domenica 29 aprile 2018

I cinque stelle giocano a non governare



Non sono un addetto ai lavori, ma cerco di capire cosa hanno di strabico le analisi politiche riguardo ai 5 stelle. Perché a giudicare dal basso livello culturale dell'aspirante Premier Luigi Di Maio verrebbe normale pensare che Grillo e Casaleggio siano una coppia di cretini o matti che si sono avventurati su un terreno minato. Io invece li ritengo due scaltrissime volpi. Avrebbero potuto arruolare il Fior Fiore dei professori universitari e sarebbero entrati in volata a Palazzo Chigi, invece hanno scelto di rimanerne fuori ma portando in Parlamento un esercito di oltre 300 fra onorevoli e senatori, che incasseranno anche per la ditta Grillo Casaleggio fiumane di soldi pubblici esenti da tasse e ancora meglio da responsabilità.
È chiaro che questa è una delle possibili ipotesi magari la più strampalata, ma ci sono buone possibilità che Luigi Di Maio stia recitando la parte dello sprovveduto che vuole dettare leggi con il 25% di consensi, ma in realtà ha l'ordine di non avventurarsi nella giungla di Palazzo Chigi per conto della ditta cinque stelle, sapendo per certo che da lì ne uscirebbero tutti sbranati. Mentre all'opposizione si campa da Dio per secoli.
E quindi continuerà ad imporre condizioni capestro inaccettabili a destra e a manca per scongiurare il rischio che qualcuno accettandole lo spedisca da vero Premier a Palazzo Chigi, se invece il suo copione prevede la consegna della patata bollente del governo impossibile nelle mani del povero presidente Mattarella.
Io qua l'ho detta e qua la nego. Anzi, vi dirò di più, spero nell'interesse collettivo di aver sconfinato io nella congettura più pazza del mondo, perché se così non fosse per l'Italia e gli italiani sarebbero cavoli amari.



sabato 28 aprile 2018

È possibile il buon governo Goethe?


Bertrand Russell descriveva così il governo di un popolo democratico:
"I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose; dunque, peggio sono svolte, meglio è." 
E a giudicare dallo stato delle cose italiano, europeo e mondiale sembrerebbe proprio di sì.
Se il governo incentiva il popolo a produrre, poi non riesce ad impedire che l'abuso di quel diritto generi devastazione ambientale.
E se ostacola la produttività economica, rassegna il popolo a vivere, come nel sud Italia, di lavoro nero, assistenzialismo, corruzione, false invalidità ed evasione; che alla lunga, per carenza di gettito tributario, lievitazione del debito pubblico, sofferenze bancarie e tassi usurai, portano al fallimento delle banche e dello Stato.
Insomma nessun governo è in grado di garantire un sistema socio-economico immune da problemi: sbaglia sempre e comunque: ad incentivare la produttività o ad ostacolarla.
Perciò non c'è niente di più stupido al mondo, dello sperare che un governo democratico, intelligente, onesto e giusto salvi popolo e Stato. O dello sparare su Premier e Ministri se falliscono.
Forse l'unico buon governo possibile, proprio come diceva Goethe, "è quello che ci insegna a governarci da soli".
Ma se sì spostasse troppo la responsabilità dalla politica all'istruzione e all'informazione, i saggi e potenti della cultura: professori,  professionisti,  burocrati  e  giornalisti sparerebbero ad alzo zero su popolo è Stato.

mercoledì 25 aprile 2018

Pesca di plancton sociale per le voraci balene del mercato


Nella pesca politica, le strampalate promesse da marinaio sono l'esca che attira il plancton del consenso di massa e legittima un partito o una coalizione a governare le grandi balene del mercato (multinazionali e banche) attratte dal profumo di planton sociale ( leggi lavoratori da sfruttare, consumatori e risparmiatori da truffare, piccoli imprenditori da rapinare e istigare al suicidio e poveracci vari da affamare) che stuzzica maledettamente l'appetito.
Così i migliori specialisti della truffa politica (destri e mancini) si ritrovano in mano le chiavi del governo  (in Italia la cosiddetta Stanza dei Bottoni di Palazzo Chigi) se hanno saputo radunare intorno a sé quel gustoso pranzetto a base di poveracci da sfruttare e affamare, che sono la giusta dieta ingrassante per le fameliche balene del mercato, a caccia di facile profitto, che ormai da decenni hanno in pugno la politica mondiale.

domenica 22 aprile 2018

Urge Premier farmacista


È evidente che mettere a punto la giusta miscela ideologica per salvare un popolo Libero e Democratico non è ancora alla portata di tutti i cervelli altrimenti non staremmo qua a parlarne.  
Ma è lapalissiano che da solo il comunismo non sa produrre ricchezza e uccide i popoli di povertà e debito pubblico; mentre il liberismo li uccide di ingiustizia sociale e avvelenamento ambientale perché ne produce troppa ma non per tutti, sì dimentica di perequarla.
Quindi i politici comunisti che combattono ossessivamente il liberismo e i liberali il comunismo lasciando che il paese e il popolo vada in malora come in italia, sono tutti  apprendisti stregoni che sanno di politica quanto lo scemo del paese di astronomia. È certosino lavoro di farmacista dosare comunismo e liberismo per garantire i lavoratori e gli imprenditori; perchè è evidente che nel mondo non tutti nasciamo capaci di competere da imprenditori nel libero mercato, né tutti rassegnati a dipendere da un unico sistema collettivista.
E uno Stato ( vedi Italia ) che non è in grado di farsi carico nel contempo dei bisogni dei lavoratori  e degli imprenditori senza sfruttamento per i primi o rapina tributaria per i secondi, è più una repubblica delle banane che uno stato di diritto, perché fa fallire o scappare via tutti gli imprenditori onesti e capaci (ma con  scarso  talento corruttivo) fino ad allagare il paese di poveri, disoccupati, parassiti, cleptomani, corrotti e strozzini.

domenica 15 aprile 2018

Attenti ai somari in cattedra


Ti ritrovi un somaro in cattedra, se affidi l'insegnamento di ingegneria navale ad un ingegnere aerospaziale, o viceversa. E per la stessa ragione, di somari, ti ritrovi a governare un esercito, se pensi di essere a capo di un popolo democratico, per il solo fatto di aver convertito una dittatura in democrazia.
Tutto lo scibile umano che serve per formare un popolo governabile tirannicamente, è monnezza assassina, se poi lo stesso popolo in quattro e quattr'otto si ritrova ĺibero di autogovernarsi.
Le cabine elettorali sembrano capaci di convertire i nazisti in nazareni, ma alla fine i tiranni finti democratici, oltre ad uccidere il popolo, finiscono per tiranneggiare persino se stessi.
Ora voi mi direte, come fai a dimostrare che un comunista è liberale e liberista finto anche se giura di essere volterriano doc? Semplice. 
Sia il comunista finto che il liberale finto si contraddicono pure nel sonno, perché difendono o solo le ragioni dei lavoratori (anche se sfacciatamente sfaticati e parassiti) o solo quelle dei padroni (anche se autentici strozzini).
E non gliene frega una mazza  se migliaia di piccoli imprenditori vengono ridotti al fallimento o istigati al suicidio, se le multinazionali scappano, le banche falliscono e gli ex lavoratori ingrossano l'esercito dei poveri disoccupati.
Nei problemi di un popolo, politica giustizia e mercato non centrano per niente,  è sempre e solo sbagliata la cultura.
Da liberi si diventa democratici soltanto dopo mezzo secolo di istruzione al rispetto dei singoli e della collettività, altrimenti ci illudiamo tutti di pensare da democratici, ma di fatto ci comportiamo da anarchici e terroristi omicidi e suicidi.
Vedi Italia, siamo il miglior popolo del mondo, ma ridotti con le pezze in c*** come fossimo il peggiore, perché in fatto di cultura Democratica non abbiamo ancora comprato l'abecedario e manco la tavola pitagorica.

sabato 7 aprile 2018

Basta o non basta!


Se fossi certo che questa è l'ultima cosa che Dio mi consente di dire, prima di fulminarmi, non solo la direi, ma la urlerei. Smettete di criticare i cinque stelle perché non avete titolo per farlo:
1)   Se siete ignoranti o stupidi, lo siete più di loro che in questa categoria si sono dimostrati campioni, prendendovi per c***  e arrivando a onorevoli.
2)    E se siete i geni ( governati e governanti ) della classe dirigente che ha SGOVERNATO l'Italia per 7 decenni rubando e ingrassando di privilegi e riducendo milioni di persone con le pezze in c*** meritereste scontati 700 anni di galera.
Quindi datevi, anzi diamoci tutti una calmata. Accendiamo un cerino, e vediamo di trovare una via d'uscita meno idiota possibile da questo tunnel nero come la mezzanotte; prima che malauguratamente una guerra civile o una dittatura faccia scorrere in Italia altro sangue degli innocenti già copiosamente versato.

venerdì 6 aprile 2018

Il capobranco serve anche ai sistemi sociali?


Una volta le leggi consideravano la "diligenza del buon padre di famiglia" come massima espressione di moralità individuale e affidabilità sociale. Ma spesso in quei sistemi sociali la donna era sottomessa e persino schiava del padre padrone prima e del marito padrone poi. 
Tant'è che incomincio a contestare la figura del padre padrone nel tentativo di liberarsi da millenni e millenni di schiavitù e sottomissione maschilista. Era giusto che ciò accadesse ed è accaduto. 
Ma sparito il padre di famiglia con la sua autorevolezza e autorità siamo passati dalle dittature criminali alle democrazie idiote inconcludenti dove tutti sono capi di qualcosa ma nessuno è responsabile di niente.
In questo modo le democrazie si sono miseramente ridotte a "festival della dissacrazione del potere maschile", del potere di marito e del potere di padre. Ora chiunque può prendere in giro chiunque persino il Presidente del Consiglio o il Presidente della Repubblica. Per non parlare di come vengono messi in ridicolo i capi delle religioni, cattolica in primis.
Allora una domanda sorge spontanea: perché con la donna schiavizzata la famiglia conserva comunque una apparente funzionalità mentre con l'uomo deresponsabilizzato e privato di autorità e autorevolezza crolla tutta la costruzione familiare e sociale dalle fondamenta alla volta?
Prima, col padre padrone in servizio permanente effettivo, non era nemmeno immaginabile che i professori fossero malmenati dagli alunni, perchè i giovani erano allevati a pane, morale e punizioni; mentre ora che sono abbuffati di premiazioni, smartphone, paghette e merendine, sono il terrore delle insegnanti che non hanno il polso di maschio per poterli dominare.
All'umanità non è sembrato vero potersi disfare della figura del padre padrone del Capo Famiglia ma forse quello era l'unico pilastro culturale e morale affidabile per l'intera società civile. Se nei sistemi sociali la madre padrona avesse surrogato in pieno le funzioni del padre padrone forse l'Italia non si sarebbe ridotta a questo barbaro livello.
La donna aveva tutte le ragioni per ribellarsi all'uomo, ma mettendo in discussione il potere e la funzione del "capobranco" in ogni singola famiglia si è finito per dissacrare ad una ad una tutte le istituzioni dello Stato e tutte le figure più autorevoli ( come lo era il prete il maresciallo e l'insegnante) che  garantivano formazione, moralità e legalità degne di questo nome.

lunedì 2 aprile 2018

In Italia le elezioni le vince il Pd o le perde il PD


Ha ragione il senatore Graziano Cioni quando dice a proposito delle elezioni vinte da grillini e leghisti:
"Io credo che non hanno vinto loro ma abbiamo  perso noi, quando si è abbandonata la nostra strada per rincorrere le politiche della destra, e alla fine l'elettore ha scelto l'originale."

Anche io penso che le elezioni italiane possano concludersi o con una vera vittoria comunista o con una finta vittoria liberale.
Nel senso che dai comunisti gli elettori si aspettano uno Stato generoso datore di lavoro; mentre ai liberali chiedono semplicemente di amministrarlo così come è, pagando e accrescendo gli stipendi privati e pubblici.
Voi penserete che sia difficile dimostrare tutto questo? No è elementare.
Guardate il tristemente famoso articolo 18. Gli italiani hanno consentito alla sinistra di emanarlo e alla sinistra di abrogarlo. 
Lo avesse fatto anche fra un secolo la destra di Berlusconi Salvini Meloni sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale.
Quindi il guaio della politica italiana è dato dalla carenza di elettori liberali. L'intero Popolo vota per il PD o contro il PD riversandosi a l'estrema destra o all'estrema sinistra.
E in questo temo ci sia ben poco di Democratico. Per carenza numerica, gli imprenditori sono politicamente rappresentabili solo a livello condominiale quando tutto gli va da Dio. Ed essendo numericamente impossibile l'alternanza di tutte le classi sociali al potere sia lavoratori che padroni è finta la democrazia.

domenica 1 aprile 2018

E' la democrazia italiana bellezza!


Se i "machiavelli" italiani ce la facessero anche solo per un giorno a pensare in maniera asettica, si accorgerebbero che nessuna scienza al mondo è così perfetta quanto la politica democratica italiana nel garantire concretamente ad ogni singolo cittadino sovrano “onesto” l’esatto opposto di ciò che promette, e non con una leggina idiota fatta da legislatori analfabeti, ma inserita stabilmente per sette decenni ne l’Atto Costitutivo dello Stato, ad opera di Padri Costituenti, super machiavelli di comprovata autorevolezza.

La Repubblica fondata sul lavoro: se possiedi un cannocchiale per trovarlo.
La sovranità: smarrita sulla via del federalismo UE-BCE.
I diritti inviolabili dell’uomo: li cerca anche il Berlusca miliardario. Pensa tu!
La solidarietà politica: quella inossidabile fra fascisti e comunisti.
La solidarietà economica: fra imprese che si fanno concorrenza fuorilegge.   
La solidarietà sociale, familiare o umana: quella tanto perfetta da indurre i coniugi a sterminare famiglie e uccidersi. E persino ferirsi o ammazzarsi fra fidanzati. 
L’onestà: e chi l’ha vista?
La moralità: in Italia è conosciuta solo di striscio nelle religioni.
La giustizia: e cosa è? Quella che lascia al ricco il diritto millenario a corrompere la politica con i soldi rapinati sfruttando e uccidendo lavoratori, affamando le loro famiglie, o sterminando piccole imprese con l’usura, o evadendo o eludendo le imposte? O alla politica il diritto di sterminare individui, società, famiglie a colpi di promesse da marinaio e rapine tributarie a norma di legge?
E’ tutta qua la democrazia bellezza! Per me è una bomba demo-atomica. Che per vastità di sterminio di persone animali cose e ambiente, ha ben poco da invidiare a nazismo e comunismo assommati.
Chi avesse voglia di illuminare il futuro de l’umanità almeno con un cerino, si affretti a ripensare la democrazia, ma con tutte le classi sociali alternabili al potere. Non col potere politico saldamente in mano a lavoratori e pensionati che sono una maggioranza immutabile, e il potere economico sempre più concentrato in mano ad una sottile e decrescente minoranza di padroni, a cui è consentito l’accesso al potere politico solo in due modi: corrompendo (come nella Prima Repubblica), o finanziando partiti di lavoratori, pensionati o disoccupati (come nella Seconda targata PD, o nella Terza 5stelle) per comprarsi il consenso, ma poi costretti a fare pure a destra politica salariale (e ora ancora peggio assistenziale a pioggia a copi di reddito di cittadinanza o di inclusione o pensioni berlusconiane a mille euro) e mai politica dei profitti onesti industriali e finanziari, politica tributaria, e riforma della giustizia.
La civiltà di un popolo passa dalla qualità del rapporto lavoratori-padroni o ricchi e poveri. Il resto è aria fritta.
Al mondo non ci sono bestie più feroci, rapaci e ingorde di potere e denaro dei padroni. Ma è la politica comunista attiva e la giustizia inattiva a dipingerli come tali.
Se nei ricchi avidi, la malattia di accumulare denaro togliendolo alla classe media fino ad impoverirla, fosse naturale, poi non correrebbero a regalare soldi alla politica e burocrazia corrotta.
Invece si lasciano rapinare da politici e burocrati per salvare la borsa o la vita. (Si, proprio quella, che in Italia a Raul Gardini sfuggì di mano) O per non essere costretti a delocalizzare, ad emigrare come semplici lavoratori disoccupati.
Non è nella natura dei padroni comportarsi da bestie con i lavoratori, (il grande Einaudi era convinto che il mondo è mosso dalle idee non dagli interessi economici) ma è il sindacato e la politica comunista che hanno tutto l’interesse a dipingerli come tali per giustificare la scandalosa rapina tributaria a cui li sottopongono, e che regolarmente li induce a corrompere sindacalisti e politici marci per non finire da poveri emigranti o appesi da suicidi.
La politica democratica in Italia ha una sola funzione, spegnere da pompieri con estintore a benzina, la guerra comunista lavoratori-padroni, in modo da conservare in eterno il primato della politica sul libero mercato, che onesto, libero, legale o liberale non lo sarà mai.

In Italia solo Pantalone ha la testa rotta.


Credo che gli italiani in difficoltà che si aspettano una qualche forma di salvataggio pubblico, si trovino nella stessa condizione di queltale che si recò al pronto soccorso per farsi medicare la testa rotta e si scandalizzò di non trovare medici e infermieri malconci come lui.
Purtroppo l'intera classe dirigente che amministra e governa lo Stato, non ha mai gli stessi problemi dei cittadini che ha messo in difficoltà. Gode di garanzie, privilegi e introiti tali a spese di quel fesso di Pantalone da considerare inutile e persino dannosa qualunque forma di cambiamento migliorativa della vita dei cittadini anche se di suo non deve rimetterci una lira.
Quindi c'è poco da scandalizzarsi che in Italia la classe dirigente sia impegnata solo in cambiamenti gattopardiani, in soccorsi finti che non rimuovono una sola causa dei disagi del Popolo, dovuti ad un eccesso di garanzie, privilegi, irresponsabilità e impunità per i funzionari pubblici e per l'intera classe dirigente dello Stato.
Dai pronto soccorsi pubblici vedrete un sacco di gente uscire con le ossa rotte, ma non aspettatevi di vedere che medici e infermieri siano altrettanto malconci.
Lo Stato Italiano è studiato apposta per scatenare la guerra fra poveri, che nelle istituzioni garantisce da 7 decenni, indebito arricchimento e assoluta impunità, salvo una minoranza di eroi che servono gli italiani mentre i più li hanno sempre asserviti e continuano e continueranno ad asservirli sfruttarli, impoverirli, perseguitarli e ucciderli.

sabato 31 marzo 2018

Misuriamoci la taglia del cervello prima di quella del cappello


La psicometria è il campo di studio della teoria e della tecnica della misura in psicologia, incluse la misura della conoscenza, delle abilità, degli atteggiamenti e delle caratteristiche della personalità. Il campo di studio è particolarmente volto verso lo studio delle differenze fra gli individui.
Wikipedia

Quand'è che gli addetti ai lavori incominceranno a parlarci di questa scienza? Giusto per farci capire la differenza fra un grillino, un Democratico, un liberale, un burocrate, un giudice, un professore, un giornalista, un sindacalista, un imprenditore, un lavoratore, un pensionato.
Oggi nemmeno i popoli più poveri muoiono per carenza di risorse, ma per l'incapacità di formare è informare individui che poi non risultino impari rispetto al progresso scientifico tecnologico, economico e democratico. E quindi incapaci di fare delle risorse un uso intelligente e socialmente equo, come gli italiani che hanno smesso di morire di povertà e ora muoiono di ricchezza.
Tanta ricchezza che tre quarti finisce rubata e spostata nei paradisi fiscali e resa indisponibile per la massa dei cittadini sfruttati e indifesi che l'ha prodotta.

venerdì 23 marzo 2018

I pilastri del buon governo


La civiltà umana credo sia un ammasso di errori fatti oggi  e corretti domani con finte soluzioni che generano altri guasti da risanare dopodomani con altre finte soluzioni e così di seguito per millenni.
Ma su tre fronti, gli errori di pianificazione culturale ed esecuzione politico economica sono mortali per l'uomo e l'ambiente: istruzione, informazione e mercato. 
La formazione e l'implementazione dei cervelli non dovrebbe essere lasciata al caso o affidata a soggetti pedagogicamente o moralmente difettosi. 
E  la creazione di imprese private andrebbe riservata agli imprenditori onesti e capaci, provvisti di personali risorse finanziarie e a loro esclusivo rischio e pericolo.
Perché ciò che nasce con i soldi pubblici (o con altra opaca, sporca, lurida manovra politico finanziaria) senza o con scarsa responsabilità per chi intraprende, dirige, presiede, governa e controlla è fallimentare e devastante a l'origine e resta insanabile per generazioni. (E' soltanto volano di debito pubblico, povertà e disoccupazione per i cittadini, vedi Italia).
Se coloro che debbono pianificare e governare producono guasti irreparabili nella formazione e informazione, abusando del proprio potere in ogni istituzione per truffare e rubare impunemente, la democrazia e la giustizia sociale restano un pio desiderio.
Lo Stato "servo" dei cittadini sovrani (nel rispetto della Carta Costituzionale e dei diritti dell'uomo) finisce per mutarsi in padrone “schiavista” o peggio sovrano spietato, che trasforma i cittadini da servire in sudditi rapinati e asserviti ad una classe dirigente elefantiaca, irresponsabile, incapace e ladra, fino ad istigarli a l'omicidio, al suicidio o a l’emigrazione se non si rassegnano a “vivere” di elemosine o di Caritas.

mercoledì 21 marzo 2018

Urge responsabilità collegiale


Il retaggio giuridico che trasforma da millenni le democrazie in dittature è dovuto al fatto che la "responsabilità individuale" riguarda giustamente ogni singolo cittadino; ma la "responsabilità collegiale" che dovrebbe interessare solidalmente l'insieme degli addetti di ogni singola istituzione, sfiora appena l'attività di governo: premier, ministri e sottosegretari; mentre la burocrazia e la giustizia ne sono rigorosamente esenti.
E alla lunga il tanto sbandierato bene comune finisce in balia dell'ingordigia, della irresponsabilità e stupidità generale, perché mille onesti possono operare a contatto di gomito con un idiota, matto o farabutto, nella stessa istituzione, e rendersi suoi complici di fatto, non avendo alcuna responsabilità collegiale a fermarlo, ad impedirgli di danneggiare la collettività.
Questa è l'unica vera ragione per cui qualunque embrione di democrazia che nasca dalle cabine elettorali, è più facile che si trasformi in tirannia anche dopo un secolo, che in democrazia compiuta sia pure in un millennio.
Salvo pregevoli eccezioni, l'assenza di responsabilità collegiale fa delle democrazie degli istituti giuridici agonizzanti dalla nascita alla morte; e puntualmente condannati a degenerare in dittature. Come dire, nel governo dei meno a danno dei più.
Posto che i diritti umani e la dignità dei poveri, deboli e indifesi, finiscono massacrati di fatto anche negli stati di diritto modello Italia dove da 7 decenni per legge si presumono garantiti e tutelati. Campa cavallo!!!

domenica 18 marzo 2018

Quale politica governa il mostro chiamato mercato


La presenza dei comunisti nei sistemi liberali ci indurrebbe (visto che il mezzo mondo comunista è fallito miseramente) a pensare che siano loro il problema; invece in ugual misura lo è tutta la politica, liberali compresi.
Perché pianificare la produttività di un sistema collettivista è molto più semplice che rendere produttivo un sistema economico in regime di libero mercato. 
Dove c'è un solo padrone e datore di lavoro, (vedi ex Russia o Cina) e un popolo di lavoratori, il padrone fa le regole e gli operai sono tenuti a rispettarle.
Ma dove i padroni sono milioni come nel libero mercato (vedi Italia o UE) e peggio soggetti alla concorrenza mondiale spietata, tutti tendono ad infischiarsi delle regole per salvarsi singolarmente dagli alti rischi di fallimento, così l'anarchia dilaga. E con essa sfruttamento, corruzione, illegalità, ingiustizia, povertà, violenza, ignoranza, insomma il peggio del peggio.
Non c'è niente di pianificabile nel libero mercato, perché in teoria tutti hanno voglia di rispettare le leggi. Ma quando ci sono milioni di multinazionali protette da politici corrotti rispettare le regole significa fallire e alla lunga non le rispetta nessuno. Questo è il vero rompicapo delle democrazie. Davanti alla enormità dei problemi del mercato, i politici continuano a dimostrarsi miopi, interessati, corrotti, litigiosi, inconcludenti e parassiti. Insomma impari, ma schifosamente presuntuosi. 
Governare un grande sistema economico collettivista non è una pacchia, ma non è nemmeno impossibile. Governare nella legalità il mercato globale è pura illusione per comunisti e liberali.
Tutti puntiamo giustamente alla legalità e allo stato di diritto ma alla lunga siamo tutti condannati alla piccola o grande illegalità per legittima difesa: a corrompere, evadere, eludere, sfruttare lavoratori o avvelenare l'ambiente, perché non esistono regole mondiali, ma solo regole locali a tutela di interessi particolari, che penalizzano chi riconosce i diritti ai lavoratori, il rispetto dell'ambiente e il valore de l'onestà in tutte le sue sfumature.
Invece di farsi la guerra comunisti e liberisti dovrebbero prendere atto che il mercato è un mostro ingovernabile se non si è compatti ad abbozzare una qualche forma intelligente di pianificazione almeno nazionale che non scarichi solo sui piccoli imprenditori i rischi propri del libero mercato, o che non faccia dei lavoratori carne da macello.
Perché abbandonare gli imprenditori onesti alla concorrenza spietata significa istigarli al crimine nell'improbabile tentativo di sfuggire al fallimento, alla rovina economica individuale e familiare.
Così si finisce per scatenare la millenaria e tristemente famosa guerra fra ricchi a spese dei poveri: "quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri a morire diceva Jean-Paul Sartre"; a cui nessuna politica democratica e persino tirannica ha mai saputo mettere riparo.

mercoledì 14 marzo 2018

Urge responsabilità collegiale.


Il retaggio giuridico che trasforma da millenni le democrazie in dittature è dovuto al fatto che la "responsabilità individuale" riguarda giustamente ogni singolo cittadino. Ma la "responsabilità collegiale" che dovrebbe interessare tutti gli addetti di ogni singola istituzione, sfiora appena l'attività di governo. La burocrazia e la giustizia ne sono rigorosamente esenti.
E alla lunga il tanto sbandierato bene comune finisce in balia dell'ingordigia, della irresponsabilità e stupidità generale, perché mille onesti possono operare a contatto di gomito con un idiota, matto o farabutto, nella stessa istituzione, e rendersi suoi complici di fatto, non avendo alcuna responsabilità collegiale a fermarlo, ad impedirgli di danneggiare la collettività.
Questa è l'unica vera ragione per cui qualunque embrione di democrazia che nasca dalle cabine elettorali, è più facile che si trasformi in tirannia anche dopo un secolo, che in democrazia compiuta sia pure in un millennio.
Salvo pregevoli eccezioni, l'assenza di responsabilità collegiale fa delle democrazie degli istituti giuridici agonizzanti dalla nascita alla morte; e puntualmente condannati a degenerare in dittature. Come dire, nel governo dei meno a danno dei più.
Posto che i diritti umani e la dignità dei poveri, deboli e indifesi, finiscono massacrati di fatto anche negli stati di diritto modello Italia dove da 7 decenni per legge si presumono garantiti e tutelati. Campa cavallo!!!

sabato 10 marzo 2018

Per una Italia governabile


La cultura comunista forma interi popoli di illusi che aspettano che il mercato gli piova Manna in bocca e pochi rapaci che gliela prosciugano prima che gliela bagni.

Illuso chi ha pianificato il collettivismo per renderlo produttivo. E matto chi tassa il mercato per renderlo salvifico per tutti

Comunisti e Liberali sono illusionisti: fanno debiti non sapendo produrre ricchezza; o la producono finta per tutti e vera solo per loro.

I liberali riforniscono i comunisti di lavoratori affamati e disoccupati e i comunisti li sfamano facendo fallire imprese e Stato.

Fra comunisti e liberali c'è lo stesso rapporto che c'è tra moglie casalinga che sembra spendacciona e marito lavoratore che chiede alla moglie più soldi di quelli che sa guadagnare per la famiglia. E capire chi dei due sia peggio è una impresa.
Si può incolpare i comunisti di essere, come una cattiva moglie, incapaci di spendere il denaro dei contribuenti per sfamare almeno i poveri.
Ma se i liberali non hanno ancora imparato a produrre ricchezza nemmeno per le banche e le multinazionali, e pretendono di salvarle truffando i poveri utenti, clienti, risparmiatori o mutuati, allora, politicamente fasulli, non sono soltanto i comunisti ma anche i liberali.
Perciò se volete un consiglio disinteressato non spostate più potere dai comunisti, ai liberali, ai 5* (che sempre comunisti sono), o viceversa; ma costringeteli ad unirsi, governare insieme o levare il distubo in massa.
Perché i politici si dimostrano degni di questo nome, non se hanno coraggio da leoni ad affrontare gli avversari, e a malmenarli o linciarli da nemici, ma se non scappano da conigli davanti ai drammatici problemi da risolvete, come fanno quasi tutti i politici italiani da sette decenni, a corto di idee intelligenti, salvo qualche rarissima e illustre eccezione.

giovedì 8 marzo 2018

In Italia urge governo di unità nazionale


È inutile cambiare gli autisti della politica come fossero mutande perché il problema è fuori dalla politica, è nella macchina infernale dei sistemi economici.
Quello comunista si è rivelato ingovernabile perché cronicamente improduttivo; e quello liberista globale da cui nostro malgrado dipendiamo tutti, si sta dimostrando super produttivo, ma altrettanto ingovernabile, perché non c'è classe politica al mondo che abbia la capacità, la volontà o il potere di renderlo umanamente perequativo, visto che nel mondo ci sono popoli che per povertà sono degradati a livello di bestie.
Quindi è inutile spostare il potere di governo da destra a sinistra o da sinistra a destra. (Da Di Maio a Salvini o viceversa). L'intera classe politica è condannata a fallire nel governo di questi sistemi economici nati ingovernabili, se gli addetti proseguono come da copione a farsi la guerra.
Della sopravvivenza del Popolo e dello Stato deve occuparsi un governo di unità nazionale, l'intera classe dirigente, legislatori, amministratori e Giudici, senza competere e senza farsi la guerra perché a pagare con la borsa e con la vita è Pantalone. 
E sfidare la pazienza dei popoli ormai a me non sembra per niente igienico.
I tedeschi questo problema lo hanno capito da un bel po', in Italia quando incominciamo a rinsavire?

Il mercato è un mostro che non si lascia governare né da comunisti né da liberali.


La presenza dei comunisti nei sistemi liberali ci induce a pensare che siano loro il problema. Invece in ugual misura sono un problema anche i liberali.
Perché pianificare la produttività di un sistema collettivista è molto più semplice che rendere produttivo un sistema economico in regime di libero mercato. 
Dove c'è un solo padrone e un popolo di lavoratori il padrone fa le regole e gli operai le rispettano.
Ma dove i padroni sono milioni come nel libero mercato e peggio soggetti alla concorrenza globale spietata, tutti tendono a salvarsi singolarmente dagli alti rischi di fallimento e così l'anarchia dilaga.
Non c'è niente di pianificabile nel libero mercato, perché tutti hanno voglia di rispettare le regole solo in teoria. Ma quando ci sono milioni di multinazionali protette da politici corrotti rispettare le regole significa fallire e alla lunga non le rispetta più nessuno.
Questo è il vero rompicapo delle democrazie. 
Governare il sistema economico collettivista è una pacchia. Governare nella legalità il mercato globale è assolutamente impossibile per tutti comunisti e Liberali.
Tutti puntano giustamente alla legalità e allo stato di diritto ma alla lunga siamo condannati tutti alla piccola o grande illegalità per legittima difesa: a corrompere ad evadere ad eludere a sfruttare lavoratori e ad avvelenare l'ambiente perché non esistono regole mondiali ma solo regole locali che penalizzano chi riconosce i diritti ai lavoratori, il rispetto dell'ambiente e il valore de l'onestà in tutte le sue sfumature.
Invece di farsi la guerra comunisti e liberisti dovrebbero prendere atto che il mercato è un mostro ingovernabile se non si è compatti ad abbozzare una qualche forma intelligente di pianificazione globale.
Perché abbandonare piccoli e grossi imprenditori alla concorrenza spietata significa istigarli al crimine nell'improbabile tentativo di salvarsi.
Così si finisce per scatenare una guerra fra poveri a cui nessuna politica democratica e persino tirannica saprà mai mettere riparo.

mercoledì 28 febbraio 2018

Che Dio ci guardi dal cortocircuito politica-finanza.


Chi si è inventato la democrazia ha commesso il peccato originale di credere che la maggioranza sociale legittimata a governarla, col tempo potesse subire variazioni; si da rendere certa l'alternanza di tutte le classi sociali al potere. Invece è assolutamente impossibile che i pochi ricchi diventino maggioranza, per avere titolo legale di governare la democrazia anche solo per un giorno.
Infatti da tre millenni i poveri sono una maggioranza numericamente crescente e i ricchi una minoranza super crescente, tanto anoressica e incurabile che nemmeno la cultura e la scienza hanno saputo porre rimedio a questo rompicapo. Temo perciò che la democrazia, sia sempre stata o quantomeno si sia ridotta ad un tragico miraggio, ad una forma di totalitarismo suicida.
I ricchi padroni incontrastati del potere economico, in quanto minoranza, non hanno mai avuto e mai avranno accesso legale al potere politico, ma ci sguazzeranno dentro lo stesso a colpi di corruzione, facendo di quel potere un uso criminale, sempre più a loro vantaggio e a danno dei lavoratori, grazie ai galantuomini del sindacato e della politica, che fingono di rappresentare i poveri, ma poi se li svendono ai ricchi (vedi la condizione pietosa e sempre più precaria dei lavoratori e pensionati italiani sindacalizzati,  comunisti veri e liberisti finti.)
Quindi, chi dice di saper tenere separato il potere politico da quello economico, si predispone ad ingrassare suinamente, lasciando che i ricchi mettano le loro sporche mani nelle casse dello Stato, dopo aver pagato il biglietto d'accesso (leggi la mazzetta o la tangente) al politico o al burocrate maneggione, corrotto e farabutto: (il signor 10% e passa), che in questo modo si vende ai ricchi, la pelle e la vita dei poveri, dei disoccupati, dei pensionati, di tutti i lavoratori dipendenti, e dei piccoli lavoratori autonomi che se onesti, finiscono puntualmente in condizioni di suicidio.
Due sono le razze di cannibali nell'umanità: i politici comunisti corrotti commercianti a l'ingrosso di poveri, e gli affaristi industriali e finanziari corruttori che se li comprano al prezzo di carne da macello per sfruttarli e ucciderli a piacimento. (Vedi immigrazione selvaggia). Perciò attenti alle supposte politiche e finanziarie. Politici e banchieri sono compagni di merende da prima che Cristo camminasse per terra. 
Il politico (potente) che si dice immune da corruzione, sta solo aggiornando il listino prezzi, sta calcolando a quanto vendersi oggi la carne umana italiana o d'importazione e l'industriale e il banchiere a che percentuale di corruzione gli conviene comprarla. Come ingrassare di mazzette miliardarie la ruota del mercato, perché la politica famelica finta comunista e finta liberale, giri sempre pro paperoni super miliardari, anche quando in apparenza sembra arricchire i lavoratori e le piccole e piccolissime imprese.
In Italia, gli unici in perfetta salute economica sono i giornalisti al servizio dei politici comunisti finti mangia Berlusconi. E il Berlusconi liberale finto mangia comunisti.
E la terza gamba politica, quella degli (onesti onesti onesti fino alla lira), non entreranno certo nella stanza dei bottoni per fracassarla: al millenario rapporto incestuoso politica affari alla lunga finiranno per rassegnarsi allegramente pure loro. 
Visto che la politica di unità nazionale alla luce del sole, la cosiddetta TERZA VIA, (la renzusconi) è avversata, schifata e combattuta a 960 gradi (angolo solido sferico) persino dai neonati in sala parto. Perché così, a fine legislatura, gli elettori saprebbero a quali eletti presentare il conto e pretendere il risarcimento per la malapolitica, spesso, troppo spesso assassina. 

domenica 25 febbraio 2018

In Italia, i cittadini sovrani chi li ha visti?


Solo approdando su un'isola deserta, sconosciuta e inesplorata ci si può sentire liberi e proprietari di qualcosa. Ma nei sistemi democratici modello Italia, la libertà e la proprietà sono una truffa giuridica prima ed economica poi. E su l'uguaglianza e la giustizia meglio stendere un velo pietoso.
Ti costruisci una casa più blindata di una cassaforte, ti chiudi dentro, ma non sei né libero, né padrone di niente. Mentre tu dormi e sogni come migliorarti la vita con i frutti della tua intelligenza e del lavoro onesto; i signori legislatori romani possono decidere in che modo toglierti la borsa e la vita, istigarti al suicidio, o farti fuggire, pure se sei industriale, banchiere, o potente miliardario.
La libertà e la proprietà in democrazia ci offuscano la mente, e non ci fanno prendere atto, che nella condizione di semplice "cittadino onesto", sei un soprammobile nelle mani del potere, anzi dei "poteri irresponsabili", che possono scegliere liberamente di servirti, servirsi, asservirti, istigarti al suicidio, costringerti a rinunciare alle tue radici, alla terra in cui sei nato, agli amici ai parenti e fuggire come un ladro di galline anche se sei il più specchiato dei galantuomini. 
Non sono certo che un sistema sociale così malridotto come lo è l’Italia possa dirsi ancora democratico. Temo sia diventato paradiso per falsi comunisti e inferno per veri liberali.

martedì 13 febbraio 2018

Resuscitate la democrazia col Nazareno


E mica ci vuole un genio per far passare il "potere" come legalità e il "contro potere" come crimine. Chi ha il potere dalla parte del manico, può affondarti la lama nel cuore, e incarcerarti come assassino. Vedi Enzo Tortora.
Nemmeno gli storici sono liberi di raccontarci la verità. Tanto è che degli orrori del fascismo e nazismo ci hanno gonfiato il cervello, ma le Foibe non erano da scongelare e servire sui libri di storia come orrore comunista, e le hanno custodite gelosamente da segreti di Stato.
Se al potere fossero arrivati i fascisti, avrebbero fatto l'esatto contrario: occultato l'Olocausto e servito le Foibe come prova inoppugnabile dei crimini comunisti.
Il bravo Norberto Bobbio diceva che: la cultura e la politica sono divise in destra e sinistra sin dalla notte dei tempi. Quando abusa la sinistra si ribella la destra o viceversa. 
E quando il potere dichiara violento il contropotere, è come se denunciasse se stesso per aver abusato a tal punto del potere legale, da indurre alla ribellione e persino al crimine il contropotere.
Salvo rare eccezioni, la legalità e la moralità di un popolo sono sempre merito della classe dirigente se è impegnata a servirlo con grande senso dello Stato. O viceversa, sono la sua colpa peggiore, sono crimine legalizzato, se si auto accredita del diritto di abuso, sfruttamento e persino asservimento del popolo, istigandolo così a ribellarsi al potere “legale” violando la legge.
Basta pensare alle “legalissime” persecuzioni burocratiche e tributarie che in sette decenni hanno fatto fallire o istigato al suicidio centinaia di piccoli imprenditori, devastato o reso precaria la vita dei lavoratori privati, terremotato matrimoni, famiglie, rapporti umani e condizioni sociali.
Ora i nodi stanno venendo al pettine, il potere comunista vacilla e il contropotere fascista avanza. E non sarà più un gioco da bambini convincere il popolo italiano che in questi sette decenni di “demotirannia” non è stata la politica burocratico, sindacal, tributaria comunista a devastare l’Italia, ma la fascista fantasma avvolta in lenzuolo bianco e armata di manganello e olio di ricino, che ha fatto fallire le imprese, scappare le multinazionali e reso rapaci o fallite le banche.
Oggi sostituire la politica rossa con la nera, è semplice come bere un bicchier d’acqua, ma cambiamo solo colore alla dittatura. Invece avremmo un drammatico bisogno di "democrazia ambidestra", con lavoratori e padroni, poveri e ricchi, fascisti e comunisti che dialogano alla ricerca del bene comune per la pace sociale.
Qualche anno fa, una coppia di matti tentò la mutazione genetica della politica italiana, col nome di Nazareno, ma manco fosse nato un essere deforme, buttarono subito il bambino con l’acqua sporca. Se qualcuno ha voglia di tentare la respirazione bocca a bocca a quel embrione di democrazia meno disumana di quella attuale, si affretti, forse abbiamo ancora speranza di salvarci. Altrimenti ……

domenica 11 febbraio 2018

Ti senti generale? Combatti i problemi.


In Italia, due schieramenti politici: comunisti e fascisti, si sono combattuti così bene per sette decenni, da dimenticarsi che sconfiggere gli avversari con la POLITICA CONTRO, (ai politici allunga la carriera e gonfia il portafoglio),  ma l'assenza di una intelligente POLITICA PRO, alla lunga, impoverendo la classe media uccide i poveri.
Se vedete un politico che si gira di spalle al problema, come se la realtà oggettiva per lui fosse invisibile, e gioca a combattere un avversario politico, invece di un problema drammatico, vi consiglio di fargli una sonora pernacchia.
E poi urlargli nelle orecchie, ah genio, se proprio cerchi il fronte di guerra dei problemi che affliggono i poveri e gli indifesi, gira il culo di 360 gradi, lo hai alle spalle.
Anche dopo mille governi e mille diversi regimi, i problemi non cambiano perché i cagasotto giocano a cambiare le facce della politica, stupidamente ritenuta nemica; ma solo combattendoli con le giuste soluzioni.
Chi si sente gli attributi, e sta solo pugnalando alle spalle un avversario politico, provi ad affrontare un problema longevo quanto matusalemme, tipo istruzione, salute, sicurezza, lavoro, casa, famiglia, pensione e giustizia vera, e dopo si sentirà un idiota per aver giocato alla guerra con gli spaventapasseri della politica destra e mancina.
Nelle democrazie, di invincibile vi è una sola cosa, i problemi, che ormai hanno trasformato l'Italia in un campo di sterminio.
Fare la guerra ai politici, ma a spese dei contribuenti, ai potenti ma a spese degli impotenti, è come sparare sulla croce rossa:  è roba da eunuchi.

martedì 6 febbraio 2018

Mezzi e finalità


Il più tragico errore del mondo della cultura, causa dei peggiori disastri italiani, è quello di enfatizzare e caricare di valore salvifico l'uso oculato e persino geniale di singoli mezzi, (come ha fatto Renzi con gli 80 euro e tutti i Premier italiani in 7 decenni di politica tassa ruba e sperpera) ma senza aver mutato la finalità, né  corretta di un miliardesimo di grado.
Impiegare un mezzo in modo intelligente e persino geniale, non rende più intelligente la finalità per cui è impiegato. E se questa è da ospedale psichiatrico non bastano secoli a correggerla.
La russia comunista arrivò a  Seconda Potenza Mondiale, ma nemmeno l'impiego di mezzi finanziari faraonici bastò a salvarle la vita.
È da un quarto di secolo che la destra e la sinistra politica, fanno a gara per chi spende di più nel salvataggio de l'Italia statalista, (uscita dopo mezzo secolo con le ossa rotte da l'operazione Mani Pulite) e il risultato è stato ed è una produzione intensiva di debito pubblico, povertà privata e crimini di tutte le razze in lievitazione.
Ci vuole una diversa visione per spingere il treno Italia comunista sul binario del risanamento moderatamente e gradatamente liberista, (proprio per non cadere ne l'eccesso opposto) ed evitare l'epilogo tragico di una guerra civile o peggio della dittatura.
Usare mezzi nuovi per finalità vecchie, è come costruire un piano nuovo su una casa pericolante, terremotata o costruita sulla sabbia.
Il resto è aria fritta.

domenica 4 febbraio 2018

La Storia e la riforma Boschirenzi


Che ci piaccia o no, la “storia insegna a tutti gli esseri umani”, ma non si perde in chiacchiere a giudicarli singolarmente: li assolve o li condanna in blocco come popolo, con sentenza complessiva e inappellabile. Promuovendo o bocciando il sistema socio politico economico che ha saputo darsi il mondo della cultura, è come se sparasse nei suoi confronti un unica sentenza di assoluzione o di condanna.
Non sta lì a contare ad uno ad uno quante teste d’uovo ci  sono nella scuola, quanti laureati e masterizzati sono finiti nelle singole professioni, redazioni, istituzioni, imprese, banche, sindacati, partiti, o in fuga verso altri popoli meno stupidi di quello italiano.
Non la intriga per niente stilare l’elenco dei buoni e cattivi, geni e idioti, galantuomini e farabutti. Ha giudicato con questo tipo di logica il popolo russo comunista, il popolo tedesco nazista, il popolo italiano fascista.
Ora è sul punto di sparare la sentenza riguardo al popolo italiano democratico, con milioni di intellettuali geni, ma con un sistema Stato elefantiaco, costoso e ladro che più non si può. E non c’è bisogno di aspettare le motivazioni della sentenza per capire con che razza di aggettivo vorrà giudicarci in blocco.
Al meglio ci chiamerà irresponsabili e falliti per l’enormità del debito pubblico, ladroni per la corruzione, cog....ioni per il sindacalismo che ha promesso garanzie e tutele ai lavoratori, ma facendo fallire le imprese, ha fatto sparire del lavoro pure le impronte digitali, e ha ingrassato i maiali delle speculazioni finanziarie, che a loro volta (comprando debito pubblico a vagonate, con interessi da strozzini) hanno scippato i popoli della sovranità monetaria, e della libertà politica di spendere o risparmiare: insomma del diritto di salvarsi.
La storia sta urlando da mezzo secolo ai cacasenno della classe dirigente italiana, straripante di geni: ah str..zi, avete formato un popolo ignorante, individualista, egoista e opportunista che si sta facendo governare da un branco di cog...ni. Ora, oltre allo stipendio grasso, volete pure l’applauso?
Quando la smettete di coltivare i vostri singoli orticelli e curate la buona salute del sistema Italia, prima che si scateni una sanguinosa guerra civile?
Non conta una pippa curare la scelta di un singolo Premier o un singolo Ministro, e giudicare con indulgenza o ferocia singole scelte, di singoli uomini, se poi il sistema (quasi fosse un treno che viaggia su rotaie) sembra spinto senza alternativa nella solita direzione dello sfascio, e non c’è modo di farlo deviare e manco deragliare.
Perché la storia sia abbastanza indulgente da rimandarci a settembre, dovremmo dare potere agli intelligenti e ignorare gli stupidi. Ma facciamo l’esatto contrario. 
Per tre anni abbiamo giocato alle riforme istituzionali col governo Renziboschi, impegnando l’intero Paese a giudicare la riforma della Costituzione firmata da una Ministra e da un Premier entrambi avvocati, e quale è stato il risultato? Una montagna di miliardi buttata dalla finestra.
Quella che chiamiamo Costituzione è di fatto l’Atto Costitutivo dello Stato. Mi spiegate perché un simile mostruoso lavoro debba portare la firma di una giovane donna, (sia pure laureata in legge) caricata poi di tutta la responsabilità se l’attuale scienza costituzionale fa miracoli o acqua da tutte le parti?
Il lavoro e la responsabilità per una riforma costituzionale decente avrebbero dovuto assumerselo i due o trecento costituzionalisti che abbiamo in Italia. Come dire che era compito del Ministro dell’istruzione, impegnare tutte le sedi universitarie d’Italia per fornire un ventaglio di soluzioni diverse e lasciare la scelta al Ministro delle riforme, alla Corte Costituzionale e agli italiani.
Invece abbiamo liberato le università dal dovere di insegnare e le abbiamo caricate del diritto di criticare, promuovere o bocciare gli avvocati Boschi Renzi, che solo la stupidità di una classe politica incapace poteva caricare di una simile MOSTRUOSA incombenza. Dimenticando quanto sangue ci è costata la democrazia e la Carta Costituzionale.
Così tutti i cacasenno italiani della scuola e della stampa si sono lanciati a l’arrembaggio non per giudicare la riforma secondo scienza e coscienza, ma secondo fede politica. E poiché i detrattori hanno vinto e i sostenitori perso, dopo la riforma Berlusconiana, anche la Boscirenziana è finita al macero, con grande "gioia" di Pantalone che per tre anni ha finanziato l’aria fritta della cultura giuridica Italiana, che ormai fa ridere a scoppia pancia persino i polli.


sabato 27 gennaio 2018

La scuola di imprenditoria chi l'ha vista?


Una volta gli artigiani sudavano sette camicie per convincere gli apprendisti a cui avevano insegnato un mestiere redditizio, a rimanere con loro da dipendenti. Perché i ragazzi svegli avevano fretta di diventare imprenditori, assumere apprendisti e guadagnare, così ringraziavano educatamente i loro prof con i calli, e si licenziavano molto prima dei 21 anni. 
Quindi serviva una specie di lavaggio del cervello o un ricco salario per indurre un apprendista a rassegnarsi a dipendere a vita da un padrone.
Oggi gli apprendisti vanno dal sindacato o dal giudice del lavoro per conservarsi dipendenti sfruttati e mal pagati, quasi percependo l'autonomia imprenditoriale come una malattia invalidante o del tutto mortale.
Il popolo italiano si è illuso che i dipendenti della scuola, più propriamente chiamati Professori, non avessero alcuna difficoltà a formare datori di lavoro, produttori di profitti onesti, capaci di assumere e pagare salari e tasse.
Ma nella classifica nazionale delle buone intenzioni che hanno già lastricato e continuano a lastricare a meraviglia le vie dell'inferno italiano, prima in assoluto, è l'aver pensato che i dipendenti della scuola, potessero formare imprenditori, prima, più e meglio degli artigiani analfabeti di una volta.
Non è andata così. Il mercato italiano si è quasi svuotato di imprenditori bianchi e si sta riempiendo di colorati. Nemmeno con una sfilza di laure e master la scuola italiana riesce a convincere i suoi laureati ad ambire al profitto onesto anziché un salario di fame in Italia.
Al meglio produce precari della scuola o della pubblica amministrazione, o cervelli in fuga, o maratoneti dei concorsi pubblici. 3000 che si contendono un solo posto da infermiere.
Così siamo diventati la Repubblica del "ca..ctus", (mica delle banane mi corregge una amica). Siamo la caricatura d'Europa e forse del mondo, con mortalità imprenditoriale pandemica, disoccupazione e sindacalismo stellare, debito pubblico galattico, competitività e produttività da mercato rionale delle pulci, politica cleptomane e giustizia a babbo morto.
I comunisti hanno promesso posti fissi e certi a vagonate sette decenni fa, ora restituiscono pasti caldi probabili o improbabili alla Caritas (dovendoli contendere a milioni di immigrati, a cinque milioni di disoccupati italiani e a venti milioni di poveri, pensionati compresi) e il tutto finanziato a colpi di rapine tributarie che fanno fallire, suicidare o scappare gli imprenditori.
Speriamo che ce la faccia almeno Dio a mandarcela buona!

lunedì 22 gennaio 2018

Italia, carro con cavallo cotto a puntino


Questo post è del 2014 rimasto come bozza sul mio blog. Ma ahinoi, è ancora maledettamente attuale. 

L’Italia è l’ultimo Paese al mondo per produttività economica onesta e primo per debito pubblico utilizzato per l’arricchimento "legale" delle “caste”. Ma se il carrozzone del sistema Stato, regge, pur appesantito da una marea di poveri, disoccupati, pensionati e ladri; il cavallo dell’imprenditoria che "dovrebbe" tirarlo, ce lo presentano azzoppato, ma, come dicono a sud, è "cotto alla pignata”.
I costi astronomici per far girare improduttivamente le ruote al carro Stato, hanno ridotto pelle e ossa il cavallo imprenditoriale a cui non rimane più nemmeno la coda per liberarsi dalle mosche. Davanti agli imprenditori italiani “onesti”, sepolti vivi di tasse e persecuzioni burocratiche, i profitti corrono come miraggi inafferrabili, (in direzione dei criminali) e restano le perdite, le chiusure, i fallimenti, i suicidi, quando tutto va a meraviglia.
Spezzare economicamente il carro Stato, sarebbe come innescare la guerra civile a l’istante. Ma uccidere lentamente il cavallo imprenditoriale che lo tira, imponendogli di pagare sprechi e ruberie a piè di lista, (costringendolo a rubare o fallire) alla lunga porta insieme popolo e Stato in un burrone ancora più profondo.
Quindi la classe dirigente non ha più uno straccio di alibi che giustifichi la catena chilometrica dei suoi fallimenti, dovuti alla troppa spesa per la finta manutenzione del carro Italia, e poca per portare almeno acqua al cavallo morente.
Voi mi direte, ma non avevamo un cavallo imprenditoriale da quarta o quinta potenza mondiale? Certo, lo avevamo nella Prima Repubblica, ma solo perché la politica corrotta, indebitando lo Stato, lo manteneva a brioche anziché biada. Poi la Seconda ha trovato più giusto ingrassare il carro e scorticare vivo il cavallo, fino a ridurre al suicidio i piccoli imprenditori onesti e far scappare le Fiat.
Ieri ho trovato per caso i numeri della composizione delle classi sociali del 2011 (quando, secondo Berlusconi si faticava a trovare un tavolo al ristorante per il tutto esaurito). Ipotizzando per assurdo che la mortalità delle imprese si sia fermata:  su 41,3 milioni di contribuenti, 2,1 milioni sono imprenditori, 2 milioni vivono di reddito di fabbricati, e 1,4 milioni sono soci di qualche società. In totale, 5 milioni e mezzo di soggetti autonomi, hanno l’obbligo di mantenere 35,8 milioni fra dipendenti e pensionati, più tutto il carico di ladroni, spreconi e truffatori pubblici e privati.
Insomma hanno l’obbligo di “andare a morì ammazzati” se non si rassegnano a portarsi sul groppone 60 milioni di cittadini, con un carico di caste sprecone e ladre da terrorizzare qualunque individuo che non abbia già consegnato il cervello a l’ammasso.
E non basta; con quei numeri, crearsi una rappresentanza politica che non serva per auto truffarsi, è impensabile. Infatti, i piccoli imprenditori hanno provato per venti anni a farsi rappresentare dal “collega” ricco Berlusconi sperando di poter passare ben presto dal furto alla legalità. Ma la sua fine politica è più che eloquente per capire in che pietanza trasformano il cavallo imprenditoriale a l’uscita dal mattatoio burocratico fiscale.
Non potrei giurare che il Berlusconi Premier sia stato consapevole nel ventennio passato, di aver illuso i lavoratori autonomi facendoli credere che la sua “doppia” presenza di imprenditore e governatore garantiva in Italia almeno tracce di liberismo alternative al comunismo: cioè vera democrazia derivante da l'alternanza delle classi sociali al potere per una vera giustizia sociale.
Sarà pure a sua insaputa, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: si è carcerato da sé, contribuendo ad un ventennio “sinistro”. Gli imprenditori non si sono mai visti votare compatti per Berlusconi, (mai visti in circolazione Agnelli e De Benedetti berlusconiani) ma se pure lo avessero votato in massa, tutti i 5 milioni di autonomi, con quali voti gli imprenditori avrebbero potuto mandare Berlusconi al potere e pretendere da lui (appeso ad uno Scilipoti) una spruzzatina d’assaggio di governo liberale?
Andandoci a Palazzo Chigi con la maggioranza di voti di lavoratori e pensionati, (36 milioni), Berlusconi non ha potuto fare altro che politica salariale e pensionistica, spacciandola per politica dei profitti. Per assicurare stipendi e pensioni, cioè la normale ritinteggiatura al carro traballante Italia, ha continuato per un ventennio a scimmiottare i comunisti macellando cavalli. 
Ora però, con la benedizione del “pseudopotente” Berlusconi, in affidamento ai servizi sociali, il “veterinario” Renzi ha promesso di resuscitare il "quatrupede", infilando alcune banconote nella busta paga dei lavoratori, e augurandosi che non finiscano nelle fauci dei “cravattari”, altrimenti in bocca al cavallo, magari torneranno, ma per finirlo di strozzare.
Va da sé, che quelli italiani sono ormai numeri da finta democrazia. Il martellamento dell’informazione idiota ci ha convinto che "la qualità della pietanza politica" dipende dal cuoco di Palazzo Chigi. Cambia, cambiando Premier. Se si chiama Berlusconi è uno schifo, ma ora che si chiama Renzi è una leccornia. Corbellerie. 
La politica è come il menù del ristorante; chiunque entri da cuoco a Palazzo Chigi deve adattare la disponibilità economica, alle necessità delle classi sociali, che della politica sono commensali fissi. Se quella cucina sfornasse miracoli, avremmo dalla sera alla mattina la piena occupazione, i pensionati felici, gli imprenditori produttivi e contributivi e le caste libere di arricchirsi onestamente: invece, anche i santi del quadro, sono spinti a rubare per conto del fisco o impiccarsi.
Così il “carro” Italia sembra sempre tirato a lucido, con un sovraccarico di brioche per le caste, ma il “cavallo” dell'imprenditoria condannato a rubare o fallire, è ormai “cotto alla pignata".

venerdì 19 gennaio 2018

Enologi e sommelier culturali.

È inutile girarci intorno come il cane che si morde la coda. Il giornalista, (come il sommelier che si scandalizza del vino che sa di tappo o di aceto) tende a meravigliarsi giustamente della qualità morale, culturale e politica di un popolo; ma il professore, proprio come l'enologo, se la può ridere sotto i baffi, perchè sa bene se ha formato cervelli o vasi da notte, se ha annacquato a tal punto la cultura da riempire la "bottiglia sociale" di stupidità anzichè intelligenza.
Perchè se ha formato idioti, parassiti e irresponsabili, mostri che in tenera età ammazzano per noia, e mostri che al potere si mangiano popolo e Stato, non ha mica bisogno di annusare il tappo per valutare la qualità del suo "vino".

domenica 14 gennaio 2018

In Italia i protettori di poveri sono razza protetta



In Italia, l'onestà intellettuale della classe dirigente è da Nobel. Incassano compensi astronomici, oltre mezzo milione di euro l'anno di soldi pubblici, di tasse dei cittadini, e poi girano per televisioni dichiarando con angelico candore di fare politica per i poveri. 
E bisogna ammetterlo, quanto a coerenza e onestà sono imbattibili, posto che la razza degli italiani che si arricchiscono di povertà, grazie alla loro oculata politica lunga tre quarti di secolo, ha incrementi demografici da formicaio, persino gente che ha difficoltà a trovare un cartone e una panchina per non morire congelato sotto la neve.
In un vero Stato di diritto, e con veri magistrati, a questi indefessi protettori di poveri, verrebbe garantita la stessa dignitosa agiatezza economica che garantiscono ai loro amatissimi protetti.
Ma in Italia cerchiamo invano da sette decenni un pubblico ministero o quanto meno un giudice, che avendo letto i primi 4 articoli della Costituzione, abbia una mezza idea di cosa è, se non proprio la giustizia sociale, (scandalosamente negata a milioni di italiani calpestando la Costituzione) almeno la coerenza o la decenza.
Ma l'unica razza protetta in Italia è quella dei finti protettori dei poveri che ingrassano a spese di Pantalone imboscati nelle istituzioni statali o parastatali, per conservarsi e lievitarsi la razza degli esclusi, che per loro sono "grasso che cola".