Per dare a Cesare quel che è di Cesare, bisogna distribuire meriti e colpe fra cultura, politica e finanza, con imparzialità.
Se un sistema sociale come l'Italia è ricco di imprese ma povero di salari dignitosi e di produttività, sul banco degli imputati va messa la cultura e gli addetti ai lavori.
Se invece produce, grazie alla cultura, ma la politica non è in grado di tassarlo quanto basta per garantire funzionalità allo Stato, o lo tartassa fino a costringere le imprese a licenziare e chiudere o fallire, è la politica che va rimandata a casa e condannata a risarcire poveri, disoccupati, e falliti.
Se invece le imprese hanno difficoltà a nascere, assumere o crescere per carenza o costo proibitivo del credito, sono i banchieri che vanno processati e tassati per risarcire imprese e lavoratori.
Tutto il resto è "nebbia": è disinformazione prodotta dal mondo della "in-cultura" al servizio di politici e/o banchieri per impedire ai cittadini di arrivare alle VERE cause e incriminare i VERI responsabili.
Da un sistema sociale incasinato dalla politica si può uscire vivi. Ma se gli irresponsabili si annidano a monte, fra le teste d'uovo de l'istruzione, informazione, burocrazia e professioni asservite alla finanza e al mercato, per salvarsi temo che serva un miracolo.
Il mondo della cultura dovrebbe fornire ad ogni singolo cittadino la capacità di avere una visione ed elaborare la giusta strategia per perseguirla.
Ma se senti filosofi e matematici imputare mancanza di visione e strategia ai loro colleghi prestati alla politica, capisci che siamo così malridotti perché il mondo della cultura è "lucidissimo" quanto un ubriaco all'uscita dall'osteria a mezzanotte.
Che sia stato il locomotore culturale a trainare l'umanità sulla via del progresso democratico è lapalissiano. Ma trainando trainando, siamo passati dai quattro "cavalli" all'origine, agli attuali quattro milioni di "socrati e pitagori" solo in Italia. E che un tale spreco di "im-potenza intellettuale" potrebbe deragliarci dalla civiltà alla barbarie o a l'autodistruzione, è più che pertinente ipotizzarlo.
Franco Luceri
mercoledì 14 giugno 2023
Berlusconi è stato lungimirante per necessità, ma visionario per vocazione
Invece il visionario cerca di adattare il sistema a sé. A piccoli passi, ma costruisce materialmente l'idea complessiva di futuro, che nel suo cervello è già progettata e visibile.
Anche quando sembra disposto ad accettare il gioco degli altri, lo fa per indurre gli altri a partecipare al suo, a portare e incollare mattoni alla costruzione del cambiamento che nel suo cervello è chiaro e funzionante.
Non sono un addetto ai lavori e potrei pure sbagliarmi, ma credo che Berlusconi sia nato visionario.
Come tutti i visionari ha dovuto adattarsi ad essere imprenditore lungimirante: è stato al gioco altrui per invogliare alla costruzione del suo.
Ma da politico ha tentato di rimodellare l'Italia secondo la sua geniale visione. Non ha trovato le giuste condizioni culturali, né le giuste Risorse Umane, ambientali e finanziarie per riuscirci.
Come tutti i visionari, in politica si è trovato solo a combattere sul fronte contro eserciti di nemici, miopi ma numerosi, nazionali ed europei che alla lunga sono riusciti ad azzopparlo esattamente come azzopparono Bettino Craxi.
Silvio Berlusconi, per me sei stato lungimirante da imprenditore e genio visionario da politico. L'Italia ha dimostrato di non meritare un guerriero indomabile come te. Ora riposa in pace.
Franco Luceri
venerdì 9 giugno 2023
L'Uomo non è stato ancora inventato, il Mostro si.
Nella incivile “civiltà umana”, il maschio che congenitamente nascesse UOMO, (rispettoso della donna, quanto è più di se stesso) sarebbe una specie di invalido bisognoso di cure rieducative.
Per rendere uomo e donna reciprocamente compatibili, temo servirebbe uno speciale trattamento pedagogico psicologico, che il mondo scientifico, (lanciato a rotta di collo nelle conquiste spaziali, nello strozzinaggio finanziario, nella produzione di armi di distruzione di massa e nella devastazione ambientale) ancora non ha avuto occasione d’inventare.
Mentre cresce la fauna dei presunti “uomini deformati dalla cultura” dominante, che rimangono irrimediabilmente cavernicoli, violenti, possessivi, prevaricatori e non di rado potenziali assassini.
Ottimi per la guerra, ma nocivi alla pace, alla fratellanza, alla solidarietà, all’altruismo, al rispetto reciproco, all’amicizia, all’amore UOMO-DONNA, o alla famiglia MARITO-MOGLIE-FIGLI.
Non so se “errore di Dio” sia soltanto l’uomo; ma a giudicare dalla frequenza dei fallimenti affettivi e coniugati e dalla ferocia crescente dei femminicidi, un programma di manutenzione psicologica di tutta la specie “umana” ormai disumana, credo non guasterebbe.
Posto che nella delicata selezione dei generi, a volte anche la donna ci mette del suo, (perché vittima della cultura dominante, per inesperienza o calcolo fallimentare) scambiando una bestia feroce col portafoglio, per un uomo col cervello.
Franco Luceri
La moderna “umanizzazione” del maschio genera mostri e catastrofi
L’8 giugno 2016, il problema femminicidi, mi indusse a scrivere il pezzo che segue. E avendolo trovato dopo sette anni fra i ricordi Facebook, in un momento in cui i femminicidi hanno raggiunto una frequenza e un livello di ferocia terrificante, ho pensato di riproporlo aggiornato. Se dovesse interessarvi leggerlo, è gradito un vostro commento di elogio o di critica. Grazie.
Si dovrebbe insegnare a tutte le donne, a sedurre in tuta e ciabatte. Il 90% degli uomini che le donne le desidera sessualmente e scambia il desiderio per amore, sarebbe in automatico fuori concorso: da rieducare al difficile rapporto uomo donna. Rimarrebbe quel restante 10%, che stimando le donne per la loro intelligenza ne hanno un sacro rispetto, e le amano più di se stessi per tutta la vita.
Questi e solo questi sarebbero uomini affidabili; perchè anteponendo l’amore al sesso, non scelgono le donne belle da cui trarre godimento, ma le intelligenti a cui darlo, spirituale, prima ché sessuale.
Purtroppo, guastato dalla cultura attuale, non c’è maschio al mondo che scelga la donna per ciò che ha in testa, se prima non ha scelto, fallito e tratto insegnamento dai suoi errori.
F.L.
martedì 6 giugno 2023
Il "buongoverno" della democrazia è mutato in democratura?
A colpi di cambiamenti gattopardiani, la politica continua da millenni ad adattare burocrazia, giustizia, mercato e finanza, alla immodificabile finalità cavernicola dello sfruttamento dei poveri per l'arricchimento dei ricchi.
E Victor Hugo immortalò così questa patologia politica mondiale:
"è dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei Ricchi".
E non ha fallito solo la cultura. Anche la religione ha sprecato millenni promettendo la soluzione del rompicapo povertà, ma ottenendo a livello planetario una esplosione di poveri.
I ricchi potrebbero anche nascere acefali, con una rapa al posto della testa, ma la formula vincente per l'arricchimento l'avrebbero sempre e solo loro perché provvisti di portafoglio.
Pagando, corrompendo o minacciando possono comprarsi tutte le grandi teste
della cultura e della politica che gli servono per progettare, legalizzare e portare a buon fine (a spese dei poveri) qualunque crimine sociale, finanziario e/o ecologico, funzionale alla loro folle accumulazione di potere personale e corporativo.
Che si chiamino progressisti o conservatori; i tassisti della politica con i cervelloni della cultura al seguito, sono autorizzati ad occupare "da passeggeri" la Rolls Royce degli Stati democratici (eternamente col serbatorio asciutto), dovendo lasciare libero il posto di autista ai benzinai: ai fornitori di carburante finanziario che pretendono di guidare il carrozzone Stato verso il "buon governo" del profitto garantito ai grandi padroni, fame ai lavoratori e padroncini, e avanzi alla classe media, che in Italia, almeno da mezzo secolo, si offre o si svende da utile idiota ai Paperoni per non retrocedere nella povertà.
E così, secolo dopo secolo siamo arrivati a questo livello di barbarie, persino nelle "migliori" democrazie Occidentali, (Italia in primis), perché i cittadini continuano a chiedere allo Stato, (cioè all'istituzione che vive dei loro tributi: quindi a se stessi) una quantità di diritti che singolarmente nessuno (che non sia un genio della truffa o del furto) può pagarsi di tasca propria.
Ma li pretendono ugualmente "a cambiali", dimenticando che poi, per il debito pubblico e gli interessi passivi, quei diritti, prima ancora di essere fruibili come diritti, si convertiranno in doveri tributari e disservizi burocratici ammazza Popoli e ingrassa Paperoni.
Ed è per questa via che le democrazie politiche occidentali si sono convertite in democrature finanziarie e industriali socio-eco-assassine.
Da Platone ad oggi, i saggi, i ricchi e i potenti hanno avuto a disposizione 24 secoli per fare della democrazia il paradiso dei poveri che sono una schiacciante e immodificabile maggioranza, (perciò legittimati ad auto governarsi) ma ne hanno fatto un inferno dantesco.
L'esigua minoranza dei Ricchi è interessata a consegnare e a conservare la democrazia nelle mani dei poveri, a costo di esportarla a cannonate, perché i poveri, accumulando debito pubblico per correre verso il miraggio dei diritti senza doveri, si autoschiavizzano, impoveriscono e ingrassano i Paperoni.
Se in mano al popolo sovrano (ma reso culturalmente autolesionista) la democrazia non si fosse dimostrata miracolosa per garantire l'ossessiva accumulazione finanziaria ai "poveri bilionari", l'avrebbero già assassinata e sepolta.
Nel mondo le attuali democrazie sono tenute scientificamente in pugno da poche decine di "fornitori di carburante finanziario" per gli Stati disponibili ad indebitarsi, e continuano ad essere per i popoli "un salto dalla padella alla brace": dalla dittatura politica assassina, alla "democratura economica" che deruba i popoli e li uccide due volte: rendendo assassina la natura e fallito lo Stato.
E se la mia povera opinione non Vi avesse convinto, provate a rimanere scettici pure con Luciano De Crescenzo, che ha descritto così il "progresso" mondiale:
"La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana.
Non basta? De Crescenzo non convince? Allora provate con MARIO DRAGHI:
"Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono", e ogni decisione di policy "deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico".
E che la forza mostruosa del denaro avrebbe abbattuto la politica democratica come la diga del Vajont, lo avvertì e descrisse così anche Bettino Craxi:
"Dopo di noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare".
Come dire: "democrazia riposa in pace"
Ad impoverire Italia e italiani, ci sta pensando scientificamente la democratura mondiale.
E che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri
sabato 3 giugno 2023
Al braccio di ferro uomo-natura l'uomo perde sempre
Nell'Occidente progredito, grazie alla cultura e al denaro facile e abbondante, il numero degli sfruttatori cresce in maniera esponenziale e patologica e di conseguenza, anche il numero delle vittime che impoveriscono irrimediabilmente.
Assaltano la diligenza Stato, privatizzano profitti e socializzano perdite indebitando la collettività. E non basta, distruggendo, avvelenando e depredando la natura, creano le migliori condizioni perché la natura decida di riprendersi ciò che è suo, (vedi Emilia Romagna) rimandato al mittente i danni subiti.
Perciò in quelle zone devastate dall'alluvione non è assassina la natura, ma suicida l'uomo.
La colpa non è di nessuno ed è di tutti. Per tre quarti di secolo, vittime dell'informazione parziale, tutti abbiamo seminato e coltivato (sottoscritto compreso) il pregiudizio che i banchieri strozzini fossero il tumore dell'umanità per eccellenza, perché pretendono di finanziare poco e guadagnare molto.
E non ci siamo accorti che il primato glielo hanno soffiato in coppia professionisti e industriali che derubandosi reciprocamente e condizionando pesantemente la politica producono utili astronomici e li conservano sfruttando lavoratori, evadendo o eludendo imposte o scaricando danni sulla natura, che poi li rimanda al mittente, generando devastazione, morte e costi proibitivi per tornare a galla.
Grazie alla scienza è sicuramente importante la capacità dell'uomo di difendersi dalla natura; ma pensare che la natura si lasci depredare e asservire, perché incapace di reagire alle aggressioni dell'uomo è da suicidi.
Perciò sarebbe igienico rivedere il pregiudizio che noi italiani ed europei abbiamo da sempre riguardo ai banchieri.
Perché lesinare credito a un popolo o derubarlo da strozzino è un crimine. Ma avere un PIL da locomotore economico come l'Emilia Romagna, disporre di denaro persino in eccesso e non spenderlo per conservare in buona salute la natura o spenderlo per depredarla, sottovalutando la sua reazione, è un crimine di tecnici, industriali e politici, decisamente peggiore.
Ci vuole una manciata di secondi per spostare denaro da un conto all'altro e sanare una carenza di risorse finanziarie o ridurre un tasso usurario a tasso legale, anche in capo al mondo senza una Lira di spesa e senza fare un passo.
Ma i guasti sociali e ambientali causati da culture e politiche di spesa "ecoincompatibili" come in Emilia Romagna, sono un crimine decisamente peggiore, perché ora serviranno decenni e una montagna di miliardi per riportare in vita il sistema economico e le infrastrutture di quando l'Emilia Romagna era l'invidiato locomotore d'Italia.
Insomma, nel meridione è evidente da tre quarti di secolo che la politica finanziaria sbagliata frena lo sviluppo.
Ma dove la politica industriale, imputabile a professionisti politici e imprese, abusa della natura, si lascia dietro solo un cimitero.
Franco Luceri