domenica 30 aprile 2023

Cosa hanno sbagliato i nostri nipotini di Karl Marx?


Se, ovunque nel mondo, dalle caverne ad oggi, l'unico problema che la politica non ha mai risolto, è salvare i poveri dai ricchi, che puntualmente si salvano da soli sfruttandoli e uccidendoli; secondo voi, nella politica italiana degli ultimi tre quarti di secolo, quale ingranaggio si è inceppato, visto che invece di estinguere la razza dei poveri, per "denatalità" si sta estinguendo l'intero Popolo?
Pensate che noi italiani si debba festeggiare il 25 aprile come giorno di liberazione dal nazifascismo o come inizio della lenta ma inesorabile sostituzione etnica del popolo italiano?
Per tre quarti di secolo è stato giusto e sacrosanto ricordare il 25 aprile come giorno di festa per i comunisti che ci hanno liberato dai fascisti. 
Ma ora che in Italia per merito dei comunisti, i fascisti sono tornati al governo, dobbiamo continuare a festeggiare o è più intelligente commemorare la morte del comunismo e "festeggiare" la resurrezione del Fascismo?
In Italia i comunisti sono stati così intelligentemente antifascisti da riportare al governo i loro acerrimi nemici, che senza scomporsi si sono ripresa l'Italia.
Cosa hanno sbagliato i nostri nipotini di Karl Marx radicati come gramigna in ogni istituzione italiana per tre quarti di secolo, a cominciare da scuola e stampa?
Senza una risposta razionale a questo rompicapo, qualunque soluzione futura, e di qualunque colore politico, sarà una toppa peggiore del buco.
Franco Luceri

sabato 29 aprile 2023

- La scuola accresce il potere contrattuale di chi ...... ?


Quando un problema è già visibile ai più, è un falso problema; è l'effetto di un problema precedente risolto da cani.

Si teme che i robot possano sostituire l'uomo e creare un sacco di guai. Ma il vero nemico non è il robot, ma chi, senza badare a spese, mezzo secolo fa e passa, ha iniziato a formare ingegneri meccanici, elettronici ed informatici, sapendo bene che poi non avrebbero prodotto pizze, sturato lavandini, intonacato muri, riparato pneumatici, rifatto motori o riverniciato auto.

Si dice che trovare un idraulico è un terno al Lotto, o perché quella categoria di artigiani è poco numerosa, o perché, avendo molto lavoro, ha grande potere contrattuale.

Ma in Italia non se la passa male nemmeno il muratore, l'imbianchino, l'elettricista, il piastrellista, il falegname, il fabbro, il meccanico, il carrozziere, il gommista, e tutti quei lavoratori autonomi le cui prestazioni sono pensate dalla testa ma eseguite dalle mani a regola d'arte.

Invece sembra calato o letteralmente sparito il potere contrattuale di chi pensa con la testa ed esegue con la lingua, la penna, lo smartphone, il computer. L'Italia ha una carenza di lavoratori manuali a dir poco drammatica. 

Tutti i paesi con grande afflusso turistico sono pieni di cartelli cercasi cameriere, ma se tenti l'assunzione con una laurea in ingegneria o un master in astrofisica ti offrono uno stipendio elemosina per un lavoro da scaricatore di porto; perché chi ha un titolo di studio è inadatto per lavori manuali. 

Il mondo è pieno di gente capace di pensare da Dio, (ma finanziariamente dipendente), senza uno straccio di portafoglio adeguato a realizzare un miliardesimo di ciò che pensa.

Che è come produrre e vendere automobili a prezzi stracciati ma prive di ruote, in modo da invogliare l'acquirente a non perdete l'affare, ma poi condannandolo a farsi spennare da un gommista per rendere l'automobile funzionante.

Invece gli artigiani insegnano un mestiere e rendono i loro alunni tanto autonomi e ricchi di potere contrattuale che una volta, dopo aver insegnato il mestiere ad un apprendista, l'artigiano che non voleva perderlo, lo pregava di rimanere come dipendente ben pagato, e se bravissimo gli proponeva persino di rimanere come socio.

I professori insegnano, ma chi apprende da loro è abilitato a chiedere il reddito di cittadinanza non ad insegnare. Chiunque esca dalla scuola con un titolo di studio ha bisogno di correre a fare pratica altrimenti un lavoro produttivo di reddito se lo sogna.

E poiché la pratica di un pensatore costa molti denari, il sapere scolastico privo di autonomia finanziaria condanna tutti gli alunni del mondo a correre dai banchieri a farsi finanziare a strozzo, o dagli industriali a farsi sfruttare per un tozzo di pane, o muniti di bustarella dai politici per una introvabile assunzione pubblica.

Una volta gli stati erano un allagamento di soggetti ignoranti ma autonomi e autosufficienti, quindi protagonisti. Ora ci sono soltanto dipendenti che senza un padrone o un reddito di cittadinanza muoiono di fame. Non sono attori ma comparse di un sistema truffaldino culturale, politico e finanziario.

Invece, un secolo fa, i sistemi sociali poggiavano su sei pilastri indistruttibili: contadini, pastori, pescatori, boscaioli, artigiani e commercianti. E In ogni paese le "sacre" figure di riferimento di qualunque Stato erano il professore, il prete, il maresciallo. 

Un contadino benestante poteva avere in deposito generi alimentari per sfamare un intero paese. Non era da meno il pastore provvisto di latte formaggio e carne. Il pescatore di pesce e il boscaiolo di legna per cuocere il cibo, per affrontare i rigori dell'inverno, o per costruire porte o mobili. il commerciante andava in giro a comprare e vendere, e l'artigiano pronto a risolvere qualunque problema lavorando legno, ferro, rame, creta e ogni materia prima disponibile.

Poi in Italia, queste razze di ignoranti ma protagonisti geniali, tre quarti di secolo fa, con l'istruzione obbligatoria, incominciarono ad impoverirsi numericamente. Mentre la categoria degli istruiti si è arricchita di laureati e masterizzati senza portafoglio e perciò inadatti a passare dal pensiero all'azione, se non come pubblici dipendenti o come professionisti grazie ad un finanziamento bancario.

Ora il cibo dobbiamo importarlo perché non abbiamo più abbondanza di ignoranti protagonisti, ma un diluvio universale di laureati comparse, rassegnati a vendersi al miglior sfruttatore o strozzino, a vivere di sussidio pubblico o fuggire dall'Italia.

Non potendo rendere ai poveri i loro costosi servizi, sono condannati ad aspirare ad un lavoro pubblico ormai irraggiungibile come un miraggio, oppure curare gli interessi dei ricchi nell'unico modo conosciuto dalle origini dell'uomo: impoverendo i poveri.

E in Italia, dopo tre quarti di secolo lo stato delle cose è così chiaramente precario, che ci vuole poco per dimostrare senza ombra di dubbio che la cultura non produce evoluzione e civiltà sociale, ma barbarie, perché gli addetti ai lavori: gli intellettuali senza portafoglio, i produttori di idee geniali senza una lira, sono costretti a vendersi e persino a prostituirsi da sfruttatori di poveri conto terzi.

La cultura che avrebbe dovuto rendere più autonomi i cittadini, li ha resi tutti dipendenti dagli aiuti di Stato o dal "buoncuore" del cannibalismo industrial finanziario mondiale.

Insomma, un popolo che sceglie la via della cultura, condanna la classe media intellettuale a vivere favorendo l'arricchimento dei ricchi e la moltiplicazione patologica dei poveri. 

E alla lunga, quando i poveri sono già stati spremuti come limoni, la classe media intellettuale con scarso potere contrattuale ed eternamente affamata di risorse finanziarie finisce "spremuta" al posto dei poveri.

Lamberto Ferdinandi


sabato 22 aprile 2023

L'involuzione culturale italiana: dagli analfabeti protagonisti, agli intellettuali comparse


Dio è venuto fra noi per mostrarci che il mondo possono cambiarlo solo i poveri, in quanto maggioranza democratica votante e protagonista. O non è in grado di "miracolarlo" nemmeno LUI che in croce c'è finito già per difendere i poveri dal cannibalismo dei ricchi.
Ma in Italia, il mondo della cultura è strenuamente impegnato in finalità filantropiche alla rovescia. 
I nostri intellettuali, stravolgendo la realtà, hanno sempre definito i ricchi paperoni del mercato e della finanza, come "poteri forti" che dettano legge, pur essendo nelle democrazie una insignificante minoranza politica.
E io come un autentico cretino per 36 anni ci ho creduto e scritto che gli invincibili e Intoccabili nemici dei poveri sono le multinazionali pigliatutto e la finanza strozzina a prescindere.
Invece, le poche decine di trilionari mondiali che passano per cannibali dell'umanità, in massa, non sarebbero abbastanza autonomi nemmeno per grattarsi il naso; se i "cervelloni" della cultura al loro servizio, non gli curassero l'appetito: gli affari sporchi, luridi e assassini, e la qualità e quantità delle proteine, rendendo giuridicamente sfruttabili: interi popoli (Vedi Italia) e interi continenti (Vedi Africa).
E al punto in cui sono ridotti i poveri del mondo, che oggi muoiono più per la concentrazione di ricchezza che ieri per la povertà diffusa, due domande sorgono spontanee:
1)  o gli umani poveri sono una razza speciale di "scemi del villaggio" decerebrati e resistenti a qualunque tentativo di insegnamento e perciò condannati a nascere e morire ignoranti, sfruttabili e poveri, persino dove la ricchezza straripa. (Ma poi qualcuno dovrebbe spiegarci perché senza scuole, prof. e lauree, il mondo era pieno di geni che per millenni ci hanno regalato capolavori immortali.)
2)  oppure "i sottuttoio della cultura", con le loro "notevoli" capacità formative, informative e amministrative, sono una razza speciale di benefattori (al migliore offerente) per "poveri" cannibali miliardari di buon appetito.
Da degni compagni di merende di banchieri e industriali, gli "intellettuali" formano e informano popoli con la "giusta cultura" per essere sudditi impotenti e inoffensivi della classe politica disonesta, nonché sfruttabili dal mondo economico e finanziario rapace e guerrafondaio.
Giusto per capirci, grazie all'istruzione obbligatoria, nelle aule scolastiche e a seguire, nelle redazioni, il mondo della cultura trasforma gli analfabeti protagonisti, in laureati comparse, che corrono felici a consegnarsi agli sfruttatori, scambiandoli per "salvatori".
Senza una maggioranza capace di autogovernarsi concretamente, le democrazie e le costituzioni più belle del mondo servono solo alle minoranze rapaci di saggi, ricchi e potenti, per gli affaracci loro.
Si riuscirebbe a cambiare la politica economica da assassina a salvifica, solo maturando i cervelli dei poveri e degli sfruttati che in democrazia sono la maggioranza votante e se bene istruita, protagonista.
Ma a questo mondo, i veri pedagogisti amici dei poveri e non servì dei ricchi, finiscono in croce peggio del Padreterno, perché ai cannibali dell'umanità servono solo popoli resi dormienti e inoffensivi, dal moderno "CULTURAME" spacciato per cultura.
Franco Luceri

domenica 9 aprile 2023

La politica che non produce in pace uccide e ruba in guerra

 
8 aprile 2022  
ripubblicato su pensalibero.it

È essenziale e vitale che nel mondo ci sia una certa quantità di problemi da dosare e custodire politicamente. 
Perché l'eccesso di pianificazione e garantismo rende i popoli stupidi e quindi irresponsabili; così come l'assenza totale di garanzie, aggiunta alla concorrenza selvaggia del liberismo globalizzato e alla quasi sistematica violazione dei diritti umani dei piccoli lavoratori autonomi, (vedi Italia), finisce per rendere i più onesti falliti o suicidi e i più disonesti rapaci e persino criminali.
Questa è la sola ragione per cui i sistemi comunisti, depurati a colpi di pianificazioni per spostare responsabilità dal singolo allo Stato, si sono spappolati come ricotte malfatte.
E la stessa fine stanno facendo i sistemi liberali, che al contrario  spostano problemi spaccacervello dallo stato inadempiente, parassita, rapace, corrotto e ladro al lavoratore autonomo, fino a rendere la vita impossibile persino a chi si rassegna a delinquere scaricando i danni da farraginosità legislative e inadempienze burocratiche, sullo Stato. (vedi Italia).
Ecco perché, salvo rarissime eccezioni, la politica tende a trasformare persino i geni in idioti o criminali. Chi ha coniato l'aforisma (piove governo ladro) ha centrato perfettamente il problema.
Si ritiene almeno da un secolo che i comunisti e i liberali siano liberi di perseguire finalità diverse e persino opposte. Niente di più falso. 
Chiunque governi deve lasciare ai lavoratori dipendenti la giusta quantità di problemi perché l'eccessivo garantismo non li renda irresponsabili; e anche ai lavoratori autonomi il giusto dosaggio, perché la libera concorrenza e l'assenza di garanzie anche per i più elementari diritti umani non li condanni all'evasione, al fallimento, alla corruzione, o peggio al crimine o al suicidio.
Ecco perché si dovrebbe avere paura e rispetto della politica, e aiutarla a non fallire nell'immane rompicapo di liberare i popoli dai problemi che sono risolvibili solo collettivamente, come salute e sicurezza. Lasciando alla discrezionalità dei singoli quelli che istruzione e informazione ha reso (prima e meglio) risolvibili individualmente.
Che sia di destra o sinistra avanti o dietro sopra o sotto, può dirsi BUONA POLITICA, anche nel più remoto angolo del pianeta, solo la giusta miscela di garantismo e liberismo.
Qualunque altra politica faccia della pace un uso anomalo, eccedendo in protezione o sfruttamento sociale, finisce per dover chiedere alla guerra e ai suoi imponderabili e incontrollabili effetti mostruosi, di risanare col sangue degli innocenti gli squilibri di giustizia sociale prodotti in pace.
Franco Luceri

giovedì 6 aprile 2023

Caro Andreotti, "logora" la mancanza di potere finanziario, non politico


Che riposi in pace. Ma l'Italia è ridotta in condizioni pietose, perché a cominciare da Andreotti, la nostra classe politica si è illusa e ancora si illude che "il potere logora chi non ce l'ha".

Invece il potere Democratico, subisce la fame e l'ingodizia dei popoli, e reagisce a l'imperizia e agli abusi di chi lo esercita: insomma, logora chi ce l'ha.
In Italia, i professionisti e i politici della prima Repubblica erano talmente potenti da realizzare il boom economico. Ma dopo il boom hanno realizzato il tracollo finanziario, perché di quel potere hanno abusato tanto da devastarlo.
Quando Andreotti era uno dei pilastri portanti della politica italiana, i politici governavano le banche. Ora le banche governano i governanti e sfruttano i governati a colpi di tassi e tasse.
Professionisti e politici non entrano più in banca dalla porta riservata ai padroni, ma col cappello in mano per svendere debito pubblico a saldi di fine stagione democratica.
Allora chiediamoci: perché il potere dei politici è evaporato fino a questo punto; perché ora i professionisti devono emigrare per non morire di fame in Italia? 
Negli anni 60-70-80 avevano il potere di governanti che danno ordini, ora hanno il dovere di governati a cui non resta che eseguirli.
Abbiamo avuto in Italia milioni di Andreotti che non hanno capito che il potere logora chi ce l'ha, se del potere, per colpa o dolo, fa un uso improprio o ne abusa o tollera o favorisce l'abuso da stupido o disonesto.
Se un imprenditore avvia una impresa con un prestito bancario, ed è capace di produrre profitti, il suo potere cresce. Ma se spende 10 e incassa 9, rimanendo a debito con la banca, il suo potere scivola dall'imprenditore col cervello al banchiere col portafoglio.
Ecco come è finito il potere degli intellettuali, professionisti e politici italiani e oltre. Hanno finanziato lo sviluppo con i soldi delle banche, ma poi lo sviluppo non ha prodotto tributi in misura sufficiente a coprire costi, truffe, ruberie e montagne di interessi passivi. E così, oltre a logorare il loro potere di rappresentanza, i nostri politici, facendo lievitare il debito pubblico, hanno impoverito e azzerato il potere sovrano degli italiani.
Se il potere logorasse davvero chi non ce l'ha, perché ha logorato la DC che al governo c'è rimasta per mezzo secolo, mentre al PCI ha fatto da cura ricostituente?
Perché il potere "politico" logora gli inquilini di Palazzo Chigi e non quelli che il popolo sovrano lascia fuori dalla porta.
In Italia e credo nel mondo il potere se lo sono palleggiato per decenni intellettuali e politici, poi lentamente è scivolato verso i banchieri che si fingevano generosi fornitori di ciambelle di salvataggio finanziario. 
Ma le ciambelle (bucate) avevano, hanno e avranno (vedi malloppo PNRR) la sola funzione di sfruttare e impoverire lavoratori e piccoli imprenditori e arricchire banchieri e multinazionali.
Ora agli intellettuali e ai politici è rimasto solo il cappello per le elemosine. Il potere, e non solo italiano, se lo palleggiano Banchieri e multinazionali del cibo, del farmaco e delle armi: insomma, i guerrafondai che fanno e disfano emergenze, catastrofi e guerre a piacimento.
Ai popoli impoveriti dalla pandemia, dalla guerra e dalla competizione selvaggia mondiale, è rimasto solo il ricordo della loro "sovranità" risucchiata dal buco nero della globalizzazione. 
Manco una tomba su cui piangerla, la buonanima della "sovranità politica" italiana e peggio americana, ormai mutata in "giudiziario-mediatica", con i democratici e i repubblicani, che arrestando Trump, si sono dichiarati guerra (civile).
Parafrasando una battuta di un film western potremmo dire: quando un politico col cervello incontra un banchiere col portafoglio, a finire "logorato", è il politico senza portafoglio.
Franco Luceri

domenica 2 aprile 2023

Fate il vostro gioco il banco vince il giocatore perde


"In una qualsiasi struttura (azienda o istituzione), tanto maggiori sono i costi quanto più grande diventa il potere di chi la finanzia.
Lo stato, un tempo, era dei politici (e, se c’erano elezioni democratiche con cui li si sceglieva, esisteva una qualche sovranità popolare). Aumentando i costi del welfare, il potere è passato ai grandi gruppi finanziari con cui lo stato si è indebitato." Pezzo estrapolato da:
Bino Nanni  22 febbraio 2016

La cultura e la politica occidentale ci fanno credere che infilare il denaro in una slot machine è un suicidio per qualunque individuo; mentre usarlo per avviare una impresa, e magari supportata da un generoso prestito bancario, è una mossa vincente per qualunque imprenditore o manager capace. Ma è falso. Prima o poi qualunque imprenditore onesto e condannato a fallire. 
Nessuna scienza economica è in grado di garantire continuità di profitto nemmeno ad un venditore di caldarroste o bruscolini.
Il mercato è una strada dissestata piena di salite discese e persino burroni (pensate all'enormità del danno incassato dalle imprese in qualunque angolo del pianeta prima a causa della pandemia ora della guerra).
Nessun umano è in grado di razionalizzare un'attività economica in modo che preventivo e consuntivo si equivalgano. E che una accettabile continuità di profitto consenta a qualunque imprenditore onesto di vivere dignitosamente e onorare puntualmente i suoi debiti. 
Profitti e perdite si sorpassano a vicenda come due auto sul circuito di Indianapolis. E se un'attività economica è finanziata da una banca, il banchiere e associato al profitto dell'imprenditore, ma è "dissociato" dalla perdita. 
E siccome le perdite dall'impresa non si possono sfrattare, alla lunga (per ogni perdita subita) il potere "emigra", si trasferisce silenziosamente dall'imprenditore ingenuo al banchiere scaltro, che si è garantito il monopolio del profitto e in qualunque istante ha il potere di chiedere all'imprenditore la restituzione del suo debito e spedirlo in bancarotta. 
Ecco perché si dice "il banco vince e il giocatore perde". Che si tratti di un gioco come la "slotmachine", o la foresta del mercato globale infestata da corrotti, ladri,  strozzini e guerrafondai non c'è differenza.
Le capacità competitive oneste non bastano per rendere vincente il popolo più istruito e democratico del mondo, se gli imprenditori sono così sprovveduti da appoggiarsi al sistema finanziario per tirare su un'impresa, dimenticando che i banchieri scaltri come volpi, incassano la loro parte di profitto ma si dissociano dalle perdite.
E posto che il mercato globale non è fatto solo di profitti, ma anche di perdite, in conseguenza di lunghe recessioni che mettono a dieta gli imprenditori e ingrassano i banchieri a cui va garantito il puntuale pagamento degli interessi e quindi continuità di profitto.
Perciò, non c'è differenza sostanziale tra il gioco d'azzardo truccato e il mercato globale infestato di provetti macellai finanziari, che dalle imprese si spolpano i profitti e agli imprenditori illusi lasciano l'osso: le perdite, la devastazione dei patrimoni e delle famiglie, il fallimento, il suicidio.
Franco Luceri

giovedì 30 marzo 2023

Rimanere umani tra prede e predatori è un crimine imperdonabile


"Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra. In guerra sono tutti in pericolo, tranne quelli che hanno voluto la guerra."
Antonio De Curtis

Creando la natura, l'uomo e tutti gli esseri viventi, affamati e mortali, Dio ha spaccato il mondo in prede e predatori: ne consegue un diluvio universale di interessi conflittuali tra chi regala la vita e chi infligge la morte.
E noi umani ci mettiamo del nostro alimentando la guerra tra istruiti e ignoranti, capaci ed incapaci, altruisti ed egoisti, onesti e criminali, potenti ed impotenti, ricchi e poveri,  pacifisti e guerrafondai. 
E per buona misura abbiamo aggiunto anche i conflitti di genere, sesso, religione, razza, ideologia e chi più ne ha più ne metta.
Perciò, è inutile fingersi scandalizzati, rientra perfettamente nella "norma" che le imprese farmaceutiche e di pompe funebri, sia pure con finalità opposte, stappino spumante all'arrivo di una pandemia. E che le imprese edili lo stappino alla prima scossa di terremoto che invece terrorizza chi ha una volta pericolante sulla testa. E che le industrie belliche abbiano stappato alla notizia che Putin ha invaso l'Ucraina un anno fa e ridotto alla fame e alla disperazione un intero Popolo, perché fingendo di difendere gli ucraini e scacciare l'invasore, stanno svuotando i depositi di armi invendute. Così come è normale che le imprese finanziarie stappino champagne quando sentono parlare di recessione, di rischio fallimento, di default, perché sono certissime che i consumatori di credito, dai semplici cittadini, agli imprenditori, agli Stati, faranno la fila agli sportelli per farsi spennare a colpi di ipoteche sulla casa, villa al Mare, automobile, chalet di montagna o yacht, o offrendo agli speculatori vagonate di debito pubblico, con spread in decollo verticale.
È inutile scandalizzati: il mondo va "avanti" allegramente solo "a passo di gambero". 
Tutta la filiera del mercato, è super progettata per abusare di ogni essere vivente, culturalmente, politicamente, economicamente e finanziariamente dalla sala parto al posto tomba.
Attenti a non cadere dal pero: i problemi li ha creati Dio creando tornadi, nubifragi, siccità, carestie, epidemie e pandemie, sconvolgimenti climatici, terremoti ed eruzioni vulcaniche. 
E nell'eventualità che queste catastrofi fossero insufficienti per tenere acceso il rogo della conflittualità uomo contro uomo, uomo contro natura, e Stato contro Stato, Dio ha disseminato gli esseri umani di stupidi, criminali e matti da legare. 
E noi "intelligenti come capre" (e mi scuso con le capre per l'infelice accostamento) abbiamo piazzato la ciliegina sulla torta elevando la guerra a regola e la pace a introvabile eccezione.
Quindi c'è solo da capire come si possa evitare tra due interessi "l'un contro l'altro armati", che vinca chi scommette sulla morte o perda borsa e vita chi osa ostacolarlo. 
Cultura, politica e finanza, avrebbero (il condizionale è d'obbligo) la funzione di evitare gli scontri assassini tra interessi conflittuali: tra prede e predatori.
Ma a tutt'oggi, dopo aver massacrato di abusi interi popoli e interi continenti; come massimo impegno politico, i predatori ci mettono le casse da morto per la raccolta delle vittime innocenti nel Mediterraneo. E in Ucraina, sono un lusso introvabile anche quelle.
Franco Luceri

martedì 28 marzo 2023

Come tutti i geni, Enrico Mattei faceva ombra a 360 gradi


L’autosufficienza energetica garantita da Mattei, fu il motore del Boom economico italiano. Ma la lievitazione della ricchezza privata che è sempre una benedizione per lavoratori e piccoli imprenditori, non lo è altrettanto per i banchieri, che vedono i loro profitti finanziari smontarsi come la panna, ogni volta che gli si assottiglia la clientela bisognosa di mutui e prestiti.
Quindi i Banchieri hanno interesse ad ostacolare la crescita del PIL per poter vendere credito usurario a imprenditori, lavoratori, istituzioni e Stati. Che non avendo da attingere denari sufficienti dai contribuenti squattrinati sono costretti ad elemosinarli all’onestissimo mondo finanziario.
Mattei vivo era un volano di ricchezza e una benedizione per gli italiani poveri. Ma era una maledizione per le multinazionali energetiche a cui faceva concorrenza e per il mondo finanziario, a cui di riflesso, assottigliando la clientela da spennare, assottigliava i profitti.
Io non so chi possa aver avuto più interesse di tutti a fermare la valanga produttiva di ricchezza di Enrico Mattei; ma alla sua morte una enorme quantità di profitti si è spostata dai poveri ai ricchi, dal mondo dei lavoratori e piccoli imprenditori onesti, (ieri benestanti oggi ricchi solo di insolvibilità) al mondo affaristico corrotto e guerrafondaio che a 360° rischia di mettere seriamente in forse il futuro dell’umanità.
Franco Luceri

sabato 25 marzo 2023

Al mercato "slot machine" i Banchieri vincono i Popoli perdono


In Italia, mezzo secolo fa, il Barone di una Università prestigiosa era una Super Autorità, tanto rispettato e potente, che per invitarlo in qualche congresso, si doveva predisporre una passerella di tappeti rossi dalla limousine alla porta del bagno se mai avesse avuto bisogno.
Idem per i politici di lungo corso che in banca entravano da padroni e dalla porta dei padroni. Un ingresso con maniglie in oro, col direttore in funzione di portinaio, e inchinato in segno di rispettoso saluto: posto che la nomina dei direttori di banca una volta dipendeva solo dai superpotenti della politica. Dagli Andreotti fermamente convinti che "il potere logora chi non c'è la". 
Ma ora, dopo mezzo secolo di cultura e politica "fraudolenta", professori, professionisti e politici hanno accesso in banca dalla porta per gli addetti alle pulizie, previa perquisizione, e sempre che si siano recati là col cappello in mano per elemosinare.
Chi ha capito come quando e perché i banchieri, senza fatica, sono riusciti ad alleggerire il POTERE, prima ai Baroni dell'università e delle professioni e poi ai Machiavelli di lungo corso, avrà capito anche come sottrarre 8 miliardi di umani all'appetito famelico della Finanza e delle Multinazionali, che per naturale istinto di conservazione sono saltate sul carro dei banchieri giustamente nati per vincere.
Perché, se ogni cittadino avesse un portafoglio gonfio e inesauribile di denaro e non avesse più bisogno di lavorare, (alla faccia del reddito di cittadinanza) non rifiuterebbe il lavoro scarsamente retribuito; ma correrebbe a cercarsi il più ricco lavoro del mondo per assassinarlo a mani nude.
Un tale di cui mi sfugge il nome diceva:
"Far dipendere la vita dal possesso di beni materiali rende gli umani rapaci. Garantirla sempre e comunque rende indolenti." Allora cerchiamo con moderazione e gradualità questa benedetta terza via prima che sia tardi.
Franco Luceri

sabato 18 marzo 2023

Nuovo traguardo "scientifico" assumere robot e licenziare lavoratori


Posso meno di niente. Ma se potessi, mi affretterei a togliere dal vocabolario italiano la parola "governo", perché induce noi poveri umani alfabetizzati a casaccio e ciechi come talpe, ad illuderci che la "scienza", (politica in primis), avendo consapevolezza e controllo della realtà è in grado di prevenire o risolvere problemi. Invece ammucchia patacche scientifiche, fino a perdere il conto e il controllo di uomini mezzi e natura.
Pensavamo che le case italiane, che ci costano un occhio, in costruzione, manutenzione e tributi, fossero un capolavoro di Ingegneria edile; invece, ultima scoperta scientifica UE, sono "indecenti", vanno rivestite. d'urgenza col "cappotto termico". E magari puntellate perché il terremoto non le renda più assassine di una pandemia.
In Italia servono 1560 miliardi per cucire il "cappotto" a 8 milioni di abitazioni. Ma a sentire Confedilizia sono 11 milioni,  le case che secondo l'Unione Europea devono togliersi la "canottiera" e indossare il "cappotto" per rimanere "a norma Green".
Altra grandiosa scoperta scientifica UE. Le automobili erano un "capolavoro" della scienza (omologate costruite, collaudate, strapagate, targate, assicurate, ora vanno rottamate perché sono inquinanti: avvelenando la natura uccidono l'uomo. Servono le automobili elettriche ecologicamente pulite, ma non le hanno ancora inventate. E si rischia per l'ennesima volta di cadere dalla padella alla brace.
E ancora, la carne di vitello era l'oggetto del desiderio del buongustaio ma di colpo è diventata inquinante, va sostituita con la "bistecca" di insetto altrettanto nutriente ma "Green". E scusate se è poco!
Anche la sacralità della Scienza sanitaria, dopo tre anni di pandemia incomincia a diventare discutibile.
Se i sacerdoti della scienza fossero classificati giuridicamente imprenditori; per la quantità di danni che nell'ultimo secolo hanno regalato ai popoli cosiddetti progrediti, (fedeli e instancabili finanziatori) al massimo domani mattina dovrebbero correre in tribunale a consegnare i libri contabili (il conto dei profitti incassati e dei danni arrecati ) e farsi dichiarare falliti.
Tentando di asservire il Creato all'uomo, gli apprendisti stregoni della scienza hanno finito per asservire congiuntamente uomo e creato al mondo irresponsabile della politica e cannibalesco della Finanza e del mercato, con guasti sociali e ambientali incalcolabili e inarrestabili.
Ora fallita miseramente e tragicamente quella illusione ( pensate agli sconvolgimenti climatici assassini che già da ora si abbattono sull'intera comunità mondiale ) gli "scienziati" vorrebbero passare alla successiva, con la graduale conversione del lavoro umano in robotico. Insomma si pensa di impiegare più robot e meno lavoratori. Gli scienziati della robotica non hanno sentito ancora parlare di interi continenti, miliardi di lavoratori disoccupati che girano inutilmente il mondo rischiando la vita in cerca di lavoro e salario che non c'è.
Non è escluso che i robot perfezionati al massimo, possano battere gli uomini per quantità e qualità di produzione; e insieme, mondo scientifico, finanziario e imprenditoriale a caccia di guadagni facili e crescenti possano essere tentati di trasformare i lavoratori, da attori in spettatori, da occupati in disoccupati squattrinati e affamati.
E quindi resta da capire se il robot, con la sua probabile superproduttività, riuscirà a compensare la distruttività degli umani, quando, esclusi dalla filiera produttiva e affamati incominceranno ad arrabbiarsi seriamente e per tenerli in vita da consumatori si dovrà pensionarli dalla nascita e fino alla morte. E non s'è capito da quale portafoglio tireranno fuori i denari.
Temo perciò che la fede scientifica continui ad illudere l'umanità, perché non sembra voler capire che a questo mondo niente può essere fatto contro l'uomo e contro la Natura, solo per soldi e potere.
Su 8 miliardi di umani, ne basta uno arrabbiato o ammattito al punto giusto per scatenare la fine del mondo pigiando il tasto terrificante della guerra atomica, o catastrofe nucleare.
No, non vanno rottamati e sostituiti da robot i lavoratori poco alfabetizzati, ma le teste d'uovo della "fanta-scienza" che nella scatola cranica hanno un pulcino in putrefazione.
Pensate alla razza dei pedagogisti che ha formato i cervelli alle due squadre di tifosi napoletani e tedeschi, che ieri a Napoli, pur separati dalle forze dell'ordine, hanno devastato un intero paese.
E questo è niente. Chi volesse la ciliegina sulla torta provi a riflettere sulla sacra "legge del mare" sacra guanto e più della religione.
L'Italia circondata dal mare, è come una ciambella di salvataggio lunga 1200 km per 530 di larghezza, gettata in acqua per salvare immigrati da est ovest e sud. In totale 8300 km di coste a disposizione di chi ha scambiato l'inferno Italia per Paradiso.
Se un clandestino osasse entrare via terra in uno Stato rischierebbe una sventagliata di mitra. Se invece finisce o si getta in acqua in uno dei mari che bagnano l'Italia, la nostra Guardia Costiera ha l'obbligo di rischiare la vita per salvarlo, asciugarlo, vestirlo, sfamarlo, e noi poveri contribuenti alloggiarlo, istruirlo, stipendiarlo, prima e meglio che se fosse italiano.
È tutta qua la logica filosofico giuridica nazionale e mondiale in fatto di immigrazione via acqua e relativi salvataggi.
Se provi ad invadere uno stato clandestinamente via Terra ti sparano; se invece lo fai via mare e per le condizioni avverse gli addetti al salvataggio falliscono, gli va da Dio se invece della galera, finiscono linciati fino alla morte come fascisti con le mani insanguinate. Vedi Matteo Salvini e ora anche il presidente Meloni.
Non potrei giurarci, (e sinceramente mi auguro di sbagliare) ma temo che gli psichiatri italiani si siano consegnati prigionieri per sfinimento ai "matti del potere": infaticabili produttori di catastrofi culturali, sociali, politiche, economiche e ambientali.
Franco Luceri

domenica 12 marzo 2023

Finita la festa gabbato lo Santo


Posto che ogni essere umano deve mangiare almeno una volta al giorno per vivere; qualunque vero Stato di diritto ha l'obbligo di predisporre le condizioni giuridico-economiche per cui il diritto alla vita di ogni cittadino sia concretamente esercitabile attraverso il lavoro e il guadagno, o al peggio, prontamente tutelato e risarcito dalla magistratura.
Quindi c'è solo da stabilire quale politica e quale giustizia può evitare che il cittadino a cui siano stati negati o violati i diritti, finisca in galera perché ha rubato per vivere, o nel mondo dei più per mancanza di risorse.
Perché il suo sacrosanto diritto alla vita rientra si a pieno titolo fra le "buone intenzioni" dei governanti, ma poi, le mille istituzioni burocratiche che devono garantirlo concretamente, si arrogano il potere,  "finita la festa di gabbare lo santo". Finita la campagna elettorale e incassati i voti, miracolo dei miracoli, tutti i diritti costituzionali si convertono in doveri tributari morosi.
Perciò chi governa un popolo, ha tre possibili scelte: 
--- mantenere una percentuale di cittadini ignoranti e improduttivi a spese dei produttivi fino a farli fallire. 
--- istruirli perché sappiano produrre autonomamente e onestamente in un sistema economico reso ricettivo per lavoratori e imprenditori onesti;
--- o (come attualmente in Italia)   lasciarli ignoranti disoccupati e sussidiati, tanto da predisporre popolo e Stato alla guerra civile o al default.
Quindi, chi ha l'onere di governare, ha due giganteschi rompicapo:
--- come rendere un sistema sociale giuridicamente inclusivo ed economicamente ricettivo;
--- e come rifornirlo di forza lavoro giustamente formata per produrre ricchezza per sé e contribuire alle necessità finanziarie dello Stato.
Per ora (in Italia) questo tipo di scelte rientra fra le migliori intenzioni della politica, imbattibile nel lastricare a pelo lucido le vie dell'inferno, perché non ha ancora capito come rendere inclusivo il sistema economico, e lascia che una grossa percentuale di cittadini finisca esclusa, sussidiata o fallita; e quindi, di diritto o di fatto a carico dei piccoli contribuenti condannati a foraggiare in maniera crescente lo Stato..
Forse per mettere riparo allo sfascio attuale dovremmo cercare di capire se è più utile un sistema economico esclusivo per "superdotati" o uno inclusivo che non lasci a casa improduttivo o sussidiato nemmeno lo scemo del villaggio.
Posto che il sistema esclusivo è accessibile e produttivo solo per i più preparati o dotati (ma che poi non si lasciano spremere tributariamente manco dal padreeterno); mentre in uno inclusivo, può produrre utilità sociale chiunque abbia un margine accettabile di capacità fisica e intellettiva. 
Perciò resta da stabilire se chi governa è in grado di conservare improduttiva la marea dei poco istruiti e mantenerli con la ricchezza (inafferrabile) prodotta dagli istruiti; oppure farebbe meglio ad includerli tutti, invalidi compresi; prima che l'attuale esperimento politico "elitario a casaccio" si concluda tragicamente per tutti.
Franco Luceri

sabato 4 marzo 2023

Incrollabile illusione dei popoli cambiare il mondo con la politica


Prima e meglio dell'arca di Noè, senza capitano e senza pilota automatico, senza professori, giornalisti, politici, industriali, banchieri, generali e guerrafondai, il pianeta Terra si è fatto da solo una passeggiata di milioni di anni garantendo a tutti gli esseri viventi, (analfabeti ma non ignoranti), presente e futuro. 
Ora, straripa di presidenti, governanti, direttori, amministratori, accademici e premi Nobel superalfabetizzati, ma non ha alcuna intenzione di garantirgli manco pane e acqua, se non daranno un taglio a l'avvelenamento fisico e intellettivo dell'intero creato.

Rendendo gli esseri viventi capaci di acquisire tutta l'intelligenza istintiva necessaria per muoversi e usare la natura senza reciproci danneggiamenti, Dio aveva reso il mondo vivibile e la vita un dono per tutti: uomini, animali, piante, virus, batteri, muffe e chissà cos'altro per centinaia di migliaia di anni.
Poi è arrivata l'istruzione e l'informazione, e in una manciata di millenni ha sprogrammato anzi resettato i cervelli fino a cancellare totalmente l'intelligenza istintiva (presente e infallibile in tutti gli esseri viventi dalla formica al dinosauro e passando per l'uomo) e li ha riprogrammati tanto da mettere l'uomo in guerra non soltanto con il Creato ma persino con se stesso.
Il contadino, il pastore, il pescatore, il boscaiolo, (se protetti dalle patologie cerebrali indotte dalla "incultura") avrebbero saputo istintivamente procurarsi di che vivere senza derubare il prossimo o danneggiare la natura.
Mentre l'intellettuale, l'uomo di "scienza", ha difficoltà persino a trovare la via di casa, se sconfina dal perimetro della sua conoscenza razionale, che per renderlo produttivo gli ha cancellato la conoscenza istintiva. 
Tant'è che i ladri si sprecano non fra i lavoratori poco acculturati ma fra le teste d'uovo della scuola, stampa, politica, finanza, mercato. Come dire che politica e finanza sono disoneste perché la cultura ha disegnato sistemi sociali talmente giganteschi e conflittuali che nemmeno i migliori geni della politica e della finanza, affiancati e supportati da interi eserciti di comitati tecnici scientifici, (CTS) sono riusciti a comporre il mosaico della "globalizzazione" costituito da montagne di tasselli che al primo tentativo di accostarli diventano devastanti quanto il fiammifero gettato sulla benzina. Tant'è che gli omicidi, le rivoluzioni, le guerre, le migrazioni, i fallimenti e le catastrofi ambientali ormai sono senza soluzione di continuità.

Forse noi umani siamo vittime di un grande equivoco. Da cittadini sovrani ci sentiamo liberi di muoverci senza limiti al pari degli animali, dimenticando che non potremo avere mai la stessa consapevolezza, perché gli animali sono rimasti alunni del Creato, sono dotati dell'istinto per muoversi con intelligenza nell'habitat in cui sono nati.
Noi umani invece siamo un prodotto culturalmente modificato, programmati non per "fare bene" un mestiere o una specifica professione, ma "per fare soldi" partecipando al festival della distruzione, produzione, consumo, profitto.
Insomma è la cultura non la politica a delimitarci la libertà consapevole e produttiva. Quella illimitata che pretendiamo dalla politica è libertà omicida o suicida.
Un ingegnere, un avvocato, un commercialista che osasse entrare e muoversi liberamente in una sala operatoria, sarebbe inconsapevole e pericoloso più di un elefante in una cristalleria. 
Un professore di italiano che non conoscesse le lingue, spostato in un'altra nazione, fra un popolo che parla un'altra lingua, sarebbe un Illustrissimo analfabeta.
Insomma, è una tragica illusione pensare che sia la "buona" politica a rendere il cittadino illimitatamente libero, consapevole, responsabile. 
A delimitare la libertà degli uomini che non vogliono essere distruttivi, è la qualità e quantità della loro "cultura" se degna di questo nome.
Il peggiore tiranno di qualunque Popolo non è politico, economico o finanziario, ma culturale. Ogni individuo può muoversi senza danno per sé e per gli altri, nello spazio circoscritto della sua specializzazione.
Nemmeno il più genio del mondo ha la percezione totale della nazione In cui vive o peggio dell'intero pianeta. E quindi possiamo dire che la civiltà umana è come una nave piena zeppa di ufficiali ma priva di capitano che abbia il controllo totale del mezzo e degli uomini, che sappia tracciare o modificare una rotta che salvi tutti.

Al capezzale del mondo malato gli intellettuali accreditano a sé i meriti del poco che sembrerebbe funzionante; e addebitano i guasti che affliggono l'umanità ai loro colleghi intellettuali prestati alla politica, Industria e finanza. Servirebbe un bagno mondiale di autocritica, partendo dal grande Carl Gustav Jung che ci ha fornito la chiave con queste inequivocabili parole:
"Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male"

Franco Luceri

sabato 25 febbraio 2023

Senza istruzione e lavoro anche i popoli sovrani finiscono schiavizzati


Se tutto il bene del mondo ha origine dall'uso responsabile e costruttivo della libertà individuale; il male non può che scaturire dall'uso opposto.
Le istituzioni politiche e finanziarie di qualunque Stato hanno il potere di aggiungere o togliere libertà e indipendenza ai popoli, spostando risorse finanziarie e umane tra scuola, stampa e artigianato.
Ma se è semplice abusare politicamente della libertà altrui a colpi di leggi, decreti e regolamenti, che privilegiano o penalizzano questa o quella classe sociale; formare ogni singolo cittadino con la giusta istruzione e informazione teorica e pratica perché nel lavoro possa fare buon uso della propria libertà di artigiano, professionista o burocrate è un autentico rompicapo persino per il Padreterno. E sono certo che LUI vorrà perdonarmi questa peccaminosa blasfemia.
La libertà dei popoli è l'arma più potente del mondo (pensate alla fine ingloriosa che da millenni fanno tutti i tiranni, quando i popoli schiavizzati decidono che basta) ma perché di questa arma micidiale si  faccia buon uso, e non ABUSO, bisogna garantire ad ogni singolo cittadino una quantità e qualità di conoscenza e moralità ancora sconosciute nel terzo millennio cristiano.
Vi basta osservare in che pietose condizioni è ridotta l'Italia dopo tre quarti di secolo di istruzione obbligatoria, lavoro facoltativo, e inoccupazione sussidiata.
Chi illudendosi di saper governare abusa di intere popolazioni lasciandole ignoranti e di conseguenza sempre più disoccupate e povere non faccia voli di fantasia con la borsa e la vita dei contribuenti, si predisponga al peggio.

Qualunque tipo di libertà da usare con onestà e intelligenza, va chiesta a chi forma cervelli nelle aule scolastiche, a chi nelle redazioni completa il lavoro di formazione con libera informazione, ma soprattutto ai " MAESTRI DEL FARE ", agli artigiani che insegnano da millenni a "pensare facendo" e ahinoi diventati in Italia come i panda, razza a rischio estinzione.

Perciò è criminale e alla lunga suicida chi pensa di poter governare un popolo sfasciando scuola, stampa e artigianato, e quindi attentando alla libertà di istruzione, informazione, lavoro, guadagno e contribuzione a milioni di cittadini come in Italia.
Se nel vostro mestiere o professione (per fare soldi o carriera) vi hanno insegnato ad abusare del prossimo e a truffarlo, derubarlo o danneggiarlo fingendovi suoi fedelissimi servitori, vi hanno indotto ad usare la vostra personale arma della Libertà in maniera "omicida-suicida".
Omicida, mentre la usate contro quelli più deboli di voi per derubarli fingendo di aiutarli o peggio salvarli; e suicida, quando Voi, (abusatori da strapazzo) finite per subire come ogni altro umano ignorante e impotente, LA  LIBERTÀ  DEI  SUPERPOLITICI   E SUPERBANCHIERI, che amano a tal punto la borsa e la vita dell'intera comunità mondiale, da "custodirle" entrambe a colpi di devastazioni ambientali, rapine economico finanziarie e guerre assassine.

I vecchi contadini (scarpe grosse e cervello fino) il titolo di analfabeti se lo portavano con orgoglio al pari di un titolo accademico. Gli bastava il lavoro per essere liberi e autonomi. Non serviva altro.
Oggi in democrazia, senza mestiere o professione, (senza conoscenza teorica e pratica) il lavoro te lo sogni. La politica non garantisce né istruzione, né mestiere, né lavoro. 
E senza istruzione e occupazione, si è "liberi e sovrani finti"; liberi di rubare o schiavi dell'elemosina di Stato, concessa dai tiranni "democratici" quando gli serve per comprarsi il consenso o contenere il dissenso.
Franco Luceri

venerdì 24 febbraio 2023

Senza istruzione e lavoro anche i popoli sovrani finiscono schiavizzati


Se tutto il bene del mondo ha origine dall'uso responsabile e costruttivo della libertà individuale; il male non può che scaturire dall'uso opposto.
Le istituzioni politiche e finanziarie di qualunque Stato hanno il potere di aggiungere o togliere libertà e indipendenza ai popoli, spostando risorse finanziarie e umane tra scuola, stampa e artigianato.
Ma se è semplice abusare politicamente della libertà altrui a colpi di leggi, decreti e regolamenti, che privilegiano o penalizzano questa o quella classe sociale; formare ogni singolo cittadino con la giusta istruzione e informazione teorica e pratica perché nel lavoro possa fare buon uso della propria libertà di artigiano, professionista o burocrate è un autentico rompicapo persino per il Padreterno. E sono certo che LUI vorrà perdonarmi questa peccaminosa blasfemia.
La libertà dei popoli è l'arma più potente del mondo (pensate alla fine ingloriosa che da millenni fanno tutti i tiranni, quando i popoli schiavizzati decidono che basta) ma perché di questa arma micidiale si  faccia buon uso, e non ABUSO, bisogna garantire ad ogni singolo cittadino una quantità e qualità di conoscenza e moralità ancora sconosciute nel terzo millennio cristiano.
Vi basta osservare in che pietose condizioni è ridotta l'Italia dopo tre quarti di secolo di istruzione obbligatoria, di lavoro facoltativo, e inoccupazione sussidiata.
Chi illudendosi di saper governare abusa di intere popolazioni lasciandole ignoranti e di conseguenza sempre più dipendenti e povere non faccia voli di fantasia, con la borsa e la vita dei contribuenti, si predisponga al peggio.

Qualunque tipo di libertà da usare con onestà e intelligenza, va chiesta a chi forma cervelli nelle aule scolastiche, a chi nelle redazioni completa il lavoro di formazione con libera informazione, ma soprattutto ai " MAESTRI DEL FARE ", agli artigiani che insegnano da millenni a "pensare facendo" e ahinoi diventati in Italia come i panda, razza a rischio estinzione.

Perciò è criminale e alla lunga suicida chi pensa di poter governare un popolo sfasciando scuola, stampa e artigianato, e quindi attentando alla libertà di istruzione, informazione, lavoro, guadagno e contribuzione a milioni di cittadini come in Italia.
Se nel vostro mestiere o professione (per fare soldi o carriera) vi hanno insegnato ad abusare del prossimo e a truffarlo, derubarlo o danneggiarlo fingendovi suoi fedelissimi servitori, vi hanno indotto ad usare la vostra personale arma della Libertà in maniera "omicida-suicida".
Omicida, mentre la usate contro quelli più deboli di voi per derubarli fingendo di aiutarli o peggio salvarli; e suicida, quando Voi, (abusatori da strapazzo) finite per subire come ogni altro umano ignorante e impotente, LA  LIBERTÀ  DEI  SUPERPOLITICI   E SUPERBANCHIERI  MONDIALI, che amano a tal punto la borsa e la vita dell'intera comunità mondiale, da "custodirle" entrambe a colpi di devastazioni ambientali, rapine economico finanziarie e guerre assassine.
Franco Luceri

sabato 18 febbraio 2023

La scienza allevia dolori non debella malattie


In natura le cose sbagliate non esistono; mentre nella civiltà umana non esistono di giuste in eterno: è tutto provvisorio.
Ciò che oggi sembra scientificamente perfetto, quando l'errore salirà a galla e diventerà visibile, sarà facile capire che si sta danneggiando pianeta e umanità.
Il mondo non può arricchirsi di cose sbagliate, se non dove e quando è ricco di persone sbagliate. E affidare riparazioni, manutenzioni o modifiche alle stesse persone che hanno sbagliato è un costoso e tragico "passatempo".
Il mondo della Cultura produce guasti formando soggetti specializzati nella produzione di cose che oggi sembrano buone. Ma se domani risultassero veleno per l'umanità o per il pianeta nessuno potrebbe eliminarle per due ragioni: perché lo specialista come ogni altro umano ha necessità di produrre per vivere e perché non ha la cultura per produrre altro, essendo specializzato per fare solo quel tipo di danni.
Se si costruisce un sistema sociale con troppe cose e persone sbagliate, si aggiunge danno al danno tentando di riparare i guasti, perché è quasi certo che sono indotti da carenza culturale e/o carenza finanziaria.

Per un secolo il mondo della cultura della politica e del mercato italiano ha indotto i cittadini a comprare e usare auto inquinanti e a costruire "case a torso nudo o in canottiera", sotto la supervisione dei poteri pubblici e pagando tributi a vagonate per progetti, autorizzazioni, collaudi, manutenzioni e uso.
Ora le auto vanno rottamate e le civili abitazioni dovranno togliersi velocemente la "canottiera" e a costi stratosferici indossare il "CAPPOTTO".
Casa e auto che all'umanità costano la vita, comprate anche da pochi giorni con mutui trentennali, diventeranno fuori legge tra pochi anni. Non potendo essere né usate né vendute così come sono avranno valore sotto zero. 
Per l'Europa non sono più ecocompatibili. E se si vorrà ripararle nei tempi e nei modi stabiliti dalla UE, in Italia si rischierà una catastrofe socio economica senza precedenti storici.

Insomma, è inutile girarci intorno. All'apice di tutti i problemi del mondo c'è uno solo. L'istruzione, diversamente da come pensano i più, non è il vaccino contro la dilagante e universale pandemia dell'ignoranza, che ci affligge tutti, ma il virus. Laurea e Master non uccidono ma mettono all'ingrasso il virus dell'ignoranza, perché la specializzazione è una forma (questa sì scientificamente perfetta) di sequestro del cervello. 
Blocca ogni capacità tempestiva, intelligente e "SOSTENIBILE" di cambiamento, ogni qualvolta una scoperta scientifica, dopo un secolo di "onorato servizio" si dimostra sbagliata:  assassina del bene comune.

Non per niente il bravo Henrik Ibsen diceva che: "Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro".

E se è meglio feriti che morti: scienziati, politici, industriali e banchieri che hanno sbagliato la ricetta di casa e auto, provvedano di tasca propria, altrimenti il collasso dei sistemi sociali sarà garantito.
Franco Luceri

domenica 12 febbraio 2023

Anche l'economia ha un problema di "lievito madre"


In Italia, la formula del "lievito madre" per il profitto onesto l'hanno solo gli imprenditori onesti. Gli altri, al meglio sono ladri di galline.
I Banchieri, al pari dei Mugnai, hanno montagne di farina finanziaria; ma il talento di Fornai, per lievitarla e convertirla in "pane":  beni, servizi, profitto onesto, salari e tasse lo hanno soltanto gli imprenditori.
Chi si immagina il banchiere come un super imprenditore, un miracoloso "padreterno" moltiplicatore di pani e pesci, sarà pure un arco di scienza ma di imprenditoria non ne capisce una mazza.
L'unico fornaio del libero mercato capace di sfamare un popolo, di lavoro, salario, beni e servizi, tassi e tasse è l'imprenditore onesto da non confondere con il "prenditore mordi e fuggi" di cui l'Italia è stata ricchissima durante il boom economico, ma poi "i prenditori" hanno delocalizzato in massa verso i paradisi fiscali e ci hanno lasciato le macerie finanziarie da spalare.
Chi per sfruttare l'imprenditore onesto, si arroga il potere di condizionarlo, ostacolarlo, rincretinirlo e paralizzarlo a colpi di leggi decreti regolamenti e balzelli finanziari e tributari che lo costringono a chiudere o fallire, se non si rassegna a corrompere i suoi carnefici, attenta alla vita di milioni di lavoratori e relative famiglie.
Che ci piaccia o no, la “storia insegna a tutti gli umani”, ma non si perde in chiacchiere a promuoverli o bocciarli singolarmente.
Promuovendo o bocciando il sistema socio politico economico che ha saputo darsi il mondo della cultura, è come se sparasse nei suoi confronti un unica sentenza di assoluzione o condanna.
Non sta lì a contare ad uno ad uno quante teste d’uovo ci  sono nella scuola, quanti laureati e masterizzati realmente capaci sono finiti nelle singole professioni, redazioni, istituzioni, imprese, banche, sindacati, partiti, o in fuga verso altri popoli meno stupidi di quello italiano.
Non la intriga per niente stilare l’elenco dei buoni e cattivi, geni e idioti, galantuomini e farabutti. La storia è orgogliosamente qualunquista e non ci pensa manco alla lontana ad assolvere le immancabili eccellenze di ogni classe sociale.
Ha giudicato e condannato con questa logica il popolo russo comunista, il tedesco nazista, l'italiano fascista.
Ora è sul punto di sparare la sentenza riguardo al popolo italiano democratico, con milioni di intellettuali geni, ma con un sistema Stato che ama i "Mugnai" e odia il "Fornai Onesti" e i loro lavoratori che al meglio finiscono sfruttati o licenziati.
Franco Luceri

- La politica italiana è assediata come "Troia"


Con la politica assediata da cultura e finanza, l'Italia si è arricchita di:
--- Intellettuali esperti in "analisi" utilissime per la conservazione dei poveri e "soluzioni" miracolose per l'arricchimento dei ricchi.
--- Corrotti che svendono il potere al migliore offerente.
--- E rapaci della finanza e del mercato, che armati di denaro fino ai denti governano di fatto popolo e Stato come un pollaio di galline ovaiole, decidendo chi ha diritto di vivere perché fa le "uova", (genera profitto per banchieri e Industriali) e chi farebbe meglio a contribuire al profitto dei "becchini", perché non produce o non consuma abbastanza.
Perciò, grazie alla "politica dei rapaci allevatori di polli", l'impoverimento crescente che affligge laboratori e piccoli imprenditori, invece di indurre per tutti una logica contrazione dei profitti, continua a generare accumulazione crescente per le elites culturali, politiche, industriali e finanziarie.
Temo che gli intellettuali italiani abbiano una grande capacità di far funzionare il sistema Italia ma senza gli italiani dentro. Sono un po' come i gommisti che non riescono a riparare una ruota forata con l'auto in movimento.
In Italia la politica non ha scampo. Se non si predispone docilmente da utile idiota, al condizionamento cervellotico UE e alla corruzione nazionale e mondiale, finisce tra l'incudine dei poteri sociali e il martello demolitore dei poteri finanziari, industriali e militari che rivendicano (persino in conflitto fra loro) il diritto al boccone più grosso.
Perciò le condizioni fisiologiche o patologiche dell'Italia e temo del mondo dipendono dall'interazione di questi tre poteri: sociali, politici e finanziari.
Se non si riuscirà a liberare la politica dall'eccessivo condizionamento dei poveri e classe media sempre più bisognosi, anche in conseguenza del pianeta sempre più malato; e dalla fame ossessivo compulsiva dei banchieri, industriali e guerrafondai sempre più rapaci, la democrazia compiuta e la pace sociale potremo solo sognarcela.
In Italia, i potenti di qualunque razza si sono ritagliati libertà e privilegi fuori misura e vanno ridimensionati con dosi massicce di responsabilità per riportare in condizioni di galleggiamento la barca che sta colando a picco.
Ovunque la politica è l'unico servizio intellettuale che garantisce una qualità inversamente proporzionale al costo. Ormai non cava un ragno dal buco, ma ci costa un occhio tumefatto e sanguinante da pugile che per sua disgrazia è ancora sul ring.
Bisogna trovare la formula perché la crescita del costo della macchina statale sia giustificata dalla crescita oggettiva della qualità dei beni e servizi pubblici concretamente erogati.
La via d'uscita credo sarebbe pagare profumatamente i lavori di burocrati, politici e giudici, ma "alla consegna", come fossero appaltati ad un imprenditore edile, che solo alla consegna dell'opera chiavi in mano e a norma di legge incassa il prezzo pattuito.
Per le scelte politiche che risultassero concretamente produttive di sviluppo, la classe politica e burocratica sarebbe legittimata ad incassare il meritato compenso. Per i fallimenti e la disoccupazione crescente, per le recessioni e stagnazioni, per l'inflazione a due cifre, per lo spread in decollo verticale, tutti i maneggioni irresponsabili del potere pubblico, un piatto caldo dovrebbero chiederlo alla Caritas come i cittadini che hanno impoverito con la loro "politica".
Perché, incassare compensi per causare catastrofi socio economiche e ambientali a ripetizione, è una mostruosità giuridica che in Italia dura da troppo tempo, e sta accompagnando popolo e Stato al default e alla guerra civile.
Lamberto Ferdinandi

sabato 4 febbraio 2023

La "sovranità" conditio sine qua non dello stato di diritto


Una persona può dirsi "normale" se ha corpo e cervello e libera se ha denaro sufficiente.
Anche lo Stato può definirsi "stato di diritto" se è costituito dai 3 elementi che fanno "normale e libero" un uomo:
--- il "corpo", cioè un territorio abitabile, produttivo e inviolabile;
--- il cervello (cioè cittadini capaci di provvedere onestamente a se stessi, e contribuire alla collettività e allo Stato senza arrischiare la propria o altrui incolumità;
--- e la sovranità monetaria per fronteggiare qualunque crisi: economica, sanitaria, ecologica o bellica, ove fosse impossibile attingere risorse dai contribuenti, che se stanno subendo l'emergenza hanno già le tasche bucate; o per non consegnarsi prigioniero ai "filantropi" finanziari che spremono gli stati come limoni e muovono i politici da burattini.
Come dire che il mondo straripa di cittadini normali; ma gli stati normali sono ancora in fase di studio. Per la costruzione servirà un'altra manciata di millenni.
Nessun popolo al mondo ha un proprio territorio inviolabile. 
Nessun Popolo ha un livello di sapere scientifico sufficiente a formare cittadini capaci di prevenire o risolvere problemi (anche se straripa di cacasenno che promettono un miracolo al giorno come galline ovaiole. 
E dei 200 popoli del mondo, solo qualche decina ha sovranità monetaria e quindi il potere di affrontare le emergenze stampando e spendendo moneta propria, senza consegnarsi agli strozzini mondiali o strangolare i contribuenti per spremergli ricchezza inesistente fino ad istigarli a delinquere per rimanere a galla.
In Italia le crisi sono in grado di vederle solo i contribuenti onesti "cornuti e mazziati". Negli ultimi 50 anni, le geniali istituzioni italiane hanno lavorato alacremente per impedire che la vendita dei lecca lecca ai bambini di prima elementare avvenisse senza scontrino fiscale, arrecando allo stato un danno erariale "mortale" !
Ma nel contempo hanno lasciato al nord, (strizzando l'occhio agli evasori ed elusori miliardari) la possibilità di crescere economicamente, tanto da comprarsi i politici a colpi di mazzette, e a sud la possibilità di crescere mafiosamente e impunemente.
Mentre i piccoli imprenditori onesti e illusi del nord e del sud schiacciati da mafia, banche strozzine e fisco rapace, finivano a centinaia suicidi; nelle regioni del sud, "come geniale soluzione" si lasciava a pochi capomafia la possibilità di sconfinare dal crimine al commercio accumulando guadagni incalcolabili. Grazie ai quali si sono comprati omertà e complicità diffusa, nonché protezioni politiche, burocratiche e professionali (almeno così ci racconta la stampa).
Pescando dal ricco mondo delle "tre scimmiette" che non vedono, non sentono, non parlano un po' per paura e molto per convenienza, e per tre decenni di fila.
Quindi l'Italia nel suo insieme è un paese ricco di cittadini normali, con intelligenza e cultura normale, ma con una quantità di denaro sufficiente solo se prodotto in maniera criminale, perché lo stato italiano non avendo una moneta propria, per affrontare una crisi, deve strangolare i piccoli contribuenti onesti (i ricchi corruttori o criminali non hanno mai pagato in vita loro) o consegnarsi agli strozzini mondiali, barattando in un colpo solo democrazia e sovranità.
Perciò l'Italia va ripensata dall'alfabeto alle tabelline. In questo paese parlare di sovranità monetaria è un tabù. 
E pure lo vede anche lo scemo del villaggio che il denaro e all'apice delle priorità; e senza sovranità monetaria, senza un salvadanaio da rompere in caso di emergenza, non resta che rassegnarsi a finire colonizzati e vivere da accattoni a rimorchio del "generoso" mondo finanziario, così ben descritto da Egidio Ruini di Modena

"A partire dall’ultima decade del secolo scorso la finanza ha subito un mutamento al pari di un organismo geneticamente modificato passando da una funzione di fisiologico supporto dell’economia reale ad un ruolo di totale sostituzione e dominio della stessa."

Perciò, chi ha tempo da perdere provi a domandarsi: 
Per i quasi 200 Stati del mondo privi di SOVRANITÀ MONETARIA, la concentrazione di ricchezza della FINANZA mondiale, per i popoli spremuti come limoni e condannati a lavorare per fallire, è medicina miracolosa o veleno mortale?
Franco Luceri

sabato 28 gennaio 2023

Comunismo e liberismo vanno reinventati


Karl Marx avrà sbagliato qualcosa col suo comunismo, se gli stati comunisti sono venuti giù come ricotte mal fatte.
Ma siamo certi che Adam Smith le ha azzeccate tutte col suo liberismo?
Se Dio ha creato gli umani "a fame continua" (se non mangiano almeno una volta al giorno schiattano); come fa il liberismo a farsene carico, se nella migliore delle ipotesi garantisce "produttività alternata": brevi sviluppi e lunghe recessioni, nonché costanti sconvolgimenti climatici che distruggono almeno un terzo della produttività mondiale?
Per una piccola minoranza che schiatta di obesità nei sistemi Liberali, quanti muoiono di fame?
Non so Karl Marx come si possa sentire orgoglioso della sua idea filosofica.
Ma temo che Adam Smith non se la passi meglio, vedendo in che condizione è ridotta l'umanità e il pianeta con il suo liberismo che ormai la fa da padrone, ma uccide di sfruttamento e fame, più di quanti umani ne salva.
Franco Luceri

Riciclaggio affarista della mafia stragista italiana


In Italia, tre quarti di secolo di lotta alla mafia, si sono conclusi con lo Stato super indebitato, e l'ultimo capo mafia che ha accumulato profitti miliardari, mutando camaleonticamente da stragista in affarista.

Il super ricercato Matteo Messina Denaro ( finalmente assicurato alla giustizia ) s'è fatto 30 anni di latitanza libero e indisturbato, e a sentire la tv, ha goduto di protezioni e complicità da regnante. 

E ora, col vaso di Pandora scoperchiato, dovremmo convincerci che: 

se alla stessa fonte dell'economia legale, cioè i "servizi finanziari e professionali privati", può accedere liberamente e senza fare rumore, anche la mafia; la mafia che incassa da tutti e non paga nessuno arricchisce; e dopo le imprese fallisce anche lo Stato.

Perché il mafioso, terrorizzando, ottiene il massimo; mentre l'imprenditore onesto, sgozzato da strozzini, esattori e affaristi rapaci, alla lunga, per ovvio istinto di conservazione, finisce per rassegnarsi a servire la mafia che lo sfama e non lo Stato che lo affama.

Se osasse opporre resistenza allo "stato criminale" contando sulla protezione dello Stato di diritto, rischierebbe di finire come Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino e altre vittime della mafia conosciute e sconosciute.

Quindi dovremmo domandarci: perché, pur utilizzando le stesse "armi" dello Stato, banche private e professionisti privati, "soldi e sapere", la mafia vince e lo Stato perde?

Forse perché nessun banchiere e nessun professionista che di regola specula a proprio vantaggio e a danno dello Stato, avrà mai il coraggio di danneggiare un mafioso, sapendo bene che con quel tipo di cliente è operativa una sola clausola: "la borsa o la vita".

Per avere la forza di servire lo Stato e negare servizi, complicità e protezione alla mafia, banchieri e professionisti (depositari delle due sole "armi vincenti" nel libero mercato globale: SOLDI e SAPERE) dovrebbero essere protetti più degli stessi Giudici, che già non lo sono stati e ancora non lo sono abbastanza.

Quindi è inutile girare in tondo.

Se lo Stato si ritrae e lascia il vuoto, privatizzando "soldi e sapere", che avrebbero dovuto essere solo e soltanto pubblici a garanzia del bene comune e della sovranità nazionale, e in alcune regioni lascia dilagare la povertà per carenza di mezzi o miope calcolo elettorale, la mafia avanza, cresce e vince economicamente, diventando intoccabile "stato" nello Stato.

Franco Luceri

sabato 21 gennaio 2023

Perché in Italia piove con e senza governo ladro?


Se un popolo sovrano affida al Premier il governo dello Stato, ma pretende di giudicare le capacità del governante, prescindendo dalle proprie condizioni culturali e socio-economiche di popolo "governato", se non è da TSO poco ci manca.
È come far sedere al posto di guida di un rottame da sfasciacarrozze, un campione di Formula 1, e poi imputargli tutti i guasti del catorcio che da lì non s'è mosso manco fosse un asino  recalcitrante.
In Italia, chiunque sia incaricato di governare, si trova in queste pietose condizioni. 
Il mondo "geniale" dell'informazione, abituato a prescindere dalle tragiche condizioni culturali del Popolo e burocratiche e finanziarie dello Stato, imputa i guasti che si susseguono, agli autisti incapaci o disonesti della politica.
Ma ora siamo nei guai; con Giorgia Meloni premier, la serie dei governi ladri si è interrotta, ma non accenna a spiovere. La pioggia di catastrofi continua regolarmente anche col 68esimo governo, perché, secondo la stampa italiana, il premier, pure se non ruba, puzza leggermente di fascismo.
I 67 governi precedenti hanno contribuito a fare dell'Italia un finto paese progredito, civile e democratico, accettando che ogni "pioggia" dovuta alla stupidità, all'egoismo o alla cattiveria del Popolo, sia imputabile e imputata al "governo ladro".
Ora, orfani di un comodo "governo cleptomane", a cui imputare i danni da pioggia inopportuna; i giornalisti hanno qualche difficoltà a capire perché in Italia il diluvio è senza soluzione di continuità; ma pescando nel fascismo e magari pure nel nazismo, qualcosa si inventeranno a carico della Giorgia Meloni. Se non a questa, in qualche sua vita precedente.

È inutile agitarsi, non c'è scampo!
Per un ritardato cronico che fa un tamponamento, la colpa è sempre della sua automobile: giura e spergiura che i freni non hanno risposto ai suoi riflessi fulminanti. E magari lui ronfava.
Invece, per chi il tamponamento lo ha subito, l'auto tamponante è assolta con formula piena. Colpevole è solo l'autista: avrà preso la patente a rate, avrà alzato il gomito in osteria, smanettava o parlava al telefono, si è distratto incrociando una bionda in minigonna, o litigava con la moglie.
Perciò è inutile agitarsi, parliamone dopo. Ora aspettiamo che la scienza riesca a montare sul corpo dei governanti le teste dei governati e viceversa.
Franco Luceri

giovedì 19 gennaio 2023

Gli investimenti pubblici italiani sono costruttivi quanto una guerra atomica


Ieri, scambiandomi per un addetto ai lavori, un amico Facebook voleva sapere da me quali sono in Italia i settori più ricchi di scienza e perciò meglio funzionanti. 
Gli ho risposto, non sono informato, ma a naso credo siano quelli esclusi dalla "mangiatoia" della legge finanziaria.
Perché, dove arriva il fiume miliardario degli investimenti pubblici, corrompe scienza e coscienza e fa danni, a dir poco, quanto una guerra atomica.
Per tre quarti di secolo, il sud, povero di investimenti e servizi pubblici, ma ricco di esattorie per razziare tributi, ha fatto meno rumore della ricchezza del Nord: silenzio assordante, nessuna rabbia, nessuna rivendicazione, nessuno sciopero. 
Almeno per mezzo secolo, solo i dipendenti pubblici sindacalizzati hanno rivendicato diritti. Mentre i piccoli imprenditori tartassati, usurati o falliti si sono suicidati a centinaia da sud a nord senza fare rumore.
Poi la politica, (come cane da tartufi), sentendo a livello nazionale profumo di voti, decise di comprarseli finanziando poveri e disoccupati (in crescita persino al nord) con quasi 9 miliardi di euro l'anno. E ora, miracolo dei miracoli, dopo la sanità in coma irreversibile e le bollette ammazza imprese, sapete quale è il terzo problema italiano più spinoso?
IL REDDITO DI CITTADINANZA.
Perciò, rassegnatevi; dove arriva il denaro pubblico (cioè la diligenza da assaltare) arrivano i problemi assassini dei popoli e devastanti per il pianeta: parassitismo, scuola e sanità in liquidazione fallimentare, corruzione, distruzione ambientale, debito pubblico, economia in disarmo e mafia in lievitazione tumultuosa.
Non siete ancora convinti che i soldi pubblici garantiscano sfascio? Provate a riflettere meglio come sono messe in Italia le istituzioni che ci costano di più: scuola, lavoro, sanità e giustizia. E sulla politica affrettatevi a stendere un velo pietoso.
Prima che ai piccoli contribuenti arrivi il profumo degli investimenti: cioè le nostre tasse che imboccano la via del ritorno ai cittadini convertite in servizi pubblici degni di questo nome; i "filantropi" della finanza e del mercato e i "signori" della corruzione, della guerra e della mafia, avranno già gettato le loro reti a strascico per ripulirseli alla faccia mia, nostra e vostra!!!
Da alcune ore le forze dell'ordine hanno assicurato alla giustizia un mafioso latitante da 30 anni, e apprendiamo con sconcerto che l'economia italiana è fallimentare per le imprese oneste ma è fertilissima per le organizzazioni mafiose (ormai diventate per quantità di miliardi prodotti "stato" nello Stato) ramificate in ogni campo dell'economia mondiale, al pari di multinazionali.
Come dire che lo Stato italiano impegnato a combattere l'evasione da lecca lecca senza scontrino, non si è accorto che facendo fallire i piccoli imprenditori onesti, (evasori per necessità), aiutava le holding mafiose ad occupare tutti gli spazi liberati e a crescere fino a diventare Intoccabili.
Insomma lo Stato Italiano ha vinto  la guerra contro la mafia stragista assicurando alla giustizia il capomafia latitante da 30 anni. 
Ma la guerra contro la mafia economica aiutata a radicarsi con profitti miliardari a livello mondiale, fino a condizionare pesantemente la politica dei singoli stati strozzati dai debiti (vedi Italia) ora sarà un autentico rompicapo.
Franco Luceri

domenica 15 gennaio 2023

Alla longevità delle religioni contribuisce più l'ignoranza o la scienza?


Posto che nel mondo le religioni sono ovunque vincenti, mentre le politiche sono fallimentari a prescindere; sarebbe interessante capire se è la qualità del messaggio teologico ad assicurare alle religioni ricchezza di fedeli e vita millenaria in ottima salute.
Credo si possa ipotizzare che gli esseri umani nascono con una fame insaziabile e insaziata di certezze; e salvo rarissime eccezioni, ormai nella scienza e nella politica trovano solo promesse mancate: fame, malattia, disperazione, persecuzione, catastrofi assassine, default e guerra civile.
In aggiunta ai governi ladri che piovono sul bagnato; i migliori fornitori di fedeli per le religioni, (salvo poche illustrissime eccezioni) sono gli apprendisti stregoni della scienza che bombardano i popoli di "soluzioni miracolose" per lo sfruttamento di molti e l'arricchimento di pochi.
Ultimo traguardo della scienza alimentare europea: ieri la UE ha legalizzato (come ottima alternativa alle carni tradizionali) l'uso della farina di Grillo. Dal filetto di vitello alla brace, alla spaghettata "cricrì".
Ormai i chierici armati di teologia, hanno facile e semplice funzione contabile nel successo millenario delle religioni. Possono persino entrare o uscire a piacimento dalla politica o dal mercato senza un graffio.
Sono i "geniali sacerdoti della scienza" con i loro fallimenti garantiti, ad assicurare alle religioni un pienone di fedeli, spostando vagonate di consenso, dalle risibili certezze scientifiche al servizio della politica sciroccata, alle inossidabili certezze della religione che agli umani vivi non ha mai promesso nemmeno una quattro soldi bucata. Solo vita eterna per tutti: ciò che da vivi è incontestabile.
Dopo almeno un decennio di istruzione obbligatoria e informazione da lavaggio del cervello, i cittadini sono lasciati liberi di zigzagare tra scienza (reggi coda della politica) e religione di qualunque tipo.
Senza istruzione si governerebbero da cavernicoli, ubbidendo all'unica legge immutabile nella storia dell'umanità: "morte tua vita mia". Con l'istruzione, (almeno per i più) quella legge diventa fuorilegge. 
Scuola e stampa insegnano a non uccidere singoli individui, perché ci pensa la scienza al servizio della politica ad uccidere di sfruttamento economico e finanziario interi popoli, portandogli via a prezzi rapina: gas, petrolio, materie prime, metalli preziosi in modo che l'impoverimento costringa intere popolazioni a migrare verso gli Stati europei e americani ricchi di cultura e politica coloniale e consumistica.
Insomma, ciò che è criminale per i singoli individui; per chi governa, armato di mostruosità giuridiche e scientifiche, è normale cannibalismo economico: sposta fedeli a vagonate dalla politica alla religione; e ovunque i chierici commossi ringraziano !!!
Franco Luceri

martedì 10 gennaio 2023

Enrico Mattei fu ucciso per la sua grandiosa politica economica


Enrico Mattei aveva il "pessimo vizio" di non ricambiare la cortesia, riconsegnando il potere agli avversari.
Come imprenditore, come dirigente pubblico, e come politico, faceva politica economica trovando "soluzioni" in funzione del bene comune, ma a tutt'oggi sconosciute in Italia.
Non conosceva il "buon governo Letta", quello che è servito per consegnare il governo alla Meloni, né la "buona politica berlusconiana" per restituire la cortesia ai sinistri.
Facendo buona politica economica impediva i travasi di potere a destra e a manca; e quindi per i politici italiani Mattei non era addomesticabile: lavorava per rafforzare e conservare la sovranità del Popolo e dello Stato italiano.
A colpi di soluzioni geniali faceva POLITICA a 360 gradi, che quando è degna di questo nome, è insieme fascista e comunista, senza essere né fascista, né comunista suicida.
Assicurando a l'Italia autosufficienza energetica contribuì al boom economico, alla massima occupazione, alla crescita del PIL e grazie ai tributi al buon funzionamento dello Stato.
Una politica così intelligente non poteva mai essere gradita ai politici italiani abituati più che a governare, a consegnare il governo agli avversari.
Mattei è morto non perché voleva la sinistra o la destra fuori dal potere, ma per impedire, da buon imprenditore, che l'Italia dipenda come ora dal "buon cuore" (dei poteri forti mondiali) di chi la vuole ridotta al default e alla guerra civile: insomma a colonia straniera come siamo adesso, in svendita continuata, a saldi di fine stagione democratica.
Mattei avrebbe dovuto frequentare le attuali scuole comuniste italiane per capire come indurre gli elettori a riconsegnare il potere ai fascisti.
Ma Mattei, diversamente dai comunisti italiani che si accorgono solo ora che la loro "ottima" politica ha asfaltato la strada del governo alla fascista Meloni; non è stato mai nemmeno per un giorno "una bella addormentata nel bosco", ci vedeva chiaro ampio e lungo senza l'aiuto dei politologi: né sinistri parigini, né destri italiani.
Mattei è morto perché era un gigante, non un nano: non lasciava il lavoro a metà, né fuggiva davanti al pericolo.
Franco Luceri