sabato 27 ottobre 2018

Rottamare le ideologie conviene?


Se noi umani non siamo mai stati adeguati a governare culturalmente e fisicamente il mondo, o un singolo sistema sociale, un comune, un condominio, una famiglia e persino noi stessi; pensare che prima o poi da qualche parte ci piova la politica assolutamente perfetta a correzione della cattiva è demenziale.
Ecco perché gli ideologi sono tutti truffatori. Convincono le masse che la verità sta tutta a destra o tutta a sinistra: nel liberismo o nel comunismo. Salvo poi incriminare i destri degli errori sinistri e i sinistri degli errori destri.
Ma finalmente l'Italia è uscita dalle prigioni ideologiche di massima sicurezza e dopo la politica "renzusconi" è passata senza grossi strepiti alla politica "salvimaio".
Speriamo che questo sia l'inizio della fine delle mistificazioni ideologiche in cui istruzione, informazione, politica, giustizia, sindacalismo e mercato hanno imprigionato per 7 decenni il popolo italiano. E peggio ancora l'intera Europa.
Nel mondo esistono solo tracce di verità e vanno cercate come diamanti o pepite d'oro in tutte le direzioni possibili e immaginabili. 
Chi si ritiene unto del Signore o portatore sano di tutta la verità del mondo, o anche solo quella che gli basta come singolo, corra a comprarsi una camicia di forza e se sono iniziati i saldi, si accaparri mezza dozzina che fa un affarone.

lunedì 22 ottobre 2018

In politica i rossi e i neri sono compagni di merende

Per quanto si tenti di diversificare la politica, tutti i politici del mondo rientrano in due grandi famiglie:
1)  i "ROSSI" che si dichiarano apertamente al servizio dei poveri ma ne moltiplicano la specie, perché da utili idioti finiscono per favorire puntualmente dalle caverne ad oggi l'arricchimento dei ricchi.
2)   e i "NERI" che studiano le migliori tecniche di macellazione  sociale, per impoverire e ridurre i popoli a "barboni", ingrassare i banchieri e incassare lucrosi compensi alla faccia delle famiglie povere da cui spesso provengono.
Insomma è abbastanza improbabile che i ricchi accettino di impiegare i loro denari per salvare i poveri, se così mettono a rischio la propria crescita finanziaria, o peggio l'incolumità.
Se proprio sono costretti a spendere, preferiscono finanziare la scuola che conserva i popoli ignoranti e la stampa che provvede a colpi di mistificazioni e disinformazioni a renderli abbastanza stupidi, da finire con crescente rassegnazione in bocca ai banchieri lupi e agli esattori cannibali.
Perciò rinunciate a cercare altro. In ogni angolo del pianeta i saggi, i ricchi e i potenti non hanno grandi scelte occupazionali: o da utili idioti consegnano poveri al mattatoio della burocrazia, Giustizia, finanza e fisco; o da grandi professionisti della macellazione finanziaria li accoppano.

giovedì 18 ottobre 2018

Si apprende solo facendo e fallendo


Mi auguro proprio che questa sia una fake news.
Sembra che gli intellettuali occidentali morti da millenni stiano meditando all'insaputa di San Pietro un suicidio di massa. Per gli effetti nefasti della loro cultura sulle attuali generazioni, filosofi e matematici non reggono più dalla vergogna.
Che gli analfabeti o i poco alfabetizzati si aggrappino alla politica come ancora di salvezza alla ricerca di un lavoro o in alternativa di un reddito, possono anche capirlo.
Ma che i laureati e persino i prof disoccupati si aspettino dal vicepremier Gigino un dignitoso lavoro dipendente possibilmente pubblico o in mancanza un reddito di cittadinanza di €780 gli sta mandando in ebollizione il cervello, e se non corrono da uno strizza che gli induca a rassegnarsi finiranno tutti per togliersi la vita, scusate volevo dire la morte.
Perché loro non erano soltanto i padri della cultura occidentale ma sapevano farne buon uso pratico. Sapevano che la cultura che non ti induce a produrre autonomamente da imprenditore non è cultura.
Perché se pensi senza fare non fallisci se non fallisci non apprendi e se non apprendi non cambi, dicevano i saggi di una volta.
Questa è la ragione per cui la politica italiana di destra e di sinistra davanti e di dietro di sopra e di sotto e a 960 gradi è tutta ugualmente inconcludente.
È fatta da pensatori puri che non hanno mai fatto un tubo. E non avendo fallito non hanno appreso e non avendo appreso non possono cambiare nemmeno una virgola dello schifosissimo status quo.
Praticamente gli individui capaci di fare politica sono quelli che stanno per portare i libri contabili in tribunale non quelli che stanno andando all'università a ritirare il titolo di prof o di dott. che garantisce la loro infallibilità teorica e irresponsabile, quella che sta mandando in ebollizione il cervello ai vecchi Platone e Pitagora che sapevano bene quale immenso valore ha la vera cultura che ti induce a realizzare da lavoratore autonomo responsabile ciò che hai pensato.
Ti induce a domandarti cosa puoi dare tu allo Stato e alla collettività da imprenditore o da libero professionista, non cosa prendere, e il più delle volte con abuso di potere.

venerdì 12 ottobre 2018

In democrazia la libertà uccide la sovranità

Se Dio ha fatto l'uomo schiavo della sua testa facendolo ignorante e non di rado anche stupido; e della sua pancia, dovendo produrre per mangiare e mangiare per vivere, qualunque cultura  e  qualunque politica gli faccia credere che è libero di non istruirsi ed è libero anche di non lavorare e farsi mantenere dalla famiglia e dalla collettività, è cultura  e politica criminale, perché induce gli individui e i popoli al parassitismo e alla lunga popolo e Stato alla bancarotta.
Il singolo può sentirsi libero di rifiutare l'istruzione e il lavoro, ma poi rimanendo povero e bisognoso attenta alla libertà degli altri perché pretende di essere mantenuto curato istruito difeso informato e governato a regola d'arte. In altre parole la libertà incondizionata che garantiscono le democrazie è politica terroristica.
È ovvio che  il singolo individuo che non ha adeguate risorse psicosomatiche non può e non deve essere obbligato a lavorare produrre e contribuire.
Ma tutti i soggetti che rifiutano il lavoro autonomo pur avendo acquisito a spese della collettività la cultura per farlo, e si fanno mantenere dalla famiglia o dallo Stato sono dei terroristi che attentano l'equilibrio economico dei sistemi sociali e del sistema Stato.
Ma per le leggi italiane e forse mondiali sono legalmente liberi di scegliere di vivere da autonomi o da parassiti.
Quindi la libertà incondizionata fa delle democrazie un ventre molle perché le condanna allo sfascio economico.
Questa è la ragione per cui lo stato italiano si è tirato dietro per 7 decenni almeno 3 milioni di disoccupati fissi che ora sono diventati 5 milioni. Per non parlare dei milioni di laureati che sono fuggiti all'estero a caccia di lavoro dipendente.
Libertà e solidarietà sono due diritti costituzionali fondamentali del sistema Italia ma sono maledettamente in conflitto. La libertà dei lavoratori dipendenti uccide quella degli autonomi.
I soggetti che per anni rifiutano di inventarsi un lavoro autonomo pur avendo acquisito una o più lauree e aspettano che gli piova lavoro dipendente possibilmente pubblico, attentano alla libertà di chi un lavoro autonomo se l'è creato indebitandosi come un Cristo in croce e per legge è obbligato a pagare tasse e mantenerli.
Se le democrazie erano così all'epoca di Platone non saprei. Ma a giudicare da quella italiana, dove la longevità media delle piccole imprese infestate di parassiti pubblici non va oltre 2 anni, temo che i principi filosofici e giuridici su cui si fondano le moderne democrazie possano essere leggermente avariati tanto da renderle ingovernabili persino affidate a milioni di teste d'uovo della Scienza e della Tecnica imboscati da parassiti nelle istituzioni dello Stato.

martedì 2 ottobre 2018

A Norimberga processate la cultura europea

Dopo il primo genocidio per odio, l'Europa ha consumato il secondo per eccesso di amore indottrinando e ingrassando i popoli.
Non lo ha mai sospettato nessuno, lo stiamo capendo piano piano tutti col senno di poi, ma in politica gli eccessi di bene e male sono entrambi assassini. E ora c'è il rischio che si debba riaprire il Tribunale di Norimberga alla ricerca di una via intermedia meno demenziale.
Invogliando gli europei a comprare cose lì si è indotti a non comprare figli, ad abortirli, e ora a mettere riparo al crollo demografico importandoli (al pari di fauna animale) tutti cresciuti dall'Africa, e mantenendoli al posto dei propri, tanto da realizzare una perfetta sostituzione di popolo, un genocidio in apparenza altamente morale, affettuoso e premuroso, ma di fatto altamente immorale e forse pure criminale.
Questa volta non è semplice stabilire chi è il carnefice e chi la vittima, ma il mondo della cultura deve finire al completo sul banco degli imputati per aver massacrato il cervello dei popoli e delle classi dirigenti fino ad indurli al suicidio demografico, al genocidio auto inflitto. Più che i responsabili, questa volta a Norimberga si dovranno cercare gli irresponsabili.
In condizioni normali ci vuole poco per capire che un popolo che non figlia si auto condanna a l'estinzione; ma un sistematico lavaggio del cervello indotto da cultura e benessere ha impedito agli italiani e ad altri popoli europei lanciati sulla via dei diritti senza doveri e dell'arricchimento facile e immeritato, di percepire le tragiche conseguenze della mancata natalità.
Chi possa fermare oggi questa giostra di matti, forse è Dio l'unico a saperlo.

Disfati dell'acqua sporca ma salva il bambino


È la cosa più semplice del mondo affermare che fra un partito e un cesso di stazione di campagna senza sciacquone non c'è differenza.

Alcuni politici italiani hanno totalizzato fino a mezzo secolo di carriera girandosi inutilmente tutti i partiti dell'Arco costituzionale, senza riuscire mai a trovare uno che sia pulito come un lenzuolo candeggiato ammorbidito asciugato e stirato a puntino. 
Gli stracci tirati fuori dalla cuccia del cane, non reggono il confronto con "l'altissima igiene morale" dei partiti politici italiani. E mi scuso con i cani per l'infelice accostamento.
Quindi criticare i partiti è un po' come riscoprire l'acqua calda a ferragosto.
Le pulci vanno fatte singolarmente agli uomini di partito non ai partiti. Dentro o fuori da qualunque partito la responsabilità resta sempre individuale, l'idiota va trattato da idiota, il genio da genio, il farabutto da farabutto.
Buttare l'acqua sporca anzi putrida dei partiti e delle ideologie senza salvare il "bambino" (il singolo politico che merita rispetto) che merita di essere salvato è demenziale qualunquismo per chi cerca applausi facili dagli imbecilli come lui.
Che in un governo ci possano essere soggetti inqualificabili è la cosa più normale del mondo, (anormale è chi si scandalizza) ma non ci si libera della mela marcia buttando all'aria la cesta, l'intero governo.
Questa tecnica in Italia è stata super collaudata, posto che in 7 decenni da Palazzo Chigi sono passati premier politici e premier tecnici e super tecnici ministri sottosegretari e portaborse in quantità industriale e nessun partito ne è uscito pulito.
Conte Di Maio Salvini e Casalino magari saranno tutti provvisti di scheletri negli armadi ma sono scheletri rigorosamente personali.
Chi pensa di infilarli tutti a forza nell'armadio di Conte (e sempre che Conte un armadio personale ce l'abbia) o è un idiota o è un farabutto.

domenica 30 settembre 2018

In Italia la buona cultura produce buona politica?

Nella scuola italiana arrivano alunni da ogni parte del pianeta e i nostri prof non hanno difficoltà a formare qualunque tipo di cervello. 
Ma una volta formati culturalmente gli individui e i popoli, nessuna politica al mondo è in grado di governarli onestamente, produttivamente e con giustizia sociale.
Per i politici italiani non è un rompicapo solo governare immigrati, ma qualunque tipo di popolo con qualunque cultura, qualunque religione, qualunque condizione sociale e di qualunque territorio.
Se governano produttivamente il nord affamano il sud, governano bene i lavoratori e uccidono i padroni, e se governano bene i padroni uccidono i lavoratori.
Se mettono a punto la politica ideale per un popolo cattolico discriminano gli individui di altre religioni fino ad istigarli al terrorismo.
Insomma per farla breve i politici italiani hanno difficoltà a governare persino il comune di Rocca Cannuccia, anzi la loro stessa famiglia.
Chi pensa che la politica possa condizionare pesantemente la cultura, provi a guardare le nostre università sono piene di alunni di tutte le razze e i nostri prof sono come chiavi passepartout entrano in tutti i cervelli, mentre i politici hanno difficoltà ad entrare nelle tasche dei contribuenti e persino dei loro stessi familiari per prelevare un centesimo bucato, senza doversi inventare una rapina tributaria.
Se i prof restano prof fino alla morte, ma se promossi Premier falliscono e cadono come birilli, o si sputtanano peggio di analfabeti, vedi Prodi Monti e Fornero, sicuramente vuol dire che la politica non è in grado di condizionare la cultura, altrimenti non le chiederebbe di formare solo popoli ingovernabili. 
Ma possiamo affermare con altrettanta sicurezza che la cultura non è in grado di condizionare, anzi sabotare la politica? Posto che di malacultura non è mai morto un solo prof, mentre da Palazzo Chigi per malapolitica non esce vivo nessuno, manco il prof più prof del mondo infilato a forza nella stanza dei bottoni.
E se in Italia la serie dei malgoverni continua, Palazzo Chigi sarà giusto rinominarlo "cimitero dei cervelloni della malacultura, immolati sull'altare della loro malapolitica, da cui ingenuamente si ritenevano immuni".

martedì 25 settembre 2018

Col Governo Conte gli italiani hanno rottamato le ideologie.

In politica il caos ha origine dalla convinzione sbagliata che si guadagni consenso informando i cittadini degli errori degli avversari, invece di affrettarsi a correggere i propri.
Ma siccome questa tecnica riesce meglio alla maggioranza che ha dalla sua parte il maggior numero di organi di informazione, chi trae il massimo vantaggio dalla valanga di critiche che gli vengono mosse dalla politica e dalla società civile aizzata dalla stampa, è la minoranza, perché capisce ciò che gli elettori a torto o a ragione ritengono sbagliato e riguadagna consenso correggendo se stesso.
Ma poi lo perde se commette lo stesso errore di mettere in luce gli errori degli avversari perché istiga gli elettori a linciarli, a correggerli e poi se cambiano rotta ri-votarli.
Insomma, manipolando disonestamente l'informazione a colpi di falsificazione della realtà, si finisce per spingere gli elettori come ubriachi in uscita dall'osteria a spostare il loro consenso  da destra a sinistra e da sinistra a destra senza mai distinguere i veri errori della politica da quelli creati ad arte per togliere consenso agli avversari.
Tutto ciò garantisce al sistema socio economico sfascio senza fine, perché i vecchi problemi figliano e incancreniscono e le soluzioni latitano.
Questa è l'unica e sola ragione per cui gli italiani dopo 7 decenni di governi destri e mancini istigati a farsi la guerra dalla informazione e dalla magistratura non proprio terza, ha deciso di darsi un governo giallo verde, ambidestro, mezzo comunista e mezzo fascista e delle falsificazioni mediatiche non gliene frega una mazza.
Quindi per il mondo della cultura e della giustizia è diventato suicida spegnere gli incendi con la benzina delle falsificazioni create ad arte per danneggiare gli avversari perché ora  gli italiani credono solo ai fatti. Ai contratti firmati fuori dal governo e rispettati e onorati al governo.
Il resto è Aria Fritta.

mercoledì 19 settembre 2018

La burocrazia italiana è fuori controllo?l

L'Italia ha un solo problema, che nessun Premier potrà mai risolvere: il costo dello Stato che grava sul mercato è talmente astronomico che ha spezzato le gambe agli imprenditori onesti come asini sfiancati dal basto sovraccarico. E chi non si è rassegnato a chiudere o fallire vuol dire che ha preso gusto a corrompere o delinquere.
Per far ripartire il mercato, si dovrebbe alleggerire lo Stato, ma nessun Premier ha un simile potere sulla burocrazia. Quindi vanno messi sotto accusa gli apparati pubblici ladri e sperperatori, non l'illuso Premier o i ministri posti là per il tiro al bersaglio.
I governanti potremmo cambiarli con la frequenza delle mutande, ma se le istituzioni, anzi gli addetti non accettano di  mettersi a dieta e di pesare il giusto, l'asino sfiancato del sistema socio-economico riparte, ma solo sulla via del cimitero,  del default e della guerra civile.

Ora leggetevi ciò che ha scritto il mio amico Sisto Ceci su Facebook il 12 settembre 2016 due anni fa a proposito dello Stato italiano che costa un occhio e rende solo catastrofi. E poi cercate di capire se c'è almeno uno dei problemi elencati che sia stato risolto in questi due anni.

In Sicilia il museo di Mazara del vallo una sola stanza e 18 custodi e 7 inservienti alle pulizie e alla casa museo di Pirandello ci sono 66 dirigenti e la ASL 1 di Napoli ha pagato le fatture dei fornitori 2 volte per 12 anni. 
Non e' certo colpa delle multinazionali globalizzate se nel 99,9% delle ASL italiane si ruba e se migliaia di appalti in Italia sono truccati con stecche e mazzette e le 3 regioni a statuto speciale hanno speso per il personale 750 milioni di € , Crocetta ,Vendola ,Formigoni , Polverini , non li hanno mandati le multinazionali globalizzate ma sono espressione della nomenklatura italiana e se un povero vecchio aspetta 18 mesi per un esame e' perche' l'Italia e' solo l''ultimo pezzo di URSS in Europa percio' agonizza e non si riprende.

domenica 9 settembre 2018

Chi ha visto lavoratori autonomi corra dall'oculista

Gli umani non sono separabili in due classi sociali indipendenti: chi produce soldi e chi lavoro. Perchè chi ha talento per produrre ricchezza, non produce una mazza se non comprando una prestazione lavorativa o rendendo un servizio; e chi può offrire il proprio lavoro muore per strada se non trova chi lo assume per trasformare il suo lavoro in profitto.
Come dire che lavoratore e padrone sono "interdipendenti". Gli indipendenti o gli autonomi esistono solo nella fantasia malata di chi ha il potere di progettare a tavolino la vita dei popoli e da millenni tiene gli umani in una guerra fratricida palese o occulta separando ciò che, in qualunque sistema socio-economico, è inseparabile: lavoratori e padroni.
Pensare che il più civile, costruttivo e giusto rapporto fra datori di lavoro e lavoratori, si ottenga istigandoli culturalmente, sindacalmente e politicamente a farsi la guerra, è la più demenziale e devastante forma di autolesionismo mai inventata da l'uomo.
Che si vogliano marcare le differenze fra lavoratori e padroni separandoli in due diverse classi sociali, passi. 
Ma considerare "indipendenti o autonomi", anche solo gli imprenditori e i professionisti, è stupido come pensare che in una automobile, senza alterarne le prestazioni, la carrozzeria possa fare a meno del motore o il motore della carrozzeria.
O peggio, che un locomotore possa conservare la stessa capacità di carico, rinunciando ai vagoni. O i vagoni possono portare a destinazione uomini e merci rinunciando ad agganciarsi al locomotore.
Un popolo come quello italiano istigato sindacalmente e giuridicamente alla guerra classista, progredisce a passo di gambero: piano in avanzamento e veloce in arretramento se non prende coscienza della interdipendenza delle classi sociali.

martedì 4 settembre 2018

Lavoratori e padroni

Se un tizio intelligente si mettesse a produrre carrelli appendice, si augurerebbe che le industrie di auto producano almeno la stessa quantità di automobili, perché senza le auto predisposte col gancio di rimorchio, i suoi carrelli non avrebbero nessun valore e rimarrebbero invenduti.
Se invece il produttore di carrelli fosse stupido o matto si augurerebbe da suicida che le imprese di auto falliscano in modo da fallire pure lui perché senza auto i suoi carrelli avrebbero il valore di gabbie per allevamento di polli. O di inservibili e invendibili scatole in ferro.
E al pari del produttore di carrelli, un popolo che forma lavoratori dipendenti a vagonate e pochissimi imprenditori, se si augura che le imprese falliscano è matto da legare. 
E se in aggiunta alla politica e al sindacato tutto l'apparato pubblico comunista istiga i lavoratori ad odiare i padroni e sabotare la produzione in modo da fargli licenziare i lavoratori e fallire, quel popolo suicida è condannato prima alla fame e alla disoccupazione, e poi senza scampo alla guerra civile o alla dittatura.
Bene anzi male Noi italiani siamo messi proprio così. Il mondo idiota della cultura forma solo lavoratori dipendenti e sindacati a vagonate e tutti si augurano allegramente che quei fessi degli imprenditori italiani falliscano o delocalizzano così insieme a loro fallisce popolo  e Stato.

sabato 1 settembre 2018

Urge nuova ideologia per pace sociale.


Millenni di cultura umanistica e scientifica e nessun intellettuale è ancora riuscito a pensare uno straccio di idea politica che tenga in buona salute popolo e Stato. 
Anzi di stracci ne hanno inventati a vagonate, ma sono risultati più laceri della carta igienica di pessima qualità.
Il comunismo ci ha azzeccato in pieno la premessa: lo Stato va tenuto in buona salute, curando la buona salute delle famiglie che dello Stato sono i mattoni; ma ha fallito vistosamente la conclusione non avendo mai capito con quali denari lo Stato comunista si tiene in buona salute per poi garantire qualità di vita ai singoli e alle famiglie.
E il liberismo ha commesso lo stesso errore partendo da un'ottima premessa e sconfinando in una conclusione demenziale se non proprio da ospedale psichiatrico. Ha capito bene che i sistemi sociali si reggono sulla produttività di ricchezza, ma per convincere gli individui a produrre, ha indotto tali e tanti falsi bisogni materiali e psicologici nei singoli e nelle famiglie, che ormai non c'è quantità di ricchezza che basti nemmeno se lavorano entrambi i coniugi e in aggiunta i figli appena usciti dalla sala parto.
Questo fatto ha disarticolato le famiglie a tal punto da innescare in ogni nucleo familiare la guerra fra poveri. Tanto che i divorzi e le separazioni sono quanto di più civile sia rimasto nei nuclei familiari, dove la violenza tra coniugi o fra genitori e figli è pane quotidiano. E su stupri e femminicidi meglio stendere un velo pietoso.
Come dal fallimento sociale ed economico delle famiglie potesse derivare un solido Stato di diritto capace di sopperire al tracollo di competitività e produttività delle imprese non è dato sapere.
E non si capirà mai finché le due ideologie incriminate Comunismo e Liberismo continueranno a combattersi.
Solo eliminando gli errori di entrambe e rendendosi reciprocamente complementari potranno tentare di salvare il salvabile.
Le famiglie sono i mattoni sociali del sistema Stato e vanno protette. Ma altrettanta protezione va assicurata alle imprese che sono i mattoni finanziari in grado di assicurare qualità di vita alle famiglie e concreta autosufficienza allo Stato di diritto.
I popoli e gli stati d'Europa hanno toccato il fondo. O il mondo della cultura saprà inventarsi una ciambella di salvataggio o il galleggiamento dei popoli e degli Stati sarà un'impresa garantirlo.
Franco Luceri 

mercoledì 29 agosto 2018

Il Mal-Trattato di Dublino contro italia


Il problema sapete qual è? La scienza è ferma allo strizzacervelli per singolo individuo, ma ora che ci servirebbe per popolo anzi per continente, non abbiamo un solo psichiatra col potere di rendere inoffensivi tutti i buromatti UE.
Che compatti ci ordinano di chiudere la frontiera agli immigrati ma solo a cominciare dalle Alpi, perché non sconfinino a nord. E di spalancarla a sud, a Lampedusa, in Sicilia, in Puglia ovunque. Anzi per facilitare l'invasione di africani che nessuno vuole in Europa, dobbiamo pattugliare il mare, raccoglierli a partire dalle coste libiche, scaricarli nei porti italiani, curarli, nutrirli, alloggiarli e proteggerli e poi pagare l'Europa per averci appaltato questo bel servizio di polizia di frontiera a protezione dei 27 stati UE ma a danno nostro.
E kazzo, se manco questa per voi è intelligentissima politica da manicomio, cos'altro devono fare i poveri burosauri europei per convincervi che sono irrimediabilmente fusi?
Non so se a Dublino si sono riuniti in un ristorante o in una osteria  per scrivere il "trattato dei matti" che è come dicesse al poliziotto di frontiera Italia, tu hai l'obbligo di proteggere dai poveri casa nostra, perciò apri le frontiere, ospitali e mantienilì tutti a tue spese in casa tua.

lunedì 20 agosto 2018

La Costituzione è carrozzeria o motore dello Stato di diritto?


Sappiamo già da un quarto di secolo che l'Italia per essere governabile ha bisogno di una seria riforma costituzionale. Lo capì a suo tempo la destra, ma gli italiani rifiutarono il servizio dell'officina meccanica Berlusconi e portarono l'Italia per una lucidatina dal carrozziere Monti e poi dal carrozziere Letta.
Ma alla lunga anche i sinistri capirono col presidente Napolitano che senza riforma costituzionale L'Italia non avrebbe fatto un passo e l'affidarono alla coppia di apprendisti meccanici Boschi Renzi per una riforma sotto la supervisione presidenziale.
Niente da fare anche questa volta gli italiani bocciarono il servizio meccanico Boschirenzi e si tennero l'Italia in panne.
Eliminato Renzi l'Italia fu affidata a l'istituto di bellezza Gentiloni che però l'ha lasciata costituzionalmente immutata.
Poi sono arrivate le elezioni e gli italiani hanno scelto stellati comunisti a sud e fascisti a nord, che insieme hanno dato vita al governo Conte Di Maio Salvini, ma di riforma costituzionale manco un cenno.
Ora ditemi voi c'è da scandalizzarsi se questo governo fallisce e lascia l'Italia come o peggio di prima, o se la porta a vincere il Gran Premio di Le Mans?
L'Italia è predisposta dalla Costituzione per il governo del non governo. Perché il governo si ammazzi di fatica rivoltando l'Italia come un calzino ma con soluzioni rigorosamente conservative, gattopardiane.
E se non si pone mano a cambiare la Costituzione del 48 ferocemente comunista, un governo col potere di governare il mercato in maniera competitiva e produttiva potremo solo sognarcelo.

lunedì 6 agosto 2018

È la qualità di burocrazia e giustizia a qualificare la politica

Poter imporre tributi fino a ridurre gli onesti al suicidio fa sentire strapotente la politica. Ma questa è un'illusione ottica di breve durata, al massimo una generazione. 
Di fatto  la politica rende impotente se stessa anche solo ad immaginare di poter abusare del Popolo produttore. Perché in questo caso gli onesti che producono rallentano o fermano la produttività giusto per bastare a se stessi e smettono di contribuire agli sprechi furti e truffe della politica.
Dove la politica si sente libera di rubare, i cittadini onesti si sentono altrettanto liberi di non produrre e non contribuire.
L'economia non parte dove ci sono i geni dell'imprenditoria e i lavoratori pronti a farsi sfruttare a pane e acqua, ma dove la politica smette di essere sfruttamento Criminale e ridiventa servizio pubblico.
Volete una ulteriore conferma? La Fiat è rimasta in Italia quando il lavoro costava un occhio (e non erano lavoratori qualificati visto che assumeva contadini barbieri artigiani e commercianti) ed è scappata via dall' Italia quando si è riempita di immigrati sfruttabili a pane ed acqua, perché ha capito che lo Stato italiano poteva solo tassare mai servire.
Se bastassero le buone leggi a qualificare la politica saremmo la prima potenza mondiale. Invece è l'onestà e l'efficienza di burocrati e giudici a fare la differenza. Dove manca quella, per trasformare  le tasse  in servizi  pubblici, il padreterno impegnato personalmente in politica non basterebbe ad evitare sprechi truffe e ruberie.

domenica 5 agosto 2018

I politici italiani giocano a tressette col morto


Sarebbe normale una famiglia che si tenesse il nonno centenario morto e imbalsamato in casa con cui condividere la ricchezza prodotta dal capofamiglia, salvo attribuirgli la responsabilità di tutto ciò che nella famiglia non funziona? Sarebbe minimo da TSO.
Bene, anzi male, il popolo italiano si trova in condizioni peggiori. Accettiamo di tenerci in giro il cadavere centenario del comunismo politico morto e sepolto in ogni angolo del pianeta, lo finanziamo con una quantità astronomica di miliardi per avere un comodo capro espiatorio per tutte le corbellerie, pazzie, devastazioni, appropriazioni e corruzioni truffe e rapine promosse e attuate dal liberismo, unico produttore della ricchezza nazionale e quindi unico finanziatore del comunismo parassita da cui finge di difendersi finanziandolo.
Se una famiglia così è soltanto da t.s.o., un popolo e uno stato ridotto in queste barbare condizioni, col liberismo che finanzia il comunismo imbecille per crearsi una finta opposizione e per attribuirgli le colpe della sua rapacità suicida non ha eguali nel mondo.
Nell'Unione Sovietica la classe politica comunista prima che la libertà di spendere ricchezza aveva il compito di pianificare l'economia e di produrla. E dimostrò di saperlo fare tanto bene da portare la Russia a seconda potenza mondiale. Perché tutta la ricchezza prodotta finiva trasformata in servizi.
In Italia i comunisti che sono stati per sette decenni una schiacciante maggioranza, hanno ripiegato nella comoda funzione di pianificatori dello sfascio e della bancarotta, impositori di tributi e consumatori di ricchezza prodotta dai piccoli imprenditori suicidi e dalle mazzette sganciate dai grandi per accaparrarsi finanziamenti appalti ed esenzioni di imposta.
E siamo andati avanti così  per 7 decenni. Gli imprenditori a produrre, fallire, suicidarsi, corrompere o delocalizzare, e la classe dirigente comunista ad arricchire come maiali tassando, rubando, sperperando, distruggendo.
Ora c'è solo da pregare e sperare che almeno il padreterno ce la faccia a sottrarre al tritacarne comunista idiota e liberista rapace e suicida i tre premièr attuali: Conte Di Maio Salvini prima che sia tardi per loro o tardi per noi.

sabato 4 agosto 2018

In democrazia la politica è vittima di sé stessa.

Poter imporre tributi fino a ridurre gli onesti al suicidio fa sentire strapotente la politica. Ma questa è un'illusione ottica di breve durata, al massimo una generazione. 
Di fatto  la politica rende impotente se stessa anche solo ad immaginare di poter abusare del Popolo produttore. Perché in questo caso gli onesti che producono rallentano o fermano la produttività giusto per bastare a se stessi e smettono di contribuire agli sprechi furti e truffe della politica.
Dove la politica si sente libera di rubare, i cittadini onesti si sentono altrettanto liberi di non produrre e non contribuire.
L'economia non parte dove ci sono i geni dell'imprenditoria e i lavoratori pronti a farsi sfruttare a pane e acqua, ma dove la politica smette di essere sfruttamento Criminale e ridiventa servizio pubblico.
Volete una ulteriore conferma? La Fiat è rimasta in Italia quando il lavoro costava un occhio (e non erano lavoratori qualificati visto che assumeva contadini barbieri artigiani e commercianti) ed è scappata via dall' Italia quando si è riempita di immigrati sfruttabili a pane ed acqua, perché ha capito che lo Stato italiano poteva solo tassare mai servire.

giovedì 2 agosto 2018

Qua i premier pedalano ma l'Italia non si muove


Non mi ritengo abbastanza informato sui problemi italiani e sul potere dei governanti di risolverli. Perciò, per semplice onestà, mi astengo dal giudicare ministri sottosegretari e Premier. Ma ogni tanto mi assale qualche dubbio.
A naso temo che un ministero possa essere il crocevia di tutti i problemi del Popolo e dello Stato, e che là, per sovrappiù, converga un tale groviglio di interessi puliti e da ripulire di tutte le razze: culturali, sindacali, economici, finanziari e politici nazionali e internazionali (freschi o secolari) che un ministro o un Premier, avendo solo debiti da contabilizzare e mai crediti da incassare e usare in soccorso dei poveri, debba essere più che padreterno per ritornare a casa in buona salute mentale, mentre viene doppiamente linciato dai poveri che chiedono aiuto e dai ricchi che non vogliono accollarsi nessuna spesa aggiuntiva.
Persino i parlamentari italiani in pensione non accettano che i loro scandalosi privilegi siano sottoposti a dieta dimagrante a beneficio dei poveri.
Perciò, considerare incapace il governo attuale quando di fatto è impotente, è incurabile miopia.
Alla sua prima uscita da Palazzo Chigi Berlusconi disse bella macchina ma si sono scordati di montare un volante.
Come dire gli italiani si dotano di un governante ma senza potere di governare.
Dopo di lui lo capì anche Renzi e tentò di spostare potere su Palazzo Chigi con la riforma costituzionale ma sappiamo che fine ha fatto la riforma e Renzi.
Ormai in Italia non dobbiamo chiederci se abbiamo un Premier capace di governare, ma se ha il potere di farlo.

mercoledì 1 agosto 2018

Un vero sistema sociale si guasta, ma si lascia aggiustare.


Visto che noi umani non abbiamo ancora capito, con tutta la scienza di questo mondo, come governare in maniera intelligente manco il comune di Rocca Cannuccia, vuol dire che dobbiamo darci un taglio alla mania di rendere sempre più complessa la cultura e dobbiamo semplificare drasticamente. Altro che intelligenza artificiale e robotica.
Poi dobbiamo rassegnarci all'idea che soltanto il denaro fa la differenza tra chi vive e chi muore. Quindi chi non produce denaro, chi lo spreca, chi lo ruba, chi non garantisce giustizia sociale, non è solo stupido, truffatore o ladro, ma feroce assassino. Fa mancare agli altri la materia prima della vita, posto che a questo mondo non c'è più niente di gratis: nemmeno l'aria.
Per i poveri che scappano dall'Africa quale è l'unico mezzo per sperare in una vita diversa? I quatrini messi in mano agli scafisti. Chi non ha quelli anche ammalato o ridotto pelle osso è condannato a morte in Africa.
Chi ha potere deve mettersi al servizio della collettività, perché se non garantisce sapere e avere ad ogni singolo individuo nella giusta misura e qualità, finisce per uccidere i popoli anziché salvarli.
E' come se ricreasse artificialmente la giungla, la barbarie, che rende malati gli Stati di diritto e poi li cura con civiltà finta che elimina gli effetti e conserva la causa dei problemi in modo che i popoli abbiano eternamente bisogno di soluzioni politiche burocratiche giudiziarie per vivere.
E i saggi ricchi e potenti da strapazzo possano abusarsi a piacimento speculando soldi potere e impunità all'infinito.
A tutti questi Cacasenno da strapazzo va detto chiaro e tondo che non esiste un sistema degno di dirsi tale.
Chi critica comunismo fascismo e nazismo ha un sacco di buone ragioni per farlo, Ma chi spaccia Il socialismo e il liberismo per sistemi funzionanti è un truffatore. Perché un sistema è soggetto a guastarsi ma non oppone resistenza a qualunque aggiustamento intelligente. 
Il socialismo è pensato per salvare la classe media a danno delle Elite e il liberismo ha la finalità opposta, salva le Elite e uccide i popoli di sfruttamento bestiale.
Perciò l'umanità s'è mangiata 10000 anni di storia ma non ha ancora inventato un sistema socio politico economico e culturale degno di essere definito tale, perché, pure se è soggetto ad ammalarsi non si oppone alle terapie.
Oggi chi ritiene di avere per il socialismo o per il liberismo una medicina efficace a livello mondiale faccia un passo avanti.
Oppure eviti di spappolarsi il cervello, ingigantendo i difetti del sistema avverso per far apparire migliore il proprio.
Qui lo dico e qui lo nego: socialismo e liberismo forse e ripeto forse potrebbero salvare l'umanità rendendosi complementari. Ma continuando a farsi la guerra e a spacciarsi come alternativi, sono perfetti solo per truffare l'umanità e produrre insanabili devastazioni e genocidi.

sabato 28 luglio 2018

Chi fa paga pure per chi pensa da cane


Ma l'umanità è piena di problemi per colpa dei lavoratori sfaticati, degli Imprenditori ladri, dei politici corrotti o degli intellettuali truffatori?
Io direi che una buona fetta di problemi la producono gli intellettuali perché incassano per rendere un servizio ma se il loro servizio non produce effetti positivi ma devastazioni hanno incassato i loro guadagni e non devono rendere conto a nessuno.
Un muratore che costruisce una casa deve garantirne la funzionalità per un certo numero di anni. Se la casa non regge per tutto il tempo della garanzia, lui risarcisce o va in galera come assassino.
Un professore incassa un certo guadagno garantendo che i soggetti che ha istruito sapranno lavorare produrre ricchezza onesta pagare le tasse poi incassare la pensione e godersela fino alla morte.
Un sindacalista guadagna per garantire lavoro e salario ai lavoratori nonché pensione per la vecchiaia, ma se pur avendo condizionato pesantemente  la politica e il mercato questo non avviene, loro hanno già incassato, non rendono conto a nessuno e non risarciscono nessuno.
Un chirurgo deve garantire che l'operazione salva la vita. Ma se dalla sala operatoria il paziente esce morto si sa bene che il chirurgo ha fallito. E può essere processato e condannato.
In altre parole chi pensa guadagna in quanto garantisce di aver istruito chi fa a fare bene. Ma se il soggetto istruito fa male è responsabile delle sue azioni mentre il soggetto istruttore non è responsabile nemmeno se è palesemente distruttore.
Gli ideologi del comunismo hanno speculato per 100 anni guadagni miliardari con una idea truffa. Mentre quelli che hanno lavorato e fallito per concretizzare  la loro idea da ospedale psichiatrico hanno pagato per il loro fallimento.
Quindi il fallimento delle società è dovuto in parte e forse nella massima parte alla marea di pensatori acefali che incassano compensi senza garantire che il loro pensiero renderà onestamente produttivi gli operatori.
Senza bisogno di togliersi la vita dopo come i mille piccoli imprenditori italiani onesti che si sono arresi ai tassi usurai e alle tasse strozzine del liberismo finto e comunismo vero.

venerdì 27 luglio 2018

I ministri sono agnelli sacrificali sull'altare dei lupi


Non mi ritengo abbastanza informato sui problemi italiani e sul potere dei governanti di risolverli. Perciò, per semplice onestà, mi astengo dal giudicare ministri sottosegretari e Premier. Chi vuol pontificare al posto mio si accomodi.
Io a naso, temo che un ministero possa essere il crocevia di tutti i problemi del Popolo e dello Stato, e che là, per sovrappiù, converga un tale groviglio di interessi sporchi e puliti di tutte le razze culturali, sindacali, economici, finanziari e politici nazionali e internazionali che un ministro o un Premier debba essere più che padreterno per ritornare a casa senza essere completamente rincoglionito.
O debba essere stupido o matto e non avere la minima percezione in che guaio si mette entrando in un ministero con la quasi certezza di uscirne Crocifisso, dovendo risanare le piaghe dei poveri con le elemosine dei ricchi, che sono talmente generosi da sganciare 1 euro dopo che gli avrai assicurato un profitto netto di 100 o 1000 euroni.
Tutte le istituzioni democratiche sono piene anzi straripanti di carnefici, ma i ministri che governano un popolo sono le vittime sacrificali di tutti i potenti che esercitano un potere e magari ne abusano pure senza la minima responsabilità.
Tutti possono mimetizzarsi dietro al paravento del "abbiamo rispettato la legge" e farsi di fatto i loro sporchi interessi.
Se il ministro deve rispettare la legge ci conserva lo sfascio così come è, e se la cambia è quasi impossibile che lo faccia a vantaggio dei più e a danno dei meno. Perciò il ministro ha una valanga di scelte possibili ma riguardanti solo la marca, la forma, il colore e la dimensione del cappello da allungare al ricco quando va a chiedergli l'elemosina in nome e per conto dei poveri che lo hanno votato e che niente niente sono già attrezzati a lapidarlo.
Chi aspetta di incassare il reddito di cittadinanza che avrà in sogno. E chi sogna di passare da contribuente rapinato ad impositore di tributi verso lo Stato. Campa cavallo che l'erba cresce!
Lo so che non vi piacerà quello che sto per dire,  ma in una democrazia c'è una sola politica che cambia in meglio le cose, è quella che cambia in meglio i cittadini con una istruzione e informazione migliore.
Ma in attesa di un simile miracolo i ministri vanno aiutati non criticati.
Chi critica le idee degli altri, sa di non avere idee proprie da suggerire e nasconde dietro la critica la sua crassa  ignoranza.

domenica 15 luglio 2018

Il progresso è una supposta scambiata per pillola

Per avere un'idea dell'utilità di tutte le scienze umane nel sostituire il caos con l'ordine; immaginate di fermarvi da un gommista con una ruota scoppiata, l'addetto vi fa accomodare in un salottino, vi serve un caffè, vi chiede se volete una brioche, poi vi sceglie una bella ruota fiammante, ma invece di montarla al posto di quella scoppiata, va a sistemarla nel bagagliaio, vi mette in mano lo scontrino,  pagate il conto, ma rimanete come prima è peggio di prima.
Nel mondo l'ordine esiste, ma l'addetto che lo sostituisca al caos non lo hanno ancora inventato.
Ecco perché abbiamo le scuole piene di professori, ma i popoli liberi sono tutti anarchici e allagati della peggiore umanità.
Abbiamo i parlamenti pieni di onorevoli democraticamente eletti ma dello Stato di diritto non v'è traccia.
I tribunali sono pieni di giudici, ma la giustizia resta sempre a babbo morto.
Dopo il capitalismo ci siamo inventati il liberismo, poi la globalizzazione, il diritto internazionale, le banche mondiali, le Agenzie di Rating e via elencando, ma i debiti di tutti gli stati del mondo sono 318 volte il PIL mondiale. La produttività onesta e la ricchezza tassabile sono andate a farsi f******
Abbiamo ordine e caos talmente mischiati da vanificare tutti i nostri desideri di progresso, civiltà, Giustizia sociale e pace. La qualità della vita i diritti umani restano miraggio.
In altre parole l'uomo di scienza è ancora gattopardiano, è alunno di Tomasi di Lampedusa. È come il gommista truffatore: ci rifornisce di una qualità e quantità di ordine teoricamente alternativo al caos,  ma finisce sempre da ruota di scorta e quella che rimane operativa è sempre la ruota scoppiata: il caos a lunga conservazione.

lunedì 2 luglio 2018

Che ricchezza di malfattori travestiti da benefattori


Non sono un giurista, perciò la mia conoscenza del diritto che risale a oltre mezzo secolo fa, è più che deficitaria. Ma a naso, temo che noi europei ci stiamo comportando quantomeno da matti riguardo al problema immigrazione, visto che da decenni accettiamo che il Mediterraneo venga convertito a cimitero di africani impauriti, affamati o illusi.
Le leggi che vietano la tratta degli schiavi sono antichissime. Ma a quanto sembra, quelle attuali dissuadono gli onesti dal delinquere, ma istigano i malfattori a delinquere al doppio  camuffati da benefattori.
Se coloro che salvano immigrati possono essere incriminati per favoreggiamento o complicità con gli scafisti nella tratta di schiavi, se accolgono gli immigrati prima che siano finiti in acqua, allora è la legge che obbliga chi organizza l'immigrazione clandestina ad affondare gli scafi, o buttare a mare gli immigrati, per escludere i "salvatori" da qualunque responsabilità penale. 
E se poi i salvatori per qualche ragione non arrivano in tempo, o per le condizioni del mare non gli riesce il salvataggio, gli immigrati possono pure morire tranquilli tanto hanno già pagato la corsa. 
Sia ben chiaro, io conosco la materia per sentito dire. Ma se realmente, a causa di leggi dissennate (come il tristemente famoso regolamento di Dublino vecchio di tre decenni, e che i più non hanno convenienza a cambiare) chi va a salvare immigrati rischia di finire incriminato come complice, se osa caricarli asciutti, (neonati compresi) per evitare che vengano gettati in mare, allora a me tutto questo puzza di purissimo nazismo.
Chiaramente io mi auguro che le cose stiano diversamente da come riesco a percepirle; ma se nella mia rozza deduzione contadina, c'è anche solo un profumo di verità, basta e avanza perché noi europei ci sì debba vergognare per come (a spese di diecine di migliaia di morti) ci stiamo occupando di qualcosa che è più tragico di un esodo biblico palleggiandoci le responsabilità da un quarto di secolo.

mercoledì 27 giugno 2018

Ma gli immigrati hanno solo diritti? E i doverì?


Consentitemi una domanda inusuale. Se non vi è popolo al mondo che non abbia saputo trarre vantaggi accogliendo pacificamente immigrati, perchè i 28 stati europei considerano l'attuale immigrazione una iattura da cui proteggersi, predicando la moralità del salvatagggio obbligatorio a carico degli Stati rivieraschi, salvo poi rifiutare, persino schifati, di farsi carico dell'accoglienza dei soggetti salvati, ripartita equamente fra i ventotto membri UE?
L'idea che uno Stato possa comportarsi diversamente da una famiglia, (che nei confronti dei figli garantisce diritti ma impone e pretende doveri) è da ospedale psichiatrico, come dire, suicida.
Invece nei confronti di quei poveri esseri umani che fuggono dai loro paesi per venire da noi, è quasi da negrieri assassini pensare di imporre qualche dovere. E questa è politica dissennata, da manicomio criminale d'Aversa.
Ogni immigrato ci costa, salvato in mare e curato, sfamato, alloggiato e finanziato a terra, quanto dieci famiglie povere con figli. che spesso non hanno di che sfamarsi, curarsi e istruirsi. Tant'è che la lievitazione del numero dei poveri e dei disoccupati italiani non conosce interruzione, è sempre in crescita invece di calare.
Allora vuol dire che come popolo ci stiamo accollando i doveri del salvataggio, (che poi sono i diritti sacrosanti degli immigrati) ma non gli abbiamo ancora né chiesto, né imposto di rispettare i nostri diritti, altrettanto sacrosanti, assumendosi i loro doveri, che non sono come pensano i più, rispettarci come persone e come proprietà, evitando di stuprare donne e di derubarci, ma rimboccandosi le maniche per fare utile, lavorando gratis per la comunità che li salva e li mantiene gratis.
Insomma, come popolo, ci siamo imposti  così a lungo di essere utili agli altri, che ora siamo noi nella tragica condizione di aver bisogno di aiuto, soprattutto a sud dove accogliamo immigrati e accumuliamo povertà, perchè diversamente dal nord, abbiamo più talento a farci sfruttare che a sfruttare immigrati.
Insomma in Italia urge integrare alla politica dei doveri dei salvatori, quella dei diritti dei salvatori, che poi dovrebbero essere (il condizionale è d'obbligo), i doveri degli immigrati, totalmente sconosciuti nell'ultimo  quarto di secolo. 
Altrimenti il conto alla rovescia per l'autodistruzione de l'Italia e degli italiani è da mo ch'è avviato! 

sabato 23 giugno 2018

Ultima bestialità dei potenti, il "terrazzismo".


Mutuando dai muri a secco agricoli, noti col nome di terrazzamenti, che si sa bene da millenni a cosa servono; i teorici del liberismo si sono inventati anche quelli finanziari, politici, burocratici, sindacali, giudiziari, eccetera eccetera eccetera.
Una specie di compartimenti stagni, di muri di contenimento, realizzati a colpi di leggi, decreti e regolamenti, con la funzione di trattenere il sapere, l'avere, il potere, insomma la ricchezza sempre più in alto in mano a pochi, anzi pochissimi paperoni, il salario alla classe media, sicché ai poveri possano filtrare solo i centesimini bucati, le elemosine.
A tutto ciò hanno dato il nome di liberismo. Ma di fatto trattasi di protezionismo per Paperoni, abominevole almeno quanto il comunismo e forse più. 
Per avere meglio l'idea in che mondo viviamo, dovremmo iniziare a chiamarlo "terrazzismo", perché serve a trattenere la ricchezza in alto, dosarla al bilancino del farmacista per la classe media, e impedire che scivolando in basso finisca "malauguratamente" per salvare i poveri. Non sia mai !!!

venerdì 22 giugno 2018

Produrre o spendere, questo è il problema.


Volete proprio saperlo perché gli Stati falliscono e le famiglie no? Perché nelle famiglie si consente anche allo scemo del paese di produrre ricchezza, ma non di sperperarla. Mentre negli Stati si può escludere gli stupidi dal produrre, ma non si può impedirgli di spendere male e persino da suicidi il denaro che posseggono. Anzi se non sono in grado di produrre ricchezza, devi tassare gli intelligenti e gli onesti e finanziare gli idioti e ladri.
Quindi il vero rompicapo dei popoli liberi, non sta nella incapacità  di chi può produrre ricchezza per tutti, ma non produce o non perequa abbastanza, ma nella genialità spendacciona, sprecona e ladrona di chi vive spendendo i soldi altrui.
Tutto il mondo della cultura e della politica è finalizzato da millenni ad insegnare agli individui come lavorare in maniera intelligente e onesta per incrementare la migliore e la massima produttività, ma mai il consumo intelligente. Una scuola che insegni ad avere un sacro rispetto delle risorse disponibili e della ricchezza prodotta da altri, senza sprechi, truffe, o furti, non l'hanno ancora inventata.
Anzi si istiga la massa poco produttiva o letteralmente distruttiva a pretendere  e  a spendere da matta, e persino ad indebitarsi per mesi anni e decenni se non ha abbastanza da sperperare.
Quindi la causa scatenante dei problemi dell'umanità, almeno per il 90%, non sta nella insufficiente, poco intelligente, o disonesta produzione di ricchezza, ma nei consumi folli e persino suicidi di tutti: dal neonato al moribondo, dall' analfabeta, al super laureato.
Tant'è che il grande Moravia diceva, per produrre ricchezza basta il talento, ma per stenderla ci vuole cultura.
Io ho impiegato mezzo secolo a capire perché secondo Moravia servisse più intelligenza per spendere che per produrre ricchezza. Forse piano piano ci sono arrivato.
I pochi intelligenti che producono onestamente, non ce l'hanno mai fatta, né mai ce la faranno a produrre abbastanza, per quanta ricchezza serve alla grande massa degli incapaci e disonesti, geni nello sprecare, distruggere, truffare, rubare, uccidere, spendendo la sudata ricchezza onesta altrui.

lunedì 18 giugno 2018

Salvataggio immigrati in mare


Confesso la mia ignoranza. Mi sfugge se il diritto internazionale, sull'obbligo di salvare i migranti in mare, l'hanno confezionato in entrata o in uscita dall'osteria.
Considera carente di umanità, quasi bestiale, un popolo rivierasco se non salva immigrati in mare a prescindere dalle  sue  reali  condizioni economiche. Se ha cittadini che muoiono di fame, o padri disoccupati con figli, o 1000 piccoli imprenditori suicidi come l'Italia  a cui politica e Giustizia  hanno negato il diritto alla vita.
Se ha una giustizia sociale così scandalosamente iniqua che i cittadini si ammazzano fra estranei, persino fra consanguinei, e persino fra genitori e figli per le difficoltà economiche e per l'assenza totale di giustizia di qualunque marca.
Ma forse esenta da qualunque obbligo materiale o finanziario le altre 200 Nazioni anche ricche che potrebbero aiutare materialmente o finanziariamente Grecia, Italia e Spagna che sono condannate, di fatto, se  non  di  diritto, a farsi carico di questo esodo biblico di africani.  Non solo salvandoli ma mantenendolì a vita in albergo a 5stelle.
Se è questo il Massimo livello di legalità moralità e umanità dei legislatori internazionali in materia di migranti, tale da legittimare anche gli altri 25 paesi europei a negare soccorso almeno finanziario  agli  stati obbligati al salvataggio, allora rassegnamoci al terrorismo,  alla mafia, alla guerra civile  e alla guerra mondiale, perché con la democrazia, lo Stato di diritto e la giustizia sociale, il cosiddetto Diritto Internazionale e la civilissima Europa che ne fa uso e abuso non hanno  manco un lontanissimo rapporto di parentela.

domenica 17 giugno 2018

I sindacati vogliono più immigrati così difendono il lavoro degli italiani


L'Italia sta messa male perché ha troppi nemici in Europa? Sicuramente dall'Europa non ci arrivano mazzi di fiori complimenti  o  tir sovraccarichi di banconote. 
Ma i danni maggiori ce li procurano le consorterie politiche e intellettuali destre  e mancine in costante guerra tra loro. Per avere un'idea di come intellettuali e politici ricercano il bene comune in questo Paese basta leggere come ha commentato la politica di Salvini  riguardo a l'Aquarius il sign. Edoardo Albinati scrittore vicino alla sinistra e vincitore del premio Strega 2016.
“Se muore un bambino voglio vedere cosa succede nel nostro Governo”.
Caro Albinati succede il finimondo, perché in Italia un buon 80% di classe dirigente pensa con i piedi.
Per loro i porti vanno tenuti aperti per tutti i miliardi di africani che vogliono riversarsi in italia, perché se su 1000 immigrati c'è un bambino che rischia di morire dobbiamo salvare i 1000 immigrati per salvare il bambino. Che poi il governo debba procurarsi risorse crescenti rapinando e uccidendo migliaia di piccoli contribuenti italiani onesti non è affatto un problema per gli acefali della sinistra culturale burocratica sindacale finanziaria e politica italiana.
Così le rare volte che la destra riesce ad arrivare al potere trova tali e tante di quelle catastrofi create dai comunisti industriali della povertà, del parassitismo, della corruzione e del peggio che si possa immaginare, che è assolutamente utopico pensare che si possano attuare politiche di risanamento concrete e definitive.
Noi italiani non abbiamo all'estero nemici abbastanza determinati a combatterci per come lo sono intellettuali e politici italiani comunisti e liberali che la guerra se la fanno fra loro, sabotando qualunque politica realmente risolutiva e che in aggiunta possa procurare un vantaggio politico a chi la attua.

sabato 9 giugno 2018

Perché il sud arranca e il nord corre?


I privilegiati del mondo della cultura, (gli illuminati a kerosene come li chiamo io) fingono di non capire perché il sud Italia impoverito (ma forse è più giusto dire rapinato) un secolo e mezzo fa, non ha più colmato lo svantaggio rispetto al nord.
Invece è fin troppo chiaro: la spesa degli imprenditori arricchisce tutti perché è finalizzata a comprare lavoro produttivo. Ed è per questo che il nord è arricchito ed è rimasto ricco. (la spesa privata si espande come l'olio distribuendo salari e incassando profitti).
Mentre la spesa pubblica con i soldi dei contribuenti, è usata in maniera mirata dai politici per elargire assistenzialismo, parassitismo e impunità alle classi dirigenti e comprare consenso. 
E questo modo di prendere da tutti e restituire a pochi privilegiati al servizio della politica rende gli imprenditori e i lavoratori onesti del sud irrimediabilmente poveri se si rifiutano di dipendere dal nord per il lavoro e dalla politica disonesta e irresponsabile che da sempre trasforma i diritti in favori al miglior offerente di mazzetta di contanti o di consensi (leggi voti).
Ora però abbiamo nel primo governo condominiale, "Conte Di Maio Salvini" i rappresentanti politici del lavoro del sud e del capitale del Nord e la politica non ha più l'alibi per continuare a mal governare, tassando il nord per conservare povero il sud e per costringere gli imprenditori  del nord e del sud ai peggiori crimini per non fallire delocalizzare o suicidarsi.
O consente al sud e al Nord di lavorare onestamente e produrre ricchezza in uno stato amico e non nemico (da sempre forte con i deboli è debole con i forti) o per l'Italia intera nord e sud è la fine.

mercoledì 6 giugno 2018

Non si può più giudicare come uomo chi è a capo di una istituzione


25 secoli di democrazia lira più lira meno non sono bastati per convincere l'Umanità che il capo di una istituzione non è più giudicabile come uomo, perché la sua immagine è talmente deformata  e inquinata dai giudizi dei sostenitori che lo vogliono al potere per usarlo e dei detrattori che farebbero carte false per mandarlo in galera se non si lascia usare, che trinciare giudizi su di lui non dico che è letteralmente idiota ma ha ben poco di intelligente, se prendiamo ciò che ci serve la stampa per oro colato.
E l'attacco di sostenitori e detrattori non lo subisce soltanto chi è al potere, ma anche chi si candida o viene candidato a ricoprire un ruolo in una istituzione.
Il professor Giuseppe Conte ce lo hanno servito su un piatto d'argento come super giurista idoneo a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio ma con altrettanta determinazione sono partiti sparati i detrattori per dimostrare che Conte aveva un curriculum vistosamente falsificato.
Poi Di Maio e Salvini son passati a sostenere il professor Savona con un curriculum ben oltre le aspettative ma pure per lui i detrattori hanno lavorato per abortirne la candidatura.
E bocciato Savona l'attacco si è spostato sul presidente Mattarella reo di attentato alla Costituzione e non so di quale altro crimine.
Ora sottotiro abbiamo il professor Cottarelli tecnico dal curriculum  impeccabile troppo impeccabile per riuscire ad ottenere la fiducia del Parlamento che il presidente del consiglio lo preferisce modello bimbominkia per poterlo condizionare usare o sfrattare a piacimento.
Insomma per non farvela troppo lunga unirsi al coro dei sostenitori o dei detrattori di un uomo a capo di una qualsiasi istituzione si finisce per diventare l'utile idiota di chi, per qualche sporco interesse personale lo vuole dentro o fuori dal potere.
E se tutto questo non vi basta pensate alla storia economica del cav. Berlusconi, alla storia politica del premier Berlusconi, e poi per buona misura aggiungetevi il Berlusconi amico personale di un bel po' di potenti del mondo e alla fine ditemi, di Berlusconi siete certi di aver capito qualcosa riguardo ai suoi veri meriti e alle sue vere colpe?
Io sto solo iniziando a capire che non capirò mai.

La politica è mediazione fra il punto di diritto e il punto di fatto


Solo un ignorante può pensare che il Presidente della Repubblica debba governare nel rispetto letterale della Costituzione, come dire “in punto di diritto”, prescindendo dalle reali condizioni del Popolo e dello Stato.
Può e deve fare questo soltanto se le norme, cioè il punto di diritto risulta compatibile con il punto di fatto: le condizioni socio politico economiche del Popolo in un certo tempo e in un certo luogo.
Oggi il popolo italiano e le sue condizioni sono stramaledettamente diverse da quelle del primo gennaio 1948 data di entrata in vigore della Carta Costituzionale.
Quindi il presidente Mattarella dovrebbe essere incriminato per troppa legalità,  avrebbe dovuto abusare molto molto molto di più del suo potere per rendere compatibile il punto di diritto col punto di fatto, costituito da un debito pubblico stratosferico, da scarsa competitività, da disoccupazione crescente, produttività calante, immigrazione incontrollabile, insicurezza sociale spaventosa e dal pericolo incombente che il mondo della finanza ci tagli il credito o ci punisca con uno spread strozzino.
È vero il presidente Mattarella ha commesso il crimine di dimostrarsi troppo intelligente e troppo moderato.
Ci fosse stato Sgarbi al suo posto avrebbe detto ci sono troppe capre nella politica e nel giornalismo italiano.

martedì 29 maggio 2018

Si salvi chi può nella guerra millenaria capitale-lavoro


Non ho gli strumenti per trovare risposte esaustive al rompicapo comunismo liberismo a cui nessuno si dedica con vera onestà intellettuale; ma a naso, credo sia impossibile dare per morto e tumulare il comunismo a livello planetario, prima di aver estinto l’inestinguibile classe dei lavoratori dipendenti che dalle origini dell’uomo continuano ad avere interessi opposti agli imprenditori.
Quindi, dato per certo che il comunismo ( in quanto potere dei poveri) potrà cambiare mille volte nome all'anagrafe politica e magari chiamarsi giovannino, pasqualino, o cinquepianeti, ma non si estinguerà prima dell’uomo, c’è da capire quali effetti produce la convivenza conflittuale lavoratori-padroni in democrazia, dove essendo i lavoratori maggioranza numerica immodificabile e schiacciante, sono detentori assoluti e tirannici del potere politico-burocratico-giudiziario e quindi unici responsabili di come la politica del lavoro interagisce con la politica del capitale oggi chiamata liberismo, manovrando le leve istituzionali del sindacato, burocrazia e fisco, e costringendo anche gli imprenditori onesti a rubare, corrompere o fallire se non hanno vocazione suicida.
Chi fosse tentato di vedere nel comunismo tutto negativo e nel liberismo tutto positivo o viceversa, si astenga e rassegni. Gli imprenditori onesti non vorranno mai farsi rappresentare dalla sinistra comunista dei lavoratori, se non in conseguenza di un raggiro demagogico; e i lavorati non si sposteranno nella destra liberista se non per la stessa ragione.
Ma anche l’innaturale travaso di consensi, di lavoratori a destra (per mandare al governo Berlusconi e mangiarselo vivo) e imprenditori (modello De Benedetti, Agnelli e compagni) a  sinistra, per sfruttare meglio i lavoratori, non sposta il problema di una virgola, perché i lavoratori da chiunque governati pretenderanno sempre salari e gli imprenditori sempre profitti. E lo sbilanciamento della giustizia sociale sarà sempre a vantaggio di lavoratori e pensionati, che sono circa 11 volte più numerosi degli imprenditori: come dire, immodificabile e tirannica maggioranza di governo democratico.
Insomma, per non essere al servizio di una sola classe sociale e quindi devastante dittatura autodistruttiva, il potere politico dovrebbe essere gestito dalla classe sociale che in un certo momento risulta svantaggiata. Posto che con la classe dei padroni che prevale sui lavoratori, il sistema economico rimane vivo e vegeto per millenni. Ma diventa malato o defunto se e quando sono i lavoratori a prevalere sui padroni, a prescindere dalla capacità individuale, nazionale o mondiale di produrre ricchezza.
Nelle democrazie i padroni forse continuano a sentirsi carnefici dei lavoratori, perché la loro classe sociale tale lo è stata per millenni. Ma commettono il tragico errore di sottovalutare che i lavoratori e pensionati (che sono in rapporto di 4 a 43 milioni) hanno i numeri per governare lo Stato come gli pare, riducendo, con politiche che sembrano legali, gli imprenditori al suicidio e lo Stato al default
Un rapporto intelligente fra potere politico dei lavoratori ed economico degli imprenditori non l’hanno ancora inventato. Gli abusi reciproci sono la regola; ed altrettanto regolare è che vincano i paperoni del potere economico campioni di corruzione, e la burocrazia che è la mano tirannica legalizzata del potere sindacale e politico dei lavoratori. E fra queste due forze da millenni in guerra, ci rimettono regolarmente le penne i piccoli imprenditori onesti che finiscono falliti o suicidi, e i lavoratori privati nel "rogo della disoccupazione" direbbe Don Milani.

lunedì 28 maggio 2018

Inseparabili fratelli siamesi terroni e polentoni



Chiunque inventa programmi culturali, giuridici o economici che fanno dipendere la vita di una classe sociale dall' infame sfruttamento dell'altra è matto da legare, perché non spiega che così la classe ricca è condannata a portarsi appiccicata a sè l'altra classe povera che ha affamato o accoppato.
E per rendere facilmente comprensibile come se la passano attualmente i ricchi obesi e i poveri anoressici, provate a immaginarvi l'umanità come due fratelli siamesi chirurgicamente inseparabili.
I ricchi come una palla di lardo condannata a portarsi incollato a sè lo scheletro dei poveri da cui nessuna chirurgia politica riuscirà a liberarla.
È evidente perciò che la politica che allarga il divario economico tra Ricchi e Poveri uccidendo i poveri o lo colma a tal punto da uccidere i ricchi è demenziale e genocida.
Perciò il massimo a cui possa aspirare un popolo è un governo voluto e benedetto dai ricchi del Nord e dai poveri del Sud come lo è il governo italiano nascente che si appresta a formare e presiedere il prof. Giuseppe Conte a cui auguro buon lavoro e che riesca a tenersi in equilibrio fra gli egoismi contrapposti di chi è ossessionato da l'arricchimento e di chi, se e quando glielo consentono, sì accontenta di vivere e persino sopravvivere.

giovedì 24 maggio 2018

Dal liberismo impotente al collettivismo schiavista


È più che certo, i sistemi umani oltre che perfettibili sono anche mortali come noi.
Perciò non c'è niente di scandaloso che un sistema socio-politico-economico dopo aver cambiato in meglio la vita  di uno o più popoli, per quasi un secolo,  alla vecchiaia incominci a danneggiarlo se non si individuano cause e correttivi.
Ma se del Fascismo è nazismo è stata certificata la morte; nelle democrazie si continuano a subire gli effetti positivi e negativi del comunismo e liberismo, senza aver mai chiarito in che modo e con che limiti sia possibile la loro convivenza, visto che in Europa e America, anche ciò che sembrava liberismo, oggi rischia di tirare le cuoia come e più del comunismo.
Io non ho gli strumenti per trovare risposte esaustive a questo rompicapo a cui nessuno si dedica; ma a naso, credo sia impossibile dare per morto e tumulare il comunismo a livello planetario, prima di aver estinto l’inestinguibile classe dei lavoratori dipendenti che dalle origini dell’uomo continuano ad avere interessi opposti agli imprenditori.
Quindi, dato quasi per certo che il comunismo potrà chiamarsi come gli pare ma non si estinguerà prima dell’uomo, c’è da capire quali effetti produce la convivenza conflittuale lavoratori-padroni in democrazia, dove essendo i lavoratori maggioranza immodificabile e schiacciante, sono detentori assoluti e tirannici del potere politico e quindi unici responsabili di come la politica interagisce col mercato, manovrando le leve istituzionali del sindacato, burocrazia e fisco, e costringendo gli imprenditori a rubare, corrompere o fallire o impiccarsi.
Chi fosse tentato di vedere nel comunismo tutto negativo e nel liberismo tutto positivo o viceversa, si astenga e rassegni. Gli imprenditori onesti (a differenza dei disonesti) non sceglieranno mai di farsi rappresentare politicamente dalla sinistra comunista dei lavoratori, se non in conseguenza di un raggiro demagogico; e i lavorati non si sposteranno nella destra liberista se non per la stessa ragione.
Ma anche l’innaturale travaso di consensi, di lavoratori a destra (per mandare al governo Berlusconi e poi mangiarselo vivo) e imprenditori a sinistra, non sposta il problema di una virgola, perché i lavoratori da chiunque governa pretenderanno sempre salari e gli imprenditori sempre profitti. E lo sbilanciamento della giustizia sociale sarà sempre a vantaggio di lavoratori e pensionati, che sono circa 11 volte più numerosi degli imprenditori, e quindi immodificabile e tirannica maggioranza di governo.
Insomma, per non essere al servizio di una sola classe sociale e quindi devastante dittatura autodistruttiva, il potere politico dovrebbe essere gestito dalla classe sociale che in un certo momento risulta economicamente svantaggiata. Posto che con la classe dei padroni che prevale sui lavoratori, il sistema economico rimane vivo e vegeto per millenni. Ma diventa malato o defunto se e quando sono i lavoratori a prevalere sui padroni, a prescindere dalla capacità individuale, nazionale o mondiale di produrre ricchezza.
Nelle democrazie i padroni forse continuano a sentirsi carnefici dei lavoratori, perché la loro classe sociale tale lo è stata per millenni. Ma commettono il tragico errore di sottovalutare che i lavoratori e pensionati (che sono in rapporto di 4 a 43 milioni) hanno i numeri per governare lo Stato come gli pare, riducendo, con politiche che sembrano legali, gli imprenditori al suicidio e lo Stato al default.
Un rapporto intelligente fra potere politico dei lavoratori ed economico degli imprenditori non l’hanno ancora inventato. Gli abusi reciproci sono la regola; ed altrettanto regolare è che vincano i paperoni del potere economico campioni di corruzione, e la burocrazia che è la mano tirannica legalizzata del potere politico. E fra queste due forze in guerra ci rimettono regolarmente le penne le piccole imprese e i loro lavoratori che finiscono disoccupati.
Nel mondo economico è giusto considerare criminali i grossi imprenditori: sono così da sempre. Ma in democrazia è quanto meno idiota attribuirgli pure la responsabilità del mal funzionamento della politica e del fallimento dello Stato di cui i lavoratori e i pensionati sono numericamente e perciò politicamente tiranni.
In altre parole, la democrazia moderna è comunismo di seconda generazione, perché il potere politico dei lavoratori rinuncia si ad accoppare per legge la classe dei padroni, ma perché trova più conveniente selezionare la specie più produttiva, e poi sfruttarla fino a costringerla ad ogni forma di crimine umanamente immaginabile o ridurla al suicidio se si oppone all’ordine dello Stato comunista di rubare e pagare tasse.
E’ così che sono messe le democrazie occidentali a rischio default. Sono uno scontro costante fra la tirannide comunista dei lavoratori, e quella liberista dei padroni. In Italia gli imprenditori hanno commesso ogni forma di crimine possibile contro il popolo, l’ambiente e lo Stato; ma a questo sono stati e sono indotti dalla classe dei lavoratori che usa il proprio potere sindacale e politico per conquistare il sacrosanto diritto ad una giusta retribuzione, ma poi senza capire quando quel uso degenera in abuso, persecuzione e sopraffazione degli imprenditori, (a norma di legge) con relativa esplosione della disoccupazione, distruzione del sistema economico e conseguente fallimento dello Stato.
Ora è sicuramente scandaloso vedere i dipendenti pubblici licenziati. Ma la causa altrettanto scandalosa era già visibile tre o quattro decenni fa, con gli imprenditori onesti ridotti al suicidio da sindacalisti, burocrazia e fisco che maneggiavano e maneggiano la legalità come il boia la ghigliottina, sotto lo sguardo consenziente e compiaciuto delle tre scimmiotte del potere.
Nei comunismi di seconda generazione, erroneamente definiti democrazie, ma dove l'alternanza delle classi sociali al potere è solo scenografica, (vedi Berlusconi premier in rappresentanza degli imprenditori quante legnate ha preso per conto dei suoi rappresentati), ciò che di intelligente può fare il potere economico liberale di nome e collettivista di fatto, è una inezia, se i poteri comunisti dei lavoratori, insidiati da tiranni nello Stato, si dimostrano più sensibili all’imbecillità del male altrui, che all’intelligenza del bene comune.
Ora volete una prova scientifica di quanta falsità riversa sugli italiani la cultura e l'informazione comunista, dalle mezze verità? In Italia abbiamo più burocrazia e informazione dell'intera Europa, ma i comunisti che ci governano accusano gli imprenditori di essere evasori parassiti, e in conseguenza di ciò, i dipendenti sono super tassati.
Ma non sono proprio i dipendenti, con funzione di sindacalisti, burocrati, politici e giudici a fare e applicare le leggi e governare gli imprenditori italiani? In qualche istituzione, c'è forse un imprenditore matto, che a mano armata ha imposto a politici, burocrati e giudici di non perseguire l'evasione e di super tassare sé stessi in quanto dipendenti? Certo che no: starebbe in galera: e Berlusconi c'è andato vicino. Allora lo Stato e il mondo della cultura che lo sostiene, è fatto solo di dipendenti inadempienti e quindi disonesti parassiti.
Perchè se le aule dei tribunali si fossero riempite di ladri per 65 anni di fila, (come l'Italia di sfruttatori, corruttori, truffatori ed evasori) nessuno avrebbe scommesso sulla onestà o sulla salute mentale di giudici e forze dell'ordine.
Allora chi governa lo Stato deve smetterla di sottrarsi alle proprie responsabilità. E' liberissimo, avendone il potere (legale?), di sterminare da 65 anni i piccoli imprenditori onesti come ebrei, e di giustificarsi qualificandoli truffatori, sfruttatori, corruttori, evasori e parassiti. Ma incrimina sé stesso per inadempienza nella funzione di legislatore, amministratore e giudice.
Quindi, i truffatori, i corrotti, i ladri e i parassiti della collettività sono gli statali che vivono a carico dei contribuenti, con l'obbligo di tenere in buona salute popolo e Stato, ma li hanno chiusi entrambi in una morsa mortale di burocrazia idiota e di finanza rapace, trasformando il liberismo, (sotto al naso dei piccoli e mini imprenditori cornuti e mazziati) in collettivismo schiavista.