lunedì 23 agosto 2021

Nel Far West attuale, la diligenza è al sicuro.


Un secolo e mezzo fa, chi assaltava la diligenza, chiedeva "educatamente" ai passeggeri se preferivano consegnare la borsa o rimetterci la vita. E chi ne era provvisto, mollava subito il malloppo per tornare a casa intero.
Ora i "filantropi" ultima generazione, non saprebbero tenere in mano una pistola ad acqua o un fucile di pasta frolla, non assaltano la diligenza e non ti chiedono di scegliere tra borsa e vita.
O ti prestano l'ombrello a Ferragosto e lo rivogliono indietro la vigilia di Natale, questo si dice dei Banchieri.
O ti informano che hai la vita in pericolo e promettono di salvarti, sapendo bene che nel disperato tentativo di conservarti la pellaccia, gli getterai in pasto ciò che della borsa è avanzato al tuo prestatore di ombrelli "di fiducia".
Insomma, dai vecchi assalti alla diligenza, ai nuovi "salvataggi" finanziari e sanitari, sembrerebbero cambiati appena appena i dettagli. 
Gli attuali 8 miliardi di umani hanno sempre quelle due preziose cosette in balia dei "filantropi", la borsa e la vita:
1)     le banconote (gli ombrelli) che piacciono tanto ai maneggioni della Finanza, indefessi accumulatori h24; 
2)     e la salute, (ormai cagionevole di default), di tutti i 206 popoli del mondo, ma amorevolmente riforniti e ripuliti dalle industrie farmaceutiche e dai servizi sanitari nazionali con i loro protocolli di cura "miracolosa", a cui tutti i medici devono attenersi nel rispetto della scienza, e alla faccia della loro individuale coscienza, se mai con la scienza finisse in rotta di collisione.
Nei quasi due anni di pandemia, la maggioranza dei medici sta seguendo i protocolli ministeriali, ma c'è una crescente minoranza che li contesta dimostrando numeri alla mano di saper salvare molte più vite umane con terapie diverse dal vaccino. E per stabilire dove stia il vero in campo finanziario e sanitario forse dovremmo umilmente, come suggerisce l'impareggiabile professor Zichichi,  bussare alle porte del Creatore.
Però ai signor nessuno come me, incomincia a venire il sospetto che il mercato globale sia diventato una raffinatissima forma di assalto alla "diligenza umana": si continua a minacciare la vita, non più come una volta per razziare qualche borsa consunta e maleodorante, ma per "sanificare" il contenuto, spostando l'Intera ricchezza mondiale dai barboni ai banchieri.
Franco Luceri

domenica 15 agosto 2021

Lasciate in grazia di Dio l'Ordine del Creato


Aver definito il Creato "disordine dinamico", è servito e serve alle teste d'uovo della scienza per fingersi impegnate a riordinarlo, mutando il perfettissimo CAOS NATURALE, in "casino tecnologico", così fallimentare, da mettere in forse non solo la qualità della vita, ma persino il diritto di uomini, animali e piante comprese di tirare a campá.
Per lo scienziato James Yorke: "occorre essere preparati a cambiare i piani in qualsiasi momento". 
Peccato che ora la scienza mondiale ha solo 4 piani contro la pandemia sanitaria ed economica: il vaccino che non immunizza, il greenpass che certifica l'immunità solo probabile, i tamponi sfonda narici e i ristori (italiani) a babbo morto.
Tutto questo ha ridotto la civiltà occidentale ad una roulette russa. Utile soltanto a scienza, impresa e finanza per speculare una montagna di profitti.
Pretendono che i singoli cittadini siano responsabili e corrano a vaccinarsi per il loro bene e per il bene della collettività. Peccato che la collettività responsabile non l'abbiano ancora inventata.
Se il vaccino che salva molti, ammala o uccide qualcuno, lo Stato e le industrie farmaceutiche sono esentati da qualunque responsabilità, e le famiglie delle vittime, specialmente se monoreddito e con figli, s'attaccano al tram, finiscono all'accattonaggio.
Se l'ordine scientifico e tecnologico serve a proteggerci dal "disordine dinamico della natura", credo che il 99% degli umani, arrostito d'estate, gelato d'inverno, alluvionato alle quattro stagioni, tassato e disservito, sfruttato ed usurato, cornuto e mazziato persino negli Stati di diritto caricatura, oggi pagherebbe un occhio per uscire vivo dall'incasinato ordine scientifico e tornare al perfettissimo disordine naturale, dove c'è almeno la morte che non si lascia corrompere.
Franco Luceri 

sabato 7 agosto 2021

Quello che ci fotte è lo strabismo culturale


Il vero problema dell'umanità è lo strabismo culturale. 
Siamo certi di aver capito quali popoli sono nostri amici da aiutare e quali nemici da combattere. Ma non abbiamo capito una mazza. 
Come ubriachi in uscita dall'osteria, vediamo nemici ovunque, persino all'interno della famiglia e tra uomo e donna.
Invece l'intera comunità mondiale ha nella Natura tutti gli amici e i nemici che mai possa desiderare: una Madre generosa o a sua scelta una matrigna spietata. 
C'era solo da stabilire se noi umani super acculturati eravamo più efficaci e vincenti all'attacco o alla difesa. Ma ora, dopo la pandemia in corso, e gli sconvolgimenti ambientali capaci di arrostirci l'estate, congelarci l'inverno o annegarci alle quattro stagioni, ci resta un solo rompicapo.
Ce la faremo prima noi umani a rassegnare la natura alle nostre devastazioni o la natura ci batterà sull'anticipo liberandosi della razza di scimmie darwinianamente e "divinamente" convertite in "homo sapiens sapiens" del cazzo?
A quanto sembra la natura non è affatto maestra in discriminazioni razziali, sessuali, politiche, religiose, economiche, finanziarie e chi più ne ha più ne metta.
Se decide che l'umanità merita di essere salvata la salva in blocco: bianchi neri rossi o arcobaleno. Viceversa ci organizza una bella festicciola d'addio e si toglie d'impaccio.
Franco Luceri 

venerdì 30 luglio 2021

Dalla fallita immunità di gregge a l'infallibile immunità di branco.


In quale periodo storico i Pastori del Potere abbiano introdotto al governo dei popoli, quasi fossero greggi, i cani da pastore esenti da responsabilità, in quanto cani, io non saprei.
Ma da quel preciso momento hanno spalancato le porte delle istituzioni democratiche, salvo rare ma pregevoli eccezioni, alla peggiore fauna umana culturalmente decerebrata.
Perché se un irresponsabile può governare gli umani, come un cane il gregge, allora la funzione di legislatore o di governante può essere assolta egregiamente da qualunque "umanoide" afflitto da delirio d’onnipotenza ma protetto da immunità.
E finché sará legale, dopo aver scaricato i costi astronomici, appioppare anche i danni della malapolitica a quel fesso di Pantalone, quasi fosse la Zecca dello Stato, nessun cane avrà paura di candidarsi a sgovernare, massacrando imprese, affamando poveri e distruggendo famiglie.
Se invece GOVERNARE fosse un lavoro da PASTORE RESPONSABILE DEL PROPRIO GREGGE, con i danni interamente a suo carico, i cani che oggi hanno aspirazioni governative avrebbero paura della politica come il cane scottato dell’acqua bollente, e persino i Machiavelli rifletterebbero due volte prima di candidarsi.
I cani del potere, godendo ormai de l'immunità di branco, non hanno alcun interesse a garantire pascolo e vita all’intero "gregge" sociale e azzannano senza pietà pecore e montoni che disubbidendo ai loro ordini demenziali, si allontanano dalla mandria per guadagnarsi il diritto alla vita ormai negato a norma di legge. 
Il pastore invece, essendo personalmente responsabile, ha tutto l’interesse a capire il problema e a mettere il gregge, (senza danni per sé), nelle migliori condizioni per vivere e produrre per tutti.
Allora capite bene che solo la responsabilità può indurre gli addetti alla vera politica che è soluzione dei problemi. 
Se i danni conseguenti fossero a carico di chi malgoverna e non di quel fesso di Pantalone, solo i veri responsabili si candiderebbero per governare. 
Mentre gli "intellettuali" culturalmente decerebrati verrebbero tenuti a rispettosa distanza dai contribuenti onesti: lavoratori, imprenditori e professionisti, che arrischiano borsa e vita per portarsi sul groppone popolo e Stato.
Franco Luceri

sabato 17 luglio 2021

L'ARGENT FAIT LA GUERRE


Temo che in Europa, per pragmatismo politico, i francesi non siano secondi a nessuno.
Noi italiani cambiamo il sistema sociale e gli autisti politici preposti a guidarlo, con la stessa frequenza delle mutande. Ma la puzza di sfascio economico e di marcio legale e morale resta stagnante.
Mentre i francesi non cercano il pelo ideologico nell'uovo. "destra e sinistra" non si azzuffano a colpi di ddl Zan come galli in un pollaio. 
Sanno che "L'ARGENT FAIT LA GUERRE" e non aspettano che l'indicatore sia rosso lampeggiante per capire che nel serbatoio non c'è più benzina finanziaria: o come diremmo noi "trippa per gatti".
E senza soldi, anche con i migliori carri armati e i migliori Generali, la guerra è persa prima di iniziarla.
Invece, per noi italiani indebitati da fare schifo, il banchiere è sacro. È colpa del comunismo, del socialismo o del fascismo, e magari a casa nostra troviamo pure tracce di nazismo. È colpa di Letta, Conte, Grillo, Salvini, Meloni, Renzi, Berlusconi. Prima, anche di Andreotti e Craxi. Ma del premier Draghi è blasfemo persino dubitare.
Invece è colpa solo del debito pubblico impagabile e della sovranità monetaria inesistente, che ci ha reso vittime di tutti i cravattari del pianeta.
A questo mondo tutto è surrogabile. Ma quando servono i contanti, non li rimpiazzi con una abbuffata di filosofi, matematici, economisti, politici, maestri di bla bla assortiti, con i piccoli imprenditori suicidati o i grandi delocalizzati. Al massimo, con un tir di "biglietti di Stato freschi di zecca". 
E se non siete ancora convinti che solo il denaro meglio se a credito faccia la differenza; togliete la banca ad un banchiere e intestatela ad un barbone. In pochi minuti avrete ridotto il banchiere in barbone, (tanto povero che non lo riconoscerá nemmeno la sua famiglia, e se si fermasse col cappello in mano non raccoglierebbe manco elemosine) mentre il barbone promosso banchiere, correrà a comprarsi la Ferrari e assumerá pure un autista in livrea.
In qualunque Stato la differenza la fa la sovranità monetaria: vivere col denaro elemosinato ai Banchieri è come morire a rate. 
Il valore del denaro i francesi lo conoscono dal 5 maggio 1789. E se gli va a fuoco il portafoglio a colpi di rapine tributarie, richiamano in servizio Madame Guillotine e per i piromani è torcicollo garantito.
Franco Luceri 

sabato 10 luglio 2021

La natura è una prof che non ama i presuntuosi.


Non potrei giurarci, ma ho il sospetto che il mondo non funziona, non perché è poco istruito, ma "troppo istruttivo" per la razza umana,  che da quel grandioso "disordine dinamico" chiamato NATURA non impara mai in tempo e abbastanza da prevenire le tragedie.
Noi pensiamo che per funzionare, il Creato abbia un bisogno drammatico e crescente di filosofi, pedagogisti e scienziati perché è come un cervello da maturare. 
Niente di più sbagliato, la Natura è l'unica grande PROF. capace di insegnare agli uomini ad essere ecocompatibili e coordinare alla perfezione mani, piedi e cervello. E dagli umani sì aspetta più zappe sporche che cattedre tirate a lucido. Almeno da 10000 anni ci insegna ad usare la natura per vivere, non certo abusarla per arricchire.
Perciò la prof natura, di tutte queste razze di "potenti" masterizzati con le mani pulite, la coscienza sporca e il cervello in confusione non sa proprio che farsene. È in grado di nutrirli solo da contadini scarpe grosse e cervello fino.
Tant'è che nessuno di loro è mai riuscito, a colpi di "scienza e tecnologia", ad inventare uno straccio di sviluppo ecocompatibile, senza scatenare catastrofi, calamitá, pandemie, carestie e guerre a ripetizione. 
Mentre la zappa rende la natura produttiva e vivibile a misura d'uomo, con la forza delle braccia e del buon senso.
Tutto il resto è regresso spacciato per progresso, capace solo di affamare ed estinguere l'umanità dopo aver devastato il pianeta. E l'avanzamento dei lavori in tal senso, è "scientificamente" ineccepibile.
Pseudo saggi, ricchi e potenti che giocano con la borsa e la vita degli umani. Ogni volta che li mettono nei guai, gli impediscono di capire che sono governati da stupidi, perché l'intelligenza non ha mai ucciso nessuno.
Battezzando le loro malefatte "portatrici sane" di calamità, con un nome nuovo (meglio se in lingua incomprensibile: Covid, Green pass, recovery found) scimuniscono i popoli e si scrollano di dosso qualunque responsabilità per le devastanti conseguenze presenti e future.
Così le persone normali non si pongono mai questa domanda: se l'umanità può estinguersi per uno stupido batterio o virus, (e in giro c'è una quantità incalcolabile) a che caxx ci sono serviti 10000 anni di cultura e scienza, milioni e milioni di cacasenno che lucrano profitti astronomici per insegnarci a morire, venticinque secoli di "demo-nio-crazia", la globalizzazione "miracolosa", la finanza "filantropica" e per ultimo le conquiste spaziali?
In sostanza, se a questo mondo qualcosa funzionasse dovremmo ringraziare solo gli intelligenti della cultura, politica e Finanza. Ma di questi unti del signore stiamo ancora aspettando con pazienza i miracoli.
Oggi la politica intelligente non è semplice come una passeggiata.
Pensare di proteggere l'umanità dal progresso a marcia indietro, ormai è presuntuoso come svuotare gli oceani col cucchiaino, o fermare i terremoti con le mani. Ma se distorciamo lo sguardo da questa tragica realtà ritenendola immodificabile, continuiamo a vivere e morire da struzzi.
Franco Luceri 

lunedì 5 luglio 2021

I poveri non hanno diritti veri, dove i potenti hanno solo doveri finti.


La politica liberale ha imboccato una strada minata peggiore di quella comunista finita su una sterrata.
In Italia, giuridicamente, tutti i cittadini sono liberi; ma a quel 70% di soggetti che non hanno, non sanno o non possono integrarsi autonomamente, chi garantisce il diritto alla vita, se persino le istituzioni negano il diritto al lavoro, cibo, casa, famiglia e salute? O ti tassano fino a farti fallire? 
Nei paesi "presunti" liberali, dove tutti hanno diritti, ma nessuno ha il dovere economico di garantirli a nessuno, è libero soltanto chi ha il potere di autogarantirsi: cioè politici, burocrati, professionisti, industriali e banchieri disonesti, perché anche gli onesti di queste categorie, in teoria privilegiate, se non si rendono organici al sistema socio politico economico rassegnandosi a vivere (o meglio ingrassare) di abuso di potere, soccombono, (vedi Falcone Borsellino Moro).
E il grosso della popolazione finisce puntualmente nel tritacarne dell'ingordizia di questi "benefattori" che non si fanno scrupolo ad allevare, sfruttare e uccidere poveri e onesti a sazietà.
Ma peggio, possono farlo nel pieno rispetto dell'Atto Costitutivo dello Stato, che dal 1948, "a parole" garantisce una sfilza chilometrica di diritti dell'uomo e del cittadino; ma, a tutt'oggi, 2021, nessun legislatore ha ancora specificato (con nome e cognome) chi ha il dovere sostanziale di garantire questi diritti o risarcirli a proprie spese, se lesi o calpestati.
Come dire che l'Italia è uno Stato liberale finto; popolato, salvo rare eccezioni, al 30%, da schiavisti che occupano le istituzioni da impuniti ed impunibili tiranni; e al 70% da schiavi, che sopravvivono solo accettando con rassegnazione gli abusi di potere culturale, giuridico, economico.
In uno Stato di diritto degno di questo nome, (ancora tutto da inventare) il diritto alla vita di ogni singolo individuo in condizione di pericolo o di bisogno dovrebbe essere moneta contante garantita H24,  al peggio, incassabile a vista come un assegno circolare.
Ma ahinoi, viviamo nello stato dei dritti, mafiosi e strozzini, con politica e giustizia gattopardiana, che le ingiustizie le sopprime giuridicamente ma le conserva economicamente.
Franco Luceri 

sabato 26 giugno 2021

Per i poveri la democrazia resta ancora Miraggio


A memoria d'uomo, la crescita dei poveri non ha mai subito una "pericolosa" interruzione. 
Perciò è da smidollati scandalizzarsi che anche i migliori Stati di diritto occidentali come l'Italia, che avrebbero dovuto contenere o estinguere la razza degli affamati e disperati, la stiano proteggendo, sviluppando e macellando.
Lo scandalo non sta nelle istituzioni culturali, giuridiche o finanziarie, quasi fossero dei mezzi difettosi o guasti da riparare, ma nei soggetti che le occupano e governano, diventati (salvo rare eccezioni) stupidi e disonesti.
Vale a dire, la classe media di burocrati pubblici e professionisti privati frapposta da ammortizzatore sociale tra poveri e ricchi per impedire ai ricchi di abusare dei poveri, ma che di fatto (gestendo da cani il potere a tutti i livelli) li aiuta in questa doppia opera "meritoria" e millenaria: allevamento e macellazione di poveri, nella illusoria e suicida speranza, servendo i ricchi, di scalare l'inaccessibile Olimpo dell'arricchimento.
Perciò è decisamente miope considerare le moderne democrazie delle pericolose dittature, perché non assolvono la funzione di impedire la macellazione dei poveri per cui sono state concepite.
Il vero cancro da estirpare sta nella miope classe media che gestisce il potere a norma di legge, e invece di ergersi a protettrice dei poveri da cui proviene, come nella migliore delle tradizioni, continua a prostituirsi ai ricchi da utile idiota, non tanto per la paura di poter recedere nell'inferno della povertà, ma con la certezza di poter saltare dal limbo della classe media al Paradiso dell'arricchimento, magari sfrattando i Paperoni.
Ecco perché l'intera comunità mondiale ha una crescita patologica di poveri, (non perché ha troppe istituzioni malate) ma troppi addetti (pro-i-stituiti) che continuano imperturbati e imperturbabili ad usare gli stati di diritto a danno di tutti e al servizio di pochi, come fossero pericolose dittature, allevando e macellando poveri per ingrassare la razza insaziabile degli accumulatori di potere, privilegi, proprietà, profitto.
Franco Luceri 

giovedì 10 giugno 2021

I guai dell'umanità hanno origine dal maschilismo e ISMI derivati.


"Le donne hanno vocazione a servire la collettività, gli uomini a sfruttarla. Affidare agli uomini il governo dei popoli, è come affidare ad un vampiro la custodia della Banca del sangue."
EB

Creando l'umanità, Dio ha inventato libertà e schiavitù. Ha lasciato l'uomo libero di impiegare o vendere tutto il suo tempo per trarre un profitto personale, e non sempre sul filo della legalità; mentre ha condannato la donna "ai servizi sociali", dovendo conciliare il soddisfacimento dei suoi bisogni primari e il dovere genetico di servire la collettività: procreare, partorire, allattare, nutrire, curare e proteggere piccoli e grandi per tutta la vita anche a rischio della propria.
Quindi, Dio ci ha messo sotto il naso questa mostruosa disuguaglianza di genere: l'uomo con vocazione di soldato o di strozzino, e la donna con istinto di madre o crocerossina, per obbligarci a dare soluzione culturale, giuridica, ma soprattutto economica a queste naturali differenze di genere, perché non producano violenza, ingiustizia, femminicidi, distruzione di famiglie e persino guerra civile e oltre.
Insomma tutti i guai dell'umanità hanno una sorgente unica, il MASCHILISMO selvaggio e criminale con cui l'uomo difende ancora,  nel terzo millennio cristiano, il suo potere di usare ed abusare della collettività, limitando il proprio "servizio gratuito" a pochi secondi per ingravidare la donna e poi correre a sfruttare tutto e tutti per ingordo interesse personale e alla faccia del bene comune, lasciando che qualche forma di salvataggio sia la donna ad inventarsela a suo rischio e pericolo e rigorosamente gratis, senza alcuna protezione nè giuridica nè economica. A questa congenita bestialità maschilista, (con il corredo millenario di ideologie comuniste e fasciste derivate, che cambiano tutto, perché del potere rapace del maschio nulla cambi), dobbiamo l'intolleranza e la violenza, che a dispetto del sacrificio millenario delle donne che tentano invano di mettere riparo, rendono la vita dei singoli e dei popoli quasi impossibile.
La donna impiega l'intera vita per inventarsi come servire gli altri. Salvo i rarissimi casi in cui, grazie alle quote rosa, sta imparando dall'uomo a servirsi egoisticamente degli altri. Ma senza riuscire manco a graffiare il potere inossidabile, millenario, bellico, usurario, mondiale, gattopardiano del maschio.
Franco Luceri

sabato 5 giugno 2021

Gli stati squattrinati sono assassini.


Gli stati liberaldemocratici arrampicati sugli specchi dell'economia privata a caccia di tributi per potersi finanziare, non avendo, (come l'Italia e tutti gli stati che hanno adottato l'euro) né sovranità monetaria né produttività autonoma, sono condannati a fallire, al pari di quelli comunisti, falliti per scarso rendimento e alte appropriazioni indebite.
Posto che il mercato mondiale oscilla tra sviluppi e recessioni, imprese povere che nascono oggi e muoiono ieri, o ricche che si sottraggono al dovere contributivo delocalizzando nei paradisi fiscali, profitti faraonici e bancherotte colossali, accumulo di sprechi e furti burocratici e politici e debiti pubblici impagabili; alla lunga, le liberaldemocrazie non possono che degenerare in tirannia, o al meglio in una sanguinosa guerra fratricida per una crescita patologica di poveri, disoccupati, sottoccupati e falliti.
Manco spremendo tributariamente i contribuenti come limoni si riusce ad incassare tutta la ricchezza necessaria per uno stato dignitosamente funzionante, perché nella pubblica amministrazione la quantità di soggetti disonesti o incapaci è prevalente.
E la minoranza, cioè quelli realmente motivati e capaci di fare di uno Stato una decente casa comune, non trova nel sistema legislativo adeguate tutele per agire (senza rischi individuali) in funzione del bene comune e quindi contro l'improduttivita' e la disonestà dei più. Perciò lo Stato liberaldemocratico, privo di sovranità monetaria, è condannato a fallire al 100%. 
Dipendendo dalle banche anche per soffiarsi il naso, lo Stato liberaldemocratico, libero di nome e schiavo di fatto, (vedi Italia), non potendo assumere dipendenti pubblici, pagare stipendi e ingrassare a proprie spese una classe dirigente degna di questo nome, finisce per ritagliarsi quella di "caporale" sfruttatore di poveri e protettore di ricchi con conseguenze apocalittiche.

Non vi convince la mia opinione, allora provate con quella del Premier Mario Draghi:

"Il Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono", e ogni decisione di policy "deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico".

Come dire: se il debito pubblico ha indebolito il nostro sistema sociale; con un bel recovery found di altri 200 miliardi e passa di finanziamenti a debito, il "successo" del liberismo e il "decesso" dell'Italia sono garantiti.
Franco Luceri 

giovedì 20 maggio 2021

La prof "Natura" salva solo i suoi alunni


La natura non si lascia manipolare e asservire dall'uomo: salva chi si adatta e ubbidisce alle sue leggi, e uccide chi osa devastarla e piegarla ai propri sporchi interessi.
Da geniale imprenditrice, assume e retribuisce "in natura", chi, con religioso rispetto delle leggi del Creato, prima dà il proprio lavoro e poi raccoglie i frutti.
Invece da qualche secolo gli umani si atteggiano a caporali fornitori di forza lavoro specializzata e le rifilano a milioni eserciti di maestrini so tutto io, di cui la "Prof.Natura" non sa proprio che farsene, avendo allevato, istruito e salvato per diecine di millenni solo contadini, pastori, pescatori e boscaioli, tutti con "scarpe grosse e cervello fino"; e lasciando marinare nel brodo della loro presunzione, (salvo rare e illustrissime eccezioni) quelli che, per lucrare sul lavoro altrui, invece della zappa sì affilano il cervello.
E incuranti dei bisogni di lavoro manuale della natura, hanno avviato una produzione intensiva di cacasenno arrampicatori di specchi.
Tanto geniali, che per mascherare la loro inutilità o pericolosità sociale si sono lanciati nella conquista dell'universo: partono sconfitti, dopo aver devastato il pianeta, e tornano, con grande fracasso mediatico, tutti vincitori.
Per continuare a distruggere la natura e subire, pressoché inermi, come neonati al momento del parto, uragani, terremoti, allagamenti, siccità, carestie, pandemie assassine.
Insomma, l'homo sapiens sapiens a caricatura, possiede spaventosi arsenali di offesa per tutti gli usi; ma l'armamentario che ha sviluppato per difendersi dalle calamitá naturali, indotte dalla sua stessa stupidità o rapacità, fa ridere i polli. 
Se la natura gli spara contro un virus, si cala sulla faccia un perizoma asfissiante detto mascherina, si barrica in casa terrorizzato dal virus, e senza salario, profitto e cibo, salva sto c....
Sul pianeta terra noi umani siamo ospiti e forse pure, a giudicare dall'enormità delle catastrofi che subiamo, un tantino ingombranti e indesiderati. 
Se ci illudiamo di poter sfruttare e dominare la natura facciamo i conti senza l'oste; perché se resa nemica dalla scienza e tecnologia assassine, ha tutto il potere di affamarci, ammalarci o sterminarci.
Cultura e progresso sembrano senza retromarcia e le caverne sono ormai stracolme di rifiuti tossici perciò inabitabili. Una punta di buon senso alla Mark Twain, mi sa che non guasterebbe.
Quel grande profeta, dai più considerato un burlone maestro di iperbole, in tempi non sospetti, aveva capito che "il sapone e l'istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro, ma a lungo andare sono più micidiali".
Ora, dopo un anno e mezzo di pandemia inarrestabile, che a livello planetario sta ridicolizzando l'intero sapere umano e il relativo progresso suicida, provate voi a smentirlo.
Franco Luceri 

domenica 16 maggio 2021

La paralisi dell'economia contrasta la pandemia?


Temo che al mondo non esista né cultura né politica capace di risolvere i problemi sanitari della comunità mondiale a costi umani ed economici sostenibili.
Solo il presidente Joe Biden ha messo a fuoco il problema giusto parlando di congelamento o sospensione temporanea dei brevetti farmaceutici per aiutare la comunità ad uscire dalla doppia pandemia sanitaria ed economica producendo tutti i vaccini necessari a costi sostenibili.
Perché il discrimine fra Stato di diritto e campo di sterminio legalizzato è soltanto questo. Non è giusto, ma è tollerabile speculare sulla "borsa" dei popoli, cioè  sui guadagni di chi è messo concretamente in condizione di lavorare e produrre ricchezza nel rispetto della legge.
Ma è spietato crimine contro l'umanità, speculare montagne di profitti finanziari e sanitari sulla vita di un popolo o peggio, dell'intera comunità mondiale, che causa pandemia non produce più da 15 mesi, e per curarsi e mangiare non ha altro che la Caritas. Quando tutto gli va da Dio.
Perciò, chi ha voglia di svoltare dalla barbarie alla civiltà, consenta pure le speculazioni sulla "borsa", se e quando i popoli torneranno a produrre ricchezza. Ma tolga la licenza di uccidere a chi, abituato a speculare sulla borsa altrui, ora la svuota completamente fingendosi in dovere di salvare vite umane, nel giorno, anzi nel momento in cui inoculerá il vaccino, e pazienza se poi schiattano di fame il giorno dopo e a tempo indeterminato, posto che il dovere di garantire ai singoli e ai popoli una vita socialmente ed economicamente dignitosa non lo hanno "i poteri finanziariamente forti" che sfruttano l'umanità H24 per 365 giorni l'anno; perché lo hanno scaricato da secoli alle "istituzioni tassa e spendi": politica, giustizia e burocrazia che ora, sotto pandemia e lockdown, sono con le pezze in c***, non avendo niente da tassare.
La politica che hanno saputo adottare per contrastare il virus, (a giudicare da come hanno ridotto l'Italia a colpi di lockdown) sembra mutuata pari pari dalla storia di quel nobile geniale, che ridusse in briciole il castello con una carica di dinamite per sfrattare un topo che aveva già cambiato residenza, e sfrattati finirono solo i castellani.
Franco Luceri 

venerdì 7 maggio 2021

Comunismo e fascismo hanno figliato "culturalismo".


In Italia, gli intellettuali che hanno venduto ideologie per oltre mezzo secolo, possono continuare a lucrare profitti all'infinito scandalizzandosi perché ciò che loro hanno voluto comunista o fascista sta producendo danni, ma solo perché i politici che guidano non si sono fermati allo stop.
E ora, a correzione del sistema troppo comunista o troppo fascista, vorrebbero ingranare a forza la retromarcia per riguadagnare la democrazia e lo Stato di diritto. Come se il medico che ha assassinato il suo paziente, potesse dire al defunto, alzati e cammina a ritroso che ritorni più vivo di prima.
Una legge che li dichiari falliti per aver truffato la collettività con le loro minchiate ideologiche spacciate per verità evangeliche al miglior offerente, non l'hanno ancora inventata.
Mentre l'imprenditore onesto che a fine anno non si è dimostrato capace (in un paese di ladri) di produrre utile per sé e la collettività, onorando i suoi debiti e pagando salari, mutui e tasse all'impazzata, deve correre sparato in tribunale a consegnare i libri contabili per farsi ripulire come una lisca di pesce e dichiarare fallito.
E per essere certo di non fare schifo alla collettività ridotto con le pezze in c*** dovrebbe cambiarsi i connotati con una plastica facciale integrale.
Mentre l'intellettuale, arricchito a spese di disoccupati, falliti e Stato a rischio default, resta orgoglioso della sua faccia e della sua testa bacata vita natural durante. Perché nei sistemi sociali moderni il merito di ciò che funziona è esclusivo del mondo della cultura e la colpa dello sfascio è addebitabile solo a chi non produce abbastanza denaro e mai a chi ha pensato il sistema socio-economico filosoficamente e giuridicamente da cane.
Ecco perché da comunisti, capitalisti o fascisti, i sistemi sociali moderni, appesantiti da milioni di laureati falliti di fatto (anche se non mancano illustrissime eccezioni prontamente isolate, imbavagliate o perseguitate per non disturbare gli assalti alla diligenza di corrotti, corruttori, ladri e truffatori) si sono involuti in sistemi "culturalisti" acefali: devastati dalla "in-cultura" al servizio della burocrazia, Finanza e grande impresa ormai apocalittiche peggio di una ingovernabile calamità naturale.
Franco Luceri

domenica 2 maggio 2021

Continua il tradimento dei Chierici?


Non è facile, ma nemmeno impossibile capire perché il mondo scientifico non ha difficoltà ad esplorare l'Universo ma sulla terra ha seri problemi. Specialmente ora che la pandemia ha ridotto l'intera architettura del progresso, in una pericolante Torre di Babele.
Perché le scienze umanistiche e matematiche non avanzano più tenendosi per mano come coniugi che si amano, ma come due separati in casa che restano uniti ma solo per sfruttarsi reciprocamente. E va da Dio se non si fanno pure la guerra a cannonate.
Il progresso delle scienze matematiche è a dir poco sparato, mentre quello delle scienze umanistiche ci promette un passaggio indolore dalla bestia a l'uomo, ma gira ancora intorno alle caverne, e le tracce di "umanità" negli umani sono ancora introvabili.
Dall'invenzione della ruota siamo arrivati alle auto senza autista e agli aerei senza pilota, per non parlare delle conquiste spaziali ora su Marte; ma la cultura umanistica capace di adeguare l'intelligenza e l'umanità dei popoli alla complessità dei mezzi fantascientifici sfornati dalle scienze matematiche, da usare senza danni o sprechi per sé o per l'ambiente, (vedi smartphone in mano a milioni di anziani che hanno difficoltà persino ad accenderlo e spegnerlo) non l'hanno ancora inventata.
I matematici non si sentono in obbligo di adeguare i mezzi agli uomini, e i filosofi, pur tentando disperatamente di mettere l'intelligenza dei popoli, al passo del progresso tecnologico, non ce la fanno.
Perché la filosofia si pone il problema di accrescere l'intelligenza dei popoli: di tutti gli individui a prescindere se nati stupidi o geni. Mentre la scienza passa al setaccio le risorse umane, sceglie le migliori intelligenze e le usa per sfruttare e truffare interi popoli e interi continenti.
Per capire meglio i "miracoli" delle scienze matematiche, guardate come sono costruite nel mondo le automobili. Hanno l'abitacolo perfettamente predisposto per il numero di passeggeri da ospitare, ma il posto di guida e i relativi comandi, non sono adattati alle reali capacità psicofisiche del soggetto che si mette alla guida, sono standard.
Sono più conformati per assicurare comodità al sedere dell'autista che lucidità e prontezza di riflessi alla sua testa. E magari mettere riparo alle sue mancanze e ai suoi errori perché non diventino drammatici.
E fino a quando la cultura sará soggetta all'arbitrio di filosofi e matematici, ormai strenuamente impegnati più a "vendersi" al mercato industriale e finanziario, che a spendersi per la libertà, la democrazia e l'emancipazione reale dei popoli; solo la politica che vorrà prostituirsi al mercato avrà risorse e potere.
Franco Luceri

venerdì 30 aprile 2021

Come se la passano i poteri forti sotto pandemia.


Urge patologo legale per riesumare la salma e stabilire le cause della morte della politica liberale, dopo quella comunista. È necessario capire che fine fará l'intera comunità mondiale affidata a strozzini, vaccinatori e becchini privati, senza politica e Giustizia super partes che ne impedisca le malefatte: gli assalti alla diligenza.
Uno Stato abbastanza sovrano da poter assicurare giustizia impedendo o perseguendo le speculazioni rapaci e criminali: di istruiti contro ignoranti, ricchi contro poveri, potenti contro impotenti.
Ieri, le disinvolte speculazioni di strozzini ed esattori sulla produttività dei singoli onesti e dei popoli poveri, oggi anche quelle dei vaccinatori, sulla borsa e sulla vita dell'intera umanità braccata da recessioni e pandemie pilotate dalla dittatura scientifico-tecnocratica- finanziaria mondiale.
Gli stati liberaldemocratici, ieri arrampicati sugli specchi dell'economia privata, ora che il covid ha rotto pure quelli che fine faranno?
Manco spremendo tributariamente i contribuenti come limoni riuscirebbero ad incassare tutta la ricchezza necessaria per avere uno Stato dignitosamente funzionante, perché nella pubblica amministrazione la quantità di soggetti disonesti o incapaci è prevalente.
E la minoranza di quelli capaci di fare di uno Stato una decente casa comune, non trova nel sistema legislativo adeguate tutele per agire (senza danni per sé) in funzione del bene comune e contro l'improduttivita' e la disonestà privata e pubblica dei più.
Perciò lo Stato Liberaldemocratico è condannato a fallire, se invece della funzione di imprenditore finanziariamente autosufficiente, si ritaglia quella di "caporale" sfruttatore della produttività altrui, o quella di banchiere usuraio ed esattore strozzino.
Franco Luceri 

sabato 17 aprile 2021

Il vaccino salva, solo dove il ristoro sfama.


Nei confronti del virus noi italiani stiamo prendendo 4 precauzioni in più, oltre a mascherina, distanziamento, lavaggio mani. E i risultati si vedono.
1) Lockdown: (arresti domiciliari) con perdita del salario o del profitto per i non garantiti dal santo degli statali.
2) Digiuno da 14 mesi, per i non ristorati.
3) Malattie pregresse incurate o trascurate senza soldi e senza assistenza sanitaria ormai riservata ai soli malati covid.
4) Obbligo di comprare mascherine e disinfettanti per entrare alla Caritas ad elemosinare un pasto caldo.
Voi dite, che il vaccino gratis cura tutte queste calamitá? Penso proprio di no.
Aristotele, (inascoltato dai contemporanei) diceva: LE VERITÁ PARZIALI SONO PURISSIMA MENZOGNA.
Il vaccino ti salva la vita, solo se lo Stato che ti ha svuotato la borsa, impedendoti di lavorare, con i ristori ti riempie almeno la pancia. 
Noi italiani, uno Stato così, non lo abbiamo mai avuto e mai lo avremo. Lo hanno i francesi, i tedeschi, gli inglesi, gli spagnoli e lo hanno gli americani. Da noi la politica sta ancora riflettendo non come sfamarci, ma come farci digerire povertà, sopraffazione e ingiustizia sociale, con un profumo di carota e un'abbuffata di bastone.
Non essendo laureato in medicina, per me è un lusso avere certezze in campo sanitario, posto che gli scienziati non le hanno. Ma credo di essere attrezzato per avere qualche dubbio sulle capacità salvifiche della vaccinazione dei poveri, cioè di soggetti che almeno da 12 mesi, per mancanza di guadagni o di ristori, non hanno più una alimentazione adeguata per reagire al vaccino senza danni psicofisici.
Perciò non ha senso rendere i vaccini gratuiti anche per chi  non ha fatto un solo giorno di "arresti domiciliari", ma è corso alle Maldive a spassarsela con i profitti fatti in Italia, e quello spreco lo sta pagando un crescente numero di poveri lavoratori che hanno perduto il lavoro e imprenditori che stanno per fallire o sono falliti.
Se in ospedale rendessero gratuite le prestazioni sanitarie per tutti, ma poi il pranzo fosse riservato solamente ad un terzo dei pazienti e negato agli altri due, gli esclusi non sarebbero certo felici di vaccinarsi a stomaco vuoto.
Il vaccino "forse" previene la malattia; ma lo stanno pubblicizzando come toccasana per far ripartire l'economia che non ripartirà nemmeno con un intervento personale del padreterno perché si sta spendendo una barca di miliardi ma quasi tutti a debito.
E per ripagare interessi e capitale, con un PIL crescente allo zerovirgola da un quarto di secolo e con il barbaro livello di corruzione, ingiustizia sociale e rapacità finanziaria e tributaria italiana, che incanala la ricchezza sempre nella stessa direzione, non basterá un intero millennio.
Da Luigi XVI in poi, i VERI POLITICI sono terrorizzati dalla ghigliottina; sapendo bene che l'ingiustizia sociale è puntuale come un boomerang: affama i sudditi, ma alla lunga accoppa i regnanti.
Franco Luceri 

martedì 6 aprile 2021

Il dopo covid, sarà migliore del dopo Cristo?


Gli storici trovarono giusto separare il "prima" dal "dopo" Cristo, certissimi che il Salvatore avrebbe cambiato il mondo.
Ma ora, da castigo di Dio, è arrivato il covid per dimostrare a noi poveri umani, che eravamo, siamo e c'è il rischio che resteremo portatori sani di cultura immunodepressa. Una cultura che nel corso dei millenni, cambiando e ricambiando, ha regalato all'umanità sistemi socio politico economici e militari capaci di uscire indenni dalla guerra atomica, ma piegati e piagati da qualunque invisibile virus o batterio.
Quindi ci servirà un dopo covid-19 che non sia fallimentare come il dopo Cristo, perfetto dal punto di vista teologico,  ma paraplegico dal punto di vista finanziario e sanitario, posto che non brilla certo per efficienza, legalità, giustizia sociale, democrazia, sicurezza e garanzia almeno per le generazioni future.
Per non estinguerci, dovremmo (il condizionale è d'obbligo) ripensare la civiltà umana dalla sala parto al posto tomba, perché non c'è niente che sia davvero a misura d'uomo ed ecocompatibile: nella cultura, nella politica, nella giustizia, nel mercato e nella Finanza nazionale e mondiale.
Di qualunque colore siano, i sistemi politici arrivati fino a noi, sono tutti immunodepressi. Che abbiano (come il comunismo o il fascismo) nella collettività o nell'individuo il proprio baricentro, sono inermi e indifesi contro la stupidità, la pazzia, la rapacità o la ferocia criminale di singoli, di gruppi, di Popoli.
Proviamo a sperare che in futuro funzioni  almeno la sanità, visto che la "scienza" ha saputo predisporre in quattro e quattr'otto diversi vaccini.
Preghiamo però, che saggi ricchi e potenti abbiano il buon senso di capire che la causa del problema sanitario è stato ed è il sistema economico schifosamente ingiusto, ed ecologicamente incompatibile.
E affrettarsi a rimettere in moto il mercato così com'è, è certo la soluzione menopeggio al problema finanziario dei singoli dei popoli e dell'intera comunità mondiale, oggi con la borsa vuota. Ma lascia immutata la cultura, la politica e il mercato, che devastando l'intelligenza e il buon senso degli uomini, nonché l'ecosistema, arrischiano costantemente da un secolo alla borsa e alla vita dell'intera umanità.
Franco Luceri 

lunedì 29 marzo 2021

La cultura: da madre di tutte le fortune, a matrigna di tutte le disgrazie

 
Le teste d'uovo del mondo dell'istruzione e dell'informazione vorrebbero farci credere che l'intera comunità mondiale è vittima di una doppia dittatura: a quella finanziaria, vecchia di secoli; con la pandemia, si è aggiunta anche quella sanitaria. Ma questa non è una verità 24 carati.
La politica ha due sorgenti da cui attingere la ricchezza che spende per conservare produttivo il sistema sociale e giusto e democratico il sistema Stato: la cultura e la finanza.
Se i professori e i giornalisti, "I BANCHIERI DEL SAPERE", finanziano i popoli di buona cultura, formando e informando cittadini autonomi, responsabili e onestamente produttivi, (come hanno fatto per secoli) la politica non ha alcuna necessità di provvedere ai bisogni della collettività e delle istituzioni, attingendo credito a strozzo dalle banche private: trova tutte le risorse necessarie imponendo tributi a lavoratori e imprenditori.
È evidente perciò che i più fedeli e utili procacciatori d'affari per il tirannico mondo finanziario e ora anche sanitario, sono i professori prima e i giornalisti poi, che conservano i popoli ad un livello culturale insufficiente per essere autonomi, responsabili e onesti produttori di ricchezza, tanto da offrirli da vittime sacrificali alla politica corrotta e alla Finanza strozzina.
La cultura italiana e temo mondiale si è auto retrocessa, da madre di tutte le fortune, a matrigna di tutte le disgrazie, tanto bisognosa di "allattamento finanziario", da gettare l'impotente classe politica, (che non sa più come e dove mungere denaro) tra le braccia di strozzini, truffatori, faccendieri e malfattori nazionali e mondiali che commossi ringraziano.
Il mondo scientifico è il locomotore che per secoli ha trainato popoli e stati verso la civiltà e il progresso, distribuendo ricchezza culturale che è padre e madre di tutte le ricchezze.
Ma ahinoi, oggi il mondo scientifico vive a rimorchio della collettività. Invece di trainare poveri e classe media, li sta impoverendo due volte: di cultura e di denaro.
Tassano i popoli per insegnargli a produrre ricchezza onesta ed ecocompatibile, e vivere in pace e in buona salute.
Ma gli insegnano l'esatto contrario: a competere, litigare, rubare, truffare, corrompere e rendersi ingovernabili.
E affrontare da anarchici persino le calamità, pandemie e recessioni: i ricchi da malfattori e i poveri da parassiti.
Franco Luceri 

La finanza privata fa strage di democrazie


Un imprenditore può avviare un'impresa utilizzando un prestito bancario, se è certo di saper puntare sulla massima qualità al minimo costo, per trarre giusti salari per i lavoratori, sufficiente profitto per sé, interessi per il banchiere e tasse per lo Stato.
Ma uno Stato Democratico che volesse finanziare il sistema economico nazionale con i soldi delle banche private, non potrebbe mai avere la stessa certezza di reperire un gettito tributario tale da pagare alle banche gli interessi passivi e alla scadenza onorare il suo debito. 
Per due ragioni: perché il mercato non ha produttività costante; e perché le classi sociali capaci di fare onestamente più profitti che perdite, in Italia e ovunque nel mondo sono ormai razze estinte.
L'enorme quantità di soggetti poco preparati,  poco produttivi o assolutamente improduttivi, che per problemi culturali, finanziari, psicofisici o burocratici sono sempre e comunque per lo Stato costi senza ricavi (vedi reddito di cittadinanza e pensioni di invalidità) per non parlare di sprechi e furti burocratici, nonché di corruzione politica, mettono lo Stato nella pietosa condizione di avere sempre una spesa pubblica superiore al gettito tributario e quindi di accumulare debito che mai onorerá.
Gli stati che pensano di vivere con i soldi delle banche private e delle sanguisughe mondiali, non potendo puntare come le imprese sulla politica del massimo rendimento al minimo costo, sì ritrovano a dover tappare i buchi di un anno con i finanziamenti dell'anno successivo, tanto da accumulare debito pubblico e interessi crescenti fino al default.
Chi ha detto che gli Stati andrebbero governati come imprese private e quindi attingendo soldi dalle banche, merita il premio "ignobel" per l'economia e per buona misura anche una laurea in Scienze Bancarie "disonoris causa".
Il liberismo da manicomio e il comunismo da ospedale psichiatrico hanno inguaiato tutte le democrazie mondiali di debito pubblico che potrà essere "dis-onorato" soltanto, (che Dio non voglia) da una sanguinosa guerra mondiale.
Mancava solo la pandemia per far lievitare all'infinito il debito pubblico di tutti i 200 stati del mondo, che prima della pandemia ammontava già a tre volte la produttività mondiale.
Franco Luceri 

lunedì 22 marzo 2021

Che salto noi italiani! Da sovrani a sagrestani.


Secondo un amico Facebook, l'Italia non ha mai avuto sovranità monetaria. È vero, o falso?
Per quel poco che ne so io, noi italiani siamo stati promossi sovrani dall'articolo 1 della Costituzione; ma piano piano, da sovrani di diritto, siamo retrocessi a "sagrestani" di fatto, dovendo correre in giro per il mondo col piattino ad elemosinare credito da Banchieri e strozzini. 
Io non ho sufficiente cultura giuridica o monetaria per stabilire chi ha ragione. Ma se lui è nel giusto (e l'unico biglietto di Stato stampato dall'Italia è una 500lire), dobbiamo dedurre  che i padri costituenti ci hanno truffato? Oppure la nostra sovranità se la sono venduta i politici?
Senza sovranità monetaria non possiamo stampare moneta a credito: cioè biglietti di Stato, nemmeno in caso di guerra o di pandemia per salvare vite umane.
Se è giuridicamente certo che non possiamo stampare moneta, allora l'Italia è tutto meno che uno stato di diritto. E noi italiani siamo sovrani di nome ma somari di fatto. Schiavi al servizio dei Paperoni mondiali.
Senza una risposta a queste domande, stiamo semplicemente allungando la nostra agonia socio-economica.
Impegnarsi a salvare un paese privo di moneta propria, è come illudersi di poter consolidare un immobile pericolante riempiendo le crepe di bolle di sapone.
Le imprese si creano si sviluppano e si salvano con i soldi dei Banchieri. Anche gli Stati in buona salute si possono sviluppare attingendo moneta a debito. Ma affrontare una situazione di pericolo o di bisogno estrema, come salvare gli italiani dalla pandemia, l'economia in frantumi, lo Stato a rischio default, e nel contempo sfamare i Banchieri di buon appetito che bussano a denari a colpi di spread, è lavoro da padreterno.
Non ho età, pazienza e cultura per informarmi meglio. Se qualcuno vorrà scrivere qualcosa di scientifico sulla sovranità politica e monetaria italiana, lo ringrazio da subito.
Franco Luceri 

lunedì 15 marzo 2021

Oggi la scienza sembra prodotta e imbottigliata dalla "Fanta-"


Ieri guardando i talk show televisivi pieni zeppi di teste d'uovo: accademici, filosofi, economisti, scrittori, urlatori, progettisti di sistemi complessi di tutte le razze, ma senza uno straccio di imprenditore o muratore con la cazzuola, mi è venuto il sospetto che la civiltà e il progresso umano siano impegnati in una pericolosa inversione ad "U", passando dalle cose benfatte e produttive di valore aggiunto, a quelle pensate scientificamente ma condannate a rimanere sulla carta o al meglio incompiute o cattedrali nel deserto come nell'Italia del sud prima e del Nord poi.
Forse sarebbe il caso di sospettare che gli attuali fallimenti della politica possano essere a dir poco influenzati dai fallimenti della cultura molto filosofica, poco matematica ed ecocompatibile quanto un pugno nello stomaco, studiata ad hoc per produrre progresso d'elite, (arricchimento di banchieri e multinazionali) ma che mai partorirà equità, perequazione, concreto progresso salva popoli.
Agli operai si garantisce lavoro e salario, alle banche interessi, e allo stato tributi, non dove ci sono solo intellettuali che progettano e incassano compensi truffa, ma dove le condizioni giuridiche ed economiche incentivano l'avvio di imprese che assumono, producono, vendono fanno profitti e pagano interessi e tasse.
L'opera dei progettisti e dei manovali è fondamentale; ma se è tanto costosa da ridurre a zero o sotto zero il margine di profitto delle imprese, i sistemi sociali finiscono alla bancarotta anche se arriva il padreterno a governarli con un progetto comunista o con un portafoglio liberale a mantice.
I paesi comunisti collassarono perché l'uguaglianza scoraggiava la produzione.
Ora quelli liberali scoraggiano i consumi.
Nel mondo comunista la politica non seppe curare l'improduttività da egualitarismo suicida.
Ora il mondo liberale, paralizzato da "tecnocrazia, usurocrazia e tributocrazia", se non saprà contenere l'appetito ossessivo-compulsivo di banchieri e multinazionali, (vedi florido mercato nero prima delle mascherine ora dei vaccini aggiudicati al migliore offerente) sarà una catastrofe miliardi di volte peggiore.
Dalle opere di grande ingegneria, ma realizzate per millenni direttamente da carpentieri, muratori e manovali, alle opere fantascientifiche oggi pensate da ingegneri, architetti ed economisti a costi astronomici, e quindi condannate il più delle volte a rimanere cartacee. Vedi ponte sullo stretto di Messina.
Da svariati decenni, gli intellettuali se la cantano e se la suonano fra loro dimenticando che di nessun progetto vedremo mai due mattoni incollati uno sull'altro, se mancano o scarseggiano gli imprenditori o scarseggiano i profitti, tanto da far fallire le imprese che in un sistema liberale hanno a carico l'intera collettività e il fiato sul collo di truffatori, strozzini ed esattori. E una volta anche di sindacalisti.
I CTS (i comitati tecnici scientifici) sono fondamentali per immaginare un nuovo modello di civiltà o rimodellare uno sbilenco. Ma tradurre il pensiero in opere è sempre stata la vera grande scommessa dell'umanità a rischio fallimento. 
E oggi, il mare che si è sempre frapposto tra il dire e il fare è diventato oceano infestato di vecchi squali ormai moltiplicati peggio di sardine e arricchito da un nuovo virus assassino.
Insomma, l'ultimo secolo di storia è così illuminante che anche lo scemo del paese saprebbe governare il mondo bendato.
Gli elementi che tengono in vita popolo e Stato sono: produzione e consumo.
Non vedendo l'uscita dal tunnel dello strozzinaggio planetario ingovernabile (o politicamente benedetto?), che dopo la borsa sta speculando anche sulla vita di quasi 8 miliardi di umani; i popoli, (quello italiano capofila), si tengono, (per legittima difesa) stretti i risparmi invece di consumare. E salvo miracolo, potrebbero contribuire al collasso socio-economico, già abbondantemente favorito da pandemia e lockdown.
La borsa e la vita dei popoli, ormai sono affidate da decenni alle imprese finanziarie e farmaceutiche private, che hanno politicamente in pugno gli Stati; e salvo intervento personale del padreterno, non potranno che uscirne a brandelli.
Franco Luceri 

domenica 7 marzo 2021

Per burocrazia, politica e Finanza: responsabili cercasi.


La comunità mondiale, bisognosa di soldi e vaccini, è dipendente dalla scienza come un neonato aggrappato alle mammelle della madre. Ma salvo eccezioni, la scienza è fallimentare non meno della politica, giustizia e finanza, perché tutte sviluppate e governate da "soggetti dipendenti", non di rado con vocazione a pescare a strascico e spendere ricchezza prodotta dagli imprenditori, senza mai competere responsabilmente in proprio, col rischio di produrre o di fallire come qualunque imprenditore o lavoratore autonomo che risultasse inadempiente o dannoso verso fornitori, dipendenti, banche o fisco.
Se in Italia, rischiassero di fallire e pagare risarcimenti anziché incassare compensi e privilegi astronomici per generazioni, un organico di mille fra parlamentari e governanti non riusciremmo a rimediarlo nemmeno cercandolo a livello planetario fra tutti i quasi 8 miliardi di umani.
E non saremmo più fortunati se per il mondo della burocrazia giustizia e finanza volessimo arruolare soggetti pronti a risarcire i danni con la stessa disinvoltura con cui incassano i compensi. Tre o quattro milioni di dipendenti pubblici responsabili non li troveremmo nemmeno interessando personalmente il padreterno per ricerca e assunzione intergalattica.
Che nel mondo della cultura della politica e della finanza ci siano geni o cretini, democratici o tiranni, il problema non cambia di una virgola spuntata.
Sono sempre e comunque soggetti esenti da qualunque responsabilità oggettiva, che a prescindere dalla loro capacità e onestá, per i loro fallimenti pagano tutti col portafoglio bucato di Pantalone.
Pensate alla "eccellente" qualità dei governi Conte armati di CTS (una caterva di scienziati a rimorchio) e alla catena montuosa di danni miliardari che ci hanno lasciato in eredità.
Insomma, per non farla lunga, tradurre responsabilmente il pensiero in opere è da sempre la vera grande "SCOMMESSA PERSA" dell'umanità, perché il mare che si è sempre frapposto tra il dire e il fare, tra parole e fatti, ancora non è evaporato. Anzi è diventato oceano, ricco di vecchi squali famelici e nuovi virus assassini. Contro i quali, i CTS finanziari e sanitari si stanno dimostrando più che adeguati a predisporre soluzioni per vincere la guerra sulla "CARTA". Ma aihnoi, incapaci di attuale concretamente. (Salvo illustrissime eccezioni, tra cui speriamo ci finisca anche l'Italia per merito del presidente Draghi). 
Magari scopiazzando l'America impegnata in una doppia vaccinazione sanitaria e finanziaria. Non si sa, se per merito di Trump o Biden, ma negli Stati Uniti hanno capito che contro il covid i dollari funzionano meglio dei dpcm squattrinati del giuseppi. 
E in aggiunta, ai vecchi 8 TRILIONI di dollari circolanti, hanno pompato, nuovi di zecca, altri 11 TRILIONI nel circuito finanziario, per colmare la voragine generata da questa ingovernabile pandemia.
Franco Luceri 

domenica 28 febbraio 2021

Finanza pesomassimo vs politica pesopiuma


Per capire in che rapporto di potere sono nel mondo, finanza e politica, provate ad immaginarvi un incontro di pugilato tra un peso massimo e un peso piuma. Anche se sprovvisti di palla di vetro, sapete con largo anticipo quale dei due pugili finirá KO al primo round. 
E saprete ancora meglio, senza margine di errore, che la finanza vince; e la politica, fosse pure quella della primissima potenza mondiale, proprio perché democratica, contro la finanza perde.
La politica è condannata a soccombere, perché il mondo finanziario ha solo il problema di dover ingrassare una diecina di Paperoni trilionari, mentre la politica ha l'obbligo di tenere in vita 8 miliardi di umani. 
I Banchieri possono puntare sulla migliore qualità della clientela da finanziare, con le massime garanzie, per conseguire la massima quantità di profitto. Mentre la politica, anche solo per tentare di essere democratica, deve sabotare la qualità e puntare alla quantità, al clientelismo, assistenzialismo, reddito di cittadinanza a spacciatori e mafiosi compresi, o al meglio alla giustizia sociale che ha costi proibitivi e accresce la drammatica dipendenza della politica dalla finanza.
E cosa ci riservi in futuro un simile sbilanciamento di potere, tra politica peso piuma e finanza peso massimo lo sa solo il Padreterno.
Mi sbaglierò, ma temo sia doveroso e onesto affermare, che la forza schiacciante della Finanza sia dovuta alla drammatica debolezza della Cultura e di riflesso della politica. 
Basta vedere come ha affrontato il problema pandemia, il mondo della cultura e della politica nei governi Conte, al capezzale della malata Italia, ma aihnoi, totalizzando il massimo numero di morti, la massima spesa, il massimo danno economico, nonché fresco di giornata, il commissariamento della politica ad opera della Finanza.
Franco Luceri 

lunedì 22 febbraio 2021

L'Italia sta morendo di problemi o soluzioni?


In Italia temiamo di essere sepolti vivi dai problemi; ma quelli che consideriamo tali,  in realtà sono la somma algebrica fra il problema originario grande quanto una capocchia di spillo, e la soluzione "mirata" che invece di risolverlo lo ha trasformato in catastrofe planetaria.
Nelle case avevamo come soluzione al fuoco, il camino a legna, poi arrivò la cucina gas, poi elettrica, poi ad induzione e successivamente il forno a microonde ha reso ancora più sicura, efficace e conveniente la soluzione del fuoco in casa.
Cioè ai danni propri del problema, si sono aggiunti quelli indotti da soluzioni erroneamente ritenute capaci di sopprimere il problema. Ma di fatto lo hanno incancrenito e ingigantito sopprimendo gli umani, collassando il sistema socio-economico o devastando l'ambiente. Vedi covid-19 + lockdown.
Quando l'uomo di scienza Inventa una soluzione efficace non sta risolvendo un problema ma sta migliorando la soluzione precedente che è stupido continuare a chiamare problema.
Perciò Incominciamo a convincerci che i problemi non esistono più da svariati millenni. Esistono solo miliardi di soluzioni non andate a buon fine con tutto il carico di devastazione sociale economico e ambientale indotto.
In Italia non siamo più afflitti dal problema istruzione, informazione, sanità, trasporti, previdenza, pubblica amministrazione, politica corrotta, Giustizia a babbo morto, ma da altrettante soluzioni reciprocamente conflittuali che non hanno mai assicurato decente funzionalità alla casa comune democratica chiamata Stato.
La scuola si è sempre limitata a riempire cervelli invece di formare cittadini onesti e responsabili.
Altrettanto fa la sanità curando la malattia non l'uomo in tutte le sue molteplici necessità. Come dire che le istituzioni si pongono il problema di rendere accettabile il proprio "disservizio", non di tenere lo Stato in buona salute perché possa garantire alla collettività una vita a misura di uomo onesto, intelligente e responsabile, prima che di quella specie si estingua la razza.
Quindi oggi chi crede di dover curare il problema pandemia non ha capito una mazza. Alla pandemia sanitaria curata da apprendisti stregoni, in pochi mesi si è aggiunta quella socio-economica e di conseguenza anche quella politica.
Ciò che va curato oggi è l'insieme delle soluzioni fasulle che stanno per portare l'Italia al collasso sanitario, economico, politico e Dio non voglia alla guerra civile.
Limitare i danni da pandemia con il lockdown che per un anno ha paralizzato la produttività di un intero Popolo, è stato intelligente come spegnere l'incendio con la benzina. Ha obbligato a letto l'intera famiglia perché il nonno aveva una linea di febbre. Ma il nonno è morto e la famiglia è alla fame.
La soluzione cervellotica del problema pandemia, ha distrutto l'economia e moltiplicato affamati, disoccupati e falliti.
Manca solo la calata di avvoltoi pubblici e privati che aspettano di banchettare.
Franco Luceri 

domenica 14 febbraio 2021

I Mugnai della finanza e I Fornai dell'impresa


I banchieri sanno comprare burattini a saldi di fine stagione democratica; ma se sapessero come rendere produttivi i loro soldi non avrebbero bisogno di imprenditori e di Popoli da finanziare e non di rado da strozzare. 
Al pari dei Mugnai hanno la farina finanziaria, ma il talento di Fornai per lievitarla e trasformarla in profitto d'impresa non lo hanno mai avuto e mai lo avranno.
Eppure il vizietto di influenzare i piani di investimento degli Imprenditori non se lo tolgono mai. Ed è "intelligente" almeno quanto un Mugnaio che obbligasse il panettiere a fare il pane a modo suo sotto minaccia di rifiutargli la fornitura di farina, ma accollando al panettiere il rischio che la sua formula magica sia fallimentare.
Gli imprenditori sono i panettieri del profitto, sono gli unici esseri umani che sanno come produrre ricchezza ONESTA mettendo insieme lavoro capitale e un cocktail di talenti e intelligenze.
Ma nelle imprese che hanno bisogno del socio banchiere, i piani di investimento necessitano della supervisione del Banchiere non di un imprenditore super qualificato, in modo che due cose siano sempre garantite: il fallimento per l'imprenditore e il profitto per il banchiere.
Un decennio di sfruttamenti salariali, corruzioni burocratiche e politiche, rapine finanziarie e tributarie, truffe, furti, contaminazioni, sofisticazioni e avvelenamenti ambientali, bastano e avanzano perché un'impresa passi dai crediti agli insoluti, dalle assunzioni ai licenziamenti, dai profitti al fallimento per l'imprenditore.
L'elenco dei soggetti che sanno, hanno e potrebbero avviare una impresa trarre profitti e assumersi la responsabilità è chilometrico.
Ma i più sanno di dover nuotare nell'oceano del libero mercato globale infestato da strozzini, esattori, truffatori ladri e corrotti, onesti fino alla Lira e non oltre, e al pari dei Mugnai della Finanza si specializzano in massa a sfruttare talento e lavoro altrui.
Così, per il default o la guerra civile è solo questione di tempo.
Franco Luceri 

sabato 13 febbraio 2021

I tiranni del nuovo ordine mondiale, sanguinari o suicidi?


Aihnoi, i più vedono nel nuovo ordine mondiale una feroce dittatura finanziaria. Ma temo si sbaglino tragicamente a paragonare gli asettici chirurghi di oggi agli sporchi macellai di ieri.
Di dittatori sanguinari, l'Umanità chissà quanti ne avrà subiti. E pur nella loro massima ferocia criminale, hanno conservato integri uomo e natura per decine di millenni. Invece quelli acefali e suicidi di oggi rischiano seriamente di ridurre l'uomo ad una macchina stupida quanto un elettrodomestico o peggio estinguerne la specie.
Ora vi starete chiedendo, cosa hanno di sbagliato gli intellettuali, i politici e i banchieri che attualmente governano il mondo. Secondo me, (fatte salve le rarissime e illustrissime eccezioni) sono scappati in massa dal manicomio criminale di Aversa. E la ragione è alla portata dello scemo del paese. 
Morto il comunismo, come unica politica e religione al servizio dei più; all'Umanità resta una sola ancora di salvezza: LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA da cui attingere salari per i lavoratori e tasse per lo Stato.
In queste drammatiche condizioni,  qualunque tiranno criminale ma provvisto di neuroni, farebbe carte false per tenere in buona salute i piccoli "salvagente" dell'imprenditoria.
Invece gli unici condannati a morte certa sono proprio i piccoli imprenditori. Tanto perseguitati giuridicamente, burocraticamente e finanziariamente, da istigarli a chiudere, fallire, suicidarsi, se non si rassegnano a sfruttare, truffare e delinquere. Se non ce la fanno a corrompere la politica per socializzare le perdite e privatizzare i profitti come le grandi multinazionali e le banche mondiali.
I Banchieri rovinano l'intera economia mondiale ma fanno fallire solo i piccoli imprenditori, per evitare il fallimento di popoli e Stati.
Insomma, il nuovo tirannico ordine mondiale ha messo i cervelli al guinzaglio dei portafogli.
Sta riducendo scienziati e politici a burattini della finanza. Fa danni 1000 volte più devastanti delle vecchie tirannie; ma non li fa per ferocia criminale: solo per imbecillità suicida.
Franco Luceri 

La sovranità monca è una caricatura


Nell'occidente progredito, il mercato ha continuato a macinare profitti quasi ininterrottamente per 3 secoli, fino a convincere quasi tutte le "democrazie" del mondo che potevano disfarsi della sovranità monetaria e relativo potere finanziario e limitarsi a gestire quello tributario, scorticando vivo di tasse Pantalone e spendendo e rubando a man bassa.
E nell'attuale Italia pseudo democratica, tutto è filato diciamo "liscio" per 7 decenni. Poi negli ingranaggi del mercato si è infilato quel maledetto virus governato da dilettanti allo sbaraglio, fino a paralizzare a colpi di lockdown ogni forma di produttività possibile e a condannarci, con la borsa vuota, a spendere a debito una barca di miliardi (almeno 10 volte più del normale) per salvarci la vita. Forse!
Così sono risultate evidenti a tutti due cose: si può avviare una impresa a debito, avendo un banchiere onesto come socio finanziatore, e poi con i profitti contribuire anche al mantenimento dello Stato pagando le tasse; ma quando un intero popolo finisce vittima di una pandemia, con la borsa vuota e la vita in pericolo, non solo non può essere chiamato a finanziare un bel niente, ma deve essere addirittura finanziato dallo Stato per mangiare curarsi e vivere avviando quando e se può una nuova attività produttiva.
E per fare ciò lo Stato deve essere finanziariamente autonomo non dipendente da banche e banchieri privati nazionali o mondiali che la vocazione alla filantropia, se mai l'hanno avuta, non ricordano più dove l'hanno smarrita.
Perché uno stato privo di sovranità monetaria e quindi condannato ad attingere risorse dagli strozzini è uno stato monco, un falso stato di diritto e vero stato truffatore.
Fa credere ai propri cittadini che sta distribuendo aiuti a fondo perduto, ma per procurarsi quei soldi dai vampiri della Finanza, non firma vagonate di cambiali a nome proprio, ma a nome dei cittadini sovrani che in democrazia sono lo Stato. A nome di quei poveracci dei contribuenti in buona salute ma squattrinati da un anno di lockdown e persino a nome di quelli intubati e morenti negli ospedali che se hanno la "disgrazia" di salvarsi, domani sono condannati a fallire sotto il peso di imposizioni tributarie vampiresche impagabili.
Allora capite bene che un VERO Stato di diritto può essere pienamente tale solo se dotato di ruota di scorta. Se può contare su una doppia circolazione monetaria: il risparmio e il credito privato gestito ONESTAMENTE dalle banche; nonché il denaro emesso dallo Stato ogni volta che il gettito tributario risultasse inadeguato al fabbisogno della collettività e delle istituzioni.
Nei casi eccezionali di calamitá, caristia, pandemia, guerra, recessione, cioè quando lo Stato non può attingere tributariamente risorse dai contribuenti perché scarsamente o totalmente improduttivi, deve poter contare sulla propria sovranità monetaria per sopperire ai bisogni sociali e istituzionali stampando moneta propria: BIGLIETTI DI STATO.
Perciò nessuno stato può rinunciare alla sovranità politica, che in rappresentanza del popolo sovrano lo legittima a tassare i contribuenti produttivi; e alla sovranità monetaria che, ove i tributi non fossero sufficienti, gli consenta di emettere tutta la moneta necessaria a garantire ai cittadini improduttivi, malati, invalidi, o in difficoltà per le ragioni più varie, quel minimo vitale di diritti umani propri di uno Stato che si sia o che si voglia disfare (nel pieno rispetto della Costituzione) della barbarie dello strozzinaggio vampiresco fiscale e finanziario. Per decenni gli italiani sono andati in banca a chiedere un mutuo per curarsi la salute, salvare una impresa o pagare le tasse.
Ormai risulta evidente anche allo scemo del paese che lasciare il potere finanziario nelle mani del potere politico e istigazione a delinquere. Ma affidare risparmio e credito alla discrezionalità vampiresca dei Banchieri privati, è una istigazione a delinquere almeno altrettanto barbarica.
Il vero covid che sta mettendo in forse il futuro dell'umanità almeno da mezzo secolo, non è virale è finanziario. Ha declassato quasi tutti i "governanti" del mondo in GOVERNATI dai banchieri e persino dai bancari. E tutte le democrazie, in tirannie assassine di malati, poveri e onesti.
Franco Luceri 

sabato 30 gennaio 2021

Contro le calamità, le banconote sono armi spuntate.


Per svariati secoli si è misurata la produttività dei singoli individui e dei popoli con le "banconote", che sono la merce prodotta, raccolta e scambiata dalle banche. Denaro preso in prestito da un istituto di credito e poi restituito maggiorato di un certo tasso di interesse.
Ma nel libero mercato non esiste la produttività costante che assicuri a qualunque imprenditore un reddito per sé e per la famiglia, il pagamento degli interessi, delle tasse allo Stato, nonché la puntuale restituzione del capitale alla banca finanziatrice, perché sviluppi e recessioni si alternano costantemente.
Non esiste un solo comparto economico a produttività garantita e non esiste una cultura che lo renda tale e non esiste niente che possa assicurare all'individuo che un prestito bancario sia produttivo di altro denaro per affrontare la sfilza di spese che comporta una attività imprenditoriale per maturare profitti.
Ogni singola regione dello stato ha una sua produttività dovuta a fattori ambientali, culturali, e al rapporto numerico tra soggetti che si accontentano di un salario e soggetti che investono per trarre profitto.
E poi, oltre ai soggetti produttivi, in qualunque Popolo ci sono milioni di cittadini che non sono in grado di produrre ricchezza per le ragioni più varie. Ed è a dir poco demenziale pensare che questi soggetti possano ottenere credito bancario. Al massimo potranno suicidarsi chiedendo denaro agli strozzini.
Non so in Italia quanto sia la popolazione improduttiva, fatta di bambini, adolescenti, adulti disoccupati, pensionati, malati o invalidi, Ma è a dir poco abominevole pensare che il mondo della finanza sia legittimato a speculare anche sulla improduttività o sulle disgrazie dei soggetti malati, poco abbienti o poco produttivi.
Allora nessuno stato di diritto dovrebbe privarsi della sovranità monetaria e quindi del potere di stampare biglietti di Stato per assolvere ai propri doveri costituzionali assicurando alla fascia di cittadini a cui è precluso l'accesso alle banconote, cioè al credito bancario, un margine dignitoso di diritti umani spendendo biglietti di Stato.
Perché mettendo i soggetti improduttivi a carico dei produttivi, si libera lo Stato sovrano dall'obbligo e dal costo della giustizia sociale stampando moneta propria; si rende anche un ottimo servizio alle banche che raccolgono risparmi, commerciano credito e incassano profitti astronomici; ma si attenta da criminali alla competitività del sistema e al pace sociale, con conseguente crescita patologica ed  ingovernabile di disoccupati e falliti.
Franco Luceri 

lunedì 25 gennaio 2021

Chi "assalta la diligenza", oggi si porta via "borsa e vita"


I più ritengono che sia stato utile affidare la gestione del denaro agli speculatori finanziari che meglio dei politici sanno come rendere produttiva l'economia curando la doppia circolazione del risparmio e del credito. E non è detto che non lo sia realmente.
Potendo disporre anche della sovranità monetaria i politici sarebbero stati tentati a governare da cani e poi stampare moneta e comprarsi il consenso. Perciò, in condizioni normali è bene che siano i banchieri e non i politici ad  usare il potere finanziario speculando sull'impiego e sulla circolazione del denaro.
Ma da un anno il covid ci sta dimostrando che anche ora che la "borsa" è vuota di reddito per i cittadini e tributi per lo stato, il mondo finanziario prosegue indisturbato a speculare sulla "borsa bucata" e sulla "vita malata" della collettività, e questo è a dir poco abominevole. 
Fino a quando non si risolve il problema pandemia quel potere andrebbe sottratto alla speculazione di pochi e restituito con urgenza a beneficio del Popolo, che in democrazia è costituzionalmente sovrano: ma nessuno ne parla. 
Per il pachidermico  mondo culturale italiano, quello della sovranità monetaria è un pericoloso tabù da cui tenersi alla larga. Almeno quanto tenere i fili dell'alta tensione a rispettosa distanza.
Oggi l'improduttivita da lockdown non si può più affrontare a cambiali. Il denaro è dei popoli democratici e nei momenti di drammatica emergenza dovrebbe essere stampato e consegnato a tutti gratuitamente perché non è in gioco solo la vita dei singoli, ma il futuro dell'umanità.
Prendendolo a debito si finge di salvare una generazione di anziani, ma per acquisire titolo legale a derubare  in maniera crescente ed irreversibile le future generazioni. Vedi Grecia derubata e dissanguata.
Joe Biden, appena insediato alla Casa Bianca ha detto: "se non si esce dalla pandemia non può ripartire l'economia".
Allora è ovvio che l'intera comunità mondiale esce prima e meglio da questa calamita solo impedendo al sistema finanziario privato che fino ad oggi ha speculato giustamente sulla "borsa" dei popoli di continuare a fare profitti speculando anche sulla "vita". 
Finché non riparte l'economia mondiale, nessuna forma di profitto dovrebbe essere consentita a chi, gestendo il potere reale del denaro, ha nelle sue mani il presente e il futuro dell'umanità, più della "politica senza portafoglio", che continua a girare in tondo come un cane che si morde la coda, gestendo un grande potere legale, ma di infimo potere reale.
Franco Luceri 

martedì 19 gennaio 2021

Allo Stato liberale hanno rubato la ruota di scorta.


Una famiglia numerosa è come un mini Stato sovrano che emette moneta propria. Gli adulti producono reddito e procreano, e i più giovani collaborano alla produttività collettiva che assicura vita ai giovani e assistenza agli anziani.
Ma se quella stessa famiglia si trova ad affrontare una calamita', una carestia, una pandemia, una guerra, una non rara recessione economica, un lutto in famiglia, con risorse ridotte o azzerate, (come ora in Italia afflitta da pandemia) va in crisi all'istante se lo Stato continua a tassarla invece di aiutarla. Oppure se eroga aiuti finti, attingendo risorse dal mercato finanziario nazionale o mondiale, perché la farà fallire dopo a colpi di rapine tributarie per pagare interessi o restituire il capitale.
Perciò, uno Stato liberale senza moneta propria, lo avranno pensato sicuramente nel manicomio criminale di Aversa. E mi perdonino i matti per l'infelice accostamento. Vale meno di un automobile progettata senza ruota di scorta o usata da cani da un autista imbranato.
Lo Stato che non può emettere moneta propria, soccorre i soggetti o le famiglie in difficoltà, solo dopo averli rapinati tributariamente, o li aiuta attingendo risorse dagli strozzini e ipotecando la borsa e la vita dei loro figli e nipoti, che per decenni saranno chiamati ad onorare il debito pubblico.
Uno stato senza "sovranità monetaria" è una quasi repubblica delle banane. La moneta propria non serve per tenere le rotative in funzione giorno e notte e stampare miliardi per arricchire cani e porci, ma ha la stessa funzione della ruota di scorta da utilizzare in caso di avaria imprevedibile o imprevista.
Quando un popolo si trova impossibilitato a produrre ricchezza o ne produce in quantità insufficiente, lo Stato integra il reddito dei singoli o delle famiglie per tenere in buona salute il sistema sociale e il sistema economico.
Ma se lo Stato non ha produttività né disponibilità di ricchezza propria, e dipende integralmente dal  filantropico mondo finanziario, dal buon cuore degli strozzini nazionali e mondiali, tanto da tassare persino i morti per poterli seppellire, è costantemente a rischio guerra civile.
Franco Luceri 

lunedì 18 gennaio 2021

Licenziate i politici e assumete i pompieri


Affidate i governi democratici ai vigili del fuoco che sono provvisti di mezzi veloci, estintori efficaci, coraggio, intelligenza operativa, tempestività, responsabilità.
Perché se avvisate Palazzo Chigi che c'è un incendio a sud, vedrete il Premier lanciato a sirene spiegate nella direzione sbagliata, dalla Ursula von der Leyen o dalla Christine Lagarde per farsi prestare l'estintore finanziario. Se gli va bene, torna a casa con la promessa che gli stipuleranno un oceano, e a fine incendio, se puntuale con le rate del mutuo, rimedierà una bottiglia d'acqua da mezzo litro.
Magari in condizioni normali non c'è niente di strano che la politica progetti e la banca finanzi. Ma se, nei casi di emergenza geologica, climatica, sanitaria, economica o bellica, il politico non è altrettanto autonomo e tempestivo quanto il vigile del fuoco, perché  cronicamente sprovvisto di mezzi finanziari, (di estintori) o non autorizzato ad usarli, allora la cattiva politica non dipende dal politico ma da chi nel mondo ha usurpato la sovranità monetaria dei popoli e detiene persino in democrazia da spietato tiranno il potere finanziario contro i popoli sovrani.
Se il politico promette interventi fulminanti come i famosi "ristori a pioggia" (per danni economici da lockdown) ma poi arrivano "a goccia" come la minzione di un malato di prostata, allora più che di cattiva politica si dovrebbe parlare di scandalosa finanza che non cambia passo neanche davanti al doppio rischio mondiale per l'intera umanità, di morte per pandemia o per fame.
Franco Luceri 

sabato 9 gennaio 2021

Trump è finito da fantino a cavallo pazzo


L'informazione mondiale ha definito Trump come matto da legare, perché, usando un esercito di barbari fascisti ha occupato il Congresso USA e terrorizzato i parlamentari. Tutto vero a 24 carati?
Proviamo a farci qualche domanda. Trump come ha fatto a mettere insieme quell'esercito di cavernicoli arrabbiati? 
Li ha partoriti tutti lui in 4 anni di gestazione politica fascista; li ha assunti; li ha drogati; li ha armati; li ha allenati alla guerra; li ha finanziati; li ha minacciati a mano armata, ha fatto questo lavoraccio da presidente degli Stati Uniti senza che nessun democratico e nessun repubblicano si sia accorto che stava tirando su un industria di fascisti? No.
Trump si è ritrovato al seguito un esercito di persone giustamente arrabbiate da decenni e decenni di politiche sinistre e un po' anche destre demagogiche, ed è stato promosso suo malgrado a loro padre putativo perché ha incominciato a sfamarle.
Trump può essere il peggio del peggio del peggio, l'Adolf del terzo millennio, ma l'industria di Poveri Cristi convertiti in barbari, l'ha tirata su e l'ha arricchita la politica pre-trampiana che di veramente Democratico non ha mai avuto un c****. Perciò, chi oggi si scandalizza per quello che ha fatto Trump, ha la faccia peggiore del c***.
Ipotizziamo pure che Trump si sia illuso di trarre vantaggio da quella tempesta sociale, da quella folla di americani prima giustamente e poi scompostamente arrabbiati.
Ma se Trump deve vergognarsi per come ha raccolto la tempesta sociale, gli arruffapopoli dell'informazione della politica e della Finanza (destri e mancini) che hanno seminato vento per decenni e decenni producendo con politiche truffaldine e criminali quell'esercito di arrabbiati e ora hanno pure la sfacciataggine di usare Trump da capro espiatorio, per la vergogna dovrebbero almeno girare mascherati fino a fine millennio.
Sono gli altri che hanno scambiato per gattino miagolante la tigre del dissenso e hanno creduto di poterla affamare e usare a piacimento da elettorato sinistro.
Come i suoi predecessori, magari anche Trump  avrà sottovalutato il pericolo. E quando si è reso conto di cavalcare un pericoloso felino, in realtà era lui il cavalcato. Così da agile fantino è finito retrocesso a cavallo pazzo, nonché incriminato per sottrazione e uso indebito di bestiame altri: abigeato.
Chi fino ad oggi ha creduto che i poveri sono una razza di animali mansueti che si lasciano affamare e usare impunemente; se proprio ci tiene a conservarsi la testa incollata alle spalle, dia una sbirciatina alla storia di Luigi XVI.
Franco Luceri 

lunedì 4 gennaio 2021

Monoteismo finanziario e relativi sacerdoti


Se oggi siamo schiavizzati da una potente e feroce oligarchia finanziaria europea e mondiale, e da una sanitaria che non sa ancora come mettere riparo alle catastrofi sociali, ambientali ed economiche  vecchie, e a quelle nuove generate dalla pandemia; chi ha avuto il potere e il dovere di impedirlo e non lo ha fatto: o era un utile idiota e si è lasciato usare da burattino; o era corrotto, e invece di sbarrare la via alla dittatura, si è venduto e ci ha consegnati inermi ai tiranni che ora ci schiavizzano.
L'involuzione totalitaria della democrazia non è una perturbazione metereologica indipendente dall'uomo e perciò imprevedibile; è una lenta degenerazione accettata e favorita da diecine, anzi centinaia di migliaia di arrampicatori sociali che della democrazia non sanno che farsene se non per ingrassare reggendo la coda ai tiranni.
Chi in Italia ha gestito il potere in questi 7 decenni lo ha tolto al popolo sovrano e lo ha consegnato ai tiranni della finanza e del mercato, grazie alla complicità dei pennivendoli del mondo della cultura.
E al pari dei farabutti che ci hanno s-governato, (magari soccombendo a pressioni sovranazionali e internazionali inarrestabili vecchie e nuove); responsabili dello sfascio italiano sono anche quelli che in politica si sono opposti con grande "coraggio" (finto) alla macellazione sociale, ma a tutela dei loro sporchi interessi personali o corporativi.
Sui social incominciano a domandarsi quando finirà questa dittatura. Ma gli illusi perdono tempo perché anche nella peggiore forma democratica "i poveri governati" sono anche governanti di se stessi. 
E chi abita nelle stanze dei bottoni ha due mosse vincenti per scoraggiare qualunque forma di ribellione. Distribuisce elemosine e alimenta con un diluvio di informazioni false il libero dibattito sociale.
E finché la gente sarà impegnata a tentare di capire, a galleggiare nell'oceano burrascoso della disinformazione e falsificazione mediatica H24, non muoverà un dito per paura di sbagliare: di toccare il fondo perdendo pure le elemosine del potere.
E questo per i tiranni è tutto grasso che cola.
Franco Luceri 

domenica 27 dicembre 2020

Sulla bilancia sociale trovi quello che metti.


Dipende da ciò che finisce sui piatti della bilancia sociale, se in democrazia ne viene fuori la civiltà o una brutta copia della barbarie.
Se la maggioranza che può scegliere a chi affidare il governo e come autogovernarsi, ha l'intelligenza di farlo in funzione del bene comune ne viene fuori della buona politica altrimenti è macelleria sociale a tutto campo.
Se il piatto del governati è composto da una maggioranza poco qualificata o molto egoista, ciò che finirà sul piatto dei governanti sarà di pari "dis-valore". Gli si attribuirà grande potere legale ma scarso potere reale: gli metteranno sotto il naso un elenco spesa ricco e in mano un portafoglio povero. 
Come quel coniuge, che il giorno del suo compleanno ordinó alla moglie casalinga squattrinata un pranzo luculliano per festeggiare in compagnia di tutta la sua razza, ma invece di consegnarle il portafoglio le chiese un po' di spiccioli per autobus e sigarette.
Naturalmente la festa fini proprio come il governo italiano affidato alle "casalinghe squattrinate", ricco di potere legale, cioè autorizzato a spendere e a spandere da matto, ma con l'obbligo di auto approvvigionarsi di contanti sia pure a strozzo, senza mettere mano ad alcuna imposizione tributaria e men che meno ad una patrimoniale che farebbe fuggire a gambe levate anche i neonati Paperoni in fasce.
Insomma domandiamoci se un popolo stupido o l'egoista, e perciò pieno di debiti e di guai, possa essere governato da una classe politica intelligente, ma senza un adeguato PIL tassabile (come ora in tempo di pandemia), o impedita a tassarlo, persino in tempo di vacche grasse come nella Prima Repubblica
L'Italia è messa in queste pietose condizioni: nel piatto della maggioranza c'è scarso quoziente intellettivo e l'opposizione finge di sgomitare per farsi spazio, ma di sicuro la catastrofe attuale non ha alcuna voglia di governarla perché finirebbe nelle stesse pietose condizioni
Di conseguenza, i governanti che accettano di governare una realtà ingovernabile non possono che avere identico peso specifico dei governati. 
Un potere legale tirannico e senza opposizione, (che gli consente di sfornare leggi decreti e regolamenti e ora pure dpcm, alla velocità di un bottonificio); ma il potere reale (finanziario e fiscale) resta quello di sempre: da mercato rionale delle pulci.
Che un popolo sia minacciato da calamitá, carestia, epidemia, guerra o recessione non fa differenza: il potere di chi governa non cambia. Il premier non è chiamato a scegliere in funzione del bene comune, ma obbligato a saziare 2 razze di insaziabili: burocrati e banchieri.
E quindi, aspettarsi miracoli da un governo con questo ridicolo potere reale, è un po' come credere nel volo degli asini.
Franco Luceri 

lunedì 21 dicembre 2020

In Italia le estorsioni sono eccezione o regola?


Per anni ho tentato inutilmente di capire, perché lo Stato italiano, pur considerando inadempienti al 99% gli imprenditori, compresi i venditori di bruscolini e caldarroste, si sia fidato a tal punto da promuoverli in massa "sostituti d'imposta", come dice esattori di tasse dovute allo Stato da dipendenti e clienti.
Forse, ma vorrei proprio sbagliarmi, per acquisire, raggirando  la Costituzione, in aggiunta al titolo sacrosanto di creditore dei lavoratori pubblici, a cui garantisce lavoro e salario, quello fuorilegge di socio delle imprese private, per poter pretendere una parte dei profitti presunti da quelle che a fine anno non è riuscito ad accoppare.
Quindi potremmo dire: "Fatta la legge costituzionale, trovato l'inganno politico". Perché sarebbe fuori legge per qualunque Stato di diritto tassare gli imprenditori se non fosse certo, e al di là di ogni ragionevole dubbio, che l'impresa ha prodotto profitti grazie allo Stato che ha reso il mercato recettivo per i lavoratori e produttivo per le imprese.
Ma uno Stato come l'Italia che è alla bancarotta da tempo immemorabile, come può arrogarsi il titolo di socio dei lavoratori e degli Imprenditori, se l'unica politica che conosce e attua pervicacemente da decenni nei confronti dei laboratori sfruttati e malpagati e delle piccole imprese è fatta solo di rapina finanziaria e tributaria, e di istigazione al suicidio?
Le tasse DOVREBBERO essere il corrispettivo per un servizio pubblico realmente incassato dal cittadino e grazie al quale ha ottenuto un giusto salario, o conseguito un onesto profitto.
L'imprenditore, il lavoro se lo inventa da solo spaccandosi il cervello. Finanzia l'impresa indebitandosi fino alle orecchie e gli incassi che ottiene zigzagando fra sprechi, furti, truffe e corruzioni politiche, trappole legislative, inadempienze e danneggiamenti burocratici e Banchieri "filantropi", quando tutto gli va da Dio, coprono parzialmente le spese e quindi non rendono profitto tassabile.
Ma lo Stato tassa anche quelli che hanno deciso di consegnarsi al Creatore. Gli svuota la borsa, sapendo bene di ghermirgli la vita.
Forse è il caso, prima che sia tardi, che gli addetti ai lavori si domandino in che misura le imposizioni tributarie italiane sono rispettose della Costituzione.
Perché, marchiare evasore e quindi ladro di stato un imprenditore onesto, anche per tasse non dovute, notificate in ritardo o fuori dalla sede legale, e prima che un magistrato ne abbia accertata senza ombra di dubbio la disonesta inadempienza, è come sbarrargli la via del credito bancario e offrirlo in pasto agli strozzini.
Se questo genere di politica e giustizia è da Stato di diritto, perché rispettosa della Carta Costituzionale, io, a dir poco, sono Alice nel paese delle meraviglie.
Franco Luceri