giovedì 27 agosto 2020

A chi affidereste l'arma denaro, al politico o al banchiere?


Ci saranno pure un sacco di buone ragioni per volere la proprietà della moneta in mano ai politici e almeno altrettante in mano ai banchieri. 
Perciò la realtà va guardata da una diversa angolazione se si vuole smettere di girare in tondo come un cane che si morde la coda.
Se l'intera umanità sta vivendo la condizione eccezionale e drammatica di un attacco pandemico, è più giusto che gestiscano la moneta gli speculatori della finanza o gli stessi popoli sovrani attraverso i loro rappresentanti liberamente eletti?
Come fa la classe politica a governare un popolo che è alla disperata ricerca di medicine salvavita, se invece del farmacista da cui reperirle, può indicargli solo il banchiere o il cravattaro a cui chiedere un prestito o la corda per impiccarsi, se non ha niente da farsi ipotecare?
Chi non ha la certezza di vivere (ed è questa la condizione del singolo o dell'intera umanità sotto attacco pandemico) come garantisce la restituzione di un mutuo?
Capite bene che non c'è una sola buona ragione per cui la sovranità monetaria e la speculazione finanziaria che giustamente è esercitata dai banchieri in condizioni normali, prosegua anche nelle condizioni eccezionali e tragiche di una imprevedibile ed ingovernabile pandemia, carestia, calamità, guerra.
Chi non ha previsto che in questi casi eccezionali la proprietà del denaro possa, anzi debba tornare ai popoli, per proteggerli da speculazioni  vampiresche quando il problema  e tentare di salvare anche solo una vita in più, ha esposto la borsa e la vita dei popoli alla criminale speculazione, al nazismo planetario della usurocrazia.

lunedì 24 agosto 2020

Malati e Poveri vanno salvati costi quel che costi


La pandemia in corso ha scoperto le carte dei tre "pokeristi" (anzi bari) del potere: professori, politici, banchieri; rendendo visibile a tutti che i sistemi stato moderni comunisti o liberali che siano, hanno ben poco di legale, avendo sottoposto la vita dei singoli e dei popoli a sfruttamento intensivo tanto da rendela più probabile che certa.
Provo a spiegarmi meglio se ci riesco. Chiunque produca ricchezza ha il dovere di contribuire al mantenimento di chi non produce. E chi non produce e rischia di morire di malattia, di fame o di entrambe ha il diritto di essere salvato. La tutela della vita umana è prioritaria, non ammette deroghe e non può essere assoggettata alla discrezionalità di nessuno, né subordinata ad un interesse presunto superiore.
Allora nessuno può dire ad un popolo tenuto in quarantena e improduttivo per 3-4 mesi a reddito zero, se sei in difficoltà vai in banca a farti un mutuo, oppure paga le tasse che poi a te ci pensa lo Stato. Campacavallo!
Il diritto alla vita di un individuo non può essere subordinato all'interesse collettivo o assoggettato alla famelica discrezionalità di un banchiere, di un bancario o di un esattore o di un affarista. E nemmeno di un politico o di un giudice.
Allora un Popolo immobilizzato da una pandemia deve essere finanziato a fondo perduto e senza alcuna richiesta specifica perché nessuno ha il diritto di sindacare, limitare o condizionare il suo diritto alla vita. E se è un imprenditore, lo stato ha l'obbligo di aiutarlo a produrre non dargli la spallata finale per farlo fallire tassandogli le perdite come fossero profitti.
È un crimine contro l'umanità offrire agli strozzini un popolo che sta rischiando la borsa e la vita con la pandemia. I soldi per vivere lo stato è tenuto a stamparli  e consegnarli in casa ai cittadini, titolari di sovranità monetaria, senza se e senza ma.
La stagione del profitto per Banchieri ed esattori deve essere rimandata a quando la pandemia finisce e il sistema economico globale riprende a produrre salari e profitti per tutti.
Un popolo produttivo ha diritti e doveri, uno reso improduttivo per legge che rischia di morire di fame per non morire di covid ha solo diritti. I dpcm e il lockdown non li hanno inventati gli italiani, li hanno solo subiti e rispettati. 
E la politica, di qualunque colore sia, che calpestasse questo principio per mettersi al servizio della Finanza sarebbe genocida.

Davvero si può volere la natura adattata all'uomo?


Temo che i problemi dell'umanità siano di due tipi: alcuni hanno causa sociale ed effetto ambientale, altri sono causati dalla natura e influenzano o impattano pesantemente sulla vita dei popoli. 
Di regola tutti gli esseri viventi sopravvivono adattandosi alla natura. Invece noi umani abbiamo la presunzione di saper adattare la natura al nostro "illuminato progresso" per derubarla delle risorse che non ci fornisce spontaneamente a vista come carbone e petrolio e tutte quelle risorse naturali che noi riteniamo di alto valore economico: oro, platino, diamanti eccetera
Ma questa pretesa pazzoide di adattare la natura non ai bisogni, ma all'ingordizia umana, a colpi di sfruttamenti avvelenamenti e devastazioni ambientali, ci costa molto cara in termini di vite umane e di risorse finanziarie andate in fumo. 
Perché quando la natura ci presenta il conto del risarcimento, non bada a spese, l'elenco dei danni che arreca è apocalittico. E proprio per mettere riparo a quei danni, che i singoli individui e i popoli, non avendo sufficienti risorse, si fanno la guerra sanguinosa e feroce, per derubare i soggetti i o i popoli più deboli.
E alle guerre combattute per secoli con gli eserciti e con gli atti di terrorismo, oggi si sono aggiunte le spietate guerre culturali, mediatiche, chimiche, batteriologiche, e finanziarie fra dollaro, euro, yen, sterlina, franco ecc.
Per avere un'idea di quanto la natura riesca sempre a prevalere sull'uomo, immaginate (vite umane a parte) che incalcolabile danno finanziario ha provocato e continua a provocare la pandemia al mercato mondiale e ai 200 popoli del mondo.
A quella mostruosa misura di danno noi umani mettiamo stupidamente riparo facendoci la guerra. Ecco perché alla guerra non c'è mai fine. Serve a scaricare i danni ambientali e finanziari sui popoli più poveri e più deboli.
Perché la natura, alle devastazioni generate dall'uomo, non si stancherà mai di rispondere seppellendoci vivi di calamità, carestie e pandemie, che non ci costano soltanto vite umane ma devastazione o fallimento di attività produttive, ricchezze architettoniche e bellezze naturali che vanno in fumo.
E finché gli umani persisteranno nel danneggiare la natura, con il loro demenziale progresso boomerang, andata e ritorno fra capo e collo, la natura non gli farà mai mancare quelle forme di catastrofi necessarie ad indurli a scannarsi come bestie ritenendo sia quello l'unico modo intelligente per sottrarsi al danno o per mettere riparo.
E correndo subito ad infliggerne altro danno alla natura e poi subirlo come un boomerang sulla via del ritorno e correre a scaricarlo d'urgenza sui popoli più deboli per tenersi allenati alla guerra, da uomini sapiens sapiens, ricchi di zucca, ma carenti di sale.

lunedì 17 agosto 2020

La politica è la scienza del tutto

 
È criminale chi si candida per esercitare il potere politico in nome e per conto  del popolo italiano, ignorando che la politica è saggezza non insipienza, è la scienza del tutto non del niente. 
Chi governa ha la stessa funzione del montatore di mosaici, deve collocare i 1000 tasselli istituzionali giusti nel posto giusto e nel momento giusto.
È semplice delegare alle istituzioni culturali, finanziarie, economiche, il governo dei vari sottosistemi sociali, ma poi diventano complesse, tragiche ed ingovernabili le catastrofi che ne derivano.
È come entrare in un'auto potentissima metterla in moto e partire. Ma poi impaurito dal rischio di provocare un incidente, alzare le mani dal volante e lasciare a l'auto che dovrebbe essere guidata dall'uomo, il potere di guidarlo.
A questo livello di stupidità si è ridotta la politica italiana centrale che in questi 72 anni ha ceduto alla Finanza il governo della moneta, alla cultura il governo del sapere, alle regioni la politica periferica.
In altre parole, Chi è incaricato di governare l'Italia non ha più il problema se prendersi il controllo e la responsabilità di tutto, o alzare le mani dal volante in segno di resa, perché il volante lo hanno pure smontato e rottamato, visto che Berlusconi lo cerco invano sin dal primo giorno di permanenza a Palazzo Chigi. Parole sue.
Se sui banchieri, sui professori e sui giornalisti e peggio sulle multinazionali o sui professionisti, il premier non ha potere, allora il potere di premier è una caricatura; e tale non può che esserlo interamente l'Italia, perché è la qualità del mondo scientifico e finanziario a fare la qualità dei cittadini e relativa produttività onesta e capacità di autogoverno dello Stato.

La UE è federazione o confederazione ?


Prima che uno o tutti gli stati UE finiscano in default con conseguenze inimmaginabili, credo che gli addetti ai lavori dovrebbero incominciare a chiarire se l'Unione Europea è una Federazione o una Confederazione.
Perché se è "federazione", è Stato sovranazionale sovrano a tutti gli effetti, derivante dalla sommatoria delle singole sovranità degli stati membri trasferite alla UE per consentirle di stampare moneta e avere potere sui singoli stati e su tutti i cittadini degli stati membri.
In altre parole, gli italiani avrebbero rinunciato alla sovranità e alla proprietà della Lira, per diventare comproprietari dell'euro.
Se invece la UE è una Confederazione, è un insieme di stati sovrani, ma che conservano ognuno la propria sovranità nazionale e quindi la piena libertà di emettere moneta nei casi eccezionali di calamitá, pandemia, carestia, guerra per rifornire a fondo perduto cittadini imprese o istituzioni che fossero a corto di risorse finanziarie.
L'Italia era uno stato sovrano con Banca Centrale, stampava moneta propria e affrontava le calamita eccezionali quando le risorse tributarie non erano sufficienti. Ora persino per strappare vite umane alla pandemia deve chiedere un mutuo alla BCE che è libera di concederlo alle condizioni che vuole, (anche dopo che la pandemia ha sterminato 35 mila Italiani), ma può anche rifiutarlo e condannare a morte altrettanti. O erogarlo materialmente a fine emergenza. O diluirlo nel tempo tanto da renderlo inservibile.
Cosa ci sia di legale democratico e costituzionale in tutto ciò ve lo lascio immaginare.
Io credo che in queste pietose condizioni di inadempienza politica e "filantropia finanziaria", chiunque ne faccia parte abbia il pieno diritto di recedere, uscire dalla UE e pretendere un adeguato risarcimento.
Oggi l'Italia è piena di intellettuali stagionati sessantenni e settantenni e oltre che ci vorrebbero fuori dalla UE.
Ma quando gli idioti della politica ci hanno portato da pecore al mattatoio UE/BCE che rifiuta aiuti finanziari anche ai moribondi, o in un attacco di altruismo suicida gli ipoteca la casa per rifornirli di di cassa da morto, dove c**** stavano?
Di materie giuridiche, io ho appena una superficiale infarinatura, e qua potrei avervi raccontato un sacco di fesserie; ma chi ritiene di saperne di più, può sempre battere un colpo.

domenica 9 agosto 2020

Il denaro è il sangue circolante nelle vene della collettività

 Posso anche accettare che un filosofo non conosca l'importanza del denaro e della sovranità monetaria; ma se è il giurista, il costituzionalista o peggio l'economista a sottovalutare il problema, è allucinante.

In Italia abbiamo dovuto aspettare 72 anni l'arrivo del covid per capire che il denaro non può misurare soltanto la qualità e la quantità del lavoro manuale o intellettivo e i relativi frutti: quindi l'attività umana produttiva di ricchezza. Ma quando l'attività è impossibile, per qualunque tipo di causa dipendente o indipendente dalla volontà o dalla intelligenza dei singoli o della collettività, il denaro deve servire a remunerare o risarcire l'inattività per garantire il sacrosanto diritto alla vita a tutti.
Quindi il potere di uno Stato di stampare moneta propria (e mantenere in vita il popolo quando il popolo non può lavorare e mantenere tributariamente lo Stato) è irrinunciabile.
In altre parole il denaro è come il sangue, deve circolare nel corpo della società non soltanto quando questa lavora, ma anche quando riposa e soprattutto quando è ferma per proteggersi o per curarsi una malattia o per qualunque altra emergenza.
Nel corpo umano il sangue non circola sempre alla stessa velocità, ma circola sempre e comunque perché è da quella circolazione costante che dipende la vita.
Questa è la ragione per cui un popolo non può rinunciare ad avere una propria moneta e il sacrosanto diritto di stamparla e distribuirla nei casi di eccezionale ed imprevista calamitá.
E non si possa vivere in eterno dipendendo da altri popoli, aspettando che gli altri ci riforniscano o peggio che vogliano rifornirci o che preferiscano non farlo per indebolirci o ucciderci.
Il coronavirus ha messo i 200 popoli del del mondo nella condizione di capire che ai singoli individui non deve rendere denaro solo l'occupazione, l'attivita' ma anche l'inattività inposta dalla legge per non infettarsi o per non diffondere l'infezione e uccidere i soggetti più deboli.
Serviva soltanto il covid e il lockdown per rendere comprensibile a tutti che in caso di calamità epidemia carestia o guerra, quando è la tempestività a fare la differenza, nessuna comunità dovrebbe dipendere finanziariamente da altri.
Quindi, privare un popolo della moneta propria e lasciare che siano mani straniere e non sempre amiche o non sempre disinteressate a manovrare il rubinetto finanziario di quel popolo, fino a distruggere scuola e sanità come hanno fatto in Italia, è genocidio legalizzato.

mercoledì 29 luglio 2020

L'Italia ha la patente costituzionale scaduta?


I miei ricordi scolastici dopo 6 decenni sono alquanto sbiaditi, ma se non mi sbaglio, i principi dello "Stato liberale di diritto" risalgono alla dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, che all'art. 16 reciterebbe così: (Cito a memoria e spero di non sbagliare)

"Una società nella quale non sia assicurata la garanzia dei diritti, né determinata la separazione dei poteri non ha una Costituzione".

Quindi noi italiani, che i diritti non riusciamo a vederli manco col cannocchiale di Galilei,  (a 72 anni dalla costituzione del 1948) potremmo timidamente ipotizzare che l'Italia ha la patente Costituzionale scaduta,  perché la magistratura non ha mai avuto la giusta autonomia finanziaria per essere indipendente di diritto e di fatto, nell'arduo, anzi disumano, compito di garantire i diritti dei singoli cittadini e della collettività. E alla lunga, la contiguità e la connivenza dei poteri ha sostituito la separazione, avendo costantemente bisogno di elemosinare alla politica uomini e mezzi.

La "connessione inviolabile fra garanzia dei diritti e separazione dei poteri" in Italia è stata spudoratamente violentata?

La magistratura, finanziariamente autonoma, condizione essenziale per poter essere indipendente di diritto e di fatto nell'esercizio della giurisdizione, è ancora tutta da inventare. E dopo 72 anni, di VERO "Stato liberale dei dritti", nato e vissuto per garantire i garantiti, rapinando ed istigando al suicidio gli onesti e gli indifesi nati soltanto per pagare, impoverire, morire, è sempre là in ottima salute e se la passa da Dio.

martedì 21 luglio 2020

Perché i tipografi della finanza sono esenti da fallimento?


Tutti sanno e dicono che siamo vittime di una dittatura finanziaria mondiale.
E l'ennesima conferma c'è venuta ieri a sera da Giulio Tremonti con queste inequivocabili parole:
"I problemi italiani europei e mondiali ci vengono dalla finanza, che è fuori da ogni regola." E se i problemi li creano i Banchieri con i soldi, è a dir poco idiota aspettarti le soluzioni dai politici con le pezze in c***.
Persino i governanti delle primissime potenze mondiali non sono liberi di comprarsi un caffè al bar, se nel programma di spesa imposto dai banchieri che finanziano gli Stati, il caffè ai governanti, (ormai governati), non è espressamente previsto.
Insomma non si muove foglia che il cartello finanziario mondiale non voglia. Tutto dipende dai banchieri stampatori di moneta ed erogatori di credito a loro insindacabile giudizio e al tasso che più gli aggrada. 
In altre parole, banchieri è sinonimo di burattinai e noi restanti umani siamo tutti burattini: politici giudici burocrati professionisti e giornalisti compresi, possono dividersi solo le briciole che avanzano ai banchieri e alle multinazionali. E quando finiscono pure quelle devono derubare i poveri e gli indifesi persino delle elemosine per conservarsi il livello di benessere e di potere acquisito in tempi di vacche grasse.
Se così va il mondo e va così da secoli, e siamo sul punto che il debito complessivo dei 200 stati del mondo è impagabile e supera i 50 trilioni di dollari, a fronte di una produttività enormemente Inferiore, (ora col covid non supererà il 30% di prima) mi sapete spiegare perché le leggi considerano falliti gli imprenditori o in default lo Stato, (cioè i soggetti giuridici sostanzialmente dipendenti) e non il cartello finanziario mondiale, unico soggetto imprenditoriale assolutamente autonomo da cui dipende tutto e tutti? Persino le risorse finanziarie per affrontare la pandemia da vivi o da morti, le decidono i banchieri.
La finanza ormai è al di sopra della politica e della Giustizia. Tutto decide e tutto può, concede o revoca credito e condiziona a tal punto la politica economica dei popoli da portarsi i governanti e i piccoli imprenditori al guinzaglio come cagnolini. Essendo i Banchieri gli unici veri autonomi al mondo dovrebbero essere loro a fallire. Ma la via del tribunale, con i libri contabili appresso per farsi dichiarare falliti la fanno imboccare agli altri, istigando i poveri cristi al suicidio.
Se ormai, a livello planetario e salvo rare eccezioni, i politici e i giudici dipendono finanziariamente dai banchieri (e quindi sono liberi come cani alla catena), i popoli che eleggono i loro governanti, ormai retrocessi a "governati", più che autogovernarsi, si autotruffano.

lunedì 13 luglio 2020

Ormai il farmaco anti default è annacquato


Per secoli la medicina salva popoli non ha mai fallito un colpo. Rilanciavi i consumi e l'economia restituiva profitti alle imprese, salari ai lavoratori e tasse allo Stato.
Ma da alcuni decenni, la politica dei consumi sembra un farmaco annacquato, scaduto o letteralmente letale.
Era considerato l'uovo di Colombo. Lasciavi più salari ai laboratori e più cassa integrazione ai disoccupati, e che corressero a consumarli, o a depositarli nelle banche, quei soldi, ritornando in mano ai ricchi e circolando nel mercato, tornavano a produrre altri soldi per tutti.
Ora, aihnoi, la ricchezza italiana scappa dall'Italia, perché la globalizzazione ha reso inefficace e persino dannoso quel farmaco dei consumi che era ed è miracoloso, ma nelle economie chiuse. 
Nel mercato globale, se aiuti gli italiani a spendere, (posto che in Italia quasi tutte le imprese competitive sono straniere: cinesi, americane, francesi, tedesche, inglesi e le banche italiane se le sono già comprate tutte a saldi) stai rilanciando la crescita economica di altri Stati e di altri popoli e l'impoverimento italiano. Perché un popolo in difficoltà, come lo siamo noi da decenni, non acquista prodotti italiani costosi perché di altissima qualità, ma non potendo permettersi questo lusso, acquista cinese a buon prezzo.
Quindi la politica economica intelligente non è più quella del convincere il popolo italiano a consumare e alimentare il fiume di denaro che scappa all'estero, ma quella del ridurre le tasse, per rendere remunerativa la nascita di nuove imprese italiane competitive, incentivate ad assumere e fare profitti, senza dover ricorrere agli strozzini per pagare salari da 10 a 25 volte quelli cinesi, o fallire per mano della burocrazia o del fisco.
Dovunque arriva la Cina, raccoglie profitti per sé, e lascia fallimenti agli altri. È mai pensabile che la Cina sia vincente perché ha statisti ed economisti di qualità superiore? No, solo perché i cinesi conoscono le tabelline. 
E alla faccia dei nostri cervelloni del c****, sanno bene che le tasse troppo pesanti sfondano le tasche dei lavoratori e imprenditori; che nel disperato quanto suicida tentativo di sottrarsi alla voracità degli esattori, spingono lo Stato fra le braccia degli strozzini mondiali, come dire, dall'indebitamento al default.

lunedì 6 luglio 2020

Gli infallibili falliti: banchieri e governanti


Dalle origini dell'uomo, l'intera civiltà umana è ancorata ad un unico principio economico sacrosanto e immutabile: se l'impresa non è produttiva gli imprenditori falliscono, i lavoratori no.
Chi è libero di investire i propri denari in una impresa e trarre profitto dalla produttività altrui è responsabile unico.
Che abbia sette o 7 miliardi di dipendenti, che sia capace o incapace, ladro o derubato; se non onora i suoi debiti, unico fallito è l'imprenditore.
Chi ha liberamente rifornito l'impresa di capitale finanziario ed ha imposto ai lavoratori la sua politica presunta produttiva, è legittimato ad incassare gli utili, a subire le perdite, o fallire se non onora i suoi debiti con le banche, con i fornitori, con i lavoratori, con il fisco.
Ma questo principio cardine del libero mercato, a cui nessuno imprenditore potrá mai sottrarsi, viene calpestato dallo Stato a norma di legge.
Lo Stato investe in lavori pubblici, assume dipendenti e impone leggi nel libero mercato, talmente stringenti e condizionanti da rendere gli imprenditori che sono autonomi di diritto, dipendenti di fatto: dalla burocrazia, dalle banche e dal fisco e condannati a fallire al posto dello Stato.
Con ogni comparto della pubblica amministrazione lo Stato produce danni alla collettività e ai singoli, ma non paga e non risarcisce nessuno. Al fallimento e non di rado al suicidio finiscono gli imprenditori privati, che prendono ordini dall'imprenditore e datore di lavoro Stato che può accumulare debiti ed insolvenze a spese della collettività, e persino dichiarare falliti gli imprenditori onesti che ha fatto fallire derubandolì, o consegnandoli inermi a ladri e truffatori.
E non basta. Le banche fanno ancora meglio. Agli Stati indebitati come l'Italia, impongono dettagliate politiche di spesa come precondizione per finanziarlì.
Insomma i banchieri si pongono nella condizione primaria e privilegiata di super imprenditori che governano i governi: finanziano tutto, dettano legge su tutto, controllano tutto, ma se la loro politica monetaria imposta ai governanti dei singoli Stati risulta poi fallimentare, sono sempre gli altri a fallire, o singolarmente, o perché chiamati a salvare le banche dal fallimento e annegare al posto loro.
Davanti al giudice fallimentare, con i libri contabili al seguito, finiscono diecine di migliaia di piccoli e grandi imprenditori, prima che a fallire sia una banca o uno Stato.
Questo paradosso ha fatto del mercato finanziario, almeno da un secolo, una cloaca pestilenziale. Saggi, ricchi e potenti esenti da qualunque responsabilità istigano piccoli e grandi imprenditori ai peggiori crimini contro tutto e tutti nel disperato quanto idiota tentativo di sfuggire al fallimento.
Ma gli unici traguardi possibili nel mercato attuale sono il fallimento per gli onesti o la galera per i farabutti indotti.
Se da imprenditore onesto uno riesce a sopravvivere nel mercato italiano per 4 decenni, cioè l'intera vita lavorativa, vuol dire che è un genio, o si è "igienicamente" prostituito a padrini o a padroni.

lunedì 29 giugno 2020

I sacerdoti della finanza ci vogliono inginocchiati al loro dio


Dopo quella immane carneficina generata nel secolo scorso da nazismo e comunismo, era evidente che la politica non avrebbe mai protetto gli Stati democratici d'Europa dal rischio totalitarismo. Perciò era necessario disarticolarle e indebolirle il potere.
E forse partendo da questa oggettiva necessità, si è ritenuto giusto sottrarre ai politici il controllo del potere finanziario. Alla classe politica rimaneva il potere di fare e di applicare le leggi, ma lasciando i Banchieri liberi di concedere le risorse finanziarie necessarie al funzionamento del sistema sociale, o negarle per condizionare la politica, far cadere il governo o fallire lo Stato, dove il gettito tributario, per cause indipendenti dalla politica (calamita, carestia, pandemia, guerra) risultasse insufficiente.
E questa è stata una autentica bestialità, perché il mondo della Finanza non ha bisogno di guida politica per eccellere in disonestà e rapacità.
Con l'aggravante che il politico non può rubare solo per sé, mentre il banchiere non ha problemi di obesità. Ingurgita milioni, miliardi, bilioni o trilioni di profitti, usando, abusando, sfruttando uomini e cose per rendere tutto funzionale alla impresa mondiale di strozzinaggio.
Il potere finanziario accorpato al potere politico è terrificante. Ma averlo separato, ora  sta mettendo tutte le istituzioni degli Stati UE e tutti gli addetti pubblici e privati, giudici compresi, al guinzaglio dei Banchieri. 
Ormai talmente potenti, da sfruttare e uccidere interi popoli educatamente e silenziosamente a norma di legge, alla faccia di Comunismo e Nazismo fracassoni e assassini.
Questa politica finanziaria sembra ricopiare pari pari la condizione privilegiata del marito lavoratore e moglie casalinga; dove il marito, da unico percettore di reddito, era libero di sfamare o affamare la famiglia al limite dello sfruttamento e della schiavizzazione.
Oggi la concentrazione del potere reale in mano a qualche decina di peperoni della finanza e del mercato mondiale, sta traghettando popoli e Stati dalla civiltà e giustizia sociale, alla barbarie dello sfruttamento e dell'oppressione tirannica, in cui i bisogni essenziali e persino la vita dei più finiscono calpestati e sacrificati dagli interessi criminali di pochi.
Riconsegnare il potere finanziario alla politica non è igienico. Lasciarlo ai banchieri è altrettanto devastante, visto che si stanno dimostrando capaci di abusare dell'intera comunità mondiale ora afflitta da pandemia, portandosi al guinzaglio come cagnolini scodinzolanti o inoffensivi: politici, giudici, burocrati, professionisti e giornalisti, per i quali, mettere in dubbio l'assoluta legalità del mondo finanziario e relativi sacerdoti, invece di inginocchiarsi davanti al loro sacro Dio Denaro, è a dir poco blasfemo.
Perciò è auspicabile, che le CORTI DEI DIRITTI DELL'UOMO tornino ad occuparsi seriamente della condizione dei popoli, e soprattutto dei singoli cittadini onesti, che, a qualunque livello sociale, fra l'incudine della Finanza e il martello della politica ora se la passano proprio da schifo.

domenica 21 giugno 2020

Assegnate al covid il Nobel per l'incorruttibilità


Credo non ci sia essere umano al mondo, (per tutti i danni che ancora subiamo), che non avrebbe sfracellato a martellate un covid 19 se mai fosse riuscito a vederlo.
Però  non possiamo negare che a questo genio del male andrebbe riconosciuto il Nobel per l'incorruttibilità, poiché non si è lasciato comprare e non ha coperto le carenze o le malefatte di nessun saggio ricco o potente del mondo.
Ha confermato (e di questo ne eravamo più che edotti), che i governanti e i legislatori si equivalgono. Bravissimi a sfornare leggi decreti e regolamenti a vagonate; ma quanto a capacità di aggredire i problemi con soluzioni vere sono efficaci come un gatto impegnato a dipanare un groviglio di lana. Se non avessero l'autista personale a spese di pantalone non troverebbero manco la via di casa loro.
Ma il vero capolavoro, il covid lo ha fatto dimostrando, che in laboratorio, con il retino acchiappafarfalle, gli scienziati sono imbattibili, sono una forza della natura. Ma arruolati da task forse per illuminare i governanti nelle scelte concrete e quindi in ruoli di responsabilità oggettiva, fanno fallire prima di un anno un intero popolo e un intero Stato. Ci confermano, ove ne avessimo bisogno, che le carriere pubbliche o parificate sono brillanti e prestigiose perché libere da l'obbligo di creare reale valore aggiunto per la collettività e pienamente legittimate a seppellirla di catastrofi a ripetizione, a colpi di disservizi e di rapine tributarie per farsi mantenere da pantalone invece di mantenerlo.
E non si è fermato qua quel fetentone del covid. Ha pure dimostrato la grande e generosa partecipazione spontanea del mondo della finanza privata e pubblica così sensibile alle emergenze ammazza popoli, da promettere un diluvio di credito immediato, e poi erogarlo a goccia come la minzione di un malato di prostata, perché i popoli non prendano la pessima abitudine di chiedere trasfusioni di "liquidi" a fondo perduto, ad istituzioni creditizie e tributarie altamente specializzate in prelievi cravattari ma "a norma".

Il diluvio di debito pubblico c'è: manca l'arca !


Se nel mercato è logico e legale dichiarare fallito chi ha finanziato una impresa, ma si è dimostrato incapace di renderla produttiva, e non i suoi operai (fossero pure centinaia di migliaia) che da lui hanno solo preso ed eseguito ordini; sapete dirmi perché è lecito aver esentato dal fallimento i Paperoni della Finanza mondiale, i padroni del denaro, che finanziano gli Stati come fossero la loro impresa di famiglia, imponendo dettagliate politiche di spesa ad ogni singolo governante del mondo, da precondizione per poterlo rifornire di denaro; e al posto dei Banchieri infallibili finiscono al fallimento e non di rado al suicidio i singoli mini imprenditori cannibalizzati da finanza e fisco o al default e al saccheggio interi popoli e interi Stati?
Quand'è che questi Banchieri giuridicamente "infallibili" ma sostanzialmente falliti del mercato globale, con 50 trilioni di sofferenze bancarie, (montagne di debito pubblico e privato impagabili) si decidono a portare i loro libri contabili in tribunale o azzerano il debito che hanno creato e continuano a creare imponendo le loro scelte "geniali" ai singoli governanti di nome e "sgovernati di fatto", ormai legati alla catena dello spread come cani bastonati?
Nel mondo, i governi intelligenti e onesti sono un'autentica rarità, perché di fatto sono utilizzati dai banchieri mondiali come macchine per il loro profitto o spediti a casa a calci nel sedere, come fecero con Berlusconi, se poco o per niente funzionali alla buona salute dei Paperoni.
Ma ora che il padreterno, via covid, impedendo a tutti i popoli di produrre ricchezza, ha messo in liquidazione fallimentare l'impresa finanziaria globalizzata, non pensate, cari banchieri, che forse sia il caso di evitare di aggiungere alle vittime della pandemia, quelle ben più corpose, della usurocrazia?
Se pure il vaccino anti covid e salvavite fosse una realtà a portata di mano, solo un diluvio universale di finanziamenti a fondo perduto potrà fare da vaccino salvaborsa, riportando in vita l'economia mondiale prima che sia tardi.

L'argent fa la guerre


Credo che logica e denaro siano sempre stati in buoni rapporti. La logica fa diverso l'intelligente dallo stupido e il denaro li diversifica facendo ricco Il primo e povero il secondo.
A questa considerazione sono arrivato osservando come i 200 popoli del mondo stanno affrontando il problema pandemia ognuno a modo proprio. Alcuni costretti dalle leggi come noi italiani altri lasciati liberi di proteggersi dall'infezione, oppure esporsi, rischiare la vita, diffondere il contagio, immunizzarsi.
E Padreterno escluso, nessuno può dire quali siano i popoli e i governi virtuosi e quali i viziosi, se non dopo, col senno di poi e numeri alla mano.
Noi italiani con mascherina, distanziamento sociale e arresti domiciliari abbiamo salvato la vita e devastato la borsa.
Altri hanno fatto l'esatto contrario di noi immaginando che il collasso economico conseguente agli arresti domiciliari dell'intero Popolo avrebbe ucciso più lavoratori e imprenditori del covid 19.
E cosa abbia indotto la politica a mettere un popolo agli "arresti" o lasciarlo libero non è difficile da capire. Chi aveva lo Stato indebitato e le casse vuote come il nostro premier Conte si è affrettato a privare della Libertà l'intero Popolo: come dire ha imposto comportamenti clinicamente virtuosi perché non aveva risorse per affrontare i viziosi anche se economicamente produttivi.
Chi invece non aveva difficoltà a spendere e spandere ha lasciato il proprio popolo libero di decidere se infettarsi e immunizzarsi o rischiare la vita, come hanno fatto inglesi e americani ma anche francesi e tedeschi prima di correre ai ripari suggerendo qualche limitazione della libertà.
Quindi chi ci fa credere che la politica sia influenzata dai comportamenti virtuosi o viziosi del popolo che governa, afferma il falso. Perché è la politica a fare il bello e il cattivo tempo, esattamente come diceva quel tale: "piove governo ladro".
Gli inglesi e gli americani hanno lasciato il gregge sociale libero di scegliere se pascolare o chiudersi nella stalla, perché sapevano di poter scatenare un diluvio universale finanziario per spegnere qualunque incendio.
Perciò a fare la differenza fra governi virtuosi o viziosi è la disponibilità di risorse finanziarie per riempire le tasche dei cittadini delle famiglie e delle imprese che ne sono prive nei tragici momenti di calamità, carestia, pandemia, guerra.
Mentre i popoli condannati ad affrontare le tragedie a colpi di lievitazione del debito pubblico, mutui improbabili e spread assassino, perché privi di moneta propria come noi italiani, non vanno da nessuna parte: tappano un buco aprendone due o una intera voragine.
Un governo che non ha un proprio rubinetto finanziario da aprire e chiudere autonomamente all'occorrenza, è come una casalinga spedita dal marito al supermercato con una lista della spesa chilometrica, ma senza borsellino, con l'ordine di procurarsi il denaro pagando in natura.
Perciò, il mondo dell'informazione disinforma cercando comportamenti virtuosi o viziosi nei politici o peggio nei governanti: a differenziali è il rubinetto de "l'argent".
Se il gettito finanziario e tributario di cui dispongono è (a goccia) come la minzione di un malato di prostata, sono governanti senza portafoglio in attesa di finire sparati a calci e rimandati a casa, posto che i problemi e ancor peggio le catastrofi possono affrontarle solo a colpi di debito pubblico o promesse da marinaio alla premier Conte e compagni: spacciando il veleno per antidoto.

domenica 14 giugno 2020

Semplificare il mondo per sopravvivere?


Il covid 19 ha messo la scienza  e l'Umanità alle corde come un pugile suonato, quasi istigandoci a rottamare tutto e a rientrare igienicamente nelle caverne. Ma aihnoi, temo che pure la retromarcia ormai ci sia preclusa.
Però, almeno i sacerdoti della scienza, dovrebbero interrogarsi se a questo mondo serve aggiungere altre complicazioni scientifiche, tecnologiche, economiche, giuridiche e finanziarie, o sarebbe meno devastante, e perciò meno stupido semplificare, posto che il padreterno ha già complicato a tal punto il Creato da mettere tutte le teste d'uovo del mondo e noi poveri ignoranti con loro, nella pietosa condizione di non trovare più la via di casa.
Mezzo secolo fa con grande saggezza il professor Zichichi ci avvisava che "per sapere come è fatto il mondo dovremmo bussare ancora per molto alla porta del Creatore.
Perché il mondo, uscito dalle mani di Dio, (vedi calamità, carestie e pandemie) è più inestricabile di un groviglio di lana fra le zampe del gatto. A noi non resta che tentare umilmente di dipanare la matassa, pur con la quasi certezza che al fallimento non c'è alternativa.
Perciò, chi usa la scienza, (cioè il sapere, l'avere e il potere) e complica la vita dei popoli pensando di semplificarla; magari in assoluta buona fede crede che il progresso salvi il mondo: ma da più di un secolo, di uomini e cose ne sta facendo strage.
Forse i cervelloni accelerati del potere dovrebbero risalire in bicicletta per tornare a ragionare meno da scienziati, e un po' più a misura d'uomo che non guasta mai.

Assegnate al covid il Nobel per l'incorruttibilità.


Credo non ci sia essere umano al mondo, (per tutti i danni che ancora subiamo), che non sfracellerebbe a martellate un covid 19 se mai riuscisse a vederlo.
Però  non possiamo negare che a questo genio del male andrebbe riconosciuto il Nobel per l'incorruttibilità, poiché non si è lasciato comprare e non ha coperto le malefatte di nessun saggio ricco o potente del mondo.
Ha confermato (e di questo ne eravamo già abbastanza edotti), che i governanti e i legislatori si equivalgono. Bravissimi a sfornare leggi decreti e regolamenti a vagonate: ma quanto a capacità di muoversi nel groviglio dei problemi a colpi di soluzioni sono imbattibili; senza autista a spese di pantalone non troverebbero manco la via di casa loro.
Ma il vero capolavoro, il covid lo ha fatto dimostrando, che in laboratorio, con il retino acchiappafarfalle, gli scienziati sono imbattibili, sono una forza della natura. Ma arruolati da task forse per illuminare i governanti nelle scelte concrete e quindi in ruoli di responsabilità, fanno fallire prima di un anno un intero popolo e un intero Stato. 
Ci confermano, ove ne avessimo bisogno, che le carriere pubbliche o parificate sono brillanti e prestigiose perché libere da l'obbligo di creare reale valore aggiunto per la collettività e pienamente legittimate a seppellirla di catastrofi a ripetizione.
E non si è fermato là questo fetentone del covid. Ha pure dimostrato la grande partecipazione spontanea del mondo della finanza privata e pubblica così sensibile alle emergenze economiche ammazza popoli, da allargare prontamente il rubinetto del credito "a goccia", come la minzione di un malato di prostata, perché i popoli non prendano la pessima abitudine di chiedere trasfusioni di "liquidi" a fondo perduto, ad istituzioni creditizie e tributarie altamente specializzate in prelievi "a norma".

martedì 9 giugno 2020

Sarà democrazia, quando saremo tutti responsabili, non solo i 65 governanti.


Se volete che l'Italia concluda 75 anni di gravidanza partorendo una vera democrazia, mandate al governo un ingegnere che sappia progettare e montare il sistema Italia, rendendo compatibili e complementari i mille sottosistemi di cui è composto, nonché collegialmente responsabili gli addetti di ogni singola istituzione, dal portinaio al presidente, ora litigiosi, spreconi, ladroni, rapaci, parassiti, corrotti, irresponsabili e non di rado pure mafiosi.
"Un tale diceva che la forza di una catena è uguale alla forza dell'anello più debole."
Basta che un sottosistema vada in avaria e lentamente induce danneggiamento in tutti gli altri sottosistemi funzionanti ma che sono comunque in relazione con quello che si è guastato.
Il governo italiano attuale è composto di 64 ministri e sottosegretari e il Premier Giuseppe Conte.
Chi pensa che sia giusto attribuire la responsabilità del funzionamento o malfunzionamento italiano solo ai 65 del Governo è matto da legare.
Qualunque Stato è condannato allo sfascio e alla lunga alla guerra civile, se chi presiede le singole istituzioni con diecine o centinaia o milioni di addetti come lo è la scuola, la stampa e la giustizia, non si assume la responsabilità di garantire il servizio pubblico pagato dai contribuenti.
In Italia si sente da secoli che la burocrazia non funziona; ed è il minimo sindacale. Se nel mondo dell'Istruzione composto da oltre un milione di addetti si ritiene responsabile soltanto la ministra o il ministro preposto come se avesse il potere di un tiranno allora per le democrazie così non c'è futuro.
Il Ministero dell'Istruzione, ora presieduto dalla ministra Azzolina, costa bruscolini rispetto a quanto costa l'intera istituzione della scuola negli 8000 paesi italiani con il suo milione e passa di addetti. Eppure di quel milione e passa di soggetti esentati da qualunque responsabilità, ne risponde solo la ministra Azzolina.
Poi c'è il Ministero della Salute che adesso ci sta costando un occhio in soldi e vite umane. Ma affidiamoci alla "speranza" e speriamo.
Il Ministero dei Trasporti con i suoi Ponti cadenti o mirabolanti come il ponte sullo stretto di Messina che da anni ci costa come fosse in funzione.
Il Ministero della Giustizia a babbo morto che ha raggiunto livelli di inefficienza spaventosi, ma gli unici preposti al linciaggio per ciò che non funziona, sono Palamara e Bonafede.
Forse dovremmo incominciare a considerare uno Stato democratico come un aereo in volo. Se l'aereo entra in avaria, uccide piloti hostess e passeggeri, ma nessuno è tanto stupido da attribuire immediatamente la colpa del disastro a chi pilotava l'aereo. 
Mentre dei fallimenti della politica, in prima fila, come unico capro espiatorio responsabile del disastro, si piazza sempre il governo ladro, pur sapendo da secoli che il ventre molle di un sistema democratico, sono i 1000 sottosistemi di cui è composto, e che esercitano potere reale in ogni singolo paese dello Stato.
Quindi smettiamola di esentare da qualunque responsabilità l'intera classe dirigente culturale, burocratica, giudiziaria, finanziaria, fiscale e amministrativa che ha tutto il potere di obbedire alle direttive del governo, di operare contro, o di infischiarsene condannando qualunque popolo e qualunque Stato alla distruzione.
Un tale diceva "quando saremo tutti colpevoli sarà la democrazia". Quindi è giusto concludere che l'Italia è incinta di "democrazia" da 75 anni; ma chissà quanti altri ginecologi giuseppi dovranno passare per Palazzo Chigi, prima che una seria riforma costituzionale la convinca a partorire.

venerdì 5 giugno 2020

La scienza messa k.o. dal covid 19


Sono secoli che il mondo della cultura fa strage di cervelli. Perciò quest'anno la politica non ha avuto alcuna difficoltà a spacciare a livello planetario l'innaturale distanziamento sociale come la migliore terapia contro il coronavirus.
Separando 7 miliardi di umani per mesi, e impedendoli di produrre ricchezza, si è spacciato il conseguente collasso economico planetario con lievitazione dei disoccupati e dei falliti, per la migliore soluzione scientifica anticovid: armando la carestia, "forse" hanno disarmato la pandemia.
Che è "razionale" come curare l'emicrania staccando e allontanando la testa dal corpo.
Perciò la gente deve sapere che il danno fisico e quello finanziario trilioni di volte superiore non lo sta provocando il virus, o la politica litigiosa, o il tristemente famoso governo ladro, ma il mondo "scientifico", tanto impegnato a sprecare miliardi giocando con le conquiste spaziali, gli aerei supersonici, le auto da corsa o i telefoni super intelligenti, da scordarsi, dalla spagnola al covid, che esistono le nanoparticelle dei virus, batteri e loro parenti pandemici assassini, in grado di estinguere silenziosamente l'umanità. Alla faccia delle guerre fracassone esporta democrazie tanto gettonate dalla politica e dalla finanza.

lunedì 1 giugno 2020

Dalla pandemia alla carestia


Nel mercato globale infestato di cannibali e vampiri, qualunque Popolo rischia di trovarsi in difficoltà per una calamità, carestia, pandemia, guerra, recessione, spread, ecc. che lo trasforma da motrice trainante capace di produrre ricchezza per sé e tributi per lo Stato, in rimorchio da trainare. Insomma da popolo ricco a popolo povero.
E se la motrice Stato non ha una tanica di carburante finanziario di riserva per trainare e rimettere in moto il popolo e le singole economie familiari con tempestività e a costo zero, impantanati nella catastrofe socio politico economica quasi fosse melma ci rimangono entrambi, Popolo e Stato.

domenica 24 maggio 2020

Il farmacista Giuseppi non ha manco un antipiretico


In questo drammatico momento, a noi italiani servirebbe una sola marca di medicine: gli euro. Ma l'Italia non è più una Industria Farmaceutica come la BCE, ma una farmacia provvista di ragnatele proprie, il cui "farmacista" Giuseppe Conte ha in ordine 400-500 miliardi di euro e c'è pure chi parla di 1000 e oltre. Ma se il malloppo delle medicine non gli verrà consegnato materialmente a Palazzo Chigi, agli italiani non potrà mai distribuire manco una quattro soldi bucata. Gli imprenditori esclusi o dimenticati continueranno a sognarsi di notte le €600 e i lavoratori la cassa integrazione guadagni. Ma anche i piccoli imprenditori metteranno le mani sui €25000 solo se in aggiunta alla garanzia dello Stato avranno proprietà miliardarie.
Noi italiani non siamo un popolo che vive di ciò che guadagna lo Stato, ma uno stato che vive di ciò che guadagna il popolo. E lo Stato Italiano, ex padre di famiglia e persino datore di lavoro, è ritornato "bambino da mantenere" nel 1981, quando ha smesso di stampare denaro in proprio. O se non vi piace "bambino", chiamatelo "padre disoccupato", squattrinato e indebitato.
Non ha risorse proprie da spendere, ha una montagna di debiti da pagare, e come padre di famiglia numerosa povero e alla lunga scapestrato o ubriacone, manda la moglie e le figlie a prostituirsi e i figli a fare l'elemosina, o a rincorrere i cavalli per raccoglierne il letame consegnarlo ai contadini in cambio di una manciata di patate.
Giuseppe Conte è sicuramente un pessimo Premier ma solo per aver accettato ingenuamente di vestire i panni di farmacista a Palazzo Chigi con la laurea in giurisprudenza e con gli scaffali delle medicine pieni di polvere e di ragnatele, ormai in disuso da 39 anni da quando nel 1981 la politica privatizzò la banca d'Italia. Unica Industria Farmaceutica nazionale che ci riforniva di medicine finanziarie, di quelle "L I R E", che ci cavarono d'impaccio dopo la Seconda Guerra Mondiale, ci portarono a quarta potenza industriale del mondo, e che oggi, nella guerra contro il Covid ci salverebbero un osso ... ad avercele !
L'Italia avrebbe dovuto essere padre adulto e responsabile per mantenere gli italiani che sotto attacco pandemico non producono PIL e non versano imposte. Ma aihnoi è madre casalinga che nel frigo e nella dispensa non ha nemmeno bucce di patate o pane ammuffito. 
Ha solo privilegi per la classe dirigente famelica e irresponsabile che a mettersi a dieta non ci penserá prima di aver visto morti di fame 55 milioni di Italiani.
Aspettarsi dal premier Conte la medicina salvavita, è geniale come aspettare che il sole sorga a mezzanotte e ad occidente.

sabato 16 maggio 2020

Sovranità: chi sa di più batta un colpo!


Pur non avendo né titoli né mezzi, tento di capire, dal 3 febbraio 2020, cosa sia la "sovranità", collocata in bella mostra nel primo articolo della Costituzione Italiana. 
E dopo aver scritto più di 10 articoli monotematici, credo ( ma correggetemi se sbaglio ) che l'attuale pandemia mi abbia fornito una discreta chiave di lettura per capire meglio il problema.
Come la "terapia intensiva" è l'unica medicina salvavita per i malati di covid; così la sovranità è la "terapia intensiva" per Popoli indebitati, perché resi improduttivi da politiche economiche sbagliate o da recessioni mondiali devastanti come un attacco pandemico.
Quindi, una classe politica che facesse regolarmente uso della sovranità stampando moneta, dimostrerebbe al mondo intero di aver fallito le politiche industriali, occupazionali, tributarie e sociali, fino a rendere disoccupato, povero e fallito tre quarti di popolo, e indebitato lo Stato.
Perciò, la sovranità monetaria è una forma di terapia intensiva per salvare popoli vittime di malgoverno, o che in aggiunta alla povertà politicamente indotta, si trovassero a subire una calamitá, una epidemia, una carestia, una guerra, una prolungata speculazione finanziaria in odor di strozzinaggio, o mafia.
Privare un popolo della sovranità monetaria, è come sistemare un malato in cassa da morto ancora vivo, e consegnarlo alle imprese di pompe funebri finanziarie nazionali e mondiali, perché possano banchettare con i suoi "resti", le sue proprietà, che in tempi di vacche grasse rendevano salari e profitti al popolo e tributi allo Stato.
Quindi credo di aver capito che la sovranità monetaria e il relativo diritto di stampare denaro, non è una pietanza di cui ci si possa abbuffare in buona salute, ma una medicina per quando si è febbricitanti, da dosare con oculatezza per non trasformarla da salvifica in letale.
Stampare moneta per integrare la riduzione del gettito tributario, dovuto a malgoverno, è malgoverno al cubo.
Così come è devastante affidare (fuori da qualunque controllo politico e persino giudiziario) la sovranità monetaria ai banchieri privati che da decenni si stanno dimostrando antisociali e antidemocratici nei confronti dei singoli e degli Stati: finanziano a miliardi chi non ha bisogno e negano aiuto a chi è malaticcio (vedi stati poveri del Sud Europa) per impiccarli meglio allo spread, aiutare il decesso e lacrimando da mamma coccodrilla pentita, consumare la più feroce delle predazioni.
In quasi 200 stati al mondo, medici e infermieri delle terapie Intensive finanziarie sono i banchieri. Soltanto in nove Stati, di cui la Cina, è la politica a vegliare sulla salute finanziaria del proprio Popolo. Ma quale sia il modello che ai popoli possa salvare la borsa e la vita io non l'ho capito. E qua mi arrendo.

domenica 10 maggio 2020

È stato incostituzionale sostituire la lira con l'euro?


L'atto costitutivo dello Stato italiano ha impegnato dal 1948 al 1981 (anno della privatizzazione della banca d'Italia) la classe politica a garantire dignità e diritti a tutti i cittadini,  attingendo risorse finanziarie per via tributaria, e integrandole emettendo moneta ove fossero insufficienti.
Ordinando alla Banca Centrale (cioè la banca d'Italia finché restò pubblica) di stampare denaro per integrare il gettito tributario necessario ad alleviare la povertà a 10-15 milioni di cittadini poveri, senza abbandonarli come nell'ultimo ventennio, mettendo a rischio persino la classe media.
Fermo restando questo obbligo costituzionale immutato dal 1948, i politici italiani non avrebbero potuto disfarsi, (senza violare anzi "violentare" la Costituzione), della Banca Centrale pubblica (Banca d'Italia) privatizzandola, delle imprese pubbliche super produttive regalandole per quattro soldi e della lira italiana buttandola e tirando lo sciacquone. 
E tutto questo è stato realizzato in Italia nel silenzio assordante della classe intellettuale allagata di filosofi ed economisti, professionisti e giornalisti, costituzionalisti e magistrati.
La classe politica italiana avrebbe potuto portarci nell'Unione Europea, ma non per farci sfruttare e riduci alla fame, accettando l'euro, rinunciando alla Lira e cedendo la nostra sovranità alla BCE, non si sa bene se gratis o a pagamento. 
E se a pagamento, che fine ha fatto il malloppo, posto che gli italiani non hanno mai visto nè la riduzione delle tasse nè la riduzione del debito pubblico.
Cosa che gli inglesi si son guardati bene dal fare, tenendosi stretta la sterlina.
Se l'Italia è entrata volontariamente nella UE bene, ma se le è stato imposto di rinunciare alla Lira per poter entrare nell'Unione Europea, questo ente sovrannazionale è nato violando la nostra Costituzione in complicità con la nostra classe politica, liberissima di farlo, (se autorizzata dal popolo sovrano) ma conservando la lira, perché la giustizia sociale Italiana (e quindi la vita dei poveri) non debba mai dipendere da terzi, da altri popoli e da altri Stati e non sempre o non tutti amici.
O peggio, da un ente sovranazionale economico mai diventato pienamente politico (e quindi rimasto al suo interno sempre ferocemente concorrenziale con gli stati ricchi contro i poveri) tanto da condannare l'Italia alla colonizzazione, ormai schiavizzazione-finanziaria, allo spread schizoide e al rischio default, gli italiani alla rapina tributaria e i piccoli imprenditori onesti al fallimento o al suicidio. 
Persino quando l'intero pianeta è sotto attacco pandemico, il governo invita gli imprenditori ad andare in banca che hanno credito garantito e clienti Caritas raddoppiati in due mesi. Quanto basta per aprire voci e fallire domani.
Ma i finanziamenti a fondo perduto che prima del 1981 hanno fatto decollare l'economia e portato l'Italia a quarta nazione industrializzata del mondo, non più. Ora ci resta solo di staccare la spina a questa giostra di matti.
Un tale diceva: "se vuoi la pace prepara la guerra". Auguriamoci che non sia già scaduto il tempo per importare ed esportare pace vera e giustizia vera in Europa.

domenica 3 maggio 2020

Se nel mondo c'è democrazia, io sono cieco.

Chi mai potrebbe salvarsi, dove il medico è responsabile della vita del malato, ma l'infermiere non è obbligato ad ubbidirgli?
Così sono messi in Italia i politici che governano sparando progetti di spesa in soccorso alle imprese in difficoltà; e i banchieri assolutamente liberi di negare finanziamenti agli imprenditori onesti, ma garantire abbuffate di miliardi ai fuorilegge: sfruttatori truffatori evasori elusori avvelenatori e delocalizzatori speculatori e strozzini.
Voi chi pensate sia responsabile della fame patologica di salari dignitosi e di profiti onesti: i medici della politica che sparano ricette di finanziamenti e sgravi fiscali o gli infermieri della Finanza che rifiutandosi di aprire il portafoglio è come se trasformassero l'antidoto in veleno?
In Italia i morti, gli omicidi, i suicidi, le devastazioni ambientali, gli attentati alla Costituzione e alla democrazia, non sono imputabili alla politica di oggi ma a quella di ieri che ha privato gli italiani della proprietà della moneta e liberato i banchieri (che ora possono stampare soldi fuori da ogni controllo giudiziario compreso) dall'obbligo di garantire sufficienti risorse finanziarie al Popolo (persino ora che è sotto attacco pandemico) o ai suoi legittimi governanti.
Credo che a Platone si contorcano le budella sentendo come vanno nel mondo e in Italia in primis le moderne democrazie, dove il potere legale dei più è messo al servizio criminale dei meno.

domenica 26 aprile 2020

La UE ci mostri che è viva, faccia piovere euro


L'onorevole e avv. Molinari della Lega ha definito la BCE Banca Centrale, che per quel poco che ne capisco io, dovrebbe fungere da banca pubblica, da Zecca di Stato come la Banca d'Italia lo era per noi prima del 1981. Come mai tutti definiscono la BCE banca privata?
Se la BCE è realmente la Banca Centrale dell'Unione Europea, perché non le ordinano di stampare 2-3 mila miliardi di euro come l'America di dollari per consegnarli a fondo perduto ai 27 stati d'Europa nella speranza di salvarli se non dal coronavirus dal collasso economico non meno mortale che potrebbe seguire e che non si cura certo a colpi di tassi usurai e tasse rapina?
I 19 stati UE non hanno ceduto la loro sovranità monetaria (unico medicinale salvavita per i popoli democratici) per farsi schiavizzare e affamare ma per rendere la UE una istituzione sovranazionale abbastanza Sovrana da soccorrere finanziariamente a fondo perduto gli stati membri nei casi eccezionali di calamità, carestia, epidemia, guerra e in qualunque altra imprevedibile condizione che mettesse a rischio la borsa e la vita dei suoi popoli.
Se la UE non provvede ora che l'intero pianeta e i suoi stati membri sono sotto attacco pandemico, e Dio non voglia anche collasso economico, significa una sola cosa, la UE è già deceduta.

lunedì 20 aprile 2020

Sovranità monetaria: vaccino universale


Il covid-19 non estinguerà la razza umana come il meteorite i dinosauri; ma i 5 milioni di "animali da soma" italiani: imprenditori e lavoratori autonomi, che hanno sul gruppone il peso del Popolo da occupare e dello Stato da finanziare a colpi di balzelli tributari, li ha già messi tutti a dieta e agli arresti domiciliari. 
Ora, riportare in vita il mercato, senza uccidere finanza e fisco di "buon appetito" sarà lavoro da padreterno. Alle attuali condizioni sanitarie, pur sacrosante imposte dallo Stato, le poche imprese che ripartiranno saranno in grado di produrre, se tutto andrà da dio, il 30-50% del reddito pre covid, che ai banchieri e agli esattori basterà giusto per dichiararle fallite.
Pensare che la sola economia privata possa continuare a farsi carico del costo astronomico del funzionamento (scusate malfunzionamento) dello Stato con tassi e tasse rapina, servizi da terzo mondo, corruzione astronomica e giustizia a babbo morto è roba da matti.
Quindi dalla sera alla mattina lo Stato dovrebbe caricarsi in gestione tutte le imprese, conservare in servizio lavoratori e imprenditori entrambi a stipendio finché dura l'emergenza pandemica.
Quando l'economia riprenderà a produrre e l'ecatombe di imprese sarà scongiurata, lo Stato potrà ritornare a fare lo Stato ( non certo la repubblica delle banane come prima e come sempre ) restituendo agli imprenditori imprese e profitto tassabile e ai lavoratori un salario dignitoso.
Ma pensare che lo Stato possa continuare ad inventare regole senza né capo né coda a danno dei cittadini e incassare tasse  per questo lussuoso dis-servizio ammazza popoli non si può più.
Da domani lo Stato dovrebbe esercitare il suo potere sovrano stampando denaro, perché ha due sole alternative: continuare a lasciare lo Stato in mano a chi ne ha fatto cosa propria,  (banchieri esattori burocrati  politici e giudici) e fare i funerali al mercato, allo Stato e agli italiani. Oppure, esercitando la sovranità monetaria, fare i funerali a banche e fisco, riportare in vita il mercato e salvare in un colpo solo popolo è Stato.
Perché solo una classe dirigente di matti poteva arrivare a pensare che la sola produttività dei piccoli Imprenditori che in Italia sono il 95% potesse bastare a mantenere i laboratori, finanziare lo Stato, e in aggiunta fronteggiare a debito, a cambiali, qualunque imprevedibile emergenza ignota persino al mondo scientifico: come calamità, carestia, pandemia, recessione, guerra, ecc. ecc. persino tenendo agli arresti domiciliari improduttivo e malato un intero Popolo.
Il vaccino per tutti gli ingovernabili castighi di Dio di cui sopra è uno solo: è la SOVRANITÀ MONETARIA, che i Padri Costituenti ebbero il buon senso di piazzare all'articolo 1 della Costituzione, perché fosse inequivocabile che in Italia la proprietà della moneta appartiene al popolo che non è da asservire o sterminare, ma servire.
Invece, violando spudoratamente l'Atto Costitutivo, nel 1981 la classe politica ha consegnato il popolo italiano e lo Stato in mano ai banchieri privati prima italiani e poi europei, che ci strangolano da 20 anni, arrischiando guerra civile e default.
Di questa "bestialità" finanziaria e fiscale, i frutti marci che abbiamo raccolto prima della pandemia sono già copiosi. E non oso immaginare la qualità e quantità di quelli che potremmo subire in futuro.

lunedì 13 aprile 2020

È pazzia volere i popoli sovrani, o nazismo ridurli in somari?


In condizioni normali, ci saranno pure altrettante validissime ragioni che a me fuggono, per lasciare ai popoli e ai rispettivi governi la sovranità monetaria oppure cederla al sistema bancario.
Ma in condizioni eccezionali, come quelle indotte da una pandemia, carestia o guerra, condannare un popolo o l'intera comunità mondiale ad indebitarsi se vuole salvarsi la vita, o rimettere in moto l'economia, è crimine contro l'umanità.
Tanto più feroce se questo avviene in sistemi socio politico economici spacciati per legalissime democrazie con governi svuotati da qualunque potere reale e portati al guinzaglio dalla dittatura finanziaria mondiale.
Se poi pensiamo che il denaro moderno non ha più un controvalore in oro, ma vale esattamente quanto l'inchiostro che ha sporcato la carta, poche diecine di centesimi per una banconota da €500, limitare o negare finanziamenti o fornirli a tassi da strozzinaggio o con garanzie rapina, ad un padre di famiglia che è in condizioni di suicidio o ad un popolo sotto attacco epidemico, con diecine di migliaia di morti come attualmente l'Italia, e' così folle, demenziale e disumano, che definirlo nazista è persino riduttivo.
Qua non voglio contestare le ragioni che hanno indotto a togliere la proprietà della moneta al popolo italiano garantita dalla costituzione e consegnarla al sistema finanziario europeo. Ma se in condizioni di pericolo o di bisogno nessuno ha il potere di negare aiuto ad un povero un malato o uno a rischio annegamento senza commettere un crimine; chi ha strangolato e impoverito finanziariamente l'Italia negli ultimi 20 anni, fino a rendere inutile l'istruzione e assassina la sanità, persino per gli stessi soggetti che avrebbero l'obbligo di servire i cittadini, allora le istituzioni finanziarie europee e mondiali sono andate ben oltre la bestialità e temo che siano sconfinate nel peggiore nazismo.
Il diritto alla vita dell'intera comunità mondiale già afflitta da 50 trilioni di debiti in mano a una diecina di Paperoni non si finanzia a tassi usurai e a tasse rapina, si garantisce ora e subito a fondo perduto, prima che questa micidiale pandemia, il collasso economico che ne seguirà, o malauguratamente la terza guerra mondiale, rendano la situazione tanto ingovernabile, che in America è giá tornato lo spettro delle fosse comuni per le povere vittime di pandemia dopo tre quarti di secolo dall'olocausto nazista. Se persino le prime o le seconde potenze mondiali rischiano di perdere il controllo, allora per i saggi, ricchi e potenti che non sapranno governare la fame e la rabbia dei popoli, dopo averli sfruttati, impoveriti e ridotti a carne da macello, temo si metta davvero male.

domenica 5 aprile 2020

Il covid-19 scippa la vita ai malati e la borsa ai sani


Tutto il mondo è paralizzato dal covid-19. E in questa guerra contro un nemico invisibile, alcuni rischiano la vita subito, ma tutti rischiamo la borsa e la vita dopo. Perché i popoli chiusi in casa e improduttivi, finiti i risparmi non avranno di che mangiare curarsi ed evitare il fallimento se banchieri e politici non usciranno dal letargo, rinunciando alla loro vecchia farmacopea filantropica a base di tassi e tasse che a volte rasentano la rapina.
Se pure a breve ci sarà un vaccino che arriverà a salvare la vita dei popoli, ci vorrà un diluvio universale di trilioni per impedire il totale collasso dell'economia nei 200 stati dei 5 continenti, di cui già 191 aggrediti dal covid-19, comprese le cosiddette prime seconde o terze potenze mondiali che tali erano solo per capacità di sfruttamento della produttività altrui.

Oggi la carestia di materiale sanitario produce vittime persino fra medici e infermieri. Speriamo che domani  non ci sia carestia di risorse finanziarie per riportare in vita il sistema economico globale che l'assenza di lavoro e profitto è come se lo avesse messo in coma farmacologico.
Se i Banchieri e gli speculatori non allenteranno la presa del denaro, e non restituiranno d'urgenza ai singoli popoli la proprietà della moneta, (sia pure nei casi eccezionali di irreparabile calamitá) i morti per "usuravirus" e "tassavirus" potrebbero superare in volata quelli per coronavirus.
Per migliaia di anni i popoli hanno risolto i loro problemi economici scatenando una guerra; attaccando e depredando un popolo ricco di risorse.
Questa volta è un virus non si sa bene quanto "sconosciuto" ad aver dichiarato guerra all'intera comunità mondiale che è ancora barricata in casa per salvarsi la vita ma condannando a morte la borsa.
Non potendo più lavorare e produrre ricchezza, rischia, dopo essersi salvata dal virus, di morire singolarmente di fame e collettivamente di default, se il "filantropico" mondo della Finanza  non si affretterà a stampare banconote da iniettare "a fondo perduto", quasi fosse una flebo ricostituente, nel corpo malato del mercato globale, povero di imprese onestamente produttive e contributive e perciò piagato da trilioni di debito già prima dell'epidemia.

lunedì 30 marzo 2020

Qua va reinventata solo la sanità o l'Italia?


Non è per niente scandaloso che il popolo italiano, dalla sera alla mattina, non riesca a stravolgere la propria abitudine ai rapporti sociali fuori di casa, e debba rimanere agli arresti domiciliari per non diffondere l'infezione di coronavirus.
Invece è più che scandaloso che i soggetti preposti a conservare  la loro abitudine ad un servizio pubblico secondo scienza e coscienza, come gli operatori del servizio sanitario italiano, non siano attrezzati o qualificati a farlo in assoluta sicurezza per non ammalarsi e dover curare se stessi al posto dei malati, come sta avvenendo per l'emergenza covid19 nel nord Italia.
Perché se questo avviene nelle regioni settentrionali dell'eccellenza e dell'efficienza, dove medici e infermieri stanno rasentando, anzi sono sconfinati nell'eroismo, con decine di morti, per assistere i malati, allora è evidente che il servizio che si rende agli utenti italiani è completamente sbagliato, e ci ha fatto superare la Cina per numero di morti.
È funzionale più alla malattia che alla buona salute e non solo degli utenti che negli ospedali italiani le infezioni mortali se le beccavano pure prima, ma ora anche degli stessi operatori sanitari super specializzati e qualificati a livello mondiale.
Perciò, ad emergenza finita, dovremmo cercare di capire se in queste barbare condizioni siamo arrivati per l'incuria e l'irresponsabilità della nostra politica e burocrazia, o perché gli enti sovranazionali da cui dipendiamo politicamente e finanziariamente hanno costretto i nostri governi ad operare tagli di spesa pubblica assolutamente demenziali per non dire criminali.
Perché se oggettivamente hanno o stanno abusando di questo strapotere con la complicità colposa o dolosa della classe dirigente italiana, dovrebbero essere chiamati a rispondere di genocidio davanti a un tribunale mondiale dei diritti dell'uomo. E sempre che non abbiano già disarmato pure quello.

martedì 24 marzo 2020

Ora per conservare la vita bisogna aprire la borsa


In Italia, 4 decenni fa, affidammo la "BORSA" (la sovranità monetaria) ai diavoli (banchieri privati) credendoli angeli. Ma ora che un virus ha messo la nostra "VITA" in mano agli angeli (gli operatori della sanità) che credevamo diavoli e ci servirebbe la borsa per mettere riparo ai guasti prodotti dai tagli della finanza; solo al padreterno riuscirà il miracolo di salvarci la vita con gli ANGELI VERI della sanità in disarmo e persino in pensione, senza strappare la borsa agli angeli finti della finanza e del fisco, in perenne assetto di guerra speculativa finanziaria e fiscale.

lunedì 23 marzo 2020

I Banchieri come i farmacisti: o ti salvano o ti uccidono.


Dopo aver tentato di analizzare la realtà da un'angolazione ambientalista e perciò troppo ampia per cavare qualche ragno dal buco con le mie traballanti risorse culturali e mentali; sono passato ad osservare il problema italiano nel contesto UE, dall'angolazione finanziaria e "credo" di aver capito una cosa.
Negli anni 70 e 80 l'Italia aveva raggiunto, come recitava quel vecchio spot Rai, ("di tutto di più"), un livello di benessere e sicurezza sociale da quarta o quinta potenza industriale e primo paese manifatturiero d'Europa. 
E in quelle speciali ma temibili condizioni era inevitabile che diventasse il bersaglio di tutti gli stati UE e forse mondiali che finivano per essere danneggiati dalla nostra super creatività e competitività economica.
Allora le volpi d'Europa e oltre pensarono bene di indurre o costringere la nostra classe politica a privare gli italiani della MEDICINA  SALVAVITA: la proprietà della moneta. 
Così nel 1981 la sovranità monetaria passò da pubblica a privata e la Zecca dello Stato smise di stampare denaro a costo zero per conto dello Stato Italiano e iniziò a stamparlo per conto dei banchieri privati e con piena discrezionalità di prestarlo ad un tasso via via sempre meno legale e sempre più usurario o negarlo del tutto. Ed iniziò il calvario dell'indebitamento crescente e impagabile, che ci porterà alla tomba.
Per capire questo problema, immaginate cosa potrebbe succedere alla fascia di popolazione meno abbiente ma bisognosa di farmaci, se dalla sera alla mattina si decidesse di chiudere tutte le farmacie o centuplicare il costo delle medicine salvavita gratuite.
Togliere ad un popolo la Banca Centrale col potere di stampare denaro a costo zero, (per aiutare la fascia di popolazione povera, malata o improduttiva) è come chiudere l'unica Farmacia del paese o far mancare i farmaci durante un'epidemia. È un modo elementare per far crescere dal punto di vista fisiologico i malati e i defunti. 
E dal punto di vista finanziario, per la difficoltà a reperire credito a tasso legale, e per la successiva ed inevitabile rapina tributaria, moltiplicare all'infinito gli sfruttatori, i truffatori, gli avvelenatori, gli evasori, i corruttori, i falliti e i suicidi fra i piccoli imprenditori. 
E di conseguenza il debito pubblico con spread astronomico a cui è condannata a ricorrere la politica quando ha difficoltà a reperire risorse finanziarie tassando famiglie e imprese disoccupate o fallite.
Quindi, giusto per sintetizzare, un popolo che perde la sovranità monetaria è come una comunità che perda l'unica farmacia disponibile, è condannato ad una lunghissima agonia finanziaria privata e pubblica, che poi nel default ha il suo tragico epilogo.
Un uomo in buona salute non sa proprio che farsene delle farmacie e delle medicine, ma un malato ha il fragile filo della sua vita legato al farmaco, se glielo neghi lo ammazzi.
E dal punto di vista finanziario il problema identico. Una famiglia o un'impresa in buona salute economica non sa proprio che farsene delle farmacie finanziarie: delle banche a cui portare i propri risparmi o da cui attingere credito. 
Ma chi ha la borsa o la vita in pericolo non può fare a meno dei soldi. E quando non riesce a reperirli o li trova soltanto dallo strozzino a tassi di alta macelleria sociale, entra nel girone infernale dei morti viventi, dei piccoli imprenditori condannati a chiudere, fallire, suicidarsi.
Quindi la mancanza della medicina salvavita porta il malato, come epilogo obbligatorio, alla morte. E la perdita, la cessione,  la mancanza di sovranità monetaria ha su un popolo che si trova sotto attacco bellico, pandemico o speculativo, lo stesso effetto mortale. 
In buona salute finanziaria non sa che farsene delle banche. Ma nei momenti eccezionali, quando il bisogno di risorse finanziarie diventa drammatico per una fetta crescente di poveri o di malati, che non può  produrre ricchezza, non avere una propria moneta e il diritto di stamparla per alleviare le sofferenze di chi non sa, non ha, non può è crimine contro l'umanità, è genocidio legalizzato.

lunedì 16 marzo 2020

Piove finanza ladra, su governi in mutande


In condizioni normali, un vero Stato di diritto sì finanzia tassando i soggetti che ha giá reso produttivi: lavoratori, imprenditori, professionisti e proprietari. Come una buona automobile, custodisce il mondo della finanza da carburante di riserva o ruota di scorta.
E in casi eccezionali, come una guerra o una pandemia, quando non ha da imporre tributi ai contribuenti che invece deve soccorrere, la "pompa tributaria" dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) succhiare ricchezza di riserva dalle banche per garantire ai cittadini continuità di servizio e di servizi.
Ma se lo Stato, avendo ceduto la sovranità monetaria, non ha più la riserva di carburante finanziario, né il potere autonomo di prelevare e spendere quel denaro pubblico, oggi stampato da banche private con piena discrezionalità di prestarlo o negarlo, non c'è governo democratico, che al guinzaglio dei "filantropi" del mondo finanziario, alla lunga non si riduca ad una tragica ingovernabile caricatura.

domenica 8 marzo 2020

Banchieri contro industriali: guerra senza prigionieri.


Nel mondo economico o finanziario nessun imprenditore accetterebbe di immolarsi al posto di un concorrente. Questa è la ragione per cui un banchiere non salva un industriale rischiando di fallire al posto suo. Né l'industriale con bilancio in attivo salverebbe dal fallimento un banchiere chiedendo credito, pagando interessi e rischiando per sé il collasso economico.
Perciò un sistema che mette in concorrenza banchieri privati e industriali privati è a dir poco da manicomio criminale d'Aversa.
Gli industriali capaci fanno fallire le banche, perché creando profitto diventano finanziariamente autonomi: non comprano, non mangiano, non pagano credito. Reinvestono i profitti invece di portarli in banca.
Perciò un banchiere capace, per vendere denaro, deve tenere gli imprenditori in perenne difficoltà, come condannati all'impiccagione, con la corda al collo dei tassi crescenti, per impedire che producendo profitti rendano l'economia indipendente dalla finanza.
La concorrenza spietata fra imprenditori della finanza e del mercato non può che portare ai popoli impoverimento e morte come in Europa per mano della BCE. E la soluzione è una sola. 
O si rende pubblico il mondo della finanza o si rende pubblico il mondo dell'impresa entrambi privati sono l'apocalisse.
Dove c'è sviluppo economico, la crisi finanziaria è garantita. E dove le banche fanno grossi e grassi profitti falliscono le imprese, si indebitano gli Stati e stritolano i poveri di macelleria sociale, aspettando epidemie e pandemie.
Chi ha detto che la pace è la continuazione della guerra con altri mezzi temo che abbia centrato il problema. Come valido surrogato alla guerra rumorosa, c'è quella silenziosa a colpi di crisi bancarie o recessioni economiche. Con i popoli stritolati fra l'incudine del mercato che non offre più occupazione e salario, il martello della Finanza coi "TASSI USURARI" e le ambulanze della politica, che a colpi di "TASSE RAPINA", salvano capre e cavoli completando il lavoro di macelleria sociale a regola d'arte.

domenica 1 marzo 2020

La miscela geni-cretini è made in padreterno.


Per millenni la cultura occidentale è servita a formare persone e produrre cose di altissimo e rarissimo pregio. Ma da alcuni decenni serve solo a produrre devastazione, e mettere in forse il futuro dell'umanità. E la ragione non è poi così cervellotica. 
La miscela geni-cretini (resistente a qualunque disonesta manipolazione pedagogica) è "MADE IN PADRETERNO": decide Lui di quanti Socrate, Pitagora, Newton, Galileo, Leonardo, Michelangelo o Einstein va rifornita la massa dei diversamente geni condannata a sapere sempre di più ma a capire sempre di meno.
E pure ciò non basta a rinsavire gli umani, visto che il sistema scolastico italiano e direi mondiale ormai si arroga il potere di convertire l'intera fornitura dei diversamente geni, in geni certificati e legalizzati a colpi di lauree e master. E ora con i popoli e il pianeta al collasso siamo al "sisalvichipuò".
Privo di titoli, il diversamente genio rimane ai margini del sistema sociale con braccia robuste al servizio dell'agricoltura, pesca, industria, commercio o nettezza urbana. Ma se può esibire laurea e master, valorizzati da bustarella sottobanco, nemmeno stalin, hitler e mussolini associati potrebbero impedirgli di arrampicarsi fino al vertice delle istituzioni da classe dirigente acefala, sfruttatrice e tiranna.
E provate voi a immaginare le vagonate di valore aggiunto che può produrre a vantaggio del sistema Stato, un cretino che può certificare, con titoli e mazzette di essere competente, anzi genio. Salvo poi, una volta agguantato il potere, offrirsi da utile idiota agli squali del mercato e della finanza nazionale o mondiale, per mettere all'incasso la forza schiavizzante del potere culturale, sociale, sindacale, economico di cui è "portatore malato".
Come dire, che l'istruzione, a colpi di finta formazione, asfalta la strada, stende tappeti rossi e accende semafori verdi per l'accesso nelle istituzioni al gregge dei devastatori letali di popolo, Stato e pianeta.
E quando l'esercito dei "geni acefali" ha occupato poltrone, sedie e strapuntini, alla sparuta minoranza degli intelligenti veri che da li non fosse ancora fuggita, non resterebbe che rassegnarsi e arrendersi, perché in democrazia non esiste progetto di risanamento o di buongoverno che si possa avviare o completare senza il consenso dei più.
L'enorme massa di geni finti pubblici e privati che hanno ricevuto dal mondo della in-cultura un vaso da notte certificato come cervello e il potere politico di metterlo a frutto a danno degli altri senza responsabilità, non se lo lasciano certo deprezzare, e nemmeno disprezzare.
In Cina, il medico eroe che ha individuato per primo il virus responsabile dell'attuale pandemia è stato discreditato dal mondo scientifico, minacciato, costretto a ritrattare la sua scoperta, ed è morto contagiato e perseguitato.
Voleva solo salvare vite umane, e i saggi e i potenti certificati, ma a distruttività garantita glielo hanno impedito.
Solo dai geni naturali, made in padreterno, può venire qualche soluzione salvifica per l'umanità. Gli altri sono tutti impegnati a spese della borsa e della vita altrui, ad arricchire di macerie la torre di Babele.