sabato 29 luglio 2023

Prede e predatori del terzo millennio


Chiamare dipendente e quindi irresponsabile, la classe sociale maggioritaria dei lavoratori, che in democrazia ha il monopolio di tutti i poteri, è una mostruosità giuridica.

Alla scelta tragicomica di considerare Indipendente e autonoma la minoranza risibile degli imprenditori, Marx preferì accoppare i padroni e promuovere lo Stato, unico datore di lavoro, autonomo e responsabile: ma fallì il bersaglio. 
Ora, chi pensa di salvarsi col progetto "paradossale" del liberismo, che qualifica dipendenti (quindi irresponsabili) i lavoratori, che da schiacciante e immodificabile maggioranza, vanno in Parlamento a farsi le leggi, a Palazzo Chigi per governare e nella magistratura per giudicare, si prepari al peggio.
La minoranza degli imprenditori, al 90% poco istruiti e con le pezze in c***, è considerata giuridicamente autonoma, omniresponsabile e bancomat dei popoli, per attingere tasse e tassi al'impazzata. Campa cavallo !
Il rapporto numerico lavoratori imprenditori e di 10 a 1 quando tutto va da Dio. In Italia gli imprenditori sono come i panda a rischio estinzione. Per un pienone di decessi (chiusure, fallimenti, delocalizzazioni e tralasciamo i suicidi) mancava la pandemia e la guerra ora ce l'abbiamo! Chiunque governa una democrazia, in qualunque tempo e luogo, da destra o da sinistra, è legittimato dal consenso dei lavoratori, monopolisti del potere legale. La minoranza risibile degli imprenditori, in Italia non ha i numeri per governare da sola nemmeno il comune di Rocca Cannuccia.
Perciò chiamare dipendenti i lavoratori che hanno il controllo capillare di tutti i poteri pubblici, e autonomi gli imprenditori onesti che qualche penna libera ha definito "eroi del terzo millennio condannati al suicidio", che mangiano solo se riescono a sfruttare, corrompere o rubare, è un crimine che sta mettendo in forse il futuro dell'umanità e del pianeta.
Far passare in qualunque democrazia, a 24 secoli da Platone e uno da Marx, i lavoratori per vittime e gli imprenditori per carnefici è roba da cerebrolesi.
Dosare il potere politico è un maledettissimo rompicapo. 
Se ai ricchi dai troppo potere li aiuti ad arricchire a danno dei poveri.
E se dai troppo ai poveri li aiuti a impoverire, danneggiando i ricchi.
Franco Luceri

sabato 22 luglio 2023

Il pesce incomincia sempre a puzzare dalla testa


Tranquilli, nessuno scandalo. Oltre a l'immancabile sfruttamento fisico e finanziario, con qualunque regime l'umanità è sempre stata afflitta da due forme di totalitarismo: quello giuridico posto in essere dai politici; e quello culturale addebitato alla politica, ma posto in essere da l'inestricabile, intoccabile e sacro mondo della cultura.
Giusto per capirci, il politico è come il netturbino, si muove nella pulizia o sporcizia prodotta per svariati decenni dai suoi predecessori.
Quindi il governo "sporcaccione" fresco di nomina, non è quello che lascia tracce visibili della sua sporcizia, ma quello che finisce sepolto vivo nella spazzatura della stupidità, cattiveria o voracità che le classi sociali potenti, agiate e privilegiate hanno accumulato almeno per mezzo secolo, formando "cervelli" e condizionando popoli.
Oggi il grosso della sporcizia lo produce il mondo della cultura, facendoci credere che i responsabili delle soluzioni mancate o soluzioni papocchio sono i ministri e i Premier incapaci, invece è il mondo della cultura ricchissimo di cerebrolesi che sporcano invece di pulire, che creano i problemi che sono preposti a risolvere, per lucrarci su montagne di miliardi, spacciando per soluzioni innovative le loro corbellerie conservative: "gattopardiane" avrebbe detto il grande Tomasi di Lampedusa.
I sistemi sociali moderni non sono più governabili da un solo individuo per poter dire quando non funzionano, che il Premier è responsabile. Ci sono almeno mille "cervelloni" teoricamente super qualificati che mandano avanti il governo di una nazione, ed è un emerito idiota chi scarica la responsabilità sul Premier invece di prendersi il fastidio di cercare, nella chilometrica catena di comando, gli anelli arrugginiti: il singolo professore, professionista, tecnico, burocrate, giudice, che per lucrare carriera e patrimonio, genera disastri umani, ambientali ed economici, che da mezzo secolo sospingono l'Italia verso l'Africa. 
Dopo aver tassato e autorizzato gli italiani a colpi di Bucalossi a costruire decine di milioni di case senza cappotto, ora le vogliono col "cappotto termico". E altrettanto nel sistema trasporti; dopo aver lasciato costruire decine di milioni di automobili e camion che costano quanto una villa al mare o uno chalet di montagna, si sono accorti che sono inquinanti uccidono popoli e natura. Ma ora questo disastro finanziario chi lo paga? Togliamo alla fascista Meloni un quinto dello stipendio e saniamo tutto? 
In Italia i comunisti sono stati sempre orgogliosi di essere loro i depositari della migliore cultura e della migliore Scienza. Hanno sempre detto che a destra ci sono solo imprenditori ladri: affaristi, corruttori, evasori, avvelenatori, sfruttatori, falsificatori di bilanci, bancarottieri e mafiosi. 
E hanno centrato in pieno il problema. A destra ci sono "Poveri Illusi" che ancora pensano di poter sanare i guasti apocalittici della "incultura" dei sacerdoti sinistri, producendo ricchezza e dove non basta refurtiva, e pagando tasse all'impazzata.
Peccato che la ricchezza in tre quarti di secolo in Italia non è mai bastata. E non è mai bastata in tutto l'occidente super progredito a casaccio, dove il rapporto Debito PIL è terrificante è rosso fisso.
È da questo disvalore della cultura mondiale e relativi sacerdoti mancini, con tracce insignificanti di politicamente scorretto, che scaturisce la politica, Finanza e mercato da schifo che tutti subiamo. E ora che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri

lunedì 17 luglio 2023

Chi fa, è rovinato se fa bene


Sapete quale argomento vi assottiglia drasticamente il parco degli amici reali e pure di quelli virtuali sui media? Indurre chi ne sa più di voi a discutere con la massima onestà intellettuale, di colpe della scuola e della stampa. Se invece girate la frittata, cercando i meriti della cultura e le colpe della politica, della finanza e persino della giustizia, ogni ventiquattro ore vi troverete investiti da un nubifragio di amici nuovi, desiderosi di seguirvi come foste il Messia numero2.
Ma a costo di rimanere con un unico amico, me stesso; non smetterò mai di domandarmi e domandare, a chi ne dovrebbe sapere più di me, e non vuole vivere da trescimmietta, perché la ricchezza prodotta dagli analfabeti o quasi con lavoro manuale, a partire dal 1948 ad oggi è bastata a formare e a foraggiare in Italia una classe dirigente elefantiaca di milioni di professori e professionisti con vocazione a l’accumulo di potere, denaro e irresponsabilità; mentre la stessa marea di laureati, masterizzati, burocrati e manager, continua a cancellare del lavoro manuale anche le impronte digitali, tanto che faticano ad assicurare persino ai loro stessi figli un posto di netturbino o lavacessi, e se particolarmente bravi li condannano a l’emigrazione?
I cafoni hanno prodotto fiumi di ricchezza per “dott. e prof.” che ora li ripagano producendo montagne di debito pubblico, e la distruzione quasi totale del lavoro sicuro e dignitosamente retribuito.
Dove è l’inghippo? Non sarà che l’uomo del dire fatica a maturare e a migliorarsi, perché le sue responsabilità le ha scaricate pari pari su l’uomo del fare?
I maestri del blablà, possono accreditare, e con la stessa semplicità screditare chiunque gli pare. E non è facile stabilire se il fango gettato con le parole, è giustamente accusatorio o diffamatorio.
Mentre i fatti, a differenza delle parole, sono immediatamente visibili. E gli eventuali effetti negativi che scaturiscono dalle azioni lo sono ancor più dei positivi; e inchiodano alle proprie responsabilità civili, penali, tributarie e finanziarie tutti gli illusi che agiscono.
Illusi, perché l’Umanità continua a negare a sé stessa, che “il Mondo, (diceva Einaudi) non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee; e quelle che muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità”.
Allora dovremmo smetterla di tenere incollati sul banco degli imputati coloro che agiscono e sbagliano in quanto teste di rapa; per alternarli, almeno a titolo di discussione alle teste d’uovo che sfornano e diffondono idee da ospedale psichiatrico.
E come qualsiasi prodotto umano, possono essere salvifiche o assassine, e persino genocide come lo sono state nazismo, fascismo e comunismo, e come lo è il liberismo globalizzato (ritenuto perfetto a prescindere, anche se ormai è da decenni ingovernato e ingovernabile) studiato daprof e dott per sfruttare e sterminare tutti i piccoli e piccolissimi illusi del lavoro autonomo, e ingrassare fino a l’indecenza intellettuali, multinazionali e banchieri.
Il mondo straripa di prof, Manager stramiliardari, che ingrassano ben oltre l’indecenza ingravidando i cervelli dei governanti con idee a volte geniali e a volte demenziali. Ed è una truffa colossale a danno dell’intero genere umano, che in aggiunta alle loro sacrosante idee geniali, debbano continuare a lucrare profitti astronomici, anche per quelle “infantili e distruttive”, che nel migliore dei casi condannano i popoli a tirare la cinghia, e persino le cuoia, precipitando in un drammatico default o peggio guerra civile.
Allora, quando è che potremo vedere a l’opera almeno un prototipo di tribunale fallimentare, che per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, metta sotto accusa gli uomini del fare, ma prosegua, (sia pure gattonando come i neonati per non cadere) sulla sconosciuta via del buonsenso, incriminando anche quelli del dire.
Gli ideologi, che lucrano compensi faraonici per le loro idee geniali, ma soprattutto sfornando o sposando idee o ideologie assassine o genocide, come quelle che in meno di un secolo potrebbero portare alla sostituzione e poi anche a l’estinzione, quel nobilissimo popolo italico di ex santi, ex eroi, ex navigatori ed ex geni, ormai declassati ad impotenti e fallimentari, se solo osano proporsi da autonomi e onesti sacerdoti del fare.
Franco Luceri

venerdì 14 luglio 2023

Nel mondo l'ordine dipende dalla "cultura", il caos dalla "malacultura"


Se le scienze formative lasciano immaturi i cervelli dei cittadini meno "provvisti", anche da adulti e da vecchi restano in una condizione patologica di dipendenza infantile. Basta privarli del "seno materno", (cioè dagli aiuti pubblici che come una flebo li tengono in vita) per obbligarli ad offrirsi in pasto ai vampiri del potere cercando una improbabile via di salvezza.
E non sono soltanto pedagogia e comunicazione le scienze che rischiano di fare danni. Il mondo è tutto un Festival di "scienze" reciprocamente incompatibili e perciò dannose a l'umanità e al pianeta.
Servirebbe un direttore d'orchestra capace di armonizzare i singoli saperi, perché smettano di fare danni, ma all'orchestrazione scientifica i cervelloni non sono ancora arrivati e forse nemmeno partiti.
Manca un super scienziato onesto e responsabile che sappia, possa e voglia armonizzare le mille scienze ormai improduttive o peggio assassine per ricavarne una socioecocompatibile.
Ma, a tutt'oggi, nessuno ha ancora osato mettere in discussione la funzione della scienza e i relativi SUPERPROFITTI per saggi, ricchi e potenti rapaci (con tracce di galantuomini Giusti ma condannati o rassegnati a vivere nel posto e tempo sbagliato).
Intanto non ci resta che ingoiare il rospo: "il sapere esistente", che come una costosa medicina promette di salvare, ma a volte, ammala, affama, uccide a rischio e spesa della collettività. E nessuno osa mettere in dubbio la sacralità della scienza.
Insomma il mondo va a marcia indietro come un gambero, perché è ricco di prenditori e povero di imprenditori. Quando si capovolgerà il rapporto e ci saranno molti imprenditori responsabili e pochi prenditori parassiti, l'inferno terreno forse diventerà meno ustionante. 
Ora voi mi direte, e in un mondo così che fine hanno fatto i lavoratori che sono una schiacciante e immodificabile maggioranza, e come tale determinante in politica? E io vi rispondo che i laboratori erano sono e resteranno fino all'estinzione dell'umanità Ago della Bilancia, anche nella peggiore democrazia.
Se spendono tutto quello che guadagnano, restituiscono agli imprenditori quello che hanno ricevuto a titolo di salario o stipendio e si riprendono tutti i beni e i servizi che hanno prodotto e per i quali sono stati retribuiti. Come dire, comprando, sgombrano i magazzini che hanno riempito, per tornare a lavorare produrre vendere.
Se invece spendono poco e risparmiano molto o peggio, comprano prodotti d'importazione a prezzi competitivi, mandano in tilt il sistema economico nazionale da cui attingono lavoro, guadagno, dignità e si candidano a finire disoccupati sempre più squattrinati.
Ma fanno anche di peggio; i loro risparmi corrono a consegnarli agli strozzini che poi sfruttano e uccidono direttamente gli imprenditori a colpi di prestiti a tassi usurari. E non è tutto, obbligano la politica a far fallire le piccole imprese a colpi di tasse rapina, e riportano i lavoratori risparmiatori autolesionisti alla penosa condizione di risparmiatori ricchi, ma disoccupati poveri; quindi bisognosi di riprendersi i risparmi che hanno depositato in banca o chiedere un mutuo e pagare interessi passivi 10 volte superiori agli attivi incassati.
In questo modo banchieri e industriali arricchiscono se stessi di profitti e la politica di clientela povera, bisognosa del "seno materno pubblico", e pronta a barattare voto contro sussidio, aiutino, favore, raccomandazione o per i soliti servizi pubblici promessi e mai erogati, perché i denari tributariamente sottratti ai lavoratori e alle piccole e medie imprese, non finiscono mai convertiti in servizi salva poveri e classe media.
Ma in montagne di interessi passivi da pagare con urgenza al "filantropico" mondo finanziario; e/o in salvataggi dell'altrettanto "filantropico" mondo industriale, con intere cordate di "prenditori" che si fingono a rischio fallimento per ottenere dallo Stato, (corrompendo o minacciando la politica) una ricca esenzione tributaria o un finanziamento a fondo perduto per non licenziare e scappare dall'Italia.
Tutto questo popò di crimini contro l'umanità lo chiamano liberismo e lo spacciano come miracolosa soluzione all'impoverimento mondiale del comunismo.
Quando in Italia governava la DC strizzando l'occhio al PCI, un operaio aveva risorse per laureare fino a cinque figli. Ora quei figli laureati, per i loro figli che non vogliono scappare dall'Italia, hanno difficoltà a trovare una provvisoria occupazione di operatore ecologico. 
Io non so se a ridurci in queste pietose condizioni sia stata la mala politica comunista o liberista. Ma temo che senza l'aiuto determinante della malacultura, nemmeno il più feroce tiranno avrebbe potuto ridurre in mutande il popolo e lo Stato italiano solo per malapolitica e malafinanza.
Franco Luceri

martedì 11 luglio 2023

- La guerra è il fallimento anzi la bancarotta della cultura


Tutta la civiltà e il progresso scientifico e tecnologico moderno, si fondano sulla ingenua presunzione che prima o poi la forza intellettiva riuscirà a sconfiggere la forza muscolare e criminale.

Ma per quante montagne di cultura filosofica, teologica, giuridica, scientifica e milionate di accademici si spediscano sul fronte della umanizzazione dei popoli e della Giustizia sociale a protezione dei poveri, deboli e indifesi; l'ultima parola è sempre della guerra, al servizio del mondo economico finanziario, che può spazzare via interi Stati di diritto e relativi popoli democratici con un livello di ferocia che rasenta il cannibalismo.
(Mentre in Ucraina i russi sterminano un popolo da un anno e mezzo, tutti i sacerdoti della cultura e della scienza mondiale (che saranno a dir poco centinaia di milioni) stanno a guardare, o al meglio armano la mano ai belligeranti, perché la forza della ragione è ancora disarmata e perdente contro la forza muscolare della criminalità, della mafia e della guerra.
Speravamo tutti che la cultura liberale e democratica fosse al servizio dei più che sono poveri. Invece è servita e serve agli addetti ai lavori: ai potenti della cultura, politica, finanza e mercato dell'intero pianeta. 
Pronti a scatenare la terza guerra mondiale atomica per conservare e accrescere il loro demenziale superpotere, ormai diventato sfacciatamente socioecoassassino.
"Molti si domandano perché in Italia con tanto ben di Dio di intellettuali di professori e professionisti, tecnici ed esperti al massimo livello scientifico, stiamo colando a picco come un sasso.
Perché il mondo della cultura è spaccato in tre genialissime categorie: 
1)   "quelli pagati per non capire", come diceva Upton Sinclair .
2)   quelli pagati per disinformare, ubriacare, scimunire, impedire ai cittadini normali di capire persino dov'è la via di casa loro.
3) e quelli nati solo per sapere, ma rigorosamente incapaci di capire.
È inutile nascondersi dietro un dito. In ogni angolo del pianeta, disordine, ingiustizia, criminalità e guerra, sono il fallimento, anzi la bancarotta della cultura.
Lamberto Ferdinandi

giovedì 6 luglio 2023

Noi umani siamo schiavi di tiranni immortali ma combattiamo i morti


Un tale diceva: "L'umanità ha un problema. Ogni singolo individuo dovrebbe sentirsi proprietà del Creato, ma è tanto stupido da sentirsi proprietario".   
E mi sa che ha fatto centro!
A suo tempo Dio creò tutti gli esseri viventi (dal dinosauro al virus) schiavi di due tiranni immortali: acqua e cibo; altro che proprietari o peggio sovrani !
In corso d'opera avrà previsto che gli umani, sentendosi padroni del mondo, alla lunga si sarebbero inventati i tiranni mortali e morti da combattere, invece di vivere di duro lavoro nel rispetto dei "tiranni ambientali veri e invincibili", che da millenni sterminano piante, animali e popoli per fame e sete.
Gli antichi romani, per garantirsi presente e futuro, si ammazzavano di lavoro costruendo acquedotti di tutte le forme e dimensioni; invece noi italiani del terzo millennio, acculturati a casaccio, non abbiamo né terrore né rispetto dei tiranni ambientali (vedi devastante alluvione in Emilia Romagna) temiamo solo che il premier Meloni a Palazzo Chigi, a nostra insaputa, possa schiavizzarci facendo risuscitare il "feroce tiranno" Mussolini.
Sentendoci sovrani liberi e capaci di autogoverno; al duro lavoro preferiamo una gamma infinita di crimini produttivi e di passatempi per goderci la refurtiva. E i guasti sociali e ambientali di una simile "cultura cleptomane", ormai sono devastanti e assassini al pari di un diluvio universale.
Se in uno Stato, i soggetti che producono onestamente, non riescono a sfamare tutti quelli che hanno bisogno di mangiare e bere per rimanere in vita; secondo voi è prioritario che la politica accresca il numero dei mangiatori ladri o dei produttori onesti? Ovviamente, anche lo scemo del villaggio, risponderebbe: "servono d'urgenza produttori".
Chi fa il contrario (e l'Italia è capofila in questo tipo di "politica suicida, mangia padroni onesti") si predispone alla bancarotta e di Dio non voglia alla guerra civile: (in Francia "le prove" sono già iniziate).
Noi italiani, che del peggio non ci facciamo mai mancare niente, oltre che dei mangiatori lupi della finanza e del mercato, siamo ricchissimi anche di baby pensionati, invalidi finti e sussidiati in Mercedes, che da veri truffatori mangiano tutti "a gratis" dal piatto ormai sfondato di "Pantalone". 
Poi, nostro malgrado, dobbiamo aggiungere tutti gli immigrati che desiderano venire in Italia e potremmo benissimo impiegarli per produrre. Ma al meglio gli assicuriamo un pasto alla Caritas o li lasciamo liberi di sopravvivere di illeciti e crimini, a loro insindacabile giudizio e a nostro dissanguamento.
Messa così, la politica sembrerebbe un inestricabile rompicapo per Einstein e persino per Machiavelli, ma in fondo è più semplice ché bere un bicchiere d'acqua.
Per quanti miliardi di variabili culturali e socio politico economiche possa sviluppare un Popolo di 60 milioni di persone libere di fare tutti i danni che desiderano e che da decenni si arricchisce di immigrati da qualunque direzione del pianeta; rientriamo tutti comodamente in due sole categorie
1)   chi produce ricchezza onesta e pagando tasse sfama la collettività che non può produrre.
2)   e chi, pur essendo abile al lavoro, se non ha voglia di lavorare, mangia dal piatto altrui.
Quindi un popolo entra in difficoltà, (e da lì non esce vivo) se ha abbondanza di mangiatori improduttivi e carenza di produttori contributivi.
Perciò una politica che si inventa nuovi pensionati, sussidiati, finti invalidi, banche e multinazionali ladre da salvare, prima ché nuovi lavoratori dipendenti e autonomi onesti, per produrre la ricchezza necessaria a mantenere il popolo in vita, è politica incendiaria e genocida.
Questo è ciò che abbiamo avuto in Italia a sinistra e a destra prima del premier Meloni, che giustamente ha limitato la concessione del reddito d.c. ai soggetti realmente inabili o bisognosi.
E ora, che Dio ci illumini a diventare umili sudditi del Creato: gran lavoratori, anziché sovrani presuntuosi, sfaticati, ingordi e suicidi.
Franco Luceri

E a quelli, "in un lampo di genio", la politica ha aggiunto i percettori di reddito di cittadinanza, di cui molti abili al lavoro, ma che aspettano seduti, che mamma Italia (senza fretta) vada a cercargli un lavoro: perché cibo e acqua già gli piovono in bocca senza una goccia di sudore, a norma di legge: (legge per fortuna riveduta e corretta dalla "tiranna fascista Meloni") e che Dio ce la conservi per altri 100 anni!

Per non sovraccaricare di costi la collettività produttiva onesta, rischiando una lievitazione pandemica di disoccupati e falliti, in una Italia già ricchissima di larghe fasce sociali fuori controllo, di crimini efferati di tutte le razze, nonchè piagata da un debito pubblico cinquantennale spaventoso. 

domenica 2 luglio 2023

- Il cervello è il "frutto" dell'albero semovente chiamato uomo


Il professor Paolo Crepet che del cervello umano ne sa abbastanza, ha detto chiaro e tondo su Rete 4 a proposito dell'immaturità, del bullismo e del crimine dilagante fra i giovani:
"la scuola è fallita". (Unica voce fuori dal coro)

Tutto il buono o il cattivo del mondo parte dalla testa: dal sapere. Tant'è che gli antichi dicevano "il pesce marcisce dalla testa".
Il CERVELLO è il "frutto" dell'albero semovente chiamato uomo. Se quel frutto non matura, l'uomo resta come un animale inconsapevole, inaffidabile e pericoloso per sé e per la collettività.
Per decine di millenni e fino a un secolo fa, il cervello umano è maturato senza additivi culturali, spontaneamente, esposto al sole del duro lavoro: maturava coltivando la terra, pascolando gli animali, lavorando da pescatore o tenendo il bosco rigoglioso, potato e protetto dagli incendi. O maturava passando da un artigiano all'altro per imparare tutti i mestieri possibili prima di seguire il proprio talento sceglierne uno. C'era pure l'istruzione, ma la "sesta elementare" equivaleva alla laurea di oggi.
Poi pensarono che la maturazione dei cervelli, fondamentale per la civiltà e il progresso umano, sarebbe venuta meglio al "sole artificiale" dell'Istruzione e dell'informazione. 
Ma in meno di un secolo "il frutto" è irrimediabilmente marcito. Non matura più manco esposto al sole di Ferragosto o alla fiamma ossidrica o ad un bombardamento atomico.

I cervelli maturano solo al sole naturale del "duro lavoro" o al massimo alternando lavoro e studio. 
Il solo studio non serve una mazza se non per fare danni astronomici a quel frutto grandioso, "DIVINO", chiamato cervello e dalla cui maturazione scaturisce l'UOMO con la U maiuscola.
Dai contadini e dagli artigiani di una volta venivano fuori alunni geni senza un rigo di filosofia, teologia, psicologia, pedagogia, antropologia, astronomia, fisica, politologia, matematica quantistica e chi più ne ha più ne metta.
 
E per maturare, non c'erano Bulli che si allenavano sparando sui loro maestri per guadagnarsi un nove in condotta, o malmenando i compagni più deboli, uccidendo un compagno colpevole di aver sporcato una scarpa, e l'elenco potrebbe continuare per mesi e per anni perché ogni giorno la stampa ci delizia con queste bravate di animali immaturi, mai diventati uomini, marciti invece di maturare. Ma peggio arrivati anche a l'apice del potere per proteggere, legalizzare e conservare lo status quo.
Che dite, forse è il caso di dichiarare fuorilegge contadini, pastori, boscaioli,  pescatori, artigiani e commercianti che formavano ignoranti maturi e quindi maledettamente onesti e improduttivi, da cui i vampiri del potere trovavano poco sangue da succhiare.
Posto che oggi i potenti che governano il mondo vogliono la società piena di istruiti Immaturi, capaci di rubare una barca di soldi e di consenso sociale facendo soltanto danni ai popoli e all'ambiente, persino uccidendo in un incidente stradale un bambino di 5 anni filmando e pubblicando il miracolo di un simile marciume intellettivo pedagogicamente indotto, giuridicamente legalizzato,  plebiscitariamente benedetto ed economicamente vantaggioso.

La scuola e la scienza non sono da buttare, ma l'acquisizione del sapere deve essere alternata al lavoro, messa in discussione, assimilata, digerita, (ad iniziare dai 6 anni) come si è sempre fatto in Italia che d'inverno si andava a scuola e d'estate da un artigiano di fiducia dei genitori a lavorare gratis non a guadagnare divertendosi come va di moda adesso: a cominciare dalle istituzioni italiane.
Centinaia di generazioni di geni autodidatti hanno riempito l'Italia di capolavori che il mondo ci invidia. A quelli stiamo aggiungendo da tre quarti di secolo montagne di capolavori dell'istruzione e dell'informazione italiana, (quanto a schifo) inimitabili e introvabili nel resto del mondo.
Lamberto Ferdinandi

giovedì 29 giugno 2023

La classe media è il sistema immunitario salva Popolo


Calvino diceva: "un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere".
In Italia, il sapere è pensato e distribuito per l'arricchimento intellettivo degli italiani e in funzione della giustizia sociale, o serve a ben altro?
A giudicare dalle attuali condizioni del fu Belpaese, temo che il sapere scientifico e la fede politica non siano messe sufficientemente in discussione, per evitare che assumano la stramillenaria e stramaledetta funzione di predisporre allo sfruttamento, deboli, poveri e indifesi, per garantire l'arricchimento legale e crescente a ricchi e potenti.
I poveri, (costretti a rubare anche l'aria che gli serve per rimanere in vita) guardano con invidia i ricchi "onesti a prescindere", che non solo non fanno un giorno di galera, ma addirittura non vengono raggiunti da un avviso di garanzia, né chiamati a pagare una multa per divieto di sosta, anche se presi in flagranza a rubare poveri con la pala meccanica. 
Ma possiamo consolarci, sul pianeta non siamo soli in queste "eccellenti" condizioni.
Non solo l'Europa, ma tutti i potenti del pianeta (come fossero le tre scimmiette) stanno lasciando da tre decenni che il Mediterraneo si riduca a cimitero, e nessuno muove un dito.
Dei 200 stati del mondo, (di cui almeno quattro potenze mondiali armate fino ai denti e pronte a scatenare un conflitto atomico) nessuno tenta di fermare lo stillicidio genocida di immigrati nel Mediterraneo e ancora peggio, da un anno e mezzo la carneficina in Ucraina.
Quelli chiamati pomposamente Stati di diritto, con la loro bella Costituzione, i loro bravi codici, le loro brave leggi, sono progettati "ad Paperoni".
Perché, a chi ruba miliardi sia garantita non l'impunità, di più, l'immunità.
Il Ministro della Giustizia Nordio, ha detto: in Italia "anche un imprenditore onesto non può pagare tutte le tasse".
"La nostra legislazione tributaria è piena di ossimori, se un imprenditore onesto decidesse di assoldare un esercito di commercialisti per pagare fino all'ultimo centesimo di imposte non ci riuscirebbe perché comunque qualche violazione verrebbe trovata, le norme si contraddicono"Non fa una grinza. 
Per numero di leggi e di giuristi l'Italia non è stata mai seconda a nessuno. Ora provate a riflettere come è ridotto popolo e Stato, culturalmente, giuridicamente, socialmente ed economicamente, dopo tre quarti di secolo di "politiche allegramente inique". Degli Imprenditori suicidi in Italia si è perduto in conto.
Sull'altare della giustizia sociale truccata, ora non finiscono immolati solo i poveri.
Anche la classe media, prima con la pandemia e ora con la guerra e l'inflazione galoppante, è chiamata a contribuire a l'accumulo famelico dei ricchi e potenti.
Tutto questo sta portando le due ultime generazioni benestanti ad arrampicarsi sugli specchi per non retrocedere nella povertà.
La "fedina morale" della classe media intellettuale e produttiva non è più immacolata come una volta. Chi stava tentando di salire qualche gradino della scala sociale, ora è chiamato tributariamente a fare da ammortizzatore, tra la fame dei poveri da cui non c'è più niente da spremere e l'appetito famelico e crescente dei ricchi.
Pensate davvero che l'Italia possa dirsi ancora Stato di diritto, con questa abominevole giustizia occupazionale, retributiva e tributaria, che condanna un intero popolo a tenersi in equilibrio sulle montagne russe della globalizzazione, tra rare impennate di benessere e decennali picchiate di impoverimento? 
Non essendo addetto ai lavori, io non distribuisco verità. Ma temo che per i governanti, maneggiare incautamente i fili dell'alta tensione sia meno pericoloso ché derubare, tartassare e impoverire la classe media, col rischio di convertirla, da sistema immunitario salva Popolo, in patologia assassina.
Franco Luceri

sabato 24 giugno 2023

Col progresso non si rischia il futuro ma l'istante


Se l'uomo è sopravvissuto "all'autolesionismo della propria ignoranza", e con un solo neurone allo stato embrionale si è assicurato centinaia di millenni di futuro senza affannarsi a cercarlo o a costruirlo; perché noi umani del terzo millennio, con la nostra sacra cultura umanistica e il nostro sacro progresso scientifico e tecnologico, più ci spacchiamo i neuroni per razionalizzare il presente, più mettiamo in forse il futuro dell'umanità e persino del pianeta?
Forse non faremmo male a domandarci: ma la cultura con cui ci implementano il cervello, è curativa è patologica o è letteralmente assassina? Vedi sul fronte sociale bullismo, baby gang e femminicidi; e sul fronte climatico sconvolgimenti assassini. E sul fronte politico economico, meglio stendere un velo pietoso.
Posto che, per milioni di anni, pur vivendo umilmente alla giornata, nessuno ha mai dubitato che il futuro dell'umanità dovesse essere costruito e protetto o potesse essere a rischio, (come dire dietro l'angolo); perché ora, con eserciti di tecnici e specialisti siamo condannati a vivere alla giornata e a temere che il nostro futuro non sia per niente garantito se non ripensiamo e ricostruiamo il rapporto devastante e bellicoso che abbiamo con la natura, fra popoli e persino fra consanguinei?
E chi è riuscito a mettere in moto il cervello, provi a togliere la marcia dello sporco interesse soggettivo e si faccia queste due domande che si direbbero abbastanza pertinenti e forse essenziali: 
1) nella popolazione mondiale, è la crescita eccessiva di ignoranti o di istruiti ad arrecare danni e indurre di conseguenza le reazioni negative del pianeta?
2) oppure, sono troppi, sono pochi o di scarsa qualità, i mezzi culturali tecnologici e finanziari di cui ci siamo dotati, tanto da indurre negli umani più bestialità che umanità?
Oltre a non sopportarci reciprocamente, oltre a sfruttarci, a tentare di rovinarci economicamente, o di sopprimerci, è chiaro che il pianeta non gradisce più la nostra presenza, perché?
Tutti considerano e difendono la scuola e il diritto allo studio come il più importante ascensore sociale, non come la più sacra delle finalità a cui vanno indirizzati senza se e senza ma, uomini e cose. 
Nessuno osa domandarsi, ma poi l'ascensore sociale (che ci costa un occhio e ci ammacca pure l'altro), ci porta a destinazione o ci scarica per strada? Un ingegnere aereo spaziale arriverà con l'ascensore direttamente alla NASA con un contratto a tempo indeterminato su cui apporre la firma, o al meglio dovrà cercarsi lavoro in qualche municipalizzata della nettezza urbana? E un laureato in medicina scenderà dall'ascensore direttamente in sala operatoria armato di bisturi, oppure dovrà arrangiarsi da magazziniere precario e sottopagato in qualche supermercato del suo paese?
Perché se le cose stanno così, temo che "l'ascensore cultura" abbia bisogno di un serio programma di manutenzione e riparazione prima che estingua del tutto l'umanità, per un eccesso di cultura, ma ahinoi, economicamente alla bancarotta.
Franco Luceri

domenica 18 giugno 2023

In Italia la politica ha ammalato la cultura o viceversa?


Italo Calvino diceva: "Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere".

Se falsificando la cultura fai credere che a questo mondo esistiamo solo per gentile concessione della scuola che ci istruisce, della politica che ci nutre e cura, della giustizia che ci tutela e delle banche che ci finanziano; smettiamo di credere che invece è il Padreterno a crearci capaci di sviluppare intelligenza interagendo con la Natura per trarre da essa tutte le risorse necessarie a vivere una vita sana e dignitosa. Proprio come tutti i popoli del mondo negli ultimi 10 mila anni arrivando sani e salvi fino a un secolo fa.
Questo è il motivo per cui la politica ha allontanato i popoli occidentali dalla religione. Se avessero continuato a credere in Dio e nel potere istruttivo, nutritivo, curativo e salvifico della Natura, avrebbero capito che cultura politica e finanza sono tre pessimi surrogati, vitali per gli addetti ai lavori e mortali per gli altri.
Ciò che all'Umanità serve davvero lo dobbiamo a Dio, che ci ha reso capaci di vivere dignitosamente la povertà, senza l'armata brancaleone della politica, che fingendo di sconfiggerla, nell'ultimo mezzo secolo ci ha lasciato in mutande.
Ciò che elargiscono i potenti ci costa un occhio e non di rado anche la vita se decidono di farsi la guerra.
Per dare a Cesare quel che è di Cesare, bisogna distribuire meriti e colpe fra cultura, politica e finanza, con imparzialità.
Se un sistema sociale come l'Italia è ricco di imprese ma povero di salari dignitosi e di produttività, sul banco degli imputati va messa la cultura e gli addetti ai lavori.
Se invece produce, grazie alla cultura, ma la politica non è in grado di tassarlo quanto basta per garantire funzionalità allo Stato, o lo tartassa fino a costringere le imprese a licenziare e chiudere o fallire, è la politica che va rimandata a casa e condannata a risarcire poveri, disoccupati, e falliti.
Se invece le imprese hanno difficoltà a nascere, assumere o crescere per carenza o costo proibitivo del credito, sono i banchieri che vanno processati e tassati per risarcire imprese e lavoratori.
Tutto il resto è "nebbia": è disinformazione prodotta dal mondo della "in-cultura" al servizio di politici e/o banchieri per impedire ai cittadini di arrivare alle VERE cause e incriminare i VERI responsabili.
Da un sistema sociale incasinato dalla politica si può uscire vivi. Ma se gli irresponsabili si annidano a monte, fra le teste d'uovo de l'istruzione, informazione, burocrazia e professioni asservite alla finanza e al mercato, per salvarsi temo che serva un miracolo.
Il mondo della cultura dovrebbe fornire ad ogni singolo cittadino la capacità di avere una visione ed elaborare la giusta strategia per perseguirla.
Ma se senti filosofi e matematici imputare mancanza di visione e strategia ai loro colleghi prestati alla politica, capisci che siamo così malridotti perché il mondo della cultura è "lucidissimo" quanto un ubriaco all'uscita dall'osteria a mezzanotte.
Che sia stato il locomotore culturale a trainare l'umanità sulla via del progresso democratico è lapalissiano. Ma trainando trainando, siamo passati dai quattro "cavalli" all'origine, agli attuali quattro milioni di "socrati e pitagori" solo in Italia. E che un tale spreco di "im-potenza intellettuale" potrebbe deragliarci dalla civiltà alla barbarie o a l'autodistruzione, è più che pertinente ipotizzarlo.
Franco Luceri

mercoledì 14 giugno 2023

Berlusconi è stato lungimirante per necessità, ma visionario per vocazione


Un uomo lungimirante: mira lontano e sfrutta "da vincente", lo status quo. Insomma si adatta al sistema per vincere la guerra non una battaglia sola.
Invece il visionario cerca di adattare il sistema a sé. A piccoli passi, ma costruisce materialmente l'idea complessiva di futuro, che nel suo cervello è già progettata e visibile.
Anche quando sembra disposto ad accettare il gioco degli altri, lo fa per indurre gli altri a partecipare al suo, a portare e incollare mattoni alla costruzione del cambiamento che nel suo cervello è chiaro e funzionante.
Non sono un addetto ai lavori e potrei pure sbagliarmi, ma credo che Berlusconi sia nato visionario
Come tutti i visionari ha dovuto adattarsi ad essere imprenditore lungimirante: è stato al gioco altrui per invogliare alla costruzione del suo.
Ma da politico ha tentato di rimodellare l'Italia secondo la sua geniale visione. Non ha trovato le giuste condizioni culturali, né le giuste Risorse Umane, ambientali e finanziarie per riuscirci.
Come tutti i visionari, in politica si è trovato solo a combattere sul fronte contro eserciti di nemici, miopi ma numerosi, nazionali ed europei che alla lunga sono riusciti ad azzopparlo esattamente come azzopparono Bettino Craxi.
Silvio Berlusconi, per me sei stato lungimirante da imprenditore e genio visionario da politico. L'Italia ha dimostrato di non meritare un guerriero indomabile come te. Ora riposa in pace.
Franco Luceri

venerdì 9 giugno 2023

L'Uomo non è stato ancora inventato, il Mostro si.


Nella ricchissima fauna animale del pianeta Terra, l’UOMO che rispetta la DONNA è una autentica rarità. Abbonda il maschio che la usa, la custodisce come sua proprietà o la getta, se non risponde docilmente ai suoi comandi come un mezzo da lavoro.
Nella incivile “civiltà umana”, il maschio che congenitamente nascesse UOMO, (rispettoso della donna, quanto è più di se stesso) sarebbe una specie di invalido bisognoso di cure rieducative.
Per rendere uomo e donna reciprocamente compatibili, temo servirebbe uno speciale trattamento pedagogico psicologico, che il mondo scientifico, (lanciato a rotta di collo nelle conquiste spaziali, nello strozzinaggio finanziario, nella produzione di armi di distruzione di massa e nella devastazione ambientale) ancora non ha avuto occasione d’inventare. 
Mentre cresce la fauna dei presunti “uomini deformati dalla cultura” dominante, che rimangono irrimediabilmente cavernicoli, violenti,  possessivi, prevaricatori e non di rado potenziali assassini.
Ottimi per la guerra, ma nocivi alla pace, alla fratellanza, alla solidarietà, all’altruismo, al rispetto reciproco, all’amicizia, all’amore UOMO-DONNA, o alla famiglia MARITO-MOGLIE-FIGLI.
Non so se “errore di Dio” sia soltanto l’uomo; ma a giudicare dalla frequenza dei fallimenti affettivi e coniugati e dalla ferocia crescente dei femminicidi, un programma di manutenzione psicologica di tutta la specie “umana” ormai disumana, credo non guasterebbe. 
Posto che nella delicata selezione dei generi, a volte anche la donna ci mette del suo, (perché vittima della cultura dominante, per inesperienza o calcolo fallimentare) scambiando una bestia feroce col portafoglio, per un uomo col cervello.
Franco Luceri

La moderna “umanizzazione” del maschio genera mostri e catastrofi

L’8 giugno 2016, il problema femminicidi, mi indusse a scrivere il pezzo che segue. E avendolo trovato dopo sette anni fra i ricordi Facebook, in un momento in cui i femminicidi hanno raggiunto una frequenza e un livello di ferocia terrificante, ho pensato di riproporlo aggiornato. Se dovesse interessarvi leggerlo, è gradito un vostro commento di elogio o di critica. Grazie.

Come orientarsi nel difficile rapporto uomo donna?
Si dovrebbe insegnare a tutte le donne, a sedurre in tuta e ciabatte. Il 90% degli uomini che le donne le desidera sessualmente e scambia il desiderio per amore, sarebbe in automatico fuori concorso: da rieducare al difficile rapporto uomo donna. Rimarrebbe quel restante 10%,  che stimando le donne per la loro intelligenza ne hanno un sacro rispetto, e le amano più di se stessi per tutta la vita. 
Questi e solo questi sarebbero uomini affidabili; perchè anteponendo l’amore al sesso, non scelgono le donne belle da cui trarre godimento, ma le intelligenti a cui darlo, spirituale, prima ché sessuale. 
Purtroppo, guastato dalla cultura attuale, non c’è maschio al mondo che scelga la donna per ciò che ha in testa, se prima non ha scelto, fallito e tratto insegnamento dai suoi errori.
F.L.

martedì 6 giugno 2023

Il "buongoverno" della democrazia è mutato in democratura?


Dall'uomo scimmia a l'uomo scemo, "la montagna della cultura ha partorito un solo minuscolo topolino".
A colpi di cambiamenti gattopardiani, la politica continua da millenni ad adattare burocrazia, giustizia, mercato e finanza, alla immodificabile finalità cavernicola dello sfruttamento dei poveri per l'arricchimento dei ricchi.
E Victor Hugo immortalò così questa patologia politica mondiale: 
"è dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei Ricchi".
E non ha fallito solo la cultura. Anche la religione ha sprecato millenni promettendo la soluzione del rompicapo povertà, ma ottenendo a livello planetario una esplosione di poveri.
I ricchi potrebbero anche nascere acefali, con una rapa al posto della testa, ma la formula vincente per l'arricchimento l'avrebbero sempre e solo loro perché provvisti di portafoglio
Pagando, corrompendo o minacciando possono comprarsi tutte le grandi teste
della cultura e della politica che gli servono per progettare, legalizzare e portare a buon fine (a spese dei poveri) qualunque crimine sociale, finanziario e/o ecologico, funzionale alla loro folle accumulazione di potere personale e corporativo.
Che si chiamino progressisti o conservatori; i tassisti della politica con i cervelloni della cultura al seguito, sono autorizzati ad occupare "da passeggeri" la Rolls Royce degli Stati democratici (eternamente col serbatorio asciutto), dovendo lasciare libero il posto di autista ai benzinai: ai fornitori di carburante finanziario che pretendono di guidare il carrozzone Stato verso il "buon governo" del profitto garantito ai grandi padroni, fame ai lavoratori e padroncini, e avanzi alla classe media, che in Italia, almeno da mezzo secolo, si offre o si svende da utile idiota ai Paperoni per non retrocedere nella povertà.
 
E così, secolo dopo secolo siamo arrivati a questo livello di barbarie, persino nelle "migliori" democrazie Occidentali, (Italia in primis), perché i cittadini continuano a chiedere allo Stato, (cioè all'istituzione che vive dei loro tributi: quindi a se stessi) una quantità di diritti che singolarmente nessuno (che non sia un genio della truffa o del furto) può pagarsi di tasca propria. 
Ma li pretendono ugualmente "a cambiali", dimenticando che poi, per il debito pubblico e gli interessi passivi, quei diritti, prima ancora di essere fruibili come diritti, si convertiranno in doveri tributari e disservizi burocratici ammazza Popoli e ingrassa Paperoni.
Ed è per questa via che le democrazie  politiche occidentali si sono convertite in democrature finanziarie e industriali socio-eco-assassine.
Da Platone ad oggi, i saggi, i ricchi e i potenti hanno avuto a disposizione 24 secoli per fare della democrazia il paradiso dei poveri che sono una schiacciante e immodificabile maggioranza, (perciò legittimati ad auto governarsi) ma ne hanno fatto un inferno dantesco.
L'esigua minoranza dei Ricchi è interessata a consegnare e a conservare la democrazia nelle mani dei poveri, a costo di esportarla a cannonate, perché i poveri, accumulando debito pubblico per correre verso il miraggio dei diritti senza doveri, si autoschiavizzano, impoveriscono e ingrassano i Paperoni.
Se in mano al popolo sovrano (ma reso culturalmente autolesionista)  la democrazia non si fosse dimostrata miracolosa per garantire l'ossessiva accumulazione finanziaria ai "poveri bilionari", l'avrebbero già assassinata e sepolta.
Nel mondo le attuali democrazie sono tenute scientificamente in pugno da poche decine di "fornitori di carburante finanziario" per gli Stati disponibili ad indebitarsi, e continuano ad essere per i popoli "un salto dalla padella alla brace": dalla dittatura politica assassina, alla "democratura economica" che deruba i popoli e li uccide due volte: rendendo assassina la natura e fallito lo Stato.
E se la mia povera opinione non Vi avesse convinto, provate a rimanere scettici pure con Luciano De Crescenzo, che ha descritto così il "progresso" mondiale:
"La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana.
Non basta? De Crescenzo non convince? Allora provate con MARIO DRAGHI
"Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono", e ogni decisione di policy "deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico".
E che la forza mostruosa del denaro avrebbe abbattuto la politica democratica come la diga del Vajont, lo avvertì e descrisse così anche Bettino Craxi
"Dopo di noi, il regime violento della finanza vi farà a pezzi. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare".
Come dire: "democrazia riposa in pace" 
Ad impoverire Italia e italiani, ci sta pensando scientificamente la democratura mondiale.
E che Dio ce la mandi buona!
Franco Luceri

sabato 3 giugno 2023

Al braccio di ferro uomo-natura l'uomo perde sempre


Salvo illustrissime eccezioni, tutti i saggi, i ricchi e i potenti del mondo, singolarmente si illudono di saper usare il prossimo a proprio vantaggio; ma finiscono per vivere da sfruttatori di stupidi, e sfruttati da chi è più scaltro, ricco e potente di loro.
Nell'Occidente progredito, grazie alla cultura e al denaro facile e abbondante, il numero degli sfruttatori cresce in maniera esponenziale e patologica e di conseguenza, anche il numero delle vittime che impoveriscono irrimediabilmente. 
Assaltano la diligenza Stato, privatizzano profitti e socializzano perdite indebitando la collettività. E non basta, distruggendo, avvelenando e depredando la natura, creano le migliori condizioni perché la natura decida di riprendersi ciò che è suo, (vedi Emilia Romagna) rimandato al mittente i danni subiti.
Perciò in quelle zone devastate dall'alluvione non è assassina la natura, ma suicida l'uomo. 
La colpa non è di nessuno ed è di tutti. Per tre quarti di secolo, vittime dell'informazione parziale, tutti abbiamo seminato e coltivato (sottoscritto compreso) il pregiudizio che i banchieri strozzini fossero il tumore dell'umanità per eccellenza,  perché pretendono di finanziare poco e guadagnare molto. 
E non ci siamo accorti che il primato glielo hanno soffiato in coppia professionisti e industriali che derubandosi reciprocamente e condizionando pesantemente la politica producono utili astronomici e li conservano sfruttando lavoratori, evadendo o eludendo imposte o scaricando danni sulla natura, che poi li rimanda al mittente, generando devastazione, morte e costi proibitivi per tornare a galla.
Grazie alla scienza è sicuramente importante la capacità dell'uomo di difendersi dalla natura; ma pensare che la natura si lasci depredare e asservire, perché incapace di reagire alle aggressioni dell'uomo è da suicidi.
Perciò sarebbe igienico rivedere il pregiudizio che noi italiani ed europei abbiamo da sempre riguardo ai banchieri. 
Perché lesinare credito a un popolo o derubarlo da strozzino è un crimine. Ma avere un PIL da locomotore economico come l'Emilia Romagna, disporre di denaro persino in eccesso e non spenderlo per conservare in buona salute la natura o spenderlo per depredarla, sottovalutando la sua reazione, è un crimine di tecnici, industriali e politici, decisamente peggiore.
Ci vuole una manciata di secondi per spostare denaro da un conto all'altro e sanare una carenza di risorse finanziarie o ridurre un tasso usurario a tasso legale, anche in capo al mondo senza una Lira di spesa e senza fare un passo.
Ma i guasti sociali e ambientali causati da culture e politiche di spesa "ecoincompatibili" come in Emilia Romagna, sono un crimine decisamente peggiore, perché ora serviranno decenni e una montagna di miliardi per riportare in vita il sistema economico e le infrastrutture di quando l'Emilia Romagna era l'invidiato locomotore d'Italia.
Insomma, nel meridione è evidente da tre quarti di secolo che la politica finanziaria sbagliata frena lo sviluppo.
Ma dove la politica industriale, imputabile a professionisti politici e imprese, abusa della natura, si lascia dietro solo un cimitero.
Franco Luceri

sabato 27 maggio 2023

I ricchi scommettono per vincere i poveri per perdere


Se a memoria d'uomo i ricchi e i potenti sono stati sempre schiavisti con i poveri; perché da tre quarti di secolo si dissanguano per esportare democrazia a cannonate, strappare il potere politico ai tiranni e consegnarlo ai popoli anche se sono già ridotti alla fame?
Perché la minoranza dei ricchi e potenti è così generosa da difendere una democrazia dall'invasione di un tiranno, e dal rischio che i cittadini sovrani finiscano ritrasformati in sudditi sfruttabili: ma poi ai poveri continua a negare persino l'elemosina e agli immigrati il salvataggio in mare?
Europa e America stanno rischiando la terza guerra mondiale atomica per difendere ad oltranza la democrazia Ucraina dall'aggressione del tiranno Putin.
Banchieri e industriali si tengono stretto il potere economico, e insieme al potere culturale gettano in pasto ai poveri anche il potere politico, perché questo per loro è un investimento che rende oro, non a "palate", ma a "miniere".
Infatti nelle democrazie la produttività schizza alle stelle, e finisce puntualmente razziata dai ricchi, mai perequata per salvare poveri.
Grazie alla democrazia, la condizione dei poveri passa dalla schiavitù, alla libertà suicida. E rischiano costantemente la vita, come gli immigrati nel Mediterraneo o gli allagati in Romagna. Dov'è l'inghippo?
Le lobby sono sempre in agguato per condizionare e muovere i governi democratici finti, a proprio vantaggio.
Se i popoli sovrani che dovrebbero fornire ai loro governanti sufficienti risorse finanziarie per governare, evadono le tasse o li contestano, fanno l'interesse di speculatori, sfruttatori, strozzini e lobbysti che commossi ringraziano. 
Chi ha definito la democrazia autogoverno del popolo ci ha azzeccato in pieno. Se il popolo si rifiuta di aiutare il Premier e i suoi ministri nella titanica fatica del governare: per produrre e perequare, ci pensano le lobby a fornire "sostegno finanziario interessato", per manovrarli poi a loro esclusivo interesse come burattini.
Per quale recondita ragione i ricchi hanno consegnato il potere culturale e politico nelle mani dei poveri che da sempre sono e saranno una schiacciante e immodificabile maggioranza: per renderli più forti, liberi e autonomi, o perché esercitando quei "poteri senza portafoglio" li avrebbe resi ancora più deboli, dipendenti e sfruttabili?
I ricchi non hanno mai scommesso per perdere. 
E a quanto sembra continuano a vincere anche nel terzo millennio pseudo Democratico.
La cultura e la politica in mano alla maggioranza dei cittadini non aumenta la loro libertà e autonomia ma la loro dipendenza dal denaro dei Banchieri e dal salario degli industriali e quindi li rende deboli, condizionabili e sfruttabili: privi o quasi di potere contrattuale.
Sta tutto qua il miracolo delle democrazie dell'occidente progredito. Hanno una forma diversa dalle dittature ma la sostanza è uguale o peggiore.
I popoli poveri non arricchiscono economicamente se non dopo essere arricchiti di cultura e politica libera. 
Ma nel mondo, cultura e politica continuano ad essere a passo di gambero. Invece di aiutare i poveri a sbarcare il lunario li costringono a contribuire a l'arricchimento criminale dei ricchi, subendo devastazioni ambientali ed economiche assassine.
La democrazia, dopo 25 secoli, ancora continua a mancare il bersaglio della Giustizia sociale. E altrettanto inutile in difesa dei poveri si è dimostrato il cattolicesimo per altri 20 secoli. 
Lo insegnano anche a scuola come alleggerire del potere politico i regnanti francesi, ma come togliere ai ricchi del mondo quel minimo essenziale per conservare dignitosamente in vita i poveri ancora non l'ha capito nessuno.
Franco Luceri

mercoledì 24 maggio 2023

Solo il popolo salva o uccide lo Stato democratico


Se di un sistema democratico guasto, avete individuato il massimo colpevole e il cerchio magico dei suoi complici, fermatevi; fate inversione a U e tornate al punto di partenza: avete sbagliato strada o preso una cantonata.
Esclusi bambini e invalidi, tutti gli elettori e gli eletti adulti e vaccinati hanno qualche piccola o grande responsabilità. Le democrazie muoiono per la scarsa partecipazione intelligente e onesta del Popolo: il malgoverno è solo la goccia che fa traboccare il vaso.
Chiunque pretenda dallo Stato più diritti di quanti può permettersi con il proprio portafoglio pagando le tasse, chiunque obbliga la politica a garantire un ricco Stato Sociale a cambiali" con i soldi dei Banchieri o le super tasse imposte agli imprenditori fino a farli diventare fuorilegge o letteralmente criminali, nell'inutile tentativo di sottrarsi al fallimento, sta lavorando da utile idiota alla bancarotta del suo Stato. E alla sua rovina in quanto cittadino sovrano della casa comune che sta contribuendo ad indebolire o demolire.
I "potenti da strapazzo" della cultura, al servizio di politica e mercato, hanno interesse a farvi credere che le razze di farabutti sono: politici corrotti, banchieri strozzini e industriali sfruttatori. Ma questi sono i farabutti visibili, i ragionieri dello sfascio.
Sono i comportamenti sbagliati di tutti i cittadini, indotti dalla cultura, dalla politica e dal mercato a fare il passo più lungo della gamba, a muovere l'economia facendo danni, a rivendicare diritti ed evadere doveri, per la gioia di Banchieri e industriali, poi chiamati a finanziare o porre riparo alle catastrofi, comprando debito pubblico a vagonate e incassando profitti finanziari e appalti truccati con la pala meccanica. 
Sembra che il debito pubblico italiano renda alle banche e ai risparmiatori, la rispettabile cifra di 100 miliardi di euro annui (Così si dice ).
Ma Kennedy era così profondamente consapevole del "rompicapo" democrazia, che si affrettò a fornire al suo popolo la chiave passepartout del buon governo con queste illuminati parole: 
"Non chiedetevi cosa lo Stato può fare per voi, ma cosa voi potete fare per lo stato".
Insomma, per non farla lunga; istruito, intelligente e onesto, può dirsi solo il Popolo che mantiene lo Stato di cui è sovrano, non quello che si fa mantenere, che ignora i suoi doveri, e da perfetto "suicida" rivendica solo diritti, fino a portare i poveri e gli onesti alla più nera disperazione, i potenti alla massima rapacità criminale, e lo stato al default.
L'italia non ha un problema di scarsa produttività del sistema economico, ma di eccessiva rapacità della classe dirigente che converte le tasse crescenti in privilegi personali che affamano lavoratori e piccoli imprenditori.
Il sistema economico italiano non sarà mai in grado di saziare la fame ossessivo compulsiva di ricchezza e potere della classe dirigente smidollata.
Franco Luceri

sabato 20 maggio 2023

Al livello planetario ché evoluzione c'è nel rapporto ricchi-poveri?


Caro Direttore,
mi consenta di rivolgere a Lei e agli autori del suo libero giornale, alcune domande che da giorni mi rimbalzano nel cervello senza risposta.

Nelle dittature i ricchi hanno il monopolio di tutti i poteri possibili e immaginabili, e sfruttando i poveri si conservano ricchi e potenti quasi per forza d'inerzia. Invece nelle democrazie, i poveri sono una schiacciante e immodificabile maggioranza e avendo il monopolio del potere politico si autogovernano, ma continuando ad arretrare nell'impoverimento a 360°.
Come fanno i ricchi a dettare legge e a conservarsi ricchi e potenti più nelle democrazie che nelle dittature?
E come fanno i poveri ad impoverire, se sono una maggioranza immodificabile, occupano fisicamente tutte le istituzioni culturali, burocratiche e politiche dello Stato, legiferano e si autogovernano?

E poi ancora, perché i ricchi, (che dalle caverne ad oggi sono feroci sfruttatori di poveri) hanno tanto interesse a consegnare ai poveri il potere politico, da contribuire con una barca di miliardi ad accoppare dittatori, esportare democrazia a cannonate e convertire i sudditi schiavizzati in cittadini sovrani autogovernanti?

Come fa un popolo Libero che si autogoverna da tre quarti di secolo come quello italiano a ridursi nelle condizioni attuali che è persino eufemistico definire pietose?
Da dove traggono tanto inossidabile potere i ricchi, da arricchire, anche quando i poveri, pur autogovernandosi, impoveriscono?
Quale formula infernale, in qualunque condizione politico economica fa i ricchi più ricchi e i poveri più poveri?

E non basta, i ricchi sono tanto interessati alle democrazie, che non solo (finanziandole) le esportano a cannonate per abbattere i dittatori, ma una volta instaurate, vedi Ucraina, le difendono a oltranza, e le riforniscono di armi senza limite di tempo e spesa se un tiranno come Putin osa invaderle. 
Infatti il presidente Volodymyr Zelens'kyj ha dall'Europa e dall'America aiuti finanziari, militari e carta bianca per difendere il popolo ucraino fino alla liberazione.

La Libia è stata liberata dal dittatore Gheddafi, su iniziativa francese. Ma i francesi, che amavano tanto i libici da liberarli sulla terraferma, se li trovassero su un gommone diretti in Francia per ringraziare i loro salvatori; non si sentirebbero certo in dovere di proteggerli dal rischio annegamento, e men che meno ospitarli e integrarli sul territorio francese. 

È paradossale e inspiegabile che chi ti vuole tanto bene da rischiare vita e portafoglio per liberarti da un tiranno, poi ti voglia tanto male anche solo 24 ore dopo, da lasciarti annegare nel Mediterraneo, se osi imbarcarti per fuggire dalla fame venendo in Europa.

Quale formula filosofico-giuridico- finanziaria conserva e accresce a livello planetario il potere e l'arricchimento di una manciata di trilionari, a spese di 8 miliardi di poveri, che in qualunque condizione socio politico economica ambientale, impoveriscono e muoiono a vista d'occhio?
Il mio armamentario culturale e intellettivo non va oltre. 
Grazie Direttore, e grazie chi ha trovato interessante leggermi e magari vorrà onorarmi di una risposta.
Franco Luceri

sabato 13 maggio 2023

Noi italiani siamo democraticamente appropriati come i cavoli a merenda


Governare individui senza riuscire a trasformarli in popolo pacifico, produttivo e solidale, per carenza di cultura e/o di denaro e quindi di potere, "è il rompicapo politico per eccellenza".
Ci provano da millenni i filosofi con la persuasione e i tiranni con la costrizione, ma un popolo veramente democratico, e quindi rispettoso delle regole che si è dato, per assicurare vita dignitosa ai singoli cittadini, in un decente stato di diritto, è ancora tutto da inventare.
Azzardo qua una ipotesi, ma voi prendetela pure con beneficio d’inventario: credo che un popolo che alla prova dei fatti risulti governabile, non sia altro che un insieme di individui provvisti della giusta quantità e qualità di mezzi materiali, nonché della giusta cultura perché di essi ne facciano un uso individualmente costruttivo, socialmente solidale, è soprattutto ecocompatibile.
Ma se il mondo della cultura fallisce vistosamente la ricetta formativa, il crollo della produttività economica è drammatico e insanabile. 
A colpi di rapine tributarie, la politica tenterà di aggrapparsi al PIL con le unghie e con i denti, ma non troverà mai sufficienti risorse da perequare; e anziché un popolo civile e solidale ne verranno fuori consorterie rapaci, mafiose, terroristiche, affaristiche con presenza inquietante di branchi di eredi e successori.
Di bulli criminali capaci di bestialità inimmaginabili, perché sentono loro, le loro famiglie, i loro professori e i politici che non li hanno mandati a zappare, tutti Leonardi da Vinci, Pico della Mirandola, Albert Einstein: patologica conseguenza di educazione e formazione permissiva e allegramente irresponsabile.
Sbagliando il dosaggio della cultura e in conseguenza dei mezzi finanziari, si possono portare nelle mandrie di individui, mai convertiti in popolo civile, forme di devastazione apocalittiche insanabili.
Io non sono un addetto ai lavori, ma a naso, (da signor nessuno), temo che gli italiani siano diventati ingovernabili, più per colpa della cultura che li ha resi inappropriati come i crauti a merenda; che dei nostri chef politici, che mai avrebbero potuto ricavare un Popolo da una simile accozzaglia di risorse conflittuali e fallimentari.
Una comunità che non sa rendere produttive le sue risorse culturali e finanziarie, è improbabile che poi sappia produrre ricchezza a cambiali, impiegando i soldi presi in prestito dal mondo finanziario, che di suo è già campione di accumulazione e persino di strozzinaggio a norma.
Franco Luceri

giovedì 11 maggio 2023

Comunismo e liberismo: terapie miracolose o mortali?


Due "grandi" filosofie hanno segnato la storia umana dell’ultimo secolo: la comunista egualitaria che ha portato mezzo mondo a l’implosione, per scarsa produttività economica; e la liberista elitaria che ora tiene a rischio guerra mondiale l’intero pianeta, per eccessiva produttività, ma inesistente giustizia e devastazione ambientale suicida.
Partendo dalla ovvia constatazione che il mondo non è fatto di soli intelligenti capaci di competere, e che un sistema sociale accettabile non rischia di perdere pezzi di umanità per strada, affidando i poveri al buon cuore dei ricchi; i comunisti aggirarono l'ostacolo della disuguaglianza rendendo tutti gli esseri umani giuridicamente "uguali".
Mentre i liberali ancora si illudono, che istruiti e intelligenti, messi in competizione, producano ricchezza onesta per tutti. Non và così nemmeno a cannonate: gli inclusi non producono per gli esclusi. E la quantità di umani "ONESTI", geni compresi, che il liberismo si sta perdendo per strada è allucinante.
Perciò i sistemi sociali andrebbero "ripensati" a misura di stupidi e ignoranti, in modo da essere accessibili e produttivi per tutti. Ciò che oggi producono i potenti del mondo culturale, economico e finanziario sarebbe sufficiente per una comunità mondiale di 16 miliardi di bocche da sfamare, se l'ingorda avidità, di chi sa, può e ha, non fosse di fatto cannibalismo legalizzato.
Ci sono poveri che farebbero salti di gioia se avessero un lavoro a €5 all'ora, e ricchi che frequentano i migliori luoghi di villeggiatura, e pagano di affitto fino a €500.000 al mese. Da un servizio di Mario Giordano Rete 4 "fuori dal coro" del 9/5/2022 .
Insomma, il mondo comunista è schiattato perché non ha saputo produrre abbastanza per tutti gli uguali; mentre quello liberista rischia la terza guerra mondiale, avendo imparato a perequare non la mostruosa produttività dei ricchi a sostegno dei poveri, ma le elemosine dei poveri per tentare di saziare l'insaziabile fame dei saggi, ricchi e potenti (onesti fino alla lira).
Perciò, creare leggi rompicapo che ostacolano o impediscono una dignitosa integrazione produttiva onesta persino ai soggetti mediamente istruiti, è politica criminale, perché espone la maggioranza dei cittadini alla rapacità di burocrati, professionisti, sindacalisti e banchieri, e mette la magistratura di fronte ad una tale montagna di ingiustizie, difficili o impossibili da perseguire, fino a paralizzarla. (Vedi Italia).
Comunismo e liberismo (così concepiti), non sono in grado di assicurare un futuro a l’Umanità: il primo perché povero di produttività, il secondo di giustizia sociale. 
Infatti, nei sistemi liberali, gli imprenditori non si arrendono per mancanza di politica intelligente e onesta, (alla stupidità dei governanti sono abituati da millenni) ma per l’anomala mancanza di "CANI DA GUARDIA": di giornalisti e giudici che sappiano, vogliano e possano rendersi concretamente disponibili a difendere i piccoli imprenditori e lavoratori massacrati da sindacalismo, burocrazia, fisco, usura e mafia; e non per certificarne il decesso a pagamento, come da tre quarti di secolo nel fu Bel Paese.
Robert Maynard Hutchins, diceva che “è improbabile che la morte della democrazia sia un assassinio perpetrato mediante un’imboscata; sarà piuttosto una lenta estinzione per apatia, indifferenza e sottonutrizione”.
Come dire, che nelle democrazie, la responsabilità dello sfascio è così ben diluita e spalmata su tutta la classe dirigente pubblica e privata, che in Italia, nemmeno azzerando politicamente la "Prima Repubblica”, si è riusciti a costruire una Seconda che non continui a sterminare imprenditori onesti e incolpevoli lavoratori, tenendo a l’ingrasso milioni di “parassiti”: corrotti, corruttori, truffatori, bancarottieri, ciarlatani, buffoni, strozzini, esattori conto proprio, faccendieri e farabutti.
E a questo punto una domanda sorge spontanea: tutto questo è imputabile in esclusiva alle due ideologie sempre in guerra, con la comunista sopravvissuta persino a l’implosione del mezzo mondo comunista?  
Oppure dobbiamo dedurre con Hutchins, che anche il farmaco “democrazia”, (se comprato a cambiali, da una malata senza portafoglio, vedi Italia) non è esente da tragici effetti collaterali.
Franco Luceri

domenica 7 maggio 2023

Fingendo di curare i barboni la cultura ingrassa i banchieri


Finché i poveri sono stati ignoranti e i ricchi istruiti, è stato facile scagionare i ricchi con formula piena, affermando che i poveri si sono autodanneggiati per ignoranza. 
Ma ora che in Italia, a colpi di istruzione e informazione, il mondo della cultura ha ripulito "i poveri" dall'ignoranza e li ha arricchiti di "conoscenza", perché la povertà lievita paurosamente, anzi è in decollo verticale?
Che sia per colpa o dolo, cultura e politica lasciano ancora che i poveri siano carne da macello in mano a pochi ricchi e potenti rapaci della finanza e del mercato.
Dalle origini dell'uomo il potere e la ricchezza si sono sempre spostati su strade a senso unico dai poveri ai ricchi. E sono sempre quelle le strade che battono.
Ma un modo per obbligarli ad invertire la marcia, c'è. Basterebbe indirizzare i poveri verso comportamenti che non siano autolesionisti: che non favoriscano il proprio impoverimento e l'accumulazione altrui.
Ogni volta che i poveri lavorano, guadagnano, comprano, consumano, risparmiano è come se "VOTASSERO ECONOMICAMENTE": scelgono a chi conviene cedere, togliere, ridurre o negare il proprio potere economico.
La cultura pagata ed Imposta dai ricchi ai poveri, grazie alla istruzione obbligatoria, (che quel burlone di Mark Twain chiamava "massacro di cervelli") e alla finta informazione "libera", hanno la sola funzione di indurre nella massa dei lavoratori, (ieri ignoranti oggi istruiti), comportamenti autolesionisti tali da impedire che il potere e il denaro invertano pericolosamente la marcia dai ricchi ai poveri.
Quindi il destino dei poveri, classe media e intellettuale permettendo, sarebbe (il condizionale è d'obbligo) modificabile.
In mezzo, tra poveri e ricchi, tra chi lavora e chi indebitamente arricchisce c'è la classe media istruita e produttiva, ricca di sapere ma povera di risorse finanziarie, e quindi costretta a servire banchieri e industriali per non retrocedere nella povertà.
Se la classe media si rassegnasse per umanità a servire i poveri, a lavorare per la giustizia sociale, tornerebbe povera e più povera dei poveri.
Quindi la soluzione non è salvare i poveri a colpi di elemosine, ma "allevare salvatori di poveri", rendendo economicamente autosufficiente la classe media istruita, perché averla resa intellettualmente autonoma non basta manco per l'insalata. 
Solo liberata giuridicamente e finanziariamente dal pericolo, dal bisogno e dalla dipendenza patologica dai potenti, sarà libera di lavorare alla giustizia sociale evitando ai poveri di impoverire e ai ricchi di fallire.
Quando Pitagora, sbirciando il mondo dall'alto, si è reso conto che con la sua matematica aveva spostato "IL POTERE REALE" dall'essere all'avere, dall'uomo al denaro, dal cervello al portafoglio, dalla politica alla Finanza, dalla filosofia alla matematica era ormai troppo tardi.
In 25 secoli l'intera umanità è stata assoggettata al "Dio Denaro" e ai filosofi è rimasta l'altissima funzione di "reggicoda" ad Economisti, Banchieri, Manager e Signori della Guerra; insomma un pugno di mosche: "la possibilità di cambiare tutto perché tutto resti com'è".
Oggi chi ha pieno il cervello, ma vuoto il portafoglio, non ha scelta. Se per onestà e libertà tenta di servire i poveri muore di fame come e più dei poveri, perché in aggiunta finisce combattuto da chi si era già predisposto ad usarlo per il proprio arricchimento. 
Invece di guadagnare la riconoscenza dei ricchi servendoli, guadagna la loro persecuzione, se non si fa usare da procacciatore di agnelli per il pranzo luculliano dei lupi. 
Quindi il filosofo e l'economista sono condannati almeno da un secolo a servire i ricchi conservando nel sistema sociale la circolazione del denaro e del potere a senso unico come sempre.
Per garantire al denaro il doppio senso di marcia, servirebbe una classe intellettuale svincolata dalla dipendenza dei potenti e doppiamente autonoma: libera di testa e piena di portafoglio; per poter scegliere, "in scienza e coscienza" se salvare i poveri per umanità o arricchire i ricchi per bestialità.
Franco Luceri