lunedì 20 aprile 2020

Sovranità monetaria: vaccino universale


Il covid-19 non estinguerà la razza umana come il meteorite i dinosauri; ma i 5 milioni di "animali da soma" italiani: imprenditori e lavoratori autonomi, che hanno sul gruppone il peso del Popolo da occupare e dello Stato da finanziare a colpi di balzelli tributari, li ha già messi tutti a dieta e agli arresti domiciliari. 
Ora, riportare in vita il mercato, senza uccidere finanza e fisco di "buon appetito" sarà lavoro da padreterno. Alle attuali condizioni sanitarie, pur sacrosante imposte dallo Stato, le poche imprese che ripartiranno saranno in grado di produrre, se tutto andrà da dio, il 30-50% del reddito pre covid, che ai banchieri e agli esattori basterà giusto per dichiararle fallite.
Pensare che la sola economia privata possa continuare a farsi carico del costo astronomico del funzionamento (scusate malfunzionamento) dello Stato con tassi e tasse rapina, servizi da terzo mondo, corruzione astronomica e giustizia a babbo morto è roba da matti.
Quindi dalla sera alla mattina lo Stato dovrebbe caricarsi in gestione tutte le imprese, conservare in servizio lavoratori e imprenditori entrambi a stipendio finché dura l'emergenza pandemica.
Quando l'economia riprenderà a produrre e l'ecatombe di imprese sarà scongiurata, lo Stato potrà ritornare a fare lo Stato ( non certo la repubblica delle banane come prima e come sempre ) restituendo agli imprenditori imprese e profitto tassabile e ai lavoratori un salario dignitoso.
Ma pensare che lo Stato possa continuare ad inventare regole senza né capo né coda a danno dei cittadini e incassare tasse  per questo lussuoso dis-servizio ammazza popoli non si può più.
Da domani lo Stato dovrebbe esercitare il suo potere sovrano stampando denaro, perché ha due sole alternative: continuare a lasciare lo Stato in mano a chi ne ha fatto cosa propria,  (banchieri esattori burocrati  politici e giudici) e fare i funerali al mercato, allo Stato e agli italiani. Oppure, esercitando la sovranità monetaria, fare i funerali a banche e fisco, riportare in vita il mercato e salvare in un colpo solo popolo è Stato.
Perché solo una classe dirigente di matti poteva arrivare a pensare che la sola produttività dei piccoli Imprenditori che in Italia sono il 95% potesse bastare a mantenere i laboratori, finanziare lo Stato, e in aggiunta fronteggiare a debito, a cambiali, qualunque imprevedibile emergenza ignota persino al mondo scientifico: come calamità, carestia, pandemia, recessione, guerra, ecc. ecc. persino tenendo agli arresti domiciliari improduttivo e malato un intero Popolo.
Il vaccino per tutti gli ingovernabili castighi di Dio di cui sopra è uno solo: è la SOVRANITÀ MONETARIA, che i Padri Costituenti ebbero il buon senso di piazzare all'articolo 1 della Costituzione, perché fosse inequivocabile che in Italia la proprietà della moneta appartiene al popolo che non è da asservire o sterminare, ma servire.
Invece, violando spudoratamente l'Atto Costitutivo, nel 1981 la classe politica ha consegnato il popolo italiano e lo Stato in mano ai banchieri privati prima italiani e poi europei, che ci strangolano da 20 anni, arrischiando guerra civile e default.
Di questa "bestialità" finanziaria e fiscale, i frutti marci che abbiamo raccolto prima della pandemia sono già copiosi. E non oso immaginare la qualità e quantità di quelli che potremmo subire in futuro.

lunedì 13 aprile 2020

È pazzia volere i popoli sovrani, o nazismo ridurli in somari?


In condizioni normali, ci saranno pure altrettante validissime ragioni che a me fuggono, per lasciare ai popoli e ai rispettivi governi la sovranità monetaria oppure cederla al sistema bancario.
Ma in condizioni eccezionali, come quelle indotte da una pandemia, carestia o guerra, condannare un popolo o l'intera comunità mondiale ad indebitarsi se vuole salvarsi la vita, o rimettere in moto l'economia, è crimine contro l'umanità.
Tanto più feroce se questo avviene in sistemi socio politico economici spacciati per legalissime democrazie con governi svuotati da qualunque potere reale e portati al guinzaglio dalla dittatura finanziaria mondiale.
Se poi pensiamo che il denaro moderno non ha più un controvalore in oro, ma vale esattamente quanto l'inchiostro che ha sporcato la carta, poche diecine di centesimi per una banconota da €500, limitare o negare finanziamenti o fornirli a tassi da strozzinaggio o con garanzie rapina, ad un padre di famiglia che è in condizioni di suicidio o ad un popolo sotto attacco epidemico, con diecine di migliaia di morti come attualmente l'Italia, e' così folle, demenziale e disumano, che definirlo nazista è persino riduttivo.
Qua non voglio contestare le ragioni che hanno indotto a togliere la proprietà della moneta al popolo italiano garantita dalla costituzione e consegnarla al sistema finanziario europeo. Ma se in condizioni di pericolo o di bisogno nessuno ha il potere di negare aiuto ad un povero un malato o uno a rischio annegamento senza commettere un crimine; chi ha strangolato e impoverito finanziariamente l'Italia negli ultimi 20 anni, fino a rendere inutile l'istruzione e assassina la sanità, persino per gli stessi soggetti che avrebbero l'obbligo di servire i cittadini, allora le istituzioni finanziarie europee e mondiali sono andate ben oltre la bestialità e temo che siano sconfinate nel peggiore nazismo.
Il diritto alla vita dell'intera comunità mondiale già afflitta da 50 trilioni di debiti in mano a una diecina di Paperoni non si finanzia a tassi usurai e a tasse rapina, si garantisce ora e subito a fondo perduto, prima che questa micidiale pandemia, il collasso economico che ne seguirà, o malauguratamente la terza guerra mondiale, rendano la situazione tanto ingovernabile, che in America è giá tornato lo spettro delle fosse comuni per le povere vittime di pandemia dopo tre quarti di secolo dall'olocausto nazista. Se persino le prime o le seconde potenze mondiali rischiano di perdere il controllo, allora per i saggi, ricchi e potenti che non sapranno governare la fame e la rabbia dei popoli, dopo averli sfruttati, impoveriti e ridotti a carne da macello, temo si metta davvero male.

domenica 5 aprile 2020

Il covid-19 scippa la vita ai malati e la borsa ai sani


Tutto il mondo è paralizzato dal covid-19. E in questa guerra contro un nemico invisibile, alcuni rischiano la vita subito, ma tutti rischiamo la borsa e la vita dopo. Perché i popoli chiusi in casa e improduttivi, finiti i risparmi non avranno di che mangiare curarsi ed evitare il fallimento se banchieri e politici non usciranno dal letargo, rinunciando alla loro vecchia farmacopea filantropica a base di tassi e tasse che a volte rasentano la rapina.
Se pure a breve ci sarà un vaccino che arriverà a salvare la vita dei popoli, ci vorrà un diluvio universale di trilioni per impedire il totale collasso dell'economia nei 200 stati dei 5 continenti, di cui già 191 aggrediti dal covid-19, comprese le cosiddette prime seconde o terze potenze mondiali che tali erano solo per capacità di sfruttamento della produttività altrui.

Oggi la carestia di materiale sanitario produce vittime persino fra medici e infermieri. Speriamo che domani  non ci sia carestia di risorse finanziarie per riportare in vita il sistema economico globale che l'assenza di lavoro e profitto è come se lo avesse messo in coma farmacologico.
Se i Banchieri e gli speculatori non allenteranno la presa del denaro, e non restituiranno d'urgenza ai singoli popoli la proprietà della moneta, (sia pure nei casi eccezionali di irreparabile calamitá) i morti per "usuravirus" e "tassavirus" potrebbero superare in volata quelli per coronavirus.
Per migliaia di anni i popoli hanno risolto i loro problemi economici scatenando una guerra; attaccando e depredando un popolo ricco di risorse.
Questa volta è un virus non si sa bene quanto "sconosciuto" ad aver dichiarato guerra all'intera comunità mondiale che è ancora barricata in casa per salvarsi la vita ma condannando a morte la borsa.
Non potendo più lavorare e produrre ricchezza, rischia, dopo essersi salvata dal virus, di morire singolarmente di fame e collettivamente di default, se il "filantropico" mondo della Finanza  non si affretterà a stampare banconote da iniettare "a fondo perduto", quasi fosse una flebo ricostituente, nel corpo malato del mercato globale, povero di imprese onestamente produttive e contributive e perciò piagato da trilioni di debito già prima dell'epidemia.

lunedì 30 marzo 2020

Qua va reinventata solo la sanità o l'Italia?


Non è per niente scandaloso che il popolo italiano, dalla sera alla mattina, non riesca a stravolgere la propria abitudine ai rapporti sociali fuori di casa, e debba rimanere agli arresti domiciliari per non diffondere l'infezione di coronavirus.
Invece è più che scandaloso che i soggetti preposti a conservare  la loro abitudine ad un servizio pubblico secondo scienza e coscienza, come gli operatori del servizio sanitario italiano, non siano attrezzati o qualificati a farlo in assoluta sicurezza per non ammalarsi e dover curare se stessi al posto dei malati, come sta avvenendo per l'emergenza covid19 nel nord Italia.
Perché se questo avviene nelle regioni settentrionali dell'eccellenza e dell'efficienza, dove medici e infermieri stanno rasentando, anzi sono sconfinati nell'eroismo, con decine di morti, per assistere i malati, allora è evidente che il servizio che si rende agli utenti italiani è completamente sbagliato, e ci ha fatto superare la Cina per numero di morti.
È funzionale più alla malattia che alla buona salute e non solo degli utenti che negli ospedali italiani le infezioni mortali se le beccavano pure prima, ma ora anche degli stessi operatori sanitari super specializzati e qualificati a livello mondiale.
Perciò, ad emergenza finita, dovremmo cercare di capire se in queste barbare condizioni siamo arrivati per l'incuria e l'irresponsabilità della nostra politica e burocrazia, o perché gli enti sovranazionali da cui dipendiamo politicamente e finanziariamente hanno costretto i nostri governi ad operare tagli di spesa pubblica assolutamente demenziali per non dire criminali.
Perché se oggettivamente hanno o stanno abusando di questo strapotere con la complicità colposa o dolosa della classe dirigente italiana, dovrebbero essere chiamati a rispondere di genocidio davanti a un tribunale mondiale dei diritti dell'uomo. E sempre che non abbiano già disarmato pure quello.

martedì 24 marzo 2020

Ora per conservare la vita bisogna aprire la borsa


In Italia, 4 decenni fa, affidammo la "BORSA" (la sovranità monetaria) ai diavoli (banchieri privati) credendoli angeli. Ma ora che un virus ha messo la nostra "VITA" in mano agli angeli (gli operatori della sanità) che credevamo diavoli e ci servirebbe la borsa per mettere riparo ai guasti prodotti dai tagli della finanza; solo al padreterno riuscirà il miracolo di salvarci la vita con gli ANGELI VERI della sanità in disarmo e persino in pensione, senza strappare la borsa agli angeli finti della finanza e del fisco, in perenne assetto di guerra speculativa finanziaria e fiscale.

lunedì 23 marzo 2020

I Banchieri come i farmacisti: o ti salvano o ti uccidono.


Dopo aver tentato di analizzare la realtà da un'angolazione ambientalista e perciò troppo ampia per cavare qualche ragno dal buco con le mie traballanti risorse culturali e mentali; sono passato ad osservare il problema italiano nel contesto UE, dall'angolazione finanziaria e "credo" di aver capito una cosa.
Negli anni 70 e 80 l'Italia aveva raggiunto, come recitava quel vecchio spot Rai, ("di tutto di più"), un livello di benessere e sicurezza sociale da quarta o quinta potenza industriale e primo paese manifatturiero d'Europa. 
E in quelle speciali ma temibili condizioni era inevitabile che diventasse il bersaglio di tutti gli stati UE e forse mondiali che finivano per essere danneggiati dalla nostra super creatività e competitività economica.
Allora le volpi d'Europa e oltre pensarono bene di indurre o costringere la nostra classe politica a privare gli italiani della MEDICINA  SALVAVITA: la proprietà della moneta. 
Così nel 1981 la sovranità monetaria passò da pubblica a privata e la Zecca dello Stato smise di stampare denaro a costo zero per conto dello Stato Italiano e iniziò a stamparlo per conto dei banchieri privati e con piena discrezionalità di prestarlo ad un tasso via via sempre meno legale e sempre più usurario o negarlo del tutto. Ed iniziò il calvario dell'indebitamento crescente e impagabile, che ci porterà alla tomba.
Per capire questo problema, immaginate cosa potrebbe succedere alla fascia di popolazione meno abbiente ma bisognosa di farmaci, se dalla sera alla mattina si decidesse di chiudere tutte le farmacie o centuplicare il costo delle medicine salvavita gratuite.
Togliere ad un popolo la Banca Centrale col potere di stampare denaro a costo zero, (per aiutare la fascia di popolazione povera, malata o improduttiva) è come chiudere l'unica Farmacia del paese o far mancare i farmaci durante un'epidemia. È un modo elementare per far crescere dal punto di vista fisiologico i malati e i defunti. 
E dal punto di vista finanziario, per la difficoltà a reperire credito a tasso legale, e per la successiva ed inevitabile rapina tributaria, moltiplicare all'infinito gli sfruttatori, i truffatori, gli avvelenatori, gli evasori, i corruttori, i falliti e i suicidi fra i piccoli imprenditori. 
E di conseguenza il debito pubblico con spread astronomico a cui è condannata a ricorrere la politica quando ha difficoltà a reperire risorse finanziarie tassando famiglie e imprese disoccupate o fallite.
Quindi, giusto per sintetizzare, un popolo che perde la sovranità monetaria è come una comunità che perda l'unica farmacia disponibile, è condannato ad una lunghissima agonia finanziaria privata e pubblica, che poi nel default ha il suo tragico epilogo.
Un uomo in buona salute non sa proprio che farsene delle farmacie e delle medicine, ma un malato ha il fragile filo della sua vita legato al farmaco, se glielo neghi lo ammazzi.
E dal punto di vista finanziario il problema identico. Una famiglia o un'impresa in buona salute economica non sa proprio che farsene delle farmacie finanziarie: delle banche a cui portare i propri risparmi o da cui attingere credito. 
Ma chi ha la borsa o la vita in pericolo non può fare a meno dei soldi. E quando non riesce a reperirli o li trova soltanto dallo strozzino a tassi di alta macelleria sociale, entra nel girone infernale dei morti viventi, dei piccoli imprenditori condannati a chiudere, fallire, suicidarsi.
Quindi la mancanza della medicina salvavita porta il malato, come epilogo obbligatorio, alla morte. E la perdita, la cessione,  la mancanza di sovranità monetaria ha su un popolo che si trova sotto attacco bellico, pandemico o speculativo, lo stesso effetto mortale. 
In buona salute finanziaria non sa che farsene delle banche. Ma nei momenti eccezionali, quando il bisogno di risorse finanziarie diventa drammatico per una fetta crescente di poveri o di malati, che non può  produrre ricchezza, non avere una propria moneta e il diritto di stamparla per alleviare le sofferenze di chi non sa, non ha, non può è crimine contro l'umanità, è genocidio legalizzato.

lunedì 16 marzo 2020

Piove finanza ladra, su governi in mutande


In condizioni normali, un vero Stato di diritto sì finanzia tassando i soggetti che ha giá reso produttivi: lavoratori, imprenditori, professionisti e proprietari. Come una buona automobile, custodisce il mondo della finanza da carburante di riserva o ruota di scorta.
E in casi eccezionali, come una guerra o una pandemia, quando non ha da imporre tributi ai contribuenti che invece deve soccorrere, la "pompa tributaria" dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) succhiare ricchezza di riserva dalle banche per garantire ai cittadini continuità di servizio e di servizi.
Ma se lo Stato, avendo ceduto la sovranità monetaria, non ha più la riserva di carburante finanziario, né il potere autonomo di prelevare e spendere quel denaro pubblico, oggi stampato da banche private con piena discrezionalità di prestarlo o negarlo, non c'è governo democratico, che al guinzaglio dei "filantropi" del mondo finanziario, alla lunga non si riduca ad una tragica ingovernabile caricatura.

domenica 8 marzo 2020

Banchieri contro industriali: guerra senza prigionieri.


Nel mondo economico o finanziario nessun imprenditore accetterebbe di immolarsi al posto di un concorrente. Questa è la ragione per cui un banchiere non salva un industriale rischiando di fallire al posto suo. Né l'industriale con bilancio in attivo salverebbe dal fallimento un banchiere chiedendo credito, pagando interessi e rischiando per sé il collasso economico.
Perciò un sistema che mette in concorrenza banchieri privati e industriali privati è a dir poco da manicomio criminale d'Aversa.
Gli industriali capaci fanno fallire le banche, perché creando profitto diventano finanziariamente autonomi: non comprano, non mangiano, non pagano credito. Reinvestono i profitti invece di portarli in banca.
Perciò un banchiere capace, per vendere denaro, deve tenere gli imprenditori in perenne difficoltà, come condannati all'impiccagione, con la corda al collo dei tassi crescenti, per impedire che producendo profitti rendano l'economia indipendente dalla finanza.
La concorrenza spietata fra imprenditori della finanza e del mercato non può che portare ai popoli impoverimento e morte come in Europa per mano della BCE. E la soluzione è una sola. 
O si rende pubblico il mondo della finanza o si rende pubblico il mondo dell'impresa entrambi privati sono l'apocalisse.
Dove c'è sviluppo economico, la crisi finanziaria è garantita. E dove le banche fanno grossi e grassi profitti falliscono le imprese, si indebitano gli Stati e stritolano i poveri di macelleria sociale, aspettando epidemie e pandemie.
Chi ha detto che la pace è la continuazione della guerra con altri mezzi temo che abbia centrato il problema. Come valido surrogato alla guerra rumorosa, c'è quella silenziosa a colpi di crisi bancarie o recessioni economiche. Con i popoli stritolati fra l'incudine del mercato che non offre più occupazione e salario, il martello della Finanza coi "TASSI USURARI" e le ambulanze della politica, che a colpi di "TASSE RAPINA", salvano capre e cavoli completando il lavoro di macelleria sociale a regola d'arte.

domenica 1 marzo 2020

La miscela geni-cretini è made in padreterno.


Per millenni la cultura occidentale è servita a formare persone e produrre cose di altissimo e rarissimo pregio. Ma da alcuni decenni serve solo a produrre devastazione, e mettere in forse il futuro dell'umanità. E la ragione non è poi così cervellotica. 
La miscela geni-cretini (resistente a qualunque disonesta manipolazione pedagogica) è "MADE IN PADRETERNO": decide Lui di quanti Socrate, Pitagora, Newton, Galileo, Leonardo, Michelangelo o Einstein va rifornita la massa dei diversamente geni condannata a sapere sempre di più ma a capire sempre di meno.
E pure ciò non basta a rinsavire gli umani, visto che il sistema scolastico italiano e direi mondiale ormai si arroga il potere di convertire l'intera fornitura dei diversamente geni, in geni certificati e legalizzati a colpi di lauree e master. E ora con i popoli e il pianeta al collasso siamo al "sisalvichipuò".
Privo di titoli, il diversamente genio rimane ai margini del sistema sociale con braccia robuste al servizio dell'agricoltura, pesca, industria, commercio o nettezza urbana. Ma se può esibire laurea e master, valorizzati da bustarella sottobanco, nemmeno stalin, hitler e mussolini associati potrebbero impedirgli di arrampicarsi fino al vertice delle istituzioni da classe dirigente acefala, sfruttatrice e tiranna.
E provate voi a immaginare le vagonate di valore aggiunto che può produrre a vantaggio del sistema Stato, un cretino che può certificare, con titoli e mazzette di essere competente, anzi genio. Salvo poi, una volta agguantato il potere, offrirsi da utile idiota agli squali del mercato e della finanza nazionale o mondiale, per mettere all'incasso la forza schiavizzante del potere culturale, sociale, sindacale, economico di cui è "portatore malato".
Come dire, che l'istruzione, a colpi di finta formazione, asfalta la strada, stende tappeti rossi e accende semafori verdi per l'accesso nelle istituzioni al gregge dei devastatori letali di popolo, Stato e pianeta.
E quando l'esercito dei "geni acefali" ha occupato poltrone, sedie e strapuntini, alla sparuta minoranza degli intelligenti veri che da li non fosse ancora fuggita, non resterebbe che rassegnarsi e arrendersi, perché in democrazia non esiste progetto di risanamento o di buongoverno che si possa avviare o completare senza il consenso dei più.
L'enorme massa di geni finti pubblici e privati che hanno ricevuto dal mondo della in-cultura un vaso da notte certificato come cervello e il potere politico di metterlo a frutto a danno degli altri senza responsabilità, non se lo lasciano certo deprezzare, e nemmeno disprezzare.
In Cina, il medico eroe che ha individuato per primo il virus responsabile dell'attuale pandemia è stato discreditato dal mondo scientifico, minacciato, costretto a ritrattare la sua scoperta, ed è morto contagiato e perseguitato.
Voleva solo salvare vite umane, e i saggi e i potenti certificati, ma a distruttività garantita glielo hanno impedito.
Solo dai geni naturali, made in padreterno, può venire qualche soluzione salvifica per l'umanità. Gli altri sono tutti impegnati a spese della borsa e della vita altrui, ad arricchire di macerie la torre di Babele.

lunedì 24 febbraio 2020

Il vero stato di diritto tassa e stampa


Non esiste un solo essere umano al mondo che nella sua vita non sbagli qualcosa per colpa o dolo. E nei sistemi sociali che consentono o tollerano che il danno finanziario prodotto dagli errori dei singoli si scarichi tributariamente sulla collettività al peggio non c'è mai fine.
Questa è la ragione per cui i cittadini onesti più attenti degli altri a non sbagliare, alla lunga finiscono per rassegnarsi a forme disoneste di "legittima difesa": evasione, elusione corruzione e persino mafia, se hanno la disgrazia di doversi difendere dai farabutti pubblici che invece di indirizzare la collettività verso comportamenti virtuosi la inducono a sbagliare per procurarsi l'alibi di tassarla e appropriarsi indebitamente di risorse pubbliche che mai verranno convertite in servizi. E chi finisce povero o malato così sta e così resta. Chiedere tributi ad un popolo in difficoltà promettendo di soccorrerlo o salvarlo è come chiedere ad un cieco di vedere, ad un paralitico di correre ad un morto di camminare.
Ma lo stato di diritto, che non può deragliare dalla legalità, come può difendersi dagli errori o dai crimini commessi da utenti e da burocrati che finiscono per impoverirlo ed indebitarlo riducendo o negando la giusta quantità di gettito tributario o facendo un uso demenziale o criminale dello stesso?
Utilizzando la sovranità monetaria lo Stato di diritto stampa la moneta di cui è proprietario e compensa al minore gettito dovuto all'illegalità colposa o dolosa dei contribuenti e degli enti. Ma anche a cause di forza maggiore tipo recessione, calamità naturali, epidemie, pandemie, mafia, terrorismo, guerra ecc. ecc.
Ma se non ha più la proprietà della moneta, avendo ceduto alle banche private il potere di stamparla, come ha fatto l'Italia nel 1981, fino a mettere la politica al guinzaglio della finanza europea e mondiale, a quelle banche finisce per dover elemosinare le risorse finanziarie necessarie, col rischio di non ottenerle, di ottenerle a babbo morto o a costi sempre più astronomici.
Così popolo e Stato entrano in un giro vizioso di indebitamento crescente ed impagabile da cui si esce solo col default.

lunedì 17 febbraio 2020

Urge Caritas per sovrani senza sovranità


Dopo l'immane carneficina di milioni di innocenti generata da nazismo e comunismo, il dubbio che la sola democrazia non potesse proteggere dal rischio totalitarismo i popoli d'Europa era più che giustificato. 
Salvo illustrissime eccezioni, i politici europei si erano già qualificati per stupidità e disonestà ed era necessario indebolirli disarticolando il loro potere. 
Forse partendo da questa oggettiva valutazione, si è ritenuto giusto proteggere la democrazia italiana prima ed Europea poi, dal rischio totalitarismo, togliendo ai politici il potere finanziario e assegnandolo senza condizioni, anzi a condizioni capestro, alla BCE.
Privatizzando la sovranità monetaria, alla politica si lasciava il potere di fare leggi che non interferissero col potere finanziario sovranazionale, mentre si consegnava ai banchieri il potere di stampare e prestare denaro a loro insindacabile giudizio. Manovrando come fosse un machete o una ghigliottina tassi e tasse.
Ma questa è stata una bestialità senza precedenti storici, perché il mondo della Finanza non è affatto migliore del mondo politico, con l'aggravante che il politico non può rubare solo per sé, mentre il banchiere non ha problemi di obesità; passa dai milioni, ai miliardi, ai bilioni e fino ai trilioni di profitto con grande disinvoltura, spazzando via uomini e cose, per assoggettare tutto alla speculazione finanziaria mondiale. Con tracce di strozzinaggio incluse.
Il potere finanziario accorpato al potere politico si è dimostrato nel secolo scorso pericoloso quanto la bomba atomica, genera una concentrazione di potere che può sconfinare nella tirannia o peggio, indurre i matti della politica a farsi la guerra versando il sangue innocente dei poveri del mondo.
Ma separare il potere finanziario dal potere politico, mette i politici "senza portafoglio" (e di conseguenza anche i Giudici) al guinzaglio dei Banchieri; ormai talmente potenti da schiavizzare, sfruttare e uccidere interi popoli e interi continenti educatamente a norma di legge, alla faccia di Comunismo e Nazismo fracassoni associati.
Per secoli i popoli hanno guardato con sospetto la politica come se i peggiori crimini potessero venirgli da quel potere specialmente se corrotto o ideologizzato. Ma dopo tre quarti di secolo di democrazia e con la politica europea e direi anche mondiale ridotta a tappetino e persino vaso da notte della Finanza, forse faremmo bene a capire che il potere reale sta esclusivamente nel denaro. Punto e basta.
Togli il denaro ai banchieri e ne fai altrettanti impotenti barboni. E se lo togli ai politici, non li privi del potere di rubare i contribuenti o lasciarsi corrompere, ma li rendi assolutamente succubi di qualunque altro potere: sindacale, industriale, professionale, burocratico, giudiziario e finanziario.
Chi ha detto che l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re, ha centrato il problema del potere politico italiano senza "munizioni BCE".
Spogliato della sovranità monetaria dal 1981 ma a tutt'oggi ancora ritenuto potente, perché osa difendersi i vitalizi e la poltrona.
In Europa l'erba voglio cresce come gramigna solo nel giardino dei RE DI DENARI, nei fertilissimi caveaux della BCE.
Tutti gli altri politici e industriali con le pezze in c***, "diversamente banchieri", vogliono, vogliono, fortissimamente vogliono "EURI", ma legalmente possono solo sognarlI se non si rassegnano a rapinare e uccidere contribuenti o truffare clienti.
Questa è la politica d'Europa, e quanto possa durare lo sa solo Dio.

domenica 9 febbraio 2020

Vince chi scommette sul fallimento altrui?


A sentire gli addetti ai lavori, l'idea di democrazia che oggi è patrimonio dell'intera comunità mondiale è stata partorita 25 secoli fa. È in questo suo lungo cammino, chissà  guanti milioni di cervelloni si saranno arrovellati per risalire alle cause del suo costante malfunzionamento e predisporre soluzioni "socio-eco-compatibili".
Ma ahinoi, quanto a funzionalità i sistemi democratici lasciano ancora parecchio a desiderare: fatta salva qualche rara e illustre eccezione, per la maggiorparte dei popoli ancora politicamente immaturi, le democrazie sono più matrigne che madri; anche se non c'è popolo al mondo che non sia orgoglioso della propria democrazia e (se bellicamente attrezzato), non si arroghi il potere di esportarla a cannonate nelle dittature e nelle monarchie.
Ma la democrazia è ancora ben lontana dall'essere il salvagente dell'umanità, per una ragione semplice semplice. Nemmeno Dio è in grado di garantire che una ideologia politica restituisca di fatto ciò che promette a parole. 
Fare politica è come lanciare un sasso, se è giusta, centra il bersaglio, arriva alla soluzione, senza danni; se invece è sbagliata, al pari di un sasso lanciato da cani, rompe un vetro, e aggiunge problema a problema, danno a danno.
Ma peggio, prima che una scelta politica produca effetti concreti può passare un tempo così lungo da consentire al politico imbranato di scalare fino all'apice il potere e di incassare privilegi e guadagni astronomici, nonché la più assoluta impunità se la sua politica fa più danni che utili. 
Questo è il tragico paradosso delle democrazie: chi danneggia i popoli con una politica sbagliata ha il potere di incassare privilegi per sé ma non quello di fermare e di sanare gli effetti nefasti della sua malapolitica. Né il dovere di risarcire le vittime degli errori politici che sono all'ordine del giorno in ogni angolo del pianeta.
I danni prodotti da chi governa arricchiscono di consenso e potere chi al malgoverno si è opposto, ma anche chi tacendo ne ha favorito il percorso sapendo di trarre vantaggi futuri.
E questa è la massima iattura per qualunque popolo Democratico. In quanto l'opposizione incassa consenso e potere nel favorire le scelte sbagliate del governo e persino nel sabotare le giuste che potrebbero riconfermare al potere la stessa maggioranza.
Insomma le democrazie sono sbagliate perché negano un concetto fondamentale: non esistono politiche al 100% costruttive, e chi sbaglia dovrebbe avere il potere di correggere i suoi errori, non il dovere di passare la mano a soggetti il cui merito è di aver sostenuto o taciuto davanti ad una scelta sbagliata, sapendo bene di lavorare per il fallimento altrui e per il paradossale ed immeritato successo proprio.
Come lo è l'intera Europa e la BCE che sta strozzando i 19 stati che le hanno trasferito la sovranità monetaria.
Col senno di poi lo hanno capito tutti l'errore di entrare nell' organismo sovranazionale UE senza sufficienti Istituzioni politiche e Banca Centrale pubblica. Come denuncia uno dei principali artefici italiani d'Europa Giuliano Amato, che si domanda e ci domanda: " eravamo pazzi? ".
Certo che eravamo tutti svitati, eletti ed elettori, carnefici e vittime. E dopo fascismo, nazismo e comunismo, le catastrofi per i popoli d'Europa continuano, perché a porsi questa scomoda domanda c'è solo una risibile minoranza di non addetti ai lavori.
Speriamo che il seme del buon senso e della moderazione attecchisca e fruttifichi, per evitare di gettare, come nella prima Repubblica, il bambino insieme all'acqua sporca.

lunedì 3 febbraio 2020

Stato banchiere o barbone. È questo il problema?


A sentire gli addetti ai lavori, solo 9 Stati al mondo conservano la sovranità monetaria. Mentre gli altri 200, hanno parzialmente o totalmente ceduto ai banchieri privati la proprietà della moneta, e quindi il diritto di stamparla e la discrezionalità di prestarla. In Europa, l'Italia è fra questi.
E siccome il mondo è una polveriera sul punto di esplodere in tutti i sensi possibili e immaginabili, (ci mancava solo l'allarme pandemia), non sarebbe male domandarsi, ma a queste tragiche condizioni, chi ha portato l'intera comunità mondiale, i nove Stati sovrani, (e quindi "banchieri") per aver conservato la proprietà della loro moneta, o i 200 Stati "barboni", che cedendo ai banchieri privati il diritto di agire da Stati stampando denaro, hanno reso la politica dipendente (e quindi impotente) come un cagnolino spaurito al guinzaglio della Finanza mondiale? 
E la risposta a questa domanda la trovi guardando le condizioni pietose della comunità mondiale. Banche comprese.
Oggi la politica, in balia della Finanza, si trova nella stessa condizione di un povero che deve umiliarsi  a chiedere l'elemosina ad un ricco. Ma basterebbe poco per capovolgere il mondo.
Provate a svuotare  le tasche  dei banchieri e a riempire quelle dei barboni e in pochi secondi avrete capovolto la condizione economica di entrambi facendo ricco il povero e povero il ricco, senza grandi filosofie politiche, università, parlamenti e magistrature, governi e leggi finanziarie spaccacervelli e distruggipopoli.
Nel mondo, a fare la differenza, non sono più le industrie del bla bla: la cultura, la politica, la giustizia, ma la proprietà del denaro. Quella che gli addetti ai lavori chiamano sovranità monetaria.
Proprio come dicevano saggiamente i francesi in tempi non sospetti: 
L'ARGENT FA LA GUERRE.
I popoli conservano in buona salute la loro democrazia, non perché o quando decidono autonomamente da chi farsi governare, ma se hanno la proprietà della moneta, il diritto di stampare e spendere denaro. Il diritto di fronteggiare le calamità imprevedibili da Banchieri e non da Barboni.
Insomma i popoli finanziariamente autonomi mettono in mano ai loro governanti la lista della spesa, sapendo bene che hanno in gestione il portafoglio pieno per finanziare ed erogare servizi e garantire diritti.
Viceversa, quelli che hanno ceduto la proprietà della moneta, non essendo più autonomi (come i 19 Stati che hanno adottato l'euro), vivono in una democrazia finta, finanziariamente e quindi politicamente dipendenti dalla banca privata BCE.
Non possono più darsi un governo che dà ordini, ma uno condannato a prenderli dalla finanza europea e mondiale, come un qualsiasi barbone impegnato H24 a raccattare gli avanzi altrui nel disperato tentativo di rimanere a galla.
Voi pensate davvero che in queste barbare condizioni politiche sia possibile la competizione economica fra Stati "banchieri" liberi di aiutare gli imprenditori e quindi i lavoratori in difficoltà, e Stati "barboni", obbligati a fare tributariamente e burocraticamente macelleria sociale, che per milioni di famiglie povere è istigazione al suicidio?

venerdì 24 gennaio 2020

Chi indebita lo Stato, paghi !!!


Tutti gli Stati del mondo sono straripanti di debito pubblico, di poveri che vivono a pane ed acqua, di classe media che vive come l'asino in mezzo al frastuono e di ricchi scialacquoni.
Volete sapere perché i ricchi indebitano lo Stato pur sapendo di dover ripagare quel debito?
Perché sanno che a colpi di rapine tributarie almeno il 90% di quel debito fatto da loro, i governanti, che sono al servizio dei Paperoni da quando Cristo camminava per terra, dovranno prelevarlo derubando la classe media (imprenditoriale e professionale in primis) e affamando la povera.
Ma se i ricchi che hanno lievitato il debito pubblico corrompendo e rubando fossero tenuti a ripagarlo al 100%, proprio come all'uscita del ristorante che paga chi si è abbuffato, e non chi è stato investito dal profumo delle abbuffate altrui, qualche mezza idea di mettersi a dieta, gli sarebbe già venuta senza suggeritori.
Ma una legge (degna di questo nome) gradita ai poveri e alla classe media, e avversata da quelli che nei governi hanno le mani in pasta, (manager, industriali e banchieri) è condannata a rimanere pio desiderio da qui all'estinzione dell'umanità.

lunedì 20 gennaio 2020

Comunisti, ricchi di consenso a prescindere.


Ovunque ci siano tracce di democrazia, la sinistra non può che farla da padrona, non per merito dei politici o della loro politica, ma per l'immutabile composizione delle classi sociali.
In Italia il rapporto numerico lavoratori padroni nella peggiore delle ipotesi è 83 a 17 (di fatto è anche peggio, posto che le finte partite IVA si sprecano). 
E questo incancellabile squilibrio numerico fra dipendenti e autonomi rende qualunque democrazia sbilanciata a sinistra, (FINTA) comunista a prescindere.
Ma non è merito dei comunisti se incassano consenso anche dormendo come i Banchieri profitto. Di questo deve vergognarsi la destra perché la sinistra ha saputo accaparrarsi il consenso dei lavoratori, in quanto schiacciante maggioranza, mentre la destra non ha saputo conservarsi nemmeno quello dei grandi padroni, che da decenni hanno capito che il vento del consenso soffia sempre a sinistra, e, fiutato l'affare, votano, tifano, finanziano, sempre e solo comunista.
Quindi la sinistra ha il merito di aver capito come schiavizzare legalmente i popoli chiamando la sua tirannide costituzionalmente sancita, tutelata e benedetta, "democrazia ". 
In contrapposizione alle dittature di destra che per schiavizzare, anche soltanto il comune di roccacannuccia, devono essere criminali e feroci, non avendo nemmeno il consenso legale dei loro parenti stretti.
E siamo ancora all'antipasto; c'è pure la possibilità, tutt'altro che remota, che i lavoratori stanchi dei danni del comunismo in guerra finta col fascismo, votino in massa un partito di destra, ma il risultato non cambia, perché, a colpi di rivendicazioni sindacali, anche dalla destra fascista i lavoratori continuano a rivendicare politica comunista come un disco rotto: poco lavoro e molto salario, molti diritti e pochi doveri, zero rischi e zero responsabilità, nonché finta lotta all'evasione dei Paperoni e macellazione continuata di piccole e medie imprese.
E così, allo sfascio comunista, anche i politici liberali o fascisti finiscono per garantire continuità e consolidamento.
Esattamente quel che scriveva nel 1958 l'impareggiabile Tomasi di Lampedusa: in Italia, "tutto cambia perché nulla cambi".

lunedì 13 gennaio 2020

La pace è la continuazione della guerra con altri mezzi.


Due filoni scientifici hanno provveduto ai bisogni del genere umano dalle caverne ad oggi: quello che ha inventato modi e mezzi  per riempire pacificamente i granai sfruttando il lavoro onesto dei popoli, ma ha fallito alla grande; e quello rassegnato o convinto a doverli riempire con l’uso congiunto di trattori e carri armati.
Persino lo sfruttamento criminale della forza lavoro e la riduzione in schiavitù non sono bastati ad indurre i governanti a vivere di produttività pacifica  e rinunciare alla rapina finanziaria, tributaria, bellica e assassina.
Va da sé quanto sia miope far passare il mondo scientifico come vittima della politica; posto che nel migliore dei casi è il fornitore unico dei modi e dei mezzi usati dalla politica per una sufficiente produttività pacifica, equa ed ecocompatibile. O in alternativa di armi di distruzione di massa sempre più devastanti per l’uomo e il pianeta.
I politici guerrafondai e non, hanno ben poco di cui essere orgogliosi. Ma temo che i cervelli del mondo scientifico non se la passino meglio. Se avessero inventato un modello di produzione finanziariamente e politicamente giusto per lavoratori e padroni i popoli non avrebbero saputo che farsene dei tiranni sanguinari e nemmeno dei democratici col piglio duro alla Trump o Putin.
A noi italiani sono bastati Prodi e Ciampi alcuni ci mettono pure Andreatta, per ritrovarci alleggeriti della sovranità monetaria e trasformati da popolo sovrano a popolo somaro. Derubandoci di 70/80 miliardi annui di interessi passivi, impediscono ai coniugi italiani di procreare e agli imprenditori di produrre.
Dal 1981 (che è l’anno dello scippo della sovranità) ad oggi, l’impoverimento e l’imbarbarimento italiano è a dir poco allucinante. Tutta la classe dirigente e persino i capi di Stato si ritrovano a rubare per non cadere come comuni mortali nel burrone della povertà che per i poveri significa ricchezza di omicidi, suicidi e barbarie vecchie e nuove conosciute e sconosciute.
Insomma, è con quello che passa di uomini e mezzi il convento scientifico che l’intera comunità mondiale deve arrangiarsi politicamente ed economicamente in pace se può o in guerra se deve.

lunedì 6 gennaio 2020

Il sonno della ragione genera mostri


Una volta, quando i cervelli contavano più dei portafogli, il potere era vario, ne avevano tutti una piccola parte: il genitore, l'insegnante, il parroco, il maresciallo, il sindaco e a crescere fino al Presidente della Repubblica.
Ma dopo la globalizzazione, il potere sembra risucchiato e concentrato tutto nella finanza. Dai banchieri hanno finito per dipendere come cani al guinzaglio anche i più potenti capi di Stato; che da governanti sono passati ad exgovernanti e prendono ordini anziché darli.
Insomma i nostri politici governano l'Italia come fossero seduti al posto di guida di un aereo in volo, ma con pilota automatico inserito, e quindi retrocessi alla condizione di guidatori guidati.
Grazie ai politici italiani che nel 1981 trasferirono la proprietà della moneta dal popolo sovrano ai banchieri "filantropi" nazionali e poi BCE.
Quindi, è assolutamente irrilevante se al posto di guida dell'aereo Italia ora c'è un pilota professionista, un posteggiatore di auto, un venditore di caldarroste, un gatto o un cane addormentato. 
I reali piloti d'Europa (e temo pure del mondo) hanno inglobato  nel potere finanziario tutti i poteri possibili e immaginabili e condizionano e usano tutto e tutti a proprio vantaggio: istruzione, informazione, lavoro, sicurezza, sanità, previdenza e via elencando fino ai massimi poteri politici, tanto da guidare in automatico i 19 stati euro aprendo o chiudendo il rubinetto del credito a proprio profitto. 
Perciò il salvataggio o la distruzione dell'Europa Italia compresa è nelle robuste mani di BCE e  MES. Noi, per evitare le tragiche perturbazioni da spread, possiamo solo: pagare e tacere o andare col cappello in mano ai banchieri per farci prestare i soldi che avrebbero dovuto essere nostri a costo zero o quasi.
Prendete pure con beneficio d'inventario quanto sopra, perché non essendo io un addetto ai lavori né culturali né politici, posso aver capito male anche quel poco di verità che trapela.
Ma dettagli a parte, temo che se un popolo non può correggere la sua insufficienza produttiva (nemmeno quella dovuta alle più tragiche cause di forza maggiore, come terremoti alluvioni epidemie ecc.) stampando da sovrano moneta propria, non vive in uno STATO DI DIRITTO, ma è suddito di qualche tiranno.

lunedì 30 dicembre 2019

Urge miracolo !


Destri e sinistri la smettano di beccarsi come condomini di pollaio. Perché ha ragione la sinistra che accusa la destra di non aver saputo ingravidare il mercato di produttività e la giustizia di perequazione. Ma ne ha almeno altrettanta la destra che accusa la sinistra di non aver saputo insegnare agli italiani i doveri, la produttività e la responsabilità. 
Gestendo in regime di monopolio istruzione e informazione, ha radicato nel cervello dei lavoratori, peggio di gramigna, l'ossessiva rivendicazione di diritti impossibili e nei lavoratori autonomi l'idiota rassegnazione a salvarsi dalle devastazioni della politica comunista evadendo o corrompendo politica e burocrazia, tanto da legittimare il potere corrotto e rapace ad essere forte con i deboli da ripulire come una lisca di pesce e debole con i forti da cui spremere tangenti.
E hanno torto marcio entrambi, comunisti e liberali, perché non hanno nemmeno tentato di arginare gli errori che per sette decenni hanno imputato  e continuano ad imputare ai loro avversari politici.
Rimpallandosì le responsabilità stanno producendo in questa povera Italia e a danno degli italiani un livello di devastazione morale e materiale mai riscontrato nemmeno durante la prima e la seconda guerra mondiale assommate.
Il mio amico Alberto Simone ha scritto: "se dall'unità d'Italia, il sud non esce dalla povertà, vuol dire che la formula politico-economica per schiavizzarci è perfetta."
E tale lo è scientificamente. Ci sono due modi per legittimare chi è al potere: aiutarlo sottobanco per incassare favori; oppure combatterlo per convertirlo in compagno di merende. Proprio quello che i 5 Stelle e i Mattei stanno facendo in quest'ultima legislatura. 
Prima hanno combattuto Renzi e si sono sposati Salvini. Poi, finiti i baci abbracci col Matteo numero uno, sono convolati in seconde nozze col Matteo due. 
Ora i baci e abbracci sono per Renzi, e le parole di fuoco come fascista razzista nazista sono riservate in esclusiva a Matteo Salvini.
Ma tranquilli, niente paura, l'indecente spettacolo continua con relativo strascico di incriminazioni per chi osasse proporsi da unto del Signore salvatore degli italiani.
Se mai a palazzo Chigi dovesse entrarci un dittatore sanguinario, modello Stalin o Hitler, da li ne uscirebbe dissanguato, perché in Italia il potere è talmente polverizzato che manco Dio ne avrebbe abbastanza per governare la foresta delle istituzioni italiane anarchiche, che di diritto o di fatto operano per garantire privilegi e potere ai farabutti, e incremento infinito dello sfascio nazionale per i poveri sudditi.

La miscela divina geni-cretini è inalterabile


Per millenni la cultura occidentale è servita a formare persone e produrre cose di altissimo e rarissimo valore. Ma da alcuni decenni sta devastando a tal punto il pianeta, da mettere in forse il futuro dell'umanità. 
E la ragione è ovvia. La miscela geni-cretini (resistente a qualunque manipolazione pedagogica) è "made in padreterno": decide Lui di quanti Galileo, Leonardo o Einstein va rifornita la massa dei cretini condannata a sapere sempre di più ma a capire sempre di meno.
E pure ciò non basta a rinsavire gli umani, visto che il sistema scolastico italiano e direi mondiale si arroga il potere di convertire l'intera fornitura di cretini veri in geni finti e ormai con i popoli e il pianeta al collasso siamo al "sisalvichipuò". 
Privo di titoli, il cretino rimane ai margini del sistema sociale con braccia robuste al servizio dell'agricoltura, pesca, industria, commercio, o nettezza urbana. Ma se può esibire laurea, master e una ricca bustarella sottobanco, nemmeno stalin, hitler e mussolini associati riescono ad impedirgli di arrampicarsi fino al vertice delle istituzioni da classe dirigente acefala, sfruttatrice e tiranna. 
E provate voi a immaginare le vagonate di valore aggiunto che può produrre a vantaggio del sistema Stato, un cretino che può certificare, con titoli e mezzi di essere competente, anzi genio. Salvo poi, una volta agguantato il potere, offrirsi da utile idiota agli squali del mercato e della finanza o mettere all'incasso a colpi di bustarelle la forza schiavizzante del potere culturale, sociale, politico, economico di cui è "portatore malato".
Come dire, che l'istruzione, a colpi di finta formazione, asfalta la strada e accende semaforo verde per l'accesso alle istituzioni al gregge dei devastatori letali di popolo, Stato e pianeta.
E quando l'esercito dei cretini pubblici ha occupato poltrone sedie e strapuntini, alla sparuta minoranza di intelligenti veri che da li non fosse ancora fuggita, non resterebbe che rassegnarsi e arrendersi, perché in democrazia non esiste progetto di risanamento o di buongoverno che si possa avviare o completare senza il consenso dei più.

L'enorme massa di geni finti pubblici e privati che avendo ricevuto dal mondo della cultura un cervello del valore di un vaso da notte e il potere politico di metterlo a frutto a danno degli altri senza responsabilità, non se lo lascia certo svalutare.

domenica 22 dicembre 2019

La vera cultura salva i popoli, il resto è aria fritta.


Tiranni criminali e popoli ignoranti hanno procreato e nutrito l'umanità per millenni.
Poi sono arrivati i popoli democratici, i loro governi, i professori, i giornalisti, i professionisti e gli scienziati so tutto io, a sbarrare il futuro all'umanità distruggendo il pianeta.
I contadini, scarpe grosse e cervello fino, persino se governati da tiranni, hanno regalato al genere umano per diecine di millenni geni di tutte le razze da Talete ad Einstein e passando per Socrate, Platone, Aristotele, Pitagora, Galilei, Leonardo, Michelangelo e via elencando. Tutti portatori sani di cultura ed arte ineguagliati e forse ineguagliabili.
Poi, una volta accoppati i tiranni e fintamente alfabetizzati e democratizzati gli umani, il conto alla rovescia per la lievitazione dello sfascio e la distruzione del pianeta si è innescato con la semplicità di un cambio di marcia o un colpo di acceleratore ad una Ferrari di Formula 1, per merito dei cacasenno laureati, masterizzati e in-degnamente prestati alla politica, alla burocrazia, alla giustizia, al mercato, alla finanza per sfruttare umanità e pianeta fino all'autodistruzione.
Ovunque, salvo rare e pregevoli eccezioni, la malacultura ha generato malapolitica. E in Italia siamo arrivati ad un tragico livello di stupidità, perché i governanti non hanno capito che l'opposizione (sale della democrazia), è sacrosanta in Parlamento, dove Deputati e Senatori sono tenuti a sindacare l'operato del governo, tramutando in legge i decreti o bocciandolì. Ma replicare nel governo, (che almeno moralmente dovrebbe essere un'istituzione terza, a garanzia di uguaglianza e giustizia sociale) la stessa feroce opposizione (salva poltrone e privilegi per classe dirigente onesta fino alla lira) che destra e sinistra si fanno nelle aule parlamentari, è devastante quanto l'apocalisse, quando e dove ci sono problemi che necessitano di interventi veloci o immediati per salvare la borsa e la vita di una regione o di un intero Popolo. 
Vi basti pensare ai problemi incancreniti  dei terremotati, alluvionati, disoccupati, 5 milioni di poveri assoluti, e i problemi Ilva e Alitalia (per non parlare poi del debito pubblico astronomico) che ci trasciniamo come palla al piede del sistema economico Italia agonizzante.
Governare litigando, come coniugi a rischio separazione, mentre la montagna delle emergenze ci frana addosso, se non è giuridicamente criminale è a dir poco demenziale.

lunedì 16 dicembre 2019

Strozzini e filantropi: che siano compagni di merende?


Per quanto la natura e la cultura vogliano diversificarci, la finalità complessiva di ogni Popolo o di tutto il Genere Umano è unica ed immutata dalle caverne ad oggi: correre per istinto di conservazione dalla povertà alla ricchezza alla massima velocità di cui si è capaci.
C'è chi, pur terrorizzato dalla povertà e dall'egoismo si muove onestamente, ma così resta povero o lo diventa anche se ricco.
C'è chi punta a conservarsi ricco, sfruttando e macellando tutti i poveri che gli capitano a tiro, ma anche tutti i ricchi che non hanno la stoffa per rimanerci tali a vita.
E c'è chi si finge nemico giurato dei ricchi e strenuo difensore dei poveri, ma ci specula e arricchisce da professionista  del  caporalato, offrendoli a milioni in pasto alle consorterie finte legali ma vere criminali del mercato globale.
Perciò non fatevi prendere per il lato B, dagli arrampicatori sociali della cultura, politica, sindacato, stampa, mercato o finanza. 
Che si fingano di destra o di sinistra di centro-destra o di centro-sinistra o di centro, o di sopra o di sotto, la finalità per cui pensano e agiscono è unica per tutti e 7 i miliardi di umani; fuggire dalla povertà in tre modi: lavorando onestamente da cani, o sfruttando il prossimo in perfetta legalità ma scarsa moralità, oppure arraffando ricchezza da avanzi di galera.
C'è solo da capire se il generatore dei peggiori guasti per l'umanità siano davvero come tutti crediamo, solo i Banchieri e gli Esattori, oppure si siano giá attrezzati di compagni di merende nel mondo della cultura, ricco di professionisti autorevoli e onesti, ma anche Fior Fior di truffatori, di filantropi finti e caporali veri, che arricchiscono due volte: fingendo di salvare poveri, e poi consegnandoli ormai rassegnati a perdere la borsa e la vita, al mattatoio dei ricchi.
Nel secolo scorso mezzo mondo pensò che l'abolizione del diritto di proprietà avrebbe portato all'estinzione la razza degli umani ingordi e rapaci, ma l'egualitarismo comunista portò a l'estinzione pure quella degli altruisti e dei capaci.
Ora che il freno del Comunismo si è rotto, l'intera umanità è affidata a l'acceleratore del liberismo, col suo ossessivo diritto di proprietà, sfascia popoli stati e pianeta.
Mi sa che dovremmo affrettarci a tirare il freno a mano, prima che sia tardi per tutto e per tutti.

martedì 10 dicembre 2019

Oggi chi ti tira fuori dalla "mer..", lo fa per farti del bene?


Se in disaccordo coi più, ti capita di pensare che le case farmaceutiche sono la salvezza dei popoli, tranquillo, stai andando bene. Quelle, a differenza dei becchini, i profitti possono farli solo con te vivo. 
Perciò, visto che siamo in argomento, ti conviene non dimenticare mai che i moderni sistemi sociali non sono altro che lussuose agenzie di pompe funebri. Consorterie di strozzini ed esattori in giacca e cravatta che fanno profitti ripulendo piccoli e medi proprietari, se onesti, o pessimi amministratori dei loro beni.
Che per debolezza culturale o intellettiva, scarso potere politico, cronica incapacità di corrompere, stato di insolvenza momentaneo o lungo stato di necessità tipico degli onesti di qualunque razza, diventano prima o poi vittime del cannibalismo finanziario e/o tributario moderno.
Eserciti di "autorevoli" cultori in scienze giuridiche, tributarie e finanziarie capaci di garantire alla clientela, che la loro malattia economica evolva "felicemente" in bancarotta, e che dopo spolpati e ripuliti a regola d'arte, possano scegliere in assoluta libertà, se rimanere in braghe di tela o andarsene in cappotto di legno.
E ora che vi ho raccontato come lo Stato italiano spreme i suoi contribuenti onesti e morti di fame per ingrassare i miliardari, vi racconto come sperpera la ricchezza pubblica importando disperati dall'Africa per affamarli e allungare l'esercito dei poveri italiani.
Un morto di fame non può offrire un pranzo completo manco in trattoria e si spaccia da benestante pagando il caffè a l'amico meno costoso che non ha consumato brioches.
In Italia, i morti viventi della politica finta, di questa filosofia ne hanno ricavato una professione super redditizia e riescono a mischiarsi ai politici veri e a sembrare più veri dei politici veri con un piccolo gioco di prestigio. Fanno i finti filantropi col portafoglio altrui: offrono caffè senza brioche, elemosina senza lavoro, salvataggio senza salario, presente senza futuro.
Non potendo offrire salvezza salariale manco ai loro figli e nipoti, offrono salvataggi in mare agli immigrati. E quando li hanno scaricati sul suolo italiano il loro programma filantropico truffa è in-felicemente abortito. Concluso con un pienone di consensi e profitti elettorali e finanziari per i primi e di fame per gli ultimi, che un lavoro onesto e degnamente retribuito non lo vedranno mai.
La vera salvezza socio politico economica dopo il finto salvataggio, è un programma troppo ambizioso per gli accattoni della politica di sinistra e i ladroni della politica di destra.

I mattoni, la malta e i muratori di un paradiso fiscale


A fare civile o barbaro un popolo sono gli intellettuali. E l'Italia è afflitta da una tragica carestia di liberi pensatori, di pedagogisti e comunicatori capaci di formare e nutrire cervelli autonomamente pensanti.
Sono tutti archi di scienza ma dimenticano che in democrazia bisogna convincere non costringere. Pretendere di maturare cervelli malmenando gli ignoranti è fallimentare.
Se le democrazie fossero il governo dei pochi, per quello che vale l'onorevole e professor Sgarbi come persona, nel mondo della cultura e della politica, dovremmo definirlo Dio. Ma per nostra disgrazia sono il governo dei più, come dire dei meno dotati intellettualmente, e liberissimi di accettare o rifiutare gli sgarbismi dei più dotati.
E poiché Capre e Montoni sono comproprietari della stessa barca chiamata Italia, costantemente a rischio affondamento, l'unico modo che hanno i montoni per rendere inoffensive e produttive le capre, è quello di indurle ad un comportamento virtuoso ma facendoglielo sentire non solo conveniente, ma come una loro libera scelta.
Ecco perché nel mondo si sono affermati due ben distinti modelli di Stato: i paradisi fiscali impegnati ad attrarre banchieri e gli inferni fiscali all'italiana, per scacciare banchieri e fare incetta di barboni.
E se questa è la nostra realtà oggettiva da cui partire, una domanda sorge spontanea: poiché Inferno e paradiso sono agli antipodi, è più intelligente chi si organizza per governare un paradiso sociale convincendo le masse, oppure chi crede di costruirlo brutalizzandole con imposizioni come la lotta all'evasione fiscale che riduce al fallimento milioni di piccoli imprenditori e lavoratori e non di rado al suicidio, per proteggere e ingrassare i grossi "prenditori": le multinazionali economiche, finanziarie e mediatiche, fino a convertire l'ex paradiso italiano, (millenaria terra di geni, santi, navigatori ed eroi), nel peggiore inferno fra le presunte democrazie civili e progredite dell'occidente?

domenica 1 dicembre 2019

Eleggibili dovrebbero essere le idee non i ciarlatani.


A tutt'oggi la buona politica non esiste. I tiranni schiavizzano, i democratici rubano, l'aristocrazia culturale truffa, quella finanziaria e fiscale strozza e rapina. E i  cretini al potere si offrono in massa da utili idioti. 
Un uomo solo al comando è pericoloso, un esercito di incapaci ancora di più. 
Perciò, più che allargare il diritto di voto ai giovani, il diritto di candidarsi aperto a tutti andrebbe chiuso, anzi sbarrato dal neonato al moribondo.
Gli unici candidabili al potere dovrebbero essere i portatori sani di idee che si siano già dimostrate produttive e contributive di valore aggiunto per la collettività ed in perfetta salute. 
Non quelli che si dicono gravidi di idee come montagne, ma dopo un secolo non hanno ancora partorito un topolino, una quattro soldi bucata di ricchezza pubblica, perché in massa tutelano interessi particolari rapaci e non di rado criminali, e prima che la magistratura possa renderli inoffensivi, del Popolo e dello Stato non hanno lasciato nemmeno le impronte digitali.
Dario Franceschini ha commentato le ultime elezioni in Umbria con queste sagge parole: "la destra si ferma col buongoverno".
Verissimo. Il malgoverno della sinistra consegna il potere alla destra. Così come il malgoverno della destra lo restituisce alla sinistra.
Basta con i ciarlatani che garantiscono privilegi per sé, e rovina per popolo e Stato. L'accesso alla pubblica amministrazione dovrebbe essere limitato a chi ha già dimostrato di saper essere produttivo di beni o servizi autonomamente e non strozzando gli italiani con tassi e tasse rapina. Chi ha il potere di vivere con i soldi degli altri può spacciarsi per genio anche se è lo scemo più scemo del paese.
Eleggibile dovrebbe essere il portatore sano di una idea lievitatrice di PIL, non i ciarlatani che truffano l'umanità fingendosi intellettuali illuminati e geniali governanti, ma alla prova dei fatti si rivelano tutti rozzi e rapaci approfittatori.
Servono quattro cose per tentare di salvare gli stati spazzando via le nuvole di Aria Fritta che incombono su tutto il continente almeno da mezzo secolo: progresso scientifico e tecnologico ecosostenibile, cultura non ideologizzata, giustizia sociale concreta e proprietà della moneta restituita ai singoli popoli sovrani d'Europa.

martedì 26 novembre 2019

La destra italiana è contro la BCE ?


Non so quanti dei 19 stati che hanno adottato l'euro hanno consegnato alla BCE la loro sovranità monetaria. 
Ma da quel momento, credo possa accettare di governare un paese che si è amputato la sovranità e ha rinunciato alla proprietà della moneta (come dicono dell'Italia ) soltanto un ignorante in fatto di economia, anche se ha immagazzinato nel cervello tutto il resto dello scibile umano.
Un matematico o un economista accetterebbe obtorto collo l'incarico di "Premier senza portafoglio", con la responsabilità di governare un intero Popolo senza disporre delle risorse economiche necessarie per far fronte almeno alle emergenze climatiche, economiche, sanitarie o alle turbolenze finanziarie imprevedibili.
Perché sarebbe come accettare di fare la spesa per qualcuno che ti allunga l'elenco delle cose da comprare, ma dopo avertelo mostrato, il portafoglio se lo rimette in tasca. Come dicesse, pensaci tu ai soldi, prestateli a strozzo e arrangiati.
Ma per fare ora i conti in Italia dopo un trentennio di questo andazzo, con un diluvio di disoccupati e di pensionati che non ce la fanno, un debito pubblico astronomico, l'imprenditoria in disarmo e il territorio in disfacimento, il popolo italiano dovrebbe arretrare come diritti  e qualità della vita almeno di un secolo e mezzo a prima dell'Unità d'Italia.
Viviamo come asini nel frastuono con due scuole di pensiero che ci ubriacano di notizie contrapposte: una che attribuisce tutte le colpe alla mafia finanziaria mondiale e l'altra che considera terroristi quelli che vedono nella " presunta " perdita della sovranità monetaria la causa di tutti i mali italiani ed europei.
Per quel poco che ne capisco Io non esiste un solo sistema che sia al 100% legale o criminale, salvifico o distruttivo, la differenza la fa sempre l'onestà e l'intelligenza degli uomini.
Ma è evidente che il frastuono mediatico riguardo alla nostra sovranità monetaria "illegalmente?" ceduta alla BCE, non disturba la magistratura italiana, che non trova una sola notizia criminis di cui occuparsi.
Io non so quando possa finire questa Giostra di matti, col mondo della finanza europea e mondiale combattuto peggio della mafia, e a che prezzo politico economico e sociale finirà.

lunedì 18 novembre 2019

Noi umani siamo più autonomi o più automi?


Forse i sistemi sociali  non sono da restaurare ma da ripensare; perché se si rappresenta la realtà con parole sbagliate ci si infila in un vicolo cieco. E non di rado con largo spargimento di sangue.
Come definire giuridicamente un fornaio lavoratore autonomo, pur sapendo che per il grano dipende dal contadino, per la farina dal mugnaio e per il profitto quotidiano, fisco permettendo, dai consumatori di buon appetito.
O considerare lavoratore dipendente, chi, autonomamente, produce forza lavoro, e indipendente l'imprenditore (al 90%  povero quanto il lavoratore e anche di più ) che quel lavoro ha bisogno di comprarlo e pagarlo.
Può dirsi forse indipendente solo chi possiede denaro per comprare beni o servizi? Certamente no.
Anche il banchiere che possiede denaro a vagonate è dipendente dai risparmiatori e dalla clientela che compra prestiti e restituisce profitto. Se i mutuatari non avessero bisogno dei mutuanti, i banchieri mangerebbero mazzette di denaro dei risparmiatori, senza un centesimo di profitto, quindi non è autonomo nemmeno chi ha tanto denaro da poterlo prestare.
Indipendente o autonomo è chi possiede qualcosa che non dipende da nessuno, cioè il lavoratore che produce forza lavoro a prescindere se serve a lui o se viene acquistata da terzi, ma giuridicamente è configurato come dipendente.
Mi sa che la civiltà umana è montata alla rovescia ! I soggetti solo dipendenti o solo autonomi esistono nella fantasia prima dei filosofi e poi dei legislatori, ma di fatto siamo tutti culturalmente e materialmente interdipendenti.
Perciò è una millenaria falsificazione giuridica dividere l'umanità in lavoratori dipendenti poco o niente responsabili, e lavoratori autonomi omniresponsabili.
Questo fatto non ha messo solo i popoli ( per un secolo comunisti contro capitalisti e viceversa ) ma persino i singoli individui in guerra con se stessi, arricchendo i sistemi stato di classi sociali antagoniste: sfruttati e sfruttatori, impotenti e potenti, deboli e forti, poveri e ricchi, onesti e disonesti, contribuenti ed evasori, impegnati a farsi la guerra a livello locale e mondiale e ad affondare in massa, posto che siamo tutti in un'unica barca chiamata pianeta Terra che incomincia ad avere qualche difficoltà a sopportarci.
A giudicare dalle condizioni italiane e mondiali: Venezia annega e l'Amazzonia brucia; i capitani della cultura, politica, mercato e finanza che governano questa Babele mondiale, avranno pure  i titoli e il potere per farlo al meglio; ma a giudicare dai fatti, sembrerebbero appena una punta più sobri di ubriachi all'uscita dall'osteria.

mercoledì 13 novembre 2019

Se dalla politica non piove perequazione piove distruzione


Se istruisci un popolo non puoi più schiavizzarlo perché ti ammazza in quattro e quattr'otto. E se lo istruisci bene per lasciarlo libero, diventa ingovernabile. Non si lascia più guidare dalla politica sulla strada del BENE COMUNE, ma guida gli illusi del potere sulla via che ritiene migliore per sé.
Acquisisce laurea e master a spese della collettività, e se non riesce a sfruttarli in Italia nemmeno a colpi di corruzione, poi corre a monetizarli all'estero a vantaggio di altri popoli magari nemici dell'Italia e degli italiani.
La buona politica è quella che non asfalta una strada per lasciare sterrata un'altra, sapendo bene che la massa dei lavoratori, potendo scegliere liberamente si riverserà sulla strada asfaltata che troverà socialmente ed economicamente più vantaggiosa. E gli acefali della politica italiana hanno fatto esattamente così in 7 decenni, con l'avallo del sindacato dei lavoratori. 
Hanno asfaltato la strada del lavoro dipendente e lasciato sterrata quella del lavoro autonomo, ottenendo così, come encomiabile risultato, (per cessazione o fallimento di imprese) un ingorgo di lavoratori disoccupati e una rarefazione dei lavoratori autonomi: imprenditori e professionisti onesti.
Ora servirebbe la politica opposta, quella che privilegia il profitto al salario per riequilibrare la barca Italia che sta affondando, ma i numeri per fare politica li hanno soltanto i lavoratori e i pensionati che alla politica continuano a chiedere lo sgozzamento fiscale dei padroni dimenticando che i padroni onesti li hanno già tutti accoppati da un pezzo e i criminali che sono rimasti non sono più governabili né con le manette né con la ghigliottina.
Sono imprenditori mobili più mobili di un pugile sul ring capace di schivare i colpi dell'avversario e di assestargli i suoi. Vedi Taranto. Hanno già il loro bravo paradiso fiscale e la valigia pronta per delocalizzare. E se non bastasse citano  pure l'Italia per danni.
In democrazia la buona politica non si fa migliorando le scuole guida e distribuendo patenti ma asfaltando le strade a cominciare da quella del lavoro autonomo da cui ha origine l'incremento dei salari, la libertà, la giustizia sociale e la salvezza integrale di popolo e Stato.

lunedì 11 novembre 2019

Di salute cagionevole è solo la finanza


L'intera umanità teme il mondo della finanza come gli ebrei il nazzismo. Di questo passo i banchieri "filantropi" potrebbero produrre più devastazione di comunismo e nazismo assommati.
E pure basta poco per scoraggiare il cannibalismo finanziario e alla lunga estinguere la razza dei banchieri, che nella UE, con la destrezza di borseggiatori, hanno sottratto a 19 popoli sovrani la proprietà della moneta e alla politica il potere di stamparla e governare autonomamente senza la paura del debito pubblico, della montagna di interessi passivi e dello spread assassino, che la tengono, ( almeno in Italia sembra così ) costantemente al guinzaglio della finanza mondiale, come una cagnetta impaurita.
Da come ci presenta la realtà il mondo dell'informazione, pensiamo che gli stati siano tutti di salute cagionevole mentre la finanza sembra un bunker inespugnabile e resistente persino alla bomba atomica. Ma è l'esatto contrario: di salute cagionevole è la Finanza locale e mondiale.
Oggi i banchieri sembrano di ottima salute perché hanno il potere di stampare denaro; ma ci sono, (anche escludendo i falsari), altri tipografi concorrenziali che mettono in forse la sopravvivenza dei banchieri.
Sono gli imprenditori, che impiegando i laboratori, producono ricchezza reale: profitto, salari e tasse, ed è come se stampassero banconote di un valore immensamente più grande per l'intera collettività, perché reale espressione del valore del Popolo produttivo contributivo e dello Stato perequativo.
Quindi il compito della Finanza è quello di impedire alle zecche concorrenziali della imprenditoria, di entrare in competizione con la zecca bancaria che si è arrogata il potere di concentrare ricchezza sporcando di inchiostro la carta. 
Ma se non trovasse in giro povertà da fingere di alleviare, la filantropica finanza mondiale diventerebbe anoressica  e defunta.
Perché è la povertà dei popoli a fare ricchi i banchieri, e inossidabile il loro potere persino di condizionare e piegare la politica e non solo la politica ai loro "pulitissimi" interessi privati.
Vi siete mai chiesti perché nel sud povero d'Italia dove le imprese falliscono a grappoli le banche fanno profitti astronomici e nelle regioni del nord straripanti di imprese ricche le banche falliscono? Perché è il fallimento socio economico dei popoli a fare ricchi i banchieri. Lo sviluppo li ammala e li uccide e la recessione li tiene in ottima salute.
Perciò, ogni volta che possono insinuarsi da unti del Signore nel potere politico, i banchieri spediscono a Palazzo Chigi i loro cavalli di Troia, autentici geni  nel favorire l'indebitamento o accelerare la bancarotta del Popolo e dello Stato, che per la Finanza italiana europea e mondiale è tutto grasso che cola.
Però ad onor del vero va detto, che se i finti vegetariani della politica italiana, ora impegnati in un finto taglio di privilegi, ritornassero padroni della "ZECCA", come nella prima Repubblica, ipso facto sì riconvertirebbero al cannibalismo finanziario mondiale come e più di prima.

lunedì 4 novembre 2019

Dov'è lo scandalo?


Questo pezzo è stato scritto nel 2013 e ripubblicato su pensalibero.it del 4/11/19

Non è escluso che all’origine i cavernicoli si siano scandalizzati perché l’acqua è umida, il fuoco brucia e una testata contro la roccia fa venire l’emicrania. Ma se avessero continuato inutilmente ad ammorbidire la roccia a capocciate, come noi italiani la politica, la giustizia, l’informazione e il mercato, di sicuro ci avrebbero rimesso le penne e estinto la razza umana.
Quindi, l’unica cosa scandalosa in Italia, è conservare lo status quo per continuare a meravigliarci all’infinito che i PM comunisti sono i persecutori di Berlusconi, i politici italiani sono una casta ladra, i giornalisti sono pennivendoli, gli imprenditori sono sfruttatori, truffatori, falsificatori ed evasori.
E dov’è lo scandalo? Se affidi un orfanello ad una coppia di amorevoli cannibali, non troverai certo scandaloso che se lo mangino, ma che corrano in tribunale a chiederne l'adozione. E se ospiti una famiglia di ebrei in un campo di sterminio nazista, puoi scandalizzarti solo se la ritrovi al bar felice a gustarsi un gelato, non se sparisce nel nulla.
Certo, la giustizia, l’informazione e il mercato sono quelle che sono. Ma in Italia dov’è la cultura e la politica in grado di migliorarle? Berlusconi è un portatore sano di tifo calcistico. E’ figlio e padre di una razza di guelfi e ghibellini, neri e rossi, atei e cattolici, fascisti e comunisti, milanisti e interisti, tutti divisi in due squadre di campioni nel tiro alla fune, che quando la squadra perdente allenta la presa, la vincente vince, ma finendo come Berlusconi col culo per terra.
Perciò in Italia è solo scandaloso scandalizzarsi. Avremmo dovuto farlo quando il visus della competizione si propagava per contagio dallo sport e dal mercato al mondo della cultura e da li alla politica e poi alla giustizia.
Ora i comunisti e i fascisti potremo pure sfrattarli dalla politica, ma non più dalla istruzione, informazione, burocrazia e giustizia. E se quelle istituzioni che avrebbero dovuto essere apolitiche, imparziali e terze, sono da mezzo secolo, schierate e politiche, l’Italia come avrebbe potuto non trasformarsi in quella repubblica delle banane che è?
Ma voi direte dove è la prova che la giustizia italiana è di parte. Semplice. Le sentenze definitive che dovrebbero acquietare la sete di vendetta e di rivalsa nel popolo, in Italia sono una istigazione al linciaggio, se non proprio a delinquere. Se condannassero Berlusconi a 30 anni di galera, i comunisti farebbero carte false per appioppargli l’ergastolo, e se beccasse quello, vorrebbero la pena di morte, e se gli dessero quella, la vorrebbero a testa in giù come Mussolini a piazzale Loreto, e ci sarebbe persino chi lo preferirebbe legato e squartato da due tir lanciati in direzione opposta.
Insomma, il feroce accanimento persecutorio e vendicativo dei comunisti, contro il mangiacomunisti Berlusconi, è più che giustificato: è scandaloso solo scandalizzarsi; perché se i fascisti avessero potere farebbero altrettanto ai comunisti.
Se nella magistratura è diventato normale che ci siano PM e Magistrati comunisti e fascisti, è il minimo sindacale che il Berlusconi finisca condannato da un tribunale comunista o assolto da uno fascista, posto che la finalità del comunismo è rendere fuorilegge i padroni sfruttatori ed evasori a prescindere come lui, e quella del fascismo legittimarli.
Provate voi, (in un Paese dove si può finire accoltellati a trovarsi per sbaglio nei pressi di uno stadio dopo una partita persa da chi era certissimo di vincerla) ad assommare in un piccolo uomo, la proprietà del Milan, di un impero economico, di uno mediatico, del partito azienda PDL, e la proprietà di Palazzo Chigi per tre legislature, e vedrete se quel poveretto non deve proteggersi persino dalla sua stessa mano sinistra che lo vuole accoltellato e dalla destra che non ce la fa a proteggerlo.
Io non so se il Presidente Napolitano ha voluto illudersi o illuderci sponsorizzando quello Letta, come governo delle “larghe intese”. Ma lasciando a magistrati, politici e giornalisti fanatici, piena libertà, si sarà illuso pure lui che, a spese di quel fesso del popolo italiano che non ce la fa più, non lo avrebbero mai ridotto in quel “governo delle lacerazioni mortali” che è.