lunedì 18 settembre 2017

Smontategli gli airbag dal potere


Il titolo è volutamente provocatorio, per inquadrare il problema della “irresponsabilità” de l’intera classe dirigente, che può fare incetta di onori e liberarsi dagli oneri, e quindi può uccidere i popoli invece di salvarli. E persino quando paga con la propria vita, (vedi Hitler) in quanto tiranno, lo fa, ma dopo aver depredato, torturato e assassinato milioni di innocenti.
Dopo millenni di cultura umanistica, persino le istituzioni democratiche sono ancora progettate perché gli autisti della politica, burocrazia e giustizia siano sistemati in modo da poter azzardare qualunque manovra devastante per i singoli o per i popoli e uscire incolumi da l’auto infernale del potere, con la borsa piena e la vita felice.
Maneggiare la pelle altrui senza rischio per se, è un incentivo alla mala politica, alla corruzione, alla irresponsabilità amministrativa e persino giudiziaria: insomma accende la fantasia delle bestie camuffate da uomini intelligenti, potenti, indulgenti e persino filantropi. Come tutti gli addetti pubblici strenuamente impegnati nella contabilità dei femminicidi e degli stupri, degli omicidi e dei suicidi, dei fallimenti o delle corruzioni, mai nella prevenzione, pur sapendo perfettamente quali sono i carnefici e le vittime.
Ma se fosse la loro pelle a finire per prima nel tritacarne, tranquilli, non avrebbero più interesse a “distrarsi”. Che siano dei galantuomini o dei granfarabutti, ce la metterebbero tutta ad uscire in verticale dai palazzi del potere, posto che governando da cani come governano oggi in Italia, da li ne uscirebbero vivi, ricchi e felici in sogno, anzi in incubo.
Ora risparmiatevi il fastidio di chiedermi quali modifiche Costituzionali garantirebbero l’incolumità ai passeggeri e agli autisti pubblici che tengono bene la strada, e quali lascerebbero ai potenti idioti, matti o criminali la libertà di suicidarsi se solo si azzardano a danneggiare il popolo. Lo capirete da soli più avanti.
Allo Stato delle cose, l’intera comunità mondiale perde almeno l’80% del suo tempo per tentare di proteggersi dagli avanzi di galera che infestano il potere, ma come vedete, ci riesce sempre meno e a costi proibitivi
I potenti dividono e mettono in guerra l’umanità per accrescersi il potere di sfruttamento e controllo, come fanno da un secolo i comunisti e i liberisti italiani. Usano gli onesti da produttori di ricchezza, e loro si limitano a sprecarla e rubarla. Dovrebbero fare tutto in nome e per conto del popolo, ma fanno tutto per conto proprio.
Allora via gli airbag dal potere. I governanti impegnati nella delicata funzione di aggiustarsi la vita propria scannando e  macellando governati, dovrebbero saperlo prima di entrarci, a cosa vanno incontro. Si salvano la borsa e la vita, ma solo se, dove, come, quando e dopo (mai prima) aver salvato quella dei governati.
I posti protetti da airbag, sarebbero quelli dei cittadini, dal neonato al moribondo. Mentre, dal lavacessi pubblici al presidente, sarebbero tutti comodamente seduti sul paraurti anteriore di quella macchina infernale chiamata potere pubblico, in modo da avere al meglio il controllo della strada, e decidere liberamente se arrivare a destinazione interi, o sbattere e levare il disturbo in orizzontale, prima di aver arrecato danno agli utenti, agli elettori, ai contribuenti.
In un vero Stato liberale, legittimato dal popolo sovrano a prevenire i crimini, non a moltiplicarli e trarre profitto e giustificare la rapina tributaria lunga sette decenni come in questo miserabile Paese, nemmeno al Presidente della Repubblica sarebbe riconosciuto il potere di contestare a qualunque cittadino onesto e quindi sovrano, una violazione di legge, se nessuno ha arrecato ad altri danno materiale o morale, se nessuno ha lussato manco la gamba ad una formica o arrecato danno economico a chicchessia, almeno per una quattro soldi bucata.
Invece siamo tutti sepolti vivi di verbali e di multe milionarie, per comportamenti rigorosamente morali, ma che sono considerati violazioni delle 300.000 leggi da manicomio di questo Paese, reso miserabile, perché pensate ed applicate non per liberare gli onesti dai criminali, ma i criminali dagli onesti che non fossero dei generosi portatori sani di bustarelle.
E chiudo qua con la motivazione di una sentenza di tre decenni che ancora grida vendetta.
Il giudice dichiara legittima la distruzione totale di un imprenditore, che non avendo imparato a rubare, non aveva da pagare le tasse rapina. 
Dal punto di vista morale niente da eccepire, ma la legge è un’altra cosa”. Come dire che lo Stato non si limita a punire i crimini e liberarci dai criminali, (sarebbe poco remunerativo) ma specula pure sui santi, sulla dabbenaggine di chi crede di avere un comportamento super legale rispettando la morale.
Ma la legge è pensata volutamente immorale per gettare le reti a strascico su l’intero popolo e riempire di contanti le casse pubbliche dentro le quali i farabutti e i corrotti  privati e pubblici ci tengono fisse le mani .

lunedì 11 settembre 2017

Cocktail libercomunista, che sballo!


La politica mondiale è deragliata dal comunismo salariale appena appena liberista, al liberismo finanziario comunista quanto basta ad arricchire la classe dirigente comunista prostituita ai paperoni per affamare e uccidere gli esclusi.
Per quanto si tenti di diversificare culturalmente i popoli, nella loro vita lavorativa, i singoli cittadini non possono che confluire in due immense classi sociali: i lavoratori dipendenti e gli indipendenti. Ma a giudicare per come vanno da schifo persino le nazioni super progredite, sarebbe più onesto distinguerli in sfruttati e sfruttatori: O schiavi e schiavisti.
Ed è in quella degli schiavisti, che si registra H24 il massimo traffico di lupi, che corrono da pazzoidi in tutte le longitudini e latitudini a scannare sia gli agnelli del lavoro dipendente, sia i piccoli lavoratori autonomi onesti, illusi dalle mirabolanti promesse del comunismo o da quelle false, truffaldine e persino criminali del liberismo.
Quale che sia l'ideologia per cui dicono di battersi, ogni lupo che si rispetti, squarta e sbrana agnelli per nutrire di contanti freschi il proprio conto bancario, magari in qualche paradiso fiscale o intestato a qualche defunto di fiducia fresco o stagionato esentasse.
Ieri pagava il comunismo e tutti i lupi vestivano di rosso. Ma ora che il comunismo è schiattato e paga il liberismo, tutti vestono double face. Costa di più, ma rende da dio!!!!!
Dove devono fingersi salvatori di poveri, disoccupati, sottoccupati, ed extra comunitari assortiti, cioè nei sindacati e nei partiti di sinistra e destra, geni in politiche finte filantropiche, vestono rigorosamente in rosso.
Ma in un lampo te li ritrovi in nero, se urge promettere a multinazionali, petrolieri e banchieri una cura ricostituente a colpi di appalti truccati, esenzioni, finanziamenti o alleggerimenti del carico fiscale, da scaricare poi sugli schiavi del lavoro dipendente, e sugli schiavetti onesti e sprovveduti del mini lavoro autonomo, (roba di alta macelleria sociale) fino a portarli alla disperazione e alle estreme conseguenze.
È tutta qua la democrazia economica, bellezza!!! Non sprecare tempo e denaro cercando la giustizia dei poveri, hanno già promesso di inventarla nel prossimo millennio. E sfoggiando una imperturbabile faccia da culo, saranno capaci, alla fine di quello, di promettere di reinventarla nel millennio successivo.
Ci vorrebbe un impianto di smaltimento schiavisti e tiranni di tutte le razze, ma nemmeno la scienza, (forse prima e più della politica e giustizia), ha mai trovato la vocazione di scannare lupi per salvare agnelli. Ma sempre l’esatto opposto.
Alla faccia della giungla, dopo tre millenni di super cul-tura filosofica, il salvataggio dei popoli non è ancora in agenda. Chi volesse restare al mondo dovrebbe arrangiarsi da sé e per sé. I pappagalli e i cacasenno della dittatura proletaria maxista salva popoli se so tutti affogati o squagliati o riciclati.
Restano gli economisti liberali salva banchieri e petrolieri, che stanno lavorando alacremente al fallimento della finanza mondiale, e come rotto della cuffia da cui salvare un po’ di paperoni, la “guerra atomica”, che farebbe rivoltare nella tomba per l’invidia, i due più grandi criminali svitati del mondo Stalin e Hitler.
L’umanità sta precipitando, l’afferri per capelli chi può.

domenica 3 settembre 2017

Avanzi di tirannia, solo proletaria?


Che il primo grande problema de l’Umanità sono stati, sono e saranno i padroni, credo lo sappiano bene pure loro. Quindi il bravo Karl Marx non s’è perduto in chiacchiere, cercando di capire come cavare dal fuoco la patata bollente del rapporto conflittuale lavoratori-padroni, senza allungare l’elenco già chilometrico dei grandi ustionati.
Ma come tutte le idee innovative, anche la sua ha spaccato l’Umanità in credenti ad est ed eretici ad ovest. I comunisti credenti hanno capito che nella guerra lavoratori-padroni non ci sarebbero mai stati armistizi durevoli, e per far cessare definitivamente le ostilità si doveva scippare i lavoratori dei loro nemici di fiducia: i padroni; dichiarando fuorilegge la proprietà e  proprietari. E passando così dal capitalismo vizioso alla virtuosa dittatura del proletariato.
Così l’abolizione giuridica del padroni, istituzionalizzando la pace, ha scippato di fatto i lavoratori de l’immenso piacere di distruggere ricchezza ai padroni, fingendo di produrla. Chi ha continuato per tre quarti di secolo a non produrre o a distruggere risorse, lo ha fatto a danno dei lavoratori produttivi.
Diversamente da Russia e Cina, Europa e America invece hanno deciso che la guerra è più produttiva della pace e ci hanno visto giusto con questa variante filosofica del comunismo chiamata liberismo.
Finché sono produttivi de l’ovetto fresco della ricchezza, non importa se tirata su onestamente come profitto o da criminali come refurtiva, alle grandi o grandissime galline dalle uova d’oro, chiamate padroni o paperoni miliardari, non va torto il collo manco con una carezza.
Mentre i medi e i piccoli pennuti, (leggi padroncini onesti) con scarsa o scarsissima capacità a reggere la guerra della concorrenza disonesta, e già spennati dal mercato, vanno avviati ai mattatoi sindacali, burocratici, finanziari e fiscali, straripanti di onestissimi strozzini ed esattori, per la definitiva sgozzatura a norma di legge.
Se stentano a capire che i comunisti vogliono solo padroni produttivi che ingrassino di tasse la classe dirigente idiota, ladra e parassita, e non importa un caxxo se i profitti li distillano corrompendo, o sfruttando e uccidendo lavoratori, o importando schiavi da macellare a basso costo, o prostituendo le loro donne fino alle bisnonne e trisavole. Per i comunisti la morale va immolata di diritto o di fatto su l’altare della produttività tassabile o rapinabbile a norma di legge.
A questo porcaio giuridico finto liberale e vero comunista, avrebbero dovuto ribellarsi le vittime: i piccoli e piccolissimi lavoratori “autonomi” onesti. Mentre i grandi industriali e banchieri nati farabutti dalle origini del genere umano, fiutando l’affare, hanno pilotato il mondo della cultura a sostegno del comunismo, perché senza sporcarsi le mani, gli liberava il mercato da quel fritto misto di lavoratori autonomi onesti e capaci, ma ciechi come talpe, perché non vedono e non vedranno mai in che rapporto sono in Italia comunisti e liberali: i caporali e i miliardari.
I liberali fanno il loro mestiere, proteggono i grandi padroni, lasciando ai comunisti rapaci, l’onestissimo lavoro di caporali che offrono ai grandi padroni (leggi macellai) agnelli da macellare: lavoratori da sfruttare e uccidere e piccoli imprenditori da istigare al suicidio dopo averli ripuliti come lische di pesce.
Non so se il povero Karl Marx aveva previsto questa orrenda degenerazione della sua filosofia politica: dal comunismo dei lavoratori, al comunismo salva banchieri, che usa l’intera umanità come fosse limone per le spremute di profitti pubblici e privati, truffaldini o letteralmente criminali.
Questa è la mia umile opinione. I veri assassini dei lavoratori e dei poveri sono due: i comunisti venduti o prostituiti ai banchieri e ai padroni di tutte le razze, per sfruttare o uccidere lavoratori e classe media; e i banchieri che usano i comunisti da salvagente anti bancarotta.   
Se questi sono i limiti fisiologici della democrazia, da Platone a Rousseau nessuno avrà ragione di rivoltarsi nella tomba. E non lo farà nemmeno Marx, sapendo bene che la grande marea dei lavoratori, incapaci di essere autonomamente produttivi,  ha solo due possibilità di sbarcare il lunario: vendere o svendere la propria prestazione lavorativa ai padroni.

Quindi, impedire ai padroni di produrre ricchezza onesta è un crimine anche o soprattutto contro i lavoratori. Istigarli a colpi di rapine tributarie e persecuzioni burocratiche ad evadere o a violare la legge per non fallire, è un altro crimine. E derubarli a 360 gradi tanto da istigarli al suicidio, è un doppio crimine contro l’uomo e l’umanità di cui tutti dovremmo vergognarci, e in primis le procure e i giudici che da sette decenni, davanti alle mostruosità giuridiche a danno dei piccoli e piccolissimi imprenditori italiani, si fingono sordi, muti e ciechi.

mercoledì 23 agosto 2017

Due tiranni al prezzo di uno


Se derubi qualcuno di qualcosa di materiale, un panino, un fico, un grappolo d'uva, sei uno sporco ladro. Se evadi 1 centesimo di tasse sei uno schifoso evasore da impiccare burocraticamente se non ti affretti a farlo fisicamente. Ma se la refurtiva fiscale è milionaria o miliardaria e tu la trasferisci in un paradiso fiscale, sei un oculato investitore o un esperto finanziere.
E se risucchi il cervello ad un intero popolo, con una istruzione e informazione costruita a misura per scimunirlo e rassegnarlo a conservarsi per sette decenni la classe dirigente che lo asserve invece di servirlo, puoi fregiarti a vita del titolo di professore, giornalista, scrittore, opinionista, commentatore politico e persino nobel per la letteratura.
Ti basta aver spacciato la cultura comunista come salvifica per i poveri, per i lavoratori, per i disoccupati, per i barboni; e non importa una mazza se poi di fatto hai facilitato, moltiplicato e consolidato l'arricchimento dei super capitalisti, delle multinazionali della produzione, commercio e finanza mondiale. Il suicidio dei piccoli lavoratori autonomi, la devastazione delle famiglie, e l’irreparabile impoverimento della classe media.
Eri, sei, è rimarrai in eterno un onestissimo intellettuale, sindacalista, burocrate, politico e giornalista maxista e gramsciano. A parole nemico giurato dei banchieri che ti foraggiano, e strenuo difensore dei barboni e dei poveri, di cui hai moltiplicato a livello pandemico la razza, e impestato l'Occidente, fino a farne il paradiso dei massacratori di cervelli, commercianti di schiavi. e banchieri strozzini; e l'inferno per lavoratori, disoccupati, poveri, pensionati e schiavi, attirati da tutti gli angoli del pianeta, in Europa, col miraggio de l'arricchimento.
Il comunismo è un disco rotto da un quarto di secolo, ma i sacerdoti della cultura comunista sanno ancora come distillare carriere e profitti astronomici ubriacando di minchiate gli squattrinati che lo ascoltano come musica celestiale.
In cento anni, a colpi di sindacalismo, burocrazia e giustizia comunista, hanno sterminato i piccoli lavoratori autonomi onesti, e hanno reso talmente criminali le multinazionali e le banche per reggere a l’urto di tanti parassiti, corrotti e irresponsabili comunisti, che oggi è facilissimo puntare il dito contro il potere economico: il capitalismo selvaggio.
Ma sono i comunisti che lo hanno legittimato così, per sfruttare vantaggi economici per sé, da tiranni del potere politico, con l’encomiabile funzione di difenderci dalla rapacità dei padroni e banchieri, ma assolta con tale “intelligenza”, da uccidere gli amici barboni, e ingrassare da schifo i nemici banchieri. 

giovedì 10 agosto 2017

Ignoranza o conoscenza, dov'è il guasto?

Da qualche secolo, il mondo della cultura, scimmiottando Platone e Pitagora alla rovescia, è riuscito a diffondere la convinzione demenziale che tutto il buono che c’è nei sistemi sociali è merito della conoscenza e tutto il cattivo è imputabile a l’ignoranza. Ma è proprio l’esatto contrario. E oggi nella UE, persino lo scemo del paese può provarne la falsificazione.
Se sul pianeta Terra fosse stato impossibile sopravvivere senza istruzione e progresso scientifico e tecnologico, l’uomo non sarebbe mai nato; perché le scimmie, da cui discende, si sarebbero estinte non avendo prof., scuole, università e master da frequentare. Invece, le scimmie ignoranti, ma alunne diligenti della natura incontaminata, hanno generato uomini tanto intelligenti da sopravvivere per svariati millenni senza quel pseudo sapere scientifico oggi certificato (come unica fonte di salvezza dell’umanità) da diplomi, lauree, master fasulli e cattedre caricatura.
E col sapere arrivò l’invasione dei sapienti, dei cattedratici, degli accademici, delle teste d’uovo, dei sottuttoio, dei cacasenno mangiasoldi e sfascia tutto, e l’originaria dittatura del caos naturale, (o disordine dinamico come lo hanno sempre definito i veri filosofi) si convertì in dittatura del casino scientifico, tecnologico, politico, giudiziario, burocratico, sindacale, fiscale e finanziario ormai ingovernabile.
Al disordine dinamico di Madre Natura che ha nutrito, formato e salvato l’uomo ignorante e suoi diretti antenati scimmie per decine di millenni, si è sostituito “l’ordine scientifico” che in meno di un secolo ha devastato il pianeta, e ha rincretinito l’uomo a tal punto, che non ci sono più i singoli uomini o i singoli eserciti che si combattono, ma gli Stati super tecnologici, che studiano costantemente come sterminarsi.
Zavorrando gli arsenali di bombe atomiche e armamenti assortiti, o scatenando come antipasto le guerre della disinformazione ideologica, le commerciali e finanziarie, le fughe di segreti di Stato, o gli attacchi hacker planetari, e aspettando l’arrivo dei governanti matti al punto giusto per distruggere il Pianeta ed estinguere la razza umana con una perfetta guerra atomica scientificamente preparata.
Ovviamente preceduta dalle esplosioni atomiche esperimentali, avversate a parole ma tollerate di fatto dalla comunità mondiale, che imponendo sanzioni economiche caricatura agli Stati canaglia, è come punisse preventivamente il rischio di sterminio de l’Umanità a colpi di multe, manco fossero violazioni del divieto di sosta.
Insomma, domandiamoci: e’ veramente la mamma dei cretini sempre incinta, ad aver reso l’Umanità devastante e ingovernabile peggio di un cavallo pazzo? Oppure sono i moderni platoni e pitagori del caxxo che non travasano più nei sistemi sociali, quei bei cretini naturali di una volta, che capivano tutto senza sapere niente. Oggi la scuola forma “cicciemme”, cretini culturalmente modificati, talmente zavorrati di sapere spazzatura, da non capire che la libertà incondizionata delle democrazie, se “poco illuminati”, (cioè carenti di neuroni, ma ricchi di titoli), può renderli pericolosi a tutto tondo, (a 960 gradi) come mine vaganti, o peggio, bombe atomiche già  sganciate.

martedì 8 agosto 2017

Il prof. D. Fusaro critica il mercato


Segue mio commento, a questo interessante post del filosofo prof. Diego Fusaro pubblicato su FB. che dice:

"E' bene che se ne prenda pacatamente atto, senza agitarsi e senza diffamare secondo le usuali categorie in voga del pensiero unico: la cosiddetta critica (intellettuale, accademica, giornalistica) analizza ormai solo fenomeni marginali (zingari, rom, immigrati, veganesimo, omosessualità, femminicidio, ecc.) per avere così l'alibi per non prendere mai in esame la contraddizione principale: l'economia di mercato che tutti rende alienati e che non cessa di fondarsi su sfruttamento, precarizzazione e offesa permanente della dignità umana."
Prof Diego Fusaro

Caro professore, nello scontro fra collettivismo comunista e mercato ĺiberale, il collettivismo è schiattato e il mercato è da curare. Ma per capire di che male è morto il morto, non va fatta certo la terapia al morto e l'autopsia al vivo. Perciò lei sarà super credibile se vorrà informarci, previa autopsia, di cosa è schiattato il comunismo. E lo sarà ancora di più se vorrà lasciare il mercato alle amorevoli cure dei liberali. 
Lei ha ragione a definire orrenda la faccia del capitalismo, ma nemmeno i connotati del defunto comunismo mi sembravano quelli bellissimi di papà Marx. Mi corregga se sbaglio.
Comunismo e capitalismo non sono due neonati appena partoriti e immuni da contaminazioni post parto, ma due pugili "suonati", vissuti per tre quarti di secolo sul ring della guerra fredda, apposta per cambiarsi i connotati e se possibile accopparsi.  
Poi, da un quarto di secolo, il capitalismo è sceso vincitore dal ring, ma ha preso tante di quelle legnate prima di accoppare il comunismo, da farci sospettare che il comunismo si sia finto morto, e che il capitalismo si stia fingendo vivo per scommessa.
Oggi l'Umanità avrebbe bisogno di un esercito di intellettuali liberi che la aiutino a capire prima di agire o reagire, ma di questi, salvo rari esemplari numericamente ininfluenti, sembrerebbe estinta la razza.
Gli ideologi comunisti che criticano le deformità mostruose del capitalismo come il prof. Fusaro con queste parole: "l'economia di mercato che tutti rende alienati e che non cessa di fondarsi su sfruttamento, precarizzazione e offesa permanente della dignità umana", sono credibili quanto il famoso bue che disse cornuto a l'asino.
E cosa ha fatto il comunismo di tanto nobile per non offendere la dignità umana? Comunismo e capitalismo hanno gettato entrambi l'umanità nella mer..., sabotandosi reciprocamente o la produttività economica o la giustizia sociale, o entrambe.
Se è vero come è vero che il comunismo non è morto solo di morte naturale, ma anche di legnate da guerra fredda est ovest; perché noi italiani dovremmo essere così ingenui da credere che il capitalismo mondiale sia sceso dal ring senza un graffio, e che la sua orrenda mostruosità di democrazia finta e tirannide vera, così abilmente descritta dal prof. Fusaro, siano i suoi connotati naturali, e non le cicatrici purulente subite dal comunismo?
I sistemi sociali sono fatti e resi equamente produttivi dagli uomini. Chi crede di poter compensare con la quantità di ricchezza la qualità scadente della cultura dei singoli e dei popoli, di governo democratico ancora non ci ha capito una mazza. Senza cultura degna di questo nome, non ci sono soltanto popoli che muoiono di povertà, ma anche popoli che agonizzano e muoiono di ricchezza prodotta, ma mai perequata.
Solo la cultura può rendere la democrazia migliore della dittatura. Ma se chi è preposto alla formazione e informazione, non sa ancora come fare gli italiani, per l'Italia già fatta da un secolo e mezzo, e si gingilla accusando il capitalismo economico e politico di offendere la dignità umana: allora siamo al bue che strapazza l'asino chiamandolo cornuto.
Lei caro professore, ha gli strumenti culturali e intellettivi per rendere a l'Italia un ottimo servizio formando e informando gli italiani, sui pregi del collettivismo ancora mutuabili nel mercato globale.
Ma se ha voglia di rendersi credibile quando parla di mercato e capitalismo, non tenga due piedi in una scarpa, non insegni comunismo e critichi il capitalismo.
Lasci la cultura dove tutti hanno ragione anche quando hanno torto. E si assuma la responsabilità facendo politica, dove pure la pioggia di ferragosto che alleviasse la siccità, è imputabile in automatico al governo ladro.

Cordiali saluti franco luceri.

martedì 1 agosto 2017

Guardie orbe e ladri lince



Ora volete sapere dove è il trucco usato dai nostri politici per rimanere al potere anche senza governare, solo per derubare il popolo e mangiarsi vivo lo Stato? Semplice. Immaginatevi due giocatori a un tavolo di ping pomg: se i comunisti e i liberali si “pingpongono” la responsabilità dello sfascio, possono farlo finché campano e persino a l’infinito se mai fossero immortali. I comunisti accusano i capitalisti di essere ingordi, rapaci, criminali, e questi restituiscono al mittente la responsabilità chiamandoli corrotti e parassiti. E quei poveracci degli elettori, utenti e contribuenti italiani finiscono scimuniti come asini nel frastuono. E continuano a sprecare il loro ex ora finto potere sovrano spostando inutilmente consenso da sinistra a destra e da destra a sinistra.
In Italia, per nostra fortuna, abbiamo ancora poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco, che ci rendono un servizio da eroi. Ma provate a immaginare che succederebbe se in un posto ci fosse una guardia in disservizio permanente effettivo e un ladro attivo h24. Nel senso che la guardia sembra che faccia diligentemente il proprio dovere per come accorre tempestiva alle chiamate dei derubati, ma quando incrocia il ladro che sta ripulendo un derubato, gli facilita il compito eclissandosi, per poi correre a fuochi sparati, a raccogliere la denuncia, ma sapendo bene che il furto è andato a buon fine per il ladro, grazie alla sua eroica collaborazione omissiva di guardia disonesta.
Da quando gli Stati comunisti si sono volatilizzati, i politici comunisti son finiti tutti in cassa integrazione non avendo più un loro sistema socio economico collettivista da rendere produttivo. Quindi nel libero mercato, e per giunta globale, la loro presenza è giustificata dal fatto che le democrazie sono tali se oltre alla maggioranza di governo c'è una opposizione che vigila. Quindi servono le guardie del comunismo per prevenire o reprimere i furti del capitalismo.
Ma ahinoi, salvo rarissime eccezioni che in democrazia non cavano un ragno dal buco, le nostre guardie comuniste sono “finte”, si sono prostituite a peso d’oro ai ladri del mercato nazionale e globale. Lasciano a multinazionali e banchieri la libertà di derubare gli italiani anche della vita, ove non bastasse la borsa, e poi fingono di correre a sirene spiegate in soccorso degli ultimi, ma avendo assunto l’obbligo legalizzato di servire i primi, gli avvelenatori, truffatori e corruttori del mercato, e ancora più e meglio la finanza strozzina, che li finanzia e li protegge.
Tutto l’apparato pubblico italiano comunista ha una efficienza a dir poco miracolosa ne l’impedire che i cleptomani del capitalismo subiscano danni o perdite ne l’esercizio delle loro "legalissime" funzioni accumulatrici finanziarie e tributarie. E ora che la refurtiva italiana sembra scarseggiare, a causa di milioni di disoccupati e milioni di poveri, stanno importando extracomunitari a "navate", per garantire continuità lavorativa ai “filantropi” della finanza.
Io non ho soluzioni per la catastrofe Italia, ma ora che lo sapete, fidatevi solo di voi stessi. Comunisti e liberali sono compagni di merende; sul piatto della in-giustizia sociale pesano uguali, sono associati per fare i ricchi più ricchi facendo i poveri più poveri.
L'unica possibilità che hanno gli italiani di salvarsi, è smetterla di cercare altre prove di colpevolezza a carico di politici, giudici, burocrati, intellettuali, industriali e banchieri e iniziare a cercare attenuanti. 
Seccata nel 1989 la sorgente mondiale di produttività comunista, a l'Umanità, mica solo a l'Italia, è rimasto il libero mercato. Ora immaginate voi in che guaio si troverebbe tutta la politica destra e sinistra, se continuasse a farsi la guerra, ignorando che ha solo il mercato come "unica sorgente di reddito superstite", sopravvissuta allo sconvolgimento tellurico della fine ingloriosa del collettivismo, cioè dello Stato autonomo, datore di lavoro per tutti ed equo produttore di reddito.
In un secolo, tutti i popoli comunisti si sono fumati tragicamente l'interesse collettivo. Ora dovrebbero scegliere di continuare a farsi la guerra destri e mancini, demolire lo schifosissimo libero mercato che tiene in vita sette miliardi di umani, (pur perdendone per strada per disuguaglianza una bella fetta) e sperare che al secondo tentativo, lo Stato collettivista diventi realtà oggettiva, prima che per fame, epidemie, carestie e guerre, de l'Umanità non sia rimasto manco un vago ricordo.
Ecco perché non è igienico suggerire ai comunisti di continuare a fare la guerra a quei schifosi dei capitalisti, se l'unico forno capace di sfamare l'Umanità è rimasto il libero mercato globale. Tu consiglieresti al Matteo di continuare a fare la guerra al Silvio nazionale, perché la salvezza italiana passa solo dal suo fallimento? Vai tranquillo, che dopo una sonora pernacchia, il Matteo (che il cervello non se lo è ancora bevuto) ti dirà, matto provaci tu!

martedì 25 luglio 2017

La stupidità dei burotiranni


Poiché riguarda otto decimi della popolazione mondiale, e scusatemi l’ottimismo, nessun legislatore ha mai osato considerare reato la stupidità. Invece, nelle classi dirigenti pubbliche e private, insaccate di laureati e masterizzati acefali, si dovrebbe considerarla reato penale, perché uccide mille volte più della malversazione, corruzione, concussione, falso in atto pubblico ecc. ecc.
Ma quei due decimi di intelligenti, pure se realmente tali, (e ri-scusatemi due volte l’ottimismo se una non basta) non hanno potere, sono  sequestrati dagli otto decimi di stupidi, che in assenza di legale opposizione (il rapporto numerico così mostruosamente sbilanciato, non lo ha consentito, non lo consente e non lo consentirà nemmeno al Padreterno) diventano tiranni inamovibili, impuniti e impunibili.
Tanto è che in Italia, nel primo mezzo secolo di democrazia, la classe pseudo “dirigente” aveva già raso al suolo questo povero Paese, e pure è rimasta ad ultimare il lavoro a regola d’arte; visto che la corruzione, che riguarda sempre un numero insignificante di addetti, è stata perseguita penalmente; ma la stupidità che riguardava e riguarda il grosso della politica, burocrazia e professioni, è ancora ai posti di combattimento per succhiare ricchezza privata e trasformarla in proprietà privata, o peggio, servizi pubblici omicidi.
Nello Stato gli addetti sono tutti liberissimi di comportarsi da stupidi, perché la stupidità, che nel privato è considerata inadempienza della prestazione lavorativa, nel pubblico è titolo di merito per una veloce e brillante carriera, altro che reato!!!
Allora si capisce chiaramente quale è il tumore mortale delle democrazie: l’impossibilità che affligge politici, burocrati e giudici intelligenti, di risanare il sistema, non solo cambiando le leggi e obbligando i cittadini a rispettarle, ma l’intera classe dirigente pubblica e privata, a tenere in buona salute il sistema Stato, o quantomeno “mollare la grana indebitamente percepita e levare il disturbo”.
Insomma, per scoraggiare la corsa alla carriera di irresponsabile burocrate, non più definibile “culodipietra”, oggi che timbra o delega altri alla timbratura e corre a farsi i caxxi propri, il reato di inadempienza per stupidità dovrebbe essere considerato reato penale, perché non produce solo danni economici, ma uccide cittadini, distrugge famiglie, imprese, posti di lavoro, profitti, PIL e tasse per lo Stato.
Allora è una idiozia colossale che il legislatore non si sia conservato il potere di obbligare i burocrati e i loro onestissimi compagni di merende delle professioni, ad assumersi la totale responsabilità del funzionamento dello Stato, e ancor peggio, che lo abbia tolto pure alla magistratura, visto che l’operazione ‘’manipulite’’ si abbatté come un uragano azzerando politici e partiti; ma su burocrazia e professioni, straripante di acefali irresponsabili, passò e passa senza danni come una innocua brezza primaverile. E nella Capitale ormai non ci arrivano più manco gli spifferi!

Insomma, nella democraticissima Italia, dove la quantità vince sulla qualità; la forza numerica dei burocrati e professionisti responsabili, sopravvissuti a sette decenni di burotirannia, è così silenziosa da farci sospettare che ormai anche loro si siano lasciati prendere prigionieri per sfinimento, avendo smesso persino di abbaiare alla luna.

lunedì 17 luglio 2017

Chi fa è rovinato se fa bene


Sapete quale argomento vi assottiglia drasticamente il parco degli amici reali e pure di quelli virtuali sui media? Indurre chi ne sa più di voi a discutere con la massima onestà intellettuale, di colpe della scuola e della stampa. Se invece girate la frittata, cercando i meriti della cultura e le colpe della politica, della finanza e persino della giustizia, ogni ventiquattro ore vi troverete investiti da un nubifragio di amici nuovi, desiderosi di seguirvi come foste il Messia numero2.
Ma a costo di rimanere con un unico amico, me stesso; non smetterò mai di domandarmi e domandare, a chi ne dovrebbe sapere più di me, e non vuole vivere da trescimmietta, perché la ricchezza prodotta dagli analfabeti o quasi con lavoro manuale, a partire dal 1948 ad oggi è bastata a formare e a foraggiare in Italia una classe dirigente elefantiaca di milioni di professori e professionisti con vocazione a l’accumulo di potere, denaro e irresponsabilità; mentre la stessa marea di laureati, masterizzati, burocrati e manager, continua a cancellare del lavoro manuale anche le impronte digitali, tanto che faticano ad assicurare persino ai loro stessi figli un posto di netturbino o lavacessi, e se particolarmente bravi li condannano a l’emigrazione?
I cafoni hanno prodotto fiumi di ricchezza per “dott. e prof.” che ora li ripagano producendo montagne di debito pubblico, e la distruzione quasi totale del lavoro sicuro e dignitosamente retribuito.
Dove è l’inghippo? Non sarà che l’uomo del dire fatica a maturare e a migliorarsi, perché le sue responsabilità le ha scaricate pari pari su l’uomo del fare?
I maestri del blablà, possono accreditare, e con la stessa semplicità screditare chiunque gli pare. E non è facile stabilire se il fango gettato con le parole, è giustamente accusatorio o scandalosamente diffamatorio.
Mentre i fatti, a differenza delle parole, sono immediatamente visibili. E gli eventuali effetti negativi che scaturiscono dalle azioni lo sono ancor più dei positivi; e inchiodano alle proprie responsabilità civili, penali, tributarie e finanziarie tutti gli illusi che agiscono.
Illusi, perché l’Umanità continua a negare a sé stessa, che “il Mondo, (diceva Einaudi) non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee; e quelle che muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità”.
Allora dovremmo smetterla di tenere incollati sul banco degli imputati coloro che agiscono e sbagliano in quanto teste di rapa; per alternarli, almeno a titolo di discussione alle teste d’uovo che sfornano e diffondono idee da ospedale psichiatrico.
E come qualsiasi prodotto umano, possono essere salvifiche o assassine, e persino genocide come lo sono state nazismo, fascismo e comunismo, e come lo è il liberismo globalizzato (ritenuto perfetto a prescindere, anche se ormai è da decenni ingovernato e ingovernabile) studiato da prof e dott per sfruttare e sterminare tutti i piccoli e piccolissimi illusi del lavoro autonomo, e ingrassare fino a l’indecenza intellettuali, multinazionali e banchieri.
Il mondo straripa di prof, Manager stramiliardari, che ingrassano ben oltre l’indecenza ingravidando i cervelli dei governanti con idee a volte geniali e a volte demenziali. Ed è una truffa colossale a danno dell’intero genere umano, che in aggiunta alle loro sacrosante idee geniali, debbano continuare a lucrare profitti astronomici, anche per quelle “infantili e distruttive”, che nel migliore dei casi condannano i popoli a tirare la cinghia, e persino le cuoia, precipitando in un drammatico default o peggio guerra civile.
Allora, quando è che potremo vedere a l’opera almeno un prototipo di tribunale fallimentare, che per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, metta sotto accusa gli uomini del fare, ma prosegua, (sia pure gattonando come i neonati per non cadere) sulla sconosciuta via del buonsenso, incriminando anche quelli del dire?
Gli ideologi, che lucrano compensi faraonici per le loro idee geniali, ma soprattutto sfornando o sposando idee o ideologie assassine o genocide, come quelle che in meno di un secolo potrebbero portare alla sostituzione e poi anche a l'estinzione, quel nobilissimo popolo italico di ex santi, ex eroi, ex navigatori ed ex geni, ormai declassati ad impotenti e fallimentari, se solo osano proporsi da autonomi e onesti sacerdoti del fare.

venerdì 7 luglio 2017

Dio ci salvi dal rotto della cuffia!


La generazione dei 75-80enni italiani, figli di lavoratori e piccoli imprenditori, si è trovata a dover ricostruire il sistema socio-economico devastato dal nazifascismo; ma dopo aver ricevuto, (a colpi di diplomi e lauree) la “cultura” per farlo, ha creduto di riuscirci al meglio, riempiendo i piatti di pietanze reali: benessere, giustizia e pace per i più. 
Salvo poi accorgersi, dopo mezzo secolo, e grazie a l'operazione ''Manipulite'', che non era solo il salario e il profitto onesto dei cittadini (perché più istruiti dei loro genitori) a riempire i piatti, ma c'era molta finanza creativa pubblica. La politica seminava benessere per raccogliere consenso: ma quel benessere scaturiva solo in parte dalla tassazione della reale e onesta produttività sociale.
La ricchezza finta e la refurtiva vera si sprecavano. La classe politica onesta fino alla lira l'attingeva dalle banche, facendo lievitare il debito pubblico e gli interessi usurari.
Quindi la mia generazione dei 75-80enni (io ne avrò 76 fra giorni) ha finito per consegnare ai figli, i piatti culturali di sempre, ma non sono più vuoti, e da riempire di giustizia sociale; sono già stracolmi di tasse e interessi passivi da pagare. Come dire di leccornie per burocrati, banchieri, sindacalisti, esattori, arruffapopoli assortiti e avanzi per disoccupati, sottoccupati, sfruttati e barboni.
Quindi ai figli e nipoti non fa schifo il lavoro, perché sono viziati e bamboccioni, ma la mancanza di lavoro giustamente remunerato e quindi l’assenza di futuro. Sanno che non potranno mai sposarsi, comprare casa e procreare, essendo nati indebitati. Se mai avranno la fortuna di produrre ricchezza da schiavi; a colpi di rapine tributarie, dovranno garantire pranzi succulenti alla classe dirigente e agli strozzini, e rassegnarsi a frugare nei cassonetti alla ricerca di avanzi se tutto gli andrà da dio.
Questo dovrebbe indurci tutti a comprendere che l'Italia così malmessa, è figlia delle nostre buone intenzioni di "Padri intelligenti come capre" (e mi scuso con le capre per lo "sgarbato" accostamento). Pensavamo di lastricare di giustizia sociale il paradiso, abbiamo lastricato l’inferno, di liquami di fogna morale e giuridica: di truffe, furti e rapine legali o legalizzate con criminale abuso di potere.
Perciò, ora urge un nuovo patto intergenerazionale, che induca bisnonni, nonni, padri, figli e nipoti a smetterla di cercare colpevoli, (visto che il giudice Di Pietro ha già fatto buchi ne l’acqua). 
Si apparecchi il tavolo della giustizia sociale, in modo da non indurre la generazione che dovrà inventarsi il futuro che noi le abbiamo negato, a sputare nel piatto, e a spingerci tutti, ormai indebitati da fare schifo o alibabà stracolmi di refurtiva, nel burrone del default, della guerra civile o al meglio della dittatura.


giovedì 29 giugno 2017

Italia ridotta a discarica di umanità indifferenziata


Non posso affermare con cognizione di causa che l’Umanità ha del sapere una percezione quasi strabica, ma a naso temo proprio di si. Solo quando il sapere senza il capire ha generato danni irreparabili, ci rendiamo conto della differenza che c'è fra la scuola che produce tasselli di sapere, e la stampa che con lavoro certosino li compone in mosaico per aiutare persino chi sa poco o non sa niente, a capire, o almeno a percepire i contorni della realtà oggettiva e non vivere e morire come l'asino nel frastuono.
L’Europa e l’Italia in primis stanno affrontando il problema immigrati e relativo salvataggio in mare, con l’intelligenza di chi non sa cogliere la differenza fra sapere e capire. I più si ammirano la scartoffia incorniciata del proprio titolo di studio, con l’aria soddisfatta di chi si crede arrivato al traguardo del capire, ma gira in tondo come l'ubriaco che ha perduto la via di casa, e quando tutto gli andrà da dio, in punto di morte capirà che è stato un pozzo di scienza, un industriale del sapere, ma della realtà non ha colto nemmeno i contorni.
Il grande Henri Poincaré, forse doveva viaggiare verso il traguardo del capire, se un giorno ebbe ragione di affermare, che “La scienza è fatta di dati, come una casa di pietre. Ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa.”
La scuola forma intagliatori di pietre, produttori e distributori di sapere, ma solo ad alcuni speciali muratori del giornalismo riesce il miracolo di trasformare le pietre in casa, di impiegare il sapere per capire e aiutare a capire.
E per la carestia di muratori, è una immane fatica d'Ercole zigzagare nella babele dei media italiani per tentare di capire quanto c’è di saggio o di folle aver convogliato sulle coste libiche un numero spropositato di navi per salvare immigrati a rischio annegamento. E quanto sia da ospedale psichiatrico aver stabilito a livello UE che debbano essere solo italiani i porti su cui scaricare questa umanità indifferenziata (santi mischiati a briganti, vittime mischiate a carnefici) che si muovono ininterrottamente da l’Africa a l’Europa.
Ma per capire perché l’altruismo pur sacrosanto del salvataggio degli immigrati potrebbe trasformarsi in autolesionismo e persino in genocidio, dovremmo stabilire se come popolo, e quindi dal punto di vista socio-politico-economico, siamo potenzialmente più bagnanti alla ricerca di un salvagente o bagnini attrezzati al salvataggio.
E se guardiamo i fatti italiani ed europei  da questa diversa e più ampia angolazione, non ci vuole mica Einstein per capire che siamo poveri bagnanti, a cui i bagnini UE lanciano ciambelle di salvataggio in cemento armato, per tenersi a galla.
Siamo un popolo indebitato da fare schifo, abbiamo poveri italiani che se avessero un paio di scarpe senza buchi fuggirebbero in Africa a piedi, abbiamo suicidi a grappoli di ex lavoratori o piccoli imprenditori rimasti senza salario o profitto, con famiglia da mantenere e mutui da sanare, abbiamo famiglie che si sfasciano per le difficoltà economiche, donne assassinate, figli abbandonati o uccisi per mancanza di fiducia nelle istituzioni esistenti, anziani non autosufficienti e con pensioni da fame che non si sa bene dove scaricare. E abbiamo una classe dirigente insaziabile, che pesa come un macigno su troppi italiani a rischio annegamento sulla terra ferma, nell'oceano dei debiti e delle tasse.
Insomma, a livello di popolo, siamo come un pescatore con famiglia affamata al seguito, che ha guadagnato il largo alla ricerca di pesce. A un certo punto intercetta un barcone che sta affondando ed è carico di viaggiatori, si precipita a soccorrerli, ma non butta in mare i suoi familiari, per riempirsi la barca di campioni di nuoto. Fa salire a bordo chi è davvero a rischio annegamento, distribuisce i salvagente che avanzano, lascia in mare chi non può soccorrere senza rischio per sé, e corre a portare in salvo il carico di veri disperati che ha soccorso.
Questo sarebbe un esempio di salvataggio intelligente di cui nella UE non c’è traccia. Noi invece istighiamo pure i morti a montare sui mezzi di soccorso quasi senza bagnarsi i piedi, avendo disseminato le coste libiche di bagnini e di ciambelle. Ci mancava da esca lo "Ius soli", ma provvederemo.
Azzerando il rischio annegamento, ch'è umano azzerare, invogliamo l’Africa a farsi una crociera in Italia, e con la possibilità di disperdersi clandestinamente in Europa a caccia di euri. E giacché siamo sulla via della genialità politica, chiamiamo anche le donne a l'ottavo mese di gravidanza a correre qua a partorirsi un italiano, a sanarci la carestia demografica, e pazienza se per quella intellettiva non basterebbero nemmeno sessanta milioni di prof. Basaglia.
Ma davvero l’Italia può reggere ancora per molto a questa ondata inarrestabile di umanità indifferenziata, che ci si ferma sul groppone se non sa usare l’Italia da trampolino per disperdersi illegalmente nella UE, che di immigrati non vuole nemmeno sentir parlare? Io la domanda ve l'ho abbozzata, voi datevi la risposta.

martedì 27 giugno 2017

La guerra tra ricchi è scatenata solo dai ricchi?

Credo si possa accettare per vero che le guerre fra poveri sono scatenate dai ricchi avidi o criminali. E nei rari casi in cui i ricchi arrivano a farsi la guerra, vuol dire che sono diventati stupidi? 
Stupidi come quei coniugi che viziano i figli ben oltre le loro disponibilità economiche, poi non reggono più alle loro insensate o folli pretese, iniziano a litigare fra loro, e alla fine si separano per non accoltellarsi.
Oggi i ricchi italiani sono messi proprio così. Per decenni hanno fatto fronte a qualunque folle rivendicazione sindacale e rapina tributaria, e si sono persino rassegnati a considerare la corruzione, la concussione, la truffa, il falso in bilancio, l'evasione, l'elusione o il finto fallimento, come regole non scritte ma immutabili del finto libero mercato italiano.
Questo ha portato pace e benessere fra i lavoratori sindacalizzati, e guerra fra gli imprenditori stupidi, per una ragione semplice semplice: è verissimo che aumentando i salari lievitano i consumi e i profitti per le imprese; ma in un Paese come l’Italia, piegato e piagato da sette decenni di sindacalismo, burocrazia e politica da ospedale psichiatrico, ormai, tra fallimenti di banche e imprese, svendite, chiusure o delocalizzazioni, si fatica persino a trovare le impronte digitali delle imprese italiane oneste e capaci di attrarre consumatori, fare profitti e pagare tasse. Invece si sprecano quelle che levano il disturbo, a qualsiasi costo e con qualunque mezzo.
Quindi, l'aumento salariale, genera si aumento di consumi e profitti, ma per due tipi di imprese: quelle nazionali studiate per truffare, evadere e fallire (e perciò criminalmente competitive); e le grandi multinazionali dei paesi a basso costo salariale e a basso o inesistente carico tributario, che si fiondano in Italia, almeno da un paio di decenni, con prezzi e qualità irresistibili per la massa dei lavoratori e pensionati che avendo sempre meno risorse da spendere, comprano dalle imprese estere e fanno fallire le nazionali.
Era lapalissiano, che i lavoratori e i pensionati, in quanto unici detentori del potere numerico e politico per fare leggi e governare il Paese,  abusando da tiranni del loro potere sindacale, legislativo, burocratico, giudiziario e mediatico, alla lunga avrebbero impiccato popolo e Stato, mettendo in crisi il mondo dell’imprenditoria, del lavoro e della finanza.
Ma ad onor del vero, servivano banchieri e imprenditori acefali, per farsi coinvolgere, in una guerra tra ricchi scatenata da sindacalisti e politici comunisti, fino al punto da farli scappare da l’Italia (vedi Agnelli & C.).
Se prendiamo per buona questa citazione di Sartre, “quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri a morire”, siamo indotti a pensare che i poveri siano solo vittime predestinate. Muoiono nelle guerre fra poveri sfruttati dai ricchi, e muoiono nelle guerre fra ricchi, quasi usati da scudi umani per salvare la vita dei ricchi salvandogli la borsa.
Ma la questione potrebbe essere più complicata del solito, perché è vero che i ricchi conoscono a meraviglia il mestiere di sfruttatori di poveri, ma in democrazia i lavoratori e i pensionati (in quanto schiacciante maggioranza) sono la classe sociale governante non governata. Sono talmente numerosi da poter impedire da tiranni l’alternanza al potere dei ricchi, anche se non avessero mai inventato sindacalismo e comunismo.
Sono il potere politico, burocratico, mediatico e giudiziario, ma non basta, sono anche il potere economico, posto che il grosso delle tasse lo pagano lavoratori e pensionati. Allora è tutto da studiare se i ricchi si fanno la guerra e uccidono poveri da sfruttatori e strozzini per arricchire, o se ormai lo fanno per salvarsi la vita da ricchi, salvandosi almeno la borsa, il potere economico, posto che in democrazia tutti gli altri poteri sono monopolizzati dalla classe povera e media.
Per millenni i ricchi sono stati sempre e solo carnefici. Ma ora le democrazie stanno scombinando i ruoli. C’è forse il rischio che i ricchi stiano finendo anche loro da vittime negli ingranaggi della competizione selvaggia, di cui i lavoratori e pensionati, potrebbero non essere solo vittime, ma magari inconsapevoli carnefici, se grazie al loro intoccabile potere politico, sindacale, burocratico, giudiziario e mediatico possono arrogarsi il diritto di consumare più ricchezza di quanta ne producono, e sottrarla ai ricchi di diritto o di fatto, costringendo i piccoli imprenditori al suicidio e i grossi alla fuga? Meditiamo gente, prima che l'acqua ci arrivi alla gola.

sabato 17 giugno 2017

E di libertà vogliamo parlare?



domenica 11 giugno 2017

Menù Soluzioni


Solo i fatti caricano di senso i vuoti paroloni delle democrazie, confermando o smentendo che cultura, politica, giustizia e mercato, siano serviti realmente per salvare poveri e ricchi; o ahinoi, hanno fatto schiattare di sfruttamento e persecuzione criminale i poveri, per accrescere e concentrare l’arricchimento legale dei ricchi.
Se il Padreterno creando l'Universo ha fatto cose ben più grandi dello sfamare a pani e pesci un limitato numero di persone affamate; perché non ha voluto impedire almeno una delle due cause di sfascio garantito dei sistemi sociali di qualunque razza; cioè il disumano impoverimento dei poveri, o l’insensato e crescente arricchimento dei ricchi?
Ferocemente promosso e tutelato dagli utili idioti delle “legatissime” istituzioni democratiche, che usano il potere politico maggioritario dei nostri poveri italiani in costante lievitazione, per concentrare ricchezza in mano ad un numero sempre più esiguo di ricchi, che corrono in mare ad importare poveri davvero, ma poi li salvano per finta, sfruttandoli quanto e più dei poveri italiani.
Avesse impedito almeno questo; il Padreterno non avrebbe lasciato a noi la patata bollente delle bellissime ma finte democrazie, così inadatte a garantire a tutti un minimo vitale di giustizia sociale, da convertirsi, (vedi Italia) in schifose, incorreggibili, disumane dittature del caos, scusate volevo dire del bordello burocratico.
Con una classe amministrativa e dirigente di oltre cinque milioni di addetti, (ma qualcuno parla pure di sei) che si è ritagliata per sé, tali e tanti privilegi, irresponsabilità, furti e impunità, vivendo ben oltre le proprie capacità produttive e facendo solo danni; che allo stato delle cose, lascia ai propri figli, (dopo averli assicurato una laurea) un debito pubblico astronomico, e se gli andrà da dio, (raccomandazione permettendo) un lavoro di apprendistato per 400 euro mensili, (se e quando li incassano realmente) o l’emigrazione max a 25 anni.
E a questo livello di sfascio, c’è una sola considerazione da fare: se l’arricchimento dei ricchi è fisiologico, non lo ha impedito Dio e non può impedirlo nessuno; i saggi della cultura e i potenti della politica e della giustizia, che ci stanno a fare così numerosi, se si dicono impegnati a garantire la legalità anche a beneficio degli ultimi, ma poi gli ultimi, i disperati, lievitano manco fossero pandori, e continuano a schiattare da formiche sotto un diluvio di iniquità e violenza, spacciata per giustizia sociale?
Persino nella ricca, progredita e pacifica Italia, c’è ancora una minoranza di donne povere, che trova più sicuro, per le proprie disumane condizioni fisiche, psicofisiche o economiche, in alternativa al suicidio, partorire e uccidere il neonato, anziché affidarsi a quel esercito di “benefattori” che occupano le istituzioni per sfruttarle a proprio esclusivo vantaggio, e alla faccia di chi non sa, non ha, non può.
Salvo nobilissime eccezioni, gli addetti pubblici sono tanto idioti o rapaci nel tutelarsi i propri interessi, che stanno obbligando le donne a spartirsi così freneticamente fra casa e lavoro, pur avendo figli piccoli e piccolissimi da accudire, da renderle matte, feroci o scimunite a tal punto, da dimenticarsi i figli in macchina sotto il sole per cinque ore, con epilogo drammatico.
Di questo porcaio italiano, se ci sono saggi, ricchi e potenti che conservano ancora un barlume di coscienza e dignità, qua pubblicamente e concretamente dovrebbero vergognarsi e dissociarsi.
Io ne parlo da tre decenni, ma abbaio alla luna. Ho iniziato a scrivere quasi da semi analfabeta, alla notizia per me sconvolgente pubblicata dal “Quotidiano di Lecce”, nel 1985-7 (non ricordo più) di una vedova giovanissima con figli da mantenere, che dopo aver chiesto invano aiuto a mezzo mondo, aveva ammazzato i figli e si era suicidata.
Tre decenni sono passati senza che la classe dirigente italiana si sia accorta quale scia di morti per ingiustizia sociale si sta lasciando alle spalle, persino fra gli stessi dipendenti pubblici. Chiamare democrazia, Stato di diritto e giustizia sociale una simile vergogna, è roba da barbari o da matti.


martedì 6 giugno 2017

Menù Soluzioni


Il meglio della “cultura italiana truffaldina” si sviluppa su tre filoni diversi, ma con la comune finalità di acchiappare e sfruttare il potere democratico, fingendo di aiutare il popolo a governarsi.
in questa loro pregevole funzione, le tre razze di arruffapopoli sindacali, mediatici e politici, non si lasciano mai sorprendere impreparati. Da furbi mestieranti del blablà, conoscono e usano questa formula magica strappa applausi garantiti: “dobbiamo dire no”, E poi di seguito ci seppelliscono vivi di problemi vecchi quanto il cucco, da cui non hanno la più pallida intenzione, né la capacità di liberarci.
E in sette decenni ci hanno allenato a “dire no” a qualunque problema“agli italiani che si impiccano, ai pensionati che rovistano nella monnezza, ai campani che si ammalano di cancro, agli studenti che lasciano l’Italia, ai liguri che sprofondano nel fango, ai posti di lavoro a rischio della Indesit o dell’Ilva, agli impiegati di Meridiana o Alitalia, agli imprenditori del veneto strozzati dalle tasse, ai bambini del quartiere Tamburi di Taranto, alle vittime dell’amianto, ai giudici condannati a morte dalla mafia, agli esodati, ai professori precari, agli agricoltori pugliesi, ai pescatori siciliani, a chi vive in macchina perché lo Stato gli ha portato via la casa, o a chi si imbarca su un barcone della morte perché non ha più uno stato a casa sua”.
Mentre sul fronte opposto, i presunti saggi e potenti del governo, rispondono con altrettanta finta onestà e competenza. “Non c’è la soluzione, va trovata”: è aperto o stiamo per aprire un tavolo di trattative con le parti sociali, che poi sono gli arruffapopoli di cui sopra, impegnati a trarre il massimo profitto paralizzando il governo e assaltando la diligenza, con questa superba conclusione spellamani.
Se tutti costoro non fossero uomini e donne, ma istituti finanziari, se tutti costoro non fossero sangue e carne, ma gruppi petroliferi, li avreste già salvati da un pezzo. E’ tempo che ve ne andiate, e lasciate il governo del Paese a chi ha onestà e coraggio e nessun delinquente a casa propria”. Tutti fanno sfoggio di  onestà e coraggio, ma di intelligenza e competenza, manco a parlarne per sbaglio.
Perciò io chiederei umilmente, a chi non ama né esattori, né banchieri, né petrolieri, di spiegarmi questo: un Premier che non volesse comportarsi da bimbominchia o vampiro, a chi dovrebbe chiedere i soldi per fare ciò che ha promesso di fare, posto che nella UE, tutti i governi spendono soldi rapinati a Pantalone o mutuati dalle banche?
Se il Premier a caccia di sangue finanziario fresco, non può succhiarsi da vampiro i lavoratori in calo e i disoccupati e sottoccupati in crescita, i piccoli imprenditori che chiudono, falliscono o si suicidano, gli esodati e i pensionati, e non può attaccarsi alla giugulare dei banchieri strozzini, a quali caxxo di donatori può spillare euri?
Che fa, converte Palazzo Chigi in zecca dello Stato per stampare moneta a ciclo continuo e fronteggiare le richieste demenziali di un popolo indotto da eserciti di cacasenno a chiedere di più e produrre di meno? O rompe il salvadanaio di figli e nipoti a caccia di centesimini disoccupati?
Perciò, stanco di vivere da utile idiota in questo Paese paralizzato proprio da chi dovrebbe governarlo cercando le migliori soluzioni possibili, ho chiesto al direttore Nicola Cariglia di “Pensalibero” che ringrazio per l’ospitalità, di avviare la rubrica Menù Soluzioni
Chi volesse inventare uno straccio di futuro per il popolo italiano, compatibile con i 27 stati UE, non si dilunghi ad elencare problemi, (ne abbiamo già a strafottere) ma arrivi qua attrezzato per risolvere almeno uno, dichiarando quanto costa la terapia, chi la compra, chi la vende, chi è il medico curante, e con i soldi di quale categoria di soggetti produttivi si arriva alla soluzione.
Chi non ha la giusta preparazione interdisciplinare per dimostrare numeri alla mano, come produrre un euro di utile qua, senza generare due di danno più in là, ha tutta la mia gratitudine se si astiene dal proporre papocchi, a cui ci pensano già egregiamente le istituzioni italiane facendo danni da sette decenni.
Io sono un umile opinionista dilettante di 75 anni e di scarsa cultura. Qua e ora mi dichiaro pubblicamente colpevole, perché unendomi per tre decenni al coro dei “diciamo no” allo sfascio nazionale, nel mio piccolo, ho contribuito per ignoranza ad incasinarlo meglio. 
Così ho deciso, smetto di scimmiottare i "diciamo no", recito il mea culpa, e vado a caccia di “diciamo si”: di persone di buona volontà disposte a fare squadra, su questa miracolosa oasi di buonsenso chiamata Pensalibero, e determinate a salvare il salvabile. Buon lavoro a chi vorrà contribuirvi.